lunedì 12 ottobre 2026

Recensione: I hope this email finds you in hell



  I hope this email finds you in hell

 di Mackenzie Reed

 Editore: Sperling & Kupfer
 Prezzo: € 18,9
 Pagine: 368
 
 Per la ventisettenne Brie, l'arte di compartimentare il dolore è l'unico modo per sopportare la morte dei genitori e sopravvivere alla grigia, noiosa routine da receptionist in una compagnia di assicurazioni sulla vita. Ma il fragile castello di carte che ha faticosamente costruito crolla quando sorprende per caso Luke, il suo affascinante, rigidissimo e decisamente troppo sexy capo, a praticare un esorcismo sulla collega Debra della contabilità. Messo alle strette, Luke le impone di mantenere il segreto e le rivela una verità da brividi: l'attività demoniaca in città è alle stelle e lui, che discende da una stirpe di cacciatori di mostri, deve contenere il caos. Ma quando Krystal, la collega preferita di Brie (nonché suo unico supporto emotivo), scompare nel nulla, la situazione precipita, e lei convince Luke a trascinarla con sé in una folle missione di salvataggio. Il problema? La loro destinazione è l'inferno. E l'ingresso si trova a Times Square. Tra mostri famelici e gli incubi burocratici di un oltretomba strutturato come una spietata multinazionale, Brie e Luke dovranno riuscire a salvare la collega scomparsa, a riparare il velo tra i mondi prima che sia troppo tardi, e soprattutto a fare chiarezza sui loro sentimenti... ma, come Brie scoprirà presto, più a lungo rimani all'inferno, più è difficile andarsene.  




Allora, partiamo dal fatto che mi sono fatta distrarre dal titolo senza dare troppo peso alla trama. In qualche modo, quindi, ho iniziato a leggere convinta che fosse un romanzo divertente sulla routine lavorativa di un ufficio. 
Per carità, all'inizio c'è un po' di questo: il fax che non funziona, la receptionist che non ha voglia di cambiare il boccione dell'acqua, la collega di una certa età che non consegna il report in tempo. Poi però la nostra protagonista, Brie, vede il nuovo capo super bono, Luke, mentre pratica un esorcismo sulla povera Deb, una vecchietta che sembra essere stata posseduta da un demone incazzatissimo. 
Brie, che ha paura persino di guidare di notte perché le ricorda la morte dei genitori, non reagisce nemmeno troppo sconvolta alla situazione (io avrei decisamente sbarellato di più). Da qui inizia un viaggio infinito tra il Pretomba (la nostra realtà) e l'Oltretomba, dominato dal Diavolo ma caratterizzato da un inquietante sistema gerarchico molto simile a quello del Pretomba. 
Le varie zone dell'America corrispondono a diversi dipartimenti governativi, il cielo è sempre viola e nei menù dei locali compaiono interiora e animali non ben identificati. Brie reagisce in modo fin troppo tranquillo a tutto quello che accade e a tutto ciò che scopre sul suo capo durante questo viaggio, compresa la sparizione di alcune donne, probabilmente rapite da qualche demone. 
Insomma, è un'avventura divertente, anche se estremamente pericolosa, in cui questa povera receptionist si ritrova a dover riscoprire la propria forza interiore e quel coraggio che, dopo la morte dei genitori, pensava di aver perso. Anche se il romanzo si legge velocemente ed è perfetto come lettura da spiaggia, devo dire che la componente work-place romance non mi è sembrata molto credibile. 
È tutto fin troppo scontato e perfino gli incontri con i vari ex non riescono a renderla particolarmente interessante.
Devo però dire che la parte migliore del romanzo, per me, è stata la costruzione dell'Oltretomba. L'idea di un inferno organizzato come un enorme ufficio governativo mi ha fatto ridere più di una volta. Ogni zona ha le sue regole, la sua amministrazione e i suoi problemi burocratici, al punto che sembra quasi una versione ancora più disfunzionale del nostro mondo. È uno di quei casi in cui l'ambientazione è talmente particolare che viene voglia di continuare a leggere anche solo per scoprire come funziona il posto. La location dell'inferno sotto Times Square, mi ha fatto molto ridere! 

Consigliato se vi piacciono la satira da ufficio, la caccia ai demoni e le storie romantiche ambientate sul posto di lavoro: in questo caso potrebbe fare al caso vostro.

