mercoledì 10 dicembre 2025

Recensione: La signora Miniver



  La signora Miniver

 di Jan Struther

 Editore: Elliot Edizioni
 Prezzo: €19
 Pagine: 176 
 Titolo originale: Mrs Miniver
 Traduzione a cura di: Carla Pinna


 Nata come protagonista di una serie di articoli sul «Times» – lo scrittore Peter Fleming propose all’autrice di curare una rubrica su «una donna ordinaria che conduce una vita altrettanto ordinaria» –, il personaggio della signora Miniver riscosse un immediato e straordinario successo sin dal suo debutto, nel 1937, tanto da diventare dopo solo due anni un libro e nel 1942 un film pluripremiato agli Oscar. La vita della signora Miniver, che «gode dei suoi quarant’anni molto più intensamente di quanto non avesse goduto i trenta», non è poi così ordinaria: abita in una graziosa villetta a Chelsea con il marito Clem, affermato architetto, i tre figli, e completano l’assetto familiare decisamente upper class una tata, una cuoca e una governante. L’estate si trascorre in un cottage nel Kent, i weekend immersi in battute di caccia. E quando la Seconda guerra mondiale arriva a sparigliare il suo mondo ordinato, la signora Miniver conserva intatto il suo spirito, con entusiasmo e incrollabile forza d’animo. Scene di vita quotidiana che brillano di una verve ironica e di una gioiosa leggerezza, rivelando quanto le esistenze tranquille possano essere preziose.




La Signorina Miniver è senza dubbio un romanzo da affrontare tenendo sempre presente l’epoca in cui è stato scritto e il ruolo che ha ricoperto durante la Seconda Guerra Mondiale. 

Il libro, infatti, ebbe un impatto profondo sul morale dei soldati al fronte, offrendo un frammento di normalità e conforto in un momento storico drammatico. Più che un romanzo nel senso tradizionale, si tratta di una sorta di raccolta di racconti, episodi e impressioni che l’autrice ha dedicato alla vita di una donna apparentemente ordinaria anche se, leggendo, ci si accorge subito che di “ordinario” ha ben poco. 

 Partendo da questa consapevolezza, il lettore può comprendere meglio l’opera, pur sapendo che oggi l’impatto non può essere lo stesso. La protagonista è una donna benestante, bianca, che vive in una villa londinese, circondata da ogni comfort: dispone di una servitù che si occupa della gestione domestica e ha un figlio che studia a Eton, che lei va a trovare una volta al mese. Le sue preoccupazioni principali ruotano intorno a questioni che oggi possono sembrare superficiali o lontane dalla nostra esperienza quotidiana: decidere quando partire per la consueta vacanza estiva in Scozia, riflettere sul proprio matrimonio e su quelli dei suoi amici, osservare con eleganza e un tocco di ironia le dinamiche sociali del suo ambiente. 

 I capitoli, brevi e ricchi di dettagli, disegnano un mondo in cui si va ancora a caccia, le donne sono confinate a un ruolo “prestabilito” e gli uomini partono per la guerra—o almeno lo fanno quelli che non appartengono alle classi privilegiate. È una realtà lontanissima da quella contemporanea, e proprio per questo può risultare difficile immedesimarsi nei personaggi o sentirli vicini. 

 Nonostante ciò, lo stile di scrittura è sorprendentemente attuale: elegante, raffinato, ma al tempo stesso fluido e piacevole. È forse proprio questa qualità a rendere il libro ancora godibile oggi, al di là delle inevitabili distanze storiche e sociali. 

 Consigliato soprattutto a chi nutre un interesse particolare per la storia e desidera apprezzare non solo la narrazione, ma anche il valore culturale e storico di un’opera che ha segnato un’epoca.

