mercoledì 24 giugno 2020

Recensione: Il mio rischio sei tu

Il mio rischio sei tu
di Elle Kennedy


Editore: Newton & Compton
Prezzo Caertaceo: € 9,90
Prezzo Ebook: € 4,99
Pagine:  384
Genere:  Sport Romance, New Adult

Non sono mai stata una brava ragazza. Non mi lascio frenare da qualche stupida regola e non ho paura di ciò che la gente pensa di me. Questo non vuol dire che non abbia un mio personalissimo codice di condotta. Come ad esempio non tradire la fiducia di mio padre. Sarebbe un grosso scandalo se la figlia del coach della squadra universitaria cominciasse a frequentare un giocatore del college rivale... Jake Connelly è la personificazione del mio suicidio sociale: una star dell’hockey arrogante quanto insopportabile, affascinante in modo ridicolo. Il suo talento ha messo più volte la squadra di mio padre in difficoltà. E allora perché perdo tempo con lui? Perché Jake è la chiave per un tirocinio da sogno, anche se fa di tutto per rendermi le cose difficili. Ho bisogno che finga di essere il mio fidanzato. Ma per ogni finto appuntamento, pretende che gliene conceda uno vero. Questo significa che sono in guai molto seri.




Il mio rischiose tu” è il secondo libro della serie Briar U di Elle Kennedy.
Abbiamo incontrato Brenna per la prima volta nel primo libro quando lei e Summer si sono incontrate e sono diventate amiche intime.
Mi è davvero piaciuta nel precedente libro, ma l’ho amata in questo.
Brenna Jensen è la (tosta, determinata a riuscire in quello che fa e, cosa che non guasta, bellissima) figlia dell'allenatore di hockey della Briar University.
La sua vita ruota sempre intorno all'hockey, dato che ama questo sport… Ama tutto a riguardo!
Ecco perché si sta specializzando in giornalismo sportivo e, forse presa da troppa determinazione, in un colloquio per avere accesso ad un posto da tirocinante presso un importante canale di notizie sportive con sede a Boston, Brenna dice di essere la fidanzata di Jake Connelly.
Perché? Cosa non si fa per ottenere quel posto allo stage! Soprattutto se, chi ti intervista, è un grande fan di Jake…
Il problema è che, ora, deve convincere Jake a essere il suo finto ragazzo. Riuscirà Brenna a convincere il capitano della squadra di Harvard (da sempre avversaria della Briar) a darle una mano?
Jake Connelly, come tutti i giocatori di hockey, non ha certo problemi a trovare donne, ma non ha nessun interesse per una relazione stabile, dato che il suo obiettivo è sempre e solo l'hockey.
Ma quando la bellissima, super off-limits, figlia dell’allenatore della squadra rivale viene a fargli una richiesta piuttosto strana, Jake non riesce a smettere di pensare a Brenna e, senza sapere perché, acconsente ad una condizione: per ogni appuntamento falso, ne ottiene uno vero!
Inizia così un libro che mi ha davvero preso (forse perché mi hanno ricordato anche un po’ Hanna e Garrett?), non solo per la forte chimica che si crea sin da subito tra i due protagonisti, ma perché il rapporto tra i due è davvero sincero, perché l’humor non si spreca, perché giocano a carte scoperte ed entrambi cominceranno a capire che possono contare l’uno sull’altro.
In più hanno davvero tante cose in comune!
Ma basteranno i loro sentimenti a far fronte alla rivalità tra le loro squadre?
Basterà a superare l’odio che i loro compagni provano gli uni per gli altri?
Ho adorato Brenna e Jake insiemee in generale questo libro. Forse più del primo!
Se volete chimica, sport, emozioni e humor, allora questo secondo sport romance fa per voi!! Chissà cosa ci attende nel prossimo capitolo!!! Non vedo l’ora!!!


Briar U Series

1. The Chase - Resta con me per sempre
2. The Risk - il mio rischio sei tu
3. The Play


Tempo di lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Limonata Fresca
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autrice: Elle Kennedy





"Goditi la serata, Jakey", Mi fa l’occhiolino. "E ricordati… se mi crei problemi, io li creo a te". " 

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

Review Party: La prigione di carta



Ben arrivati cari lettori e buon Mercoledì, oggi voglio presentarvi, insieme ad altre colleghe blogger un libro davvero sorprendente..un vero inno alla felicità.









