mercoledì 8 aprile 2026

Recensione: L'inquilina



  L'inquilina

 di Freida McFadden

 Editore: Newton Compton Editori
 Prezzo: € 12,90
 Pagine: 352
 Titolo originale: The Tenant
 Traduzione a cura di: Carla De Caro
 

 Blake Porter sta vivendo il momento migliore della sua vita: una brillante carriera, una recente promozione e un futuro tutto da costruire con la sua fi danzata, Krista. Finché, all’improvviso, tutto cambia. Accusato ingiustamente di aver danneggiato la sua azienda, Blake viene licenziato e si ritrova con una reputazione distrutta. E così, incapace di pagare il mutuo del nuovo appartamento dove vive con Krista, è costretto a trovare un modo per tirare avanti. Ed ecco che arriva Whitney. Bella, affascinante, alla mano, e in cerca di una stanza in affitto. Sembra la soluzione perfetta per Blake. O forse no. Perché qualcosa non torna. I vicini iniziano a comportarsi in modo strano. Un odore di decomposizione invade la casa, nonostante le pulizie. Rumori inquietanti lo svegliano nel cuore della notte. E Blake comincia a temere che qualcuno conosca i suoi segreti più oscuri… Il pericolo si nasconde tra le mura di casa, e quando se ne rende conto è troppo tardi. La trappola è già scattata.  




Ho richiesto questo romanzo appena uscito perché mi piace  moltissimo lo stile di Frida McFadden. Trovo i suoi libri scorrevoli, coinvolgenti e ricchi di colpi di scena ben costruiti, capaci di sorprendermi sempre al momento giusto. 
Anche questa volta la sua abilità narrativa è evidente; tuttavia, la trama mi ha lasciata un po’ perplessa e, in alcuni passaggi, con la sensazione che mancasse qualcosa. 
La storia segue Blake, un uomo all’apice della sua carriera: fresco della promozione a direttore marketing, lavora in un ufficio con una vista mozzafiato su Manhattan e vive un momento felice anche sul piano personale, grazie alla sua fidanzata Krista, che ha appena accettato la proposta di matrimonio. La sua vita sembra perfetta… finché non crolla nell’arco di poche pagine. 
Blake viene licenziato inaspettatamente e improvvisamente il suo alto stipendio non è più sufficiente per sostenere le spese, in particolare il mutuo del suo appartamento. L’unica soluzione è affittare una stanza e, dopo una serie di candidature disastrose, la scelta ricade su Whitney, una ragazza che appare perfettamente normale: lavora in un ristorante, ha modi gentili e sembra semplice da convivere. All’inizio la convivenza procede senza grossi problemi, ma la situazione degenera rapidamente. Whitney invade gli spazi personali di Blake: gli mangia i cereali, usa il suo bagnoschiuma e, soprattutto, usa un detersivo che gli provoca una forte irritazione cutanea. Blake reagisce in modo sempre più sproporzionato, perdendo la calma per qualsiasi cosa e mostrando un’irritabilità crescente. 
Krista comincia a temerlo e Whitney sembra divertirsi a stuzzicarlo di proposito, innescando una spirale di tensione che tiene il lettore in costante allerta. 
Come sempre con la McFadden, non posso entrare nei dettagli senza rischiare di rivelare i colpi di scena, che anche questa volta sono numerosi e inaspettati. Il romanzo riesce a mantenere viva la curiosità fino alla fine, grazie a un ritmo serrato e a una serie di rivelazioni costruite con abilità.
 Nonostante ciò, ho avvertito che questa storia non possiede la stessa forza di altre opere dell’autrice. I personaggi, ad esempio, mi sono risultati tutti poco simpatici, persino nei momenti in cui avevano ragione; questo ha reso più difficile empatizzare con le loro scelte e vivere appieno la tensione emotiva. Goldye (non vi rivelo chi sia) sembra avere un ruolo centrale in molti capitoli, al punto da dominare intere sezioni del libro, ma senza che la sua presenza risulti realmente significativa ai fini della trama.

In due momenti distinti ho avuto la sensazione di aver già letto alcune scene in altri romanzi della McFadden, poiché alcuni elementi narrativi risultavano molto simili, quasi ripetitivi. 
Detto ciò, la scrittura rimane efficace e piacevole, e il mistero costruito intorno ai protagonisti è riuscito comunque a catturare la mia attenzione. 
Pur con qualche riserva (e una buona dose di nervosismo), il libro svolge il suo compito: intrattiene, sorprende e si legge velocemente, senza mai risultare pesante.

Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Tisana al tiglio
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Website dell'autrice: Freida Mcfadden
Consigliato a chi ha apprezzato: Una di famiglia di Freida McFadden




"Quella ragazza non avrebbe mai potuto renderlo felice a lungo."




Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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