Visualizzazione post con etichetta Neri Pozza Editore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Neri Pozza Editore. Mostra tutti i post

giovedì 11 dicembre 2025

Recesione: Il canto del male

 


Il canto del male  
di Éric Fouassier

Editore: Neri 
Prezzo Cartaceo: €20,00
Prezzo e-book: €9,99
Pagine: 368

Maggio 1832. A Parigi imperversa il colera, e la paura del contagio costringe tutti nelle proprie case. Eppure l’Ufficio degli affari occulti non abbandona le sue investigazioni nemmeno di fronte alla minaccia del morbo; soprattutto ora che l’ex attrice Aglaé Marceau è entrata a pieno titolo a far parte dell’istituzione. Ben poche donne ricoprono un ruolo simile, ma d’altronde l’ispettore Valentin Verne, che è il suo capo, è senz’altro il meno conformista tra i poliziotti. Anche come fidanzato è anticonvenzionale: perciò Aglaé apprende che lui ha dovuto lasciare in fretta e furia la città per una missione segretissima da una lettera, anziché dalla sua viva voce.

Lasciate infatti Parigi e le sue oscure vicende nelle mani dell’abile fidanzata, Verne è già giunto tra le alture della Vandea, in un clima di rivolta imminente, per indagare su due morti misteriose. Molte sono le voci sui presunti assassini: spie di Luigi Filippo, oppure sostenitori della duchessa di Berry, aspirante al trono di Francia; messaggeri del diavolo che solcherebbero i mari su imbarcazioni avvolte nella nebbia, oppure adoratori di culti arcani che lanciano maledizioni. Ovunque, un canto malefico risuona nella notte, come un funesto presagio.

Nel quarto volume della serie L’Ufficio degli affari occulti, Éric Fouassier ci conduce in una nuova sfida del suo ormai iconico ispettore e della sua squadra, un’indagine labirintica in cui vicende criminali e rivolgimenti della Storia si intrecciano in un incantesimo difficile da spezzare.



Come per gli altri tre romanzi della serie de L'Ufficio degli Affari Occulti, Eric Fouassier porta il lettore indietro nel tempo, ai primi decenni dell'Ottocento e colpisce con un giallo storico incredibile. Grazie alla sua incredibile capacità di descrizione dei paesaggi, delle situazioni e perfino degli odori i suoi lettori riescono ad immedesimarsi così tanto da riuscire quasi a percepire le sensazioni dei protagonisti. Fouassier questa volta porta il nostro ispettore dandy in Vandea, uno dei dipartimenti dei Paesi della Loira:

Parigi, 1832. La Francia è colpita da una delle più grandi pandemia della storia: il colera imperversa tra i vicoli di Parigi e l'Ufficio degli affari occulti ha da poco risolto un caso legato a quella terribile malattia. Il colera non è l'unico problema che la Francia deve affrontare: in Vandea, infatti, sembrano esserci i presupposti per lo scoppio di una rivolta, tesa a rovesciare il governo di Luigi Filippo, considerato un usurpatore. Un giorno di maggio, senza alcun preavviso Valentine viene prelevato da un uomo vestito di nero che ha un invito, una missione speciale per l'ispettore. Valentine Verne non può far altro che accettare una missione di tale importanza. Lascia così una lettera ad Aglaè, ormai sua fidanzata e collega di lavoro (l'ex attrice lavora adesso infatti ufficialmente presso l'Ufficio degli affari occulti), che chiede spiegazioni a Tafik che, nonostante non fosse in grado di rivelare la destinazione dell'ispettore, aveva notato dei dettagli non indifferenti, come la regalità dei cavalli legati alla carrozza che aveva prelevato Valentine, confermata dal marchio reale che spiccava su di essi.
Valentine Verne era stato chiamato in Vandea proprio per indagare su uno strano caso, degno dell'Ufficio degli affari occulti: due uomini erano stati strangolati brutalmente. La particolarità è che in entrambe le scene del crimine l'arma del delitto fosse un particolare foulard, detto rumal, collegabile alla confraternita indiana dei Thugs. Non solo, in lontananza, poco prima di trovare il corpo dei due uomini assassinati  si è sentito un suono particolare, un suono che Lord Blackburne convinto di essere, insieme sua sorella, il reale bersaglio dei Thugs, ha descritto come quello di una particolare tromba indiana chiamata ramsinga. 
Mentre Valentine è impegnato ad indagare in incognito sugli assassinii in Vandea e a cercare di trovare un filo conduttore, una qualsiasi prova che possa essere sensata e che possa dare una risposta a quel "canto del male",  Aglaè Marceau a Parigi, senza aver ricevuto alcun tipo di incarico ufficiale, si occupa insieme a Vidoq del caso dell'omicidio Honoré de Crayencourt e del furto di un bel gruzzolo di gioielli di quest'ultimo. Le prove puntano tutte ad un'unica persona: Samson Desroches, artista infatuato dell bella Marie-Reine, amica di Aglaè. Samson si dichiara però innocente ed Aglaè e Vidoq cercano in tutti i modi di dimostrare che il colpevole potrebbe essere qualcun altro.

Le indagini di Valentin e di Aglaé procedono parallelamente. Fouassier spazia tra i capitoli portando avanti entrambe le storie e incastrandole perfettamente non solo tra loro, ma anche a fatti storici reali, come la cospirazione della duchessa di Berry, i movimenti politici dell'epoca, l'epidemia di colera. 