Durata totale della lettura: Sei giorni
Bevanda consigliata: Granita al limone
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Website dell'autrice: Mackenzie Reed


"Ma forse le persone che perdiamo non se ne vanno mai davvero. 
Anche se si tratta di altre versioni di noi stessi."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio



venerdì 9 ottobre 2026

Recensione: Imprevisti d'amore al Matcha Cafè

 

Imprevisti d'amore al Matcha Cafè

di Lily Chen


Editore: Newton Compton Editori

Prezzo Cartaceo: € 12,90
eBook: € 6,99
Pagine: 288
Titolo originale:  The Matcha Maker Cafè
Traduzione a cura di:  Sara Rombi

La storia perfetta per chi ha amato Amori e segreti al Pumpkin Spice Cafè e Una mamma per amica.

«Il romanzo perfetto da assaporare in un weekend di relax.»

Una storia che parla di emozioni e della bellezza degli incontri inattesi. Perché, a volte, la persona che stavi cercando per tutti gli altri… Era destinata a trovare te.

L’amore è dolce come una tazza di matcha

Nel piccolo e profumato mondo di Matcha Moments, dove ogni tazza di matcha racconta una storia e ogni incontro può cambiare una vita, Sasha Lee ha fatto dell’amore la sua missione. Matchmaker brillante e intuitiva, aiuta gli altri a credere nei sentimenti, nelle seconde possibilità e nei finali felici. Eppure, quando si tratta del suo cuore, Sasha erige barriere invalicabili: l’impegno la spaventa più di ogni fallimento. Tutto cambia, però, con l’arrivo di Ben. Silenzioso e gentile, Sasha intravede subito qualcosa che va oltre le etichette: una dolcezza autentica, una forza tranquilla, il coraggio di restare sé stessi. Tra conversazioni leggere, sorrisi rubati e rituali quotidiani che scaldano l’anima, Sasha scopre che l’amore non ha bisogno di clamore per essere straordinario. Con Ben, ogni momento diventa un invito a rallentare, ad ascoltare, a fidarsi. E soprattutto, a credere che anche chi ha paura può meritare di amare. Quando il confine tra il ruolo di matchmaker e quello di donna innamorata inizia a dissolversi, Sasha dovrà affrontare la domanda più importante di tutte: è pronta per la sua anima gemella?


Ci sono libri che sembrano fatti apposta per essere letti con una bevanda calda tra le mani, una coperta sulle gambe e qualche ora tutta per sé. Imprevisti d’amore al Matcha Cafè di Lily Chen è proprio uno di questi: una storia romantica, delicata e avvolgente, capace di regalare quella piacevole sensazione di evasione che si cerca nelle letture cozy.

Ambientato nel piccolo e profumato universo di Matcha Moments, il romanzo ci porta accanto a Sasha Lee, una brillante matchmaker abituata ad aiutare gli altri a trovare il coraggio di credere nell’amore. Sasha sa leggere le persone, coglierne le affinità e vedere possibilità là dove gli altri non riescono. Quando però si tratta dei suoi sentimenti, tutto cambia: lasciarsi coinvolgere davvero significa abbassare quelle difese che ha costruito con tanta cura.

L’arrivo di Ben porta nella sua vita qualcosa di inaspettato. Non è un personaggio che ha bisogno di grandi gesti per conquistare l’attenzione: la sua gentilezza, il suo modo di essere e quella forza tranquilla che trasmette diventano poco alla volta parte del mondo di Sasha. Ed è proprio nella semplicità dei piccoli momenti che il loro rapporto acquista fascino.

Una delle cose che ho apprezzato maggiormente è proprio il modo in cui Lily Chen racconta l’amore: non come qualcosa di necessariamente rumoroso o travolgente, ma come un sentimento che può crescere lentamente, attraverso conversazioni, gesti quotidiani, complicità e piccoli attimi capaci di lasciare il segno.

Sasha è una protagonista con cui è facile entrare in sintonia. Dietro la sua sicurezza e il suo ruolo di donna che sembra avere sempre la risposta giusta per gli altri, nasconde paure molto più profonde. Il suo percorso non riguarda soltanto la possibilità di innamorarsi, ma anche la capacità di concedersi la possibilità di essere vulnerabile, di fidarsi e di accettare che non tutto nella vita possa essere programmato.