La prigione di carta
La prigione di carta
di Marco Onnembo

Editrice: Sperling&Kupfer
Prezzo cartaceo: € 16,90
Prezzo Ebook: € 9,99
Pagine: 240
Genere: Narrativa moderna

Malcolm King è professore di scrittura creativa al college di Brownsville, dove vive con la moglie Lynette e il figlio Buddy. Idealista dalla solida cultura umanistica, insegna alla prima generazione di studenti che non sa scrivere a mano. La digitalizzazione ha vinto: il governo ha imposto che ogni tipo di contenuto esistesse solo in formato elettronico, mettendo al bando i libri cartacei dal sistema scolastico e abolendo l'uso della scrittura con inchiostro. King temeva che la conoscenza potesse essere manipolata. Che i giovani potessero essere manipolati. Che gli uomini, e la loro coscienza, potessero essere manipolati. Credendo di poter contrastare quella legge e cambiare il mondo con il dialogo e la resistenza pacifica, il professore sarà invece condannato all'ergastolo in un carcere di massima sicurezza. Dalla sua prigione, di nascosto, e con la complicità di un criminale e di un secondino, riuscirà però a recuperare fogli, penne e matite: materiale proibito, armi di libertà. Per raccontare la sua vita. Compiendo l'atto più sovversivo che ci sia concesso dalla scrittura: scegliere il nostro destino.


Malcom King è professore di scrittura creativa. Un paradosso se pensiamo che la carta e l'inchiostro sono stati soppiantanti dal digitale e che i ragazzi che frequentano il suo corso non hanno mai imparato a scrivere all'asilo ma solo a digitare. Malcom, che invece l'era del digitale l'ha vissuta da adulto, ha una forte nostalgia per la vecchia carta stampata ma soprattutto prova una forte inquietudine al pensiero che le future generazioni non svilupperanno mai il pieno potenziale del loro cervello. Nessuno più si sforzerà di imparare o anche solo di pensare perchè tutto sarà accessibile con qualche click sulle tastiere. I ricordi dell'insegnamento sono l'unica cosa che lo tiene vivo ora che è in prigione, ora che i suoi capelli sono ormai bianchi e tutto il mondo si è ridotto ad una cella di isolamento. La prigione di carta di Marco Onnembo è un romanzo di fantasia ma che trasuda realtà, quasi uno spiraglio verso il futuro. Quanti di noi leggono in digitale? io per prima che sono sempre stata contraria, che adoro l'odore di un buon libro, amo saggiarne il peso tra le mie mani e sfogliarne le pagine mi sono ormai convertita a leggere sul Kindle, per praticità ovviamente, perchè andare in giro in città con un volume spesso non è facile. Malcom ha lottato sino alla fine per i suoi ideali, ha perorato la sua causa anche se non avrebbe potuto, ha provato a forzare la mente dei suoi studenti, a stimolarli verso nuovi orizzonti anche quando di fronte a lui c'erano solo cellulari e tablet. Un inno alla libertà, un inno ai valori importanti e fondamentali che piano piano stanno scomparendo anche dalle nostre vite soppiantati dall'era del digitale dove tutto è a portata di mano, basta una ricerca su google per capire una parola, basta un occhio all'applicazione del meteo per capire che tempo farà domani quando invece il mondo con le sue spiegazione è proprio lì di fronte al nostro naso: splendido e immenso che aspetta solo noi.


Durata totale della lettura: due giorni
Bevanda consigliata: Tè alla menta
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni




"pensate ad un mondo senza carta e senza inchiostro..questo è il mondo nel quale il Professor King sta lottando per la libertà."