Una scrittura fluida, caratterizzata da un'eleganza perfettamente rappresentativa del linguaggio borghese ed altolocato dell'Ottocento. 
Aggiungerei anche, come altro punto a favore, che le copertine della serie sono bellissime e assolutamente rappresentative del clima che si respira in ognuno dei quattro romanzi. 

Una serie assolutamente da leggere, o da recuperare per chi ancora non ha avuto il piacere di conoscere l'affascinante ispettore Valentine Verne. 

Durata  della lettura:  Sei giorni
Bevanda consigliata: Caffè nero
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Traduzione a cura di : Maddalena Togliani
Consigliato a chi è piaciuto: L'ufficio degli affari occulti, Il fantasma del Vicario e Le notti della morte blu, di 
Éric Fouassier

      "Valentine si disse che detestava doversi muovere nella palude della bassa politica. Era fatta solo di apparenze, trappole e tradimenti. Preferiva cento volte avere a che fare con i delinquenti più pericolosi dei bassifondi di Parigi che con quei cospiratori invidiosi gli uni degli altri, che si spiavano e oscillavano tra duplicità  coraggio”  
Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 10 novembre 2025

Recensione: I dilemmi delle donne che lavorano

 

I dilemmi delle donne che lavorano
di Fumio Yamamoto

Titolo originale: Planaria
Traduzione di Gala Maria Follaco
Editore: Neri Pozza
Prezzo cartaceo: € 18.00
Pagine: 224

In questo libro ormai diventato di culto, Fumio Yamamoto racchiude le tante anime femminili della società giapponese, tra emancipazione e ruoli tradizionali, aspirazioni legittime e millenarie aspettative. Riscoperto a venticinque anni dalla prima pubblicazione, e solo ora tradotto in italiano, questo classico moderno, femminista e anticapitalista, è una lettura senza tempo.

Haruka deve smettere di parlare della sua malattia, ma non sa se ne è capace. È guarita, eppure la malattia sembra ormai diventata la sua identità. Tutti nella sua vita, amici, fidanzato, famiglia, la vedono come la solita Haruka. Nessuno pare accettare la sua trasformazione. Izumi deve trovarsi un lavoro ma, da quando è stata costretta a stravolgere la sua realtà, non è più sicura di volerlo. E se questa nuova vita, senza marito e senza occupazione, fosse la felicità? Ogni notte Katō deve arrivare alla fine del turno al minimarket senza essere molestata. Deve soprattutto cercare di non pensare alla figlia adolescente, che non vive più in casa da quattro anni e che spera solo di non diventare mai come sua madre. Mito deve scegliere se sposare il suo fidanzato. Oppure lasciarlo. Dopo sette anni, sarebbe il naturale esito della loro relazione, anche se per Mito significherebbe sposare un quasi trentenne disoccupato: e se il passato fosse tutto quello che è rimasto fra loro? Sumie deve fermarsi. Selvaggia e senza un luogo in cui posarsi, cerca calore, forse adorazione, di sicuro una vita eccitante. Non è però disposta a barattare nulla in cambio della sua libertà.
In questo libro ormai diventato di culto, Fumio Yamamoto racchiude le tante anime femminili della società giapponese, tra emancipazione e ruoli tradizionali, aspirazioni legittime e millenarie aspettative. Riscoperto a venticinque anni dalla prima pubblicazione, e solo ora tradotto in italiano, questo classico moderno, femminista e anticapitalista, è una lettura senza tempo.

Guardai il vagone pieno di impiegati mezzo addormentati e pensai che gli uomini fossero tanto da ammirare quanto da compatire. Nascono maschi e per questo sono tenuti a recitare la parte del più forte, al lavoro come in famiglia. Non possono accontentarsi della fetta più piccola.

«Le protagoniste di Yamamoto ricordano quelle di Sayaka Murata». Asian Review of Books «Arguto, saggio e provocatorio». Cecelia Ahern «Donne in lotta con le aspettative della società, con le loro piccole grandi ribellioni: un vero classico». The Boston Globe


Venticinque anni dopo la sua prima pubblicazione in Giappone, arriva finalmente anche in Italia I dilemmi delle donne che lavorano di Fumio Yamamoto, edito da Neri Pozza. Una raccolta di racconti che ci immerge nella quotidianità di cinque donne giapponesi alle prese con le contraddizioni del lavoro, della famiglia, dell’amore e di sé stesse, in una società che spesso le osserva senza davvero vederle.

Premiato con il Premio Naoki per la Letteratura, il libro è considerato oggi un pilastro della narrativa femminista del Giappone contemporaneo. E la domanda è inevitabile: perché leggerlo proprio ora, a venticinque anni di distanza?
Forse perché nulla, in fondo a ben guardare, è davvero cambiato.

