venerdì 7 agosto 2026

Recensione: L'oscurità su Parigi

      

L'oscurità su Parigi
di Jean-Christophe Grangé

Editore: Garzanti
Prezzo Cartaceo: € 20,90
Prezzo ebook: € 10,99
Pagine
: 432
Titolo originale: Sans soleil. Disco inferno
Traduzione a cura di: Giuseppe Maugeri


Parigi, giugno 1982. Daniel Ségur è un quarantenne segnato da un passato doloroso che preferisce dimenticare. Medico stimato, conosce i suoi pazienti per nome e si preoccupa del loro benessere anche fuori dallo studio. Quando Federico Garzón, diciottenne dal fascino inquieto, scompare nel nulla, Ségur decide di cercarlo. Ma, giunto all’appartamento del ragazzo, circondato da un cordone di poliziotti, si trova davanti a una scena terrificante: il corpo giace sul pavimento, brutalmente smembrato, con la bocca riempita di una strana sostanza nera e carbonizzata. Sconvolto, Daniel fugge. Ma quando un altro suo paziente subisce la stessa sorte e la polizia inizia a indagare su di lui, capisce di dover dimostrare la propria innocenza. E l’unico modo per farlo è trovare il colpevole prima che colpisca ancora. Guidato dall’enigmatica Heidi, Ségur si addentra in una Parigi notturna di luci rosse e promesse brillanti, ammaliatrice e oscura. Tra locali in penombra e desideri proibiti, precipiterà in un labirinto di segreti e ossessioni, rischiando di smarrirsi per sempre in un mondo di affascinante perdizione.
Un nuovo romanzo ad alta tensione firmato dal maestro del thriller francese, autore da oltre 5 milioni di copie vendute nel mondo e tradotto in più di trenta lingue. Jean-Christophe Grangé consegna al suo pubblico una storia torbida che prende vita nei luoghi oscuri di una Parigi che non dorme mai. Ogni segreto ha un prezzo, ma non sempre a pagarlo è il vero colpevole.


Un libro di più di 400 pagine: non avrei mai pensato di riuscire a leggerlo in meno di due giorni.

E invece è andata proprio così. Da quando l’ho iniziato, complice il weekend lungo, non l’ho più lasciato. Ogni momento libero è diventato un’occasione per immergermi in questo romanzo di Jean-Christophe Grangé, un autore che, ancora una volta, non mi ha delusa.

Mi sono lasciata coinvolgere dalle sue atmosfere cupe e avvolgenti, da quella Parigi notturna nella quale è facile perdersi, ma anche dal periodo storico in cui è ambientata la vicenda. Siamo nei primi anni Ottanta, gli anni in cui ero adolescente, e nel corso della lettura mi è capitato più volte di riconoscere riferimenti, sensazioni e frammenti di un’epoca che appartiene anche alla mia memoria.

A colpirmi sono stati soprattutto i personaggi: insoliti, complessi, ognuno con una storia mai banale. Sono personaggi che incuriosiscono e che, pagina dopo pagina, fanno venire voglia di conoscerli meglio, di capire cosa nascondano e che cosa li abbia portati a diventare ciò che sono.

In alcuni passaggi ho avuto quasi la sensazione che il tempo rimanesse sospeso. L’indagine continua ad avanzare, ma sotto la superficie si percepisce sempre qualcosa di non detto. La lettura diventa così anche una ricerca costante di significati nascosti, di dettagli da cogliere e di parole tra le cui righe potrebbe celarsi una spiegazione.

Siamo a Parigi, negli anni Ottanta. Due, anzi tre, sono i protagonisti che ci guidano all’interno della storia.

Daniel Segúr è un medico con alle spalle esperienze importanti. La sua aspirazione è sempre stata quella di aiutare chi ha bisogno e questo desiderio lo ha portato in Africa e in altri luoghi in cui il valore della vita sembra essere ridotto quasi a zero.

Patrick Swift è un giovane poliziotto della Criminale di Parigi. Bello, tutto d’un pezzo e con un nome piuttosto insolito per un francese, è cresciuto tra istituti e famiglie affidatarie. Avrebbe potuto diventare un delinquente, e a un certo punto ci è andato molto vicino, ma è diventato invece un investigatore tenace, disposto a cercare la verità a qualunque costo.

