martedì 16 dicembre 2025

Recensione: Assassinio in Cornovaglia

       


Assassinio in Cornovaglia

di Elisabeth George

Editore: Longanesi
Prezzo Cartaceo: € 24,00
Prezzo ebook: € 11,99
Pagine: 592
Titolo originale: A Slowly Dying Cause
Traduzione a cura di: 
Valentina Guani e Anna Maria Biavasco


Un misterioso omicidio
sconvolge la Cornovaglia.
E il sospettato è un uomo molto vicino
all’ispettore Lynley.
Negli stessi giorni in cui la detective Barbara Havers finisce in congedo forzato, l’ispettore Thomas Lynley scopre che il tetto della sua villa di famiglia in Cornovaglia deve essere rifatto, operazione estremamente costosa… ma che Lynley potrebbe sostenere (o evitare) se riuscisse a dimostrare che nei suoi terreni si cela una riserva di litio alla quale sembra molto interessata un’azienda che professa metodi estrattivi ecologici.
Lynley convince Havers ad accompagnarlo in Cornovaglia, ma poco dopo il loro arrivo i due si ritrovano a indagare su un efferato omicidio che ha spezzato bruscamente la tranquillità della regione.
L’ispettore Lynley e il sergente Havers non avrebbero motivo di essere coinvolti, poiché il caso è di competenza della polizia locale e la firma dell’assassino sembra chiara fin dai primi rilievi, ma l’uomo che è stato arrestato è il fratello della donna di cui Lynley è innamorato…



Assassinio in Cornovaglia si svolge nella suggestiva Cornovaglia, una regione dell’Inghilterra sud-occidentale caratterizzata da paesaggi aspri e selvaggi, scogliere battute dal vento e piccoli villaggi affacciati sull’oceano. Questo scenario, apparentemente tranquillo e pittoresco, fa da sfondo a una storia in cui nulla è davvero come sembra.

Il romanzo si apre con il ritrovamento del corpo senza vita di Michael Lobb, proprietario di una storica azienda di stagno e peltro in Cornovaglia. Attorno alla sua morte si addensa subito una fitta rete di sospetti: una ex moglie rancorosa, figli ostili, una moglie molto più giovane, un fratello ambiguo e dipendenti con un passato disgraziato. Elizabeth George costruisce l’indagine dando voce allo stesso Lobb attraverso capitoli in prima persona, intrecciati alla narrazione principale e che sono una bella intuizione in quanto innestano nel lettore il dubbio sulla sua sincerità.

La storia coinvolge tanti personaggi e nella maggior parte dei casi sono connessi tra loro. Conflitti familiari, interessi economici, elementi inattesi arricchiscono l’intreccio. Ci sono la famiglia di Michael Lobb (ex moglie rancorosa che ora si è fatta però una nuova vita, il figlio Merrit, sposato con tanti figli, la figlia con la quale non parla da quando li ha abbandonati. E poi la nuova moglie molto più giovane Kayla, apparentemente innamoratissima del marito. I dipendenti di Lobb, padre e figlio, sono una famiglia dalle origini disgraziate che vive in un camper roulotte nei pressi della proprietà. Una figlia veterinaria, i due gemelli molto uniti anche quando sono lontani. 

L’ingresso in scena di Thomas Lynley e Barbara Havers avviene gradualmente, ma quando accade i due investigatori si confermano in grande forma, soprattutto nel contrasto tra l’eleganza di Lynley e la ruvida umanità di Havers. L’atmosfera è resa con grande precisione e le voci dei personaggi risultano sempre credibili. Pur senza mantenere costantemente un ritmo serrato, il romanzo ripaga la sua lunghezza con una trama solida e un finale intenso e sorprendente.

Durata totale della lettura: 1 settimana
Bevanda consigliata dall'autrice: te
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito web dell'autore: Elisabeth George
Consigliato a chi ha apprezzato: L'ospite inatteso di Patricia Gibney


  "Mogli, fratelli, figli, amanti, un pout pourri di emozioni forti, che possono fare del male."


Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio.

lunedì 15 dicembre 2025

Recensione: Rose in chains. Come una rosa senza spine

Rose in Chains. Come una rosa senza spine
di Julie Soto

Editore: Newton Compton Editori
Prezzo Cartaceo: € 12,90
Prezzo eBook: €0,99

Pagine: 480

Quando il regno di Evermore viene conquistato dal nemico e lei viene catturata, Briony Rosewood si rende conto che il suo mondo è cambiato per sempre e che il luogo che chiamava casa non è più un rifugio sicuro. Dopo la vittoria delle forze del male, schiavitù, prigionia e morte sono il triste destino del suo popolo. Privata della magia e della libertà, Briony stessa viene scelta per essere venduta al miglior offerente e, in quanto principessa di Evermore, è il premio più ambito. Dopo un’asta accesissima, è Toven Hearst, l’erede di una famiglia nota per la sua crudeltà, ad aggiudicarsela. Tuttavia, nonostante gli orrori della nuova realtà che è costretta ad affrontare e del nuovo ruolo che deve imparare a ricoprire, Briony si accorge che non tutto è perduto. E che la speranza e un volto amico si possono trovare anche nei posti più impensabili...




Attenzione, cari lettori e lettrici, preparatevi a cadere in una trappola irresistibile. Questo libro crea dipendenza e, ahimè, non è autoconclusivo. Si tratta del primo volume di una trilogia che promette scintille e, per scoprire come prosegue la storia, dovremo armarci di una pazienza, molta pazienza.

Julie Soto ci aveva già incantati la scorsa estate con un romance dolcissimo e capace di sciogliere il cuore, ma questa volta ha alzato la posta, catapultandoci in un fantasy romance avvincente e denso di magia. I protagonisti? Briony e Toven, due nomi che promettono scintille e, ovviamente, una dinamica enemy to lovers con una particolarità: la trasformazione e le loro personalità sono dolci e soffuse. Un rapporto meraviglioso da scoprire con lo scorrere dei capitoli.

La trama è un vero e proprio intarsio, ricchissima e magistralmente orchestrata. Fin dalle prime pagine, si è immediatamente immersi in un regno dove magia, del cuore e della mente, si scontrano in un dualismo affascinante. Queste due forze non sono solo concetti filosofici, ma plasmano visioni del mondo e legami, diventando il fulcro del conflitto tra due stirpi in lotta.

Gli avvenimenti si susseguono in un turbine di colpi di scena e punti di vista differenti, rendendo l'immersione nella storia totale e profonda. I frequenti flashback sono come finestre sul passato, gettando luce su dettagli cruciali e sulle vicende che hanno portato Briony e Toven ai margini di una guerra che un tempo sembrava solo un'eco lontana. Così, pagina dopo pagina, non solo Briony e Toven prendono vita, ma anche il vibrante coro di personaggi che li circonda, ognuno con il suo ruolo, le sue sfumature e i suoi segreti, arricchendo un'avventura che promette ancora molto da svelare.

E parlando di personaggi, un applauso speciale va alle figure femminili. Nonostante debbano sopportare ingiustizie e soprusi all'interno della narrazione, si dimostrano in ogni frangente indomite e coraggiose. La Soto le dipinge mentre, con acume e determinazione, trovano la propria strada per sovvertire un sistema opprimente. È un fil rouge potentissimo che unisce queste "voci" e le rende assolutamente indimenticabili.

Per chi è questo libro? Se amate le saghe fantasy senza world-building eccessivamente labirintici, ma salti nel tempo per svelare misteri e approfondire i personaggi, se siete avidi di segreti e intrighi politici ben congegnati, senza dimenticare un pizzico di tensione romantica, se apprezzate le ambientazioni affascinanti nelle scuole di magia e una narrazione prevalentemente in POV femminile.

L'unico "difetto"? Voci di corridoio sussurrano che per il secondo volume dovremo pazientare fino a dicembre 2026.

Durata totale della lettura: 6 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: caffè 
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 16 anni


      "Alcuni di noi sostengono che la nostra magia proviene dal sangue, dal cuore, ma io la ritengo una spiegazione troppo semplicistica. Non è forse vero che la evochiamo? Con le nostre menti?



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

venerdì 12 dicembre 2025

La Biblioteca dei Bimbi: Sette bambini


Sette bambini
testi e illstrazioni di Forest Xiao


Editore: ZooLibri
Prezzo cartaceo: 18,00 €
Pagine: 32 
Formato: 26,5 X 26 cm
Titolo originale: Seven Babies


Cosa si fa quando una scatola con sette bambini rotondi e irresistibili arriva alla porta di casa? Ovviamente si fanno entrare!
Forest Xiao, astro nascente dell’illustrazione, racconta il disordine e la meraviglia che portano i piccoli e questi sette bambini sono un perfetto regalo per chi si sta preparando a un nuovo arrivo in famiglia.





