giovedì 30 giugno 2011

Speciale: In viaggio con Jane Austen

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In viaggio con Jane Austen
di Laurie Viera Rigler

Prezzo di copertina: € 17,90
Formato: Brossura
Pagine: 367
Lingua: Italiano
Titolo originale: Rude awakenings of a Jane Austen Addict
Lingua originale: Inglese
Editore: Sperling & Kupfer
Anno di pubblicazione: 2011
Traduttore: E. Budetta
Generi: Donne, Letteratura rosa, Romanzi e Letterature

Inghilterra, 1813. Jane Mansfield odia le rigide convenzioni che la sua vita da nobildonna le impone e sogna spesso di fuggire il più lontano possibile da tutto e da tutti. Ma risvegliarsi nella Los Angeles del XXI secolo, dopo una rovinosa caduta da cavallo, non era esattamente nei suoi progetti! All'improvviso, Jane si trova catapultata nel corpo di Courtney, a mettere ordine in un'esistenza a dir poco incasinata, senza avere la minima idea di come ci si comporta al giorno d'oggi. Riuscirà una timida signorina della Reggenza, inguaribile romantica e fervida lettrice di Jane Austen, a sopravvivere in un mondo in cui le regole sociali sono completamente stravolte?

Secondo capitolo della storia che era cominciata con la giovane Courtney, ragazza moderna di Los Angeles che si risveglia nel corpo di una giovane Jane Mansfield in un Inghilterra di inizio Ottocento e che adesso invece vede protagonista proprio la bella Jane risvegliarsi in un'America caotica e moderna. Il lato B della storia completamente ambientato ai giorni nostri con tutte le sorprese e le paure che una giovane dell'epoca della Reggenza può ricavare dalle tecnologie e dalle diversità del ventunesimo secolo. Rispetto al primo libro vedremo che la vita della protagonista di questa sarà un pochino più difficile e forse questo ci fà capire anche quanto i nostri tempi siano un pochino più complicati di quelli precedenti, nonostante ciò con l'aiuto di un'amica speciale e della forza che piano piano Jane riscopre in sè stessa riuscirà a cavarsela alla grande. Soprattutto riguardo alla complicata situazione amorosa che Courtney ha lasciato in eredità alla povera Jane, infatti Jane dovrà destreggiarsi tra Frank, l'uomo che Courtney avrebbe dovuto sposare ma che una volta scoperto con un'altra decide di lasciare annullando anche il matrimonio e Wes, quello che inizialmente ha conosciuto come il migliore amico e che gli ha tenuto nascosta la tresca di quello che sarebbe dovuto diventare il suo futuro coniuge. Ci si diverte a vedere come Jane nei panni di Courtney piano piano scopre tutto ciò che la circonda in quello che per lei è un nuovo mondo, quando assaggia per la prima volta un drink alcolico oppure quando riesce a farsi un bagno tra le onde senza quei costumi scomodi e tutte le limitazioni dei suoi tempi. A volte si riesce a leggere davvero la bellezza di tante cose che si danno per scontate solo perchè fanno parte della nostra quotidianità.
Romanzo divertente e che incuriosisce, a mio parere appena meno interessante del primo, però che garantisce lo stesso una buona dose di Jane Austen e di spensieratezza, da consigliare magari anche sotto l'ombellone :)

Durata della lettura: dieci giorni
Bevanda consigliata: orange margarita
Età di lettura consigliata: dai 17 anni
Voto: 8

Vi è piaciuta la recensione di questo libro? Vi sembra interessante? Volete leggere anche voi In viaggio con Jane Austen? Diventate follower del blog e lasciate un commento a questo post ricordandovi di scrivere la vostra mail entro il 18 luglio...

XXX,
Kait

Recensione: L'ultima eredità

di Valentina Pattavina

Prezzo di copertina: € 16,00
Editore: Fanucci
Data di uscita: 19/05/2011
Pagine: 214, brossura
Lingua: Italiano
Generi: Romanzi e Letterature, Romanzi italiani contemporanei

“L’atteso seguito di La libraia di Orvieto, un romanzo che ha deliziato migliaia di lettori.”

