lunedì 6 luglio 2026

Recensione: L'enigma dell'assassino


L'enigma dell'assassino 
di Hazell Ward

Editore: Longanesi
Prezzo Cartaceo: € 18,60
Pagine: 456

Titolo originale: The Game is Murder
Traduzione: Paolo Lucca  

In un elegante quartiere londinese, una dimora in cui cinquant’anni fa si è consumato un misterioso omicidio è pronta a riaprire le sue porte a un gruppo di persone.
Lentamente, attorno al tavolo pregiato della sala da pranzo, si accomodano tredici ospiti, tutti legati, seppur in modi diversi, a quella drammatica vicenda: tutti potenziali testimoni… o, forse, tutti potenziali sospettati.
L’ultimo invitato alla serata è il nuovo detective chiamato a fare definitivamente luce su ciò che accadde veramente alla vittima: e quel detective sei tu.
Tu ti siederai in mezzo agli ospiti, ascolterai le varie versioni, raccoglierai gli indizi e valuterai le contraddizioni per cercare di capire se le indagini condotte all’epoca dei fatti hanno portato davvero alla risoluzione del caso… o se un tassello essenziale è riuscito a sfuggire a tutti.
Attenzione, però: se accetterai di partecipare a questo gioco, dovrai fornire una soluzione completa. Non basterà un verdetto per stabilire la verità. Dovrai scoprire chi è l’assassino, certo, ma anche come ha ucciso e, soprattutto, perché. 
La cena sta per iniziare, ma prima che tu ti sieda a quel tavolo, un ultimo consiglio: non fidarti di nessuno

Tredici ospiti. Una stanza chiusa. Un delitto senza colpevole. E un enigma che aspetta solo qualcuno capace di risolverlo: tu



Una villa nel centro di Londra, un vecchio caso di cronaca nera rimasto irrisolto per cinquant’anni, e una cena con delitto organizzata dai figli della coppia coinvolta.
L’organizzazione è perfettamente allestita : tredici invitati ognuno dei quali interpreta uno dei protagonisti di quella tragica vicenda, analizzando prove, testimonianze ed indizi, nel tentativo di ricostruire la verità. Perché dopo mezzo secolo resta ancora una domanda senza risposta : cosa è davvero successo quella notte in questa casa? 

L'aspetto più riuscito del romanzo è sicuramente la componente immersiva, nella quale il lettore diventa un partecipante attivo della vicenda, piuttosto che un semplice osservatore.
Fin dalle prime pagine riceviamo un invito personalizzato, una mappa della villa, un regolamento di gioco e persino un contratto da firmare. L'impressione è quella di prendere parte a una vera indagine : gli altri personaggi si rivolgono direttamente a noi come fossimo presenti sulla scena, ed ogni domanda ed ogni dettaglio sembrano avere un peso. Tutti elementi che contribuiscono a trasformare la lettura in un'esperienza avvincente e decisamente originale, facendo sentire il lettore parte integrante dell'indagine.

A differenza dei gialli tradizionali, il mistero qui non ruota tanto attorno alla classica domanda “chi è il colpevole?”, quanto alla ricostruzione della verità. 
Sappiamo sin da subito cosa è successo, chi sono i protagonisti coinvolti nella vicenda e chi è stato accusato del delitto all’epoca. 
Ma ogni testimonianza aggiunge nuovi particolari e nuovi indizi, che mettono in discussione le certezze precedenti, mostrando ai personaggi (e al lettore) gli stessi eventi da prospettive sempre diverse. La vicenda continua così a trasformarsi di capitolo in capitolo, portandoci a dubitare di tutto ciò che credevamo di sapere fino a poche pagine prima!

Sono presenti numerosi omaggi alla tradizione del giallo classico. I titoli dei capitoli richiamano celebri opere del genere poliziesco, Agatha Christie in primis, e durante l’indagine vengono citati famosi romanzi gialli come esempi ad illustrare possibili sviluppi e conclusioni del caso.
È inoltre presente una (terza!) voce narrante, che rivolgendosi direttamente al lettore propone un piccolo manuale investigativo, offrendo riflessioni e suggerimenti su come osservare ed interpretare gli indizi e affrontare un'indagine.

