lunedì 27 aprile 2026

Recensione: Una Cenerentola in prima classe

 


Una Cenerentola in prima classe

di Rebecca Hope e Tatiana Ohnyeva 

Prezzo Cartaceo: €12,90
Pagine: 320
Titolo originale: First Class Cinderella
Traduzione a cura di: Valerio Copponi

L’esordio più atteso in Inghilterra.

Un bestseller annunciato.

Una storia d’amore sorprendente per chi ha amato Il Diavolo veste Prada.

Una ragazza determinata. Una Birkin rarissima. Un’unica missione: arrivare al Met Gala senza intoppi.

Iconico come Il Diavolo veste Prada, irriverente come Sex and the City


Ava Cunningham ha un problema. Anzi, diciamo pure una montagna di problemi, ma quello più urgente è questo: deve portare una borsa Birkin Himalayan Imperial da un milione di sterline fino al Met Gala. Intera. Senza graffi. Senza perderla. E possibilmente senza avere un esaurimento nervoso lungo il tragitto. Perché quando sei una personal shopper nel grande magazzino più esclusivo del mondo, Beaufort & Bond, il tuo lavoro non è solo scegliere vestiti. È salvare matrimoni spedendo ciambelle glassate in Oman su un jet privato, procurare rotoli di carta igienica monogrammati, vendere fucili a uomini discutibili e persino trovare una carrozzina in oro 24 carati con manici tempestati di zaffiri rosa. In pratica, sei una fata madrina. Peccato che Ava sia più Cenerentola: impeccabile all’apparenza, ma piena di debiti. La missione Birkin per lei potrebbe essere la svolta. Prima, però, deve affrontare un volo Londra-New York con la borsa più rara e desiderata al mondo senza che succeda nulla di catastrofico. Ora dopo ora, mentre l’aereo si avvicina a New York, la tensione sale sempre di più e Ava stringe la Birkin come fosse il suo unico scudo contro il caos. Non sa ancora che, proprio come una moderna Cenerentola, sta correndo verso il suo gran ballo. E forse, tra dogane, taxi e tappeti rossi, il suo principe azzurro non arriverà con una scarpetta di cristallo, ma con un sorriso sfrontato e un cappellino da baseball...


Una Cenerentola in Prima Classe di Rebecca Hope e Tatiana Ohnyeva è uno di quei romanzi che, dietro una trama apparentemente leggera, nasconde una riflessione più profonda su identità, riscatto e desiderio di appartenenza.

La storia si muove lungo il filo di una trasformazione non solo esteriore, ma soprattutto interiore che richiama volutamente l’immaginario della fiaba di Cenerentola, trasportandolo però in un contesto contemporaneo fatto di opportunità, ambizione e contrasti sociali. Il viaggio della protagonista non è semplicemente un’ascesa verso una realtà più privilegiata, ma un percorso più complesso, in cui ogni conquista porta con sé nuove domande.

Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è proprio il modo in cui le autrici lavorano sul tema dell’apparenza. Nulla è davvero come sembra, e ciò che inizialmente appare come un sogno realizzato si rivela gradualmente più sfaccettato. In questo senso, il libro invita a interrogarsi su cosa significhi davvero “arrivare” e su quanto il cambiamento possa incidere sulla propria autenticità.

Lo stile è scorrevole e accessibile, ma non superficiale, la narrazione riesce a mantenere un buon equilibrio tra leggerezza e introspezione. I dialoghi contribuiscono a rendere vivida la storia, mentre la costruzione dei personaggi punta più sull’immediatezza emotiva che sulla complessità psicologica, scelta che rende il libro particolarmente adatto a una lettura coinvolgente.

Se da un lato alcune dinamiche possono risultare familiari, soprattutto per chi conosce bene il genere, dall’altro il romanzo riesce comunque a distinguersi per il suo sguardo attento alle implicazioni più intime del cambiamento. Non è solo una storia di trasformazione, ma anche una riflessione sul prezzo che spesso questa comporta.

