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giovedì 29 giugno 2023

Recensione: Raudo e i cuori nel caffè

 

Raudo e i Cuori nel caffè
di Giovanni Anzaldo

Editore: Solferino
Prezzo Cartaceo: €18,50
Prezzo e-book: €11,90
Pagine: 304

Ennio è un cantautore con una sola canzone: Il cane dell’appartamento, un brano ispirato a Raudo, il suo poco attraente amico a quattro zampe. Lo ha adottato insieme a V., suo grande e unico amore, che però ora lo ha lasciato per rifarsi una vita e non una qualunque: è diventata un’attrice di cinema, con nuovi amici e, forse, un nuovo fidanzato. Per Ennio non c’è altro da fare che sforzarsi di dimenticarla ma il suo temperamento malinconico non aiuta, e Torino disseminata di ricordi ancora meno: i pezzi della sua relazione finita se li ritrova sparsi nei bar, nei cinema, nei teatri, sui marciapiedi e persino tra le maglie del tappeto del salotto. Perseguitato da scene struggenti del passato, rampognato da Sandrino, il suo vicino di casa ex scassinatore e improbabile mentore, corteggiato ma non abbastanza da Lea, graziosa ristoratrice vegana, Ennio vede un’unica via di salvezza: scrivere un’altra hit che lo renda famoso e lanciarsi in una carriera da trapper. Potrebbe essere il modo per riconquistare V. Oppure potrebbe essere la ricetta del disastro.
A rendere indimenticabili Ennio, il suo difettoso cane Raudo e le loro mille disavventure non è solo il ritmo inarrestabile della narrazione o il fascino di una Torino ricca di atmosfera: è sentire, a ogni pagina, che la loro storia appartiene pienamente a chi la legge. Perché questa commedia romantica dolce-
amara, divertente e vera ha il sapore delle nostre giornate più memorabili, degli amori che abbiamo attraversato e perduto, della speranza e della dolcezza di quelli che iniziano.


Letteralmente impossibile non affezionarsi ai protagonisti di questa storia! 
In questo romanzo c'è tutto quello che si può pensare o associare all'amore nella sua totalità; ogni sua fase, ogni sua forma dall'inizio alla fine. C'è imbarazzo, gioia, felicità, tristezza, depressione, rabbia, gelosia. Tutto. Perché in fondo l'amore è questo, tutto o niente. 

In una Torino sempre magica e meravigliosa in cui qualsiasi cosa gli ricorda la sua ex fidanzata, Ennio, attraverso i suoi pensieri, ci fa vivere la storia del suo grande amore con V. e soprattutto la fine della loro relazione. Accompagnato da Raudo, il loro fedele cane "orribile", come lo descrive lui, cerca di superare l'abbandono di V, e scrivere un pezzo che diventi una hit pazzesca, o che perlomeno funzioni. Mentre la bellissima e talentuosa V. sta avendo successo, ottenendo una parte da protagonista in un film, per Ennio la vita non è così idilliaca. Non è così facile sfondare nel mondo della musica e, soprattutto, gli serve un lavoro per sopravvivere. Si ritrova così a lavorare come cameriere nel ristorante vegano pet friendly della vicina Lea, una ragazza che ha conosciuto portando Raudo a spasso la sera. Vive sempre nella sua casa garage, con la differenza, che il suo quasi ormai fisso coinquilino non è più V., ma Sandrino, il suo vicino di casa, ex scassinatore, barista e suo consulente amoroso.

La vita di Ennio non è sicuramente perfetta, ma chi lo sa che cosa ha in serbo per lui, e in generale per ognuno di noi il destino? Spesso si affrontano, delusioni e dolore, e alcune esperienze fanno male, molto più male di altre, ma  in fondo sono proprio le esperienze più dolorose e gli enormi errori che facciamo a renderci quello che siamo. 

