venerdì 22 maggio 2026

Recensione: La gemella silenziosa

 

La gemella silenziosa
di Lucinda Berry

Titolo Originale: The silent twin
Prezzo Cartaceo: € 12,90 
Prezzo E-book:  € 6,99 
Pagine: 288 
Traduzione a cura di: Giulio Lupieri, Marco Machera
  

È arrivato finalmente in Italia il thriller di cui tutti parlano

Due gemelle segnate da un’infanzia difficile. Una speranza di rinascita. Una morte che riapre vecchie ferite.

«Un thriller intenso e inquietante, con un finale sorprendente che lascia senza fiato.»

«Lucinda Berry costruisce un romanzo che esplora i traumi dell’infanzia e le loro conseguenze devastanti. Una storia che non si dimentica facilmente.»

«Potente, con un finale inimmaginabile.»

«Teso e con un ritmo incalzante.»

Emily ed Elizabeth hanno trascorso l’infanzia chiuse in una stanza, terrorizzate da una madre che beveva troppo e spariva per giorni. Il destino delle due gemelle, identiche in tutto e per tutto, sembra cambiare quando vengono salvate da una famiglia decisa a diventare il loro porto sicuro. Ma ci sono orrori che neanche l’amore può cancellare… Elizabeth si risveglia in ospedale, immobilizzata a letto e incapace di muoversi o parlare. L’ultima immagine che ricorda è il corpo della gemella nel bagno. Indagando sul mistero della morte di Emily, Elizabeth scopre segreti sconvolgenti, mentre i vuoti di memoria la costringono a ricordare ciò che aveva cercato di dimenticare: le percosse, il sangue, gli “amici speciali”. La sua vita precipita a una velocità spaventosa mentre tenta disperatamente di ricomporre il puzzle psicologico del suo passato, prima che sia troppo tardi. 



Elizabeth era felice, non era mai stata così a lungo con un ragazzo, ma ora la storia con Thomas andava avanti ormai da un anno. Lo aveva conosciuto a lavoro, entrambi con il telemarketing si stavano pagando gli studi e lui la faceva ridere imitando i clienti che gli rispondevano al telefono. Passavano tutte le pause pranzo insieme e Elizabeth ormai non aveva più dubbi, era innamorata. Tutto sembrava perfetto, ma Elizabeth non viveva ancora questa storia a cuor leggero, perchè a casa l'aspettava la sorella gemella Emily con cui non era stata sincera, non le aveva mai detto dell’esistenza di Thomas perchè temeva che non l’avrebbe presa bene e avrebbe potuto fare qualche stupidaggine. Emily era abituata ad essere il solo ed unico affetto di Elizabeth da sempre, quando nacquero la madre le tenne rinchiuse in una stanza per anni, la vedevano raramente, non le lavava e non dava loro del cibo per giorni. Quando compirono 5 anni la madre cominciò a permettere loro di uscire dalla cameretta e guardare la televisione e cominciò a portare a casa i suoi “amici speciali” a cui permetteva di passare del tempo in camera da letto con le figlie. All’età di 7 anni Elizabeth appiccò involontariamente un incendio all’interno dell’appartamento, voleva solo preparare qualcosa da mangiare perchè erano giorni che non toccavano cibo. Vennero trovate dalla polizia e i servizi sociali le affidarono ai Rooth. Fino al loro ritrovamento per Elizabeth ed Emily non vi fu altro affetto se non quello reciproco e per questo ancora adesso non potevano fare a meno una dell'altra, si sentivano parte di un'unica anima, ma in realtà erano nettamente differenti tra loro. Elizabeth aveva un carattere forte e dominante grazie al quale aveva anche spesso protetto la gemella e che l’aveva aiutata a reagire e superare il proprio passato. Al contrario, Emily aveva reagito alle cattiverie subite da bambina con l’autolesionismo e ora soffriva di una forma grave di depressione che più di una volta l’aveva spinta fino a tentare il suicidio. Elizabeth aveva deciso che non poteva più tergiversare, era innamorata di Thomas e non voleva più nascondere la verità ad Emily. Lo avrebbe fatto quella sera, non le importava più come avrebbe reagito Emily alla notizia, si meritava di essere felice e sua sorella avrebbe dovuto accettarlo, avrebbero affrontato la cosa insieme, come sempre. Magari sarebbe riuscita a convincerla a tornare in cura da Lisa, la psicologa che le aveva seguite e le aveva aiutate molti anni prima. Le cose però devono aver preso una piega differente da come Elizabeth se le era immaginate, perchè ora si trova in un letto d’ospedale e l’ultima cosa che ricorda è Emily stesa sul pavimento del bagno, senza vita. Questo libro mi ha letteralmente rapita, un thriller psicologico con i fiocchi, una trama intensa e tanto cupa da far venire la pelle d’oca. Un legame, quello tra sorelle gemelle, talmente profondo da sfociare in qualcosa di malato e pericoloso.

