giovedì 15 gennaio 2026

Recensione: Per un erbario

Per un erbario
di Colette

Editore: Elliot Edizioni
Prezzo Cartaceo: € 20,00
Pagine: 96

Nel 1947 le edizioni Mermod di Losanna proposero a Colette di inviarle con regolarità dei bouquet di fiori. L’autrice avrebbe dovuto lasciarsene ispirare, per scriverne poi dei brevi ritratti. Da questa idea nacque uno degli ultimi scritti di Colette, Per un erbario (1948), composto da ventidue testi – tra cui la rosa, il giglio, il monologo della gardenia, le abitudini del glicine, l’orchidea. Per ogni fiore e pianta, Colette si concede piccole digressioni nella sua sensibilità, creando piccoli testi ricchi di lirismo e acume. Solo tre anni dopo ne venne realizzata una nuova e lussuosa edizione, in cui agli scritti fanno da contraltare gli splendidi acquerelli di Raoul Dufy. Ne nacque una preziosa opera d’arte che l’autrice amava sfogliare e risfogliare.



Per chi ha già avuto il piacere di perdersi tra le pagine di Colette, Per un erbario sarà un ritorno gradito e un ravvivarsi dei ricordi della sua arguta e inconfondibile penna. Per chi invece desidera immergersi nelle atmosfere più intime e ricercate della Parigi d'inizio Novecento, tra giardini segreti e cortili fioriti, questa breve ma intensamente poetica lettura offre un viaggio incantevole nel cuore della ville lumière più esclusiva, filtrata attraverso uno sguardo acuto e sensuale.

Non un vero e proprio trattato di botanica, bensì un affascinante mosaico di prose brevi, quasi aforismi floreali, dove ogni fiore diviene un pretesto, un catalizzatore di memorie e suggestioni. Colette prende spunto dai bouquet di fiori che riceveva dal suo editore per tessere un filo sottile tra il mondo vegetale e il labirinto dei suoi ricordi. Ogni petalo non è solo una specie botanica, ma un intimo specchio che riflette aneddoti e riflessioni personali.

La sua penna anima a questi "fiori parlanti", ognuno intitolato a ridefinirsi e raccontarsi. Dalla maestosa Rosa al monologo quasi teatrale della gardenia, Colette attinge con grazia e talvolta con un pizzico di malizia ai ricordi della sua giovinezza, agli scorci più suggestivi di una Parigi intramontabile, a figure incontrate lungo il cammino, creando un affresco vivido e sorprendentemente intimo. Il capitolo dedicato alle piante medicinali, in particolare, è un tuffo nel suo passato rurale, una rievocazione di saperi antichi. Sono stralci di vita che si intrecciano con aneddoti più o meno veri, creando una trama ricca di fascino e mistero.

Un plauso anche all'edizione. Lo spessore della carta e la bellezza delle illustrazioni rendono il libro un piccolo oggetto artistico - un prezioso "biglietto da ricevere".

Per un erbario non è un manuale di botanica né una guida alla cura delle piante. Inoltre, se la penna di Colette vi è ancora sconosciuta, il consiglio è di esplorare prima altre sue opere per meglio apprezzare con il suo stile inconfondibile. Ma per chi già la conosce, la lettura sarà una preziosa gemma che profuma di ricordi e bellezza.

Durata totale della lettura: 3 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: Kir
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni


      "Non è la prima della stagione, tutt'altro. Prima di lei, il nostro clima pungente risveglia la violetta, la primula di Pasqua, i narcisi, la cinquefoglia falsa-fragola, l'erba trinità, l'iris gialla delle paludi. Siamo forse degli esaltati, o il Tropico, o la folle Provenza, per sperare che da noi la Rosa germogli sin da gennaio?"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

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