mercoledì 21 gennaio 2026

La Biblioteca dei Bimbi: Avocado?




Avocado?
testi e illustrazioni di Momoko Abe


Editore: ZooLibri
Prezzo cartaceo: 18,00 €
Pagine: 32 
Formato: 23,5 X 32 cm
Titolo originale: Avocado Asks What Am I?

La vita di Avocado scorre tranquilla nel reparto ortofrutta, finché una bimba non chiede “Ma l’avocado è un frutto o una verdura?” Nemmeno Avocado sa la risposta e questo comincia a tormentarlo, che fare quindi? Cercare le risposte! Un libro divertente e succoso che mette in discussione l’identità e l’appartenenza, per ricordarci che ciò che conta è la polpa.





Avocado – chi sono io?” è uno di quei libri che ti fanno sorridere già dalla copertina… e poi, pagina dopo pagina, ti ritrovi a pensare: ma guarda un po’.
Perché sì, qui si parla di un avocado. Ma anche di noi.
Momoko Abe ha uno stile narrativo che adoro: semplice, diretto, leggero, ma mai superficiale. Poche frasi, dialoghi rapidi, situazioni quotidiane trasformate in qualcosa di buffo e allo stesso tempo profondissimo. Ti accompagna senza spiegare troppo, ti lascia spazio. E tu leggi, sorridi… e intanto qualcosa dentro si muove.
Avocado vive tranquillo finché qualcuno non gli piazza addosso una domanda enorme: ma tu cosa sei? Frutta? Verdura?
E se non fosse così importante saperlo?
E se non dovessimo per forza entrare in una categoria?
E se bastasse essere… noi?
Il momento del pomodoro (meraviglioso!) è proprio questo: una piccola rivelazione travestita da battuta. Non importa dove ci mettono gli altri. Non importa come ci etichettano.
Importa come ci sentiamo. Punto.
E poi ci sono le illustrazioni. Qui Momoko Abe è inconfondibile. Colori pieni, vibranti, puliti: verdi intensi, rossi accesi, rosa delicati, gialli luminosi. Figure semplici, contorni netti, pochissimi fronzoli. Uno stile minimale ma caldissimo, che profuma di illustrazione nipponica e di infanzia rispettata. Le immagini non stanno zitte mentre il testo parla: chiacchierano con lui, lo completano, a volte lo anticipano, a volte lo prendono in giro.
È un libro che fa ridere, sì.
MA… fa anche bene.
Perché dice ai bambini (e a noi grandi): non devi essere come gli altri per andare bene. Vai già bene così.
E questa cosa, detta con un avocado, ha ancora più forza.


Bevanda consigliata:  Smoothie di Avocado e Mandorle
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 4 anni
Sito dell'illustratrice: Momoko Abe


"Ma l’avocado… è un frutto o una verdura?"

                                             Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 20 gennaio 2026

Recensione: Gli Hamilton



  Gli Hamilton

 di Catherine Gore

 Editore: Elliot
 Prezzo: €20
 Pagine: 384 
 Traduzione a cura di: Luca Brezzo 

 Quando la giovane e bella Susan accetta la proposta di matrimonio di Augustus Hamilton, un aristocratico affascinante e ambito, tutto sembra condurla verso una vita perfetta. Ben presto, però, Susan si rende conto che lo scenario roseo che aveva sognato è molto lontano dalla realtà. Augustus è un arrivista e un fedifrago, che con superficialità dedica le giornate ai vizi mondani. Inoltre suo padre, Lord Laxington, è un politico di primo piano, e così Susan si ritrova catapultata in un mondo che non desiderava, in giro per l’Europa e al centro della vita di corte durante il tramonto del regno di Giorgio IV. Se vorrà raggiungere la felicità, Susan dovrà superare molte delusioni e sofferenze e soprattutto scoprire quanta forza ci sia nel suo animo. Prosegue la pubblicazione dei romanzi inediti in Italia di Catherine Gore, regina del genere di costume “Silver Fork”, narratrice di talento che ha preceduto Thackeray nella acuta narrazione dell’alta società inglese e che incarna l’anello letterario mancante tra Jane Austen ed Elizabeth Gaskell. Gli Hamilton riscosse molto successo e riscontrò l’apprezzamento non solo del pubblico, ma anche di autori come Charlotte Brontë, Edward Bulwer-Lytton e Charles Dickens.