1944. In un’Italia spaccata in due, in mano per metà alle forze alleate e per l’altra metà all’oppressione nazifascista, ci si arrabatta per portare a casa la pelle. E Orvieto, che le parti in conflitto si impegnano a non attaccare per preservare la ricchezza del suo patrimonio artistico, si trova malgrado ciò a fronteggiare la furia distruttrice dei bombardamenti che ne dilaniano il territorio, arrivando a sfiorare l’altissima rupe di tufo. Ma per quale ragione, in una di quelle terribili notti di guerra, qualcuno decide di sfidare il coprifuoco aggirandosi tremante fra lapidi e croci? Cosa sotterra di così prezioso da rischiare la vita mentre dal cielo imperversa una pioggia fatale di spezzoni incendiari? E come mai, a distanza di più di sessant’anni, quel vecchio episodio sconosciuto torna a incidere sulla piccola comunità orvietana di cui la libraia Matilde Ferraris è ormai stabilmente parte? Un romanzo che si fa leggere d’un fiato, una black comedy nelle cui pagine dense di suggestioni letterarie e ironia si muovono tutti quei personaggi che abbiamo ormai imparato ad amare, e che agiscono come in un teatro in cui si insceni la parabola stessa dell’esistenza, sempre alle prese con il suo lato più fosco e segreto.

Dopo essere stata incuriosita dalle vicende di un paesino del Nord ne La Modista di Andrea Vitali, anche in questo piacevole libro di Valentina Pattavina ho ritrovato i sapori e le atmosfere della vita di un paese di provincia.
L’ultima eredità è infatti il sequel de La libraia di Orvieto, ambientato nella splendida cittadina umbra, patria della vivacissima Matilde, che insieme ai suoi due adorati cani Dori e Lessing, conduce una vita abbastanza tranquilla tra casa e la libreria del professor Sergio Paolini.
Tutto questo fino a quando non vengono ritrovate nel cimitero una serie di buche, apparentemente scavate a caso presso le lapidi.
Matilde viene così suo malgrado assoldata dall’intraprendente Michele, sempre alla caccia di notizie, per risolvere questo mistero.
Ma la trama si infittisce quando cominciano a sparire alcuni oggetti disseminati tra le vie del centro, tra cui l’amata bicicletta della nostra eroina, e un losco individuo prende in affitto i locali proprio davanti alla biblioteca del professore..
Ovviamente anche questa volta Matilde riuscirà a dipanare il bandolo della matassa, scovando un insospettabile colpevole, e regalandoci un finale a sorpresa.
L’ultima eredità è una lettura piacevolissima e scorrevole, con qualche citazione colta qua e là che rende la narrazione ancora più intrigante.
La protagonista, già delineata nel primo libro, riconferma le sue caratteristiche assolutamente (e oserei dire piacevolmente) differenti rispetto agli stereotipi letterari odierni: è una donna pacata, colta, che non cerca sconvolgimenti, amorosi e non, nella sua vita, ma suo malgrado li accetta e li supera.
Una eroina dotata di una straordinaria sensibilità, ma allo stesso tempo di ironia, che ci conduce in una storia intrigante con interessanti flash-back negli anni ’40.

Valentina Pattavina, rivelazione nel 2010 col suo primo romanzo sempre edito da Fanucci, è nata a Catania nel 1968 e, dopo un'intensa attività nel mondo dello spettacolo, si è occupata di editoria, curando quindi, con Vincenzo Mollica, la serie Parole e canzoni per Einaudi Stile Libero, collana per la quale ha scritto quattro monografie dedicate a Totò, Alberto Sordi, Paolo Villaggio e Ugo Tognazzi.

Durata della lettura: 7 giorni
Bevanda consigliata: Aperol Soda
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Voto: 7

martedì 28 giugno 2011

Recensione: Inkariy

La profezia del sole
di Hernán Huarache Mamani

Prezzo di copertina: € 18,00
Formato: Brossura con sovracoperta
Pagine: 392
Lingua: Italiano
Titolo originale: Inkariy. 2012 Al Umbral de una Nueva Era
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2011
Traduttore: A. Montanari
Generi: narrativa moderna

Aurora – giovane medico di Milano, appagata e con tanti amici – resta vittima di un grave incidente. Nel periodo d’incoscienza ripercorre in un lampo la propria esistenza a ritroso. Uscita dal buio, non è più la stessa. Cade in una crisi profonda che la porta a saggiare i limiti della medicina tradizionale che non riesce a guarirla dal suo profondo disagio. Una sera, per curiosità, si reca a una conferenza di medicina alternativa e conosce Atao, un curandero indio peruviano, uomo non bello, ma affascinante e dallo sguardo magnetico. Se ne innamora. Follemente. La storia d’amore è passionale e travolgente, al punto che Aurora decide di seguire Atao in Perù. Comincia così un viaggio attraverso gli antichi centri di spiritualità inca Cuzco, Pachacamac, il lago Titicaca, un’avventura densa di cerimonie mistiche e di fenomeni paranormali. Aurora incontrerà lo spirito governatore della Madre Terra, la Pachamama, visiterà con Atao il Tempio del Sesso, conoscerà gli Adoratori dell’Acqua e gli spiriti Guardiani della Luce.