Una Cenerentola in Prima Classe è quindi una lettura consigliata a chi cerca una storia capace di intrattenere senza rinunciare a qualche spunto di riflessione, soprattutto per chi ama i racconti di crescita personale inseriti in contesti contemporanei e riconoscibili.


Durata  della lettura:  Sette giorni
Bevanda consigliata: Tè nero
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Consigliato a chi è piaciuto: Il diavolo veste Prada di Lauren Weisberger




   “Dietro ogni sogno realizzato si nasconde sempre un prezzo da pagare.” 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 22 aprile 2026

Guarda e scopri - Quante storie!

 


Guarda e scopri - Quante storie!
di Cristina Losantos

Titolo originale: Veig, veig! Quines històries!
Prezzo cartaceo: € 15
Traduzione: Silvia De Leo

Un robottino svolazza tra piramidi, castelli, navi e razzi: chi troverai oggi in questo mondo pieno di storie?

Preparati a perderti fra pagine brulicanti di dettagli con “Guarda e scopri – Quante storie!”, un volume che invita i piccoli lettori a esplorare il passato con occhi nuovi. In questa avventura seguiamo i protagonisti Teo, Lara e il buffo robottino X-4 mentre viaggiano attraverso epoche lontanissime. Il percorso parte dalle rive dorate del Nilo nell’Antico Egitto e prosegue tra i mercati animati del Medioevo, toccando le fantastiche invenzioni del Rinascimento e le navi sognanti dei grandi porti, fino a raggiungere le operose città industriali e i piedi di un razzo pronto a sfrecciare nello spazio.

Ogni scena di questo libro interattivo è gremita di personaggi da ritrovare, misteri da scovare e buffi anacronismi che scatenano la risata. Tra le pagine si nasconde chi scappa dietro una gallina, chi inciampa goffamente e persino una dispettosa Cappuccetto Rosso che spunta nel posto sbagliato. Lo stile dettagliato delle illustrazioni di Cristina Losantos richiama i migliori classici del genere “Cerca e Trova”, rendendo questo titolo perfetto per chi è cresciuto o ama i mondi brulicanti di Richard Scarry o Tony Wolf.

Mappa con gli occhi ogni epoca, segui le tracce dei protagonisti e lasciati sorprendere dalla ricchezza di ogni tavola illustrata. In questo libro ogni immagine è una porta segreta che mette in comunicazione la storia e la fantasia, offrendo uno strumento ideale per stimolare l’osservazione e l’immaginazione dei bambini. È un invito a fermarsi, guardare con attenzione e scoprire che ogni piccolo dettaglio può nascondere una grande storia.



Un nuovo splendido libro illustrato della collana Guarda e scopri disegnato da Cristina Losantos: i vostri bimbi lo adoreranno! 
Proprio come nei libri precedenti, in ogni doppia pagina si nascondono più di 100 personaggi, intrusi divertenti e situazioni buffe da scovare, che offrono tantissime ore di divertimento assicurato in famiglia. 
Come dettagliato nelle pagine iniziali del libro, i protagonisti di questo albo illustrato sono tre amici che compiono un viaggio fantastico nel tempo: Teo, Lara e il robottino X-4. Ogni doppia pagina del libro raffigura una scena ambientata in un periodo storico differente, che spazia dall'Antico Egitto sino al XX secolo, in cui divertirsi a trovare dei personaggi ricorrenti e scoprire tutte le diverse azioni compiute dai vari personaggi, del mondo umano come animale. 
Un libro che proprio perché privo di elementi testuali e composto unicamente da immagini si presta a un utilizzo versatile e sempre diverso: vi sorprenderà infatti quanto tempo i vostri bambini passeranno a sfogliare le pagine del libro, alla ricerca ogni volta di un nuovo dettaglio o un nuovo personaggio. Sì, perché in ogni doppia pagina succedono tantissime cose e l'ambientazione storica consente anche all'adulto che accompagna il bambino nella lettura di fare dei collegamenti con la storia, adattandoli all'età dei giovani lettori. 
E se non trovate qualche personaggio, mamme e papà non temete! Il pratico QR code disponibile all'inizio del libro vi fornirà una soluzione in una risposta alle mille domande dei vostri bimbi.
Un libro per giocare, allenarsi a osservare, arricchire il vocabolario e fermarsi godendosi un momento di lettura individuale o insieme ai propri familiari. 
Correte in libreria a scoprire Guarda e scopri - Quante storie! perché chi cerca...trova! 



