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mercoledì 10 luglio 2013

Recensione: Il professore



Il professore
di Charlotte Bronte

Prezzo di copertina: € 6,90
Editore: La tartaruga edizioni
Pagine: 315
Formato: Tascabile
Lingua: Italiano
Lingua originale: Inglese
Titolo originale: The professor
Traduzione: M. Stella
Genere: Narrativa straniera

"Il professore" è il primo romanzo scritto da Charlotte, la più famosa delle tre sorelle Bronte. A suo tempo non ebbe fortuna perché giudicato troppo realistico. Gli si preferiva "Jane Eyre", in cui l'elemento fantastico e romantico predominava, così venne pubblicato solo dopo la morte. Questo romanzo narra in prima persona la storia di un uomo sensibile e colto, che fugge da un lavoro pesante e competitivo nella zona industriale dello Yorkshire per andare a insegnare in una scuola in Belgio. Qui conosce Frances, una ragazza molto giovane e senza mezzi che da allieva diventa insegnante.


Il Professore è il primo romanzo di Charlotte,la più grande delle sorelle Bronte. Non ha avuto affatto successo soprattutto quando poi è stato pubblicato Jane Eyre che ha conquistato tutto il pubblico. Il professore è un romanzo a mio parere ancora immaturo e un bel pò lento, caratteristiche che forse spiegano il perchè non abbia riscosso tanto successo allora e perchè forse ancora oggi rimane uno dei romanzi di Charlotte meno letti e conosciuti. Diciamo che se si è fan, come me, delle sorelle Bronte e si legge qualsiasi cosa abbiano scritto allora è facile farci caso e capita quindi anche di leggerlo anche se ovviamente nel mio cuore rimane comunque Jane Eyre. Il romanzo si basa su un'esperienza vera vissuta dall'autrice che per un periodo di tempo andrà a vivere in Belgio per studiare e pare che appunto faccia la conoscenza di questo professore e se ne innamori. Purtroppo però il suo amore non è corrisposto anche perchè il professore in questione risulta anche già sposato e sembra non ricambiare l'affetto di Charlotte che rimane delusa e porterà con sè questa delusione per molto tempo. In questo romanzo invece il finale felice c'è e il professore viene messo a nudo davanti al lettore che seguirà la sua vita dalla giovinezza fino al suo arrivo in Belgio dove appunto diventerà docente. L'amore per la sua allieva è un'amore forte che non diminuisce o si assopisce anche quando all'improvviso la ragazza scomparirà e il professore farà di tutto per cercarla. Nonostante la cocente delusione subita dall'autrice nella sua esperienza personale, il romanzo sembra una realizzazione di quelli che sarebbero stati i suoi desideri. Il professore che si innamora della sua allieva e un finale soddisfacente e felice come in tutti i classici romanzi d'amore che si rispettino.


Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: Limonata fresca
Età di lettura consigliata: dai 14 anni







“Un classico da riscoprire.“


Charlotte Bronte fu la più famosa delle sorelle Bronte. Tra le sue opere ricordiamo Jane Eyre, Shirley e Villette.

Vi piace questo libro?




martedì 9 aprile 2013

Recensione: Amore e amicizia


Amore e amicizia
di Jane Austen

Prezzo di copertina: € 5,90
Editore: La Tartaruga
Collana: Le tartarughe tascabili
Data di pubblicazione: 2012
Pagine: 166, brossura
Titolo originale: Love and Friendship and other early works
Lingua originale: Inglese
Traduzione: Ciotti Miller L.
Genere: romanzo rosa, racconti

