L'inverno della levatrice di Ariel Lawhon
Editore: Neri Pozza Prezzo Cartaceo: € 22,00
Pagine: 496 Titolo originale: The Frozen River Traduzione: Massimo Ortelio Maine, villaggio di Hallowell, una notte d’inverno del 1789. Il fiume Kennebec è quasi completamente ghiacciato, invaso da micidiali lastroni che tagliano come cristallo. Prima di chiudersi nella loro gelida prigione, le acque restituiscono il corpo di Joshua Burgess, con gli abiti che ancora lo avvolgono come petali di un grande tulipano appassito. A esaminare quel cadavere gonfio e martoriato viene convocata Martha Ballard, la levatrice del villaggio, colei che facilita le nascite, che ascolta i corpi dei malati e se ne prende cura. E il corpo di Joshua Burgess parla, e dice che la morte non è arrivata solo per acqua, ma anche per corda: qualcuno potrebbe aver impiccato Burgess, prima di gettarlo nel Kennebec. Anche se poi il dottore, dall’alto della sua competenza, esprime il suo parere contrario e senza appello: è stato un incidente. Burgess, tuttavia, non può essere morto per una banale imprudenza. Oltre a Martha, in tanti pensano che meritasse una punizione, soprattutto dopo l’oltraggiosa violenza ai danni della giovane Rebecca. Martha aveva raccolto per prima quella terribile confidenza e l’aveva trascritta nel suo diario, come sempre fa con i racconti che le vengono affidati: perché non vadano perduti, perché le mura di casa non proteggono le madri, le sorelle, le figlie. Comincia così un’estenuante ricerca della verità per la levatrice Martha Ballard, armata solo delle sue parole contro i pregiudizi di una società che non intende ascoltarle. Con una prosa tesa e delicata, Ariel Lawhon racconta di una donna indomita e della sua instancabile battaglia per la giustizia. Un’eroina misconosciuta, mai finora celebrata, che ebbe l’ardire di levarsi in difesa dei più deboli, cambiando per sempre la storia di un’America che stava ancora muovendo i suoi primi passi. Il caso editoriale americano dell'anno.
Un giallo storico ispirato alla vita e al diario della levatrice Martha Ballard, che nel Maine del XVIII secolo sfidò il sistema legale americano lasciando un’impronta indelebile nella storia. |
Maine, 1789 - l’anno del lungo inverno
Martha Ballard è la levatrice di una piccola comunità immersa nelle foreste del Maine, nei primi anni dopo la nascita degli Stati Uniti. Ostetrica e guaritrice, ricopre quasi il ruolo di medico del villaggio, essendo l’unica tra gli abitanti con vere conoscenze mediche. Proprio per questo viene spesso chiamata a testimoniare nei processi locali come testimone esperta.
Quando il corpo di un uomo viene trovato nel fiume ghiacciato, Martha si trova coinvolta in un’indagine che mette in discussione la versione ufficiale delle autorità. Soprattutto perchè l’uomo in questione era stato accusato di violenza da una donna, amica e paziente di Martha.
Difendendo la sua amica e cercando la verità, Martha finirà per sfidare i potenti locali e quella che dovrebbe essere la “giustizia”, mettendo in pericolo non solo la propria reputazione ma anche la sua vita e quella della sua famiglia.
Il romanzo nasce basandosi sui veri diari di Martha Ballard, una figura storica realmente esistita. Levatrice, guaritrice, operatrice qualificata nell’arte medica come si definiva lei, si occupava soprattutto di assistere le donne in gravidanza, ma veniva chiamata per ogni tipo di malanno. In tribunale era spesso richiesta per sostenere le sue pazienti, soprattutto nei casi di riconoscimento di paternità ma anche, in casi eccezionali, come una sorta di medico legale!
Sicuramente una donna forte ed autonoma soprattutto in un’epoca in cui la medicina e la giustizia erano ancora quasi unicamente dominate dagli uomini.
I suoi diari, nei quali annotava nascite, malattie, eventi del villaggio e casi giudiziari, sono diventati fonte preziosa per la storia sociale americana e per la storia della medicina della fine del 18esimo secolo : dettagli sulle pratiche mediche e sulla farmacologia dell’epoca, ma anche su procedimenti giudiziari e sulla vita quotidiana della comunità.
Il romanzo si apre in media res, catapultandoci subito nel delitto. Il linguaggio ha quasi il tono di un’inchiesta : poche descrizioni ma efficaci, che ti fanno sentire immediatamente dentro la storia, tra le strade del villaggio, come parte della comunità, nella grande famiglia di Martha o nell’aula del tribunale locale.
Un microcosmo di personaggi ben costruito, vite e legami intrecciati, un mondo ricco di amicizie, amori e solidarietà, passioni e conflitti.
Una storia di ingiustizia, una storia di vendetta. Un avvincente romanzo storico con un tocco di thriller, che mi ha catturato e trascinato pagina dopo pagina, tutto d’un fiato. Davvero una bella scoperta!
Durata totale della lettura: sei giorni
Bevanda consigliata: ube vanilla latte
Formato consigliato: cartaceoBevanda consigliata: ube vanilla latte
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Ariel Lawhon
« È passato solo un giorno? Il tempo ha iniziato a giocarmi brutti scherzi.
Tutto o niente. Minuti o anni.
Quanti giorni e quante notti passo fra nascite, morti e sepolture.
Il mio lavoro è la vita dei mortali. L’inizio e la fine»
Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio



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