Sette bambini” è un albo illustrato che invita a osservare ciò che arriva all’improvviso nella nostra vita: piccoli esseri misteriosi che spuntano dal nulla, entrano nelle nostre giornate come un vento inatteso, e poi, altrettanto silenziosamente, scompaiono.
L’autore, forse, ci invita a chiederci chi siano davvero questi bambini: non personaggi da seguire, ma emozioni incarnate, possibilità, fragilità che si mostrano senza paura. Ciascuno porta con sé un modo diverso di stare al mondo, e insieme formano un coro silenzioso che parla direttamente al cuore.
I sette bambini sembrano una metafora delle emozioni che ci attraversano: arrivano senza chiedere permesso, ci scombussolano con la loro presenza tenera e imprevedibile (proprio come fanno tutti i bambini veri!), e quando finalmente proviamo a trattenerli, si dissolvono. Restiamo con un’eco, un’impressione, un piccolo cambiamento che però ci abita ancora.
Le illustrazioni di Forest sono composte da figure sono tonde, semplici, ma con ognuno una propria personalità (spoiler: il mio personaggio preferito? Il bimbo che dorme… mi ha davvero fatto ridere un sacco!).
Le tinte "pastellose", non definiscono ma suggeriscono: rosa che rassicurano, gialli che scaldano, azzurri che sfumano nell’aria, arancioni e verdi come punti fermi. È come se i bambini fossero fatti della stessa materia dei pensieri e dei sogni, sempre sul punto di trasformarsi.
Il messaggio che il libro sembra custodire è semplice: ciò che ci attraversa — emozioni, ricordi, intuizioni improvvise — merita ascolto, anche quando è fugace. Non tutto ciò che arriva nella nostra vita resta, ma tutto ciò che passa può toccarci profondamente. “Sette bambini” è un albo da leggere come un soffio: breve, lieve, eppure capace di muovere qualcosa di quieto e prezioso.

Bevanda consigliata:  Tè al Miele
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 2 anni
Sito dell'illustratore: Forest Xiao 


"Un giovedì mattina, una scatola piena di bambini arriva a questa porta. DIN DON!"



                                             Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 11 dicembre 2025

Recesione: Il canto del male

 


Il canto del male  
di Éric Fouassier

Editore: Neri 
Prezzo Cartaceo: €20,00
Prezzo e-book: €9,99
Pagine: 368

Maggio 1832. A Parigi imperversa il colera, e la paura del contagio costringe tutti nelle proprie case. Eppure l’Ufficio degli affari occulti non abbandona le sue investigazioni nemmeno di fronte alla minaccia del morbo; soprattutto ora che l’ex attrice Aglaé Marceau è entrata a pieno titolo a far parte dell’istituzione. Ben poche donne ricoprono un ruolo simile, ma d’altronde l’ispettore Valentin Verne, che è il suo capo, è senz’altro il meno conformista tra i poliziotti. Anche come fidanzato è anticonvenzionale: perciò Aglaé apprende che lui ha dovuto lasciare in fretta e furia la città per una missione segretissima da una lettera, anziché dalla sua viva voce.

Lasciate infatti Parigi e le sue oscure vicende nelle mani dell’abile fidanzata, Verne è già giunto tra le alture della Vandea, in un clima di rivolta imminente, per indagare su due morti misteriose. Molte sono le voci sui presunti assassini: spie di Luigi Filippo, oppure sostenitori della duchessa di Berry, aspirante al trono di Francia; messaggeri del diavolo che solcherebbero i mari su imbarcazioni avvolte nella nebbia, oppure adoratori di culti arcani che lanciano maledizioni. Ovunque, un canto malefico risuona nella notte, come un funesto presagio.

Nel quarto volume della serie L’Ufficio degli affari occulti, Éric Fouassier ci conduce in una nuova sfida del suo ormai iconico ispettore e della sua squadra, un’indagine labirintica in cui vicende criminali e rivolgimenti della Storia si intrecciano in un incantesimo difficile da spezzare.



