mercoledì 29 gennaio 2020

Recensione: Da oggi voglio essere felice.


Da oggi voglio essere felice
di Valeria Benatti


Editore: Giunti Editore
Prezzo Cartaceo: € 16,00
Pagine: 240



  Quando Nino arriva in comunità ha lo sguardo smarrito di un bambino di cinque anni che non capisce perché quella mattina, all’asilo, sia stato prelevato da un gruppo di sconosciuti invece che dalla sua mamma. Quella mamma che arriva sempre tardi, è spesso nervosa e lo fa vivere in un’enorme casa occupata piena di gente strana come lei. Però è l’unica mamma che Nino abbia mai conosciuto e non può certo lasciarla sola: Gianna ha bisogno di lui. Ma a poco a poco, la vita serena in comunità insieme agli altri bambini, la dolcezza degli educatori e dei volontari, la sicurezza della routine gli fanno temere il momento in cui dovrà rivederla. Lo riconoscerà, adesso che è così pulito, ben vestito e pettinato? Sarà arrabbiata con lui per essere stata abbandonata? Comincerà a urlargli contro come al solito? Il senso di colpa e l’ansia crescono ancora quando Nino scopre che c’è una famiglia che vorrebbe accogliere proprio lui: una mamma, un papà, una sorellina e perfino un cane, che vivono in una bella casa e fanno le vacanze in camper. Davvero può fare questo a Gianna, lasciandola sola al suo destino? Un romanzo struggente e delicato sul tema dei bambini in affido: un mondo così vicino a noi, di cui sappiamo così poco.



Fin dalle prime pagine, ho letteralmente adorato questo romanzo, la storia di Nino e della sua mamma “sgangherata”. Gianna la mamma di Nino, infatti, aveva messo al mondo il piccolo in giovane età. Era una ragazzina che viveva alla giornata, il suo passato l’aveva cancellato ben bene, il suo futuro non lo vedeva, pensava solo a come sopravvivere ancora un po’, senza chiedere di più. La ragazza viveva in una casa occupata, e solo la presenza di Nino, la riportava quotidianamente alla dura realtà. Proprio per tale motivo, lei considerava il bimbo, alla pari di una condanna e un’intrusione fastidiosa. Nino è invece un mucchietto d’ossa, un bimbo che ne ha viste di tutti i colori (nonostante la giovane età). Mi ha fatto tenerezza la sua descrizione iniziale, il fatto che il piccolo attenda con ansia (a differenza dei soliti bimbi), il momento di andare all’asilo, per prendersi una pausa da tutto. Chi mai vorrebbe soffrire nella vita? Mica si può scegliere la sofferenza, Nino lo sa bene. Lui di certo avrebbe preferito nascere felice. L’esistenza di Nino e della madre Gianna, sta per subire una vera svolta: riuscirà la nocciolina magica del piccolo (unico regalo del padre) a salvarlo? Nonostante le paure iniziali pur tuttavia, la vita in comunità per Nino, potrebbe essere il primo capitolo di una nuova esistenza, quella da vero bambino, quella che non ha ancora mai avuto. Questo romanzo mi ha emozionato, e commossa a ogni singola pagina. L’autrice è stata in grado di scrivere un’opera letteraria di grande impatto, coinvolgente, vicinissima a un reportage su ciò che succede in una comunità residenziale per bambini allontanati dalla famiglia, perché inadeguata. Ci sono purtroppo nella nostra società, famiglie che non riescono a garantire la protezione e il processo di crescita naturale dei figli. Questo romanzo è un racconto toccante sul tema dell’infanzia abusata che illumina con forza un tema da pochi conosciuto: quello dei bambini smarriti. Toccante e davvero unico.


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Cioccolata calda miele e vaniglia
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Sito dell'autore: Valeria Benatti





      "Un romanzo struggente e delicato sul tema dei bambini in affido: 
un mondo così vicino a noi, di cui sappiamo così poco"



Si ringrazia molto la casa editrice Giunti per la copia  omaggio.                            

