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martedì 27 maggio 2025

Recensione: La donna gelata

 



La donna gelata
di Annie Ernaux 

Editore: Rizzoli
Prezzo cartaceo: € 14.00
Titolo originale: La femme gelée
Traduzione di Lorenzo Flabbi
Pagine: 272

Annie cresce nella provincia francese degli anni Quaranta, in una famiglia dove il lavoro e l’intelligenza femminile non sono ostacolati. Da bambina si sente libera, convinta che il futuro le appartenga. Ma fuori da casa, il mondo segue altre regole. A scuola, nell’adolescenza, nei primi amori, scopre che essere donna significa dover compiacere, adattarsi, imparare a stare dentro confini invisibili. Negli anni dell’università si illude di poter sfuggire a questo destino, si muove tra passioni e scelte, vive con slancio. Ma poi arriva il matrimonio, e tutto si chiude. La casa, i figli, il lavoro domestico non sono conquiste, ma vincoli. La sua individualità si assottiglia, la libertà si restringe dentro gesti sempre uguali. Negli anni Settanta, mentre la società inizia a interrogarsi sul ruolo delle donne, Annie si scopre intrappolata in una normalità che nessuno mette in discussione. La donna gelata è la cronaca di questa lenta trasformazione: donne educate a diventare appendici silenziose, mogli che tacciono, madri che scompaiono dietro al ruolo che ricoprono. Ernaux osserva il processo con spietata lucidità, mostrando il progressivo scivolare in un’esistenza ridotta. Ma nel gelo della protagonista si nasconde anche un rifiuto, un dissenso che si fa racconto. Dare un nome all’oppressione significa incrinarla. 


Lo ammetto: dopo aver letto i miei primi due libri di Annie Ernaux, e in particolare questo, non ho potuto fare a meno di domandarmi: Com’è possibile che sia arrivata a 47 anni senza mai leggerla prima?.

La donna gelata, in questa nuova edizione arricchita dall'introduzione di Chiara Tagliaferri, racconta la storia di una donna che, crescendo, si ritrova lentamente intrappolata in un ruolo che non ha scelto. Annie Ernaux, Premio Nobel per la Letteratura 2022, con uno stile limpido e tagliente ci accompagna nel racconto in prima persona della sua vita: dall’infanzia libera e spensierata, alla scoperta, da adolescente, delle regole non scritte imposte alle donne.

Da bambina gioca senza preoccuparsi di cosa sia “da femmina” o “da maschio”, cresce in una famiglia in cui i genitori lavorano entrambi e si dividono i compiti domestici: una normalità che, con il tempo, si rivela eccezione. A scuola, infatti, capisce che le ragazze devono soprattutto piacere, essere dolci, carine, non troppo brillanti. E così, quasi senza accorgersene, inizia ad adattarsi.

Durante l’università riscopre un po’ di libertà: studia, viaggia, vive storie leggere. Ma quando si innamora e diventa madre, la sua vita cambia. Il marito si aspetta che lei si occupi di tutto: casa, figli, lavoro. Lei mette da parte sé stessa, i suoi desideri, e lentamente si spegne. Il “gelo” del titolo non è mancanza di emozioni, ma il risultato di una rinuncia continua alla propria identità.

Ernaux racconta questa trasformazione con onestà e senza drammi. Ogni parola è essenziale, ma carica di significato. E molte lettrici, me compresa, possono riconoscersi nei suoi pensieri, nelle sue scoperte, nelle sue rinunce.  Una figura che ho apprezzato particolarmente nel libro è quella della madre, donna forte, libera e indipendente, che non si lascia imbrigliare dalle convenzioni sociali e trova nella lettura, nell'incontro con le storie delle persone e nell'esplorazione una forma autentica di espressione e libertà. 

Anche se è ambientato negli anni Sessanta, questo libro è ancora molto attuale. Ci invita a chiederci: quanto siamo davvero libere oggi? Quante aspettative sociali influenzano ancora le nostre scelte?  La donna gelata è una lettura importante, che fa riflettere molto, lasciando un segno. Un racconto intimo e tagliente che mostra il peso invisibile della cura, le pressioni sociali e la fatica quotidiana dell’essere donna, madre e moglie. Un’esperienza personale che si fa voce collettiva e riflessione politica.