Durata totale della lettura: non vi stuferete mai e potrete rileggerlo all'infinito!
Bevanda consigliata:  succo di pera
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: sin da piccolissimi, insieme ai genitori
Consigliato a chi ha apprezzato: Guarda e scopri – La città e gli altri libri illustrati di Cristina Losantos della stessa collana 








Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 21 aprile 2026

Review Tour: La prima donna che...

Benevnut* al Review Tour del nuovo romanzo di Manlio LoPresti che ci regala una sferzata di coraggio e tenacia come non mai! Non dimenticate di andare a leggere le recensioni di tutte le altre blogger!


  La prima donna che...

 di Manlio Lo Presti

 Editore: La Lepre Edizioni
 Prezzo: € 16
 Pagine: 216
 
  Il libro nasce da una serie di articoli che l’Autore ha scritto per il quotidiano l’Opinione su invito del direttore Arturo Diaconale. L’opera si fonda su due criteri: raccontare donne che, per prime nella storia, hanno ricoperto un determinato ruolo, oppure che sono riuscite in un’impresa mai compiuta da altre prima di loro. Si tratta di requisiti rigorosi e altamente elettivi, applicati a figure femminili provenienti da ogni contesto sociale e da qualunque epoca storica. A accomunarle sono l’intelligenza e una tenacia sostenuta da una profonda fiducia in se stesse. Tra le protagoniste di questo libro Eneduanna, figlia del re Sargon, che scrisse nel 2286 a.C. versi alla dea; la piratessa Ching Shi, che tenne testa con la sua flotta alle armate navali di francesi, inglesi, portoghesi e dell’imperatore giallo, sconfiggendoli in mare aperto; una “pericolosa” ragazza russa di nome Ludmilla Pavlichenko, la cecchina che uccise a freddo 309 soldati tedeschi durante la Seconda guerra mondiale; Edy Lamarr, attrice e insigne matematica. Un posto d’onore a Eva. Queste sono solo alcune delle 75 brevi biografie di questo libro.




Questo libro nasce da una rubrica dedicata alle donne, pubblicata nel 2021 sul quotidiano L’Opinione delle Libertà. A un certo punto l’autore ha deciso di raccogliere 76 di queste storie in un unico volume, mettendole una accanto all’altra. 

Le protagoniste, in fondo, hanno solo due cose in comune: essere donne e essere state le prime nel loro campo. Pioniere, innovatrici, spesso contro ogni aspettativa. 

Il taglio delle storie è volutamente essenziale. Niente retorica, niente frasi ad effetto: sono racconti brevi, asciutti, quasi una sequenza di fatti che ripercorrono i momenti chiave della vita di ciascuna. Ed è proprio questo che li rende così efficaci: vanno dritti al punto, senza abbellimenti inutili. 

Dentro c’è davvero di tutto. Ci sono donne arcinote, come Marie Curie — che pensavo di conoscere a memoria e invece mi ha sorpresa più di una volta — e molte altre totalmente sconosciute, almeno per me come il pallone d'oro (attuale) Ada Hegerberg e Virginia Tacci, la prima a correre il Palio di Siena. Ed è forse qui il bello: scoprire quante storie incredibili non vengono quasi mai raccontate. 