Giovanni Anzaldo ha fatto centro: una commedia romantica divertente, sottile, cruda e triste allo stesso tempo, che ti lascia un senso di leggerezza e amarezza. Una scrittura pungente e riflessiva, con i suoi discorsi diretti e i flussi di coscienza di Ennio che ti fanno conoscere e capire perfettamente i personaggi e riflettere sulla tua storia allo stesso tempo.
Credo che il riuscire a rivedersi in una storia che non è la tua, e che forse non ci si avvicina nemmeno,  sia una delle caratteristiche principali di un ottimo libro. 

Leggetelo, divertitevi, ridete e piangete, accompagnati da questi fantastici personaggi. 

Durata totale della lettura:  Quattro giorni
Bevanda consigliata: Caffè freddo
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni


      "I capelli sono la memoria storica del nostro corpo, per questo azzardiamo tagli improbabili nei nostri momenti difficili: per cambiare pelle, perché amputarsi un arto sarebbe senz'altro più scomodo e doloroso. "


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 19 aprile 2023

Recensione: Un inverno lungo un anno

Un inverno lungo un anno
di Paolo Fallai

Editore: Solferino Libri
Prezzo Cartaceo: € 14,50
Prezzo eBook: €9,99

Pagine: 144

25 settembre 1943: il dodicesimo compleanno di Giulio, nella Firenze in guerra, è anche il giorno in cui il primo bombardamento alleato sulla città distrugge la sua casa. Lui e i suoi fanno appena in tempo a correre fuori e salvarsi, si rifugiano da uno zio, ma di colpo Giulio non ha più nulla: i vestiti, i quaderni di scuola, i libri. E poiché suo padre, un medico, è antifascista, ben presto il ragazzo perde anche la sicurezza della famiglia: gli uomini di casa se ne vanno per unirsi ai partigiani.
È il lungo inverno dell’occupazione tedesca, e Giulio rimane assieme alla madre, alla zia e alle due sorelle ad affrontare i bombardamenti, il razionamento, la paura. Una realtà che lo costringe a crescere in fretta, appeso all’unico, flebile filo di speranza delle poche notizie sull’avanzamento del fronte verso Firenze. Quando gli Alleati sono ormai vicini, si offre volontario per una missione rischiosa: raggiungere il loro comando portando le informazioni sulla dislocazione delle truppe tedesche in città. Ma ciò che conta davvero per lui è la speranza di ritrovare il padre, di cui non ha più notizie. Così, parte per un viaggio in bicicletta sulle colline intorno a Firenze: sarà il più importante della sua vita.
Questa storia è una storia vera, che si fa romanzo. Con una scrittura asciutta e sensibile, Paolo Fallai non racconta solo l’avventura di Giulio, un ragazzo che è stato suo padre. Racconta la Resistenza: la sua realtà, la sua crudezza, la sua poesia e la sua necessità. In guerra e in ogni tempo.




Questo libro potrebbe essere riassunto con un invito: “raccontami la resistenza nell’Italia del 1943 con gli occhi di un ragazzo”.

Un racconto che si esaurisce, almeno per il tempo in cui è richiesta l’attenzione del lettore, in un paio di ore e poco più ma che per la finzione narrativa prosegue per due anni, portandoci negli anni dopo l’armistizio fino alla liberazione. 

Se i tempi si accorciano per condensare la vita che scorre veloce ma all’apparenza lentissima, uguale eppure diversa, che costringe a cercare escamotage sempre nuovi per sopravvivere alle difficoltà che bussano alla porta - o che quella stessa porta la spalancano senza avvertire, sappiamo subito però, che i fatti narrati non sono fantasia. 

Quella raccontata da Fallai è la storia di suo papà Giulio, protagonista dodicenne de Un inverno lungo un anno, che abbraccia di conseguenza anche le vicende di tutti gli altri componenti della famiglia - nonno, nonna, zii, prozii e cugini. Senza contare i parenti acquisiti, quelli senza legame di sangue apparente ma che le vicende condivise hanno legato come fratelli.

Leggendo è facile immaginare Paolo e Giulio - papà e figlio - tramandarsi questa storia, il primo ascoltandola affascinato inizialmente e poi chiedendo maggiori dettagli via a via; mente il secondo ricordando momenti indelebili e vederli cristallizzati su carta. Una splendida e commovente storia tramandata da una generazione all’altra.