Durata totale della lettura: una settimana
Bevanda consigliata: the verde all'arancia
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: a partire dai 16 anni 
Consigliato a chi ha apprezzatoPassione semplice di Annie Ernaux





"Sono finiti senza che me ne accorgessi, i miei anni d'apprendistato. Dopo arriva l'abitudine. Una somma di intimi rumori d'interno, macinacaffè, pentole, una professoressa sobria. Una donna gelata."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 26 maggio 2025

Recensione: La mia più oscura preghiera

  

La mia più oscura preghiera
di S.A. Cosby

Editore: BUR Narrativa
Prezzo Cartaceo: € 16,00
Prezzo ebook: € 8,99
Pagine: 288
Titolo originale: My darkest prayer
Traduzione a cura di: Giuseppe Manuel Brescia


“Mi occupo dei corpi.” È così che Nathan Waymaker risponde quando gli chiedono che lavoro fa. Ex marine, ex vice sceriffo, ora lavora nell’agenzia funebre del cugino a Queen County, Virginia. Ma chi lo conosce sa che non è solo un becchino: se la polizia non vuole o non può aiutarti, è lui l’uomo giusto a cui rivolgersi. Quando il reverendo Esau Watkins viene trovato morto, alcuni fedeli della sua chiesa gli chiedono di indagare. Ma a Queen County, Virginia, la giustizia ha molte facce e quasi nessuna è pulita. Quello che sembra un facile lavoretto si trasforma presto in una spirale di caos nei meandri più torbidi della provincia americana, tra gangster dilettanti, spietati signori del crimine, prostitute, poliziotti corrotti e un predicatore tanto carismatico quanto pericoloso. Mentre gli intrighi si infittiscono, Nathan dovrà muoversi con astuzia tra le ombre della corruzione e i fantasmi del proprio passato, per portare alla luce una verità che molti preferirebbero lasciare sepolta. Perché a Queen County tutto si paga, e il prezzo della verità è il più alto di tutti. Con La mia più oscura preghiera, il suo romanzo d’esordio, S.A. Cosby getta il lettore nel cuore oscuro del Sud degli Stati Uniti, in una storia feroce e serrata, tra crimine, redenzione e violenza. Un noir sporco e implacabile, che segna l’inizio di quella che, con Legittima vendetta e Il sangue dei peccatori, si è imposta come una delle voci più originali del crime contemporaneo.



Nathan Waymaker 
S.A. Cosby, esordisce con questo thriller dopo avere vinto prestigiosi premi con altri romanzi.

È un thriller un po' atipico, che si svolge a Queen County in Virginia.
Nathan Waymaker lavora per il cugino nell'impresa di pompe funebri in questo piccolo villaggio dove tutti si conoscono. In passato è stato un poliziotto ma ha abbandonato il corpo di polizia dopo che ha avuto "problemi" con i colleghi. Non ha mai accettato che il responsabile della morte dei suoi genitori, persone oneste che gestivano un piccolo ristorante, l'ha passata liscia, chiaramente in seguito alle pressioni sulla polizia che ha archiviato il caso senza condannarlo. 
Il reverendo Esau Watkins viene trovato senza vita nel salotto di casa sua, apparente suicida, la morte causata da un colpo di fucile. Fervono i preparativi per il suo funerale con i suoi adepti in lacrime e disperati. 
Esau Watkins aveva fatto rinascere la chiesa che dirigeva, attirando tanti fedeli e gestendo con successo la congregazione, rendendola ricca e prospera.
Ma quando due anziane fedeli avvicinano Nathan chiedendogli di indagare sulla morte del reverendo, offrendogli una lauta ricompensa, inizia a fare domande. 
Anche alle persone sbagliate. 
Nathan conosce la figlia di Esau, che indifferente alle lacrime dei fedeli, se ne sta in disparte e lascia chiaramente capire che non piangerà il suo defunto padre. Se ne è andata appena ha potuto da questo villaggio, dopo che la madre si è tolta la vita perché non sopportava più di stare vicina a quel padre che dipinge come malvagio, egoista e interessato solo al profitto. 
E più riceve risposte alle sue domande, più Nathan si convince che il reverendo potrebbe essere stato assassinato, ma perché?

Scritto con maestria, con un linguaggio esplicito a caratterizzare ogni personaggio, alla scoperta di un'America rurale che ha molto da raccontare.

Durata totale della lettura: 5 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: latte e menta
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 17 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: i libri con Hap e Leonard di Joe. R. Lansdale


  "La fede a volte nasconde segreti scomodi."



Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio.

domenica 18 maggio 2025

Recensione: Passione semplice

 



Passione semplice
di Annie Ernaux 

Titolo originale: Passion simple
Traduzione di Lorenzo Flabbi
Editore: Rizzoli
Prezzo cartaceo: € 11.00
Pagine: 80

La telefonata, la visita. Lui arriva, lei lo accoglie. Poco dopo lui se ne va. E lei torna ad aspettare, mentre tutto il resto della vita diventa un fondale sbiadito. Un amante, un uomo sposato, che appare e scompare senza lasciare tracce, che chiama solo quando può. Lei si aggrappa a quei pochi istanti, li consuma, li rivive, mentre il resto del tempo si riduce a un’attesa e gli incontri con lui si fanno misura della sua vita. L’attesa stessa diventa presenza e ogni gesto – cambiare le lenzuola, riempire la casa di fiori, preparare il whisky, vestirsi – è un rituale ossessivo, un modo di dare ordine al vuoto. E anche quando la storia finisce, la dipendenza resta. L’assenza non libera, ma incatena. Tutto ciò che lei tocca, che guarda, che vive è intriso di quell’uomo, del suo passaggio, del suo odore. Passione semplice è l’anatomia di un sentimento che si manifesta nella sua forma più nuda e incontrollata: senza idealizzazione, senza compromessi, senza difese. Ernaux ne segue il battito con una scrittura scarna, limpida, portando alla luce ciò che resta quando ogni finzione cade.


Passione semplice è il primo libro che leggo di Annie Ernaux, ed è stato un incontro fulmineo ma potente. Un racconto breve e denso, capace di raccontare, in poco più di sessanta pagine, cosa succede quando il desiderio prende il sopravvento su tutto e la vita si trasforma in attesa.

La protagonista vive una relazione con un uomo sposato. Non c’è una vera trama, almeno non nel senso tradizionale: ci sono lei, lui, e l’attesa. Giorni trascorrono sospesi, in funzione di una chiamata, un messaggio, un incontro. Tutto il resto, lavoro, amici, impegni, passa in secondo piano. È la storia di una donna che si lascia travolgere completamente, che mette in pausa sé stessa, definendosi unicamente attraverso la presenza (o l’assenza) dell’altro.

Quello che colpisce di più è la scrittura di Ernaux: semplice, diretta, quasi fredda, eppure capace di colpire al cuore. Non abbellisce, non giudica. Racconta con disarmante onestà una fragilità che molti possono riconoscere, anche senza aver vissuto un’esperienza simile. 

Uno degli elementi centrali del libro è la rappresentazione della dipendenza affettiva: la protagonista cerca costantemente di meritarsi l’amore dell’uomo, trasformandosi per piacere e scongiurare l’abbandono. Vive nella convinzione di dover conquistare ogni giorno il suo posto nella relazione, accontentandosi di poco pur di non perderlo. Nonostante la consapevolezza del disequilibrio, si illude che anche lui provi qualcosa, alimentando un legame fondato sull’attesa e sull’idea che solo essere pensata le dia un senso di esistenza

C’è consapevolezza, sì, del disequilibrio. Ma è continuamente soffocata dal bisogno disperato di quell’uomo, trasformato in àncora, in fonte di senso, in identità.

Perfino scrivere il libro diventa un modo per trattenerlo. Per non lasciarlo sparire del tutto. Come se la narrazione potesse renderlo eterno, ancora reale, ancora presente. Ma con il tempo qualcosa cambia. I pensieri si fanno meno ossessivi, i ricordi meno acuti. La protagonista torna ad assaporare piccole cose, a riappropriarsi del quotidiano.

Il romanzo si chiude con un ultimo incontro, quando A. ritorna brevemente a Parigi. Un momento già destinato a essere conclusivo, senza illusioni. Lei lo affronta con la consapevolezza che non lo rivedrà più. Ma ora qualcosa è cambiato: il dolore ha lasciato spazio a una forma di accettazione. La separazione, seppure dolorosa, diventa possibile.

Passione semplice è stato, per me, come guardarsi allo specchio in un momento di fragilità. Senza vergogna. È un libro che non consola, ma che scava. E che racconta, con una sincerità disarmante, quanto possa essere vulnerabile, e profondamente umana, la nostra fame d’amore.

