venerdì 14 agosto 2026

Recensione: La portinaia del 17. I segreti del vieux moulin

 

La portinaia del 17. 
I segreti del Vieux Moulin
di Emma Cortesi

Editore: Fazi Editore
Prezzo Cartaceo: €10,00
Prezzo Ebook: €8,99
Pagine: 204

Al 17 di rue des Saules, nel cuore di Montmartre, le giornate sono scandite da piccole abitudini e buone maniere, e la vita degli inquilini scorre lenta tra un pain au chocolat e due chiacchiere pacifiche davanti a un caffè bollente. Non c’è nulla che Berthe, portinaia dai capelli di neve, non sappia di loro. Così una mattina, quando per la prima volta in vent’anni Monsieur Gorin non ritira il suo giornale, la donna non ha dubbi: qualcosa non torna. Decisa a seguire l’istinto e la sua inarrestabile curiosità, Berthe, aiutata dall’ex commissario Lefevre, s’introduce nell’appartamento al secondo piano dove vive Gorin. Dopo una macabra scoperta, la coppia decide di andare a fondo alla questione avventurandosi in un’indagine privata tra vecchi diari, teatri appartenenti a una Parigi lontana e misteriose fotografie, salendo e scendendo le scale del vecchio Residence che custodisce da sempre più di un segreto.


Un mystery dalle dinamiche classiche, scritto con l’intelligenza dei grandi maestri del giallo, La portinaia del 17 è il primo di una serie di romanzi con al centro lo storico palazzo di Montmartre. Libro dal tocco ironico e dalle atmosfere rétro, è una dichiarazione d’amore alla Parigi che conosciamo, ma anche un viaggio nella vita dei suoi abitanti, tra le celebri vie del quartiere degli artisti.



Parigi. Un’improbabile coppia di ultra settantenni, monsieur Lefevre, commissario di polizia in pensione e inquilino del Vieux Moulin e Berthe portinaia del palazzo che conosce ogni singola abitudine degli inquilini, si trova ad indagare sulla morte, apparentemente naturale, del signor Mathieu Morin. Ad accorgersi dell’assenza di Morin è proprio Berthe: l’uomo infatti, da oltre vent’anni, scendeva puntualmente alle 7:00 ogni mattina per ritirare la copia de Le Parisienne dalla cassetta della posta. Ogni santa mattina, tranne quella. Questa “anomalia” mette subito in allerta la donna che decide di andare a controllare. Il suo timore è fondato: il signor Morin viene trovato morto sulla sua poltrona, con una mano sul ventre e una sul bracciolo. Tutto intorno a lui sembra perfettamente in ordine: non ci sono segni di violenza, nessun segno di scassinamento. Niente è fuori posto e la polizia chiude il caso senza scalpore: l’uomo ha avuto un infarto niente di più. Eppure è tutto troppo perfetto, troppo costruito e la scena del crimine non convince né Berthe né Lefevre. In particolare quest’ultimo, un po’ per deformazione professionale, nota due importanti particolari: la tazza del tè rovesciata a terra e l’orologio da polso con il quadrante rotto, fermo alle 22,17 della sera prima. 

I due così decidono di bypassare la polizia ed indagare in autonomia. Primo passo? Interrogare tutti i condomini, partendo dal pian terreno e salendo man mano. Esclusi i due anziani (che per correttezza si inseriscono nella lista dei presenti al momento dell'accaduto) gli inquilini da interrogare sono 8 in tutto: Guillaume La Roche, anziano attore in pensione, ormai quasi completamente matto; Camille Blanchet, anziana anche lei, ormai vive sola con i suoi amati gatti; Luc Moreau, giovane e prestante barista, vive la sua vita di notte; Anne e Denis Duret, coppia di 40enni, litigano spesso e trovano sempre un modo per far pace; Julie e Nina Martin, giovani studentesse universitarie; Sophie Duval, pittrice, riservata, abita in mansarda. 
Nessuno di loro sembra avere un movente, sono tutti soltanto vicini di casa, a parte Guillame La Roche, con cui Morin giocava a carta due volte a settimana e Camille Blanchet con cui oltre 10 anni prima andava a cena il sabato sera. Non ci sono sospettati. Eppure dai racconti di ogni inquilino Berthe e Lefevre captano un indizio. 

Un condominio ricco di personaggi peculiari, ognuno con una storia particolare da raccontare e interessante da ascoltare, ognuno chiuso, in un modo o nell’altro, nel proprio guscio per sopravvivere ai tiri mancini della vita. 

Personaggi e dinamiche creati con arguzia e ben definiti in un giallo frizzante, divertente, ironico. Ci si affeziona ai personaggi, in particolare ai due settantenni che trovano il modo di superare la noia quotidiana, tornando e restando curiosi come dei ragazzini. 

Mi sono ritrovata a Parigi ad indagare sul caso insieme a Berthe e Lefevre e se cercate un giallo leggero, ma non banale, da leggere nei vostri pomeriggi estivi, La portinaia del 17. I segreti del Vieux Moulin fa per voi!

Durata  della lettura:  Tre giorni
Bevanda consigliata: Caffè nero fumante
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Consigliato a chi è piaciuto: Miss Bee e il principe d'inverno, Missi Bee di Alessia Gazzola



"La morte quando bussa alla porta accanto mette in soggezione chiunque."
Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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