Se siete del team Bridgerton ma con una certa tolleranza per il sarcasmo ottocentesco, Gli Hamilton di Catherine Gore (scrittrice del XIX secolo, e si sente!) è il romanzo che fa per voi. 

Susan e Marcia sono due giovani donne dell’alta società inglese dell’Ottocento, cresciute nella rassicurante campagna inglese: belle, educate e con ottime possibilità di matrimonio. Insomma, perfette eroine da romanzo di costume, non lontane dalle sorelle di Jane Austen. Ovviamente, entrambe finiscono per sposare l’uomo che l’altra non può sopportare. Coincidenze? Non in questo genere letterario. 

Una delle due diffida dell’amore proclamato alla sorella, l’altra trova il cognato mortalmente noioso e decisamente antipatico. Il risultato è prevedibile: il legame strettissimo che le univa da ragazze viene messo seriamente alla prova, tra malintesi, silenzi educati e giudizi non richiesti. 

Susan e il marito vivono immersi nel lusso: incontri con reali, crinoline, gioielli, visite mondane, ricevimenti e tutta la rispettabile trafila di corteggiamenti e strategie matrimoniali che rendono l’alta società tanto affascinante quanto soffocante. Marcia, invece, prende la strada opposta: frequenta politici e letterati, rifugge la mondanità e, per quanto possibile, anche la città. Una scelta che, naturalmente, non passa inosservata. 

 Con il suo stile arguto e pungente, Catherine Gore, pienamente figlia del XIX secolo, mette in scena il solito ma sempre attuale dilemma: l’amore deve sottostare alla convenienza, l’indipendenza femminile è guardata con sospetto e le apparenze contano decisamente più dei sentimenti. Dietro dialoghi brillanti e situazioni apparentemente leggere, il romanzo nasconde una critica sociale sorprendentemente moderna. A completare il quadro c’è una galleria di personaggi secondari tra parenti, amici e pretendenti, che alimentano intrighi, malintesi e rivalità, ricordandoci quanto il successo sociale sia fragile e quanto basti poco — uno scandalo, un matrimonio sbagliato — per far crollare tutto.

Preparatevi, perché qui c’è davvero tantissimo da scoprire!


Durata totale della lettura: Dieci giorni
Bevanda consigliata: Cappuccino
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Milton Place di Elisabeth De Waal




"Gli uomini che sono estremamente cortesi in società spesso escludono 
la moglie dal beneficio della loro gentilezza: spesso è il frutto con la 
buccia più dura a essere più dolce al suo interno.
 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 15 gennaio 2026

Recensione: Per un erbario

Per un erbario
di Colette

Editore: Elliot Edizioni
Prezzo Cartaceo: € 20,00
Pagine: 96

Nel 1947 le edizioni Mermod di Losanna proposero a Colette di inviarle con regolarità dei bouquet di fiori. L’autrice avrebbe dovuto lasciarsene ispirare, per scriverne poi dei brevi ritratti. Da questa idea nacque uno degli ultimi scritti di Colette, Per un erbario (1948), composto da ventidue testi – tra cui la rosa, il giglio, il monologo della gardenia, le abitudini del glicine, l’orchidea. Per ogni fiore e pianta, Colette si concede piccole digressioni nella sua sensibilità, creando piccoli testi ricchi di lirismo e acume. Solo tre anni dopo ne venne realizzata una nuova e lussuosa edizione, in cui agli scritti fanno da contraltare gli splendidi acquerelli di Raoul Dufy. Ne nacque una preziosa opera d’arte che l’autrice amava sfogliare e risfogliare.



Per chi ha già avuto il piacere di perdersi tra le pagine di Colette, Per un erbario sarà un ritorno gradito e un ravvivarsi dei ricordi della sua arguta e inconfondibile penna. Per chi invece desidera immergersi nelle atmosfere più intime e ricercate della Parigi d'inizio Novecento, tra giardini segreti e cortili fioriti, questa breve ma intensamente poetica lettura offre un viaggio incantevole nel cuore della ville lumière più esclusiva, filtrata attraverso uno sguardo acuto e sensuale.