Una storia personale quindi che si fa romanzo attraverso una scrittura dolce e piana – nella lettura si ha infatti come la sensazione che sia la voce di una mamma che legge la storia ai suoi figli prima di addormentarsi. Infatti, Fallai regala un romanzo che è storia vera, ma anche avventura e formazione, perfetto da leggere – o farsi leggere – anche a diverse età. 

Avrei voluto fosse lungo il doppio? Forse sì per scoprire di più su Giulio e la sua famiglia, ma anche così l’incanto narrativo è perfetto. 

Durata totale della lettura: un paio d'ore
Bevanda consigliata dall'autrice: latte e miele
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 16 anni


      "Devi dirmi la verità. Sempre." 



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

venerdì 17 marzo 2023

Recensione: Il duca che non poteva amare

 


Il duca che non poteva amare
di Elena e Michela Martignoni

Prezzo Cartaceo: €19,50
Prezzo e-book: €12,99
Pagine: 400

È notte. Il vento gelido si infiltra tra le travi di una casupola nel cuore del bosco. Deodata, curatrice, forse strega, dorme un sonno agitato. Poi un rumore, una donna avvolta da un mantello, un pugnale e una promessa estorta: creare un veleno che renda un uomo impotente per sempre. Così comincia una storia che si allarga, tra eventi e colpi di scena, ad abbracciare la sfarzosa Urbino dei Montefeltro, tra intrighi e giochi di corte, arte e poesia, amori imposti e amori proibiti. È il 1488, Guidobaldo da Montefeltro, giovane duca della città, ha da poco sposato Elisabetta Gonzaga ed è impaziente di dare un erede al ducato, ma gli ordini dello zio, Ottaviano Ubaldini, lo costringono a un’attesa straziante. Il conte Ubaldini, studioso di astrologia, teme infatti per le sorti del nipote: secondo tutti i calcoli Guidobaldo deve aspettare, «le congiunzioni astrali sono contrarie». Intanto, fuori dal Palazzo Ducale, la sorte sembra accanirsi anche contro Deodata, che si trova suo malgrado invischiata nelle trame dei cortigiani e vede l’ombra dell’Inquisizione farsi sempre più vicina. Le sorelle Martignoni disegnano in queste pagine un Rinascimento italiano perfettamente ricostruito nella sua verità storica, suggestivo e reale nei suoi tratti fantastici. Un mondo in bilico, in cui la ragion di Stato si mescola all’alchimia, le scienze al sortilegio, e una natura selvaggia incombe appena fuori dalle mura della città delle arti. Di pagina in pagina, i destini dei protagonisti si intrecciano con il filo di una logica spietata e inevitabile: anche il più solido degli amori deve fare i conti con la Storia.



Un romanzo storico davvero avvincente.
In una Urbino del 1488, le vite di diversi personaggi, realmente esistiti e non, si intrecciano in modo perfetto. 

I personaggi vengono introdotti man mano, primi tra tutti la curatrice solitaria Deodata, il conte Ubaldini e il giovanissimo duca Guidobaldo. 
Ed è proprio da Deodata che a notte fonda si presenta una donna mascherata, con una richiesta insolita: una pozione per rendere un uomo impotente. Deodata, però, nonostante tutti la considerino tale, non è una strega e non può creare veleni e pozioni per fare volontariamente del male. Decide comunque di accettare, non per la minaccia della donna, ma perché questa le mostra le ferite di cui è ricoperta,  inflitte proprio dall'uomo che vuole punire. In quella stessa notte il conte Ubaldini è tormentato dallo spirito di Oddantonio, che lo tormenta ormai da troppi anni, senza pace. In un'altra ala del castello Guidobaldo da Montefeltro, duca di Urbino e nipote del Conte Ubaldini, si dispera perchè proprio l'amato zio non gli permette di consumare il matrimonio a causa dell'opposizione degli astri.