Le conseguenze di un’infanzia traumatica, segnata da soprusi e violenze, l’apparente raggiungimento di una via di uscita e poi un finale che ti crolla addosso.


Durata  della lettura:  3 giorni
Bevanda consigliata: The freddo
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: La psichiatra, Wulf Dorn


"Il corpo di Emily giaceva sul pavimento accanto alla toilette. Il suo set di lame e coltelli sparso sul copriwater. [...]  Non indossava i pantaloni, ma soltanto le sue mutandine gialle, e il corpo era immerso in una pozza di sangue."

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 20 maggio 2026

Recensione: Le dirimpettaie

 

Le dirimpettaie
di Serena Bortone

Editore: Rizzoli
Prezzo cartaceo: € 19.00
Pagine: 384

C’è stato un tempo in cui la vita delle donne era solo una conseguenza del marito che si sposava. Poi è arrivato il Sessantotto e la rivoluzione sessuale che ha ribaltato radicalmente questo copione per le più giovani. Mentre le donne già sposate, strette nelle loro esistenze ordinate, si sono trovate all’improvviso travolte da mille pensieri di libertà. Come tre valchirie danzanti, Tina, Gabriella e Maria compiono la loro metamorfosi personale in un condominio romano di Talenti. Tre vite che si incontrano sul pianerottolo e piano piano diventano indispensabili l’una per l’altra, legate da un’amicizia quotidiana, fatta di confidenze, silenzi e osservazioni reciproche. Cresciute in un mondo che assegna ruoli rigidi alle donne, le tre amiche affrontano matrimoni spesso più di convenienza che sentimentali, maternità vissute tra dovere e ambivalenza, desideri repressi, tradimenti e improvvise fughe. Intorno a loro si muove un Paese in trasformazione: il boom economico, la Dolce Vita, l’emancipazione femminile, il divorzio. In un arco temporale che si estende dagli anni Sessanta al Capodanno del nuovo millennio, Serena Bortone ci regala tre donne indimenticabili, imprigionate in una vita dove il “buon matrimonio” non corrisponde a felicità. Gabriella rimugina e trova nei suoi pensieri la forza di scrollarsi di dosso un matrimonio stanco. Maria sogna e ogni tanto sparisce. Tina scopre l’eros e decide di tenerselo stretto. A ogni costo. “Le dirimpettaie” è un romanzo corale, vorticoso, irresistibile. Una storia che parla di noi, delle nostre madri, e di tutto quello che ci portiamo ancora addosso quando proviamo a scegliere la nostra vita. 

Nel suo secondo romanzo, Serena Bortone ci accompagna in una storia corale tutta al femminile, intensa e profondamente autentica. Le dirimpettaie è un viaggio che attraversa quasi mezzo secolo di storia italiana, dagli anni Sessanta fino all’inizio del nuovo millennio, seguendo le vite di tre donne – Tina, Gabriella e Maria – che si incontrano su un pianerottolo di un condominio romano nel quartiere Talenti e, poco alla volta, diventano indispensabili l’una per l’altra.

Sono donne cresciute in un tempo in cui il matrimonio sembrava un destino inevitabile, la maternità un dovere e i desideri personali qualcosa da mettere a tacere. Eppure, dietro la compostezza delle vite “perbene”, si muove già il bisogno silenzioso di qualcosa di diverso: libertà, indipendenza, possibilità di scegliere per sé stesse. Sullo sfondo scorrono un’Italia in piena trasformazione, il boom economico, la Dolce Vita, il Sessantotto, le lotte femministe, il referendum sul divorzio e i cambiamenti sociali che hanno rivoluzionato la vita delle donne.