Non un vero e proprio trattato di botanica, bensì un affascinante mosaico di prose brevi, quasi aforismi floreali, dove ogni fiore diviene un pretesto, un catalizzatore di memorie e suggestioni. Colette prende spunto dai bouquet di fiori che riceveva dal suo editore per tessere un filo sottile tra il mondo vegetale e il labirinto dei suoi ricordi. Ogni petalo non è solo una specie botanica, ma un intimo specchio che riflette aneddoti e riflessioni personali.

La sua penna anima a questi "fiori parlanti", ognuno intitolato a ridefinirsi e raccontarsi. Dalla maestosa Rosa al monologo quasi teatrale della gardenia, Colette attinge con grazia e talvolta con un pizzico di malizia ai ricordi della sua giovinezza, agli scorci più suggestivi di una Parigi intramontabile, a figure incontrate lungo il cammino, creando un affresco vivido e sorprendentemente intimo. Il capitolo dedicato alle piante medicinali, in particolare, è un tuffo nel suo passato rurale, una rievocazione di saperi antichi. Sono stralci di vita che si intrecciano con aneddoti più o meno veri, creando una trama ricca di fascino e mistero.

Un plauso anche all'edizione. Lo spessore della carta e la bellezza delle illustrazioni rendono il libro un piccolo oggetto artistico - un prezioso "biglietto da ricevere".

Per un erbario non è un manuale di botanica né una guida alla cura delle piante. Inoltre, se la penna di Colette vi è ancora sconosciuta, il consiglio è di esplorare prima altre sue opere per meglio apprezzare con il suo stile inconfondibile. Ma per chi già la conosce, la lettura sarà una preziosa gemma che profuma di ricordi e bellezza.

Durata totale della lettura: 3 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: Kir
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni


      "Non è la prima della stagione, tutt'altro. Prima di lei, il nostro clima pungente risveglia la violetta, la primula di Pasqua, i narcisi, la cinquefoglia falsa-fragola, l'erba trinità, l'iris gialla delle paludi. Siamo forse degli esaltati, o il Tropico, o la folle Provenza, per sperare che da noi la Rosa germogli sin da gennaio?"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

giovedì 8 gennaio 2026

Recensione: La donna della camera numero 11

        


La donna della camera numero 11

di Ruth Ware

Editore: Newton Compton
Prezzo Cartaceo: € 12,90
Prezzo ebook: € 6,99
Pagine: 384
Titolo originale: The woman in suite 11
Traduzione a cura di: 
Giulio Lupieri


Il suo alibi è il suo peggior nemico

Lo Blacklock non vede l’ora di tornare al giornalismo: dopo tre anni di stop, tra maternità e pandemia, è pronta a rilanciare la sua carriera. L’occasione perfetta sembra arrivare con l’invito per la presentazione alla stampa di un lussuoso hotel svizzero di proprietà dello schivo miliardario Marcus Leidmann. Lo chalet sulle rive del lago di Ginevra è tutto ciò che Lo ha sempre sognato, e spera di riuscire a ottenere un’intervista con Marcus. Purtroppo, lui si rivela ancora più sfuggente di quanto la sua fama lasci intendere. Quando Lo riceve una telefonata a tarda notte che la invita a raggiungere la stanza d’albergo di Marcus, accetta nonostante qualche esitazione. Ma ad accoglierla trova una donna che afferma di essere l’amante di Marcus, e che si trova in pericolo di vita. Quello che segue è un emozionante gioco del gatto col topo attraverso l’Europa, che costringerà Lo a chiedersi fino a che punto sia disposta a spingersi per salvare questa donna... e se possa davvero fidarsi di lei.



Bentornata Lo Blacklock: tra lusso svizzero e fantasmi dal passato.
Avete presente quel senso di pace apparente quando pensate di aver finalmente messo a tacere i vostri demoni? Ecco, dimenticatelo. Perché Lo Blacklock è tornata, e la sua vita oggi non potrebbe essere più diversa da quella di qualche anno fa.