Ho richiesto questo libro principalmente per staccare la spina, dai soliti vampiri e dai thriller che tanto mi piacciono, per leggere qualcosa di diverso. Mi sono così ritrovata alla scoperta di un mondo a me sconosciuto come quello degli Inca. Attraverso la protagonista Aurora viviamo un momento di totale sconforto nei confronti della vita stessa, una crisi logorante che la porterà alla ricerca di quelle risposte che la mente umana cerca da sempre: perchè mi accade questo? Dov'è la logica in tutto questo? Così ci ritroviamo catapultati in un mondo affascinante e mistico, seguiamo Aurora in un percorso alla ricerca di se stessa che la porterà nelle viscere del mondo Inca. Grazie alla profonda conoscenza dell'autore, questo libro racconta le cerimonie e le divinità Inca con una precisione magistrale, diventando così una lettura sì romanzata ma anche istruttiva che apre le porte su mondi e religioni poco conosciute.

Hernàn Huarache Mamani è sacerdote e curandero, ultimo erede di un'antica generazione di curanderos andini. È un indio quechua nato in un villaggio della Cordigliera delle Ande. Insegna lingua quechua all’Università di Arequipa e da anni lavora al progetto di rivalutazione e divulgazione del patrimonio culturale del suo paese, un immenso patrimonio distrutto che Mamani ha cercato di riportare alla luce, raccoglieno testimonianze, usi e pratiche dimenticate. Allievo di un maestro depositario di remoti segreti con cui ha vissuto su una montagna sacra, lontano dal mondo, è venuto a conoscenza di saperi magici, medici e religiosi dell’antico popolo inca. Dal 1996, per indicazione del suo maestro vive parte dell’anno in Europa per diffondere e insegnare la sua esperienza spirituale.

Durata della lettura: tre giorni
Bevanda consigliata: una tazza di tè
Età di lettura consigliata: dai 17 anni
Voto: 8

lunedì 27 giugno 2011

Intervista: Laurie Viera Rigler (Shopping con Jane Austen)


Finalmente ecco pubblicata l'intervista alla scrittrice di Shopping con jane Austen edito dalla Sperling & Kupfer del quale già in passato è stata fatta la recensione.

Ciao Laurie,
grazie mille per la tua disponibilità nell’avermi concesso questa intervista e nell’avermi dato la possibilità di leggere il tuo libro. È difficile trovare autori tanto disponibili come te.
Prima di tutto, inizio col dirti che sono una grandissima fan di Jane Austen e penso che lo sia anche tu e proprio per questo è stato piacevolissimo leggere il tuo libro. Mi è piaciuto molto e nonostante siano stati scritti tanti libri riguardo Jane Austen e i suoi romanzi penso che il tuo libro sia davvero originale e divertente da leggere.


Ciao Kait e prima di tutto grazie mille a te per avermi invitata per questa intervista e per tutte le interessanti e approfondite domande.

Inizio subito allora con le domande per riuscire a saperne di più:
Quando è nata la tua passione per Jane Austen ed i suoi romanzi?

La mia passione per Jane Austen nacque quando lessi per la prima volta Ragione e sentimento. Lessi subito dopo gli altri romanzi sempre scritti da lei e li rilessi tutti una seconda volta dopo ancora. Amo che ci sia tanto da ricercare nei suoi libri e cose sempre da scoprire che ti fanno rimanere sempre affascinata. La Austen è un’appassionata dei comportamenti umani, quelli buoni e quelli cattivi, esaminandoli con il più delizioso senso dell’humor. Oltre alla commedia, ci trovi drammi, romanticismo e suspense, cos’altro potrei chiedere di più?

Essendo anche tu una grande fan di Jane Austen, mi è d’obbligo chiederti quale dei suoi romanzi è il tuo preferito e perché?