Le protagoniste dei cinque racconti di Yamamoto (Haruka, Izumi, Katō, Mito e Sumie) non sono eroine né vittime ma donne comuni, alle prese con scelte difficili, piccoli compromessi, gesti di ribellione silenziosa.
Haruka, guarita da un tumore in giovane età, lotta per ritrovare un equilibrio: il suo corpo è guarito, ma la mente resta imprigionata nella malattia e nella sua paura.
Izumi, trentenne divorziata, si scopre incapace di reinventarsi dopo aver perso marito e lavoro, e si interroga su cosa significhi davvero libertà.
Katō lavora di notte in un supermercato per tenere insieme famiglia e conti, mentre la figlia adolescente la disprezza e il marito, demansionato, si rifugia nel silenzio.
Mito, venticinquenne con un impiego stabile, è divisa tra il matrimonio e l’istinto di fuga, tra la sicurezza e la voglia di non appartenere a nessuno.
Infine Sumie, l’unica raccontata da una voce maschile, sceglie la marginalità: non lavora, non si giustifica, non chiede. Vuole solo essere libera.

Ciascuna di loro affronta un dilemma che non è soltanto personale, ma riguarda tutte e tutti noi: come è possibile esistere davvero, quando il mondo ti chiede solo di adeguarti?

Il punto di forza del libro sta proprio nel raccontare il quotidiano con una precisione quasi chirurgica, senza filtri né compiacimenti. Le protagoniste non aspirano al successo, né ad un’emancipazione patinata: cercano solo  spazio per respirare, di esistere senza dover chiedere scusa. Ogni dettaglio, lo sguardo basso, il silenzio, la forma, racconta una cultura che preferisce l’adattamento alla ribellione.

Licenziarsi, restare sole, non rispondere a un messaggio, decidere di non spiegarsi, ogni decisione può diventare un atto politico e ogni scelta quotidiana, anche minuscola e non perfetta, può diventare libertà.

Nella sua apparente semplicità, "I dilemmi delle donne che lavorano" è un testo che mette a nudo la complessità dell’essere donna non solo in Giappone, ma ovunque e ci invita a riconoscerci, almeno in parte, in quelle vite così diverse eppure così vicine.
Yamamoto racconta il “normale” con una lucidità disarmante, trasformando la quotidianità in una forma di rivelazione.
Ed è proprio questo l’aspetto che più mi ha colpita: la capacità di dare valore alle piccole cose, ai silenzi, ai pensieri taciuti, e di farli diventare specchio di qualcosa di universale.
Leggendo, ho avuto spesso la sensazione che Yamamoto stesse parlando anche di me, di noi, di tutte quelle volte in cui ci siamo sentite sospese tra il dovere e il desiderio, tra ciò che ci si aspetta e ciò che vorremmo davvero essere.
La sua scomparsa nel 2021 rende questa riscoperta ancora più preziosa: un modo per ritrovare, attraverso la sua voce discreta ma potente, un pezzo della nostra..


Durata totale della lettura: una settimana
Bevanda consigliata: the caldo ai frutti di boschi
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: a partire 17i
Consigliato a chi ha apprezzato: La donna gelata di Annie Ernaux





"Guardai il vagone pieno di impiegati mezzo addormentati e pensai che gli uomini fossero tanto da ammirare quanto da compatire. Nascono maschi e per questo sono tenuti a recitare la parte del più forte, al lavoro come in famiglia. Non possono accontentarsi della fetta più piccola".


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 26 novembre 2024

Recensione: L'ultimo omicidio alla fine del mondo



L'ultimo omicidio alla fine del mondo
di Stuart Turton

Editore: Neri Pozza
Prezzo Cartaceo: € 20,00
Pagine: 416

Titolo originale: The last murder at the end of the world
Traduzione: Christian Pastore 


Fuori dall’isola non c’è nulla: il mondo è stato distrutto da una fitta nebbia che ha invaso il pianeta, devastando tutto e uccidendo qualunque forma di vita.
Sull’isola, invece, ogni cosa è idilliaca: la natura è rigogliosa, l’aria pulita e centoventidue persone vivono in perfetta armonia, sorvegliate da Niema, suo figlio Hephaestus e Thea, tre scienziati che sono stati in grado di proteggere quel luogo paradisiaco dalle insidie esterne.
Gli abitanti del villaggio hanno poche pretese, si accontentano di pescare, coltivare i campi e godere dei frutti della terra e se hanno un dubbio possono appellarsi a Bia, un’entità che ognuno di loro sente nella propria mente. L’importante è che rispettino sempre il copri fuoco e le regole imposte dagli scienziati.
Fino al giorno in cui, con orrore degli isolani, Niema, la scienziata più anziana, viene trovata brutalmente uccisa. Oltre ad aver lasciato l’intera isola sotto shock, l’omicidio ha innescato un abbassamento del sistema di sicurezza intorno all’isola, l’unica cosa che teneva a bada la nebbia. Se il caso non verrà risolto entro 107 ore, la nebbia soffocherà l’isola e tutti i suoi abitanti.
Ad aggravare la situazione c’è che il guasto nel sistema ha anche cancellato la memoria di tutti gli abitanti: nessuno ricorda più ciò che è accaduto la notte precedente, il che significa che qualcuno sull’isola è un assassino e non sa di essere. Nel frattempo, il tempo stringe.