«La mia naturale Sensibilità era già stata grandemente provata dalle sofferenze dello sfortunato Sconosciuto e non appena posai gli occhi su di lui, sentii che la felicità o l’Infelicità della mia vita Vita futura dovevano dipendere da lui»
 «Sophia era leggermente al di sopra della statura media; con una figura elegantissima. Un soffice Languore le inondava i graziosi lineamenti, ma accresceva la loro Bellezza. Era la Caratteristica del suo Spirito. Era tutta sensibilità ed emozioni.» Così Jane Austen, a soli dodici anni, si accingeva a diventare la geniale narratrice che conosciamo. In questi racconti giovanili troviamo già i temi cari alla scrittrice: gli amori non corrisposti, i viaggi, gli incontri di una giovane educata, inserita nella società inglese contemporanea con i suoi riti e i suoi pregiudizi, ma sono il tono e gli argomenti a sorprendere, rivelando una visione della realtà assai cruda, che nelle opere mature riuscì sempre a velare dietro la perfezione e la limpidezza dello stile.


Accingendomi a leggere questo piccolo e lezioso volume della Austen non mi aspettavo certo "Orgoglio e Pregiudizio", ma ero allo stesso tempo curiosa di scoprire come una delle mie autrici preferite si fosse accostata alla scrittura a soli dodici anni. Devo quindi dire che non sono rimasta delusa (come sempre) dalla bravura della mia beniamina, e dall'ironia con la quale ha saputo trattare questi racconti (editi postumi) che parlano di amore, di relazioni ma soprattutto di vita quotidiana in quella campagna inglese che avrebbe fatto da cornice alla sua intera esistenza.
Alcuni racconti sono stati redatti in forma epistolare, come era in voga all'epoca, mentre altri, come Frederic ed Elfrida, narrano delle disavventure di una coppia di innamorati e di alcuni loro amici.
Da questi scritti si evince il distacco e il disincanto con i quali l'autrice vedeva la vita dei suoi coetanei e dei suoi simili, trasponendoli nei suoi scritti con malcelata ironia nei confronti di quei riti quali il fidanzamento o il corteggiamento, che caratterizzavano la media borghesia inglese.
Una lettura piacevole e scorrevole, non priva di leggerezza ma anche di fascino, che porta il lettore in un'epoca straordinaria, vista attraverso le lenti di un'autrice unica nel suo genere..

Durata della lettura: 3 giorni
Bevanda consigliata: thè al bergamotto
Età di lettura consigliata: dai 16 anni






"Un lavoro giovanile dell'autrice che continua a far sognare milioni di lettrici."

Jane Austen, (Steventon, Hampshire, 1775 - Winchester 1817) scrittrice inglese. Compì la sua educazione quasi interamente in casa, sotto la guida del padre ecclesiastico. Nel 1801 si trasferì con la famiglia a Bath; nel 1805, dopo la morte del padre, a Southampton; poi, nel 1809, a Chawton, Hampshire, dove scrisse quasi tutti i suoi romanzi. Profondamente attaccata alla famiglia, in particolare alla sorella Cassandra, la Austen non si sposò mai e trascorse un'esistenza raccolta e casalinga, interrotta solo da brevi visite a Londra e ai luoghi di villeggiatura sulla costa meridionale inglese. Il mondo descritto dalla Austen non si estende mai al di là dei limiti della vita e degli ambienti da lei direttamente conosciuti; ma il suo fine tocco ironico, la sua prosa elegante e fredda, la sottigliezza con cui analizza e descrive il conflitto tra esigenze psicologiche e morali di varia natura conferiscono a questa narrativa una non comune complessità e collocano la Austen tra i pi grandi nomi del romanzo inglese.

lunedì 12 novembre 2012

Recensione: La Casa della Gioia


La Casa della Gioia
di Edith Wharton

Prezzo di copertina: € 6,90
Editore: La Tartaruga
Pagine: 365
Formato: Brossura
Lingua: Italiano
Lingua originale: Inglese
Titolo originale:  The House of Mirth
Traduzione: C. Lavagetti Sforni
Genere: Romantico


New York, inizi del Novecento. Lily Bart sogna da sempre di far parte della buona società, ma per vivere nel lusso - provenendo da una famiglia benestante caduta in disgrazia - deve trovare al più presto un uomo da sposare. Ma come può una ragazza  bella e intelligente mantenere la propria integrità morale nei salotti più eleganti di New York? Sfortunatamente Lily si innamorerà di un giovane avvocato dai mezzi limitati, accorgendosi troppo tardi della trappola in cui è caduta: la casa della gioia non è che un mondo fittizio e crudele, che rischierà di portarla alla rovina...