Nonostante alcune ripetizioni durante la rielaborazione della vicenda dalle diverse prospettive presenti, ho trovato il romanzo un esperimento sicuramente originale, capace di fondere narrativa e gioco investigativo in un'esperienza coinvolgente, che trasforma il lettore da semplice spettatore a protagonista dell’indagine.

Durata totale della lettura: otto giorni  
Bevanda consigliata: frullato vanilla ice cream, fragole e banana
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Hazell Ward
« Il protagonista di questo libro sei tu. Sei tu il detective. Sta a te interpretare gli indizi.
Non fidarti di nulla. Non fidarti di nessuno. Né di me, né di te.
E, per l’amor del cielo, mai e poi mai fidarsi di uno scrittore.
Sei stato avvertito»


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 3 luglio 2026

Recensione: Le buone intenzioni

   

Le buone intenzioni
di Victor del Árbol

Editore: Elliot
Prezzo Cartaceo: € 20,00
Pagine: 336
Titolo originale: Famous last words
Traduzione a cura diPierpaolo Marchetti, Andrea Marchetti


Dopo anni di silenzio e di apparente pace, il sicario senza nome – protagonista dei romanzi precedenti Nessuno su questa terra e Il tempo delle belve – è costretto a tornare in azione per chiudere definitivamente i conti con il passato. Accanto a lui (e contro di lui) si muove Clara Fité, giornalista inquieta e idealista, decisa a tornare al lavoro con un’inchiesta su un oscuro caso di bambini scomparsi negli anni Novanta. Un’agenda rubata, piena di annotazioni criptiche, lega il destino di Clara a quello del sicario e scatena una spirale di violenza che coinvolgerà criminali, speculatori immobiliari, uomini politici e alti personaggi del clero. Tra Barcellona e un luogo emblematico chiamato “la Montagna”, passato e presente si intrecciano in una pericolosa situazione senza via di fuga. In questo capitolo finale della “Trilogia del sicario senza nome”, Víctor del Árbol firma un noir di grande impatto, dove nessuno è innocente e la verità ha sempre un prezzo.



Victor del Árbol torna con alcuni protagonisti già apparsi in romanzi precedenti. Devo ammetterlo: io quei libri non li ho letti, e all’inizio temevo che questo potesse penalizzarmi. Invece no. La storia si segue benissimo anche senza conoscere ciò che è accaduto prima, e questo è uno degli aspetti che ho apprezzato di più: il romanzo riesce a stare in piedi da solo, coinvolgendo il lettore fin dalle prime pagine.

Al centro della narrazione c’è il Sicario, che racconta in prima persona. Non conosciamo il suo vero nome, ma capiamo subito che è un uomo spietato, pericoloso, abituato a muoversi nell’ombra e a non risparmiare nessuno. Eppure, proprio attraverso il suo racconto, emerge anche una parte più ambigua e tormentata, soprattutto nel legame con Clara Fité, la donna con cui ha vissuto una storia d’amore e passione. Forse l’unica capace di cambiarlo davvero.

Quando il Sicario torna nel loro rifugio in Puglia, scopre che Clara è sparita. Con lei è scomparsa anche la sua agenda, nascosta in un luogo che credeva sicuro. Clara non sa davvero cosa contenga: vi trova codici incomprensibili, appunti oscuri, qualcosa che intuisce essere importante e forse molto pericoloso. Forse l’ha presa per rabbia, forse per dispetto, forse senza capire fino in fondo in cosa si stia mettendo.

Da qui la trama si apre e si complica. Clara viene contattata da una cara amica, ex compagna di università e giornalista, che le chiede di occuparsi di un’inchiesta delicatissima: la scomparsa di due ragazzini avvenuta molti anni prima nella piccola comunità di Montaña. I due non sono mai stati ritrovati, né vivi né morti. Per quella vicenda era stato condannato Vera, il padre, che ha scontato la sua pena ed è ora tornato libero. Ma il caso, a distanza di tempo, sembra tutt’altro che chiuso.

A Montaña il passato non è mai davvero passato. Il ritorno di Vera e l’interesse di Clara riaccendono paure, sospetti e tensioni. Molti lo considerano ancora un uomo pericoloso, ma pian piano emerge che la condanna si basava più sulle testimonianze di persone influenti del paese che su prove concrete. Clara decide allora di chiedere aiuto a Soria, un poliziotto ormai in pensione, inizialmente riluttante ma poi sempre più coinvolto nell’indagine.