«L’attesissimo ritorno dell’autore de "Le sette morti di Evelyn Hardcastle" con uno straordinario thriller distopico capace di tenere il lettore incollato alle pagine fino alla fine»



107 ore alla fine del mondo
In un futuro non troppo distante, l’intera popolazione mondiale è stata spazzata da una nebbia apocalittica, fitta ed assassina, capace di distruggere tutto ciò che avvolge. 
I pochi sopravvissuti vivono rifugiati su un’isola sperduta nel mare della Grecia. Qui hanno ideato un ingegnoso sistema di barriere che combatte la nebbia proteggendo l’isola come uno scudo.
Questo fragile equilibrio viene distrutto da una serie di misteriosi omicidi che non solo sconvolgono la tranquillità sull’isola, ma causano anche un guasto nel sistema di protezione. La nebbia inizia ad avvicinarsi e i superstiti hanno solo pochi giorni per trovare un modo di fermarla o l’intera isola verrà ricoperta, con completa estinzione della specie umana.
Emory viene incaricata di indagare sui misteriosi omicidi e fermare la nebbia. Da sempre la ribelle del gruppo, alquanto impopolare, l’unica a mettere in discussione le regole facendo fatica a seguirle.
Ma ora, grazie alla sua curiosità e ad un acuto spirito di osservazione, gli abitanti si sono accorti che Emory potrebbe essere l’unica speranza per salvare l’umanità.

L’intero romanzo si svolge su quest’isola, mondo utopico (o distopico?) perfettamente costruito in ogni minimo dettaglio. Ho letto tutti i libri di Turton ed é nota abilità dello scrittore creare questi universi fantastici e complessi, basati su una rigorosa struttura logica, con regole precise ed impeccabilmente illustrate, in modo da permettere al lettore una completa immersione nell’universo creato.
Tutti gli abitanti dell’isola hanno grandi abilità manuali ed intellettive, e grazie al progresso delle tecnologie e della medicina, ad alcuni di essi è consentito vivere in perfetta salute anche fino a 200 anni.
Le loro menti sono tutte connesse e guidate da una entità suprema, una sorta di Dio chiamato Bia, che prende parola nella testa degli abitanti come una coscienza, discutendo con loro, rispondendo alle loro domande, ed aiutandoli a prendere decisioni.
La vita sull’isola è governata da numerose regole ferree, ma anche avvolte nel mistero che spingono il lettore a proseguire la lettura con un ritmo incalzante alla ricerca di risposte :
  • perchè la maggior parte degli abitanti muore esattamente nel giorno del loro 60esimo compleanno? 
  • perchè non si può viaggiare liberamente sull’isola da soli? 
  • perchè dopo le 9 di sera è presente un coprifuoco e nessuno può lasciare la propria abitazione di notte? 
  • cosa sono i numeri e i segni che compaiono sulle braccia degli abitanti a loro insaputa mentre dormono?
  • e soprattutto : quali misteri nascondono l’isola e la nebbia che la avvolge?

Ulteriore piacevole particolarità dei romanzi di Turton sono gli elementi filosofici che arricchiscono la trama, sicuramente con l’intento di stimolare il lettore a profonde riflessioni sulla condizione umana.
Vengono esplorati temi come il conflitto tra libertà individuale e la necessità di un controllo sociale. Il difficile continuo alternarsi tra i ricordi del passato e il bisogno di vivere nel presente. Ed uno sguardo inquisitivo su un futuro interamente governato dall’avvento di nuove tecnologie. Un mondo tanto affascinante quanto terrificante.

Una miscela perfetta che mescola abilmente elementi di fantascienza distopica, il giallo classico dei misteri della “stanza chiusa", e profonde riflessioni filosofiche. Un mix avvincente che può facilmente ricordare grandi classici come 1984 e la serie Lost
Sei pronto ad immergerti in questo nuovo universo?

Durata totale della lettura: otto giorni  
Bevanda consigliata: pistacchio latte
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Stuart Turton
« Da sempre le grandi conquiste comportano grandi rischi
Fai partire il conto alla rovescia, Bia
Tra quattro giorni cambieremo il mondo
O moriremo provandoci
 »

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 18 aprile 2024

Recensione: La calda estate di Mazi Norris


La calda estate di Mazi Morris
di Daria Shualy

Editore: Nero Rizzoli
Prezzo Cartaceo: € 19,00
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 336
Titolo originale: 
Traduzione a cura di: Raffaella scardi


Tel Aviv 2014. È un giorno di luglio dell’estate più torrida di sempre, con i razzi che hanno ricominciato a piovere dal cielo, quello in cui Jasmin Shechter, figlia del re degli affari della città, svanisce nel nulla. I potentissimi Shechter non vogliono scomodare le forze dell’ordine: è già successo, ogni tanto Jasmin sparisce, e poi ricompare. Il marito Dudi, invece, non si dà pace e si rivolge a Mazi Morris, ex amica d’infanzia, ex poliziotta e ora investigatrice privata. Anche se il suo nome in ebraico significa fortuna, Mazal, per tutti solo Mazi, di fortuna nella vita ne ha avuta davvero poca. Dopo un’infanzia segnata dal dolore e un’adolescenza in cerca di un posto da chiamare casa, si era salvata da sé stessa entrando in polizia. Inadatta alle relazioni sentimentali e sessualmente sfrenata, più dura e più veloce dei colleghi maschi, era diventata presto la punta di diamante della squadra investigativa. Fino a quel giorno, terribile, di due anni prima in cui era stata cacciata. Per questo Mazi Morris ora non può rifiutare l’incarico. La donna che non ha più niente, nemmeno un distintivo da mostrare, sfreccia in sella alla sua moto per le strade roventi di Tel Aviv in cerca di Jasmin, bella e favolosamente ricca, la donna che ha avuto tutto, tranne un motivo per voler sparire. Ma Mazi è proprio la persona giusta per capire cosa si cela dietro l’arroganza del potere, perché sa giocare senza regole e non c’è abisso che possa farle paura, abiezione che non abbia già guardato negli occhi. Dalle ville di extralusso alla periferia in degrado della città che non dorme mai, l’indagine ad alto rischio di Mazi Morris, investigatrice dannata in cerca di salvezza, corre a tutta velocità fino alla sua stupefacente conclusione.