Come per gli altri tre romanzi della serie de L'Ufficio degli Affari Occulti, Eric Fouassier porta il lettore indietro nel tempo, ai primi decenni dell'Ottocento e colpisce con un giallo storico incredibile. Grazie alla sua incredibile capacità di descrizione dei paesaggi, delle situazioni e perfino degli odori i suoi lettori riescono ad immedesimarsi così tanto da riuscire quasi a percepire le sensazioni dei protagonisti. Fouassier questa volta porta il nostro ispettore dandy in Vandea, uno dei dipartimenti dei Paesi della Loira:

Parigi, 1832. La Francia è colpita da una delle più grandi pandemia della storia: il colera imperversa tra i vicoli di Parigi e l'Ufficio degli affari occulti ha da poco risolto un caso legato a quella terribile malattia. Il colera non è l'unico problema che la Francia deve affrontare: in Vandea, infatti, sembrano esserci i presupposti per lo scoppio di una rivolta, tesa a rovesciare il governo di Luigi Filippo, considerato un usurpatore. Un giorno di maggio, senza alcun preavviso Valentine viene prelevato da un uomo vestito di nero che ha un invito, una missione speciale per l'ispettore. Valentine Verne non può far altro che accettare una missione di tale importanza. Lascia così una lettera ad Aglaè, ormai sua fidanzata e collega di lavoro (l'ex attrice lavora adesso infatti ufficialmente presso l'Ufficio degli affari occulti), che chiede spiegazioni a Tafik che, nonostante non fosse in grado di rivelare la destinazione dell'ispettore, aveva notato dei dettagli non indifferenti, come la regalità dei cavalli legati alla carrozza che aveva prelevato Valentine, confermata dal marchio reale che spiccava su di essi.
Valentine Verne era stato chiamato in Vandea proprio per indagare su uno strano caso, degno dell'Ufficio degli affari occulti: due uomini erano stati strangolati brutalmente. La particolarità è che in entrambe le scene del crimine l'arma del delitto fosse un particolare foulard, detto rumal, collegabile alla confraternita indiana dei Thugs. Non solo, in lontananza, poco prima di trovare il corpo dei due uomini assassinati  si è sentito un suono particolare, un suono che Lord Blackburne convinto di essere, insieme sua sorella, il reale bersaglio dei Thugs, ha descritto come quello di una particolare tromba indiana chiamata ramsinga. 
Mentre Valentine è impegnato ad indagare in incognito sugli assassinii in Vandea e a cercare di trovare un filo conduttore, una qualsiasi prova che possa essere sensata e che possa dare una risposta a quel "canto del male",  Aglaè Marceau a Parigi, senza aver ricevuto alcun tipo di incarico ufficiale, si occupa insieme a Vidoq del caso dell'omicidio Honoré de Crayencourt e del furto di un bel gruzzolo di gioielli di quest'ultimo. Le prove puntano tutte ad un'unica persona: Samson Desroches, artista infatuato dell bella Marie-Reine, amica di Aglaè. Samson si dichiara però innocente ed Aglaè e Vidoq cercano in tutti i modi di dimostrare che il colpevole potrebbe essere qualcun altro.

Le indagini di Valentin e di Aglaé procedono parallelamente. Fouassier spazia tra i capitoli portando avanti entrambe le storie e incastrandole perfettamente non solo tra loro, ma anche a fatti storici reali, come la cospirazione della duchessa di Berry, i movimenti politici dell'epoca, l'epidemia di colera. 

Una scrittura fluida, caratterizzata da un'eleganza perfettamente rappresentativa del linguaggio borghese ed altolocato dell'Ottocento. 
Aggiungerei anche, come altro punto a favore, che le copertine della serie sono bellissime e assolutamente rappresentative del clima che si respira in ognuno dei quattro romanzi. 

Una serie assolutamente da leggere, o da recuperare per chi ancora non ha avuto il piacere di conoscere l'affascinante ispettore Valentine Verne. 

Durata  della lettura:  Sei giorni
Bevanda consigliata: Caffè nero
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Traduzione a cura di : Maddalena Togliani
Consigliato a chi è piaciuto: L'ufficio degli affari occulti, Il fantasma del Vicario e Le notti della morte blu, di 
Éric Fouassier

      "Valentine si disse che detestava doversi muovere nella palude della bassa politica. Era fatta solo di apparenze, trappole e tradimenti. Preferiva cento volte avere a che fare con i delinquenti più pericolosi dei bassifondi di Parigi che con quei cospiratori invidiosi gli uni degli altri, che si spiavano e oscillavano tra duplicità  coraggio”  
Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 10 dicembre 2025

Recensione: La signora Miniver



  La signora Miniver

 di Jan Struther

 Editore: Elliot Edizioni
 Prezzo: €19
 Pagine: 176 
 Titolo originale: Mrs Miniver
 Traduzione a cura di: Carla Pinna