Durata totale della lettura: Dieci giorni
Bevanda consigliata: Cappuccino
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Milton Place di Elisabeth De Waal


"Perché se entrambi fossero stati ugualmente espliciti, avrebbero corso il rischio di capir-si completamente, e un certo grado di incomprensione (non fraintendimento, ma proprio incomprensione) è l’unico rifugio possibile che un essere umano possa of-frire a un altro nel mezzo della devastante intimità di un matrimonio felice.
 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 9 dicembre 2025

Recensione: Empusium - Una storia di natura e orrore


Empusium 
Una storia di natura e orrore
di Olga Tokarczuk

Editore: Bompiani
Prezzo Cartaceo: € 22,00
Pagine: 336

Titolo originale: Empusium
Traduzione: Silvano De Fanti  


1913. Il giovane Mieczyslaw, malato di polmoni, arriva a Görbersdorf, noto centro di cure della Bassa Slesia, ed entra subito a far parte della piccola variegata comunità che aspetta la guarigione − o altro − passeggiando, conversando, mangiando e bevendo saporose specialità locali. Filosofia, amore, arte, guerra, e poi le donne, sempre le donne: questi i temi prediletti dai suoi compagni di pensione e terapia.
Nella pensione in cui M. abita succedono strane cose: la moglie del proprietario è appena morta in circostanze misteriose, e il ragazzo è attratto dalla sua stanza, dalla sua storia. Ma anche altre storie lo avvincono: per esempio la leggenda locale che vuole che nei boschi riposino singolari creature terrigne, calde e seducenti quanto feroci. Ancora donne. E mentre tra chiacchiere, potenti cordiali alle erbe, confidenze e tirate fanatiche i suoi compagni di ventura cercano di allontanare i presagi di morte che li accerchiano, M. scoprirà l'attrazione che lo lega a Thilo, giovanissimo artista, e le sfumature di slanci e sentimenti che lo abitano, lo fanno inimitabile, forse lo salveranno. 

Olga Tokarczuk rivisita certe atmosfere alla Thomas Mann, torna al tema amato della natura e del suo potere, irride i triti rituali dell'amicizia al maschile e tratteggia un ritratto di giovane pensoso che nel dolore e nella paura impara a crescere e a credere in ciò che è.



Germania di inizio Novecento. 
Un villaggio sperduto tra le montagne, la campagna, i boschi, i colori dell’autunno. Un sanatorio isolato, luogo di ritiro per curare malattie di polmoni, di corpo, della mente.
È qui che arriva Wojnicz, un giovane studente polacco malato di tubercolosi, che si allontana per la prima volta dal suo ambiente familiare per unirsi a un gruppo di personaggi originali ed alquanto eccentrici.
La vita nel sanatorio scorre tra trattamenti, passeggiate e lunghe discussioni filosofiche, ma presto l’atmosfera si fa inquieta: rumori inspiegabili che riecheggiano nella notte, porte e stanze che nascondono segreti, leggende locali che circolano tra i pazienti, un presunto suicidio (o forse non è un suicidio?).
In questo scenario sospeso tra cura e morte, tra realtà e suggestione, Wojnicz non solo esplora il mondo fuori dal suo ambiente familiare, ma inizia un viaggio ancora più profondo: alla scoperta di se stesso.

Questo libro ha tutti i temi che più mi appassionano, soprattutto nel periodo invernale: atmosfera gotica, immerso nella natura, scienza e superstizione, storia e filosofia, il tutto condito con un pizzico di ironia.
Le descrizioni sono incredibilmente dettagliate, e permettono al lettore di immergersi sin da subito nell’atmosfera e nei simbolismi del racconto.
Sembra quasi di guardare un film: ogni stanza, ogni paesaggio, ogni piccolo dettaglio contribuisce a creare un mondo vivido e sospeso tra realtà e immaginazione. I suoni della natura sono così coinvolgenti che possiamo quasi sentire il rumore dell’acqua che scorre mentre passeggiamo nei boschi con il protagonista.

L’aspetto più potente del libro è sicuramente l’atmosfera. Il villaggio immerso tra le montagne, la nebbia, il cimitero, la notte. A questo si accompagna una tensione costante, malinconica e cupa.
L’inquietudine e la curiosità del lettore crescono ma senza mai esagerare : suoni oscuri, personaggi stravaganti e misteriosi, ombre che appaiono e scompaiono, fino a un presunto suicidio che lascia però qualche dubbio. L’ambientazione mi ha sicuramente ricordato la Transilvania di Dracula.

Altra interessante particolarità la presenza di continui contrasti: il ruolo dell’uomo e della donna nella società del tempo, con una misoginia estrema al limite del ridicolo, e uno sguardo all’omoerotismo, ma anche scienza e superstizione, incontro tra razionale e sovrannaturale, e sicuramente l’evolvere precario della vita tra giovinezza e decadenza.
Da una parte la fragilità del corpo e la malattia fisica e mentale, dall’altro il contrasto con la forza di spirito e la voglia di vivere : il protagonista cerca di guarire dalla malattia affrontando pensieri sulla morte come se potesse giungere da un momento all’altro, nonostante la sua giovane età.