Bortone intreccia memoria personale e finzione narrativa con uno stile caldo, evocativo e molto cinematografico. Roma è una presenza viva nel romanzo: la si respira nelle case, nei pianerottoli, nei dialoghi, nei piccoli rituali quotidiani fatti di caffè condivisi, confidenze, silenzi e aiuti reciproci. Le “dirimpettaie” diventano così simbolo di quella sorellanza spontanea e concreta che ha sostenuto intere generazioni di donne.

Bellissima l’immagine iniziale delle Valchirie di Wagner, che accompagna i primi ricordi dell’autrice bambina: figure potenti, quasi divine, che anticipano il ritratto di Tina, Gabriella e Maria. Tre donne diversissime tra loro ma unite dalla stessa ricerca di autenticità. Gabriella cerca emancipazione attraverso l’indipendenza economica, Maria rincorre l’idea di un amore vero, Tina scopre l’eros e decide di non rinunciarvi più. Ognuna affronta il proprio percorso verso la libertà in modo imperfetto, umano, spesso doloroso.

Quello che colpisce di più è proprio la delicatezza con cui il romanzo racconta non solo i grandi eventi pubblici e politici, ma soprattutto le rivoluzioni interiori: i dubbi, le paure, i sensi di colpa, le piccole ribellioni quotidiane che lentamente cambiano una vita. Gli uomini restano spesso sullo sfondo, quasi sfocati, mentre il centro emotivo della storia è tutto nelle relazioni femminili e nella trasmissione di consapevolezza tra generazioni.

Le dirimpettaie è un romanzo che parla delle nostre madri, delle nostre nonne, ma anche di noi. Di tutto quello che ancora ci portiamo addosso quando proviamo a scegliere liberamente chi essere. Una storia intensa, nostalgica e profondamente attuale, che ci ricorda quanto le conquiste femminili siano nate da gesti apparentemente piccoli, quotidiani, eppure rivoluzionari.

Durata totale della lettura: una settimana
Bevanda consigliata: un chinotto
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: a partire 15 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: L'elisir dei sogni di Silvia Cinelli




«Alle madri che mi hanno tenuta per mano»


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 18 maggio 2026

Recensione: Un insolito negozio di sogni e vinili

 


Un insolito negozio di sogni e vinili

di Jin Pyung Lim e Hee Eun Koh

Editore: Nord
Prezzo Cartaceo: €19,00
Pagine: 304
Titolo originale: 오늘도 돌아갑니다, 풍진동 가게
Traduzione a cura di: Mary Lou Emberti Gialloreti 

Jeongwon ha perso troppo. Rimasto solo dopo la tragica scomparsa dei genitori e del fratello minore, ha deciso di farla finita. Prima, però, vuole realizzare un ultimo desiderio: vendere la sterminata collezione di vinili di suo padre, affinché ciascun disco possa trovare un nuovo proprietario che lo apprezzi e se ne prenda cura come faceva lui. Ecco quindi che apre un piccolo negozio in un quartiere periferico di Seul. Un posto strano e scalcagnato, senza nemmeno un’insegna, ma che ben presto diventa un rifugio per altre persone che, come Jeongwon e i suoi dischi di seconda mano, sono state graffiate dalla vita.

C’è Mirae, che non riesce a togliersi dagli occhi le immagini di un incidente di cui è l’unica sopravvissuta; c’è Darim, avvocata e madre single, respinta da un mondo che non perdona la sua forza; c’è Wonseok, un ex poliziotto disilluso che crede di aver esaurito ogni possibilità di redenzione; e c’è Duman, un idol in fuga da sé stesso, dopo la perdita del suo compagno di band.
Sono anime solitarie e scordate, che nulla hanno in comune se non l’amore per la musica. Ed è proprio grazie alla musica che ritrovano un’armonia, tra la recensione di un album lasciata su un post-it e il consiglio di un disco che sembra intercettare un sentimento prima ancora che venga nominato. Pian piano le loro esistenze s'intrecciano come le note di un vecchio LP – malinconiche, calde, imperfette –, in una melodia che li mette inaspettatamente in connessione tra loro e li aiuta a riconciliarsi con il passato, aprendo per ciascuno una nuova possibilità di futuro.
Una storia intensa e commovente sul potere che ha la musica di parlarci quando le parole non bastano, di riconnetterci con il passato e creare legami indissolubili con il presente.



