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sabato 18 maggio 2019

Recensione: Linea di sangue



Linea di sangue
di Angela Marsons


Editore: Newton Compton
Prezzo edizione cartacea:
 € 12,00
Prezzo ebook: € 4,99
Pagine: 384
Titolo originale: Blood lines


Quando la polizia ritrova il cadavere di un’assistente sociale uccisa da un’unica letale coltellata, tutto fa pensare a una rapina andata male. Ma la detective Kim Stone è convinta che qualcosa non torni. Pochi giorni dopo, una tossicodipendente della zona viene ritrovata uccisa nello stesso identico modo. L’istinto di Kim le suggerisce che dietro ci sia la mano dello stesso assassino. Eppure non c’è niente a collegare le due vittime, a eccezione dell’inquietante precisione con cui sono state uccise: una singola coltellata. Mentre Kim è alle prese con il caso, un fantasma del suo passato torna a farle visita con un’inquietante lettera che riapre antiche ferite, ancora non del tutto cicatrizzate. Se vuole davvero fermare l’assassino prima che il numero delle vittime cresca, dovrà rimanere vigile per districarsi nella fitta rete di intrighi e di bugie che le si sta stringendo attorno… anche se significa mettere in grave pericolo la sua stessa vita.






Kim Stone è tornata. Accompagnata dal suo passato e dai fantasmi che lo popolano. E la troviamo subito alle prese con la soluzione di un caso di stupro.
Poi arriva Alexandra Thorne, che avevamo già incontrato nel precedente libro Il gioco del male, che è la nemesi di Kim Stone. La persona che probabilmente la conosce meglio di chiunque altro e che Kim odia profondamente. E tra un capitolo e l'altro incontriamo anche una persona di cui non conosciamo né l'identità, né la sua collocazione all'interno delle indagini che sono oggetto di questo libro. Un intreccio di eventi, molto complesso ma che la Marsons, con la sua abilità, riesce a far apparire semplice da seguire. Il tutto ha inizio con l'omicidio di una assistente sociale e subito dopo di una tossicodipendente e, nonostante il modus operandi sia lo stesso, non sembrano esserci legami tra le due morti. Ma Kim Stone è testarda e ostinata e non si ferma davanti a niente. Scavando, insieme alla sua squadra, nelle vite delle vittime verrà a conoscenza di molti segreti che la porteranno ad andare fino in fondo per scoprire la verità. Una indagine che però è disturbata da Alexandra Thorne che ha trovato il modo di rimettersi in contatto con Kim e che proverà ancora a distruggerla. Ma chi l'avrà vinta? Un libro che si legge tutto d'un fiato, perciò mettetevi comodi, preparatevi un bricco di caffè e arrivate fino in fondo, non vi annoierete!




Durata totale della lettura: 3giorni
Bevanda consigliata: caffè lungo
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autrice: Angela Marsons







   

   Ma credi veramente di conoscermi così bene?



  

giovedì 7 aprile 2011

Speciale: Crisalide rosa

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Vi presento Crisalide rosa di Cristiana Pivari, romanzo che inaugura una nuova collana per sole scrittrici…

Prezzo di copertina: € 12,00
Formato: Brossura
Pagine: 140
Lingua: Italiano
Editore: Absolutely Free
Data uscita 20/03/2011
Generi: Narrativa rosa

Che cos'è la vita? Una scalata verso la salvezza da se stessa, risponde Silvia, trentacinquenne più che carina, ragazza che non si sente né donna né bimba, scrittrice o forse scrittora, crisalide che magari, un giorno, sarà farfalla, ma con i suoi tempi e i suoi modi. Vi riuscirà? Non è detto, forse non è così importante il risultato finale, ma la ricerca di sé che Silvia conduce tra amiche e presunti uomini della vita, fra situazioni ai limiti del grottesco e lo scodinzolio del suo pelosissimo cane, riempie il libro di una fresca essenza vitale, questa sì irrinunciabile. Una Bridget Jones all'italiana? Solo in parte, anche se non mancano ossessioni personali, manie e stranezze della vita, e una buona dose di sarcasmo nell'osservarle. Più di Bridget, Silvia rappresenta le eterne ragazze di oggi, dà spessore ai loro pensieri, mette in piazza le ansie e i propositi. In fondo, si può restare crisalidi per tutta la vita, se non si ha la sicurezza di diventare una farfalla speciale.

Cristiana Pivari ha due figli, un compagno e un cane. Legge molti libri, altri li cataloga per lavoro e qualcuno tenta di scriverlo.