Heidi Becker frequenta ancora il liceo. È una ragazza biondo platino, sempre vestita alla moda, esule argentina, che vive con la madre tossicodipendente nei bassifondi di Parigi. È però determinata a farcela, ha una mente brillante e non si ferma davanti a nulla.

A unirli è Federico Garzón, un bellissimo ragazzo cileno, omosessuale, paziente di Segúr e amico fraterno di Heidi.

Federico è molto malato. Sono gli anni in cui comincia a diffondersi un virus inizialmente definito “il cancro degli omosessuali”, quello che in seguito verrà riconosciuto come AIDS. Ma ancora nessuno sa davvero che cosa sia. Si sa soltanto che, soprattutto tra gli uomini omosessuali, si stanno verificando casi inspiegabili di persone che si ammalano con estrema facilità, anche di patologie molto gravi, a causa di un’immunodeficienza di cui non si comprendono le origini.

Federico viene trovato morto nel suo appartamento. Ma non è stata la malattia a ucciderlo: è stato vittima di un assassinio orrendo.

Sulla scena del delitto Segúr incontra Patrick Swift. Da quel momento, il medico e il poliziotto iniziano a indagare insieme. Ad aprire loro la strada è Heidi, amica e quasi sorella di Federico, che li introduce in una Parigi oscura e notturna, fatta di club esclusivi frequentati da persone di ogni età e condizione sociale, unite da una sfrenata ricerca di libertà, trasgressione e perversione.

Attraverso le parole di Grangé, senza mai perdere il ritmo dell’indagine, riusciamo a cogliere il clima storico e sociale dei primi anni Ottanta a Parigi. Lo facciamo attraverso le vicende dei protagonisti, ma anche attraverso quelle dei personaggi che li accompagnano e che contribuiscono a rendere la storia ancora più stratificata.

Quando si arriva alle ultime pagine, ci si rende conto che forse l’indagine non è davvero terminata e che questo romanzo rappresenta soltanto il primo capitolo di una storia più ampia.

Non vedo l’ora che arrivi il prossimo.

Durata totale della lettura: 2 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: café au lait
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 17 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Il manoscritto di Franck Thilliez

  "L'oscurità su Parigi non si dissolve neanche con il sorgere del sole."



Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio.

mercoledì 5 agosto 2026

Recensione: Serenata salentina



  Serenata salentina

 di Catena Fiorello Galeano

 Editore: Rizzoli
 Prezzo: €18,50
 Pagine: 336
 
 A quarantadue anni, Gabriella ha scoperto sulla propria pelle che il "vissero felici e contenti" è una grande bugia. Tradita dal marito per un'altra donna, e con i due adorati figli in vacanza, si ritrova in una casa all'improvviso vuota. In quell'estate torrida, non sa ancora che la salvezza l'aspetta su una panchina del parco: lì incontra Giulia, attrice intrappolata in un amore bugiardo, e Marta, che porta nel cuore un distacco lacerante dai figli. A loro si uniranno Teresa, in cerca di respiro dopo una tragedia, e Luana, una vicequestora con una verità inconfessabile che la lega a doppio filo proprio a Gabriella. Basta poco perché le loro solitudini si trasformino in un'alleanza. Quando Giulia decide di raggiungere l'amante per affrontarlo e mettere fine al suo inganno, queste cinque amiche per caso sfidano la sorte con un viaggio improvvisato verso il Salento. Tra il bianco delle masserie, il canto delle cicale e le acque turchesi della Puglia, quella che nasce come una spedizione di supporto diventerà un'avventura indimenticabile e un vero patto di sorellanza. In quella terra baciata dal sole, sulle note di un'antica serenata in grico, Gabriella e le sue compagne scopriranno che la fine di una storia può essere il preludio di un'estate straordinaria. 




Se anche voi siete stat* lasciat* e vi siete ritrovat* a dover ricostruire tutto da zero, voi stess*, le vostre abitudini, i vostri desideri e persino le vostre amicizie, allora in questo romanzo vi riconoscerete profondamente.

Gabriella, la protagonista, viene lasciata dal marito per la sua segretaria... incinta. Sì, proprio uno dei cliché boomer più classici che possano esistere. Dopo il crollo iniziale, la rabbia e l'incredulità, una semplice passeggiata al parco finisce per cambiare il corso della sua vita. 
Su una panchina incontra Giulia e il suo adorabile cane Platone. Tra le due nasce subito un'intesa speciale e, poco dopo, si aggiunge Marta, una donna colta, brillante e ricca di storie da raccontare, ma con una ferita profonda che si porta dentro da anni.