Erano passati due anni dalla notte di cui sapeva troppo e ricordava poco, la notte a causa della quale aveva perduto tutto. Indossò la parrucca bionda, mise le lenti a contatto verdi, infilò le scarpe tacco dieci e se ne andò in via Allenby, a bere e sfogarsi fino a dimenticare tutto un’altra volta.



Tel Aviv, estate, caldo, umidità. Mazi Morris, ex poliziotta, ora investigatrice privata, riceve una chiamata da un suo caro compagno di infanzia, Dudi. Sono cresciuti insieme, con le loro famiglie. Dudi ha un problema e Mazi è l'unica cui può rivolgersi. Sua moglie Jasmin è scomparsa misteriosamente: un attimo prima stavano prendendo un caffè, come ogni lunedì, con la loro figlia, seduti sui tavolini del loro bar, un attimo dopo Jasmin non c'è più. Ma la famiglia di Jasmin Schechter non vuole rivolgersi alla polizia, anche perché non è la prima volta che Jasmin scompare per poi essere ritrovata quasi per caso e ricondotta a casa. Mazi inizia a conoscere i vari membri della famiglia Schechter, il fratello più grande di Jasmin e la moglie Ester che appaiono piuttosto freddi e distaccati, per niente preoccupati. E il fratello più piccolo, Ari, al quale invece Jasmin è sempre stata molto legata. O almeno lo era fino a qualche anno prima. Ma l'incontro con Ari si rivela sconvolgente, perché mostra a Mazi un lato oscuro e nascosto della famiglia Schechter. Le indagini portano ad eventi pericolosi per la vita di Mazi e di chi le sta intorno. Mazi Morris, infatti ha come collaboratori suo fratello Benji e sua sorella Tilly, in realtà suoi cugini, figli del fratello della madre, scomparsa quando lei era piccola in circostanze tragiche. Ma lei li considera suoi fratelli perché anche il padre di Mazi scompare quando lei aveva solo 12 anni e, dopo essere stata affidata a diverse famiglie, lo zio la accoglie e con lui Benji e Tilly, entusiasti di avere una sorella grande. 
Mano a mano che i segreti della famiglia Schecther vengono a galla, Mazi capisce che Jasmin è in pericolo e che deve trovarla a ogni costo. Di chi si può veramente fidare Mazi? Chi potrà aiutarla a scoprire la verità su Jasmin e a riportarla a casa sana e salva? 
Avvincente e da leggere d'un fiato, con una narrazione molto schietta che costruisce pagina dopo pagina il personaggio di Mazi Morris, sesso dipendente, arguta e diretta. L'investigatrice che la polizia di Tel Aviv aveva nel suo team e che, a causa del suo carattere e di una sua particolare caratteristica, ne viene allontanata. Ma Mazi è una che non si arrende mai e siamo pronti ad attendere la sua prossima avventura.

Durata totale della lettura: 
5 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: limonata ghiacciata
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Olivier Norek

  "Un mondo a parte. Nascosto, oscuro e irraggiungibile per molti."


Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio.

venerdì 27 ottobre 2023

Recensione: Il fantasma del Vicario

 


Il fantasma del Vicario
di Éric Fouassier

Editore: Neri Pozza
Prezzo Cartaceo: €19,00
Prezzo e-book: €9,99
Pagine: 336

Dopo lo straordinario successo de L’Ufficio degli affari occulti, Éric Fouassier torna con una nuova indagine dell’ombroso ispettore Valentin Verne, che si destreggia tra esoterismo e scienza inseguendo l’inafferrabile e l’ignoto.

Parigi, marzo 1831. Non ha ancora ventiquattro anni, Valentin Verne, l’ispettore di polizia dal volto angelico ma dal cuore pieno di ombre, e già occupa un ruolo quantomeno originale in prefettura: è il responsabile dell’Ufficio degli affari occulti, un reparto non ufficiale creato per risolvere i crimini sovrannaturali, o presunti tali. Un giorno al suo cospetto si presenta una donna elegante, il viso dai lineamenti delicati sotto ricci ramati e gesti lenti da convalescente alla prima uscita dopo una lunga malattia. Madame Mélanie d’Orval, moglie del ricco Ferdinand d’Orval, ha un peso sul cuore: dopo la morte della figlia adolescente per un’inspiegabile e violenta crisi di convulsioni, suo marito ha perduto il senno, finendo tra le grinfie di una specie di medium, Paul Oblanoff, un losco individuo che lo ha persuaso di poter entrare in contatto con lo spirito della defunta. Madame d’Orval è convinta che a Verne basterebbe assistere a una di quelle famose sedute di spiritismo per smascherare il lestofante, ma l’ispettore, che ha la mente occupata da ben altri pensieri, cede il caso al suo collaboratore Isidore Lebrac. Proprio da poco, infatti, c’è stato uno sviluppo nell’inchiesta segreta che Verne porta avanti da tempo, una faccenda personale che l’ispettore intende risolvere a modo suo, a costo di spingersi ai margini della legalità: il Vicario, l’abietto criminale, il mostro perverso che si lascia dietro cadaveri di bambini come l’orco delle fiabe, è tornato a seminare il panico per le strade di Parigi, risvegliando in lui ricordi troppo dolorosi. Ma ecco che, quando si tratta di difendere l’esistenza stessa dell’Ufficio degli affari occulti, minacciata dall’incerta situazione politica in cui versa la Francia, il caso d’Orval potrebbe rivelarsi sorprendentemente cruciale.