 Nata come protagonista di una serie di articoli sul «Times» – lo scrittore Peter Fleming propose all’autrice di curare una rubrica su «una donna ordinaria che conduce una vita altrettanto ordinaria» –, il personaggio della signora Miniver riscosse un immediato e straordinario successo sin dal suo debutto, nel 1937, tanto da diventare dopo solo due anni un libro e nel 1942 un film pluripremiato agli Oscar. La vita della signora Miniver, che «gode dei suoi quarant’anni molto più intensamente di quanto non avesse goduto i trenta», non è poi così ordinaria: abita in una graziosa villetta a Chelsea con il marito Clem, affermato architetto, i tre figli, e completano l’assetto familiare decisamente upper class una tata, una cuoca e una governante. L’estate si trascorre in un cottage nel Kent, i weekend immersi in battute di caccia. E quando la Seconda guerra mondiale arriva a sparigliare il suo mondo ordinato, la signora Miniver conserva intatto il suo spirito, con entusiasmo e incrollabile forza d’animo. Scene di vita quotidiana che brillano di una verve ironica e di una gioiosa leggerezza, rivelando quanto le esistenze tranquille possano essere preziose.




La Signorina Miniver è senza dubbio un romanzo da affrontare tenendo sempre presente l’epoca in cui è stato scritto e il ruolo che ha ricoperto durante la Seconda Guerra Mondiale. 

Il libro, infatti, ebbe un impatto profondo sul morale dei soldati al fronte, offrendo un frammento di normalità e conforto in un momento storico drammatico. Più che un romanzo nel senso tradizionale, si tratta di una sorta di raccolta di racconti, episodi e impressioni che l’autrice ha dedicato alla vita di una donna apparentemente ordinaria anche se, leggendo, ci si accorge subito che di “ordinario” ha ben poco. 

 Partendo da questa consapevolezza, il lettore può comprendere meglio l’opera, pur sapendo che oggi l’impatto non può essere lo stesso. La protagonista è una donna benestante, bianca, che vive in una villa londinese, circondata da ogni comfort: dispone di una servitù che si occupa della gestione domestica e ha un figlio che studia a Eton, che lei va a trovare una volta al mese. Le sue preoccupazioni principali ruotano intorno a questioni che oggi possono sembrare superficiali o lontane dalla nostra esperienza quotidiana: decidere quando partire per la consueta vacanza estiva in Scozia, riflettere sul proprio matrimonio e su quelli dei suoi amici, osservare con eleganza e un tocco di ironia le dinamiche sociali del suo ambiente. 

 I capitoli, brevi e ricchi di dettagli, disegnano un mondo in cui si va ancora a caccia, le donne sono confinate a un ruolo “prestabilito” e gli uomini partono per la guerra—o almeno lo fanno quelli che non appartengono alle classi privilegiate. È una realtà lontanissima da quella contemporanea, e proprio per questo può risultare difficile immedesimarsi nei personaggi o sentirli vicini. 

 Nonostante ciò, lo stile di scrittura è sorprendentemente attuale: elegante, raffinato, ma al tempo stesso fluido e piacevole. È forse proprio questa qualità a rendere il libro ancora godibile oggi, al di là delle inevitabili distanze storiche e sociali. 

 Consigliato soprattutto a chi nutre un interesse particolare per la storia e desidera apprezzare non solo la narrazione, ma anche il valore culturale e storico di un’opera che ha segnato un’epoca.

Durata totale della lettura: Dieci giorni
Bevanda consigliata: Cappuccino
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Milton Place di Elisabeth De Waal


"Perché se entrambi fossero stati ugualmente espliciti, avrebbero corso il rischio di capir-si completamente, e un certo grado di incomprensione (non fraintendimento, ma proprio incomprensione) è l’unico rifugio possibile che un essere umano possa of-frire a un altro nel mezzo della devastante intimità di un matrimonio felice.
 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 9 dicembre 2025