   
                                

                                         Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

martedì 23 giugno 2020

Recensione: La lettrice testarda



La lettrice testarda
di Amy Witting

Editore: Garzanti
Prezzo cartaceo : € 16,00
Prezzo ebook:9,99
Pagine: 176
Genere: Narrativa moderna

Isobel ha nove anni e il suo compleanno si avvicina. Ma, come ogni volta, non ci saranno regali per lei. C’è solo una cosa che fa volare Isobel lontano dalle rigide regole che la famiglia le impone: leggere. Ma deve farlo di nascosto perché sua madre crede che non sia un’attività adatta a una bambina, che dovrebbe limitarsi a riordinare la casa e a preparare la cena. Isobel cresce alimentando la sua passione segreta di notte, alla luce di una flebile candela.
Finché, a sedici anni, la sua vita non cambia radicalmente, quando è costretta a lasciare tutto, cercarsi un lavoro e una nuova sistemazione. È la prima volta che Isobel si scontra con il mondo. Con un mondo che non è solo la sua famiglia e il suo quartiere. È convinta di non avere gli strumenti per relazionarsi con gli altri. Le sembra di dire la cosa sbagliata, si sente fuori luogo. In fondo sua madre l’ha fatta sempre sentire così. Tanto che, quando incontra un gruppo di ragazzi che amano i libri come lei e passano le serate a discuterne, Isobel all’inizio rimane in silenzio. Ora che finalmente è in un contesto in cui può essere sé stessa, in cui può parlare liberamente di letteratura, ha paura. Ma piano piano le parole di Byron, Auden e Dostoevskij fanno breccia nelle sue insicurezze e le insegnano il coraggio di dire quello che pensa. Di far valere la propria opinione senza nascondere la cultura che si è costruita negli anni con le sue letture. Di aprire il cassetto in cui riposa il suo sogno. Il sogno di prendere una penna in mano e liberare quel flusso di parole che ha trattenuto per troppo tempo. Perché anche per una donna tutto è possibile.




Isobel ha nove anni, ha una sorella maggiore e una mamma, il suo papà è morto ed è quasi il suo compleanno. Come ogni anno però per lei non ci saranno regali, sua madre ogni anno le ripropone sempre la stessa spiegazione " il tuo compleanno è troppo vicino al Natale e poi ricevere regali quando si è in villeggiatura è da villani". Così ogni anno Isobel si illude che le arriverà un regalo, sarà di sicuro nascosto da qualche parte in casa: quindi per tutta la giornata cercherà in tutta casa, senza mai perdere la speranza che quest'anno sarà un compleanno diverso dagli altri. Ma la realtà non coincide quasi mai con i nostri sogni. Amy Witting con questo primo romanzo, ha voluto dare al lettore una protagonista non perfetta anzi, una protagonista che è sempre stata abituata a veder svanire le sue speranza, a non poter sognare perché intanto non sarebbe mai stata abbastanza brava per meritarsi qualcosa. Il rapporto madre-figlia non è di sicuro quello ideale e da madre questa lettura mi ha fatto spesso ribollire il sangue: Isobel crescerà, rimarrà orfana e troverà un lavoro. Ma la vita anche oltre quelle mura non sarà facile: le sue speranze saranno spesso infrante, le sue aspettative non troveranno mai riscontro in quello che la vita avrà in serbo per lei. La narrazione è intima e l'autrice non adulcorerà gli eventi della vita di Isobel, anzi li racconterà così come saranno passando da un evento all'altro alcune volte senza una guida lasciando il lettore disorientato. Ho trovato piacevole leggere questo romanzo, una storia diversa dalle altre e una protagonista speciale come la sua autrice.

Durata totale della lettura: due giorni
Bevanda consigliata: tè alla rosa
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni



"Una volta che conoscerete Isobel non potrete non amarla."


  Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
                                       

Review party: Un amore qualunque e necessario

Buongiorno cari lettori, 
Come state? Oggi vi parlo di un nuovo romanzo portato in Italia dalla Mondadori e che ho amato tantissimo.
Siete pronti?