Recensione: La giusta distanza



La giusta distanza
di Sara Rattaro

Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo Cartaceo: € 16,90
Pagine: 256


L'aereo è al completo: una fitta trama di storie e destini casualmente uniti e allineati. Tra loro c'è un uomo che ha preso quel volo per mettere distanza tra se stesso e la sua vita: forse per fuggire, forse per capire. All'improvviso, il segnale di allacciare le cinture, un tremore che scuote tutto l'aereo, e la sensazione tangibile di precipitare. Mentre il panico prende voce e corpo tra i passeggeri, quell'uomo vorrebbe aggrapparsi con tutte le sue forze proprio alla vita che, fino a un istante prima, sentiva ormai lontana. D'istinto, cerca la mano della donna seduta lì accanto, anche lei chiusa nella sua paura. Una stretta che si fa conforto, un abbraccio che diventerà passione quando, scongiurata la fine, i due compagni di viaggio decideranno di annullare ogni distanza tra loro e condividere la notte. In attesa del mattino, di un nuovo imbarco, di una direzione da prendere e della vita che sarà ancora lì ad attenderli. Ma che potrebbe non essere più la stessa di prima. Perché a volte basta un attimo per dare nuovo senso al passato e nuova forma al futuro. Sara Rattaro torna a disegnare le imprevedibili traiettorie dell'esistenza, tra destini che invertono la rotta e coincidenze mancate per un soffio, distacchi che dilatano l'assenza e distanze che misurano il peso di un amore. Un romanzo coinvolgente che percorre le stagioni di una relazione, accendendo una luce su quella fase delicata e paziente in cui un sentimento trova la sua cura e riscopre la sua essenza, perché «la bellezza di un amore non è né all'inizio né alla fine, è nel mentre.».


Ho approcciato questa lettura con curiosità e voglia di scoprire meglio questa autrice di cui sento sempre tanto parlare per la sua bravura ma che non conosco davvero bene. La prima parola che mi viene in mente per descrivere questo titolo è "intenso". Dalla prima pagina l'autrice ci confida il suo legame profondo a questo scritto dopo aver vissuto la fine del suo matrimonio. La sua storia ce la fa rivivere attraverso le vite di Aurora e Luca, che si incontrano in un momento difficile soprattutto per lei che sta vivendo la malattia della madre alla quale è estremamente legata. I due si innamorano in modo assolutamente naturale e spontaneo, la loro relazione nasce come tante e forse come tante nasconde diversi scontri ed incontri che non si riescono mai a prevedere in tempo. Il loro amore subisce forti scossoni e mi piace la scelta del titolo che si ricollega al significato intrinseco del libro, la giusta distanza in amore, quell'equilibrio perfetto che tiene legate due anime. Come un filo la sua lunghezza varia in base alle scelte che facciamo nella vita, a volte sembra cortissimo, altre si allontana così tanto che sembra spezzarsi. La penna della Rattaro ci fa entrare nella pelle dei protagonisti, quella stretta al cuore, quelle lacrime che scorrono senza rendersene conto, sono tutte emozioni che abbiamo provato e che riusciamo a capire perfettamente. In amore non c'è nulla di scontato, il cuore non si ferma mai e mantenere un equilibrio che ci fa stare bene e ci fa sentire in pace non è facile.
Una storia contemporanea, descritta in maniera fine e diretta e sapientemente organizzata temporalmente, ci disorienta e ci sorprende nel finale, forse proprio come fa l'amore che è una danza che ci inebria così tanto da lasciarci confusi. Complimenti all'autrice per essersi messa in gioco e per averci regalato una lettura che scuote e fa riflettere, non è semplice descrivere così a fondo le sfumature più scure dell'amore, quelle che spesso mettiamo da parte e che rimangono comunque vive ed indelebili.


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata:  Tè al mirtillo rosso
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Sito dell'autrice: Sara Rattaro





      "Due punti distanti possono essere anche molto vicini.”