Recensione: Empusium - Una storia di natura e orrore


Empusium 
Una storia di natura e orrore
di Olga Tokarczuk

Editore: Bompiani
Prezzo Cartaceo: € 22,00
Pagine: 336

Titolo originale: Empusium
Traduzione: Silvano De Fanti  


1913. Il giovane Mieczyslaw, malato di polmoni, arriva a Görbersdorf, noto centro di cure della Bassa Slesia, ed entra subito a far parte della piccola variegata comunità che aspetta la guarigione − o altro − passeggiando, conversando, mangiando e bevendo saporose specialità locali. Filosofia, amore, arte, guerra, e poi le donne, sempre le donne: questi i temi prediletti dai suoi compagni di pensione e terapia.
Nella pensione in cui M. abita succedono strane cose: la moglie del proprietario è appena morta in circostanze misteriose, e il ragazzo è attratto dalla sua stanza, dalla sua storia. Ma anche altre storie lo avvincono: per esempio la leggenda locale che vuole che nei boschi riposino singolari creature terrigne, calde e seducenti quanto feroci. Ancora donne. E mentre tra chiacchiere, potenti cordiali alle erbe, confidenze e tirate fanatiche i suoi compagni di ventura cercano di allontanare i presagi di morte che li accerchiano, M. scoprirà l'attrazione che lo lega a Thilo, giovanissimo artista, e le sfumature di slanci e sentimenti che lo abitano, lo fanno inimitabile, forse lo salveranno. 

Olga Tokarczuk rivisita certe atmosfere alla Thomas Mann, torna al tema amato della natura e del suo potere, irride i triti rituali dell'amicizia al maschile e tratteggia un ritratto di giovane pensoso che nel dolore e nella paura impara a crescere e a credere in ciò che è.



Germania di inizio Novecento. 
Un villaggio sperduto tra le montagne, la campagna, i boschi, i colori dell’autunno. Un sanatorio isolato, luogo di ritiro per curare malattie di polmoni, di corpo, della mente.
È qui che arriva Wojnicz, un giovane studente polacco malato di tubercolosi, che si allontana per la prima volta dal suo ambiente familiare per unirsi a un gruppo di personaggi originali ed alquanto eccentrici.
La vita nel sanatorio scorre tra trattamenti, passeggiate e lunghe discussioni filosofiche, ma presto l’atmosfera si fa inquieta: rumori inspiegabili che riecheggiano nella notte, porte e stanze che nascondono segreti, leggende locali che circolano tra i pazienti, un presunto suicidio (o forse non è un suicidio?).
In questo scenario sospeso tra cura e morte, tra realtà e suggestione, Wojnicz non solo esplora il mondo fuori dal suo ambiente familiare, ma inizia un viaggio ancora più profondo: alla scoperta di se stesso.

Questo libro ha tutti i temi che più mi appassionano, soprattutto nel periodo invernale: atmosfera gotica, immerso nella natura, scienza e superstizione, storia e filosofia, il tutto condito con un pizzico di ironia.
Le descrizioni sono incredibilmente dettagliate, e permettono al lettore di immergersi sin da subito nell’atmosfera e nei simbolismi del racconto.
Sembra quasi di guardare un film: ogni stanza, ogni paesaggio, ogni piccolo dettaglio contribuisce a creare un mondo vivido e sospeso tra realtà e immaginazione. I suoni della natura sono così coinvolgenti che possiamo quasi sentire il rumore dell’acqua che scorre mentre passeggiamo nei boschi con il protagonista.

L’aspetto più potente del libro è sicuramente l’atmosfera. Il villaggio immerso tra le montagne, la nebbia, il cimitero, la notte. A questo si accompagna una tensione costante, malinconica e cupa.
L’inquietudine e la curiosità del lettore crescono ma senza mai esagerare : suoni oscuri, personaggi stravaganti e misteriosi, ombre che appaiono e scompaiono, fino a un presunto suicidio che lascia però qualche dubbio. L’ambientazione mi ha sicuramente ricordato la Transilvania di Dracula.

Altra interessante particolarità la presenza di continui contrasti: il ruolo dell’uomo e della donna nella società del tempo, con una misoginia estrema al limite del ridicolo, e uno sguardo all’omoerotismo, ma anche scienza e superstizione, incontro tra razionale e sovrannaturale, e sicuramente l’evolvere precario della vita tra giovinezza e decadenza.
Da una parte la fragilità del corpo e la malattia fisica e mentale, dall’altro il contrasto con la forza di spirito e la voglia di vivere : il protagonista cerca di guarire dalla malattia affrontando pensieri sulla morte come se potesse giungere da un momento all’altro, nonostante la sua giovane età.

Questi contrasti e il tono onirico del racconto rendono la storia ancora più intensa, un’esperienza sospesa tra realtà e sogno, dove non è chiaro cosa sia reale, cosa leggenda, cosa allucinazione, cosa fantasia, lasciando il lettore avvolto in un’incertezza affascinante ed inquietante, che poi, forse, è riflesso dell’incertezza stessa della vita

Durata totale della lettura: otto giorni  
Bevanda consigliata: the bianco fico e vaniglia
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Olga Tokarczuk
« Noi riteniamo che le cose più interessanti stiano sempre nell’ombra,
in ciò che non si vede »


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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