Un insolito negozio di sogni e vinili è uno di quei romanzi che sembrano sussurrati più che raccontati. Firmato da Jin Pyung Lim e Hee Eun Koh, il libro si muove con delicatezza dentro il dolore, senza mai cedere al melodramma.

Al centro c’è Jeongwon, un protagonista spezzato, ma mai statico. La sua decisione iniziale dà alla storia un peso emotivo importante, eppure il romanzo non si chiude nella disperazione, anzi, costruisce lentamente uno spazio, il negozio di vinili, che diventa quasi un organismo vivo. Non è solo un’ambientazione, ma un luogo simbolico dove le ferite trovano una forma di ascolto.

La struttura corale è uno degli aspetti più riusciti. I personaggi che gravitano attorno al negozio non sono semplici comparse, ma frammenti di umanità credibili, ciascuno con una propria voce e un proprio silenzio. Mirae, Darim, Wonseok e Duman incarnano diversi modi di sopravvivere al trauma, senza mai risultare stereotipati. Il romanzo evita facili soluzioni, il cambiamento avviene, ma è lento, imperfetto, spesso contraddittorio, proprio come nella vita reale.

Il vero filo conduttore è la musica, trattata non come semplice passione condivisa ma come linguaggio alternativo. I vinili diventano strumenti di comunicazione emotiva, ogni disco consigliato, ogni nota lasciata su un post-it è un tentativo di dire ciò che le parole non riescono a esprimere. Questa idea è sviluppata con coerenza e sensibilità senza risultare forzata.

Lo stile è sobrio, a tratti quasi minimale, ma capace di colpire con immagini semplici e precise. Non cerca la frase a effetto, ma costruisce un’atmosfera costante di malinconia calda e mai opprimente. È un libro che chiede al lettore di rallentare, di ascoltare proprio come si farebbe con un vecchio LP.

Se c’è un limite, potrebbe essere nella prevedibilità di alcuni passaggi emotivi perchè chi è abituato a questo tipo di narrativa potrebbe intuire certe evoluzioni. Tuttavia, il valore del romanzo non sta tanto nel “cosa” accade, quanto nel “come” viene raccontato.

In definitiva, è una lettura intima e riflessiva, che parla di perdita, connessione e possibilità di ricominciare. Non offre soluzioni facili, ma lascia qualcosa di più duraturo, la sensazione che, anche nei momenti più silenziosi, esista sempre una forma di armonia da ritrovare.

Durata  della lettura: 5 giorni
Bevanda consigliata: Caffè lungo
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Consigliato a chi è piaciuto: Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi



  

Ci sono storie che non si leggono, si ascoltano, come un vecchio vinile che sa esattamente cosa dirti anche quando tu non trovi le parole.”

Un romanzo che non urla il dolore, ma lo accoglie piano… e ti ricorda che anche nelle crepe può rinascere la speranza.”



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 15 maggio 2026

Recensione: Il volo del tacchino



  Il volo del tacchino

 di Marina Viola

 Editore: Ponte alle grazie
 Prezzo: € 18
 Pagine: 224
 
 Marina pensava di sapere cosa volesse dire diventare madre. Poi è arrivato Luca, con autismo e sindrome di Down, una passione smisurata per la musica e gli Oreo, e un talento naturale per smentire ogni previsione. Nonostante le difficoltà iniziali e gli imprevisti, Luca cresce sereno, circondato d’amore, e col tempo diventa un giovane uomo. Perché, come scrive Elio nella prefazione al libro, «l’amore, l’intelligenza, l’istinto di sopravvivenza ci aiutano a dare un senso a ciò che accade e a trovare sempre il lato positivo degli eventi». In questo libro, Marina Viola ci racconta con grande ironia e tenerezza cosa significa veder diventare adulto un figlio autistico e affrontare quel momento in cui tutti i genitori sono chiamati a fare un passo indietro e a lasciare che i propri bambini spicchino il volo. Quando alla famiglia si presenta l’occasione di lasciare che Luca vada a vivere da solo in una casa di accoglienza, il volo è tutt’altro che elegante: sgraziato, rumoroso, da tacchino. Ma è pur sempre un volo. E così Marina scopre che il distacco, come spesso accade, pesa più su chi resta che su chi parte. Luca si ambienta talmente bene che, alle visite, saluta tutti con un sereno «Go away and shut the door. Love you». Lei, invece, deve imparare a ritrovarsi. Una storia vera che celebra la diversità, l’autonomia e il diritto di ogni essere umano a una vita piena e indipendente. E la libertà nuova di una madre che impara a lasciare andare e a riscoprirsi libera: libera di andare in bagno da sola, libera di uscire a cena senza sensi di colpa, ma anche libera di sentirsi sola senza di lui.  




