La custode delle anime di Rachel Louise Driscoll Editore: Editrice Nord Prezzo: €20 Pagine: 396 Titolo originale: Nephthys Traduzione a cura di: Federica Garlaschelli Londra, 1887. Intorno al sarcofago aperto, gli spettatori trattengono il fiato mentre l’antica mummia egizia viene lentamente sbendata. Tutti sono come incantati, tutti tranne Clementine Attrige, la figlia del rinomato egittologo che ha organizzato quell’evento. Pochi minuti prima ha tradotto i geroglifici tracciati su un amuleto emerso dalle bende e adesso è terrorizzata. Ma ormai è troppo tardi per fermare la profanazione della mummia…
Egitto, 1892. Dopo la morte del padre e della madre e la grave malattia della sorella, Clementine ne è certa: quella notte di cinque anni addietro la sua famiglia è stata maledetta. È per questo che, dopo aver studiato il mito della dea citata nel sarcofago – Nefti, la custode delle anime –, si è messa in viaggio verso l’Egitto: forse, restituendo l’amuleto al luogo cui appartiene, la maledizione verrà spezzata e almeno sua sorella si salverà. Ma come scoprire il posto giusto? E perché a ogni suo passo sembra esserci qualcuno pronto a metterle i bastoni tra le ruote? Cercando disperatamente di portare a termine la sua missione, Clementine intreccerà il suo destino a quello dell’enigmatica Nefti e sarà costretta a chiedersi se il male che la perseguita venga davvero dagli dei e non siano invece coloro che consideriamo più vicini a essere in realtà i nostri nemici più spietati. |
Clementine e Rosetta sono le uniche due figlie del celebre egittologo Clement Attridge. Grazie al padre, crescono immerse nel fascino dell'antico Egitto, proprio durante l'epoca vittoriana, quando in Inghilterra imperversa la cosiddetta "Egittomania". Reperti e manufatti arrivano nel Paese da ogni dove: alcuni acquisiti legalmente, altri trafugati dalle tombe e introdotti sul mercato da contrabbandieri senza scrupoli.
Clemmie è la figlia che più assomiglia al padre. Ama profondamente l'Egitto, ne studia la storia e sa persino leggere i geroglifici. Rosetta, invece, è più interessata ai balli dell'alta società e al suo fidanzato Horatio.
Questo apparente equilibrio familiare si spezza quando Clement decide di sbendare le mummie di due sorelle, Nefti e Iside, ignorando l'avvertimento che Clemmie aveva appena tradotto dai geroglifici che le circondavano: chiunque avesse disturbato il loro sonno sarebbe stato colpito da una terribile maledizione.
Da quel momento una serie di tragedie si abbatte sulla famiglia. Un lutto dopo l'altro e il continuo rinvio del matrimonio di Rosetta convincono Clemmie che l'unico modo per interrompere la maledizione sia riportare in Egitto l'amuleto che accompagnava le due mummie.
Inizia così un lungo viaggio verso la terra che ha sempre amato e studiato solo attraverso i libri.
Ad accompagnarla, suo malgrado, c'è un gruppo di viaggiatori inglesi che finiranno per avere un ruolo importante nella sua crescita personale. Tra mercanti senza scrupoli, traffici illeciti, pericoli e tradimenti, Clemmie dovrà affrontare non solo le insidie del viaggio, ma anche i propri demoni interiori. Il senso di colpa per non essere riuscita a fermare il padre si intreccia all'impotenza di fronte alla malattia della sorella e al dubbio costante che la sua missione possa essere inutile.
Allo stesso tempo, però, scoprirà il valore dell'amicizia, della fiducia e di quella sorellanza che non nasce necessariamente dai legami di sangue.
Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è la riflessione sul rapporto tra i vivi e i morti, sul rispetto dovuto ai corpi e alla memoria delle persone scomparse. Il romanzo evidenzia bene come, in quel periodo storico, il desiderio di possedere reperti e ricchezze spesso finisse per prevalere sul rispetto per una civiltà millenaria e per il suo patrimonio culturale.
La storia è popolata da molti personaggi interessanti e l'ambientazione vittoriana, insieme alle descrizioni dell'Egitto, delle sue divinità e delle sue tradizioni, dimostra un notevole lavoro di ricerca da parte dell'autrice.
Personalmente ho trovato il ritmo un po' lento in alcuni punti. La narrazione si prende il suo tempo e talvolta si dilunga più del necessario, ma recupera nella parte finale, dove alcuni colpi di scena riescono a dare maggiore slancio alla storia.
Considerando che si tratta del romanzo d'esordio dell'autrice, credo sia un libro più che valido. La passione e la cura dedicate alla ricostruzione storica emergono chiaramente dalle pagine e riescono a trasmettere tutto il fascino di un'epoca in cui viaggiare significava affrontare un'avventura vera e propria.
Un debutto promettente che lascia intravedere un grande potenziale per i lavori futuri.
Durata totale della lettura: Sei giorni
Bevanda consigliata: Tisana al karkade
Formato consigliato: CartaceoBevanda consigliata: Tisana al karkade
Età di lettura consigliata: dai 13 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Come due fiori di loto di Jane Yang




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