E poi c’è l’atmosfera. Il matcha, il café, i rituali quotidiani, gli incontri e quella sensazione di comunità contribuiscono a creare un'ambientazione calda e confortevole, quasi come un piccolo rifugio in cui il lettore può entrare e sentirsi subito a casa. È una di quelle storie che riescono a trasmettere profumi, sapori e sensazioni, trasformando il luogo in qualcosa di più di una semplice ambientazione.

Se avete amato Amori e segreti al Pumpkin Spice Cafè o cercate una lettura che abbia quell’atmosfera da serie cozy in stile Una mamma per amica, potreste trovare in questo romanzo una piacevole compagnia.

Imprevisti d’amore al Matcha Cafè è una storia di incontri inattesi, seconde possibilità e sentimenti che hanno bisogno del loro tempo per sbocciare. Una lettura leggera e tenera, perfetta per chi ama le romance dal ritmo tranquillo, i piccoli gesti e quei libri capaci di lasciare addosso una sensazione di calore.

Una storia da assaporare lentamente, proprio come una buona tazza di matcha.

Durata  della lettura:  5 giorni
Bevanda consigliata: Matcha Latte 
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16  anni



"Lasciarsi sorprendere dall’amore significa anche imparare a fidarsi."


 

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 8 ottobre 2026

Review: Miss Austen e il manoscritto scandaloso

Uscito da qualche settimana in tutte le librerie, il nuovo libro di Giovanna Zucca "Miss Austen e il manoscritto scandaloso" ci regala un'arguta analisi della società inglese al tempo della celebre scrittrice britannica intrecciandola a un misterioso e scandaloso racconto di cui tutti parlano. Eppure, lo scandolo - o presunto tale - non è poi così lontano da noi. Con questo Review Party, esce, assieme ad altri blog, la recensione di questa vivace storia. 

Miss Austen e il manoscritto scandaloso
di Giovanna Zucca

Editore: Fazi Editore
Prezzo Cartaceo: € 17,00
Prezzo eBook: 
€ 8,99
Pagine: 288

Londra, 1813. Dopo la pubblicazione di Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen si reca in visita dal fratello Henry e dall’arguta cognata Eliza. Tra ricevimenti mondani, convegni letterari e passeggiate nel parco, Miss Austen viene coinvolta suo malgrado nel pettegolezzo più chiacchierato del momento. Un manoscritto anonimo, audace e pericolosamente brillante, circola nei ritrovi della buona società e somiglia in modo impressionante ai suoi romanzi: troppo arguto per essere una casualità, troppo moderno per essere innocuo. Complice il cronista mondano Lord Redgrave, maestro nell’arte di insinuare, le voci sull’identità del suo autore si moltiplicano di giorno in giorno.

Mentre i salotti cittadini si accendono di curiosità e le reputazioni tremano, al centro della tempesta si muove Octavia Langford, giovane protetta della scrittrice Helena Fairleigh, intelligente, innamorata, libera, decisamente troppo per i gusti di molti. Octavia non desidera soltanto amare, ma anche cambiare le regole del gioco. Il suo cuore ha scelto Thomas Wentham, scapolo ambito e indomabile, impossibile da avere sotto ogni punto di vista: rango, convenienza, buonsenso.

Per le vie della capitale, Jane studia attenta le mille sfumature dell’ambiente londinese, mentre il mistero del manoscritto scandaloso si intreccia a una domanda ben più pericolosa: cosa accade quando una donna non si limita a essere l’eroina di una storia, ma decide di scriverla da sé? In una società che parla, sparla e giudica, i libri diventano un mezzo privilegiato per svelare i segreti del cuore e l’inafferrabile, rivoluzionaria forza della verità.

Dopo Il segreto di Miss Austen, Giovanna Zucca ci regala un nuovo immaginifico ritratto della scrittrice inglese, unendo la precisione del contesto storico a una narrazione vibrante e carica di suspense.



I pettegolezzi hanno costruito castelli e messo in moto economie incredibili. Soprattutto quelle delle colazioni che si protraggono fino a diventare pranzi, poi aperitivi e infine cene, con immancabili puntate successive per aggiornarsi sulla vicenda. È così da sempre: fiumi di parole alimentano fantasie e occupano il tempo di tutti. Non tutti i pettegolezzi, ovviamente, sono vani: alcuni diventano la scintilla di cambiamenti interessanti e offrono nuovi punti di osservazione. È ciò che accade nel terzo romanzo di Giovanna Zucca, che mette al centro Jane Austen nella sua veste di scrittrice.