Durata totale della lettura: poche ore
Bevanda consigliata: caffè americano
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: a partire dai 16 anni 
Consigliato a chi ha apprezzato: Ripetizione di Vigdis Hjorth





"Da bambina per me il lusso erano le pellicce, gli abiti lunghi e le ville sul mare. Più tardi, ho creduto che fosse condurre una vita da intellettuale. Ora mi sembra che sia anche poter vivere una passione per un uomo o una donna."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 10 maggio 2021

Recensione: Non è niente

 


Non è niente
di Silvia Pasqualini

Prezzo Cartaceo: € 15,00
Pagine: 224

Perché spesso abbiamo l’emicrania? E magari proprio la domenica? O perché ci viene la febbre quando iniziano le sospirate ferie? Che senso ha la gastrite che ci portiamo dietro da anni? E quel mal di schiena insistente? Troppo spesso liquidiamo i nostri “acciacchi” con un distratto “Non è niente!”, come se fossero segnali di poco conto, da silenziare con qualche pillola. In realtà, quei doloretti cronici che trascuriamo ogni giorno sono le parole con cui il nostro corpo si esprime. Sono i messaggi che ci raccontano di un disequilibrio nella nostra energia psicofisica, e meritano attenzione. In questo libro la dottoressa Silvia Pasqualini, psicologa e psicoterapeuta specializzata in analisi bioenergetica, ci accompagna in un viaggio appassionante attraverso la meravigliosa macchina che siamo: un complesso di energie che lavora senza sosta per mantenere in equilibrio il nostro sistema mente-corpo. Con il suo stile vivace e divulgativo, Silvia ci insegna a riappropriarci di quel linguaggio attraverso cui possiamo metterci in ascolto di noi stessi: scopriamo cosa c’è nel cervello, cosa c’è nel corpo e cosa succede tra i due, cosa sono le emozioni e come funzionano, cos’è davvero il famigerato stress e cosa combina dentro di noi, qual è il significato dell’espressione “somatizzare”. E come possiamo risolvere tutti i nostri dolorini, imparando comportamenti nuovi da mettere in pratica giorno dopo giorno e sperimentando, quando ci servono, i semplici esercizi di bioenergetica che Silvia ci spiega un passo alla volta. Ritroviamo equilibrio in noi stessi, per volerci un po’ più bene. Perché, ricordiamoci sempre che “la mente mente, il corpo non mente”.




Oggi voglio parlare di un libro estremamente interessante, che mi ha conquistato già dal titolo, tratta uno dei temi più delicati e di difficile comprensione per noi comuni mortali, la psicologia. Quindi, in parole povere, descrive tutto ciò che si nasconde dentro di noi, che facciamo fatica ad accettare e soprattutto a capire. Io, da appassionata di psicologia non ho potuto fare a meno di accaparrarmi questo libro, l’ho letto tutto d’un fiato, anche se, lo leggerò ancora, ancora e ancora. Il libro in questione si intitola “Non è niente”, è stato scritto dalla dottoressa, psicologa e psicoterapeuta, Silvia Pasqualini.

La scrittura risulta essere scorrevole nonostante venga trattato un argomento così impegnativo, è estremamente semplice da assimilare, alla portata di tutti. Più che un libro è un vero e proprio manuale, perfetto da consultare nel momento in cui si hanno dei dubbi e tanta voglia di capire cosa si nasconde dentro di noi, nel nostro corpo e nella nostra mente. L’autrice vuole insegnarci a diventare più conspevoli di noi stessi e della nostra forza, dando dei preziosi consigli su come abbandonare lo stress e tutto ciò che innesca in noi. Il fine è quello di aiutarci a trovare l’equilibrio mente e corpo, che permette di stare bene e non avere più quei fastidiosi dolori fisici, comunemente definiti somatizzazioni e conseguenze di stress e ansia. 

In tutta onestà ammetto di aver avuto grandi aspettative da questa lettura, desideravo avere delle risposte a tutte le domande che spesso e volentieri mi sono posta. Che dire, con molta sorpresa ho ottenuto le risposte che tanto cercavo e non sono rimasta affatto delusa, anzi. All’inizio temevo si trattasse di un libro banale, poco specifico come molti che ho letto in precedenza, tutto fumo e niente arrosto per intenderci. Invece, l’ho adorato dalla prima fino all’ultima pagina, è completo, ricco di spiegazioni e anche di parti illustrate. Non solo aiuta a conoscere il proprio corpo, ma soprattutto le proprie emozioni e sensazioni. È un libro che mi sento di consigliare a tutti, a chi è un appassionato del genere, ma anche a chi vuole semplicemente togliersi dei dubbi evitando di raggirare i problemi dicendo “Non è niente”. In fondo a tutto c'è una spiegazione!