Questi contrasti e il tono onirico del racconto rendono la storia ancora più intensa, un’esperienza sospesa tra realtà e sogno, dove non è chiaro cosa sia reale, cosa leggenda, cosa allucinazione, cosa fantasia, lasciando il lettore avvolto in un’incertezza affascinante ed inquietante, che poi, forse, è riflesso dell’incertezza stessa della vita

Durata totale della lettura: otto giorni  
Bevanda consigliata: the bianco fico e vaniglia
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Olga Tokarczuk
« Noi riteniamo che le cose più interessanti stiano sempre nell’ombra,
in ciò che non si vede »


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 8 dicembre 2025

La Biblioteca dei Bimbi: Perla e la sua Famiglia



Perla e la sua famiglia
testi e illustrazioni di Momoko Abe


Editore: ZooLibri
Prezzo cartaceo: 18,00 €
Pagine: 32 
Formato: 24 X 30 cm
Titolo originale: Pearl and her Bunch

La famiglia Verdi è un bel grappolo d’uva e a loro la piccola Perla vuole
un mondo di bene, ma quando scopre di non essere un acino come
mamma e papà, inizia a metter e in discussione TUTTO!
In un vero viaggio da eroina scoprirà che non è necessario essere uguali per volersi bene ed essere una famiglia.





Perla e la sua famiglia” di Momoko Abe è un albo illustrato che profuma di casa, ma non di quella che coincide con muri, indirizzi o legami di sangue: è la casa che ti costruisce chi ti sceglie, ti accoglie e ti ama così come sei. É uno di quei libri che ti scaldano il cuore già dalla prima pagina.
Momoko Abe ha questa straordinaria capacità di raccontare cose semplici in modo profondissimo, con una delicatezza che solo alcuni illustratori possiedono.
E infatti il suo stile è proprio questo: essenziale, morbido, pulito… ma così, così riconoscibile! Ogni linea sembra respirare.
Le illustrazioni sono un vero trionfo di colori pieni: verdi, aranci, rossi, rosa, gialli e bianchi che si mescolano senza mai sovrapporsi, creando un mondo caldo e accogliente. Non ci sono sfumature chiassose, non c’è confusione: solo armonia. Abe padroneggia la tavolozza come chi conosce intimamente l’infanzia e la sua sensibilità.
Le figure sono semplici, sì, ma con un carattere tutto loro — quel minimalismo tipico dell’illustrazione nipponica che riesce a dire tantissimo con pochissimo.
E poi c’è lei, Perla. Piccola, curiosa, circondata da una famiglia che (sorpresa!), non le assomiglia affatto. Ed è proprio qui che brilla la magia del libro: la famiglia, quella vera, non è fatta solo di somiglianze fisiche o legami di sangue. È fatta di scelta, cura, presenza.
Perla vive in un nido che la ama per come è, che la sostiene e la accoglie.
Abe racconta con dolcezza che essere famiglia significa esserci, scegliere ogni giorno di costruire un “noi”, indipendentemente dall’origine.
Mi sono ritrovata più volte a sorridere guardando come Abe interpreta le scene, e in altre pagine ho sentito una piccola fitta al cuore.
Le immagini non accompagnano il testo: lo amplificano, lo accarezzano, lo rendono vivo. È un libro che ti resta addosso.
Non c’è retorica né moralismo, solo la quieta certezza che l’amore, quando è autentico, crea legami più forti del sangue.
Perla e la sua famiglia” è un albo luminoso, che invita a riconoscere e celebrare le infinite forme dell’affetto.
Un altro di quei libri che mi fanno dire che ZooLibri non sbaglia un colpo!
DIAMANTE PURO!!!

Bevanda consigliata:  Latte caldo al Matcha
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 4 ai 9 anni anni 
Sito dell'illustratrice: Momoko Abe





"Quella è la tua famiglia?" disse Perla. "Ma non si assomigliano!"