Siamo a Londra, nel 1813. Jane ha già pubblicato Ragione e sentimento e Orgoglio e pregiudizio. È molto apprezzata, ma il suo nome resta celato dietro la firma «By a Lady». Pochi conoscono il volto della donna capace di osservare con tanta ironia la società inglese.

Poi comincia a circolare una voce: a Jane viene attribuita un’opera provocatoria e audace. Eppure, il libro sembra introvabile: tutti ne parlano, ma nessuno pare averlo davvero letto. Che cosa si nasconde tra quelle pagine?

"È confortante sapere che un singolo racconto possa fare il lavoro di un esercito e di una tempesta morale insieme".

Un pettegolezzo qualunque, però, non avrebbe attirato l’attenzione di Jane Austen. Ciò che si insinua tra ricevimenti e tazze fumanti di tè inglese è molto di più. Tra le pieghe di quelle parole si fa strada - e Jane lo coglie subito - una possibilità audace, intollerabile da nominare e ancor più da pensare: quella di essere libere, di scegliere il proprio destino e prendere decisioni senza essere giudicate. Una sfida alle convenzioni che travalica il 1813 e arriva dritta fino a noi, con uno sguardo tagliente, ricordandoci che spesso il giudizio arriva in fretta, prima ancora che venga riconosciuto il coraggio di voler essere ciò che si è.

"Non è la mia influenza che temono", disse infine, "ma la possibilità che una giovane donna scopra di poter pensare senza chiederne licenza a nessuno".

Insomma, Londra è scossa da un terremoto silenzioso solo in apparenza, che spacca l’aristocrazia in due fazioni, come due faglie in movimento. Jane è sagace e non si lascia cogliere impreparata. Attraverso la sua quotidianità osserviamo i riti e le abitudini della società inglese: chi ha apprezzato Bridgerton, soprattutto l’ultima stagione, ritroverà atmosfere familiari e avrà quasi l’impressione di essere catapultato di nuovo in quel mondo. Per non farci mancare nulla, c’è anche un gazzettino del pettegolezzo, che raccoglie tutto quello che sente e tiene aggiornati i curiosi.

Sloane Street e i giardini di Kensington fanno da sfondo alle passeggiate di Jane e dei suoi cari. Per le lettrici più appassionate dell’autrice britannica, il libro è anche un modo per ritrovare la penna arguta e l’intelligenza di Jane Austen: questa volta non come monumento letterario, ma come donna. Spiritosa e ironica. Una Jane che ride, punge, custodisce segreti, ricorda i propri errori giovanili e continua a credere che l’intelligenza sia l’arma più elegante concessa agli esseri umani.

Sarebbe interessante leggere un seguito, per scoprire come prosegue lo scandalo che si cela tra le pagine e sembra continuare anche fuori dal romanzo: un capitolo di Jane mai scritto e, chissà, forse vissuto. Un modo per prolungare ancora una volta la finzione e raccontare qualcosa di tuttora attuale.

Durata totale della lettura: 4 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: tè
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 15 anni

Visitate i blog che hanno partecipato a questo speciale per conoscere anche le loro opinioni.




      "A Londra non vi era scandalo più grave di una giovane donna che sembrasse scegliere da sola." 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

lunedì 5 ottobre 2026

Review Party: Le notti folli dello scoiattolo rosso

Benvenut* al Review Tour di "Le notti folli dello scoiattolo rosso" di Marilù S. Manzini, un romanzo contemporaneo e che lascia il segno. Non dimenticate di passare anche dagli altri blog partecipanti per scoprire tutte le recensioni dedicate a questa lettura!

Le notti folli dello scoiattolo rosso
di Marilù S. Manzini
Editore: Santelli Editore
Prezzo cartaceo: € 15,99
Pagine: 162