Da quel momento prende forma un'amicizia sincera fatta di chiacchiere, cene, gite improvvisate e confidenze che arrivano dritte al cuore. Ma il cerchio si allarga: arrivano anche Luana, e vi assicuro che il modo in cui lei e Gabriella si conoscono è tutto fuorché ordinario, e Teresa, una donna che custodisce un segreto capace di spezzare il cuore.
Queste donne si raccontano senza filtri: relazioni finite, figli lontani, amori tossici, occasioni perdute e sogni accantonati troppo presto. E proprio grazie all'ascolto reciproco scoprono qualcosa di fondamentale: non è mai troppo tardi per reinventarsi.
Catena Fiorello Galeano ci regala una storia che parla di seconde possibilità, di rinascita e del coraggio di rimettersi in gioco quando la vita sembra averci tolto ogni punto di riferimento. Il messaggio è semplice ma potente: possiamo sempre cambiare rotta, liberarci dei sensi di colpa e dei pesi che ci trasciniamo dietro da anni e ricominciare davvero a vivere.
L'atmosfera mi ha ricordato molto certi film di Ferzan Özpetek: grandi tavolate, amicizie nate quasi per caso, persone molto diverse tra loro che si incontrano e imparano ad affrontare insieme i propri demoni. Una storia corale, calda e accogliente, che celebra il valore delle relazioni umane e della condivisione.

È una lettura perfetta per l'estate, per quei momenti in cui sentiamo il bisogno di rallentare, fare ordine dentro di noi e ricordarci ciò che conta davvero. Un inno all'amicizia femminile, alla comunicazione, alla solidarietà e alla straordinaria capacità di rialzarsi dopo una caduta.

E poi c'è la Puglia.  In questo romanzo non è un semplice sfondo, ma un vero e proprio personaggio. l'autrice la racconta con un amore così contagioso che, pagina dopo pagina, viene voglia di preparare la valigia e partire immediatamente. E se non amavate la Puglia prima, questo libro riuscirà senza dubbio a farvi innamorare anche di lei.

Consigliatissimo a chi ha bisogno di una coccola per il cuore, di una storia che parli di rinascita e di un promemoria prezioso: anche dopo le tempeste più forti, è sempre possibile ricominciare.

Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Tisana freadda alla lavanda
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 13 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Come brace coperta di Alice Malerba



" Ormai l'abbiamo capito che si diventa forti sommando le nostre debolezze."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 3 agosto 2026

Recensione: Exit strategy

 

Exit strategy
di Lee Child, Andrew Child

Editore: Longanesi
Prezzo Cartaceo: € 20,00 
Prezzo E-book:  € 11,99 
Pagine: 320 
Traduzione a cura di: Adria Tissoni
  

Jack Reacher affronta un mistero in tre tappe.

E non tutte erano previste.

Sembrerebbe una giornata come tante altre, a Baltimora. Nulla di inaspettato all’orizzonte: la solita routine, un caffè, qualche commissione. Jack Reacher non sa ancora che sta per imbattersi in un mistero che stravolgerà tutti i suoi programmi.

Prima tappa. In un locale, seduto a un tavolo d’angolo con vista sull’ingresso, Reacher osserva la gente e sorseggia un paio di caffè. Tutto scorre in una assoluta e apparente tranquillità, fino a quando all’uscita un giovane lo urta. D’istinto, Reacher si tocca la tasca: non manca nulla, tutto è al suo posto.

Seconda tappa. Dentro un negozio di abbigliamento, alla ricerca di un cappotto nuovo, capace di contenere un uomo della sua stazza. Reacher infila la mano in tasca per pagare ed è in quel momento che trova qualcosa di strano, qualcosa che prima non c’era. Un biglietto scritto a mano, con un messaggio inequivocabile: Devo scomparire. La mia vita è in pericolo.

Terza tappa. Ovunque lo condurrà quel biglietto. Reacher decide di raccogliere quel grido disperato. E, come sempre, quando si mette sulle tracce della verità, nessuno può fermarlo.