Ma Cristiana non è solo una scrittrice emergente di grande talento, è anche un'attrice che per quasi dieci anni ha recitato su di un palcoscenico per poi ritirarsi dietro le quinte per organizzare spettacoli.
Così vi lascio alla lettura di questa intervista che gentilmente ci ha concesso in esclusiva per voi!

Buongiorno Cristiana e benvenuta da Tiffany’s!
Con il suo primo romanzo, “In prima persona singolare”, ha vinto il premio Elsa Morante nel 2007 ed è diventata a tutti gli effetti una scrittrice di grande successo.
Per iniziare bene, ridimensiono. Ho vinto il premio Elsa Morante per inediti e non quello prestigioso per romanzi editi e non sono ancora una scrittrice di successo, ma lo prendo come un augurio e ringrazio.


Ma come nasce un romanzo?
Un romanzo nasce perché hai voglia di dire qualcosa e in quanto alla tecnica non sono ancora brava a fare scalette e griglie di trama perché prima d'ora ho scritto racconti e le due cose sono molto diverse perché nel racconto concentri la storia in poche pagine e nel romanzo la dipani piano. Quando inizi a scrivere un racconto puoi anche non sapere come andrà a finire, nel romanzo è meglio che tu lo sappia, almeno per sommi capi, altrimenti son dolori.

Come riesce a sconfiggere il blocco da foglio bianco?
Semplicemente imponendomi di scrivere senza aspettare l'ispirazione, perché la scrittura è disciplina e io mi sforzo di scrivere minimo almeno mezz'ora al giorno per mantenermi allenata.

Ha qualche consiglio per le nostre lettrici che sognano di diventare scrittrici?
Avere letto e continuare a leggere è requisito fondamentale perché ognuno può scrivere qualcosa, ma solo chi legge molto può sapere fino a che punto può spingersi nella forma che è poi quella che fa la differenza.

Cosa significa per lei scrivere?
Mi piacerebbe poter dire che scrivere è la mia ragione di vita, ma è semplicemente la forma espressiva che mi riesce più facile. 


Come è nata questa passione?
Mi è sempre piaciuto giocare con le parole e a scuola i miei temi li leggevano in tutte le classi, ma poi per un periodo lunghissimo non ho scritto niente. Ho ripreso da dieci anni e ora per un po' di tempo conto di continuare perché mi piace e mi dà soddisfazione.


Sappiamo che oltre a fare la scrittrice, ha lavorato sia sul palcoscenico che dietro le quinte e ha scritto ben due testi teatrali. Cosa differenzia un romanzo da un testo teatrale?
Nel romanzo devi scrivere tutto, i sentimenti, i movimenti, gli scenari. Il testo teatrale si basa sui dialoghi, che devo dire mi vengono belli facili, e poi viene messo in mano agli attori che compensano, con la mimica e il linguaggio del corpo, la mancanza di descrizioni.

Come è riuscita a conciliare queste due passioni?
Sono assolutamente conciliabili, basta alternare.

Cosa rappresenta per lei "Crisalide Rosa"?
Crisalide rosa è il mio primo romanzo, perché la mia prima pubblicazione era invece una raccolta di racconti. Ci sono molto affezionata, come ci si affeziona ai primogeniti.

Come è nata l'idea di questo romanzo in chiave rosa?
La chiave rosa è nata dal fatto che si parla al femminile, parlo delle sensazioni di una donna perché le conosco e mi appartengono o mi sono appartenute ed è più facile scrivere di ciò che conosci.

Come mai ha scelto la figura della crisalide per rappresentare la donna?
La crisalide è qualcosa ancora in embrione che deve uscire dal bozzolo e poteva rappresentare anche l'uomo e in quel caso sarebbe stata azzurra.

Silvia è una scrittrice proprio come lei: in cosa siete simili e in cosa, invece, vi contraddistinguete? Quanto c'è di lei in questa "crisalide"?
Siamo entrambi scrittrici part time, abbiamo un cane e ci analizziamo per bene senza pietà. A differenza di me lei non ha figli, ma è ancora in tempo.

Quali sono state le sue impressioni e le sue emozioni nel vedere il suo romanzo pubblicato?
È un'emozione fantastica e poi è così carino nel formato tascabile da portare ovunque.

C'è qualcosa che vorrebbe dire alle lettrici che compreranno il suo libro?
Spero vi piaccia e vi diverta e magari vi consoli vedendo quanto noi donne ci assomigliamo nelle menate che siamo capaci di tirarci.

Grazie Cristiana da parte di tutto lo staff di Tiffany’s!

Vorreste essere voi a recensire questo fantastico libro? Diventate follower del blog e lasciate un commento a questo post ricordandovi di scrivere la vostra mail.
La recensione verrà condivisa sul blog completando definitivamente lo speciale.


Holly
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