                                             Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 5 dicembre 2025

Recensione: Escape Room. Il calendario dell'avvento

   

Escape room. Il calendario dell'avvento
di Iacopo Cellini

Prezzo Cartaceo: € 9,90 
Pagine: 128
 

Un autore da più di 100.000 copie

Un Natale di enigmi da risolvere: il modo più ingegnoso e divertente per uscire indenni dal periodo natalizio.

Codici da decrittare, anagrammi, rebus, rompicapi, indizi nascosti: riuscirai a risolverli e a liberarti in tempo per il panettone?

25 enigmi per altrettanti giorni e altrettante sfide, tutte diverse l’una dall’altra.

Scopri se le soluzioni sono corrette grazie a un QR code interattivo!

A Natale preparati per il super-enigma finale!

Ogni giorno un enigma. Riuscirai ad arrivare a Natale?

Venticinque enigmi, uno al giorno, per accompagnarti fino a Natale con il brivido e il divertimento di una vera escape room.
 Ogni pagina è una porta da aprire, un enigma da risolvere, un piccolo passo verso la grande rivelazione finale. Tra codici segreti da decrittare, rompicapi logici, indizi nascosti e atmosfere natalizie, questo libro è stato pensato da Iacopo Cellini, il guru dell’enigmistica italiana, per mantenere la mente allenata fino al 25 dicembre. Da soli o in compagnia, per adulti e per ragazzi, è l’idea regalo perfetta per chi ama mettersi alla prova. Servono solo carta, penna e... un cervello sveglio nonostante decorazioni improbabili, famiglie invadenti e l’ansia dei pacchetti.



Ho sempre adorato la tradizione del calendario dell’avvento come conto alla rovescia dei giorni mancanti al Natale e da un po’ di anni a questa parte continuavo a cercarne uno in linea alle mie passioni, che mi intrigasse e mi facesse provare quella euforia e curiosità di quando da bambina veniva il momento di aprire una nuova casella e scoprire cosa nascondesse. Ed eccolo qui!
Io, fan sfegatata del Natale ma anche di libri gialli e misteri, cosa potrei chiedere di meglio di un calendario dell’avvento fatto di enigmi e indovinelli da risolvere?
In un periodo frenetico come questo, tra lavori da concludere, obiettivi da raggiungere e montagne di regali da fare è la scusa perfetta per staccare dal caos e liberare la mente, per prendersi un attimo per sé, divertente e spensierato, durante una pausa caffè o al rientro dopo il lavoro, con una bella tazza di tè caldo tra le mani.
Ma è anche il pensiero perfetto per l’imminente Secret Santa, per l’amica che da sempre si sente un po’ investigatrice o per il collega sempre pronto ad indagare su chi abbia rubato l’ultimo biscotto alla cannella che lui si era parsimoniosamente tenuto da parte.
Mi sta piacendo davvero moltissimo e a quanto pare anche ai miei colleghi! Che da una settimana a questa parte ormai non possono resistere alla curiosità di passare in ufficio a chiedermi quale sia il nuovo enigma che dobbiamo riuscire a risolvere!

Durata  della lettura:  25 giorni
Bevanda consigliata: The caldo, ma ogni giorno uno diverso
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni


"Dicembre è il mese del presepe, delle luci colorate, dei biscotti alla cannella... 
e, con questo libro, anche degli enigmi!"

 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 4 dicembre 2025

Recensione: L'insegnante



  L'insegnante

 di Freida McFadden

 Editore: Newton Compton Editori
 Prezzo: € 12,90
 Pagine: 352
 Titolo originale: The Teacher
 Traduzione a cura di: Carla De Caro
 

 Eve ha una vita apparentemente perfetta. Ogni giorno si sveglia, bacia suo marito Nate e va a insegnare matematica al liceo locale. Tuttavia, l’anno scorso, la scuola è stata scossa da uno scandalo che coinvolgeva un insegnante e la studentessa Addie. Eve, però, teme che dietro queste brutte voci ci sia molto di più. Non ci si può fidare di Addie. Mente. Fa del male alle persone e rovina le loro vite. Almeno, questo è quello che dicono tutti. Ma nessuno conosce la vera Addie. Nessuno conosce i segreti che potrebbero distruggerla. E Addie farà ogni cosa in suo potere per mantenere il silenzio... 