Pian piano vengono introdotti tutti gli altri personaggi, e nonostante il primo protagonista sia ovviamente Guidobaldo,  ognuno degli altri è protagonista a modo proprio: il Conte Foschieri, le figlie Orsina e Leonetta, la sua nuova moglie Giulia, il valido e leale Giovanni Bravo, Elisabetta Gonzaga neo sposa del duca, i frati del convento Rocco, Raniero e il francescano Alessio, arrivato da Roma con un compito importante; i seguaci del Foschieri, Tullio Bellucci e Arrigo De Mare, nipote di Papa Innocenzo VIII. 

Ognuno di loro segue il proprio destino. Ognuno di loro in un modo o in un altro ha dei segreti, spesso terribili, da mantenere. Ognuno di loro deve in qualche modo espiare la propria colpa per poter andare avanti. 

Elena e Michela Martignoni sono riuscite a rendere in modo impeccabile la vita della corte e del popolo nel periodo delle Signorie, in un'Italia in crescita culturale ed economica. 
Fulcro del libro è la condizione delle donne, costrette a subire violenze fisiche e psicologiche per assecondare il potere e il volere degli uomini, oltre ad essere nel mirino del papato in un epoca in cui la caccia alle streghe era la priorità assoluta. 

Personalmente mi è piaciuto moltissimo. Una scrittura ricca di terminologie, usi e costumi che ti fanno viaggiare nella storia. Capitoli corti e concisi, in grado di esprimere i pensieri di ogni personaggio in prima persona, che rendono il romanzo di facile lettura, nonostante la sua corposità.

Durata totale della lettura:  Cinque giorni
Bevanda consigliata: Tè aromatizzato alle spezie
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni


      "Raniero mi ha detto che la donna è "bella a guardarsi, contaminante a toccarsi, mortale a possedersi". E le stregonerie arrivano sempre dal desiderio carnale, che nelle femmine è insaziabile"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 9 gennaio 2023

Recensione: I divini dell’Olimpo



 I divini dell’Olimpo

 di Marilù Oliva

 Editore: Solferino Libri
 Prezzo: € 17
 Pagine: 208
 

 Dèi come noi: è proprio il caso di dirlo, parlando degli appassionati e litigiosi abitanti dell’Olimpo. I miti e le storie legati a ognuno di loro sono innumerevoli e coprono l’intera gamma dei sentimenti umani: l’amore e il desiderio, innanzitutto, ma anche la collera, l’amicizia, l’offesa, il dolore. In questo libro incontriamo quattro vere e proprie celebrities. Il primo è Zeus, padre di tutti gli dèi, nonché di molti figli illegittimi nati dai suoi continui tradimenti e da avventure erotiche letteralmente leggendarie. Poi ci sono due delle sue predilette, la combattiva Atena e la frivola Afrodite, diversissime tra loro ma entrambe con il vizio di intervenire nelle vicende umane, in soccorso ai loro protetti, portando quasi sempre lo scompiglio. E infine c’è un dio ombroso, a cui spesso non si rende giustizia: Ade dal fascino discreto, sovrano del regno dei defunti ma anche marito fedele e innamorato. Attorno a loro si intrecciano le storie della complessa e decisamente disfunzionale «famiglia» olimpica: dalle vicende più note, come il famoso aneddoto della mela di Paride che contrappose tre dee di primo piano, a quelle meno ricordate, come la fanciullezza di Atena in Libia. La Grecia antica non è mai stata così moderna: con una narrazione colta e accattivante, ricca di fonti e ricostruzioni, Marilù Oliva apre per noi il tesoro di ricchezze simboliche e interpretative che fanno dell’Olimpo una inesauribile fonte di rivelazioni: su noi stessi, sui nostri comportamenti, sulle relazioni che viviamo e sulle debolezze che possiamo superare.