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 28 gennaio 2020

Recensione: Sweet Artisan Stories






Sweet Artisan Stories
di Romina Coppola

Editore: Eifis Editore
Prezzo Cartaceo: € 30,00
Pagine: 368

Un libro di racconti dietro ad uno scatto, un libro di cucina che mette in risalto quella parte che non viene mai narrata: le mani, il cuore e i pensieri di chi realizza la ricetta. Un libro di ricette dolci, dolci raccontati, dolci casalinghi, dolci che fanno parte della vita quotidiana, dolci immortalati in scatti che rappresentano pienamente l’essenza romantica e culinaria dell’autrice. Vi siete mai chiesti come nasce un dolce?
Nasce da un’emozione, da uno stato d’animo. Nasce nel momento in cui lo si è immaginato. Nasce in quella sensazione di tristezza, nasce nel bisogno di conforto. E vive per un attimo nella sua bellezza, ed è in quel momento che avviene lo scatto. Ogni scatto serve a imprimere ciò che nel tempo non dura. Rimane il ricordo attraverso una fotografia, in bocca l’aroma e qualche parole da leggere.



Che meraviglia ritrovare Romina Coppola! Mi piace sempre seguirla attraverso i suoi libri e questo l'ho trovato il più generoso di tutti sia per le ricette che per il cuore che l'autrice ci lascia nelle mani. Non ci troviamo di fronte ad un semplice ricettario di dolci vegani, questo lo definirei più un diario personale, ricco di ricordi, foto sbiadite e sapori che sono diventati iconici di momenti particolari della vita dell'autrice. Entriamo in punta di piedi nella cucina della Coppola dove tutto è naturale e ci si sente subito a casa, una sensazione che ho ritrovato spesso nei suoi libri, la sua penna riesce ad arrivare con dolcezza e avvolgere completamente il lettore rilasciando quella sensazione confortevole di tepore. Attraverso i suoi dolci ho imparato a conoscere il percorso che l'ha vista maturare nella sua carriera e nella realizzazione delle sue delizie. L'empatia con le sue parole è davvero semplice e la dedizione trasuda ad ogni piccola memoria lasciata prima della descrizione della ricetta. Vi avviso che vi verrà voglia di rifare ogni dolce contenuto in questo libro, le immagini che lo arricchiscono, realizzate sempre dall'autrice, sono calde e invitanti. L'edizione è di classe e come sempre molto curata, un libro davvero ricco di ricette e ricco di passione che l'autrice lascia in ogni parola, in ogni immagine e in ogni gusto che ci fa sperimentare con i suoi piatti.


Durata totale della lettura: Da consultazione
Bevanda consigliata: Caffè al caramello
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 19 anni
Sito dell'autrice: Romina Coppola

Recensione: Il resto è un rumore lontano


Il resto è un rumore lontano

di Serena Lo Presti

Editore: Bookabook
Prezzo Cartaceo: € 15
Pagine: 372



Cameriera presso la caffetteria di suo padre, che ha abbandonato lei e sua madre senza un motivo apparente, Samantha vorrebbe solo essere libera di fare le proprie scelte e di vivere la vita come desidera. Invece è bloccata lì per un errore non suo.
Non sa, però, che la tanto odiata caffetteria le porterà l’amore: quello vero, ma anche impossibile. Così tenterà in tutti i modi di superare le avversità che le si presenteranno davanti. Ma riuscirà a oltrepassare le barriere che lei stessa ha eretto per non soffrire?



Samantha è una ragazzina giovane con pochissima esperienza a livello sentimentale, la sua vita si divide tra la scuola e le amiche di sempre con cui va a ballare e si diverte. 
Nel suo gruppo di amici c'è anche Simone, il ragazzo che le interessa che però non ricambia anche se rimarranno molto legati per sempre. Sam ha un solo problema, suo padre ha il problema del gioco. Ha cercato di smettere ma non ci è riuscito, ogni volta svuota le casse del suo bar e prende tutti i risparmi della famiglia e se li gioca. L'unico modo di sopravvivere per la famiglia è per Sam di lasciare la scuola e gestire il bar che odia con tutto il cuore, d'altronde sua madre continua a riaccettare il padre ogni volta, nonostante tutti gli sbagli anche quando scopre che si droga.

