Tutto inizia quando smetti di aspettare di Riccardo Bertoldi Editore: Rizzoli Prezzo Cartaceo: €18,50 Pagine: 336 C’è un’infelicità sottile che nasce quando smettiamo di respirare a fondo, mentre restiamo soffocati da un elenco infinito di doveri e dalla paura di deludere chi ci circonda. Anche la vita di Riccardo era così. Fino a quando una perdita devastante, la morte del padre, gli svela una difficile verità: il tempo non si aggiunge alla nostra vita, ma si toglie. E quelle ultime parole sussurrate da suo papà – “Volevo fare tante cose” – diventano per Riccardo una spinta inarrestabile a cambiare tutto. Trovando un coraggio che non pensava di avere, affronta le sue paure più grandi: rifiuta un contratto di lavoro sicuro, abbandona quelle che riteneva delle certezze e prende un volo senza biglietto di ritorno per l’Oriente.
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Ci sono periodi della vita in cui si ha la sensazione di esistere in una terra di mezzo, si rimanda una decisione, si aspetta che qualcosa cambi, si immagina che la felicità appartenga sempre a un tempo successivo. È da questa condizione, tanto comune quanto silenziosa, che prende forma Tutto inizia quando smetti di aspettare di Riccardo Bertoldi. Più che raccontare una vicenda, l’autore esplora uno stato d'animo, trasformandolo in una narrazione che invita il lettore a interrogarsi sul rapporto con il tempo, con le aspettative e con quella parte di noi che continua a rimandare il momento di vivere davvero.
La forza del libro risiede proprio nella sua capacità di dare voce a emozioni difficili da definire. Non punta sull'effetto sorpresa né sulla costruzione di una trama ricca di svolte improvvise, sceglie invece di soffermarsi su ciò che spesso passa inosservato, le esitazioni, i silenzi, i pensieri che ci accompagnano quando ci troviamo davanti a un bivio. È una narrazione che procede con discrezione, lasciando spazio alle sfumature e affidando alle emozioni il compito di guidare il lettore.
I protagonisti sono costruiti con autenticità, non incarnano modelli da imitare né rappresentano figure eccezionali, sono persone attraversate da dubbi, fragilità e contraddizioni, proprio come accade nella realtà. Bertoldi evita di trasformarli in simboli e li lascia semplicemente essere, permettendo al lettore di riconoscersi nelle loro incertezze più che nelle loro certezze. È questa normalità, mai banale, a renderli credibili.
Uno degli elementi più interessanti dell'opera è il modo in cui riflette sul peso delle aspettative. Spesso siamo noi stessi a costruire immagini idealizzate del futuro, convinti che la serenità dipenda da ciò che ancora non possediamo e il libro mette delicatamente in discussione questa convinzione, mostrando come l'attesa possa trasformarsi in una forma di immobilità emotiva. Non lo fa attraverso frasi a effetto o messaggi consolatori, ma lasciando che siano le esperienze dei personaggi a suggerire una prospettiva diversa. Anche la scrittura segue questa stessa filosofia, l’autore rinuncia volutamente alla ricerca dell'effetto spettacolare e sceglie una lingua limpida, essenziale, costruita su dialoghi naturali e immagini quotidiane. È una prosa che non vuole impressionare, ma creare vicinanza. Questa apparente semplicità, però, non va confusa con superficialità, dietro uno stile misurato si percepisce la volontà di lasciare spazio al lettore, senza guidarne continuamente le emozioni o suggerirgli cosa dovrebbe provare e questa scelta rappresenta, a mio avviso è il principale punto di forza del libro. Bertoldi rallenta e Affida il peso della storia ai dettagli, ai dialoghi, ai momenti di sospensione. È una scrittura che richiede disponibilità all'ascolto e che restituisce di più a chi accetta di lasciarsi accompagnare senza fretta.
Tutto inizia quando smetti di aspettare non offre risposte definitive, né pretende di insegnare come affrontare l'esistenza. Il suo valore sta nella capacità di aprire uno spazio di riflessione autentico, in cui ciascuno può ritrovare qualcosa della propria esperienza.
Formato consigliato: Cartaceo
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