| Editore: Elliot Prezzo Cartaceo: € 20,00 Pagine: 336 Titolo originale: Famous last words Traduzione a cura di: Pierpaolo Marchetti, Andrea Marchetti Dopo anni di silenzio e di apparente pace, il sicario senza nome – protagonista dei romanzi precedenti Nessuno su questa terra e Il tempo delle belve – è costretto a tornare in azione per chiudere definitivamente i conti con il passato. Accanto a lui (e contro di lui) si muove Clara Fité, giornalista inquieta e idealista, decisa a tornare al lavoro con un’inchiesta su un oscuro caso di bambini scomparsi negli anni Novanta. Un’agenda rubata, piena di annotazioni criptiche, lega il destino di Clara a quello del sicario e scatena una spirale di violenza che coinvolgerà criminali, speculatori immobiliari, uomini politici e alti personaggi del clero. Tra Barcellona e un luogo emblematico chiamato “la Montagna”, passato e presente si intrecciano in una pericolosa situazione senza via di fuga. In questo capitolo finale della “Trilogia del sicario senza nome”, Víctor del Árbol firma un noir di grande impatto, dove nessuno è innocente e la verità ha sempre un prezzo. |
Victor del Árbol torna con alcuni protagonisti già apparsi in romanzi precedenti. Devo ammetterlo: io quei libri non li ho letti, e all’inizio temevo che questo potesse penalizzarmi. Invece no. La storia si segue benissimo anche senza conoscere ciò che è accaduto prima, e questo è uno degli aspetti che ho apprezzato di più: il romanzo riesce a stare in piedi da solo, coinvolgendo il lettore fin dalle prime pagine.
Al centro della narrazione c’è il Sicario, che racconta in prima persona. Non conosciamo il suo vero nome, ma capiamo subito che è un uomo spietato, pericoloso, abituato a muoversi nell’ombra e a non risparmiare nessuno. Eppure, proprio attraverso il suo racconto, emerge anche una parte più ambigua e tormentata, soprattutto nel legame con Clara Fité, la donna con cui ha vissuto una storia d’amore e passione. Forse l’unica capace di cambiarlo davvero.
Quando il Sicario torna nel loro rifugio in Puglia, scopre che Clara è sparita. Con lei è scomparsa anche la sua agenda, nascosta in un luogo che credeva sicuro. Clara non sa davvero cosa contenga: vi trova codici incomprensibili, appunti oscuri, qualcosa che intuisce essere importante e forse molto pericoloso. Forse l’ha presa per rabbia, forse per dispetto, forse senza capire fino in fondo in cosa si stia mettendo.
Da qui la trama si apre e si complica. Clara viene contattata da una cara amica, ex compagna di università e giornalista, che le chiede di occuparsi di un’inchiesta delicatissima: la scomparsa di due ragazzini avvenuta molti anni prima nella piccola comunità di Montaña. I due non sono mai stati ritrovati, né vivi né morti. Per quella vicenda era stato condannato Vera, il padre, che ha scontato la sua pena ed è ora tornato libero. Ma il caso, a distanza di tempo, sembra tutt’altro che chiuso.
A Montaña il passato non è mai davvero passato. Il ritorno di Vera e l’interesse di Clara riaccendono paure, sospetti e tensioni. Molti lo considerano ancora un uomo pericoloso, ma pian piano emerge che la condanna si basava più sulle testimonianze di persone influenti del paese che su prove concrete. Clara decide allora di chiedere aiuto a Soria, un poliziotto ormai in pensione, inizialmente riluttante ma poi sempre più coinvolto nell’indagine.
Quello che i due scoprono è molto più grande e inquietante di quanto immaginassero. La vicenda dei ragazzini scomparsi sembra intrecciarsi con interessi criminali, politici, ecclesiastici e personali. Ogni personaggio porta con sé una zona d’ombra, una ferita, un segreto. Ed è proprio questo, secondo me, uno dei punti di forza del romanzo: nessuno è davvero semplice, nessuno è completamente limpido, e tutti finiscono per avere un ruolo in un meccanismo narrativo costruito con grande abilità.
Mi è piaciuto molto il modo in cui Victor del Árbol intreccia le storie dei personaggi attraverso la voce del Sicario. È una voce dura, a tratti crudele, ma anche carica di malinconia e contraddizioni. Il suo rapporto con Clara resta uno degli elementi più intensi del libro: lui l’ha amata, forse la ama ancora, ma non è un uomo capace di ammetterlo facilmente, né di vivere l’amore in modo innocente.
Il finale mi ha davvero sorpresa. Quando si scopre chi tira le fila di tutto, il romanzo cambia prospettiva e molte cose assumono un senso diverso. Personalmente non me lo aspettavo, ed è una di quelle rivelazioni che rendono ancora più forte l’impressione lasciata dalla lettura.
È un romanzo psicologicamente intricato, cupo, pieno di segreti e personaggi memorabili. Si legge velocemente, ma non perché sia leggero: al contrario, è una storia densa, con temi forti e atmosfere tese. Eppure cattura, pagina dopo pagina. Io mi sono lasciata trascinare dalla trama e, soprattutto, dai suoi protagonisti, che si finiscono per amare — o almeno comprendere — ciascuno per un motivo diverso.
Una lettura intensa, coinvolgente e sorprendente, consigliata anche a chi, come me, non ha letto i romanzi precedenti.
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 17 anni





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