Sono passati quattro mesi da quando il Vicario è sfuggito per un soffio all’ispettore Valentin Verne, responsabile dell’Ufficio degli affari occulti. Verne, non ha pensato ad altro da quel lontano giorno d’autunno: catturare il Vicario è il suo pensiero fisso e unico scopo. E lo è da ormai 12 anni lunghi anni. 

Marzo 1831. Parigi è scossa dai moti rivoluzionari e Valentin Verne sa bene che, a causa dei continui turbamenti politici, le sorti del suo Ufficio possono cambiare da un giorno all’altro. Insieme al suo collaboratore Isidore Lebrac, un ragazzino rosso di capelli, deriso da sempre a cui l’ispettore Verne ha deciso di dare una possibilità, cerca di svelare casi particolari, e smascherare imbroglioni che praticano spiritismo, approfittando della debolezza di coloro che hanno appena perso qualcuno di molto caro.
Dopo aver sentito parlare delle sue strabilianti doti nel smascherare questi individui, Madame Mélanie d'Orval, giovanissima e bellissima moglie del ricco Ferdinand d'Orval, chiede aiuto all'ispettore: suo marito è completamente condizionato del medium Paul Oblanoff. Monsieur d'Orval ha perso la sua amata figlia Blanche a causa di una crisi di convulsioni improvvisa ed il povero uomo, già vedovo della prima moglie, ne è uscito completamente devastato. Ed è proprio tra queste crepe, che lo scaltro medium, o il finto slavo, come lo definisce Madame Mélanie, si è infilato fino a conquistare completamente la fiducia dell'uomo. La giovane donna sa, nel profondo, che quest'individuo altro non è che un truffatore, ma ha bisogno di aiuto per smascherarlo. Valentin decide così di mandare il giovane Isidore alla prima seduta spiritica, in modo che lui possa continuare a dare la caccia al Vicario indisturbato. Sta infatti aspettando notizie dal Tocco e dal Bardolese, due loschi individui dei bassi fondi di Parigi, che ha ingaggiato per tendere una trappola al suo nemico. Purtroppo per il giovane ispettore però, i due hanno fatto una bruttissima fine ed il gioco si è ribaltato: adesso è il Vicario a condurlo e a voler trovare Valentin. Inizia così una specie di caccia al tesoro organizzata dal mostro, che continua a lasciare in diversi luoghi missive contenente indizi e giochi di parole per condurre il giovane da lui. 
Nel frattempo il caso d'Orval diventa sempre più importante per la sopravvivenza del suo ufficio, e l'ispettore Verne è combattuto tra salvare l'Ufficio degli affari occulti o scovare il Male e distruggerlo per sempre.

Questo bellissimo romanzo è il seguito de "L'ufficio degli affari occulti", uscito circa un anno fa. L'autore Éric Fouassier è riuscito a mantenere la stessa suspense e lo stesso clima senza annoiare il lettore, anzi coinvolgendolo completamente e  mantenendolo attivo e curioso.
Consiglio assolutamente la lettura di entrambi: sono convinta che anche voi non riuscirete a non immaginare i piccoli occhietti infossati quell'essere malvagio.


Durata totale della lettura:  Sei giorni
Bevanda consigliata: Tè nero 
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni


      "Perché quegli occhi popolavano ancora ogni notte i suoi incubi. Appartenevano al Male assoluto. E quel Male aveva un nome… Il Vicario"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 30 agosto 2023

Recensione: Il giardino delle rose

 


Il giardino delle rose  
di Tracy Rees


Editore: Neri Pozza

Prezzo cartaceo: € 19
Pagine: 384
Traduzione di: Ada Arduini

Londra, 1895. Mabs Daley ha diciotto anni e, da quando è morta sua madre, si è assunta il gravoso compito di provvedere alla sua numerosa famiglia. Per farlo, ha indossato abiti maschili, nascosto i capelli sotto un logoro berretto e detto a tutti di chiamarsi Mark. Il lavoro, che consiste nel trasportare blocchi di ghiaccio dal Regent’s Canal alle dimore degli aristocratici, è duro e faticoso, ma Mabs è determinata a non soccombere. Certo, se dovesse presentarsi una possibilità di migliorare le proprie condizioni, una qualsiasi, lei la coglierebbe al volo. Olive Westallen, che di anni ne ha ormai a sufficienza per essere considerata una zitella, è l’unica figlia del capitano Westallen, ex eroe della marina mercantile. Appartiene a una famiglia agiata, ma l’aspetto scialbo, un carattere fermo e un’ottima istruzione non la rendono certo un buon partito. Allo scoccare del suo ventottesimo compleanno, tuttavia, Olive realizzerà il sogno di diventare madre presentandosi all’orfanotrofio per adottare una di quelle bambine silenziose che aspettano solo la loro occasione di avere una famiglia. La dodicenne Otty Finch, invece, si è appena trasferita con la famiglia da Durham. Suo padre si è assicurato una nuova e meravigliosa opportunità di fare soldi acquistando delle azioni del Regent’s Canal, ma non è questo l’unico motivo per cui i Finch si sono precipitati a Londra. Sembra, infatti, che siano fuggiti da uno scandalo, una terribile vicenda che riguarda la signora Finch, la quale ora trascorre il proprio tempo a fissare il giardino dove si aggrovigliano furiosi i rami spogli, irti di spine, delle rose. Quando a Mabs viene offerta la possibilità di lasciare i canali e diventare la dama di compagnia della signora Finch, accetta senza esitazioni, incredula davanti alla prospettiva di lavorare in una dimora signorile. Ma nulla è mai davvero come appare, e Mabs, Otty e Olive verranno presto trascinate in una storia piena di ombre, di antichi rancori e segreti troppo a lungo taciuti… Dopo il successo dei suoi libri precedenti, Tracy Rees torna con un avvincente romanzo che, spaziando tra il lusso e la povertà dell’Inghilterra vittoriana, racconta l’amicizia e la solidarietà femminili.