Quasi tutte, in un modo o nell’altro, hanno dovuto lottare contro uomini che non le volevano “invadere” certi spazi. Emblematico il caso di Rosina Ferrario, a cui il maggiore Carlo Piazza, primo pilota ad aver compiuto azioni aeree sulla Libia, disse che la preferiva “mamma piuttosto che aviatrice”. Una frase che fece infuriare le femministe dell’epoca… e anche me oggi, leggendo. 

Eppure nessuna di loro si è lasciata davvero fermare: quando le loro carriere si interrompono, spesso è per colpa delle guerre o degli eventi storici, non certo per mancanza di capacità o determinazione. Le mini biografie arrivano da ogni angolo del mondo e da contesti sociali molto diversi: si passa dallo Sri Lanka di Sirimavo Bandaranaike alla Germania di Aenne Burda, senza mai dare l’impressione di leggere storie tutte uguali. 

Ho letto diversi libri di questo tipo, che tendono a concentrarsi su poche figure raccontandone ogni dettaglio. Qui succede l’opposto: ogni storia dura poche pagine, racconta l’essenziale e basta. È come un assaggio, pensato apposta per farti venire voglia di andare a cercare altro, di approfondire la vita di quella donna che ti ha colpito di più. 

Se vi piacciono le storie di donne ostinate, coraggiose, che non si fermano davanti a un “non si può fare”, questo libro è davvero una bella scoperta.

Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Aranciata fresca
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni





"«A tal che a molti diede meraviglia e da credere qualcosa della Cuccagna, poiché le donne cominciano a fare, li esercizi degli uomini». 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 15 aprile 2026

Recensione: Il tempo delle viole

 

Il tempo delle viole
di Elena Commessatti

Prezzo Cartaceo: €12,90
Pagine: 320

Tre ragazze. Un fiume. Un legame che cambierà il loro destino.

AURORA Parla con le Agane e porta dentro di sé l’irruenza del Tagliamento, che le affida storie antiche.

BIANCA Ha il cuore popolato da re e regine e sembra una principessa in attesa: di un principe o forse di una risposta.

VIOLA È in cerca delle proprie radici ma il destino non sempre si sceglie, a volte si riconosce.

Insieme comprenderanno che le donne assomigliano alle viole: delicate ma non fragili, capaci di resistere all’inverno e di fiorire dove nessuno avrebbe creduto possibile.

FRIULI, 31 DICEMBRE 1888. Aurora ha undici anni e vive a Carpacco, un piccolo paese affacciato sul Tagliamento, il re dei fiumi alpini. Parla con le Agane, le fate delle acque, e sta a stretto contatto con le donne della filanda, tra i bozzoli dei bachi da seta e i sogni di un futuro diverso. A Udine, Bianca, quattordicenne raffinata e curiosa, assiste all’accensione delle prime luci elettriche della città, simbolo di un progresso che la affascina e la ispira. Poco distante, la coetanea Viola, orfana e ribelle, viene cresciuta nel palazzo Antivari Kechler, dove è a servizio la zia cuoca, e riceve le visite di un fantasma, una donna morta anni prima a Pola, che la aiuterà nei momenti di difficoltà. Le loro vite, così diverse, si intrecciano come i rami del Tagliamento in un’Italia che si affaccia al nuovo secolo tra modernità e tradizione, tra la fatica del lavoro e il desiderio di emancipazione. Insieme daranno vita a una società segreta femminile, le Viole di Udine, dedicata a proteggere e sostenere le donne in un’epoca in cui essere libere è un atto rivoluzionario. Il tempo delle viole è un romanzo corale e potente che racconta la crescita di tre protagoniste indimenticabili tra amore, arte, lavoro e sorellanza. Un affresco storico e poetico, attraversato dalla forza della natura, dalla luce della conoscenza e dalla voce delle donne che, unite, cambiano il mondo.


Il tempo delle viole è un romanzo che si muove con delicatezza tra memoria, identità e radici, costruendo una narrazione stratificata che affonda nelle pieghe del tempo e delle relazioni umane. Elena Commessatti dimostra una sensibilità narrativa capace di coniugare introspezione e tensione emotiva, senza mai cedere a facili sentimentalismi.