È proprio nel bar che Sam conosce Scott, un adone bellissimo dagli occhi blu che le fa perdere completamente la testa. Come tante volte, lei non si rende conto di chi ha davanti, tutti gli indizi che dovrebbero farle capire che questa persona potrebbe portare solo guai, chiaramente sono coperti dall'infatuazione che ha per il ragazzo.
Nonostante sia già passata attraverso le bugie e i sotterfugi del padre, non riesce a vedere che sta distanziando anche i suoi migliori amici per poter stare più tempo possibile con lui.
Lui che è fidanzato ma allo stesso tempo estremamente geloso e possessivo.
Un romanzo sulle stupidaggini che facciamo quando siamo giovani e innamorate, soprattutto per la prima volta. Allo stesso tempo però sull'amicizia e il rischio di perderla per le decisioni sbagliate.


Un romanzo leggero, giovane e senza troppe pretese, si ha l'impressione di essere a tavola con un'amica che ci racconta dei suoi fatti e che non possiamo far altro che ritenere giovane e inesperta, insomma non ci sta proprio estremamente simpatica ma siamo state tutte un po' sciocche la prima volta che ci siamo innamorate no? 

Uno spaccato di vita vera, non solo un pezzetto di storia di Samantha, ma la storia completa della sua vita amorosa, dalla prima infatuazione all'abito bianco per questa ragazza che ha una grande forza di rialzarsi sempre.

Durata totale della lettura: 5 giorni
Bevanda consigliata: Caffè latte al caramello
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 15 anni 




      "Ma chi voglio prendere in giro, la mia felicità è divisa a metà tra ciò che voglio e ciò che ho. Non riesco a spiegarlo nemmeno a parole."




Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 27 gennaio 2020

Review Party: Il giorno speciale di Max







Il giorno speciale di Max
di Sophie Adriansen
Illustrazioni di Ilaria Zanellato


Editore: DeAgostini
Prezzo cartaceo: € 10,90
Prezzo E-Book: € 6,99
Pagine:  1268 
Genere:  libri per bambini e ragazzi, olocausto

Max non ha mai avuto un animale domestico e adesso che c’è Auguste non si stancherebbe mai di guardarlo mentre nuota felice nella sua boccia. Ma il mondo attorno a loro sta cambiando. Ora bisogna andare in giro con una stella d’oro sul petto. Si parla di “discriminazione” e “rastrellamento”, ma nessuno spiega a Max che cosa vogliano dire queste parole. Fino a che un giorno a casa Geiger, la casa di Max e Auguste, non arrivano i tedeschi. È il 16 luglio 1942. E la famiglia Geiger deve fare le valigie. Max non sa per dove, sa solo che il pesciolino Auguste non potrà seguirlo. Forse un giorno riuscirà a tornare da lui? Un romanzo toccante, crudo, sincero. Un bestseller che ha commosso la Francia e vinto alcuni tra i più prestigiosi premi francesi dedicati alla letteratura per ragazzi.     


Eccoci oggi con un Review Party davvero speciale!
In occasione della giornata della memoria, vogliamo parlarvi di un libro davvero straordinario che parla di un argomento davvero, davvero difficile da spiegare ai bambini.
Uno dei momenti più bui della nostra storia. L’Olocausto, la Seconda Guerra Mondiale, lo sterminio del popolo ebreo e di tutti coloro che contestavano la dittatura nazi-fascista. In questi tempi difficili (soprattutto in Italia), trovo che non si debba smettere MAI di spiegare ai nostri bambini, ai nostri fanciulli, quello che è successo e che NON deve ripetersi!

 Max avrà presto otto anni ed è felice.
Felicissimo perché potrà mettere un secondo pesce nella sua sboccia, glielo hanno promesso i suoi genitori, e perché sua sorella gli offrirà una cornice fatta in pasta di sale.
 Ma fuori c'è la guerra.
 E recentemente Max deve indossare una stella sui suoi vestiti. All'inizio pensava che fosse carina, una stella, ma quando i suoi compagni di classe cominciano ad evitarlo e a dire che puzza come una stella marina", si è dovuto ricredere.
 E quando la polizia francese è venuta a prenderli, lui e la sua famiglia si sono chiesti cosa stesse succedendo. proprio la notte prima del suo compleanno, poi…

Mi è piaciuto questo testo per il suo particolare punto di vista. Quella di un bambino che osserva eventi abominevoli e cerca di darsi una spiegazione (una spiegazione da bambino), che cerca di farsi forza con commovente e naturale ingenuità, senza alcun senno di poi, senza capire nulla. 
Chiaramente, la forza e l'originalità di questo breve romanzo sta nel fatto che affronta un tragico episodio della seconda guerra mondiale attraverso gli occhi di un bambino di sette/otto anni.
Con un finale, giusto, così tristemente realistico.