Jack Reacher si trova a Baltimora per un concerto e se c’è una cosa che non riesce proprio a tollerare è vedere l’ingiustizia che viene messa in atto. Sta facendo colazione, ha bisogno di assumere la sua dose di caffeina giornaliera per poter cominciare la giornata quando assiste ad una scena sospetta: a un tavolo dall’altra parte della sala entra un uomo ben vestito che apre una valigetta mostrandone il contenuto a due ragazzi che paiono essere marito e moglie, i quali lo ringraziano infinitamente per avergli fatto guadagnare una cifra tale in così poco tempo, respingono la valigetta e gli chiedono di reinvestire tutto il denaro.

L’uomo chiude le valigetta e si avvia verso l’uscita ma viene bloccato da una coppia di anziani che gli porgono una mazzetta di denaro chiedendogli di investire anche i loro risparmi. L’uomo prende i soldi ed esce.

Jack lo segue senza farsi notare ma uscendo un uomo gli sbatte contro, Reacher controlla che nelle tasche non manchi nulla e prosegue seguendo l’uomo con la valigetta che raggiunge un’auto e sale dal lato del passeggero. A bordo della stessa auto Reacher riconosce chiaramente la coppia a cui era stata mostrata la valigetta con i soldi ma hanno un aspetto differente, è evidente che entrambi all’interno della tavola calda indossassero delle parrucche per questo Reacher si piazza davanti all’auto intimando alla banda di malfattori di tornare a restituire i soldi agli anziani signori.

Per Jack Reacher esiste una sola giustizia, la propria, e quella sera la banda di malfattori ne subisce le conseguenze.

Per Reacher però la permanenza a Baltimora non finisce qui, perché rimettendo le mani nelle tasche della giacca, trova un bigliettino, l’uomo all’uscita della caffetteria non l’aveva urtato per sottrargli qualcosa dalla tasca come aveva pensato, ma per metterglielo. Era una richiesta di aiuto, che Jack Reacher pur sapendo di non essere il giusto destinatario del biglietto, non riuscirà a ignorare. Reacher si troverà in un nuovo loop di soprusi e persone innocenti a cui ancora una volta non riuscirà a voltare le spalle.

Exit strategy è un thriller d’azione dalla trama intricata e intrigante.

Jack Reacher è un ex maggiore della polizia militare, un personaggio solitario, non ha legami né a livello umano né a livello materiale ed ha un profondo senso di giustizia. Un omone alto quasi due metri per più di cento chili che dalla sua parte non ha soltanto la forza ma anche una mente incredibilmente abile e arguta. È un giustiziere errante che segue un suo proprio codice d’onore e non può fare a meno di aiutare chi è nei guai.


Durata  della lettura:  6 giorni
Bevanda consigliata: Acqua tonica con limone
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Non temere alcun male, James Patterson

 
"
Il mondo è pieno di dettagli irrilevanti. Il trucco sta nel capire quali sono quelli che contano davvero prima che sia troppo tardi"

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 31 luglio 2026

Recensione: Lutto di miele

     

Lutto di miele
di Franck Thilliez

Editore: Fazi
Prezzo Cartaceo: € 19,50
Prezzo ebook: € 10,99
Pagine
: 300
Titolo originale: Deuils de Miel
Traduzione a cura di: Daniela De Lorenzo


Il nuovo caso affidato al commissario Franck Sharko si dimostra complesso e inquietante fin dalla scena del crimine: all’interno del confessionale di una chiesa viene ritrovato il corpo di una donna, inginocchiata, nuda, completamente rasata e con alcuni esemplari di falena “sfinge testa di morto” posati sul capo. L’autopsia rivelerà che è deceduta a causa di una rarissima forma di malaria, trasmessa da zanzare che in Francia non esistono. Gli insetti sono solo il primo di una serie di lugubri elementi che si riveleranno parte del dissennato piano ordito dall’assassino, e Sharko, insieme all’équipe del 36, si troverà coinvolto in una macabra caccia al tesoro nella speranza, vana, di evitare ulteriori omicidi. Ma il filo conduttore tracciato dal colpevole arriva a coinvolgere i peccati capitali e le trombe dell’Apocalisse, alla ricerca di una vendetta antica i cui germi si annidano nel cuore delle Alpi. Sharko, dolorosamente segnato dalla tragica perdita della moglie e della figlia, dovrà sfidare il passato per riuscire a sventare una carneficina, e la risoluzione del caso assumerà ben presto i contorni di una discesa agli inferi: per riemergere dall’orrore sarà costretto a salvare anche se stesso.