Il cuore del libro è il rapporto tra passato e presente, non come semplice alternanza temporale, ma come dialogo continuo, spesso irrisolto. Il tempo, più che uno sfondo, diventa materia viva, qualcosa che plasma i personaggi, li condiziona e, in certi casi, li imprigiona. Le “viole” del titolo evocano una dimensione simbolica di fragilità, memoria, di qualcosa che ritorna ciclicamente ma mai identico a sé stesso.

La scrittura è uno degli elementi più riusciti del romanzo. Lo stile della Commessatti è limpido ma denso, capace di evocare atmosfere. C’è una forte attenzione ai dettagli sensoriali, odori, colori, suoni, che contribuiscono a creare un senso di immersione quasi fisica.

Dal punto di vista tematico, il romanzo esplora questioni universali come l’eredità familiare, il peso delle scelte, il bisogno di comprendere le proprie origini per poter andare avanti. Tuttavia, lo fa evitando schemi prevedibili, preferendo una costruzione più sfumata e ambigua, che lascia spazio all’interpretazione del lettore.

I personaggi sono tratteggiati con grande attenzione psicologica. Non ci sono figure completamente definite o statiche, ciascuno porta con sé contraddizioni, zone d’ombra, silenzi. È proprio in questi non detti che il romanzo trova una delle sue forze maggiori, invitando chi legge a colmare i vuoti e a partecipare attivamente alla narrazione.

Un altro aspetto notevole è il ritmo non incalzante, ma equilibrato e contemplativo, questo può richiedere una lettura attenta e paziente, ma ripaga con una profondità emotiva rara. È un libro che resta, sedimenta, torna alla mente anche dopo averlo chiuso.

Ideale per chi cerca una lettura riflessiva, capace di interrogare il passato senza offrire risposte semplici, e di restituire la complessità dell’esperienza umana con autenticità.


Durata  della lettura:  Cinque giorni
Bevanda consigliata: Tisana ai frutti rossi
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Consigliato a chi è piaciuto: Nessuno si salva da solo di Margaret Mazzantini


 “Ciò che resta impresso nel cuore non è sempre la grandiosità degli eventi, ma la leggerezza delle sensazioni che scuotono l’anima.” 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 13 aprile 2026

Recensione: Tutta la morte davanti


Tutta la morte davanti
di Jeffery Deaver, Isabella Maldonado

Editore: Longanesi
Titolo Originale: Fatal Intrusion
Prezzo Cartaceo: € 22,00 
Prezzo E-book:  € 11,99 
Pagine: 448 
Traduzione a cura di: Federica Garlaschelli
  

Se il giorno più bello diventa l’ultimo…

Tra le colline dorate di Hollywood, un elegante ricevimento di nozze si trasforma in incubo quando uno degli sposi muore per un incidente. Le risate si spengono in pianti, i balli cedono il passo alla fuga, la gioia più grande si trasforma nell’orrore più puro. Sul luogo della tragedia sopraggiungono l’agente Carmen Sanchez e il suo collega Jake Heron, esperto di sicurezza digitale. Ciò che inizialmente appare come una crudele fatalità rivela presto una verità ben più inquietante: questo infatti è il terzo matrimonio che si conclude con la morte di uno degli sposi. E il filo rosso sangue che lega tra loro questi omicidi porta dritto a un serial killer spietato, ossessionato non solo dalla morte, ma dalla distruzione emotiva che ne deriva. Un artista del dolore che colpisce dove l’amore è più luminoso. Mentre Carmen e Jake cercano di scoprire la sua identità per poterlo fermare, il killer ha già scelto la prossima coppia perfetta da distruggere… ed è proprio la loro. In questa caccia mortale dove i ruoli si confondono e gli inseguiti diventano inseguitori, l’amore diventa l’arma più pericolosa di tutte. Perché il killer non vuole solo uccidere: vuole assistere alla sofferenza di chi resta, goderne e firmare con il dolore il suo più grande capolavoro.