Cesare è stato un artista celebrato. Oggi ha sessant’anni, i debiti lo soffocano e il mondo sembra essersi dimenticato di lui. Quando scopre Eldorado, una piattaforma nascosta nel dark web dove il dolore può trasformarsi in denaro e notorietà, decide di fare del proprio corpo l’ultima, estrema opera d’arte. Sospinto da un pubblico sempre più affamato di emozioni forti, Cesare precipita in una spirale di violenza, denaro e ossessione. Attorno a lui si muovono personaggi inquietanti: un chirurgo radiato, impresari senza scrupoli, spettatori disposti a pagare qualsiasi cifra pur di assistere all’orrore. Ma mentre il confine tra spettacolo e realtà si assottiglia, nella sua vita continua ad apparire uno strano scoiattolo rosso. All’inizio sembra soltanto un dettaglio insignificante, una presenza fugace ai margini dello sguardo. Poi torna. E torna ancora. Fino a diventare il filo invisibile che accompagna Cesare nel suo viaggio verso l’abisso. Marilù S. Manzini ha scritto un romanzo feroce e sorprendente che trasforma il culto dell’immagine, l’ossessione per la visibilità e la mercificazione del dolore in una favola nera dei nostri tempi, capace di inquietare, divertire e far riflettere.


Cesare ha sessant’anni ed è un artista ormai fallito, negli anni ‘80 e ‘90 era famoso per sculture, quadri e body art estrema di cui era il protagonista. Ha sempre dato più seguito al suo lavoro e alle donne piuttosto che alla figlia Caterina, per questo ormai il legame che li unisce è di carattere puramente economico. Lei ha vent'anni, è cresciuta nell’agio tra estetiste, palestre e abiti di marca, tutte spese che Cesare non può più permettersi. Lui vorrebbe chiudere il rubinetto ma gli è rimasta solo lei e si sente in colpa per averla viziata.

Schiacciato dai debiti e spinto dal consiglio della sua gallerista — "devi fare qualcosa che non possano ignorare" —, Cesare capisce che per non finire nell'oblio deve stare al passo con i tempi.

Scorrendo sui social, gli giunge un'idea folle: insieme a un ex chirurgo radiato dall'albo deciderà di trasformare il suo stesso corpo nell'opera d'arte definitiva, registrando la sua prima mutilazione al buio di una cantina.

Cesare è un artista a fine corsa, schiacciato dai debiti e terrorizzato dall’anonimato, che decide di trasformare il proprio corpo nell’ultima, definitiva performance. È un uomo disperato, pronto letteralmente a farsi a pezzi pur di non vedere la sua fama cadere nell’oblio.

Lo stile di Marilù S. Manzini è crudo e senza filtri, la sua scrittura è diretta e restituisce immagini vivide e ad alto impatto, catapultando il lettore al centro di un incubo lucido e contemporaneo. Il ritmo è veloce e scorre quasi come fosse la sceneggiatura di un film.

Il tema trattato è assolutamente attuale e di forte impatto sociale, al centro della vicenda si snoda una dinamica familiare dolorosa, Caterina rappresenta il conto da pagare per le assenze del passato, un rapporto ridotto a bancomat, dove l’amore cede il passo al dovere economico, ma il vero fulcro del racconto sta nella sua feroce critica al mondo contemporaneo. Attraverso la tragica parabola di Cesare, l'autrice affronta più di un tema di stringente attualità: in primis il prezzo che siamo disposti a pagare pur di non essere ignorati, la viscerale necessità di essere notati, di apparire, non importa come o per cosa, l’importante è riuscire a non finire nell’oblio dell’invisibilità. In secondo luogo c’è l’erosione dell’umanità in quanto virtù morale, la lenta distruzione dell’empatia che si dà per scontato esistere in ogni individuo ma che con l’espandersi della rete e dei social network diventa sempre meno presente, qui il dolore diventa un macabro spettacolo a pagamento. L’umanità si sta lentamente abituando alla cattiveria e alle tragedie, tanto che molte notizie, che fino a pochi anni fa avrebbero sconvolto l’opinione pubblica suscitando indignazione, ora non solo si percepiscono come normali ma suscitano curiosità e attrazione.

È una storia che fa riflettere profondamente su come la ricerca ossessiva di visibilità e approvazione possa finire per divorare la nostra stessa umanità.

Una lettura consigliata a chi cerca una storia forte, che non concede sconti e lascia il segno.

Durata  della lettura:  2 giorni
Bevanda consigliata: Whisky
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Consigliato a chi è piaciuto: Se siamo ancora vivi, Marilù S. Manzini
Website dell'autore: @marilumanzini

   Visitate i blog che hanno partecipato a questo speciale per conoscere anche le loro opinioni.


“Non so esattamente cosa mi aspetta, né fino a che punto sarò disposto a spingermi. Ma so che questa è l’unica strada che vedo davanti a me.