Quello che i due scoprono è molto più grande e inquietante di quanto immaginassero. La vicenda dei ragazzini scomparsi sembra intrecciarsi con interessi criminali, politici, ecclesiastici e personali. Ogni personaggio porta con sé una zona d’ombra, una ferita, un segreto. Ed è proprio questo, secondo me, uno dei punti di forza del romanzo: nessuno è davvero semplice, nessuno è completamente limpido, e tutti finiscono per avere un ruolo in un meccanismo narrativo costruito con grande abilità.

Mi è piaciuto molto il modo in cui Victor del Árbol intreccia le storie dei personaggi attraverso la voce del Sicario. È una voce dura, a tratti crudele, ma anche carica di malinconia e contraddizioni. Il suo rapporto con Clara resta uno degli elementi più intensi del libro: lui l’ha amata, forse la ama ancora, ma non è un uomo capace di ammetterlo facilmente, né di vivere l’amore in modo innocente.

Il finale mi ha davvero sorpresa. Quando si scopre chi tira le fila di tutto, il romanzo cambia prospettiva e molte cose assumono un senso diverso. Personalmente non me lo aspettavo, ed è una di quelle rivelazioni che rendono ancora più forte l’impressione lasciata dalla lettura.

È un romanzo psicologicamente intricato, cupo, pieno di segreti e personaggi memorabili. Si legge velocemente, ma non perché sia leggero: al contrario, è una storia densa, con temi forti e atmosfere tese. Eppure cattura, pagina dopo pagina. Io mi sono lasciata trascinare dalla trama e, soprattutto, dai suoi protagonisti, che si finiscono per amare — o almeno comprendere — ciascuno per un motivo diverso.

Una lettura intensa, coinvolgente e sorprendente, consigliata anche a chi, come me, non ha letto i romanzi precedenti.

Durata totale della lettura: 5 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: acqua e menta con ghiaccio
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 17 anni
Instagram dell'autore: Victor del Árbol
Consigliato a chi ha apprezzato: Dennis Lehane, Mystic River

  "Il passato torna sempre, è presente e futuro al tempo stesso."


Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio.

mercoledì 1 luglio 2026

Recensione: Il tuo cervello è sotto stress

 

Il tuo cervello è sotto stress

di Dott.ssa Elena Garrido

Prezzo Cartaceo: € 12,90
Pagine: 256
Titolo originale: El cerebro bajo estrés
Traduzione a cura di: Martina Rinaldi

Calma la tua mente, aumenta la concentrazione e riprendi il controllo della tua vita.

Hai difficoltà di concentrazione, ti senti esausto o sperimenti sbalzi d’umore? Non è stress o fragilità: il tuo cervello è infiammato.

Prenditi cura della tua mente proteggendo tutto il corpo

Oggi si parla sempre più di equilibrio e benessere profondo. Ci dedichiamo a pratiche di detox, yoga e meditazione; impariamo ad ascoltare il corpo, a prenderci cura dell’intestino, del sonno, del respiro. Eppure, rischiamo spesso di trascurare il vero centro di controllo del nostro corpo: il cervello. È lui a orchestrare emozioni, memoria, energia, risposta allo stress e capacità di recupero, ma anche a risentire profondamente del sovraccarico imposto dalla vita moderna. Il tuo cervello è sotto stress nasce proprio per imparare a conoscere a questo carico invisibile, esplorando quei meccanismi silenziosi che influenzano umore, memoria, energia mentale e capacità di affrontare le sfide quotidiane. Al centro c’è il ruolo della neuroinfiammazione, un segnale diffuso ma poco considerato, che può contribuire a stati di ansia, affaticamento, sbalzi emotivi e a un invecchiamento cognitivo più rapido. Combinando rigore scientifico e strumenti pratici, Elena Garrido propone una strategia completa e olistica: nutrizione mirata, stimolazione del nervo vago, gestione dello stress, detossificazione e cura dei mitocondri. Il risultato è una guida integrata e accessibile per ritrovare chiarezza mentale, stabilizzare l’umore e riconquistare il benessere cognitivo nel lungo termine.

In questo libro troverai:
Una dieta mirata per la salute cerebrale
Esercizi di stimolazione del nervo vago
Strategie di gestione dello stress
Il legame tra mitocondri, microbiota e longevità.