Una specie di flusso di coscienza della mitologia greca, la Oliva ce la racconta come se fosse quasi una parodia della storia, mentre invece è davvero un miscuglio di mariti fedifraghi, dee incazzate e figli che si ribellano. 
 Un turbinio di divinità che si riproducono tra di loro e di figli che ne fanno ancora di peggio. 
I nostri protagonisti sono il farfallone Zeus, che non riesce a rimanere fedele a nessuna, che addirittura stare con una fanciulla si trasforma in gocce d'acqua e anche molto peggio!
Abbiamo poi Afrodite, il simbolo dell'impulso sessuale, del desiderio, ma allo stesso tempo frivola e sciocchina, guai a pensare di essere più belle di lei, si finiva trasformati in un albero. Il capitolo successivo è dedicato ad Ade, fratello di Zeus a capo degli Inferi che per quanto tv e videogiochi ce lo presentino come malvagissimo, in realtà non è poi cosi cattivo, anche lui però é molto poco delicato con il genere femminile che pare essere il grosso punto debole delle divinità. Ultimo capitolo per la mia preferita Atena/Minerva un altro caratterino importante, generosissima e molto famosa per la protezione concessa. 
Sono tantissimi i richiami alla pittura, la scultura e la poesia per ogni personaggio, mi sono ritrovata a googlare moltissime opere che non avevo mai analizzato con attenzione. 
Un testo carino che consiglio a chi ha già un minimo di conoscenza, anche solo scolastica, della materia, altrimenti potrebbe risultare un pienone di personaggi scollegati.

Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Cappuccino al ginseng
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Website dell'autrice: Marilù Oliva


"In confronto a suo fratello Zeus che lavorava di stalking ogni volta che adocchiava una preda, Ade col suo ratto di una sola donna sembrava un pivellino.."

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 20 luglio 2022

Recensione: La ragazza della palude

La ragazza della palude
di Delia Owens

Editore: Solferino
Prezzo Cartaceo: € 15,00
Prezzo eBook: €9,99

Pagine: 414
Titolo originale: Where the Crawdads Sing

A Barkley Cove, un tranquillo villaggio di pescatori, circolano strane voci sulla Ragazza della Palude. Dall’età di sei anni Kya si aggira completamente sola tra canali e canneti, con qualche straccio addosso e a piedi nudi. Ha al suo attivo un solo giorno di scuola, ma la palude e le sue creature per lei non hanno segreti: la nutrono, la cullano, la proteggono, sono maestre e compagne di giochi. Kya impara a decifrare i segni della natura prima ancora di saper leggere un libro: nella sua assoluta solitudine sembra bastare a se stessa. Ma la sua bellezza non tarda a sbocciare: insolita, selvatica, sfuggente accende il desiderio nei ragazzi del paese. Kya scopre l’amore, la sua dolcezza e le sue trappole. Quando negli acquitrini riaffiora il corpo senza vita di Chase Andrews, gli occhi di tutti puntano su di lei, la misteriosa ragazza dimenticata: i mormorii diventano subito accuse, i sospetti incrollabili certezze. Il processo, fuori e dentro al tribunale, trascina la vicenda verso il suo imprevedibile e folgorante epilogo. "La ragazza della palude" è il romanzo di un’infanzia segnata dall’abbandono e di una natura che si rivela madre, non matrigna. Ma è anche la storia di una violazione e di un segreto gelosamente custodito, che mette in discussione i confini tra la verità e la menzogna, il bene e il male. un canto di speranza e guarigione. 




Mancano ancora diversi mesi alla fine dell’anno, ma La Ragazza della palude è saldamente in vetta alla personalissima classifica dei libri più belli del 2022. All’estero ha conquistato i lettori – merito anche del book club di Reese Witherspoon che, innamoratasene, è diventata la produttrice della trasposizione cinematografica che uscirà in Italia a ottobre di quest’anno – da noi resta ancora un titolo a cui si presta poco spazio e attenzione – ahimè, perché invece merita di essere celebrato per la trama e la scrittura. 

Al centro del romanzo c’è Kya, protagonista di cui è impossibile non restare folgorati, che vive in una baracca nel pantano – una enorme distesa melmosa a poca distanza dall’oceano. Viena abbandonata da piccola e la solitudine diventa la sua compagna di giochi. Sola e costretta ad affrontare le difficoltà della vita viene accusata dell’omicidio di un ragazzo noto in città con cui aveva avuto una liaison amorosa. 