E questa volta non posso permettermi di fallire.

Anche se il prezzo sarà il mio corpo.”

 



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 2 ottobre 2026

Recensione: Omicidio istruzioni per l'uso

 

Omicidio istruzioni per l'uso
di Rebecca Philipson

Editore: Longanesi
Prezzo Cartaceo: € 18,60 
Prezzo E-book:  € 9,99 
Pagine: 352 

Titolo originale: How to get away with murder

Traduzione a cura di: Federica Garlaschelli

  

UNA MENTE CRIMINALE E IL SUO LATO PIÙ OSCURO IN UN THRILLER D'ESORDIO CHE RADDOPPIA LA SUSPENSE

Quando una ragazza viene trovata morta in un parco di Londra, il caso sembra uno dei tanti. Finché sulla scena del crimine viene rinvenuto un oggetto insolito: un libro intitolato Omicidio: istruzioni per l’uso. L’autore del curioso testo, Denver Brady, sostiene di essere il serial killer più prolifico del mondo: non è mai stato catturato nonostante i molti crimini, proprio perché ha sempre seguito alla lettera le regole dell’omicidio perfetto.

Per l’ispettore Samantha Hansen, appena rientrata al lavoro dopo sei mesi di congedo forzato, risolvere il caso è l’occasione per dimostrare di essere ancora all’altezza e di non aver perso il fiuto da detective. Ma l’indagine rivela presto a Samantha una verità sconvolgente: alcuni dettagli contenuti nel libro coincidono con altrettanti dettagli mai divulgati di casi reali rimasti irrisolti. E allora chi è davvero l’autore di quel macabro manuale? Dove vuole arrivare?

E quando il libro diventa un clamoroso bestseller, la preoccupazione che qualcuno possa davvero seguirne le istruzioni rende ancora più urgente svelare l’identità dell’autore…



Samantha Hansen era uno dei migliori ispettori di Londra, la sua percentuale di casi risolti e cattura dei colpevoli sfiorava il 100%, ora però è in congedo da sei mesi e ogni volta che il suo analista cerca di spingerla al rientro sul campo, comincia a sudare freddo e sentire la bile salirle in gola.

Un giorno, proprio dopo una seduta, si dirige verso il suo parco preferito per prendere una boccata d’aria e calmarsi. Lo scenario che le si para davanti, purtroppo, lo conosce bene: a sbarrarle la strada c’è del nastro giallo e nero e il parco è disseminato di poliziotti e uomini della scientifica. Sam non esita a tirare fuori il proprio distintivo per accedere alla scena del crimine.

Il corpo di una giovane ragazza giace sotto una quercia, a far compagnia al cadavere c'è un libro dal titolo Omicidio: istruzioni per l’uso, un manuale in cui l’autore Denver Brady, cresciuto idolatrando personaggi come Ted Bundy e John Gacy, si vanta di essere il serial killer più efficiente della storia.

Per Samantha è venuto il momento di rientrare in servizio.


Sono una grande appassionata del genere e posso dire fermamente che questo romanzo mi ha rapita.

La trama è avvincente e il ritmo incalzante ma il vero punto di forza, nonché l’elemento che rende magnetico questo romanzo, è la presenza del “libro nel libro”. L'autrice ci permette infatti di leggere, capitolo dopo capitolo, le pagine del macabro manuale di Denver Brady insieme a Samantha. È una scelta narrativa geniale e piacevolmente tetra: ci si ritrova immersi nella mente malata del killer contemporaneamente alla protagonista, provando la sua stessa angoscia e cercando gli stessi indizi per decifrare la logica perversa del presunto assassino.

Questo espediente regala una tensione costante, dove l'indagine poliziesca si fonde a doppio filo con la sfida psicologica.


Se amate i thriller oscuri e le strutture narrative originali, questo è un titolo che cattura fin dalle prime pagine e non lascia scampo.


In conclusione, ho trovato questo romanzo un thriller psicologico avvincente e ben ritmato, ideale per chi cerca un'indagine ad alta tensione con un personaggio femminile forte ma profondamente umano.


Durata  della lettura:  6 giorni
Bevanda consigliata: The nero alla vaniglia
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
 
"
Non sono né uno psicopatico né un sociopatico né un sadico. [...] 
In sostanza ho scelto la mia vocazione come voi avete scelto la vostra [...].

Mi sono limitato a coltivare i miei interessi."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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