Un amore qualunque e necessario
di Mary Beth Keane

Editore:  Mondadori
Prezzo cartaceo: 19,50 € 
Prezzo ebook: 9,99 €
Pagine: 432

Kate Gleeson e Peter Stanhope, nati a soli sei mesi di distanza, sono vicini di casa da sempre, in un piccolo sobborgo alle porte di Gillam, vicino a New York. Le loro famiglie non potrebbero essere più diverse: serena quella di Kate, ultima di tre sorelle; difficile quella di Peter, figlio unico di una madre mentalmente instabile e di un padre che non riesce a proteggerlo. Un evento drammatico colpisce irrimediabilmente entrambe le famiglie, segnando le loro vite per sempre, e divide i due ragazzi. Ma la forza del loro legame è più forte di qualsiasi difficoltà, e Kate e Peter cercano, nonostante tutto, di trovare la strada per tornare l’una verso l’altro.
Un amore qualunque e necessario è una storia di redenzione, fiducia e perdono, che rivela come i ricordi dell’infanzia, filtrati dalla distanza dell’età adulta, possano cambiare. È il racconto di come, se siamo fortunati, la violenza in agguato nella vita di tutti i giorni possa essere sconfitta dal potere dell’amore.
Tradotto in moltissime lingue, Un amore qualunque e necessario ha venduto oltre 300 mila copie negli Stati Uniti ed è stato a lungo ai primi posti nella classifica del “New York Times”. È inoltre in produzione una serie TV tratta da questo romanzo.





Sono rimasta completamente spiazzata da questo romanzo, e ho avuto bisogno di qualche giorno per rimettere assieme le idee prima di poter scrivere una recensione.
E anche adesso, di fronte al mio pc, sono abbastanza confusa da non saper bene cosa scrivere.
Perché questo libro - questo stupendo, meraviglioso libro - aveva tutte le caratteristiche per non piacermi: narrazione lenta, pochi dialoghi, inizio del racconto alle calende greche (addirittura a prima che i genitori della protagonista si sposassero), famiglie problematiche, la tranquilla provincia americana dove non succede nulla ma in realtà succede di tutto, ogni elemento sembrava fatta apposta per non farmi amare questo romanzo.
E invece....
Ebbene sì, contro tutti i pronostici mi sono ritrovata a leggere un libro che ho amato alla follia. E ciò che mi manda fuori di testa è che è proprio ciò che mi fa storcere il naso negli altri libri qui è ciò che ha fatto rasentare la perfezione a questo romanzo.
Quasi mi sento in colpa a parlarvi della trama, perché a raccontarvene anche solo dei piccoli pezzi mi sembra di tradire lo spirito di questo libro, la bellezza di scoprire cosa succede ai personaggi, una pagina alla volta. È la scoperta della quotidianità di due famiglie - quella degli Stanhope e quella dei Gleeson, così diverse nonostante il fatto che a dividerle vi sia solo una staccionata - che fa sì che il lettore sviluppi una sorta di dipendenza nella lettura, che lo spinge ad aver difficoltà ad interrompere la lettura anche solo per andare a bere un bicchiere d'acqua.
E non è possibile non affezionarsi al figlio degli Stanhope, Peter, e alla più piccola delle tre figlie di casa Gleeson, Kate. Il legame che esiste tra loro due è quasi palpabile, fin dalle prime apparizioni di entrambi, ed è vederli crescere e da bambini diventare adulti, passando attraverso le vicissitudini di una vita che non sarà gentile con nessuno dei due, sarà la ragione per cui anche voi sarete catapultati in questo libro, amandone alla follia i personaggi.

Cosa posso dirvi di più? Nulla, se non "leggete questo libro, perché è davvero spettacolare".


Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata:  The freddo alla pesca
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Mary Beth Keane






“Ora erano legati da ciò che lui aveva detto, dal bacio, 
da una conoscenza che durava da tutta una vita.

Che ne dite, vi stuzzica?

A presto!


  Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 22 giugno 2020

Recensione: Io e Clarissa Dalloway



Io e Clarissa Dalloway

Io e Clarissa Dalloway
di Francesco Pacifico

Editore: Marsilio
Prezzo cartaceo : € 12,00
Prezzo ebook:7,99
Pagine: 144
Genere: Narrativa moderna

