La persona peggiore di Raffaella Silvestri Editore: Mondadori Prezzo: € 19 Pagine: 192 Altro che Mangia prega ama: la protagonista di questa storia a Bali ci va non dopo una separazione, ma subito dopo aver sposato l’uomo che ama e che ha inseguito per anni. Perché? Da cosa fugge? Non lo sa, ma si sente in trappola, e così decide di partire per un lungo viaggio da sola senza data di ritorno. Si sente la persona peggiore del mondo, e forse lo è. A Bali trova un distillato della schiuma dei nostri giorni: sesso, illusioni, nomadi contemporanei, persone arrivate da tutto il mondo per riscoprire se stesse praticando il tantra e lo yoga, persone che sono scappate da qualcosa, proprio come lei. Non le perdona e non si perdona, ma racconta, con lucidità e spietatezza, le avventure in cui si lancia – orge, danze, viaggi in motocicletta con maschi dai capelli lunghi e profumati – svelandone le assurdità e i legami neanche troppo nascosti con il patriarcato e il capitalismo. Ancora loro, sempre loro: non se ne può fuggire ma si può imparare a vederli, se si ha il coraggio di guardare dentro se stessi. Raffaella ce l’ha, anche se fa male. Ha il coraggio di lasciare solo per mesi l’uomo dei suoi sogni, il marito finlandese che si è trasferito in una Roma impossibile per stare con lei. Non sa se al ritorno lo troverà. Perché dovrebbe? Ma per una volta Penelope viaggia e Ulisse aspetta, costi quel che costi. Guardando a forme di romanzo nuove e ibride come quelle inaugurate da Rachel Cusk, Deborah Levy, Miranda July, Silvestri mette in scena, con un’ironia e un’intelligenza spudorate, una donna che obbedisce all’istinto di perdersi, disattendere ogni aspettativa, inseguire una qualche inafferrabile, forse inesistente, forma di libertà. La persona peggiore si può leggere come una commedia brillante o un’autofiction feroce, come un romanzo sul desiderio o la versione dissacrante e femminista di un romanzo inspirational: in ogni caso, sarà probabilmente la cosa più originale e divertente che leggerete quest’anno.
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Già dal titolo si intuisce una certa insoddisfazione della protagonista verso sé stessa, ma voglio aggiungere una citazione che secondo me la descrive perfettamente:
"Io non lo dico per vantarmi, ma di base alla gente sto
abbastanza sul cazzo. Mi distraggo mentre parlano,
ho poca pazienza, interrompo di continuo con storie mie,
o sparo a zero su conoscenze comuni;
odio con passione e amo con parsimonia."
Credo che queste poche righe facciano capire subito sia lo stile dissacrante e autoironico della scrittrice, sia il carattere della protagonista, dotata di una capacità di autoanalisi e giudizio davvero notevole.
Raffaella si è appena sposata con Thomas, un ragazzo finlandese che sulla carta sembra perfetto: simpatico, intelligente, affascinante e, soprattutto, completamente privo di quel gene del maschio alfa e dell'uomo italiano geloso e soffocante.
I due si trasferiscono a Roma, in una casa bellissima, forse un po' piccola, ma ricca di carattere.
Eppure Raffaella non è felice. Così decide di lasciare tutto e partire per Bali per sei mesi.
Farà davvero il corso di yoga che ha pagato? Ve lo spoilerò subito: no. E, soprattutto, non troverà quella serenità mentale che sembra inseguire.
Le atmosfere balinesi, le esperienze e le persone che incontra sono agli antipodi rispetto alla sua vita quotidiana, ma a me è sembrato che Raffaella non voglia davvero uscire dai propri schemi mentali. Anzi, continua a riproporli costantemente. Il potere, il denaro e l'estetica, valori che sembrano guidare il mondo da cui cerca di scappare, la seguono anche a Bali e finiscono per risucchiarla nonostante la distanza.
Il romanzo è scritto con un linguaggio molto scorrevole, quasi come un lungo flusso di coscienza. Raffaella viene osservata soprattutto attraverso il proprio sguardo, ed è forse per questo che i pochi commenti esterni risultano così incisivi. In particolare quelli della sua coinquilina russa, che a un certo punto riesce a descriverla in poche frasi, ma con una lucidità disarmante.
Questo libro ci ricorda che cambiare luogo non significa necessariamente cambiare sé stessi. Le esperienze trascendentali, i viaggi o le relazioni possono certamente influenzarci, ma solo se siamo disposti a lasciarci trasformare. Altrimenti rischiamo semplicemente di continuare a ripetere gli stessi pattern, anche dall'altra parte del mondo.
Consiglio questo libro soprattutto a chi ha intrapreso, o vorrebbe intraprendere, un percorso di terapia. Credo che in molti passaggi vi ritroverete a pensare: "questa cosa l'ho detta anch'io" oppure "su questo aspetto sto ancora lavorando". Raffaella è piena di contraddizioni, autosabotaggi e meccanismi di difesa che chi ha fatto un po' di lavoro su di sé riconoscerà facilmente.
Ed è proprio questo che rende la sua voce così autentica e, a tratti, anche scomoda.
Durata totale della lettura: Sei giorni
Bevanda consigliata: Granita al limone
Formato consigliato: EbookBevanda consigliata: Granita al limone
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Website dell'autrice: Raffaella Silvestri




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