mercoledì 19 agosto 2026

Recensione: Invito mortale R.S.V.P.

 

Invito mortale R.S.V.P.
di Pauline Perrier

Editore: Elliot
Prezzo cartaceo: € 20
Prezzo digitale: € 2.99
Pagine: 312
Traduzione a cura di: Francesco Leto


Kelsey Lewis è una consulente piuttosto particolare. Con la sua ditta di pompe fune­bri, fornisce ogni servizio utile ad accompagnare le famiglie in lutto; inoltre, su richiesta dei morituri si occupa di sistemare eventuali que­stioni rimaste in sospeso dopo il trapasso. Il lavoro assorbe dunque ogni momento della sua vita, nel corso della quale Kelsey ha già vis­suto molte perdite. Un giorno, riceve per posta un invito anonimo al pro­prio funerale, fissato a trenta giorni a partire da quel momento. Kelsey non riesce a prendere sul serio la fac­cenda, nonostante la preoccupazione della cugina Sophie la spinga a inda­gare per capire se si tratti di un maca­bro scherzo o di una reale minaccia. Ma chi potrebbe desiderare la sua morte? E soprattutto, perché?

Mentre il tempo scorre verso il giorno fatale, Kelsey si sorprende a pensare all’invito mortale come a una sorta di sfida: e se, invece di fuggire o di cercare di scoprire l’identità del suo persecutore, andasse incontro di buon grado all’appuntamento?



Ci sono libri che fanno della suspense il loro punto di forza, mantenendo il mistero fino all'ultima pagina. Invito mortale R.S.V.P. sceglie invece una strada diversa: fin dal titolo e dalle primissime pagine rivela quello che dovrebbe accadere alla protagonista. Kelsey Lewis, infatti, riceve un invito al proprio funerale, già fissato a trenta giorni di distanza. Un espediente narrativo che potrebbe sembrare un'anticipazione eccessiva, ma che in realtà si trasforma nel vero motore della storia. La domanda non è cosa succederà, bensì chi abbia organizzato tutto questo e, soprattutto, perché abbia deciso di prendere di mira proprio lei. È proprio questo interrogativo a stimolare la curiosità del lettore e a spingerlo a proseguire nella lettura.
Kelsey lavora in un'agenzia funebre, dove si occupa di accompagnare le famiglie nell'organizzazione dell'ultimo saluto ai propri cari e di esaudire le ultime volontà dei defunti. La sua quotidianità, inevitabilmente a stretto contatto con la morte, viene improvvisamente sconvolta da quell'inquietante partecipazione che la costringe a mettere in discussione ogni certezza e a dare inizio a una corsa contro il tempo. 
Ho apprezzato il fatto che la protagonista non venga dipinta come un'eroina infallibile. Kelsey reagisce con paura, incredulità e determinazione a una situazione fuori dall'ordinario, mostrando fragilità che la rendono credibile. Tra gli aspetti che ho trovato più piacevoli c'è anche il rapporto che instaura con i due anziani ricoverati in ospedale: le loro scene regalano una parentesi più umana e delicata all'interno della vicenda, alleggerendo la tensione e mettendo in luce il lato più empatico della protagonista.
Il romanzo non si limita a costruire un mistero, ma racconta anche una trasformazione interiore. Il conto alla rovescia verso quella data apparentemente già scritta diventa per Kelsey l'occasione di fermarsi e guardare con occhi diversi la propria esistenza. Nel corso della storia riscopre gradualmente quell'energia vitale e quell'empatia che, complice il lavoro e gli anni trascorsi a convivere quotidianamente con la morte, sembravano essersi affievolite. Anche l'incontro con il giovane sportivo contribuisce a questo cambiamento, aiutandola a ritrovare il piacere delle piccole cose e una rinnovata gioia di vivere. È un messaggio che va oltre il thriller e invita a riflettere sul valore del tempo e sulle seconde possibilità.
Lo stile di Pauline Perrier è semplice e scorrevole, con capitoli brevi che rendono la lettura piacevole e veloce. Pur senza puntare su continui colpi di scena, il romanzo mantiene viva la curiosità grazie al desiderio di scoprire cosa si nasconda dietro quel misterioso invito e quale sia il filo che lega tutti gli eventi.
Invito mortale R.S.V.P. è un thriller che unisce suspense e riflessione personale, costruendo una storia che parla sì di morte, ma soprattutto di vita. Perché, in fondo, il vero viaggio di Kelsey non è soltanto quello per scoprire chi le abbia inviato quell'inquietante partecipazione, ma anche quello che la porterà a riscoprire sé stessa e il valore del tempo che le resta da vivere.

Durata della lettura: Due settimane
Bevanda consigliata: Drink analcolico pompelmo e rosmarino
Formato consigliato: Cartaceo  
Età di lettura consigliata: dai 18 anni    
Consigliato a chi ha apprezzato: L'uomo che metteva in ordine il mondo, Fredrik Backman


 

« In un istante, né l'effimero né l'eterno ebbero più alcun senso,».            