Leggere questo thriller poliziesco e romanzo di formazione ambientato nel profondo sud degli Stati Uniti è come entrare e uscire da una palude, la stessa in cui vive Kya. La storia è infatti strutturata tra un costante andirivieni tra passato e presente: i salti temporali nella vita della cittadina, grazie alla resa stilistica della scrittrice, danno la sensazione al lettore di inoltrarsi in una palude. Una immersione tra i vari strati melmosi per poi, piano a piano, riemergerne, pulendosi uno strato alla volta e rivelare la verità attorno alla storia di Kya, della sua vita, dei suoi sentimenti e dell’assassinio di cui è accusata. 

Lotta alla sopravvivenza, inno alla bellezza e alla purezza dei sentimenti, potenza della natura, coraggio e tenacia. Questi i sentimenti e gli stati d’animo descritti dalla penna della Owens la cui produzione vanta in realtà un gran numero di opere naturalistiche – un amore quello per la natura che emerge chiaramente nelle descrizioni dei paesaggi in cui si svolge la storia. Ed è proprio la natura più cruda e più amorevole a intrecciarsi perfettamente con la storia di Kya, accompagnandola nelle diverse fasi della sua vita. Qui Kya trova conforto, amore, lezioni di sopravvivenza: la natura è la sua confidente, gli animali che vivono nella palude i suoi amici. Solo pochissime persone si accorgono di lei, la aiutano e le rimangono accanto. 

Un finale inaspettato e una sensibilità rara, La Ragazza della palude è un libro affascinante e che ispira tenerezza. Da leggere assolutamente – meglio se prima dell’uscita del film. 

Durata totale della lettura: 5 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: latte caldo e miele
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 17 anni


      "Si muoveva furtiva, rubando amore senza mai condividerlo; se ami qualcuno dall'altra parte di un estuario, non rischi che ti faccia del male."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

venerdì 31 dicembre 2021

Speciale di fine anno: Best of 2021

Chiudiamo questo anno con un'altra iniziativa organizzata da Ely del blog Il regno dei libri e Susy del blog I miei magici mondi attraverso la quale vi lasciamo altri consigli librosi. 
In particolare tre lettrici del nostro blog consigliano quelli che per loro sono state tra le migliori letture del 2021. Tutte ci auguriamo di trovare tante altre bellissime letture nel nuovo anno per continuare a tenervi compagnia con le nostre recensioni.



Libro scelto da Victoria - Recensione - Biancaneve nel Novecento


Biancaneve nel Novecento

di Marilú Oliva

 Editore: Solferino
 Prezzo: € 19,00
 Pagine: 352

Giovanni è un uomo affascinante, generoso e fallito. Candi è una donna bellissima che esagera con il turpiloquio, con l’alcol e con l’amore. E Bianca? È la loro unica figlia, che cresce nel disordinato appartamento della periferia bolognese, respirando un’aria densa di conflitti e di un’inspiegabile ostilità materna. Fin da piccola si rifugia nelle fiabe, dove le madri sono matrigne ma le bambine, alla fine, nel bosco riescono a salvarsi. Poi, negli anni, la strana linea di frattura che la divide da Candi diventa il filo teso su un abisso sempre pronto a inghiottirla. Bianca attraversa così i suoi primi vent’anni: la scuola e gli amori, la tragedia che pone fine alla sua infanzia e le passioni, tra cui quella per i libri, che la salveranno nell’adolescenza.

Negli anni Novanta, infatti, l’eroina arriva in città come un flagello e Bianca sfiora l’autodistruzione: mentre sua madre si avvelena con l’alcol, lei presta orecchio al richiamo della droga. Perché, diverse sotto ogni aspetto, si somigliano solo nel disagio sottile con cui affrontano il mondo? È un desiderio di annullarsi che in realtà viene da lontano, da una tragedia vecchia di decenni e che pure sembra non volersi estinguere mai: è cominciata nel Sonderbau, il bordello del campo di concentramento di Buchenwald.