Dopo il trauma nei Mari del Nord (rif. La donna della cabina numero 10), Lo si è rifugiata in un nido sicuro. Un compagno giornalista che ama moltissimo, due figli e una quotidianità fatta di famiglia e silenzio, lontano dalle redazioni. Sembrava il classico "e vissero felici e contenti", finché non arriva quel misterioso invito: l’inaugurazione super esclusiva di un hotel di lusso in Svizzera.

Il problema? Il passato torna sempre.

Appena arrivata tra le vette svizzere, l'atmosfera ovattata si rompe subito. Lo incontra due facce che avrebbe preferito non rivedere mai più, reduci anche loro da quel viaggio maledetto dove lei ha quasi perso la vita. E il padroni di casa, il potentissimo Marcus Leidman che Lo spera di riuscire a intervistare, mette i brividi.

Ma la vera sorpresa arriva dalla camera numero 11. È lì che Lo ritrova Carrie, la donna che le ha salvato la vita in passato. Solo che Carrie non è un'ospite qualunque: dice di essere l'amante prigioniera di Leidman, vittima di violenze, e chiede il conto. "Io ho salvato te, ora tu devi salvare me".

Il dilemma è atroce. Da un lato c’è il debito di gratitudine, dall'altro la paura. Mettersi contro un miliardario come Leidman non è una sfida, è un suicidio. Lo ha tutto da perdere: la sua splendida famiglia, la sua stabilità, la sua vita stessa.

Non voglio svelarvi troppo: tra un omicidio che rompe l'idillio dell'hotel e una sfilata di sospettati che hanno tutti qualcosa da nascondere, la storia scivola verso un finale che è totalmente inaspettato.

Durata totale della lettura: 4 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: cioccolata calda
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito web dell'autore: Ruth Ware
Consigliato a chi ha apprezzato: Sogni di bronzo di Camilla Lackberg


  "Cosa sareste disposti ad affrontare per ricambiare il favore a chi vi ha salvato la vita?"


Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio.

mercoledì 7 gennaio 2026

La Biblioteca dei Bimbi: Il librone



Il librone. 17 storie piccole
testi e illstrazioni di Delphine Perret


Editore: Terre di Mezzo
Prezzo cartaceo: 14,00 €
Pagine: 184 
Formato: 10 X 12,6 cm
Titolo originale: Le gros livre
Traduzione: Gioia Sartori


Un libro formato “mattoncino”, 184 pagine che stanno nel palmo di una mano!
17 micro-racconti popolati da protagonisti improbabili: paperi geniali e fin troppo modesti, supereroi che non servono a nessuno, pulcini goffi che sognano di diventare polli maldestri… 
Piccole storie buffe da cui affiorano grandi domande. Un inno al piacere della lettura senza imposizioni, che conquisterà lettori di ogni età.





IL LIBRONE (17 storie piccole)” di Delphine Perret è già una dichiarazione d’intenti a partire dal titolo. Perché di “librone” ha solo il nome: il formato è minuscolo, piccolissimo, circa 10x13 cm, e questa scelta fa sorridere ancora prima di iniziare a leggere.
Un gioco ironico, intelligente, che prepara il terreno a ciò che verrà: un libro che ama ribaltare le aspettative.
Lo stile di Delphine Perret è minimalista, ma di quelli che funzionano davvero. Poche linee, pochi colori, tanto bianco, eppure ogni pagina è piena di senso... o forse no? Non importa! Non era l'intendo dell'autrice! :-)
Il tratto è tipico di Delphine Perret: semplice, essenziale, volutamente imperfetto e, proprio per questo, incredibilmente espressivo. È uno stile simpaticissimo, che non cerca di stupire con effetti speciali ma conquista con l’umorismo sottile e con una leggerezza mai superficiale.
Le immagini dialogano con le parole in modo continuo e si fondono all'illustrazione, la completano, la arricchiscono. Ed è qui che emerge tutta l’ironia di Perret.
Le 17 storie piccole sono brevi, fulminee, spesso spiazzanti. Raccontano situazioni "quotidiane" di improbabili personaggi, pensieri buffi, riflessioni improvvise, con un linguaggio che sembra semplice ma che nasconde sempre un secondo livello. Si ride, sì, ma si ride pensando... o forse no? Non importa! Non era l'intendo dell'autrice!
Delphine Perret non spiega troppo, non guida per mano, lascia spazio al lettore. Bambini e adulti possono leggere le stesse storie e trovarci cose diverse, ed è forse questo il segreto della sua forza.
Il piccolo formato invita a soffermarsi, a leggere piano, a tornare indietro.
Un librino che chiede attenzione e restituisce intelligenza.
Piccolo fuori, grandissimo dentro. E fa ridere, che non è mai poco. Forse era questo il vero intendo dell'autrice... o forse no? Non importa... quel che importa è che il LIBRONE è un concentrato di humor e vale la pena essere letto e riletto.

