di Marina Zucchelli Editore: Elliot Prezzo Cartaceo: €16,00 Pagine: 96 Maggio parigino, durante la Prima guerra mondiale. Mitsou, giovane ballerina nei music hall di Montmartre, sta per salire sul palco quando la sua amica soprannominata Petite-Chose appare nel suo camerino, accompagnata da due giovani sottotenenti, uno in uniforme cachi e l’altro in blu, per chiederle la cortesia di farli nascondere nell’armadio. Mitsou acconsente ma si comporta in modo molto distaccato; il tenente Blue, rimasto affascinato dalla sua bellezza, prima di tornare al fronte le manda una lettera. Nasce così una corrispondenza tra i due. Nonostante gli errori di ortografia e le espressioni un po’ popolari, le lettere di Mitsou incantano il giovane, rivelandogli una grande purezza di cuore. Ogni lettera li avvicina e finiscono per dimenticare tutto ciò che li separa, fino al giorno in cui il tenente Blue arriva in licenza… In Mitsou, Colette attinse a piene mani dal suo passato di attrice dal contegno “scandaloso”, e diede vita a un delizioso romanzo breve che fu molto amato da Marcel Proust. |
Mitsou riprende la sua vita finché un giorno non le viene consegnato un dono in camerino: un portacipria e due flaconcini di cristallo, accompagnati da una lettera, scritta e firmata proprio dal tenente in blu. Questo è il momento esatto in cui si vede e si percepisce il cambiamento di Mitsou.
I due giovani iniziano una lunga relazione epistolare, lui è al fronte e non sa quando potrà essere di nuovo a Parigi. Passano i mesi e finalmente i due possono incontrarsi. Il tenente sembra un po' spaesato, più di Mitsou, la ricordava diversa, ma non più bella. È strano come le persone si lascino coinvolgere mentalmente, in questo caso da una serie di lettere, e come le prospettive possano cambiare facilmente quando si è faccia a faccia con la realtà. Il loro incontro sarà carico di tenerezza, ma non solo, i sentimenti che scaturiscono dal loro incontro sono molteplici.
Non avevo mai letto nulla di Colette e da questo romanzo breve si coglie il suo animo non convenzionale, quasi estraneo ai canoni dell'epoca. Una scrittura vivace, carica di sensualità. Vorrei dire troppo per l'epoca, e forse è così nel nostro immaginario, per quella che consideriamo un'epoca casta, ma lo era in apparenza, ed è proprio questo che fa Colette, mostra la realtà dei fatti, la realtà delle relazioni e della vita di quel periodo, è questo che la allontana dai canoni dell'inizio del Novecento.
Un romanzo breve che si legge tutto d'un fiato, ricco di discorsi diretti e di dialoghi epistolari caratterizzati da un linguaggio colmo di eleganza, gentilezza, tristezza e malinconia che riportano ad un'epoca ormai estremamente distante da noi.
Formato consigliato: Cartaceo





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