 Un testo a misura di bambino. Non c'è bisogno di drammatizzare troppo, di sconvolgere con trucidi racconti… quello che il testo suggerisce lascia molto più il segno e tocca nel profondo.
Soprattutto se si è adulti e si sa cosa si è consumato durante il secondo conflitto mondiale.
Per i bambini, invece, trovo che sia davvero indicato.
Tutti i bambini possono capire l’ingiustizia della stella da appuntare sui vestiti; tutti i bambini possono capire che c’è qualcosa che non va, senza sconvolgersi; tutti i bambini possono interrogarsi e chiedere spiegazioni ai propri genitori.
E noi abbiamo IL DOVERE di rispondere loro, di spiegare cosa è successo.
 Perché possano imparare che non c’è religione, non c’è colore della pelle, non c’è estrazione sociale che possa giustificare atrocità del genere.
Per far passare questo messaggio: dobbiamo aspirare ad essere degli uomini e delle donne senza odio, senza differenze, senza violenza.

Mi sono piaciute le ultime pagine con qualche nozione storica (a misura di bambino) per capire cos’è successo in quegli anni.

Le illustrazioni di Ilaria Zanellato si fondono perfettamente con il testo della Adriansen. Delicate nonostante il tratto in bianco e nero che ricordano il passato senza troppo spaventare. Illustrazioni che evocano sogni e speranza ed altre che ci fanno vivere la dura realtà.

Un libro ideale per introdurre i bambini a questa tragedia…


Tempo di lettura: Qualche ora
Bevanda consigliata: The all’Arancia amara
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 9 anni
Sito dell'illustratore: https://www.ilariazanellato.it
 






"E quando i grandi hanno paura, è come avere addosso una coperta tutta bucherellata, da cui passa la luce: non ti senti per niente protetto." 



Non dimenticatevi di seguire il nostro Review Party sugli altri Blog:












Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio!

venerdì 24 gennaio 2020

5 cose che


 Eccoci tornati ad una nuova puntata di questa bellissima rubrica ideata sempre 
dal blog Twins Book Lovers!


In questa rubrica i temi affrontati saranno molto vari, riguarderanno sempre il mondo dei libri, ma anche film, attori, serie tv…insomma…tutte cose che, da amanti dei libri, non potrete che approvare! Quindi, è con immenso piacere che vi auguro una buona pausa con il tema di oggi, anche se in realtà sono molti di più ecco i

5 libri di autori con cui vorrei prendere un caffè.





1. Alicia Giménez Bartlett - Mio caro Serial killer - Sellerio
Quanto mi piacerebbe sedermi in un bar a Barcellona di fronte ad Alicia Giménez Bartlett e parlare con lei degli argomenti che tratta nei suoi libri. Sì, perché non sono solo gialli, noir, diciamo che quello è il trattamento, il contenuto è sempre molto più profondo. Infatti Alicia sceglie tematiche  molto forti per le sue opere e questo perché ha molto a cuore questioni riguardanti le discriminazioni legate alla sessualità e/o al genere, i pregiudizi sociali causa di emarginazione e che non permettono di vivere una vita secondo le proprie scelte. Morte, follia, solitudine in storie noir che raccontano la Spagna di oggi. La protagonista è la nostra Petra Delicado, l'ispettrice con più carattere e intelligenza del romanzo giallo contemporaneo. Naturalmente accompagnata dal suo spassoso partner Fermin Garzon. Il rapporto tra i due è già di per sé qualcosa che ti porta a leggere i suoi libri senza fermarti mai. Dialoghi e approfondimenti visti da punti di vista molto diversi tra loro. 




