Ai confini del vento di Nina Quarenghi Editore: Mondadori Prezzo: € 19 Pagine: 216 La promessa di un regalo alla piccola Lea, un bacio frettoloso a Luigi: così Ines lascia Parigi, senza immaginare che quel viaggio in treno la porterà molto più lontano di quanto pensa. La valigia che ha con sé nasconde nel doppiofondo il peso della sua condanna: quando viene aperta dagli agenti di frontiera, inizia a soffiare contro Ines un vento impetuoso, destinato a trascinarla da un carcere all’altro fino al confine del mondo, a Ponza. Sull’isola è il mare a segnare il perimetro della prigionia, un mare che non si può attraversare e che al tempo stesso misura la profondità dell’orizzonte, mentre l’isola vive secondo le sue regole. O meglio, i suoi divieti: niente radio, niente macchina fotografica, niente libri censurati, niente riunioni, processioni, uscite dopo il coprifuoco. Le lettere che Ines scambia con Luigi sono l’unica cosa capace di tenerla ancorata a un mondo lontano, dove lentamente il ricordo di sua figlia perde contorni e sostanza. Resta solo lo strazio della nostalgia. Il tempo a Ponza è scandito dalle stagioni che sembrano eterne, mentre la terra arida è percorsa da piedi maschili. Sono poche le donne confinate, si contano sulle dita di una mano. Se la mano si chiude, però, diventa un pugno capace di fare miracoli, di intessere una rete tanto solida da sostenere chiunque perda l’equilibrio. Anche Ines e Carla, la sorella minore che ha subìto la stessa condanna, entrano a far parte di quella rete, in cui ognuna ha il proprio ruolo senza bisogno di dirselo. L’amicizia che nasce è speciale: quelle donne non si sono scelte, sono capitate, proprio come succede con le sorelle. E allo stesso modo si sono accettate nonostante tutto. Mentre sorreggono il fardello dei giorni, le donne confinate a Ponza parlano di ribellione, e la Resistenza si fa quotidiana: è resistenza alla fame, al freddo, alle umiliazioni dei militi e, soprattutto, alla solitudine. È trovare un linguaggio segreto per comunicare con l’esterno, e avere il coraggio di fidarsi dei propri compagni di confino e di rimanere in silenzio di fronte all’appello. Con una lingua calda, misurata, intensa, Nina Quarenghi tratteggia un affresco corale capace di far emozionare e sentire sulla pelle quegli ideali che ancora oggi ci tengono in vita. E rende urgente la domanda: a cosa saremmo disposti a rinunciare per non tradirli
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"Ai confini del vento" è un romanzo che intreccia con grande sensibilità la storia personale dei suoi protagonisti con una delle pagine più difficili del Novecento europeo.
Sullo sfondo di un'Italia sempre più stretta nella morsa del fascismo, di una Germania che vede l'ascesa inarrestabile di Hitler e di una Russia segnata dal regime stalinista, si sviluppa la vicenda di Ines, una donna costretta a pagare il prezzo delle proprie idee e di quelle del marito.
All'inizio del romanzo, Ines lascia il marito e la figlia e sale su un treno. Il viaggio, però, viene interrotto dalla polizia: arresti, interrogatori, maltrattamenti e prigionia diventano ben presto la sua nuova realtà. Il suo nome, e soprattutto quello del marito, sono già noti sia alle reti clandestine comuniste sia alle forze dell'ordine fasciste. Non serve nemmeno una confessione: Ines viene considerata colpevole a prescindere e confinata a Ponza.
Sull'isola ritrova la sorella Carla, spirito ribelle e anticonformista, e insieme a molte altre donne e uomini affronta una vita fatta di privazioni, controlli e assenza di libertà. Le lettere del marito diventano l'unico filo che la lega alla vita di prima, ma anche queste arrivano frammentarie, censurate, spesso da decifrare. Il dolore più grande per Ines resta la lontananza dalla figlia, che cresce senza di lei. Anche il rapporto con il marito viene messo a dura prova dalla distanza, dalle incomprensioni e dai continui sconvolgimenti politici che li costringono a spostarsi tra Italia, Francia e Russia, rendendo le comunicazioni sempre più difficili.
Se la vicenda storica è affascinante e accuratamente ricostruita, il vero cuore del romanzo risiede nei rapporti umani, in particolare nella solidarietà femminile. Tra le donne confinate nasce una rete di sostegno fatta di piccoli gesti quotidiani, conforto reciproco e forza condivisa. Pur con caratteri diversi e sicuramente contrastanti, queste donne riescono a costruire una comunità capace di resistere alla solitudine, al freddo, alla paura e alle ingiustizie. La loro unione diventa una forma di resistenza tanto importante quanto quella politica.
Nina Quarenghi racconta tutto questo con grande delicatezza, dando voce non solo agli eventi storici ma soprattutto alle emozioni, ai sacrifici e alle speranze dei suoi personaggi. Il risultato è un romanzo intenso e coinvolgente, che riesce a mantenere un perfetto equilibrio tra ricostruzione storica e dimensione umana.
Una lettura che emoziona e fa riflettere, ricordandoci il valore della libertà, della resilienza e dei legami che ci permettono di resistere anche nei momenti più bui. Un romanzo davvero bellissimo, in cui la grande Storia e le piccole storie personali si fondono in modo armonioso e indimenticabile. Consigliato a tutt*!
Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Tisana al tiglio
Formato consigliato: CartaceoBevanda consigliata: Tisana al tiglio
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Il tempo delle viole di Elena Commessatti




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