Damon Garr è un artista, ma la sua vocazione non sono né la pittura né la scultura, bensì il dolore, quello causato dalla perdita della persona amata. Prende di mira i novelli sposi, proprio nel loro giorno più felice, il giorno delle loro nozze, li osserva durante la cerimonia e i festeggiamenti, aspetta con pazienza che tutti gli invitati abbiano lasciato la location per poi mettere in scena il suo tableau, è così che definisce le sue opere. Il suo modus operandi consiste nell’uccidere uno dei due consorti e a farlo sembrare un incidente, perché ciò che gli provoca davvero piacere non è uccidere, ma assistere al dolore straziante che contorce i volti delle persone vicine alla vittima. Un vero e proprio artista del dolore Damon sta studiando come mettere in scena il suo quarto tableau, quando Jake Heron e Carmen Sanchez scoprono gli omicidi e si mettono sulle sue tracce. Heron, esperto informatico e Sanchez, ex agente dell’FBI, sono attualmente partner all’interno del programma “I al quadrato”, nonché gli unici agenti di questo progetto pilota nato con lo scopo di seguire indagini di “minor interesse”, ovvero quelle che non arriverebbero mai all’attenzione di enti come CIA o FBI ma che minacciano comunque la sicurezza del paese. Damon non prende bene l’intromissione dei due investigatori nel proprio progetto, ma grazie a questo lui ha avuto occasione di osservarli e non ha potuto evitare di notare che tra i due c’è una complicità più profonda di quanto vogliano lasciar trapelare. Così nella mente del killer comincia a dipingersi la sua nuova opera, Heron riverso in una pozza di sangue mentre Sanchez ne piange disperata la morte. Tutta la morte davanti è un thriller pazzesco, ha uno stile ipnotico e carico di colpi di scena, cattura l’attenzione del lettore sin dalla prima pagina. L’identità dell’assassino viene svelata immediatamente ma questo non rende scontato il resto del racconto, al contrario instilla nel lettore la voglia di conoscerlo sempre più a fondo per scoprire cosa lo ha spinto a diventare un serial killer e perchè uccida proprio con quel determinato modus operandi. Inevitabile affezionarsi ai personaggi di Heron e Sanchez, lui supernerd, con la passione per i videogiochi e tutto ciò che contenga cip o circuiti e che si possa in qualche modo hackerare, lei donna atletica e dal carattere forte, dedita alla legge e molto poco incline all’evasione dalle regole.



Durata  della lettura:  6 giorni
Bevanda consigliata: The nero con una fetta di limone
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: L'ultimo colpo, Don Winslow



"«Poche persone invece erano come me. Fu allora che capii cos'era l'arte - dare voce a chi provava sentimenti profondi ma non sapeva esprimerli. E' questo il valore dell'arte [...]. 
Ci completa. Senza arte, le nostre vite sarebbero costellate di vuoti.»"

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 10 aprile 2026

Il mio corpo è la mia casa

 


Il mio corpo è la mia casa
Come i genitori possono aiutare i bambini a proteggere i loro confini corporei e a prevenire gli abusi