2. NICK HORNBY - Sono tutte storie - Guanda
Nick Hornby è stato definito uno (se non il) dei migliori autori della sua generazione. E condivido pienamente. Ha una maestria nella scrittura che è in grado di affrontare i temi più diversi con parole che graffiano, ti fanno sorridere, ti colpiscono, ti entrano dentro l'anima. In questo e in altri libri da lui pubblicati ci accompagna attraverso le sue avventure di lettore e, vi assicuro, che più di una volta, grazie alla sua presentazione, ho scoperto libri e scrittori dei quali non avevo sentito parlare prima e di cui mi sono innamorata. Pensate, un caffè (o un te o una birra, quello che preferisce) insieme e la possibilità di parlare con lui non solo dei suoi libri, ma della sua vita, delle sue letture. Sarebbe semplicemente meraviglioso. 




3. FRED VARGAS - Parti in fretta e non tornare - Einaudi
Fred Vargas è una figura misteriosa. Il nome con cui firma i suoi libri infatti è uno pseudonimo. Figlia di una chimica e di uno scrittore surrealista, è ricercatrice di archeozoologia presso il Centro Nazionale francese per le Ricerche Scientifiche (CNRS) ed è specializzata in medievalistica. Ed è una scrittrice bravissima. I primi libri che ho letto avevano come protagonisti i "tre evangelisti", tre personaggi strambi, molto diversi tra loro che pur facendo tutt'altro nella vita, diventano dei bravissimi investigatori. Poi è entrato in scena anche Adamsberg, cui segue una serie di libri dai quali è stata tratta anche una mini-serie tv. Fred Vargas scrive ogni suo romanzo in ventuno giorni, durante il periodo di vacanza che si concede ogni anno. Rivede poi il testo per tre o quattro mesi, con il suo editor privilegiato: la sorella Jo. Penso che passare qualche ora con lei sarebbe davvero interessante, gli argomenti di cui si potrebbe parlare sono infiniti, data la sua preparazione, dall'attualità ad, appunto, il Medioevo.


4. DANIEL PENNAC - Grazie - Feltrinelli
Adoro Daniel Pennac e credo di avere letto ogni suo libro. "Grazie" è un omaggio dell'autore ai suoi lettori, è un'opera teatrale, un bell'inchino simbolico che lo introduce disegnando la figura nevrotica, contorta, esilarante di uomo confuso. Troppo divertente. Non so se vi è mai capitato di vedere la sua intervista sulla scuola, sull'insegnamento che la scuola dovrebbe dare ai ragazzi. È molto bello. Pennac è una persona molto colta, empatica, è un insegnante ancora prima di essere uno scrittore. Bere un caffè con lui sarebbe come chiacchierare con Malaussene, passando per l'insegnante di letteratura che avresti sempre voluto avere a scuola e un fratello grande, saggio, divertente e ironico che ti fa ridere grazie al suo acume.



5. MICHAEL DOBBS - House of cards - Fazi
Che dire? Mi piacerebbe tantissimo incontrare questo autore che è stato l'incredibile creatore di questa serie di libri dal successo mondiale. Ho letto anche i suoi libri successivi e devo dire che trova sempre il modo di farti entrare nelle dinamiche del governo inglese e chissà che cosa potrebbe mai raccontare davanti a una buona tazza di te (sì, perché da perfetto gentleman credo lo preferisca al mio caffè macchiato con cannella!)





