Benvenut* al Review Tour di "Le notti folli dello scoiattolo rosso" di Marilù S. Manzini, un romanzo contemporaneo e che lascia il segno. Non dimenticate di passare anche dagli altri blog partecipanti per scoprire tutte le recensioni dedicate a questa lettura!
Le notti folli dello scoiattolo rosso |
Cesare ha sessant’anni ed è un artista ormai fallito, negli anni ‘80 e ‘90 era famoso per sculture, quadri e body art estrema di cui era il protagonista. Ha sempre dato più seguito al suo lavoro e alle donne piuttosto che alla figlia Caterina, per questo ormai il legame che li unisce è di carattere puramente economico. Lei ha vent'anni, è cresciuta nell’agio tra estetiste, palestre e abiti di marca, tutte spese che Cesare non può più permettersi. Lui vorrebbe chiudere il rubinetto ma gli è rimasta solo lei e si sente in colpa per averla viziata.
Schiacciato dai debiti e spinto dal consiglio della sua gallerista — "devi fare qualcosa che non possano ignorare" —, Cesare capisce che per non finire nell'oblio deve stare al passo con i tempi.
Scorrendo sui social, gli giunge un'idea folle: insieme a un ex chirurgo radiato dall'albo deciderà di trasformare il suo stesso corpo nell'opera d'arte definitiva, registrando la sua prima mutilazione al buio di una cantina.
Cesare è un artista a fine corsa, schiacciato dai debiti e terrorizzato dall’anonimato, che decide di trasformare il proprio corpo nell’ultima, definitiva performance. È un uomo disperato, pronto letteralmente a farsi a pezzi pur di non vedere la sua fama cadere nell’oblio.
Lo stile di Marilù S. Manzini è crudo e senza filtri, la sua scrittura è diretta e restituisce immagini vivide e ad alto impatto, catapultando il lettore al centro di un incubo lucido e contemporaneo. Il ritmo è veloce e scorre quasi come fosse la sceneggiatura di un film.
Il tema trattato è assolutamente attuale e di forte impatto sociale, al centro della vicenda si snoda una dinamica familiare dolorosa, Caterina rappresenta il conto da pagare per le assenze del passato, un rapporto ridotto a bancomat, dove l’amore cede il passo al dovere economico, ma il vero fulcro del racconto sta nella sua feroce critica al mondo contemporaneo. Attraverso la tragica parabola di Cesare, l'autrice affronta più di un tema di stringente attualità: in primis il prezzo che siamo disposti a pagare pur di non essere ignorati, la viscerale necessità di essere notati, di apparire, non importa come o per cosa, l’importante è riuscire a non finire nell’oblio dell’invisibilità. In secondo luogo c’è l’erosione dell’umanità in quanto virtù morale, la lenta distruzione dell’empatia che si dà per scontato esistere in ogni individuo ma che con l’espandersi della rete e dei social network diventa sempre meno presente, qui il dolore diventa un macabro spettacolo a pagamento. L’umanità si sta lentamente abituando alla cattiveria e alle tragedie, tanto che molte notizie, che fino a pochi anni fa avrebbero sconvolto l’opinione pubblica suscitando indignazione, ora non solo si percepiscono come normali ma suscitano curiosità e attrazione.
È una storia che fa riflettere profondamente su come la ricerca ossessiva di visibilità e approvazione possa finire per divorare la nostra stessa umanità.
Una lettura consigliata a chi cerca una storia forte, che non concede sconti e lascia il segno.
Formato consigliato: Cartaceo
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