Per le amanti dei romanzi storici tutti al femminile, questo libro è sicuramente da non perdere! La scrittrice Tracy Rees è prevalentemente conosciuta per i suoi romanzi storici incentrati sulle storie romantiche, ma con Il giardino delle rose ha voluto esplorare un altro sentimento altrettanto fondamentale per la vita di ognuno di noi: non l'amore romantico, bensì l'amicizia. Le storie di tre giovani donne - tanto diverse di estrazione quanto accomunate da coraggio, forza d'animo e carattere - si intrecciano tra i fumi della Londra vittoriana in un'amicizia di improbabile ma sostanziale solidarietà, trascendendo gli abissi classisti della società dell'epoca. 

E' un romanzo trainato dai ritratti delle tre protagoniste, disegnate con tratto deciso da un'autrice già familiare con il romanzo storico e con la creazione di personaggi femminili multidimensionali, umani, che non risultano mai piatti o irrealistici. Olive ha una vita che molte persone sognerebbero ed è pienamente consapevole del privilegio di cui dispone. Ma non è una giovinetta superficiale, oziosa e ossessionate dalla giostra della Season e delle sue interminabili occasioni sociali, è una donna onesta e profonda che vuole fare del bene ed è determinata ad adottare una giovane ragazza dell'orfanotrofio locale...c'è solo il piccolo problema dell'assenza di un marito. Otty invece ha 12 anni e si è recentemente trasferita nella zona da Durham con la sua famiglia, è decisa a rendere il padre orgoglioso di lei...ma la sua curiosità ingenua ed un desiderio inarrestabile di avventura la portano ad esplorare Londra in solitaria, senza farsi scoraggiare dalle convenzioni sociali o dalle profonde problematiche che la aspettano a casa.

E poi c'è Mabs, che a soli 18 anni porta tutto il peso della sua famiglia sulle spalle, facendo da madre e da padre ai suoi sei fratelli. Un esempio di lealtà e senso del dovere, di empatia e compassione nei confronti di Mrs Finch, la madre di Ottie, per cui viene assunta come dama di compagnia. Grata per la possibilità di lasciare il lavoro faticoso al porto e di provvedere meglio ai suoi cari, Mabs affronta il lavoro con dedizione ed altruismo, anche quando viene intrappolata nella rete di scandali e misteri che ammanta le vite della famiglia Finch, di cui la piccola Ottie rimane innocentemente ignara...

La ricerca storica è stata sicuramente molto accurata e si sente nell'autenticità dell'ambientazione, che è uno degli aspetti del romanzo che ho apprezzato maggiormente, riuscendo a trasportarci nel realismo della Londra in epoca vittoriana, lasciando da parte i dettagli sognanti e spesso inaccurati a cui ci hanno abituati i romance storici e traendo invece forza narrativa dalle magre e tristi realtà che ne facevano parte. Le tematiche sono comunque molto attuali, il carattere delle ragazze è a tratti assolutamente moderno e questo sicuramente farà piacere a chi soffre la mentalità "tradizionale" che a volte si riscontra in romanzi storici scritti in passato, ma che a tratti stona forse per anacronismo storico. L'autrice affronta tante delle questioni sociali dell'epoca, ma in modo morbido e ben radicato nella trama, senza che sembri una predica, trattando - tra gli altri - i temi della povertà, dei diritti delle donne, del razzismo e delle dinamiche sociali e familiari insalubri relative al periodo storico (ma non solo). Una piccola nota - molto personale - è legata all'uso dei tarocchi da parte di Olive...che ho trovato francamente fuori contesto e che non mi aspettavo assolutamente leggendo la trama redazionale del libro. Come cristiana credente, mi ha un pochino infastidita, ma non è un tema centrale della narrazione quindi si può tralasciare.

In sintesi, Il giardino delle rose è un racconto avvincente che ci dimostra l'importanza delle responsabilità familiari, del senso del dovere, della maturità e la forza dell'amicizia e della dedizione alla propria autenticità nel scavarsi la propria strada nel mondo. 


Durata totale della lettura: 7 giorni
Età consigliata: 16 anni 
Bevanda consigliata: Tè nero bello forte
Formato consigliato: Cartaceo
Consigliato a chi ha apprezzato: La signora del faro, di Hazel Gaynor


«  A volte gli angeli custodi compaiono sotto forme improbabili. Ma sempre al momento giusto ».