Partiamo da un consiglio importante: questo romanzo vi emozionerà, e anche parecchio. Se siete un po’ sensibili, come me, vi suggerisco di non leggerlo in metropolitana, errore che io ho fatto, con tutte le conseguenze del caso! 
La storia è quella di Luca, un ragazzo autistico a basso funzionamento, della sua famiglia e, soprattutto, della voce che ci accompagna lungo tutto il racconto: sua madre. Una mamma italiana che, giovanissima, si è trasferita in America per amore e che si è ritrovata a costruire lì la propria vita e la propria famiglia: tre figli, due figlie forti e indipendenti e Luca, che fin da subito ha mostrato segnali di neurodivergenza. 
Con uno stile diretto, senza eccessivi fronzoli ma anzi con una vena di ironia e leggerezza che rende tutto incredibilmente umano, l’autrice racconta cosa significa quando una “bomba” del genere entra nella vita di una famiglia completamente impreparata. 
Le paure, le ansie, le incomprensioni, ma anche i piccoli progressi, le conquiste quotidiane e quel bisogno costante di attenzione che Luca richiede diventano inevitabilmente il centro di tutto: della narrazione, ma soprattutto delle loro vite.
Quello che colpisce di più è la forza di questa madre (ma anche del resto della famiglia), una forza che lei stessa sembra non riconoscersi fino in fondo, ma che invece emerge in ogni pagina. Una forza fatta di resistenza, di adattamento, di capacità di andare avanti anche quando tutto sembra troppo. E forse è proprio questo uno degli aspetti più intensi del libro: il fatto che chi vive una situazione così spesso non si rende conto della propria straordinaria resilienza. Un po’ come quando non ci chiediamo mai quanto sforzo facciano i quadri per rimanere appesi alle pareti per anni semplicemente lo danno per scontato, ma non per questo è qualcosa di semplice. 
Ma questo romanzo è anche molto di più. È una riflessione ampia e profonda sulla maternità, su cosa significhi davvero essere “normali” (parola che ho sempre odiato ma continua ad essere usata per differenzare il "diverso"), sul bisogno (e sulla difficoltà) di lasciare andare, sul senso di colpa che spesso accompagna ogni scelta e sul peso, a volte silenzioso ma costante, del giudizio altrui. 
È anche una storia sul bisogno di sentirsi indispensabili e, allo stesso tempo, sulla fatica di costruire uno spazio per sé stessi al di fuori di quel ruolo totalizzante. Dopo uana vita dedicata ai bisogni di Luca,  quando Luca fa il grande salto verso l'indipendenza dalla famiglia, Marina e Dan, devono ritrovarsi come coppia, come famiglia e anzhe come singoli individui.

Un libro che resta, che fa riflettere e che, con grande delicatezza, riesce a entrare sotto pelle. Consigliato a tutti, fazzletti alla mano e cuore aperto!

Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Camomilla
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Website dell'autrice: Marina Viola


"Con gli anni, la sua neurodivergenza si è trasformata in una specie di incubo, ma anche in un viaggio meraviglioso nel mondo delle persone con un cervello diverso dal mio."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio



mercoledì 13 maggio 2026

Recensione: Il prezzo del cambiamento. Nera Jones Investigazioni

 

Il prezzo del cambiamento
Nera Jones Investigazioni

di Bianca Iula

Prezzo Cartaceo: €18,00
Prezzo Ebook: €9,99
Pagine: 324

«La segretaria allarga il suo sorriso, inclina la testa di lato e con un dito indica se stessa dicendo: “Accettiamo il caso... e prima che dica altro, non esiste nessun Signor Investigatore Jones, almeno inteso al maschile. Mi presento: Nera Jones, la titolare dell’agenzia”.»


Un invito segreto, un codice da digitare, e si spalanca l’ufficio nascosto di Nera Jones. Nessuna targa, nessuna pubblicità. Solo la promessa che lei vedrà ciò che gli altri ignorano. 