Essere un giovane uomo sensibile cresciuto leggendo Stendhal ti rende un corteggiatore napoleonico, uno che dopo un sì cerca un altro sì, e poi ancora un altro, in una sorta di karma dell’assertività che – in fondo, ma pure in principio, come teorizza Francesco Pacifico – impedisce di avere una relazione. Un karma dell’assertività che impedisce di capire i no che di tanto in tanto tutti riceviamo nella vita. Leggendo La signora Dalloway, invece, si capisce come è possibile corteggiare una donna senza assediarla, e quanto si possa sinceramente ascoltare, senza fingere, e anche perché quei fiori che Clarissa Dalloway dice di voler comprare sono il simbolo, forse l’unico simbolo, della celebrazione della vita.
Con tono cavalleresco e un linguaggio esatto e scanzonato, Francesco Pacifico ci racconta come e perché, nonostante quello che si possa pensare, Virginia Woolf è (anche) una scrittrice da uomini. Ci racconta quanto aver sposato una femminista gli ha cambiato la vita, dimostrando di non aver paura di Virginia Woolf.




Questa nuova collana di Marsilio intitolata Passaparola è dedicata agli autori italiani e alla loro vita narrata attraverso i grandi classici della letteratura che hanno segnato il loro cammino. Francesco Pacifico ci racconta la sua adolescenza e la sua educazione sentimentale narrata attraverso i romanzi con i quali si è interfacciato. L'attenzione di Pacifico si sofferma su Virginia Woolf che ha segnato il giro di boa nella sua vita e che lui ha scoperto grazie alla sua seconda moglie. La lettura della Woolf non può essere affrontata con fretta e superficialità: la lettura dei suoi romanzi ha bisogno di tempo, così come la narrazione di Pacifico è introspettiva inducendo il lettore a prendersi del tempo per comprendere totalmente il messaggio nascosto nei libri dell'autrice. Ho apprezzato moltissimo questa lettura e anche questa volta, come per l'altro romanzo di questa nuova collana L'ultima moglie di J.D. Salinger, mi sono buttata a capofitto in questa lettura non avendo mai letto nulla della Woolf. Avendo frequentato il liceo linguistico ho conosciuto Virginia durante le lezioni di letteratura inglese ma ho sempre evitato ogni suo romanzo. Mi sono ritrovata avvolta in pensieri e analisi profonde di una maturazione sentimentale di un giovane Pacifico attraverso grandi autori e del ruolo della figura maschile. Pacifico si dimostra un uomo diverso, spezza lo stereotipo dell'uomo senza sentimenti riuscendo a decifrare i messaggi nascosti nel romanzo della Woolf.

Durata totale della lettura: qualche ora
Bevanda consigliata: tè alla menta
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni



"La vita dell'autore raccontata attraverso i romanzi che lo hanno accompagnato."


  Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
                                       

Recensione: Nel monastero di Crest

Nel monastero di Crest
di Sandrine Destombes

Titolo originale: Le prieurè de Crest
Editore: Rizzoli
Prezzo Cartaceo: € 19,00
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 320


NEL SILENZIO DELLA CAMPAGNA FRANCESE. IL TENENTE BENOIT NON DOVEVA FERMARLE.
"Signora, scenda dall'auto." Sono due ore che il tenente Perceval Benoit della gendarmeria di Crest, villaggio storico nel cuore della Drôme, aspetta seminascosto nella boscaglia che qualcuno superi i limiti di velocità. Adesso la Peugeot 205 è ferma davanti a lui, finalmente, e questa scena esatta, unita agli istanti immediatamente successivi, rimarrà per sempre impressa nella mente di Benoit. La conducente, infatti, invece di ubbidire all'ordine, ingrana la marcia e si dà alla fuga, ma al primo tornante sfonda il guardrail e precipita in un fossato. Per lei, la morte è istantanea, ma l'altra passeggera, una bambina di otto anni di nome Léa, è ferita gravemente e portata all'ospedale. Di lì a poco, nello stesso bosco, a poche centinaia di metri, il corpo di un uomo viene rinvenuto sulla sponda del fiume Drôme. Una vittima sconosciuta, una bambina in coma, un cadavere privato degli occhi: è questo il macabro elenco del rapporto che Benoit consegna alla squadra di esperti della gendarmeria nazionale, arrivati nella cittadina per fare luce sul caso - anzi, su quei casi apparentemente scollegati tra loro, che in comune sembrano avere soltanto un luogo: il monastero di Crest, sorta di eremo staccato dal mondo, dove da anni la sessantenne Joséphine Ballard offre riparo e conforto alle sue ospiti, tutte donne spezzate, gravate da un passato doloroso, vegliando su di loro al pari di un'agguerrita mamma aquila. La scrittrice lanciata nell'universo del nero francese da Michel Bussi conferma le sue abilità narrative dando forma a un'indagine dall'architettura complessa in cui l'assolata campagna francese si tinge ancora una volta di sangue.