Con una penna vibrante, intinta nella storia del Novecento e affilata da una profonda sensibilità per le umane lacerazioni e debolezze, Marilù Oliva disegna una vicenda incalzante che è anche una riflessione su quello che le famiglie non dicono, sulle ferite non rimarginate che si riaprono, implacabili, attraverso le generazioni. Un romanzo vivo e poetico, che dà voce al rimosso di un secolo.



Libro scelto da Ailis - Recensione - Il fato di Fausto


Il fato di Fausto
testi e illustrazioni di Oliver Jeffers

Editore: ZOOlibri
Prezzo cartaceo: € 20,00
Pagine: 96
Titolo origianale: The Fate of Fausto
Genere:  crescita, possesso, cartonato illustrato

“C’era una volta un uomo che credeva di possedere ogni cosa e per questo si avviò, deciso a tenere sotto controllo i suoi averi. “Sei mio.” disse Fausto al fiore, alla pecora e alla montagna, che si inchinarono a Fausto. Ma non erano abbastanza per lui, perciò saltò su una barca per prendere il mare...”
Dal più amato racconta storie dei nostri tempi, ecco una favola dipinta, dal sapore antico, ma talmente moderna che non potrà che toccare i cuori di grandi e bambini. Una favola che fa risuonare temi come il possesso, il rapporto con gli altri, il rapporto con ciò che ci circonda e la facoltà di scegliere se vivere in armonia con il nostro pianeta o meno.
Un libro che è un po' il fratello maggiore di "Noi siamo qui" e ne completa l'opera, in termini di rispetto, di consapevolezza e di crescita.




Libro scelto da Emma - Recensione - L'altare della paura

L’altare della paura
di Jean-Christophe Grangé

Editore: Garzanti
Prezzo Cartaceo: € 19,60
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 312
Titolo originale: Les jours des cendres

Nella cappella alsaziana di Saint-Ambroise si riesce ancora a udire il fragore che ha accompagnato il crollo improvviso della cupola e la morte del vescovo Samuel, il cui corpo giace ormai senza vita sotto le macerie. A un primo sguardo, parrebbe trattarsi di un semplice incidente. Ma da alcuni dettagli non è possibile escludere l'ipotesi di un omicidio. È questo che pensano il detective Pierre Niémans e il suo braccio destro, Ivana Bogdanović, non appena visitano la scena del disastro. E scoprono che il luogo appartiene a una piccola comunità anabattista chiusa al resto del mondo. I suoi membri si fanno chiamare "vendemmiatori di Dio" perché vivono dei soli proventi di un vasto vigneto e si considerano gli unici emissari di un messaggio divino di purezza e integrità religiosa. Eppure, dietro una facciata di rettitudine e devozione, si cela una storia di rapporti coercitivi e malsani. Di promesse e giuramenti che non lasciano scampo. Di sacrifici che vanno oltre l'immaginabile e trovano la loro origine in un'interpretazione promiscua delle Scritture. Più Niémans e Bogdanović entrano in questa realtà fuori dal tempo, più si rendono conto di quanto sia difficile stabilire un confine tra bene e male, tra fede e fanatismo. Ma i due detective sono disposti a tutto pur di scoprire la verità. Anche di offrirsi come vittime sacrificali se serve a risparmiare vittime innocenti ed evitare ulteriori spargimenti di sangue.

Se volete scoprire altri libri che vale la pena di leggere pubblicati nel 2021 vi consiglio di visitare tutti i blog partecipanti a questo bellissimo speciale. 

