| Editore: Rizzoli Prezzo Cartaceo: € 19,00 Prezzo ebook: € 11,99 Pagine: 408 Titolo originale: Les Guerrières de l'Hiver Traduzione a cura di: Maurizio Ferrara Finlandia, 1939. L’apparente silenzio della foresta è in realtà un coro di suoni e di voci. Il giovane Simo ha imparato dal padre a non trascurare alcun dettaglio. È un cacciatore esperto e conosce il respiro della volpe, sa adattare il proprio a quello dell’animale, prima di colpire. Sa valutare le distanze e quanta differenza può fare un errore di calcolo. Ciò che ancora non sa è che presto la sua precisione infallibile si misurerà in vite umane, tolte e salvate. Nell’autunno di quell’anno l’Unione Sovietica si appresta ad aggredire la Carelia, un’area apparentemente innocua, ma strategica per la sua posizione di ponte tra il fronte tedesco e quello russo. L’attacco non è immediato, passano mesi di incertezza, e in questo tempo di attesa, mentre l’inverno inizia a stringere la sua morsa, un milione di finlandesi viene reclutato. Sono giovani inesperti della guerra, un popolo pacifico che viene condotto lungo le linee di confine, senza attrezzature adatte, spesso senza preparazione. E così, nel freddo più spietato, nel cuore del conflitto più violento della sua storia, il popolo intero di un piccolo Stato si solleverà contro il nemico e, tra i suoi soldati, nascerà una leggenda: Simo Häyhä, che grazie alle insuperate doti di tiratore diventa la Morte Bianca, il fantasma inespugnabile per la schiacciante Armata rossa, il simbolo di un’incredibile resistenza, fonte d’ispirazione per i compagni in trincea. Con sguardo lucido Norek ci avvicina a Simo, ma anche a Toivo, Viktor, Leena e tanti altri, protagonisti di un destino che non hanno scelto ma di cui sono inevitabilmente gli eroi. I guerrieri d’inverno è un romanzo sulla durezza e sull’umanità che si confrontano durante le guerre, uno studio attentissimo a quanto è successo ed è stato dimenticato. Un romanzo che ci parla, ancora oggi, di quei luoghi in cui la Storia irrompe come una tempesta, e dove la lotta per la propria libertà si accende, senza filtri. |
Olivier Norek non è un autore qualunque. Ex poliziotto, noto per i suoi noir intensi e umanissimi, Norek ha una capacità rara: mettere al centro le persone. Anche quando racconta sistemi, istituzioni, conflitti, lui scava nell’animo umano.
Non si limita a ricostruire uno scontro militare. Non scrive un saggio storico travestito da romanzo. Racconta uomini.
Ammetto senza problemi che prima di questo libro sapevo pochissimo della Guerra d’Inverno. Ed è proprio questo che amo della lettura: quando, quasi per caso, ti ritrovi a colmare un vuoto. A capire meglio un pezzo del mondo. A guardare la storia con una prospettiva nuova.
Questo romanzo è stato una scoperta.
Una lettura intensa, dura, ma profondamente umana.
Sulla carta, l’Unione Sovietica avrebbe dovuto travolgere la Finlandia in poche settimane: più uomini, più mezzi, più artiglieria, più tutto. E invece no. Perché non è mai solo una questione di numeri.
I finlandesi combattevano per la loro terra, nei loro boschi, nel loro gelo. Conoscevano ogni distesa bianca, ogni foresta, ogni lago ghiacciato. Si muovevano sugli sci, mimetizzati nel bianco, invisibili.
Dall’altra parte, molti soldati sovietici erano giovani mandati al fronte da regioni lontane, catapultati in un inverno brutale, con temperature che arrivavano a -40°. Non erano preparati, né fisicamente né psicologicamente, a quel tipo di guerra. E questo il romanzo lo fa sentire sulla pelle.Tra le figure reali che attraversano il libro c’è Simo Häyhä, passato alla storia come “La Morte Bianca”.
Più di 500 uccisioni confermate. Un cecchino leggendario. Un simbolo.
Ma Norek non lo trasforma in una caricatura eroica. Non è un supereroe nordico invincibile. È un uomo silenzioso, preciso, ostinato. Uno che conosce la neve come altri conoscono l’asfalto. Uno che resta immobile per ore, che respira piano per non tradire la propria posizione.
E attorno a lui si muove un piccolo gruppo di compagni, amici, ragazzi di provincia che si ritrovano a difendere qualcosa di infinitamente più grande di loro.
Una delle cose che ho apprezzato di più è che l’autore non resta incollato a un solo punto di vista. Segue i soldati semplici, certo. Ma anche i comandanti, i vertici, le decisioni prese lontano dal fronte e pagate carissime da chi è nella neve fino alle ginocchia. Questo allarga lo sguardo. Ti fa capire che la guerra non è solo eroismo o strategia: è caos, errore, improvvisazione, orgoglio politico, propaganda, paura.
E soprattutto è sopravvivenza.
È una lettura che, soprattutto nel contesto mondiale dei nostri giorni, fa pensare. Ai motivi che possono scatenare una guerra, alle conseguenze che ogni conflitto avrà sul presente ma anche sul futuro di tutta l'umanità. E la domanda sopra a tutte, almeno dal mio punto di vista, è sempre la stessa: Ma ne vale veramente la pena?
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni





Nessun commento:
Posta un commento
Commenta e condividi con noi la tua opinione!