Benoit è un giovane tenente che nella gendarmeria di Crest si occupa solitamente di casi minori, non ha grandi indagini da seguire e spesso è destinato a pattugliare le strade di campagna per dare al massimo una multa per eccesso di velocità. Ma quella sera, quando vede avvicinarsi un'auto che avanza zigzagando, teme che alla guida ci sia il solito ubriaco. Quando l'auto si ferma, vede che al volante c'è una giovane donna, alquanto sconvolta e tesa. Al suo fianco una bimba di otto anni, Léa. Ed è proprio la bimba e quello che dice che lo spinge a chiedere alla donna di scendere dall'auto. ma lei, terrorizzata, invece di obbedire spinge sull'acceleratore e la sua corsa finisce fuori strada.
La donna muore all'istante e la bimba, ferita gravemente, viene portata in ospedale dove, dopo un intervento, rimane in coma. Poco dopo viene ritrovato il corpo di un uomo, apparentemente annegato, sulle rive del fiume Drôme. Si tratta di un ricercato, noto alla gendarmeria. Inizia così per il giovane Benoit un'indagine al fianco della gendarmeria nazionale dove, affascinato dal capo e dai nuovi colleghi, può dimostrare le proprie abilità di investigatore. Viene rinvenuto il cadavere di un altro uomo al quale mancano gli occhi. Apparentemente i casi sono slegati tra loro, non fosse per un segno inciso sulla fronte di entrambi, che corrisponde a un numero, a significare che probabilmente ci sono state altre vittime e che forse ce ne saranno ancora in futuro. Le indagini portano a collegare la bimba al monastero di Crest dove Joséphine Ballard da anni ospita donne che hanno bisogno di un rifugio dalla violenza subita a causa di uomini che le hanno usate, maltrattate, spezzando loro l'esistenza. Ma quando la gendarmeria la interroga, la donna fa muro ed è subito chiaro che nasconde qualcosa. Ma è proprio la violenza sulle donne, sia essa fisica o psicologica, alla base del romanzo dove Léa viene descritta come una bambina speciale. Ma Benoit, pur sforzandosi di ricordare cosa avesse di particolare questa bimba di otto anni che ha visto solo per pochi istanti prima dell'incidente, non riesce a trovare nulla di strano. L'indagine, capitolo dopo capitolo, apre una sorta di vaso di Pandora, dal quale escono segreti e atrocità inimmaginabili. Ma Benoit è determinato a scoprire cosa sia successo e a trovare la verità per salvare la bambina.
È un libro molto bello che, al di là del suo essere un noir, fa riflettere su come una donna dalla vita spezzata possa influenzare una intera comunità, ben oltre il monastero di Crest. Da leggere!


Durata totale della lettura: 4 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: un buon caffè con panna e cannella
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 17 anni






      "Le donne che hanno subito violenza possono
diventare molto pericolose.
"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

venerdì 19 giugno 2020

Recensione: L'arte di riposare


L'arte di riposare
di Claudia Hammond


Editore: Il saggiatore
Prezzo Cartaceo: € 19,00
Pagine: 263
Titolo originale: The Art of Rest


Se c’è qualcosa che manca nelle nostre giornate è il riposo: troppi impegni, una vita frenetica, sollecitazioni continue. Eppure siamo così assuefatti a questi meccanismi stritolanti che l’idea stessa del riposo viene vista con sospetto, come se fosse tempo sprecato o rubato a attività più produttive. Il pensiero di riservare più tempo a noi stessi ci provoca sensi di colpa, quasi fosse un desiderio proibito e irrealizzabile. Claudia Hammond ha scritto la guida definitiva alla sottile arte del riposo, accompagnandoci alla scoperta delle dieci attività più rilassanti di tutte. C’è chi ama camminare, godersi un bagno caldo, ascoltare musica o leggere un libro. C’è chi preferisce immergersi nella natura, perdendosi nella bellezza del paesaggio, e chi immergersi in una comoda poltrona perdendosi nella visione di serie televisive. E poi c’è chi trova piacevole passare il tempo in modi apparentemente dispersivi come sognare a occhi aperti, restare da solo e, una volta tanto, non fare assolutamente nulla..