Un adolescente svanisce nel nulla. Il padre, uomo potente e inflessibile, vuole insabbiare tutto. Niente denunce. Niente polizia. Ma Nera non si ferma. Si muove tra strade reali e vicoli digitali, con travestimenti ingegnosi, identità fittizie e compagni hacker. Inizia così una caccia invisibile che affonda nelle identità di genere, nel mondo queer e nei fantasmi del passato, pronti a colpire ciò che lei ama di più. Questa volta, però, nessun algoritmo potrà salvarla: dovrà sporcarsi le mani con la realtà più dura. 

Un’indagine fuori dagli schemi. Una protagonista che li rompe tutti. Un giallo tagliente, contemporaneo, dove ritrovare un ragazzo significa soprattutto affrontare ciò che ci definisce. E ciò che può distruggerci.



Milano, un onorevole, un adolescente scomparso, l'agenzia investigativa Jones, la più introvabile e discreta della città.

Nessuno più di Nera Jones avrebbe potuto prendere a cuore e con tanta serietà un caso di probabile rapimento come quello che le è capitato tra le mani. Michele, o Michelle per i suoi famigliari, è sparito ed essendo figlio di un importante politico italiano ovviamente il primo sospetto è il ricatto. Nera Jones però sa che il ragazzo non sopportava più la sua vita: frequentava una scuola femminile in Svizzera, i genitori erano troppo impegnati a socializzare nell'alta società e ad evitare scandali per accorgersi del forte disagio che la loro figlia apparentemente perfetta stava provando. Nessuno capiva che Michele sentiva di non appartenere a quel corpo, sentiva di non essere Michelle. Ed è per questo motivo che Nera pensa anche ad una possibile fuga. Ma se anche il ragazzo fosse fuggito di sua sponte poteva essere in grave pericolo: un minorenne probabilmente in cerca testosterone sul mercato nero per poter essere più mascolino e portare avanti la sua transizione potrebbe essere finito nelle mani sbagliate e il tempo per rintracciarlo e recuperarlo sano e salvo potrebbe non essere molto. 

Nera Jones sfrutta tutte le sue capacità, soprattutto quelle informatiche, per procedere il più velocemente possibile con l'indagine. S
frutta la tecnologia in modo eccellente e, molto spesso, in modi non propriamente legali: in questo modo ha accesso a molte più informazioni, rispetto alla polizia o a qualsiasi altra agenzia investigativa. Di particolare aiuto è il suo amico hacker 2703, il migliore e il più efficiente in circolazione. Ovviamente la tecnologia è di grande aiuto nel fornire le informazioni di base e permettere di prepararsi al meglio, ma anche dei limiti, Nera è perciò costretta, adattandosi ad ogni circostanza, ad entrare in azione anche sul campo, nella vita reale, per parlare con persone reali che sono in qualche modo state in contatto con il ragazzo o che potrebbero avere a che fare con lo spaccio di medicinali. 

E proprio grazie all'azione sul campo Nora si ritrova faccia a faccia con il suo passato, a fare i conti con quello che ha dovuto affrontare nella sua vita per arrivare ad essere la donna che è oggi. 

La protagonista indiscussa del libro è Nora Jones, un tempo Nereo. Tutta l'investigazione e la ricerca di Michele sono un modo per portare alla luce e riaffrontare quella che è stata la sua transizione.
Il libro scorre velocemente tra i brevi capitoli che, alternandosi, espongono e raccontano in prima persona ognuno dei personaggi.  Un romanzo leggero ed intenso allo stesso tempo: un giallo che scorre veloce e che tratta un tema estremamente importante e difficile da affrontare. Il lettore è catturato da due prospettive diverse: l'adrenalina dell'indagine che scorre tra i vicoli di Milano e il dark web e la storia di Nera e della sua transizione.

Penso che Bianca Iula, sia riuscita a sviluppare bene ed amalgamare un tema complicato ad un giallo d'azione che tiene alta l'attenzione del lettore. 

