martedì 20 gennaio 2026

Recensione: Gli Hamilton



  Gli Hamilton

 di Catherine Gore

 Editore: Elliot
 Prezzo: €20
 Pagine: 384 
 Traduzione a cura di: Luca Brezzo 

 Quando la giovane e bella Susan accetta la proposta di matrimonio di Augustus Hamilton, un aristocratico affascinante e ambito, tutto sembra condurla verso una vita perfetta. Ben presto, però, Susan si rende conto che lo scenario roseo che aveva sognato è molto lontano dalla realtà. Augustus è un arrivista e un fedifrago, che con superficialità dedica le giornate ai vizi mondani. Inoltre suo padre, Lord Laxington, è un politico di primo piano, e così Susan si ritrova catapultata in un mondo che non desiderava, in giro per l’Europa e al centro della vita di corte durante il tramonto del regno di Giorgio IV. Se vorrà raggiungere la felicità, Susan dovrà superare molte delusioni e sofferenze e soprattutto scoprire quanta forza ci sia nel suo animo. Prosegue la pubblicazione dei romanzi inediti in Italia di Catherine Gore, regina del genere di costume “Silver Fork”, narratrice di talento che ha preceduto Thackeray nella acuta narrazione dell’alta società inglese e che incarna l’anello letterario mancante tra Jane Austen ed Elizabeth Gaskell. Gli Hamilton riscosse molto successo e riscontrò l’apprezzamento non solo del pubblico, ma anche di autori come Charlotte Brontë, Edward Bulwer-Lytton e Charles Dickens.




Se siete del team Bridgerton ma con una certa tolleranza per il sarcasmo ottocentesco, Gli Hamilton di Catherine Gore (scrittrice del XIX secolo, e si sente!) è il romanzo che fa per voi. 

Susan e Marcia sono due giovani donne dell’alta società inglese dell’Ottocento, cresciute nella rassicurante campagna inglese: belle, educate e con ottime possibilità di matrimonio. Insomma, perfette eroine da romanzo di costume, non lontane dalle sorelle di Jane Austen. Ovviamente, entrambe finiscono per sposare l’uomo che l’altra non può sopportare. Coincidenze? Non in questo genere letterario. 

Una delle due diffida dell’amore proclamato alla sorella, l’altra trova il cognato mortalmente noioso e decisamente antipatico. Il risultato è prevedibile: il legame strettissimo che le univa da ragazze viene messo seriamente alla prova, tra malintesi, silenzi educati e giudizi non richiesti. 

Susan e il marito vivono immersi nel lusso: incontri con reali, crinoline, gioielli, visite mondane, ricevimenti e tutta la rispettabile trafila di corteggiamenti e strategie matrimoniali che rendono l’alta società tanto affascinante quanto soffocante. Marcia, invece, prende la strada opposta: frequenta politici e letterati, rifugge la mondanità e, per quanto possibile, anche la città. Una scelta che, naturalmente, non passa inosservata. 

 Con il suo stile arguto e pungente, Catherine Gore, pienamente figlia del XIX secolo, mette in scena il solito ma sempre attuale dilemma: l’amore deve sottostare alla convenienza, l’indipendenza femminile è guardata con sospetto e le apparenze contano decisamente più dei sentimenti. Dietro dialoghi brillanti e situazioni apparentemente leggere, il romanzo nasconde una critica sociale sorprendentemente moderna. A completare il quadro c’è una galleria di personaggi secondari tra parenti, amici e pretendenti, che alimentano intrighi, malintesi e rivalità, ricordandoci quanto il successo sociale sia fragile e quanto basti poco — uno scandalo, un matrimonio sbagliato — per far crollare tutto.

Preparatevi, perché qui c’è davvero tantissimo da scoprire!


Durata totale della lettura: Dieci giorni
Bevanda consigliata: Cappuccino
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Milton Place di Elisabeth De Waal




"Gli uomini che sono estremamente cortesi in società spesso escludono 
la moglie dal beneficio della loro gentilezza: spesso è il frutto con la 
buccia più dura a essere più dolce al suo interno.
 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

Nessun commento:

Posta un commento

Commenta e condividi con noi la tua opinione!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...