    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 21 agosto 2023

Recensione: Endorfine

                                 

Endorfine
di Christophe Gavat

Editore: Neri Pozza
Prezzo Cartaceo: € 19,00
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 256
Titolo originale: Endorphine
Traduzione: Maddalena Togliani


Non c’è tregua per la polizia giudiziaria di Marsiglia e per il comandante Henri Saint-Donat, un tempo in forza a Parigi e da anni in servizio nella città del sole, del pastis e delle gang che trafficano droga e vite umane. Nemmeno quando Saint-Donat si trova dall’altra parte del mondo, in Québec, a un congresso internazionale delle forze dell’ordine, dove lo raggiunge una breve, drammatica telefonata del suo vice, il capi­tano Basile Urteguy, poliziotto con la musica nel sangue. Musica e sangue, del resto, sono motivi conduttori di una delicata indagine tra Marsiglia e Tolosa in cui la morte di una giovane prostituta, gettata da una finestra, pare collegata all’esecuzione di due uomini, uno dei quali, un musicista, torturato con un trapano elettrico. Saint-Donat, vedovo, stanco di affrontare il male quotidiano, sarebbe pronto a lasciare, ma a riportarlo in patria e in azione, rivita­lizzato dalle nevi canadesi e con nuove en­dorfine in circolo, è proprio la notizia che Basile è svanito nel nulla mentre indagava sulla scomparsa di un’altra ragazza, ça va sans dire musicista. Il grido di aiuto del suo vice, insomma, è arrivato forte e chiaro fino a lui oltreoceano. Cosí, in pochi giorni, Saint-Do­nat e gli altri della Giudiziaria ingaggiano una lotta contro il tempo per evitare che altro sangue venga versato, mentre a ogni passo risuonano alte e forti, dietro le quinte, le ma­giche note di Chopin. Dopo l’avvincente Omicidio a Cap Canaille, insignito del Prix du Quai des Orfèvres, torna in azione, in un poliziesco crudo e serrato, la squadra nata dalla penna e dall’esperienza di Christophe Gavat.

«Il corpo gli urla di fermarsi, rifiuta di produrre le endorfine necessarie per con­trastare il dolore. La mente lo supplica di non accanirsi. Come alla maratona, dove ha mollato al trentasettesimo chilo­metro. Cosí vicino al traguardo, cosí lon­tano dalla vittoria. Si è lasciato incastrare. Hanno vinto loro. Lui ha perso».

«Il corpo gli urla di fermarsi, rifiuta di produrre le endorfine necessarie per con­trastare il dolore. La mente lo supplica di non accanirsi. Come alla maratona, dove ha mollato al trentasettesimo chilo­metro. Cosí vicino al traguardo, cosí lon­tano dalla vittoria. Si è lasciato incastrare. Hanno vinto loro. Lui ha perso».


Henri Saint Donat è alle prese con i suoi incubi e con la depressione che lo affligge da quando ha perso prima il figlio e poi la moglie. È solo. Trasferitosi a Marsiglia da una Parigi che non gli dava più nulla pensando così di fuggire dalle proprie ossessioni, per trovare nel sole e nel mare la risposta.
Ma non è così, purtroppo. Anche in questo paesaggio assolato, i suoi demoni lo inseguono.
Si trova alle prese con un omicidio, per il quale apparentemente non si trovano moventi, ma a Marsiglia ce ne possono essere tanti: la prostituzione, la droga, un regolamento di conti. Cade sempre di più in una crisi che lo porta quasi al suicidio. In suo soccorso arriva il suo capo, Mathilde Deloumeaux, che gli ordina di accompagnarlo in Quebec a Montréal, per un convegno internazionale delle forze di Polizia di tutto il mondo. Ma, mentre è in Canada, riceve una strana telefonata dal suo vice, Basile Urteguy, una richiesta di aiuto, dice di essere stato rapito. Henri non capisce perché il suo vice abbia chiamato proprio lui, sapendo che è dall'altra parte del mondo. Invece di rilassarsi e di seguire la conferenza, continua a tenersi in contatto con la sua squadra a Marsiglia che, nel frattempo, è alle prese con il caso di una prostituta che, apparentemente, si è gettata dalla finestra di un palazzo. Ma i due casi sembrano essere legati tra loro, ma da cosa? L'urgenza è cercare di capire cosa sia successo al suo vice Urteguy, sposato con una poliziotta, Lucie, con la quale ha un bimbo piccolo. Inizia così un'indagine per capire chi ci sia dietro questi omicidi, la scomparsa di Urteguy. Sembra che il responsabile sia qualcuno ossessionato da Chopin, perché gli indizi portano a società i cui nomi corrispondono a opere del compositore. Una sorta di ossessione. Henri riesce così ad accantonare i propri incubi personali e a battersi incessantemente per risolvere il caso. Più che il caso in sè, l'autore affronta il contesto sociale in cui si sono svolti i fatti, con le emozioni, le sensazioni e l'inquietudine dei protagonisti. Un ritratto anche psicologico delle vittime e dei carnefici.

Durata totale della lettura: 3 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: te al limone
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 17 anni

  "La solitudine, la disperazione e l'oppressione spesso guidano verso sentieri impraticabili."


Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...