In un momento storico in cui il benessere mentale è spesso affrontato attraverso slogan, soluzioni rapide o pratiche frammentarie, Il tuo cervello è sotto stress di Elena Garrido rappresenta un invito a guardare più in profondità. L'autrice accompagna il lettore in una riflessione ampia e articolata sul rapporto tra cervello, corpo e ambiente, mostrando come molte manifestazioni che tendiamo a considerare esclusivamente psicologiche possano essere comprese anche alla luce di processi biologici complessi e interconnessi.

Il valore del libro risiede innanzitutto nella sua capacità di superare una visione dualistica della salute. Garrido restituisce centralità al cervello non come organo isolato, ma come nodo di una rete che coinvolge sistema immunitario, microbiota intestinale, metabolismo energetico e risposta allo stress. Ne emerge una prospettiva integrata che invita il lettore a considerare il benessere mentale come il risultato di molteplici equilibri, dinamici e profondamente intrecciati.

Uno degli aspetti più interessanti dell'opera è l'attenzione dedicata alla neuroinfiammazione, tema sempre più presente nella letteratura scientifica contemporanea ma ancora poco conosciuto dal grande pubblico. Senza indulgere in semplificazioni eccessive, l'autrice offre strumenti interpretativi che aiutano a comprendere come stanchezza persistente, difficoltà di concentrazione, instabilità emotiva o senso di sopraffazione possano essere letti anche come segnali di un organismo che fatica a mantenere il proprio equilibrio interno.

Il libro si distingue inoltre per la sua impostazione profondamente pratica. Le informazioni teoriche non rimangono mai astratte, ma vengono costantemente tradotte in indicazioni concrete che riguardano l'alimentazione, la gestione dello stress, il sonno, la regolazione del sistema nervoso autonomo e la cura della salute cellulare. Ciò che colpisce è l'assenza di approcci prescrittivi o dogmatici, il percorso proposto è piuttosto un invito alla consapevolezza, alla gradualità e all'ascolto dei segnali del proprio corpo.

Dal punto di vista psicologico, l'opera offre una riflessione particolarmente preziosa perchè ricorda quanto sia limitante interpretare il disagio esclusivamente come una questione di volontà, resilienza o fragilità individuale. In un contesto culturale che spesso spinge a "funzionare" nonostante tutto, la Garrido invita a considerare che dietro molte difficoltà cognitive ed emotive possano esistere condizioni fisiologiche che meritano attenzione e cura. È un cambio di prospettiva che favorisce una visione più compassionevole e meno colpevolizzante della sofferenza umana.

Lo stile è chiaro, accessibile e coinvolgente. Pur affrontando temi complessi, l'autrice riesce a mantenere un equilibrio efficace tra rigore divulgativo e leggibilità, rendendo il testo fruibile sia a chi si avvicina per la prima volta a questi argomenti sia a chi possiede già una certa familiarità con il tema della salute integrata.

Il tuo cervello è sotto stress non promette soluzioni miracolose né scorciatoie verso il benessere. Il suo merito più grande è forse quello di restituire dignità alla complessità, mostrando come la salute mentale sia il risultato di un dialogo continuo tra cervello, corpo e ambiente. È una lettura che invita a osservare con occhi nuovi i segnali del proprio organismo e a riconoscere quanto la cura della mente passi, inevitabilmente, anche attraverso la cura del corpo.

Un libro attuale, stimolante e ricco di spunti di riflessione, consigliato non solo a chi attraversa un periodo di affaticamento mentale, ma a chiunque desideri comprendere meglio le basi biologiche del proprio equilibrio psicologico.