Bevanda consigliata:  Succo di Mela
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: 5-7 anni, Per tutte le età
Sito dell'illustratore: Delphine Perret 


"Si può: odiare la maestra e immaginare che si trasformi in qualsiasi cosa. Non si può: mangiare crauti e salsiccia in classe."



                                             Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 5 gennaio 2026

La Biblioteca dei Bimbi: La casetta sottoterra. Un amico tira l’altro




La casetta sottoterra. Un amico tira l’altro
testi di Catalina González, illustrazioni di Toni Galmés


Editore: Terre di Mezzo
Prezzo cartaceo: 14,00 €
Pagine: 104 
Formato: 15 X 21 cm
Titolo originale: La casita bajo tierra. Cosecha de amigos
Traduzione: Luigi Cojazzi


I Mirtillo, una famiglia di leprotti, si sono appena trasferiti a Rocca Deliziosa e non vedono l’ora di entrare nella nuova casa dentro la Grande Quercia. Ma… che brutta sorpresa! La casa è disastrata e per giunta i tre gemelli Tom, Lena e Oli non riescono a fare amicizia con i figli dei vicini, che non sono affatto ospitali... Riusciranno i simpatici leprotti a conquistare i cuori e l’amicizia degli abitanti della valle? Il primo episodio di una serie illustrata per primi lettori che tocca temi attuali come l’accoglienza e la cura della natura.





La casetta sottoterra – Un amico tira l’altro” è uno di quei libri che parlano piano, ma arrivano lontano.
Catalina González sceglie una scrittura semplice, pulita, senza mai essere banale, capace di raccontare l’amicizia e l’accoglienza con naturalezza e grande delicatezza. 
Il suo stile è diretto, fatto di frasi chiare e dialoghi essenziali, perfetti per accompagnare i primi lettori senza mai guidarli troppo.
C’è un ritmo calmo nella narrazione, che lascia spazio ai personaggi e alle loro emozioni, e che permette alla storia di scorrere come una passeggiata tranquilla: senza fretta, ma con attenzione.
Il cuore del racconto è l’incontro, non sempre facile, tra chi arriva e chi già c’era. González racconta con dolcezza come la diffidenza iniziale possa trasformarsi in fiducia, come la gentilezza sia contagiosa e come l’amicizia, quella vera, funzioni proprio così: uno tira l’altro, e insieme si va un po’ più lontano.
Le illustrazioni di Toni Galmés accompagnano il testo con una sensibilità straordinaria. Il suo stile è morbido, caldo, "fumettoso", fatto di texture che si percepiscono quasi sotto le dita.
I colori sono naturali, avvolgenti, e restituiscono perfettamente l’atmosfera sia dell'esterno (con la neve e il freddo), sia della casetta: un luogo raccolto, sicuro, che diventa simbolo di accoglienza.
Ogni scena sembra respirare: si sente il silenzio, il freddo dell’esterno, il calore dell’interno. 
Testo e illustrazioni dialogano in modo armonioso, senza sovrapporsi, creando una storia che invita a rallentare e a osservare.
È un libro che parla di relazioni, di piccoli passi, di cura reciproca, senza mai alzare la voce.
La casetta sottoterra” è una lettura gentile, che lascia addosso una sensazione di calma e fiducia.
Un libro che ricorda quanto sia bello — e importante — fare spazio all’altro.
Consigliatissimo come "prime letture in autonomia".

Bevanda consigliata:  The alla carota
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: 5-8 anni
Sito dell'illustratore: Catalina González
Sito dell'illustratore: Toni Galmés 


"Oli vide cadere il primo fiocco, bianco e soffice come la sua coda. Capì allora che era l'inizio di ciò che lei e i suoi fratelli, Tom e Lena, attendevano da tanto tempo. Tuttavia non disse nulla e rimase tranquilla accanto alla finestra. Era ancora molto presto e a casa Mirtillo dormivano tutti."