Dopo 1991 e Treno infernale per l’Angelo rosso, una nuova indagine del commissario Sharko, nella sua prima traduzione italiana. Tra squallidi bassifondi parigini e perturbanti abissi di corruzione, anche il lettore verrà intrappolato nell’intricata ragnatela intessuta dalla mente dell’assassino.


Quando inizio un libro di Franck Thilliez so già che difficilmente riuscirò a lasciarlo. Perché hai la sensazione di essere trascinato dentro una storia che, pagina dopo pagina, si fa sempre più oscura, inquietante, difficile da abbandonare.

In questo romanzo ritroviamo Franck Sharko dopo Treno infernale per l’Angelo Rosso. Sono passati almeno cinque anni da quell’indagine, alla quale nel corso della storia vengono fatti diversi riferimenti, e Sharko non è più lo stesso uomo. Rientra in servizio dopo essere stato riabilitato, ma porta con sé una tragedia enorme: la morte della moglie e della figlia, investite da un pirata della strada. Una perdita già devastante di per sé, ma resa ancora più dolorosa da ciò che era accaduto prima. Le due erano state vittime di uno psicopatico che le aveva tenute prigioniere e Sharko le aveva ritrovate da poco, tentando faticosamente di ricostruire un legame, prima che tutto venisse spezzato di nuovo.

La scelta di raccontare la storia in prima persona rende il romanzo ancora più intenso. Attraverso la voce di Sharko si entra direttamente nei suoi pensieri, nelle sue fragilità, nelle sue ossessioni. Da lettori si finisce per comprendere il suo dolore, ma anche per dubitare della sua reale stabilità. La sua riabilitazione  non sempre convince davvero. Ci sono molti indizi che lasciano pensare che qualcosa in lui sia rimasto incrinato: l’incontro con una bambina, prima al parco e poi nella sua casa, intenta a leggere un libro della serie preferita della figlia Éloïse; la presenza del vicino Willy, nipote della vicina scomparsa tragicamente nel romanzo precedente sempre strafatto; scatti di rabbia improvvisa che lo portano ad agire in modi inattesi, quasi estranei al suo carattere.

Thilliez costruisce intorno a Sharko un’atmosfera cupa, densa, quasi soffocante. I luoghi fisici e quelli della mente sembrano confondersi, e tutto contribuisce a creare una dimensione in cui paura e pericolo sono costanti. Non c’è mai una vera tregua, perché anche quando l’indagine sembra procedere su un piano razionale, il tormento interiore del protagonista continua a insinuarsi nella lettura.

L’indagine prende avvio da una scena inquietante: una donna viene ritrovata assassinata in una chiesa, dentro un confessionale. È nuda, completamente depilata, legata alle caviglie, e sul suo capo sono posate sette falene sfinge. Apparentemente non ci sono segni evidenti che spieghino la causa della morte. È una scena quasi apocalittica, costruita come un messaggio, ma un messaggio inizialmente troppo criptico per essere compreso. Da lì parte una catena di indizi e di morti in cui Sharko si ritrova coinvolto non solo come investigatore, ma in modo sempre più personale.

La parte finale, soprattutto le ultime cinquanta pagine, scioglie il mistero e dà un senso a tutto quello che è successo. La verità arriva, sì, però porta con sé conseguenze pesanti. È uno di quei finali che chiudono l’indagine ma non cancellano il buio attraversato, e soprattutto lasciano nella mente e nella vita di Sharko segni difficili da dimenticare.

È un romanzo duro, cupo, a tratti disturbante, ma proprio per questo molto coerente con il mondo narrativo di Thilliez. Non punta solo sulla tensione dell’indagine, ma anche sulla fragilità del suo protagonista, rendendo Sharko una figura tormentata, umana, dolorosamente credibile.

Durata totale della lettura: 2 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: camomilla
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 17 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: I fiumi di porpora di Jean-Christophe Grangé

  "La sofferenza degli esseri umani, oltre ogni comprensione."


Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio.

giovedì 30 luglio 2026

Recensione: Quando si accendono le lanterne

 


Quando si accendono le lanterne
di Hiyoko Kurisu  

Editore: Garzanti
Prezzo Cartaceo: € 16,00
Pagine: 176
Titolo originale: ランタン灯る窓辺で、甘い夢を
Traduzione a cura di: Laura Solimando


Quando il sole tramonta e lungo il viale iniziano ad accendersi le lanterne, un negozio di dolci risplende più degli altri. È quello di Kogetsu, proprietario eccentrico e misterioso, capace di indicare a ogni cliente il rimedio più adatto a lenire preoccupazioni e dolori, anche quelli che sembrano insormontabili. Ma Kogetsu mette sempre in guardia i suoi avventori: ogni dolce può avere effetti imprevedibili se si supera la dose consigliata di uno al giorno. Nonostante l'avvertimento, molti tornano più di una volta a chiedere il suo aiuto. Succede a Kana, un'adolescente in crisi con il fidanzato; a Koguma, un uomo gentile il cui aspetto trae spesso in inganno; e a Yui, che si sente esclusa dalle amiche e soffocata da rancori nascosti. Ognuno di loro cerca conforto, ma dovrà imparare che l'unico modo per rimettere ordine nella propria vita è affrontare gli errori, accettarsi e trovare il coraggio di cambiare. Hiyoko Kurisu è un'autrice molto amata in Giappone. Insieme a Kogetsu, un personaggio carismatico quanto originale, i lettori scopriranno che basta un po' di zucchero per trovare la forza di affrontare le difficoltà. E che la felicità, proprio come i dolci della bottega di viale del Crepuscolo, si assapora solo se condivisa.

Tra le pagine di Quando si accendono le lanterne ho trovato una lettura che mi ha sorpresa per la sua capacità di lasciare spazio alle emozioni più autentiche. Non è un romanzo che cerca di stupire con colpi di scena o svolte improvvise, ma sceglie di raccontare la bellezza nascosta nelle piccole cose, nei legami umani e in quei momenti apparentemente ordinari che, senza fare rumore, riescono a lasciare un segno.

La storia procede con un ritmo lento e misurato, invitando il lettore ad abbandonare la fretta con cui troppo spesso affrontiamo non solo i libri, ma anche la quotidianità. Ogni pagina offre uno spazio di quiete e riflessione, accompagnandoci in un percorso fatto di emozioni sincere e domande che non cercano necessariamente una risposta, ma che vale la pena ascoltare.

Hiyoko Kurisu scrive con uno stile essenziale ed elegante, capace di emozionare senza mai risultare eccessivo. Bastano pochi dettagli, un dialogo, un gesto o un silenzio per dare profondità ai personaggi e alle loro storie. È una scrittura che accompagna il lettore con discrezione, lasciandogli la libertà di riconoscersi nelle pagine e di interpretarle secondo la propria sensibilità.

Ciò che mi ha colpito maggiormente è il modo in cui il romanzo racconta la fragilità umana. I personaggi non sono perfetti e non cercano di esserlo. Portano con sé paure, rimpianti, desideri inespressi e ferite che il tempo non sempre riesce a rimarginare. Proprio questa loro imperfezione li rende incredibilmente veri e vicini a chi legge.

Pagina dopo pagina ho avuto la sensazione che il libro stesse parlando anche a me facendomi riflettere su quanto spesso siamo severi con noi stessi, su quanto sia difficile accettare i nostri limiti e concederci la stessa comprensione che riserviamo agli altri. Senza offrire facili risposte o lezioni di vita, il romanzo suggerisce che il cambiamento può iniziare da un gesto semplice: imparare a guardarci con un po' più di gentilezza.

L'atmosfera è uno degli elementi che porterò con me più a lungo; le ambientazioni, i profumi, le luci e la cura con cui vengono descritti i piccoli gesti quotidiani creano una sensazione di serenità che accompagna il lettore dall'inizio alla fine.

Ho chiuso il libro con la sensazione di aver ricevuto l'invito silenzioso di rallentare, di dare più valore ai piccoli gesti, di accettare le nostre fragilità senza viverle come un fallimento. Quando si accendono le lanterne non offre ricette per la felicità né pretende di cambiare il lettore, ma ricorda con estrema delicatezza che anche nei momenti più difficili possiamo trovare qualcosa che ci aiuti a ritrovare la strada.