Questo non è il primo romanzo della McFadden che leggo e, anche stavolta, ho provato quella stessa sensazione inconfondibile: una scarica adrenalinica che cresce lungo la schiena man mano che la storia si fa sempre più intensa, fino a catturarmi completamente. La sua capacità di costruire trame che sembrano lineari e prevedibili per poi capovolgerle all’improvviso è, per me, una delle sue firme distintive. La protagonista è Addie, una ragazzina con un passato difficile, ha perso il padre, alcolizzato, e vive soltanto con la madre. La sua vita scolastica è tutt’altro che semplice. L’anno precedente, infatti, un episodio con uno dei suoi professori ha scatenato un vero scandalo: lui è stato costretto a licenziarsi e Addie, da quel momento, è diventata l’emarginata della scuola. Non si tratta soltanto di indifferenza o silenzi imbarazzati: Addie viene isolata, insultata e persino bullizzata dalla bella e popolare Kenzie e dal suo gruppo di amiche, che non perdono occasione per ferirla e metterla in difficoltà. 
Come se non bastasse, senza l’aiuto extra del professore che un tempo la sosteneva, Addie si ritrova in grande difficoltà con la matematica. Le lezioni della severa Mrs Bennett diventano un incubo quotidiano: non solo i numeri e le formule le risultano ostici, ma l’atteggiamento della professoressa è tutt’altro che incoraggiante. L’unico spiraglio di luce nelle sue giornate è rappresentato da Mr Bennett, marito della professoressa, che mostra un’attenzione sincera per Addie. Lui riconosce il suo talento nella scrittura e non manca di farle i complimenti per le poesie che compone, piccoli momenti di conforto in un mondo che sembra voltarle le spalle. I giorni di Addie scorrono così: tra i continui attacchi di Kenzie, le poesie condivise con Mr Bennett e la paura sempre più concreta che Mrs Bennett possa davvero bocciarla. La tensione cresce ulteriormente quando la professoressa la sorprende davanti a casa sua in un momento poco opportuno: l’episodio peggiora ancora di più la sua situazione agli occhi della preside, alimentando l’odio reciproco tra le due. 
 Da qui la storia prende una piega ancora più oscura e imprevedibile. Gli eventi precipitano in maniera rapida e spiazzante, fino a condurre il lettore verso un climax che sembra svelare finalmente la verità. 
Ma attenzione: proprio quando vi sentirete sicuri di aver capito ogni cosa — chi ha fatto cosa, quali segreti nasconde ciascun personaggio, quale direzione prenderà la trama — la McFadden ribalta le carte in tavola. Il suo talento nel costruire twist imprevedibili all’ultimo minuto è semplicemente incredibile, e anche in questo romanzo riesce a sorprendere con una rivelazione finale che lascia letteralmente senza fiato. Lo stile è scorrevole, diretto, costruito in modo da tenere il lettore con il fiato sospeso. 
È uno di quei libri che si leggono in pochissimo tempo, perché diventa impossibile staccarsene: un capitolo tira l’altro, e la curiosità di sapere cosa accadrà subito dopo diventa irresistibile. 
 
Consiglio questo romanzo soprattutto a chi ama i thriller psicologici, a chi cerca letture capaci di incollare alle pagine con una tensione crescente e a chi non teme di essere spiazzato. 
Lo consiglio anche ai lettori “navigati” del genere, quelli che credono di avere ormai un fiuto infallibile per i colpi di scena: sono davvero curiosa di sapere quanti dei twist della McFadden riuscirete a indovinare!

Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Tisana al tiglio
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Website dell'autrice: Freida Mcfadden
Consigliato a chi ha apprezzato: Una di famiglia di Freida McFadden



"I sentimenti smussano i dettagli, nascondono piste importanti e camuffano i lineamenti della soluzione. È nel calore di un abbraccio, che va a sciogliersi la verità. 
Molto meglio gli ambienti freddi. Lì dove la verità è come un fiore congelato, in bella vista, pronto a essere colto."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 3 dicembre 2025

Recensione Il linguaggio degli organi

 