Durata  della lettura:  Quattro giorni
Bevanda consigliata: Caffè nero
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni

      "Tutti abbiamo il bisogno di mostrarci per come ci sentiamo dentro. C'è il punk, il playboy, la vamp, la casalinga, l'impiegato. Indossiamo abiti come un'uniforme che ci identifica e mostra agli altri chi siamo. Io, come te, sentivo che quello che ero prima, era solo una maschera: una rappresentazione per adattarmi alla società."
Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 11 maggio 2026

Recensione: Nati per dormire

 



NATI per DORMIRE
L'approccio che rivoluziona il sonno dei bambini basato sui 4 profili C.A.R.E.®
di Chiara Baiguini

 Editore: Vallardi
Prezzo cartaceo: € 18,90
Pagine: 320


I bambini sono nati per dormire. Basta imparare a interpretare i loro bisogni.

LA PRIMA GUIDA RIVOLUZIONARIA BASATA SUL SONNO PERSONALIZZATO


Per la maggior parte dei genitori la «nanna» assomiglia più a una battaglia che a un momento di condivisione amorevole: strepiti, poppate, suppliche, pianti, estenuanti negoziazioni. E per quanto ci si sforzi di seguire una tabella di marcia – tra routine dolci, oggetti magici, corsi, metodi e mantra di ogni tipo – niente sembra funzionare davvero. Eppure, la verità è semplice: non servono altre regole, serve una bussola. Perché ogni bambino è diverso e, quando si parla di sonno, una routine che vada bene per tutti in realtà non va bene per nessuno.
Questo libro offre qualcosa di radicalmente nuovo: non ti spiega come «aggiustare» tuo figlio, ma come funziona davvero il suo sistema nervoso – e il tuo. Il sonno non è un comportamento da correggere, è un bisogno biologico plasmato dall'elaborazione sensoriale e dal senso di sicurezza emotiva. Attraverso i profili sensoriali e l'approccio C.A.R.E.® (Connessione, Accoglienza, Regolazione, Empowerment), fondato sulle neuroscienze, Chiara Baiguini mette al centro i bisogni unici di ogni bambino e libera i genitori dalla tirannia dei metodi rigidi – e dai sensi di colpa.
Perché ogni bambino sa dormire: serve solo creare le condizioni perché possa farlo.

In questo libro troverai:
• quiz per identificare il profilo di tuo figlio
• regressioni del sonno
• pisolini, notti in viaggio e dormire fuori casa
• impatto delle malattie sul riposo
• latte e alimentazione notturna
• co-sleeping e passaggio dal «lettino al lettone»
• gestione del sonno con fratelli o gemelli
• risvegli notturni
• sonno dopo i 3 anni.



Una lettura utilissima, sia che riusciate a dedicarvi solo pochi minuti ritagliati durante un brevissimo pisolino dei vostri figli, sia che possiate permettervi il lusso di leggerlo per l'intero. 
L'autrice, family coach ed educatrice del sonno gentile, ha impostato questo suo ultimo libro come una vera e propria bussola di salvataggio per genitori insonni. Infatti, sin dall'inizio colpisce l'impostazione pratica e immediata del manuale, dove basta leggere una pagina nel capitolo "PRIMA DI INIZIARE" per trovare una risposta concreta per la notte che sta per arrivare, con un invito al lettore a dedicarsi unicamente al capitolo 3, contenente un illuminante quiz per scoprire il profilo sensoriale dei nostri figli. Una volta definitone il profilo, l'autrice consiglia alcune semplici azioni, routine ed esercizi da mettere in pratica nell'immediato, per provare un approccio diverso e tornare a vivere il sonno con la giusta serenità.
Il libro è poi ricco di altri capitoli illuminanti sui principali temi "caldi" legati al sonno, come le regressioni, la gestione dei risvegli, l'impatto delle malattie e dell'alimentazione sul sonno notturno e le modalità di organizzazione degli spazi notturni, dalla condivisione del lettone al passaggio al lettino.
Un manuale prezioso ricco di spunti e informazioni utili con basi scientifiche di cui consigliamo la lettura prima eventualmente di rivolgersi a un consulente del sonno specializzato, se reputato necessario. 
Perché spesso non esiste una soluzione con la bacchetta magica, ma semplicemente la necessità di comprendersi e comprendere i propri bambini, con la giusta calma e lucidità, creando un ambiente sicuro e accogliente, anche per la nanna. 

Durata totale della lettura: quattro giorni
Bevanda consigliata:  spremuta d'arancia
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: qualsiasi, da quando si diventa genitori


"La privazione del sonno non è solo stanchezza: è una forma di vulnerabilità profonda. 
È come vivere in uno stato di allarme costante, con il cervello che non si spegne mai davvero."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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