Durata totale della lettura: 1 giorno
Bevanda consigliata dall'autrice: Tisana al cocco con ghiaccio 
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 17 anni



      "la mente mente, il corpo non mente"



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

giovedì 15 ottobre 2020

Recensione: Impara ad ascoltarti




Impara ad ascoltarti - Capire se stessi oltre il rumore del mondo
di Prem Rawat


Editore: Bur Rizzoli
Prezzo cartaceo : € 14,00
Prezzo ebook: € 7,99
Pagine: 240

In un mondo che ci distrae continuamente, come ascoltare la nostra musica interiore? È quello che Prem Rawat vuole spiegarci in questo libro, un vero e proprio manuale per aiutarci a liberare le nostre vite dal rumore di sottofondo e ascoltare finalmente quello che c’è dentro di noi, per scoprire che abbiamo già tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Se il rumore del mondo esterno si somma al rimuginio dei pensieri, esso arriva a disturbare la nostra quiete e ci allontana da noi stessi, impedendoci di vedere che la pace che tanto cerchiamo si trova già dentro di noi. Con il consueto stile essenziale e immediato, Prem Rawat ci accompagna in questo viaggio verso la nostra interiorità, mostrandoci che il percorso da compiere, in realtà, è prima di tutto verso noi stessi. Perché, per citare l’autore, “nessuno può darti la pace, è qualcosa che devi scoprire insieme a te stesso”; e, seguendo quindi le sue parole e la testimonianza della sua vita, ci invita a immetterci sulla via di questo viaggio verso la consapevolezza.


Non ho mai letto alcun libro sul benessere personale e sulla ricerca di sè, e solo dopo aver terminato questo libro, ho capito di aver sbagliato fino ad oggi.
Capire se stessi è un gran lavoro e un viaggio che se decidi di intraprenderlo sul serio, non puoi sapere dove ti porterà e quali meraviglie incontrerai. Sembra assurdo, ma quello che il libro mi ha fatto capire è quanto poco ascoltiamo noi stessi e quanto troppo invece ascoltiamo i consigli e desideri degli altri e spesso li facciamo così nostri che per finire non ricordiamo più nemmeno cosa desideriamo NOI per davvero. 
Il linguaggio utilizzato dall'autore è semplice seppur si tratta di un tema complesso, proprio per permettere ad ogni lettore di comprendere fino in fondo l'importanza di ascoltarsi e come farlo praticamente. In un mondo così circondato da distrazioni e persone che di continuo dicono cosa devi e non devi fare, infatti è sempre più difficile distaccarsi da tutto questo rumore circostante e concentrarsi invece su sé stessi, sul come affrontare le proprie paure e non lasciarsi dominare da esse, come troppe volte succede, per poter arrivare poi alla propria pace interiore. 
Questo libro è un manuale da tenere sempre sul comodino per rileggerlo ogni volta che ci rendiamo conto di aver perso la nostra strada, di esserci messi di nuovo al secondo posto mettendo gli altri al primo o aver fatto prendere ai pensieri il sopravvento sulla nostra vita. 
Non è un libro da leggere a cuor leggero e con la mente distratta. C'è bisogno che tu ti prenda del tempo per poter assimilare ogni sua preziosa parola e lezione di vita. Con la lettura di questo libro toglierai i paraocchi e comincerai a vedere il vero te interiore e imparerai ad ascoltarti di più. Sei pronto per il tuo viaggio interiore?

Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Tè Matcha
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni




«Nessuno può darvi la pace; dovete scoprirla per conto vostro, dentro di voi.»

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

giovedì 2 gennaio 2020

Recensione: In salute senza farmaci


In salute senza farmaci.
di Ciro Vestita


Editore: Bur Rizzoli
Prezzo Cartaceo: € 17,00
Pagine: 384



Una raccolta completa e competente, e colta, delle pratiche e dei rimedi naturali che la natura e la scienza ci mettono a disposizione. Capita spesso, sempre più spesso, di chiederci se i farmaci che ci troviamo a prendere per i nostri piccoli disturbi siano davvero necessari, se non ci siano alternative più dolci, con minori effetti collaterali e, magari, ugualmente efficaci.