Lo staff di Reading at Tiffany's augura a tutti un felice Capodanno e un nuovo anno ricco di buone sorprese!

venerdì 5 marzo 2021

Recensione: Biancaneve nel Novecento

 



Biancaneve nel Novecento

di Marilú Oliva

 Editore: Solferino
 Prezzo: € 19,00
 Pagine: 352

Giovanni è un uomo affascinante, generoso e fallito. Candi è una donna bellissima che esagera con il turpiloquio, con l’alcol e con l’amore. E Bianca? È la loro unica figlia, che cresce nel disordinato appartamento della periferia bolognese, respirando un’aria densa di conflitti e di un’inspiegabile ostilità materna. Fin da piccola si rifugia nelle fiabe, dove le madri sono matrigne ma le bambine, alla fine, nel bosco riescono a salvarsi. Poi, negli anni, la strana linea di frattura che la divide da Candi diventa il filo teso su un abisso sempre pronto a inghiottirla. Bianca attraversa così i suoi primi vent’anni: la scuola e gli amori, la tragedia che pone fine alla sua infanzia e le passioni, tra cui quella per i libri, che la salveranno nell’adolescenza.

Negli anni Novanta, infatti, l’eroina arriva in città come un flagello e Bianca sfiora l’autodistruzione: mentre sua madre si avvelena con l’alcol, lei presta orecchio al richiamo della droga. Perché, diverse sotto ogni aspetto, si somigliano solo nel disagio sottile con cui affrontano il mondo? È un desiderio di annullarsi che in realtà viene da lontano, da una tragedia vecchia di decenni e che pure sembra non volersi estinguere mai: è cominciata nel Sonderbau, il bordello del campo di concentramento di Buchenwald.

Con una penna vibrante, intinta nella storia del Novecento e affilata da una profonda sensibilità per le umane lacerazioni e debolezze, Marilù Oliva disegna una vicenda incalzante che è anche una riflessione su quello che le famiglie non dicono, sulle ferite non rimarginate che si riaprono, implacabili, attraverso le generazioni. Un romanzo vivo e poetico, che dà voce al rimosso di un secolo.



Un romanzo assolutamente inaspettato. Non vi nego che la copertina e il titolo mi abbiano intrigato da subito ma iniziando la lettura non capivo il collegamento tra le due storie. Seguiamo infatti il racconto di Bianca una ragazzina che cresce in una piccola provincia bolognese, in una famiglia con pochissimi soldi, una madre perennemente assente e concentrata su sé stessa e sulla bottiglia di vino. Bianca è completamente innamorata del padre che la adora, ma che ama profondamente anche la madre e in Bianca nasce questa innata gelosia che sembra quasi corrisposta dalla madre. 

Nel frattempo conosciamo Lili, una ragazzina data in sposa da molto giovane a un signorotto di Parigi, la nuova famiglia non la ama e non capisce perché non rimanga incinta. Questa storia si svolge ai tempi dell'ascesa al potere di Hitler, la famiglia viene scoperta e Bianca viene mandata nel campo di concentramento di Buchenwald di cui ci racconta l'esperienza devastante. 

Non voglio spoilerare perché mi auguro decidiate di leggere questo romanzo che mi ha tenuta in pugno per giorni. La scrittura è passionale e interessante, la storia di Bianca si svolge con un'Italia in evoluzione e movimento e l'autrice ci ricorda tutte quegli avvenimenti fondamentali con cui siamo cresciute, anche piccoli dettagli che ascoltavamo al telegiornale che avevo dimenticato. La storia di Lili è dura e lacerante e non concede compromessi, l'incrocio di storie mi ha lasciata con le lacrime agli occhi. 

I personaggi femminili di questo romanzo sono spettacolari e rimarranno con me a lungo, la loro forza, resilienza, capacità di amare nonostante tutto: la bellezza del romanzo sta tutta in loro e nei loro sentimenti, una rivalità tra madre figlia perpetrata per generazioni, l'amore per i figli e i genitori che non sempre capiamo e alle volte ci fa imbestialire, le difficoltà dell'adolescenza e le guerre che ci portiamo dentro.

Un romanzo davvero davvero bello che mi ha fatto riflettere su quanto conosco davvero la vita delle eroine attorno a me! 



Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Latte e menta
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: Dai 15 anni 


"Noi siamo quello che siamo diventati. 
Noi siamo quello che la vita ha combinato o meno coi nostri incontri, 
con le nostre emozioni e con i vuoti, con le nostre speranze, 
con le nostre fobie e con i nostri guai. 
Nessuno può sfuggire"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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