di Alberto Pellai

 Editore: Salani Editore
Prezzo cartaceo: € 14,90
Pagine: 192


Il corpo è la prima casa che abitiamo. Per i bambini è strumento di conoscenza, relazione, identità. Ma è anche un territorio che ha bisogno di parole giuste, di confini chiari, di adulti capaci di ascoltare e proteggere senza spaventare. Spesso, però, gli adulti stessi faticano a trovare queste parole: di fronte a temi come l’affettività, la sessualità e il rischio di abuso, troppo spesso scatta il meccanismo del silenzio, dettato da imbarazzo o dalla paura di turbare l’innocenza dei più piccoli. Questo libro nasce per rompere quel silenzio. Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, firma un testo fondamentale sulla prevenzione primaria degli abusi sui minori. Diviso in due parti – una teorica, che risponde ai dubbi degli adulti, e una pratica, ricca di attività, filastrocche e fiabe da condividere con i minori – Il mio corpo è la mia casa è molto più di un manuale. È un progetto educativo completo che coinvolge famiglia e scuola, offrendo una bussola sicura per navigare temi complessi come i confini corporei, emotivi e i rischi del mondo virtuale. Un’opera necessaria per restituire il diritto alla sicurezza e alla serenità di cui ogni bambino ha bisogno per crescere sano, consapevole di sé e, soprattutto, felice.

Ogni bambino merita di crescere sicuro e protetto. Un libro per rendere possibile questo diritto fondamentale.



Un saggio, una guida, un manuale di giochi da fare insieme ai propri figli. Tutto questo è l'ultimo libro di Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta e divulgatore scientifico seguito sui social da circa 300.000 genitori.
Il mio corpo è la mia casa non è infatti un testo da leggere una volta solta, bensì un prontuario da tenere in casa e utilizzare insieme ai propri bambini. Il libro affronta con semplicità e chiarezza un tema delicatissimo e troppo spesso taciuto nei contesti familiari e sociali: quello dell'abuso sui minori, nelle sue varie forme e sfaccettature. Un fenomeno purtroppo sempre esistito nel corso della storia nelle varie società, spesso sottovalutato e ancora oggi poco documentato, complice anche una scarsa informazione ed educazione preventiva all'interno delle scuole.
Nello specifico, il libro è diviso in due parti:
  • una prima, composta da 12 domande per conoscere meglio il fenomeno dell'abuso sessuale sull'infanzia, che spazia dalle possibili azioni di prevenzione da mettere in atto in famiglia e a scuola, sino all'identikit dell'abusante e alle varie esche spesso utilizzate per adescare bambini con fini abusanti;
  • una seconda, che presenta una carrellata di attività e strumenti per l'intervento educativo-preventivo, che include giochi, filastrocche e fiabe. Proprio questa sezione, a nostro avviso, è il vero tesoro da conservare di questo libro, e tenere a portata di mano per fare sì che le attività proposte vengano integrate nei momenti di gioco quotidiani in famiglia.
L'opera di Pellai è una rielaborazione di un testo precedentemente pubblicato dall'autore sullo stesso tema, ora aggiornato alla luce delle nuove tecnologie che permeano ormai anche la vita dei bambini e dei giovani. L'autore mette infatti in guardia contro i pericoli e i danni di un'eccessiva esposizione agli schermi e ai loro contenuti prima dei 16 anni, età in cui i giovani possiedono strumenti cognitivi adatti per gestire tali strumenti, di cui invece sono privi in età infantile. 
Una bussola per orientarsi nel tema complesso dei confini corporei ed emotivi e dei rischi del mondo virtuale.


Durata totale della lettura: quattro giorni
Bevanda consigliata:  succo di pera
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: sin da bambini, insieme ai genitori




"In conclusione, l'unica certezza che possiamo avere è che è impossibile identificare un abusante per come si presenta, mentre è più facile aiutare i bambini a identificare le situazioni a rischio e le modalità da mettere in atto per proteggersi, obiettivo a cui punta questa guida."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 9 aprile 2026

Recensione: I volti

  

I volti
di Tove Ditlevsen

Editore: Fazi
Prezzo Cartaceo: €17,00
Pagine: 144
Titolo originale: Ansigterne
Traduzione a cura di: Alessandro Storti
 