Questo libro, non è certo un testo scientifico; bensì una guida utile per chi decide di curarsi non solo a livello farmacologico, ma attraverso un’ottima alimentazione, che possa aiutarci a risolvere ogni nostro malessere. La trama si sviluppa attraverso tre macroargomenti: il primo è quello degli alimenti più comuni, il secondo quello delle piante medicinali, il terzo quello delle malattie et similia. Ogni singolo alimento è presentato in ogni sua finalità “medica”, e alla fine di ogni paragrafo (trovata dell’autore per me, davvero per me azzeccata) una “curiosità” illuminante. Per esempio, lo sapevate in merito al comunissimo pane presente in ogni dispensa, che: Nell’antica Roma esistevano vari tipi di pane, che derivavano da diversi impasti e metodi di cottura. Con la siliga, che era in pratica la nostra farina zero, si confezionava il panis palatinus, quello riservato ai ricchi; vi era poi il panis nauticus, a lunga conservazione e adatto ai lunghi viaggi dei marinai, il panis militaris, molto energizzante perché realizzato con un impasto di farina e uvetta, e infine il panis plebeus, a base di farina e ghiande. Ma più interessante di tutti era la pinsa (antenata della nostra pizza), una focaccia sottile e impastata con cereali poveri come orzo, avena e miglio, erbe aromatiche e sale, quindi cotta su una pietra arroventata. Interessante, non è vero? Davvero ben stilata la parte concernente, le erbe (aromatiche e non), ove sono raccolte sia le proprietà delle stesse sia, gli eventuali effetti negativi (ad esempio: l’ortica è sconsigliata ai soggetti diabetici, alle donne in gravidanza o durante l’allattamento, per la sua elevata tossicità). Molto interessante e ricca di spunti (che io, ammetto, non conoscevo), ho trovato la parte finale in cui si accenna alle diverse patologie, disturbi e soluzioni “di medicina naturale”. L’autore per esempio accenna a un rimedio molto naturale per uno dei malanni di stagione: il raffreddore. Per guarire il raffreddore è utile un bicchiere di acqua e zucchero alla sera per sette giorni; significava insomma che era il tempo a guarire questa fastidiosa micro patologia, per la quale invece spesso sono usati in modo smodato spray con vasocostrittori e cortisonici. Una terapia naturale e davvero utile è l’instillazione di soluzione fisiologica nelle coane nasali più volte al dì; si trova in farmacia, ma noi possiamo prendere 1 litro di acqua bollente e aggiungere 9 grammi di sale; una volta raffreddata fino a raggiungere trentasette °C circa, avremo una soluzione fisiologica da instillare nelle narici a costo zero. Da provare questo come molti altri rimedi naturali consigliati nel libro. Un manuale da tenere sempre a portata di mano.


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Caffè d'orzo
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Dr. Ciro Vestita




      "La più completa guida dei 
rimedi offerti dalla natura."



                            

venerdì 28 luglio 2017

Recensione: Diana

 

Diana
La vera storia dalle sue parole

di Andrew Morton


Editore:Bur- Rizzoli
Prezzo Cartaceo: € 16,00 
Pagine: 368



Nella gabbia dorata della sua vita Diana stava soffocando. Circondata da menzogne e inganni, e dal disprezzo dei sovrani d’Inghilterra che giudicavano la sua tristezza solo l’imbarazzante seccatura di una visionaria, la principessa di Galles escogitò un modo per raccontare la sua verità: di nascosto dal marito e dai reali Diana riuscì con ingegnosi sotterfugi a far arrivare i nastri con le sue sconcertanti rivelazioni a uno tra i migliori giornalisti investigativi britannici. Andrew Morton si ritrovò così tra le mani le parole della principessa stessa che, per la prima volta, raccontava la verità dietro la facciata fiabesca in cui tutto il mondo desiderava credere. In questo libro eccezionale Morton pubblica le registrazioni di Diana a lungo segrete, per riconsegnarci il ritratto onesto e scevro da pregiudizi di una delle figure femminili più amate, ammirate e influenti del nostro tempo: un fidanzamento acerbo, un matrimonio pieno di ombre, i disordini alimentari, i tentativi di suicidio, l’indifferenza del futuro re, i sospetti su Camilla che diventavano certezze, la separazione… La vera storia di lady Diana Spencer si conclude in modo tragico e improvviso, ma la sua eredità dura ancora oggi grazie a questo libro: nelle parole di una donna che era diventata principessa, ma desiderava soltanto essere amata.