Recensione: I bambini di Svevia


I bambini di Svevia
di Romina Casagrande

Editore: Garzanti
Prezzo Cartaceo: € 8,60
Pagine: 400



Protetta dalle mura di una casa nascosta dal rampicante, Edna aspetta un segno. Da sempre sogna il giorno in cui potrà mantenere la parola data. L’unico a farle compagnia è Emil, un pappagallo dalle grandi ali blu. Non le è mai servito altro. Fino a quando una notizia la costringe a uscire dall’ombra e a mettersi in viaggio. È arrivato il momento di tener fede a una promessa a lungo disattesa. Una promessa che lega il suo destino a quello dell’amico Jacob, che non vede da quando erano bambini. Da quando, come migliaia di coetanei, furono costretti ad affrontare un terribile viaggio a piedi attraverso le montagne per raggiungere le fattorie dell’Alta Svevia ed essere venduti nei mercati del bestiame. Scappati dalla povertà, credevano di trovare prati verdi e tavole imbandite, e invece non ebbero che duro lavoro e un tozzo di pane. Li chiamavano «bambini di Svevia». In quel presente così infausto, Edna scoprì una luce: Jacob. 
La loro amicizia è viva nel suo cuore, così come i fantasmi di cui non ha mai parlato. Ma ora che ha ritrovato Jacob, è tempo di saldare il suo debito e di raccontare all’amico d’infanzia l’unica verità in grado di salvarli. Per riuscirci, Edna deve tornare dove tutto ha avuto inizio per capire se è possibile perdonarsi e ricominciare. Lungo antiche strade romane e sentieri dei pellegrini, ogni passo condurrà Edna a riscoprire la sorpresa della vita, ma al contempo la avvicinerà a un passato minaccioso. Perché anche la fiaba più bella nasconde una cupa, insidiosa verità.



Siate pronti per un viaggio di dolori e scoperte, di amore e ginocchia sbucciate.
Edna è una dolce vecchietta di cui anche le persone vicine sanno poco, non sembra vere un passato ma solo un pappagallo coloratissimo che ripete sempre la stessa frase. Anche Adele, la gentile signora che la aiuta con la spesa e le faccende, non la conosce davvero a fondo e pensa solo che sia pronta ad andare in una casa di riposo. Finché un giorno Edna e il pappagallo Emil spariscono e non si sa dove siano andati. Edna ha un passato difficile, da piccola era una dei bambini di Svevia, la sua famiglia ormai troppo povera per mantenerla, l'aveva lasciata nelle mani di padre Gianni che l'aveva portata a un mercato in cui i bambini venivano messi in fila e i contadini sceglievano in base alle esigenze delle loro fattorie. Un altro bambino la guarda, Jacob, lei non può sapere che lui è il suo destino. 
La vita alla fattoria è tremenda, i bambini vengono trattati come adulti, dormono tutti insieme, devono lavorare duro in qualunque condizione metereologica altrimenti subiranno le conseguenze tremende del contadino e la moglie. Le violenze subite peggiorano sempre, l'unico che sembra capire Edna è proprio Jacob che una sera ad una fiera acquista quello che crede essere un uccello del paradiso per loro, convinto che gli porterà fortuna.
Emil, che in realtà è un pappagallo, non sembra andare molto d'accordo con Edna ma sarà proprio lui a essere presente nei momenti peggiori della sua esperienza alla fattoria. E sarà proprio lui a essere con lei quando riuscirà a scappare. E Jacob? Che gli succede?
Edna rivedrà il suo nome 70 anni dopo su un giornale e sa che dovrà raggiungerlo, non nel modo più semplice ma seguendo la stessa cartina e strada che aveva percorso anni prima nella fuga, attraverso montagne e valli, nonostante l'età e il trasportino di Emil. Il viaggio sarà spettacolare, conoscerà una miriade di persone completamente diverse da lei e a volte anche diverse da tutto quello che conosce. Ognuno le insegnerà qualcosa e lei insegnerà qualcosa a loro. Riuscirà a rivedere Jacob? Questo lo lascio scoprire a voi.
Il romanzo è di una dolcezza infinita, anche quando racconta le peggiori atrocità, lo fa con una delicatezza innata. La storia raccontata, parte della storia alto atesina e italiana in generale, è poco conosciuta e sono molto contenta che la scrittrice abbia deciso di parlarne.
Non possiamo far altro che stare dalla parte di Edna e anche se il romanzo inizialmente sembra un po' lento, ad un certo punto non vediamo l'ora di riprendere il viaggio con lei, conoscere i personaggi divertentissimi e veri che viene a conoscere nel viaggio e capire cosa sia successo a Jacob e come andrà a finire la storia. 


Durata totale della lettura: 5 giorni
Bevanda consigliata: Caffè latte alla vaniglia
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 16 anni 




      "Conosceva il dolore che si prova a vedersi strappare via la cosa che si ama."




Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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