Persuasione adesso è il mio preferito. Tutto è incentrato sulle seconde possibilità e al non arrendersi mai ai desideri del cuore e trovo questi temi molto affascinanti. Inoltre tratta di come a volte il crescere e l’affrontare diverse difficoltà possa portare poi ad una relazione solida e duratura. Ed infine ma non per ultimo, Persuasione contiene la più romantica lettera d’amore mai scritta: ("Tell me not that I am too late, that such precious feelings are gone for ever.") Rischio di commuovermi ogni volta che la leggo.

Come è nata la storia del tuo libro, è stato casuale o era una trama che avevi ben chiara nella tua mente da tempo?

La prima scena del romanzo semplicemente mi è apparsa nella mente, non stavo pensandoci affatto. Stavo facendo qualcosa in cucina quel giorno, forse lavando i piatti oppure qualche altro servizio quotidiano e la prima scena di Shopping con jane Austen mi è apparsa nella testa. Ho visto Courtney Stone, una ragazza del ventunesimo secolo fan di Jane Austen, risvegliarsi in una tipica camera da letto dell’Inghilterra del 1813 nel corpo di un’altra donna. Non riuscivo a smettere di pensarci e così poi iniziai a scrivere tutto.

I personaggi del romanzo ma specialmente i protagonisti, sono stati ispirati da qualche personaggio dei romanzi di Jane Austen?

Quello che ha ispirato il libro è la mia devozione per Jane Austen. Come Courtney io ho letto e riletto tutti i suoi romanzi e visto tutti gli adattamenti fatti per il piccolo e il grande schermo. Quello che ha ispirato il libro è stata la fantasia, il desiderio di fuggire nel mondo dei miei romanzi preferiti ed anche il “stai attento a quello che desideri”. Questo è come è nato il tutto. Un libro che tratta di Jane Austen e il mio omaggio alla mia autrice preferita. Ci sono allusioni alla Austen lungo tutto il romanzo, dalle situazioni dove la mia eroina trova sé stessa ai vari tipi di personaggi. Alcune di queste allusioni vengono riconosciute dalla mia eroina, altre no.
I lettori che hanno letto i romanzi di Jane Austen possono accorgersi di queste illusioni, ma non è necessario aver letto un romanzo di Jane Austen o aver visto un film tratto da questi per riuscire a capire il mio libro. Ho scritto Shopping con Jane Austen ed In viaggio con Jane Austen per tutti, per persone che hanno letto la Austen, che hanno visto i suoi film e per quelli che non hanno né letto o visto qualcosa di corrispondente e che vogliono semplicemente godersi la lettura di una storia simpatica ed inaspettata.

Il suo romanzo è ambientato in tempi molti lontani, quando le cose erano completamente diverse dai giorni nostri. Le sarebbe mai piaicuto poter vivere a quei tempi? Si sarebbe comportata come Courtney, la protagonista del suo romanzo?

Io sono solita fantasticare molto sul modo di vivere a quei tempi, ma devo dirti che scrivere Shopping con Jane Austen mi ha un po’curato da questa mia abitudine. Mi piacerebbe molto fare un viaggio in quell’epoca ma mi piacerebbe avere un biglietto in cui sia incluso anche il ritorno. Non riuscirei a rinunciare a tutti i privilegi ed alla libertà, senza parlare della convenienza del sistema idraulico, che può offrire l’essere una donna del ventunesimo secolo.

Molte cose dai tempi della Austen ad oggi sono cambiate, quali pensi siano le migliori e le peggiori? Ti piacerebbe che qualcosa di quei tempi ancora esistesse nel nostro secolo?