Sono passati venticinque anni, eppure sembra ancora incredibile. Nemmeno i produttori di Hollywood avrebbero potuto concepire una trama tanto improbabile: una principessa bella ma disperata, uno scrittore sconosciuto, un intermediario improvvisato, e un libro che avrebbe cambiato per sempre la vita della principessa. Questo libro, ha un’unica missione, quella di svelare la verità dietro la facciata. La straordinaria rivelazione su cui la trama si erge, ebbe luogo in una tavola calda proletaria di Ruislip, un’anonima periferia di Londra. Nel polverone che segui, il libro fu bandito e respinto da numerose librerie di primo piano, affermandosi come il titolo britannico più censurato degli anni Novanta. Uno dei paradossi dell’’intero affaire e che una biografia scritta e prodotta con il più assoluto ed entusiastico appoggio della sua protagonista fu boicottata dai benpensanti con l’accusa di essere un resoconto falso della sua vita. Quanto alla protagonista stessa, era sollevata che la sua storia fosse ormai sotto gli occhi di tutti, ma terrorizzata al pensiero che la sua copertura potesse saltare. Nel momento in cui il palazzo l’avesse messa sul banco degli imputati, doveva riuscire a negare ogni coinvolgimento. Oggi lei non c’e più, ma le sue parole resteranno sempre con noi. E stata la stessa Lady Diana, a pronunciare quelle contenute in “Diana, la vera storia dalle sue parole”. Le interviste non avvennero sotto i riflettori, non ci furono prove, rifacimenti o copioni. La sua testimonianza e riportata cosi com’’e avvenuta, dal cuore, e descrive con dettagli espliciti e a volte strazianti il dolore e la solitudine di una donna ammirata e adorata in tutto il mondo. Scrivendo il libro, l’autore, ha lasciato di proposito parlare la sua voce tra le righe del testo, sia con citazioni dirette sia attraverso testimonianze di terzi. Uno degli aspetti più tristi della sua breve vita è che, come disse suo fratello, Diana non aveva mai potuto cantare apertamente. Dopo la sua morte Morton, ha potuto finalmente includere una trascrizione delle interviste nella nuova edizione del libro. Al tempo, i limiti dei mezzi impiegati gli avevano impedito di farlo fino in fondo. Ovviamente nel libro, è fatto riferimento al triste matrimonio con il principe Carlo (probabilmente fonte di tutti i mali che Diana nella sua breve vita, fu costretta ad affrontare). L’affascinante principe aveva terminato la sua ricerca. Aveva trovato la sua bella dama e ora il mondo aveva la sua favola d’amore. Nella sua torre d’avorio, pero, Cenerentola era infelice: era rinchiusa e non poteva vedere né le sue amiche né le sue familiari né il mondo esterno. Mentre il pubblico festeggiava il destino felice che sorrideva al principe, le ombre della casa-prigione calavano inesorabilmente su Diana. Nonostante l’educazione aristocratica ricevuta, questa maestra d’asilo giovane e innocente si sentiva completamente spaesata nell’’ambiente gerarchico di Buckingham Palace. Mi pare d’obbligo rilevare pur tuttavia, che ciò che condusse alla pubblicazione di questo libro, fu, con certezza l’atmosfera che si respirava in Inghilterra a seguito della prematura scomparsa della carismatica Lady D. Nella fretta di santificarla, potrebbe riuscire difficile ricordare che Diana, la principessa di Galles, non e sempre stata vista come l’epitome di ogni cosa che una principessa moderna dovrebbe essere. Dopo l’iniziale, brutale shock per la sua morte e le dimostrazioni di affetto e rimpianto, non soltanto in Inghilterra ma in tutto il mondo, ci si è dimenticati che per qualche tempo Diana era stata vista come portatrice di un’influenza distruttiva sull’’intero tessuto connettivo della monarchia inglese, e che di lei si parlava in termini anche meno gentili della classica mina vagante. L’establishment e i sostenitori del marito erano entrati in azione ancor prima della separazione ufficiale dal principe di Galles. Ammesso che ci fosse qualcosa d’interessato e di misogino nelle dichiarazioni che erano fatte filtrare, cionondimeno queste avevano l’effetto di indurre l’opinione pubblica a una visione cinica delle azioni e delle intenzioni di Diana, e i media a un atteggiamento molto meno che benevolo. Parte di ciò, naturalmente, fu il risultato della pubblicazione di Diana, la vera storia dalle sue parole. Per Diana si trattò tanto di una scialuppa di salvataggio quanto di un passaporto. Fu il suo testamento, la prova della sua determinazione a non voler più vivere una bugia, a mettere fine alla miseria della sua vita all’’interno della famiglia reale. Un libro imperdibile, che svela una verità sapientemente celata.