Il linguaggio degli organi
di Giulia Enders
Illustrazioni di Jill Enders

Traduzione dal tedesco di Valeria Raimondi
Prezzo cartaceo: € 18.90
Pagine: 308

In una società frenetica come quella in cui viviamo, possiamo continuare a considerare il corpo come se fosse una macchina? Se invece provassimo a guardarlo dall’interno, ad ascoltarlo davvero, forse capiremmo che si tratta di un sistema che ogni giorno si trasforma, affronta sfide e ci offre soluzioni ai problemi più disparati. Ma nel concreto, cosa possiamo imparare dall’organismo? Cosa può insegnarci su noi stessi e sulla nostra vita? Partendo da questa domanda, Giulia Enders – che con L’intestino felice ha fatto conoscere la bellezza della scienza a milioni di lettori – ci accompagna in un viaggio nel nostro mondo interiore, che diventa una finestra inaspettata per esplorare i grandi temi dell’esistenza: la pelle ci parla del bisogno di contatto, il sistema immunitario ci aiuta a distinguere tra ciò che ci fa male e ciò che è semplicemente diverso da noi, i polmoni ci ricordano la nostra origine di creature acquatiche. E ancora: dai muscoli apprendiamo la differenza tra flessibilità e forza, mentre il cervello lotta per mantenere un equilibrio tra i nostri sentimenti e la realtà. Accompagnata dalle illustrazioni di Jill Enders, in queste pagine l’autrice unisce le sue esperienze personali e le ricerche scientifiche più recenti al talento narrativo che la contraddistingue, rendendo Il linguaggio degli organi una lettura che si inizia con curiosità e si conclude con stupore – perché solo scoprendo l’intelligenza nascosta del corpo possiamo comprendere e ritrovare noi stessi.



Il linguaggio degli organi è stato per me una vera scoperta: non avevo letto L’intestino felice, quindi questo è stato il mio primo incontro con lo stile fresco e vivace di Giulia Enders. E devo dire che mi ha conquistata.

Il libro è un viaggio curioso e luminoso dentro il nostro corpo, non limitato a un singolo organo (come nel primo libro di Enders) ma esteso a un intero sistema vivente che ogni giorno parla attraverso segnali spesso ignorati. Polmoni, cervello, pelle, muscoli, sistema immunitario: Enders li presenta uno a uno, raccontando come ognuno di essi sia legato non solo a funzioni biologiche, ma anche alle emozioni e ai momenti significativi della sua vita. Ne nasce un percorso che va oltre la semplice divulgazione scientifica e acquista una dimensione più intima, quasi narrativa.

Uno dei punti più interessanti è la capacità dell’autrice di smontare l’idea, molto diffusa, del corpo come “macchina”. Una macchina da far funzionare, da controllare, da rifornire. Qui il corpo diventa invece un interlocutore: qualcosa che si trasforma, che si adatta, che prova a comunicarci come sta e di cosa ha bisogno. Enders ci invita ad ascoltare questi messaggi sottili, a tradurre questo linguaggio silenzioso ma sempre presente, e a riconoscere che ciò che viviamo a livello emotivo e ciò che accade nei nostri organi non sono mondi separati.

L’opera è arricchita dalle illustrazioni, a colori e in bianco e nero, della sorella Jill Enders, che aggiungono un tocco di leggerezza e aiutano a visualizzare meccanismi e concetti complessi. Il risultato è un libro che si presta sia a una lettura continuativa, sia a una consultazione a salti quando si ha curiosità su un tema specifico.

Il linguaggio degli organi è un invito gentile e potente a diventare più “organici”, a prestare attenzione al corpo e ai suoi ritmi, e a riconoscere che nelle sue reazioni c’è spesso molto più di quanto immaginiamo. È una lettura che educa, incuriosisce e, soprattutto, aiuta a guardare il proprio corpo con occhi nuovi: più consapevoli, più gentili, più rispettosi. Lo consiglio a chi ama la divulgazione scientifica, il benessere e i libri che sanno unire conoscenza e sensibilità.

E ora non mi resta che recuperare anche L’intestino felice!


Durata totale della lettura: una settimana
Bevanda consigliata: Golden Milk
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: a partire 15 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Il cervello che sogna di Rahul Jandial





«Capire il corpo non serve solo a prevenire le malattie. I nostri organi svolgono un ruolo importante anche nel determinare ciò che siamo, e ci aiutano a rispondere a domande fondamentali tipo: di cosa abbiamo davvero bisogno? Come affrontiamo i pericoli? In che modo vogliamo trattarci l’un l’altro? O anche: cosa possiamo realizzare e come? Conoscere le risposte del corpo ci aiuta a vivere in modo piu armonioso.»


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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