La cose migliori del mondo di Jane Austen (supponendo che tu sia una donna single di una certa classe sociale): libertà da tutto il peso delle informazioni del mondo moderno. Uomini che non solo abbiano maniere da gentiluomini ma che possano vestirsi come Mr. Darcy. L’abitudine di acquisire talenti come la danza, la pittura e la capacità di parlare diverse lingue straniere. La pace di vita per lungo tempo. L’alta considerazione della conversazione faccia a faccia e delle lunghe corrispondenze scritte. Balli organizzati in maestosi palazzi. Vacanze a Bath. Shopping e teatro a Londra. Passeggiate in campagna. Un assai chiaro codice di comportamento tra donne ed uomini single. Il non dover lavare i piatti, rifare i letti o addirittura vestirsi da soli.
Tutte queste sono le cose che vorrei anche ai giorni nostri, con l’aggiunta di poter continuare ad utilizzare il mio portatile e di poter fare una doccia tutti i giorni. Praticamente vorrei tutti quelli che sono gli aspetti positivi della vita dell’epoca senza però rinunciare alle libertà e comodità dei giorni nostri. Non sarebbe bello se fosse possibile?
La cose negative del mondo di Jane Austen (se sei una donna sempre di una certa classe): il non avere prospettiva di carriera se non quella di diventare moglie, madre o una zia zitella. Non poter guadagnarsi i propri soldi senza diventare una governante o una dama di compagnia. L’impossibilità di viaggiare da sole o vivere da sole. Primitive e bizzarre pratiche mediche. Condizioni antigieniche ed antisanitarie. Un sistema di giustizia draconiano che prevede anche l’esecuzione pubblica. Essere sempre dipendenti finanziariamente sia dai tuoi parenti che da tuo marito se sei sposata e se qualcosa non dovesse funzionare nel matrimonio non poter avere la possibilità di divorziare.

Potresti dirmi una cosa che davvero ami del libri che hai scritto ed un’altra, qualora ci fosse, che avresti voluto cambiare una volta che il libro è stato pubblicato?

Sono stata davvero soddisfatta del libro finito. Una delle mie scene preferite è quando Courtney segue a Londra Jane Austen come farebbe ai giorni nostri un fan sfegatato di una celebrità. Probabilmente perché se avessi avuto l’occasione di incontrare Miss Austen sarei stata affascinata ed incredula, ma la cosa principale è che quasi sicuramente avrei detto qualcosa di davvero stupido.

Di questo libro c’è un continuo con un altro romanzo, che presto verrà recensito anche questo sul nostro blog, ma pensi di voler continuare a scrivere ancora riguardo a questa trama?

Il secondo libro In viaggio con Jane Austen è l’altro lato della storia. Una donna del diciannovesimo secolo che si ritrova nel corpo di Courtney e nella sua vita in una Los Angeles del ventunesimo secolo.

Grazie mille per l’intervista spero di poterle riparlare presto.

Grazie mille a te Sabrina, è stato un piacere.

Ringrazie nuovamente Laurie Viera Rigler per la sua disponibilità e colgo l'occasione per annunciare che tra qualche giorno verrà pubblicata la recensione del secondo libro della Rigler ovvero In viaggio con Jane Austen quindi restate connessi!


XXX,
Kait

L'ultimo drago

Vi presentiamo L'ultimo drago, il primo libro di una trilogia fantasy che vi conquisterà...


L'ultimo drago
di Jasper Fforde

Prezzo di copertina: 17,00 €
Formato: cartonato con sovraccoperta
Editore: Mondadori
Data di uscita: 07/06/2011
Lingua: Italiano
Titolo originale: The Last Dragonslayer
Lingua originale: Inglese
Pagine: 264
Traduttore: Angela Ragusa
Generi: Ragazzi, Fantasy

Tempi duri per i maghi. Gli incantesimi ormai servono solo a riparare impianti idraulici, i tappeti volanti a consegnare pizze a domicilio e la burocrazia ostacola quel che rimane di un'antica e venerata professione.
Ma la vita di Jennifer, che gestisce un'agenzia di maghi, cambia all'improvviso quando si imbatte in una fosca profezia: lei è l'ultimo ammazzadraghi, e a breve ucciderà Maltcassion, l'ultimo drago.
Fatto inspiegabile, perché a nessuno risulta che Maltcassion abbia oltrepassato il confine delle Terre di Drago, unica condizione perché lo sterminatore sia autorizzato a eliminarlo. In seguito a un antichissimo patto, infatti, ai draghi è stata assegnata una riserva protetta, a condizione di non mangiare più gli umani e il loro bestiame.
Tutti insistono perché Jennifer compia il proprio destino, ma l'incontro con la vittima predestinata avrà esiti imprevedibili...

Jasper Fforde (Londra, 1961) per diciannove anni ha lavorato nel cinema come cameraman. Il suo primo romanzo, Il caso Jane Eyre, è stato un best seller internazionale. I successivi Persi in un buon libro, Il pozzo delle trame perdute, C'è del marcio, pubblicati in Italia da Marcos y Marcos, l'hanno consacrato come autore di culto. Vive con Mari tra le colline del Galles, che spesso sorvolano a bordo del loro aereo De Havilland del 1937. Per partecipare a reading e presentazioni in giro per il mondo, invece, salgono su normali aerei di linea. Per sapere tutto su di lui, visita il sito www.jasperfforde.com.