Lily ha da sempre assaporato una vita fatta di belle cose e di bei vestiti: ha sempre vissuto ben al di sopra delle sue possibilità e quando suo padre ha dovuto dichiarare a lei e a sua madre che erano sul lastrico, Lily ha dovuto trovare ben presto un nuovo modo per mantenere alto il suo stile di vita. Tra gonne ampie, carrozze e tenute in campagna le avventure della nostra protagonista scorrono con uno stile narrativo d'altri tempi. L'autrice ha un modo di raccontare gli eventi proprio del secolo scorso: molte sono le descrizioni  minuziose degli eventi e dei luoghi in cui Lily trascorre le sue vacanze alla ricerca della sua "vita" perfetta o meglio del "marito" perfetto. Noi lettori  moderni siamo abituati ad una narrazione più immediata fatta di pochi preamboli e di più sostanza, mentre la Wharton predilige prendersi tutto il tempo del mondo raccontanto tutto nei minimi particolari. Detto questo il libro risulta essere davvero piacevole ed un bellissimo salto nell'epoca dei primi del novecento: sotto la lente critica dell'autrice ecco emergere le effimeri usanze delle donne del tempo volte solo al lusso e al superfluo. Nonostante l'autrice sia nata e cresciuta nell'alta società di New York non si risparmia le critiche per la superficialità con cui i suoi contemporanei si avvicinavano alla vita snobbando i veri valori e preferendo il lusso alla morigerazione. La protagonista Lily ha fatto buon viso a cattivo gioco: quando si è ritrovata sul lastrico e a dover dipendere dalla benevolenza dei suoi ricchi parenti ha capito che per sopravvivere deve trovare marito. Si può pensare che la protagonista sia la solita ragazza superficiale abituata solo a vivere in maniera agiata ma si scoprirà invece che le sue azioni sono dettate dalla razionalità e dal buon senso. Un romanzo che vi porterà in un'altra epoca e vi farà sognare.


Durata della lettura: tre giorni
Bevanda consigliata: tè alla fragola
Età di lettura consigliata: dai 17 anni




“A cosa si è disposti a rinunciare per Amore?” 



Edith Wharton. Discendente di un'antica e ricca famiglia newyorchese, i Newbold-Jones, non frequentò alcuna scuola pubblica, studiando privatamente e concentrandosi sui grandi autori del passato. Nel 1885 sposò il banchiere Edward Wharton,  il quale già dopo pochi anni iniziò a presentare i segni di gravi disturbi mentali. Il rapporto tra i due si allentò  sino a divenire una separazione di fatto; nel 1907 abbandonò gli Stati Uniti, trasferendosi definitivamente in Francia, dove resterà fino alla morte. Divorziò formalmente nel 1913, mantenendo però il cognome del marito. La maggior parte della sua copiosa produzione tematizza il problema del rapporto tra il singolo ed il suo gruppo sociale di appartenenza, ed in particolare il problema della "rottura delle convenzioni sociali". Cresciuta  in un ambiente altamente elitario e rigidamente conservatore, come quello della cosiddetta "aristocrazia del denaro" dell'altissima  società di New York (detta anche "l'aristocrazia dei Quattrocento"), la Wharton cercò di rielaborare i temi legati alla forte chiusura sociale di tale ambiente in molte delle sue opere più importanti. Nel 1902 venne pubblicato il suo primo romanzo (The Valley of Decision, ambientato nell'Italia del XVIII secolo), a cui fecero seguito molti altri romanzi e racconti.  Muore nel 1937, lasciando incompiuto il suo ultimo romanzo (Bucanieri).
Fonte Wikipedia




E voi cosa ne pensate? Siete incuriositi?

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