mercoledì 11 marzo 2026

Recensione: Casa dolce casa



  Casa dolce casa

 di Nedra Tyre

 Editore: Edizioni Le Assassine
 Prezzo: € 18
 Pagine: 184
 Titolo originale: Death of an Intruder
 Traduzione a cura di: Barbara Monteverdi

  In una sonnolenta cittadina americana, la timida signorina Allison realizza il sogno di una vita indipendente: una casetta tutta per sé, grazie ai soldi ereditati dalla zia di cui si era presa cura a lungo. Pronta ad assaporare la tanto agognata solitudine e libertà, vede ben presto andare in frantumi il suo sogno, quando bussa alla sua porta la signorina Withers, un’intrusa ostinata e manipolatrice, che si insinua come un parassita nella sua esistenza con una dolcezza velenosa e un controllo insidioso. Quello che inizia come un cortese confronto domestico si trasforma in una battaglia di volontà passive-aggressive, dove ogni gesto quotidiano – dal passare il sale a tavola alle discussioni su spezie e routine – diventa arma letale. Nedra Tyre, maestra del giallo psicologico, tesse una suspense soffocante, che rivela abissi di disperazione e rancore sotto la patina delle buone maniere e in cui l’orrore non arriva dall’esterno, ma è seduto accanto nel salotto buono.




Immaginatevi una sera: bussano alla porta, aprite… e una signora che non avete mai visto entra in casa vostra. E non se ne va più. 

Com’è possibile? Ve lo chiederete voi — e me lo sono chiesta anch’io, rimanendo praticamente senza parole per gran parte del romanzo. Alison ha passato tutta la vita dedicandosi agli altri: prima ai genitori, poi alla zia anziana. L’unica vera gioia personale è la sua adorabile casetta, curata in ogni minimo dettaglio, scelta con passione e attenzione. 

Quel luogo, il suo spazio sacro, viene improvvisamente violato e sembra impossibile liberarsene… se non con la morte. Ma immaginate quanto possa essere difficile anche solo concepire un pensiero simile per una persona che fatica perfino a chiedere a qualcuno di andarsene! Per buona parte del romanzo ho trovato la situazione assolutamente surreale, e devo ammettere che questa sensazione mi ha anche aiutata a “salvare i nervi”. 

 La letteratura gialla è una delle poche cose che sembra scuoterla un po’, anche se finisce per alimentare ancora di più le sue fantasie di omicidio. Non voglio svelarvi come si evolve la storia, ma posso dirvi che il finale non è stato affatto quello che mi aspettavo. 

Consiglio vivamente di leggere la postfazione: aiuta a comprendere meglio un romanzo che, personalmente, mi ha fatto innervosire parecchio, ma che resta comunque uno dei primi esempi di psychological suspense. 

 Forse per un lettore moderno il ritmo può risultare piuttosto lento e questo rende più difficile entrare davvero in empatia con i personaggi.

Durata totale della lettura: Due giorni 
Bevanda consigliata: English Breakfast
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni


"«Allison nacque allora un pensiero macabro e terribile: 
solo la morte avrebbe portato quella donna fuori dalla sua casa..». 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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