                                             Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 16 dicembre 2025

Recensione: Assassinio in Cornovaglia

       


Assassinio in Cornovaglia

di Elisabeth George

Editore: Longanesi
Prezzo Cartaceo: € 24,00
Prezzo ebook: € 11,99
Pagine: 592
Titolo originale: A Slowly Dying Cause
Traduzione a cura di: 
Valentina Guani e Anna Maria Biavasco


Un misterioso omicidio
sconvolge la Cornovaglia.
E il sospettato è un uomo molto vicino
all’ispettore Lynley.
Negli stessi giorni in cui la detective Barbara Havers finisce in congedo forzato, l’ispettore Thomas Lynley scopre che il tetto della sua villa di famiglia in Cornovaglia deve essere rifatto, operazione estremamente costosa… ma che Lynley potrebbe sostenere (o evitare) se riuscisse a dimostrare che nei suoi terreni si cela una riserva di litio alla quale sembra molto interessata un’azienda che professa metodi estrattivi ecologici.
Lynley convince Havers ad accompagnarlo in Cornovaglia, ma poco dopo il loro arrivo i due si ritrovano a indagare su un efferato omicidio che ha spezzato bruscamente la tranquillità della regione.
L’ispettore Lynley e il sergente Havers non avrebbero motivo di essere coinvolti, poiché il caso è di competenza della polizia locale e la firma dell’assassino sembra chiara fin dai primi rilievi, ma l’uomo che è stato arrestato è il fratello della donna di cui Lynley è innamorato…



Assassinio in Cornovaglia si svolge nella suggestiva Cornovaglia, una regione dell’Inghilterra sud-occidentale caratterizzata da paesaggi aspri e selvaggi, scogliere battute dal vento e piccoli villaggi affacciati sull’oceano. Questo scenario, apparentemente tranquillo e pittoresco, fa da sfondo a una storia in cui nulla è davvero come sembra.

Il romanzo si apre con il ritrovamento del corpo senza vita di Michael Lobb, proprietario di una storica azienda di stagno e peltro in Cornovaglia. Attorno alla sua morte si addensa subito una fitta rete di sospetti: una ex moglie rancorosa, figli ostili, una moglie molto più giovane, un fratello ambiguo e dipendenti con un passato disgraziato. Elizabeth George costruisce l’indagine dando voce allo stesso Lobb attraverso capitoli in prima persona, intrecciati alla narrazione principale e che sono una bella intuizione in quanto innestano nel lettore il dubbio sulla sua sincerità.

La storia coinvolge tanti personaggi e nella maggior parte dei casi sono connessi tra loro. Conflitti familiari, interessi economici, elementi inattesi arricchiscono l’intreccio. Ci sono la famiglia di Michael Lobb (ex moglie rancorosa che ora si è fatta però una nuova vita, il figlio Merrit, sposato con tanti figli, la figlia con la quale non parla da quando li ha abbandonati. E poi la nuova moglie molto più giovane Kayla, apparentemente innamoratissima del marito. I dipendenti di Lobb, padre e figlio, sono una famiglia dalle origini disgraziate che vive in un camper roulotte nei pressi della proprietà. Una figlia veterinaria, i due gemelli molto uniti anche quando sono lontani. 

L’ingresso in scena di Thomas Lynley e Barbara Havers avviene gradualmente, ma quando accade i due investigatori si confermano in grande forma, soprattutto nel contrasto tra l’eleganza di Lynley e la ruvida umanità di Havers. L’atmosfera è resa con grande precisione e le voci dei personaggi risultano sempre credibili. Pur senza mantenere costantemente un ritmo serrato, il romanzo ripaga la sua lunghezza con una trama solida e un finale intenso e sorprendente.

Durata totale della lettura: 1 settimana
Bevanda consigliata dall'autrice: te
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito web dell'autore: Elisabeth George
Consigliato a chi ha apprezzato: L'ospite inatteso di Patricia Gibney


  "Mogli, fratelli, figli, amanti, un pout pourri di emozioni forti, che possono fare del male."


Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio.
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