Un libro che è soprattutto un trattato su quanto sia necessario nell’epoca attuale, riposarsi adeguatamente. La stanchezza infatti, La stanchezza può avere un grave impatto sulle nostre capacità cognitive. Un compito che sembra facile quando sì e freschi risulta molto più difficile quando sì e stanchi. La stanchezza porta a vuoti di memoria, ottundimento delle emozioni, difficolta di concentrazione e incomprensioni più frequenti, e compromette la capacità di giudizio. Non è quello che augureresti al pilota dell’aereo sul quale stai viaggiando o al tuo medico. E il deficit di riposo non è un problema che riguarda soltanto gli adulti. La lunghezza delle pause di ricreazione a scuola negli ultimi vent’anni e stata compressa per fare spazio alle materie. Per esempio, ormai solo l’1% delle scuole secondarie britanniche prevede una pausa pomeridiana.5 Eppure e ben provato che le pause favoriscono la concentrazione,6 per cui è probabile che la riduzione dei tempi di riposo si riveli controproducente rispetto all’ottimizzazione del rendimento negli esami, senza contare il fatto che i bambini vengono privati dell’opportunità di socializzare o fare esercizio fisico. Le ricadute di un deficit di sonno sono ormai ben studiate e l’elenco dei problemi che ne scaturiscono e lungo: un aumento del rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiache, ictus, ipertensione, dolore cronico, risposta pro‑infiammatoria, disturbi dell’umore, difficolta di memoria, sindrome metabolica, obesità e cancro colorettale, che nella maggior parte dei casi portano a una riduzione dell’aspettativa di vita. Ho trovato questo saggio, ben scritto, ricco di interessanti spunti ed esempi di come si debba necessariamente recuperare la forma fisica attraverso uno stacco dalla realtà, un ottimo e considerevole riposo. Per sentirci veramente riposati abbiamo bisogno di allontanarci dagli altri, sottraendoci cosi alle loro chiacchiere, e auspicabilmente anche a quelle della nostra mente. Nella giusta quantità, il tempo trascorso da soli può permetterci di trovare rifugio e prenderci cura delle nostre emozioni, nella speranza di poterci poi sentire rinnovati. Può anche darci l’opportunità di un pensiero più profondo, di scoprire noi stessi, e forse di stimolare creatività e nuove idee. Forse dovremmo cercare di pianificare un po’ di solitudine, senza pero imporci uno stress supplementare nel tentativo di ottenere uno dei suoi potenziali benefici. Se il fascino della solitudine e che ci tiene al riparo dalle pressioni che ci vengono imposte dall’esterno, l’ultima cosa che vogliamo fare e aggiungere noi stessi altra pressione. Stare da soli ci dà la possibilità di passare un po’ di tempo senza essere giudicati dagli altri, senza dover mantenere un’immagine socialmente accettabile. I social media possono essere uno strumento meraviglioso per alleviare la solitudine e permetterci di connetterci agli altri, ma la nuova cultura del «sempre disponibile» veicolata dai social può anche rendere le pressioni esterne più difficili da evitare. In qualche modo dobbiamo cercare di non permettere ai social media di privarci dei benefici della solitudine, che altrimenti rischia di non essere più una condizione tanto riposante. In fin dei conti, possiamo davvero chiamarla solitudine se siamo costantemente in comunicazione con gli altri? Questo e molti altri, i quesiti che ci vengono posti dall’autrice, in un’attenta riflessione cui ciascuno di noi, in quanto uomo moderno dovrebbe addentrarsi.


Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Caffè nero, amaro
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Claudia Hammond





      "Come trovare sollievo dal mondo contemporaneo"



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

                            
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