Volete leggere questo fantasy? Diventate follower del blog e lasciate un commento a questo post ricordandovi di scrivere la vostra mail entro l'8 luglio!

Bye,
Becky

Recensione: L'inverno si era sbagliato

di Louisa Young

Prezzo di copertina: € 18,60
Formato: Rilegato
Editore: Garzanti Libri
Data di uscita: 26/05/2011
Lingua: Italiano
Titolo originale: My Dear I Wanted to Tell You
Lingua originale: Inglese
Pagine: 352
Traduttore: R. Scarabelli
Generi: Romanzi e Letterature, Romanzo storico

Tre donne coraggiose e determinate.
Perché il buio non spegne ogni cuore.
Perché la guerra non uccide la speranza.

Inghilterra, 1915. Come ogni mattina, Julia compie i rituali dell'attesa: lucida la casa alla perfezione, indossa l'abito più elegante che possiede e si acconcia i capelli, accorda il violoncello e poi si siede alla finestra. E aspetta.
Aspetta che la promessa venga mantenuta, che suo marito Peter torni dal fronte.
Anche Nadine aspetta, ripensando come ogni giorno a quell'amore tenero e spensierato sbocciato a Londra, sotto la neve d'inverno.
Quello che nutre per Riley è un amore impossibile, contrastato aspramente dai genitori di Nadine. Ed è proprio per conquistarli che Riley è partito per il fronte, per quella guerra lampo che, dicevano tutti, sarebbe durata soltanto un inverno.
Ma l'inverno si era sbagliato.
Rose non ha tempo di aspettare.
Infermiera in prima linea nel conflitto, ha visto troppi uomini feriti nel corpo quanto nell'anima aspettare soltanto una cosa, la morte.
E c'è un filo sottile, fragile e capriccioso, fatto di messaggi dalla trincea, che Rose ha visto troppe volte spezzarsi.
Julia, Nadine e Rose sanno che quella maledetta guerra è una lunga attesa, ma unite dalla medesima determinazione e dall'imprevedibilità del destino scopriranno che quest'attesa può essere interrotta solo in un modo: con il coraggio dei loro cuori.

Louisa Young, londinese, discende da una famiglia di scrittori, scultori e poeti. Giornalista, scrive regolarmente per il «Guardian». Il suo primo romanzo Baby Love è stato candidato all'Orange Prize.

“Aspettò fuori, in Bayswater Road, davanti alla casa di sir James Barrie. Era dentro, nel bagliore del camino dietro le tende? Lui e i suoi ragazzi che non sarebbero mai diventati grandi? Un’immagine gli passò davanti: ragazzi che aveva visto e che non sarebbero mai diventati grandi, che volavano, cadevano sul filo spinato, a pezzi...”