Durata  della lettura:  3 giorni
Bevanda consigliata: limonata fresca
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni


 

"A volte la strada per ritrovarsi non è fatta di grandi cambiamenti, ma di piccoli gesti capaci di illuminare ciò che avevamo smesso di vedere."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 29 luglio 2026

Recensione: I maestri del giallo

 

I maestri del giallo
di AA.VV.

Prezzo cartaceo: € 9.90
Prezzo digitale: € 6.99
Pagine: 1024


In questo volume sono raccolti dieci gioielli della letteratura poliziesca. Ogni opera rappresenta un aspetto e una scuola diversi di un genere che nel corso di oltre un secolo si è arricchito e differenziato inventando proverbiali figure di investigatori. Dal capostipite Edgar Allan Poe con le inchieste di Monsieur Dupin fino al rigoroso metodo indiziario deduttivo di Sherlock Holmes, dalla narrati- va poliziesca “d’atmosfera” di Mary R. Rinehart all’inimitabile plot romanzesco di Edgar Wallace, dalle tecniche di investigazione scientifica esercitate dal dottor Thorndyke di Richard Austin Freeman al colto e raffinato detective Philo Vance creato dalla fantasia di Van Dine fino al flemmatico Charlie Chan, il poliziotto cinese di Honolulu inventato da Biggers, questi racconti compongono una scelta organica utile sia per chi si accosta per la prima volta alla detective story, sia per chi vuole godersi il confronto fra dieci capolavori di altrettanti maestri del giallo.


Recensire un'antologia non è mai semplice. A differenza di un romanzo, qui non c'è una sola storia da seguire, ma una raccolta di racconti che porta il lettore a confrontarsi con stili, atmosfere e modi di concepire il giallo anche molto diversi tra loro. Ed è proprio questa la forza de I maestri del giallo: offrire una panoramica di autori che, ognuno con la propria voce, hanno contribuito a rendere questo genere così affascinante.

Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è stata la possibilità di conoscere autori che non avevo ancora avuto occasione di leggere. Se nomi come Arthur Conan Doyle ed Edgar Allan Poe mi erano già familiari e sapevo cosa aspettarmi dal loro modo di raccontare il mistero, questa raccolta mi ha dato l'opportunità di scoprire altre penne altrettanto interessanti, ciascuna con una propria identità e un proprio stile. È stata una lettura che ha saputo incuriosirmi e che mi ha fatto venire voglia di approfondire le opere di alcuni degli autori presenti nell'antologia.

Ciò che rende questa raccolta particolarmente coinvolgente è proprio la varietà degli approcci narrativi. Ogni autore interpreta il giallo in modo personale: c'è chi costruisce la tensione attraverso una narrazione elegante e ricca di dettagli, chi punta su dialoghi brillanti e investigazioni ingegnose, chi sorprende con finali inaspettati e chi, invece, preferisce concentrarsi sulla psicologia dei personaggi. Pur nella loro diversità, tutti i racconti condividono la capacità di catturare l'attenzione e di alimentare la curiosità fino all'ultima pagina. Ogni autore lascia un segno distintivo. Alcuni conquistano con uno stile raffinato e classico, altri con una scrittura più immediata e dinamica, ma tutti dimostrano una straordinaria abilità nel creare atmosfere coinvolgenti e nel trasformare anche pochi elementi in un mistero avvincente. È affascinante osservare come il genere giallo possa assumere sfumature così diverse senza perdere il suo fascino.

Ho trovato questa antologia particolarmente piacevole anche perché permette di conoscere, o riscoprire, grandi nomi della narrativa investigativa senza affrontare subito romanzi più lunghi. Ogni racconto è una piccola esperienza a sé, perfetta da leggere con calma e da assaporare, lasciandosi trasportare ogni volta in un'indagine diversa. È una raccolta che consiglio sia a chi ama già il genere, sia a chi desidera avvicinarsi ai grandi classici del giallo attraverso racconti brevi ma ricchi di atmosfera e di fascino.

Durata della lettura: Tre settimane
Bevanda consigliata: Vodka Martini
Formato consigliato: Cartaceo  
Età di lettura consigliata: dai 18 anni    
Consigliato a chi ha apprezzato: Arsène Lupin, Maurice Leblanc



« "Ma come faceva a sapere che c'era una trappola?" chiese Bill Gordon incuriosito. 
Il signor Reeder rispose "Ho una mente criminale"».            


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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