Durata  della lettura:  7 giorni
Bevanda consigliata: Tè freddo alla pesca
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Webebsite dell'autrice: elenagarridonutricion
Consigliato a chi è piaciuto: La mente organizzata di Daniel J. Levitin


 

 “Non sempre il cervello chiede di essere più forte, a volte chiede semplicemente di essere ascoltato, compreso e curato."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 29 giugno 2026

Recensione: Il mistero della signora Blencarrow

  


Il mistero della signora Blencarrow
di Margaret Oliphant

Editore: Elliot
Prezzo cartaceo: € 17.00
Pagine: 192
Traduzione a cura di: Sara Garizzo

Una donna, un segreto, una società che osserva e giudica, una verità che resta in parte nascosta. E, soprattutto, la reputazione come vincolo a cui sottostare, in special modo per le donne. Sono tratti comuni alle due novelle di Margaret Oliphant qui raccolte, Il mistero della signora Blen­carrow e La regina Eleanor e la bella Rosamond. Nella prima, una vedova rispettabile si ritrova guardata con sospetto dalla comunità in cui vive, in un crescendo di tensione narrativa. Nella seconda, ispirata alla leggenda medievale di Rosamunda, una moglie devota scopre che suo marito ha una vita parallela con una donna più giovane.

In questi due scritti ad alta tensione psicologica, l’autrice ha trattato il tema della complessità dei rapporti amorosi con una sensibilità che anticipa i romanzi di Henry James. Con il suo raffinato immaginario e la modernità dello sguardo, ci restituisce il ritratto di una società apparentemente immo­bile, mostrandone tutte le fratture con straordinario coraggio narrativo. 


I due racconti di Margaret Oliphant, Il mistero della signora Blencarrow e La regina Eleanor e la bella Rosamunda, ci trasportano nell'Inghilterra vittoriana dell'Ottocento, una società in cui la reputazione e il rispetto delle convenzioni sociali erano considerati valori fondamentali. Le protagoniste sono due donne accomunate da una vita apparentemente rispettabile, dall'amore per la propria famiglia e dalla necessità di difendere il proprio buon nome di fronte alla comunità.

Nel primo racconto, la signora Blencarrow è una vedova stimata da tutti, madre di sei figli e perfetta padrona di casa. Fin dalle prime pagine, tuttavia, l'autrice lascia intuire che dietro questa immagine irreprensibile si nasconda un segreto. Il mistero viene alla luce attraverso il ritrovamento di un quaderno che rivela un matrimonio contratto anni prima e tenuto nascosto. La protagonista si trova così di fronte a un difficile dilemma morale: confessare la verità e sconvolgere la propria famiglia oppure continuare a vivere nella menzogna? Mi ha colpito soprattutto la figura del marito segreto, che dopo aver vissuto nell'ombra per tanti anni decide di rinunciare a lei per permetterle di conservare la propria posizione sociale e il rapporto con i figli. Questa conclusione mostra quanto fossero diverse, rispetto a oggi, le idee di moralità e di dovere nell'Ottocento.

Il secondo racconto presenta una situazione quasi opposta. La vicenda è narrata dal punto di vista di Eleanor, moglie di un uomo considerato da tutti onesto, rispettabile e irreprensibile. Dopo cinquant'anni di matrimonio, però, emerge una verità sconvolgente: il marito ha condotto una seconda vita e si è risposato pur essendo già sposato. Eleanor scopre il tradimento quando, sospettando una malattia del marito, decide di raggiungerlo per assisterlo. Ciò che rende il racconto particolarmente interessante è che l'autrice non spiega mai completamente le ragioni di questo gesto, lasciando il lettore disorientato proprio come la protagonista. Dopo molti anni l'uomo ritorna, cercando di riallacciare i rapporti con la famiglia abbandonata, ma senza fornire vere spiegazioni. Ho apprezzato soprattutto la forza di Eleanor, che rifiuta di fingere che nulla sia accaduto e mantiene la propria dignità. Allo stesso tempo, dimostra grande generosità non attribuendo colpe alla giovane donna che era diventata l'amante del marito, anch'essa vittima dell'inganno.

Nel complesso, ho trovato entrambe le storie molto coinvolgenti perché mostrano i conflitti tra sentimento, dovere e reputazione sociale. Attraverso due vicende diverse, Margaret Oliphant mette in luce la condizione delle donne nell'Inghilterra vittoriana e invita il lettore a riflettere sul peso delle convenzioni e sul significato della fedeltà e dell'onore.

Durata della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Punch analcolico agli agrumi
Formato consigliato: Cartaceo  
Età di lettura consigliata: dai 18 anni    
Consigliato a chi ha apprezzato: Jane Eyre, Charlotte Bronte


« "C'è qualcosa di strano negli occhi della signora Blencarrow. Sono troppo penetranti, come se ti sfidassero a trovare qualcosa che non va in lei." ».            


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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