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Frappè al cocco
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Andrew Morton






  "  L’unica biografia in cui Diana fece sentire la sua voce."



                            

domenica 9 luglio 2017

Recensione: Tutta colpa del mare (e anche un po’ di un mojito)


Tutta colpa del mare (e anche un po’ di un mojito)
di Chiara Parenti

Editore: Bur - Rizzoli
Prezzo Cartaceo: € 8,90
Pagine: 322


La vita di Maia Marini procede a vele spiegate verso la felicità: un fidanzato di ottima famiglia, un lavoro presso una delle più rinomate agenzie di comunicazione di Milano, tre amiche splendide con cui trascorrere il weekend per festeggiare l’addio al nubilato di Diana, la futura cognata. Peccato che la meta prescelta sia la Versilia: è lì che Maia ha passato le vacanze fino all’estate dei 16 anni e sempre lì ha lasciato il cuore… e Marco, il suo primo amore. Dopo un venerdì sera a base di mojito, Maia riapre gli occhi con un gran mal di testa, Marco steso a letto accanto a lei, e un completo blackout sugli eventi che li hanno portati lì. In compenso, però, a sapere tutto sono i suoi 768 amici di Facebook. Cercando di ricucire una situazione compromettente, Maia si troverà a porsi una domanda fondamentale: e se invece che la fine di tutto, fosse solo un nuovo inizio?  



Estate, caldo, mare, siccome in questa grigia Dublino questa stagione non esiste mi prendo la mia rivincita personale e in vacanza ci vado attraverso le mie letture e quindi eccoci qui con questo libro che profuma di vacanza, sole e come dal titolo mojito, perché ammettiamolo i cocktail in spiaggia non sono niente male e non dovrebbero mai mancare. La storia è quella di Maia che sembra avere la vita che molti vorrebbero, un fidanzato ricchissimo e un lavoro di successo eppure a lei questa vita sembra non soddisfare e ovviamente ecco che il destino ci mette lo zampino e per l'addio a nubilato della cognata Diana si ritrova in Versilia, proprio quel luogo del suo passato dove lei ha lasciato molti suoi ricordi ed in particolare uno, Marco, il suo primo amore. I ricordi si sa non sono sempre piacevoli e se poi ci aggiungiamo una sbronza colossale per colpa di qualche mojito di troppo le cose non si semplificano e quindi ci ritroviamo a leggere tra passato e presente una serie di avvenimenti che segneranno ed hanno segnato in passato il cuore della nostra protagonista, fate attenzione però, non tutto succede per caso e non tutto è scontato come potrebbe sembrare, questa è una storia nella quale bisogna tuffarsi a occhi chiusi e che bisogna leggere lasciandosi trasportare dalle emozioni e dagli eventi senza pensarci troppo sopra. Ho scoperto Chiara Parenti grazie al suo ultimo libro "La voce nascosta delle pietre" che ho trovato molto diverso da questo, a parte la trama, in questo ho gradito quella buona dose di ironia che mi ha fatto sorridere ad ogni pagina e che mi ha divertito ed intrattenuto per tutta la durata della lettura e che ha aggiunto leggerezza alla scrittura della Parenti che già di per sé è fresca e scorrevole. Una bella storia che mette di buon umore e che sembra adatta ad una riproduzione cinematografica, leggendo il romanzo risulta facile ritrovarsi nei luoghi descritti con quella spensieratezza tipica delle vacanze estive. Leggetelo, divertitevi, godetevi un libro che anche se per breve tempo inebria la mente e ci lascia n bocca quel sapore di salsedine che non si può dimenticare.


Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: Mojito
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Sito dell'autrice: Chiara Parenti







      "Vacanze e alchool sono una combo che promettono sempre tante divertenti sorprese."

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