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 17 agosto 2026

Recensione: La custode delle anime



  La custode delle anime

 di Rachel Louise Driscoll

 Editore: Editrice Nord
 Prezzo: €20
 Pagine: 396
 Titolo originale: Nephthys
 Traduzione a cura di: Federica Garlaschelli
 
 Londra, 1887. Intorno al sarcofago aperto, gli spettatori trattengono il fiato mentre l’antica mummia egizia viene lentamente sbendata. Tutti sono come incantati, tutti tranne Clementine Attrige, la figlia del rinomato egittologo che ha organizzato quell’evento. Pochi minuti prima ha tradotto i geroglifici tracciati su un amuleto emerso dalle bende e adesso è terrorizzata. Ma ormai è troppo tardi per fermare la profanazione della mummia… Egitto, 1892. Dopo la morte del padre e della madre e la grave malattia della sorella, Clementine ne è certa: quella notte di cinque anni addietro la sua famiglia è stata maledetta. È per questo che, dopo aver studiato il mito della dea citata nel sarcofago – Nefti, la custode delle anime –, si è messa in viaggio verso l’Egitto: forse, restituendo l’amuleto al luogo cui appartiene, la maledizione verrà spezzata e almeno sua sorella si salverà. Ma come scoprire il posto giusto? E perché a ogni suo passo sembra esserci qualcuno pronto a metterle i bastoni tra le ruote? Cercando disperatamente di portare a termine la sua missione, Clementine intreccerà il suo destino a quello dell’enigmatica Nefti e sarà costretta a chiedersi se il male che la perseguita venga davvero dagli dei e non siano invece coloro che consideriamo più vicini a essere in realtà i nostri nemici più spietati. 




Clementine e Rosetta sono le uniche due figlie del celebre egittologo Clement Attridge. Grazie al padre, crescono immerse nel fascino dell'antico Egitto, proprio durante l'epoca vittoriana, quando in Inghilterra imperversa la cosiddetta "Egittomania". Reperti e manufatti arrivano nel Paese da ogni dove: alcuni acquisiti legalmente, altri trafugati dalle tombe e introdotti sul mercato da contrabbandieri senza scrupoli.
Clemmie è la figlia che più assomiglia al padre. Ama profondamente l'Egitto, ne studia la storia e sa persino leggere i geroglifici. Rosetta, invece, è più interessata ai balli dell'alta società e al suo fidanzato Horatio. 
Questo apparente equilibrio familiare si spezza quando Clement decide di sbendare le mummie di due sorelle, Nefti e Iside, ignorando l'avvertimento che Clemmie aveva appena tradotto dai geroglifici che le circondavano: chiunque avesse disturbato il loro sonno sarebbe stato colpito da una terribile maledizione. 
 Da quel momento una serie di tragedie si abbatte sulla famiglia. Un lutto dopo l'altro e il continuo rinvio del matrimonio di Rosetta convincono Clemmie che l'unico modo per interrompere la maledizione sia riportare in Egitto l'amuleto che accompagnava le due mummie. 
Inizia così un lungo viaggio verso la terra che ha sempre amato e studiato solo attraverso i libri. Ad accompagnarla, suo malgrado, c'è un gruppo di viaggiatori inglesi che finiranno per avere un ruolo importante nella sua crescita personale. Tra mercanti senza scrupoli, traffici illeciti, pericoli e tradimenti, Clemmie dovrà affrontare non solo le insidie del viaggio, ma anche i propri demoni interiori. Il senso di colpa per non essere riuscita a fermare il padre si intreccia all'impotenza di fronte alla malattia della sorella e al dubbio costante che la sua missione possa essere inutile. 
Allo stesso tempo, però, scoprirà il valore dell'amicizia, della fiducia e di quella sorellanza che non nasce necessariamente dai legami di sangue. 
Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è la riflessione sul rapporto tra i vivi e i morti, sul rispetto dovuto ai corpi e alla memoria delle persone scomparse. Il romanzo evidenzia bene come, in quel periodo storico, il desiderio di possedere reperti e ricchezze spesso finisse per prevalere sul rispetto per una civiltà millenaria e per il suo patrimonio culturale. La storia è popolata da molti personaggi interessanti e l'ambientazione vittoriana, insieme alle descrizioni dell'Egitto, delle sue divinità e delle sue tradizioni, dimostra un notevole lavoro di ricerca da parte dell'autrice. 
Personalmente ho trovato il ritmo un po' lento in alcuni punti. La narrazione si prende il suo tempo e talvolta si dilunga più del necessario, ma recupera nella parte finale, dove alcuni colpi di scena riescono a dare maggiore slancio alla storia. 
Considerando che si tratta del romanzo d'esordio dell'autrice, credo sia un libro più che valido. La passione e la cura dedicate alla ricostruzione storica emergono chiaramente dalle pagine e riescono a trasmettere tutto il fascino di un'epoca in cui viaggiare significava affrontare un'avventura vera e propria. 
Un debutto promettente che lascia intravedere un grande potenziale per i lavori futuri.

Durata totale della lettura: Sei giorni
Bevanda consigliata: Tisana al karkade
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 13 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Come due fiori di loto di Jane Yang





" Il dolore di Osiride affligga il suo corpo. 
È soltanto una coincidenza, cerca di rassicurarsi."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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