Nella Copenaghen di fine anni Sessanta, Lise Mundus è scrittrice di libri per ragazzi e madre di famiglia: due ruoli che fatica a conciliare. Ha avuto tre figli da mariti diversi, l’ultimo dei quali è Gert. Il loro non è un matrimonio felice: l’uomo vive il successo della moglie come un affronto personale, da tempo ha smesso di toccarla e non fa mistero di portare avanti ben due relazioni extraconiugali, con la collega Grete e con la donna di servizio Gitte. La crisi di coppia e le continue tensioni con i figli ricadono inevitabilmente sul lavoro di Lise, che non riesce più a scrivere. La donna perde il controllo, si sente odiata da tutte le persone con cui vive, sviluppa una mania di persecuzione e si mette in testa che Gert e Gitte stiano complottando ai suoi danni. La notte è il momento peggiore: i pensieri corrono veloci, sempre più difficili da tenere a bada, e la visione di volti deformati comincia a tormentarla. Sono volti che stanno per cadere, come maschere, pronti a rivelare tutta la finzione che nascondono. Il crollo psichico è rapido. Mentre sprofonda in un mondo fatto di pillole e ospedali, Lise comincia a chiedersi se la follia sia davvero qualcosa da temere o porti con sé una sorta di libertà.


Dopo la Trilogia di Copenaghen continua la riscoperta di Tove Ditlevsen: I volti è un romanzo sconvolgente che racconta la storia di una donna sull’orlo del baratro, ritratta con tutta la vividezza dell’esperienza vissuta. Con una scrittura ammaliante, Ditlevsen mette a punto un’acuta esplorazione del matrimonio e del divorzio, dell’amore e della follia, della paura e del male.



Non è un libro per tutti, quello di Tove Ditlevsen. È difficile.
Lo è innanzitutto per la scrittura, che non mostra subito in modo limpido ciò che accade, ma ti costringe a restare in una zona incerta, a ricostruire, a dubitare. Ma è difficile anche perché ti trascina negli anfratti più torbidi e oscuri della mente.

Prima di questo libro non conoscevo Tove Ditlevsen, e sono grata a I volti per avermela fatta incontrare. Cercando informazioni sulla sua vita — segnata, tormentata, conclusa con il suicidio — diventa inevitabile leggere questo romanzo anche come un confronto diretto con le sue ombre.

Fin dalle prime pagine ci si chiede: cosa sono, davvero, i volti? Cosa raccontano di noi? Quanti ne abbiamo? E quante volte li cambiamo, nel corso di una giornata, di una vita?
Lise, la protagonista, in questo oceano di volti affonda: ogni volto è solo una versione tra tante, un volto vero non esiste, e questo la fa perdere il contatto con la realtà. E in questo perdere il controllo, Lise perde in qualche modo anche il suo volto. O forse, viene da chiedersi, Lise di volti ne ha troppi.

Vedere questi volti che si trasformano, volti che non sono solo i nostri, ma anche, e forse soprattutto, quelli che gli altri vedono o ci impongono, mi ha fatto pensare alle maschere del teatro Nō, capaci di trasformarsi a seconda della luce e dell’inclinazione, e ad alcuni personaggi di Tawada Yōko, sospesi tra identità diverse, mai del tutto afferrabili.
Se l’identità nasce dall’incontro tra ciò che siamo e ciò che viene visto, è anche vero che la percezione è instabile, e l’identità non è mai fissa.
Così anche i volti di Ditlevsen non sono mai definitivi. Sono superfici instabili, attraversate da crepe sottili, che rivelano quanto sia fragile — forse illusoria — l’idea stessa di un’identità coerente.

I volti non offre appigli rassicuranti. Lascia in una condizione di instabilità, la stessa in cui si muove Lise, la stessa che attraversa le identità che il romanzo mette in scena. E forse è proprio questo il suo punto più radicale: non ricomporre, ma lasciare aperta la crepa.

Durata della lettura:  Tre giorni
Bevanda consigliata: Un whisky liscio
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Consigliato a chi è piaciuto: Persona, di Tawada Yōko
, e Follia, di Patrick Mc Grath


"Per la prima volta nel corso di questo dialogo, lei lo guardò in volto. Era sbagliato. Tutti i lineamenti sembravano spaiarsi, come mobilia accumulata lungo una successione di matrimoni.”  


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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