La grande tragedia della Grande Guerra, la piaga che ha profondamente cambiato la storia mondiale di inizio ‘900, non è mai stata raccontata con così tanta grazia e delicatezza.
L’inverno si era sbagliato è un romanzo toccante, che arriva al cuore, e che umanizza una triste vicenda che spesso nei libri di storia viene presentata come mero elenco di battaglie vinte o perse.
In questi casi però non ci sono vincitori né vinti, ma solamente uomini, donne e bambini le cui vite sono straziate dal dolore e dalla perdita, ma che alla fine dei giochi riescono ancora ad avere speranza in una vita migliore.
Il titolo originale dell’opera è My dear, I wanted to tell you - carissima, volevo dirti..., frase iniziale di quelle cartoline pre-stampate che venivano offerte ai soldati, molti dei quali illetterati a quell’epoca, per poter mandare notizie a casa.
Ed è proprio una di queste lettere che Riley manda a Nadine, la sua amata, che ha abbandonato per partire per la guerra, con la volontà di dimenticarla per via della differenza di classe, ma allo stesso tempo per provare di essere uomo degno di lei.
Tanto sarebbe stato una guerra breve, che non sarebbe durata più di un inverno. Ma l’inverno si era sbagliato, perché tanti inglesi come Riley vennero spediti al fronte nelle Fiandre, a combattere in quelle “terre sommerse” che sarebbero stato il luogo del non ritorno per molti di loro.
In queste trincee soffocanti e senza speranza si trova anche il capitano Peter Locke, ben presto buon amico di Riley, anche lui con una persona amata a casa, la sua neo - sposa Julia. Quest’ultima è ben diversa dalla combattiva Nadine, che si è arruolata come infermiera volontaria in un ospedale, curando tutti i giovani soldati come se fossero Riley. Infatti Julia è una donna fragile, ossessionata in modo morboso dalla sua bellezza, e dalla volontà di farsi trovare bella e perfetta dal suo uomo al momento del suo ritorno.
Ma la guerra sembra non finire mai, e continua a lasciare dietro di sé uno strascico di morte e feriti gravi; ed è proprio di questi ultimi che si occupa Rose, una giovane donna il cui compito è quello di accudire i soldati menomati che vengono sottoposti alle prime operazioni chirurgiche dei tempi nell’ospedale di Sidcup.
Tra questi Rose trova Riley, al quale un’esplosione non ha deturpato solo la bellezza acerba, ma ha tolto anche la voglia di vivere.
Solo il tempo, il coraggio e la speranza e riusciranno a vincere la sua repulsione per se stesso e a convincerlo dell’amore sincero di Nadine, capace di superare con esso il trauma del suo volto sfigurato.
Finale più amaro per la coppia Peter – Julia: il capitano Locke è quello che è stato più profondamente segnato dalla guerra, un uomo che cerca nell’alcol un momento di pace dai ricordi troppo penosi dei suoi soldati morti, mentre Julia, sottopostasi a molteplici operazioni chirurgiche, finirà, ironia della sorte, per rimanere lei stessa deturpata.
Un romanzo veramente struggente e potente nel racconto delle emozioni, senza mai cadere nel patetico; l’autrice ci ha saputo donare un quadro della guerra molto dettagliato, dalle trincee, agli ospedali, dalle associazioni di volontari alla vita delle persone che rimangono, e che spesso non riescono a comprendere chi ha vissuto un sulla propria pelle l’incubo inimmaginabile della guerra.
La bravura dell’autrice sta nell’aver saputo intrecciare le storie di Rose, Julia e Nadine, tre donne dalle personalità contrastanti, in un'unica grande storia in cui l’importanza della solidarietà, priva di ogni tipo di compassione, è cruciale.

Durata della lettura: 10 giorni
Bevanda consigliata: tè al bergamotto
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Voto: 8 e mezzo

Recensione: Dream

di Dorotea De Spirito

Prezzo di copertina: € 17,00
Pagine: 280
Lingua: Italiano
Titolo originale: Dream
Lingua originale: Italiano
Editore: Mondadori
Generi: young adult, urban fantasy, romance

È possibile innamorarsi di un ragazzo conosciuto in sogno? Esperia pensa di sì, perché sta succedendo proprio a lei.
Diciotto anni, una vita normale tra la scuola e gli amici e, improvvisamente, il colpo di fulmine. Lui si chiama William Holden, l'ha incontrato in un suo sogno e da allora non riesce più a toglierselo dalla testa. Un amore davvero impossibile, perché nella vita reale William è una pop star londinese: come dire, quanto di più lontano dalla vita di Esperia. E il loro amore svanisce con l'alba, ogni mattina.

Sai quel luogo? quello tra il sonno e la veglia, in cui ricordi ancora cosa stavi sognando. Quello è il posto dove ti aspetterò e ti amerò per sempre.
James Matthew Barrie, Peter Pan

Soffice e leggero come una nuvola evanescente questo libro racconta una storia d'amore impalpabile fatta di sogni e di stelle. Esperia è all'ultimo anno delle superiori e sta per affrontare l'esame di maturità, è una ragazza studiosa che ama sognare ed è proprio in uno dei suoi sogni che incontrerà l'amore. Un amore che sembra talmente reale da aver un nome e un cognome: William Holden, un famoso cantante britannico. Ma come si può sognare e vivere delle emozioni reali che rimangono come segni indelebili sulla pelle e nel cuore? Esperia non sa darsi una risposta, continua a ripetersi che sono solo sogni. Ma non tutto è così come sembra. Dorotea racconta una storia dolce e romantica, che richiama miti immortali come Ovidio ed Euridice, con uno stile giovane e fresco. Un libro che sembra davvero un sogno e che sa parlare direttamente al cuore delle più romantiche, perchè i sogni alle volte diventano realtà. Una favola moderna con un pizzico di magia e di musica pop.

Durata della lettura: una notte
Bevanda consigliata: Coca-Cola
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Voto: 7
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