mercoledì 19 novembre 2025

Recensione: Milton Place



  Milton Place

 di Elisabeth De Waal

 Editore: Garzanti
 Prezzo: € 19
 Pagine: 272
 Traduzione a cura di: Sara Caraffini

  Se è vero che ogni luogo racconta una storia, Milton Place, una dimora di campagna che custodisce segreti, passioni e tormenti, potrebbe recitare ogni parola di quella del suo proprietario, Barlow. Che, dopo anni, ancora guarda con occhi curiosi e stupefatti il giardino di azalee e rododendri in fiore attraverso la finestra della stanza da letto. Uno spettacolo a cui non vuole rinunciare. L’arrivo di Anita Seiler, che passeggia leggiadra sul sentiero acciottolato, rafforza ulteriormente la sua decisione. Da quel momento, Barlow sogna che la melodia della sua vita sia scandita dal rumore di quei passi. È un attimo: una scintilla che si accende, un’esistenza che prende a risplendere, proprio quando sembrava si stesse spegnendo. In pochissimo tempo, Anita insegna a Barlow che l’amore è mettersi in ascolto e tendere una mano quando la fatica rischia di sopraffarci. Perché innamorarsi significa prendere in prestito due occhi che non sono i tuoi e vedere tutto per la prima volta. E sperare che sia così per sempre. Ma esistono storie talmente intense che, nell’istante in cui nascono, rischi già di perderle. Elisabeth de Waal, autrice della Città dei grandi ritorni, racconta di un amore inaspettato e tormentato, sbocciato tra il profumo di quegli stessi fiori che ogni mattina ricordano a Barlow l’importanza della gratitudine e l’essenzialità dell’essere al mondo. Soltanto prendendosi cura di quello che ci circonda possiamo riuscire a coltivare rapporti dalle radici solide. Un insegnamento che trova in Milton Place un riferimento imprescindibile.




Un romanzo da gustare in un cottage, con una tisana bollente tra le mani e un giardino fiorito davanti agli occhi. 

La signora Anita incarna uno dei miei sogni più grandi: trasferirsi in un’antica villa e condividerla con un gentiluomo dolce, appassionato di lettura e di piante. La scrittura, elegante e misurata, avvolge il lettore in una sensazione di serenità e pace, creando un legame profondo e duraturo con i personaggi. 

 Milton Place è una dimora magnifica, quintessentialmente della campagna inglese, un tempo splendente e vissuta, che ora appartiene al signor Barlow. Rimasto solo, la divide soltanto con due fidati aiutanti ormai in là con gli anni. Le sue figlie vivono altrove: Cecilia, sposata con un uomo sgradevole e distante, ed Emily, molto concentrata su se stessa, che abita non lontano e fa visita al padre una volta alla settimana per il tè, senza però mostrare un reale interesse per la sua vita. 

C’è poi Tony, il giovane figlio di Cecilia, che trascorre più tempo con il nonno che con la propria famiglia: diciottenne sensibile, ama Milton Place quanto lui e non vede l’ora di tornarci. Anita entra in questo piccolo mondo su invito del signor Barlow. I suoi dubbi iniziali svaniscono rapidamente: è una donna riservata e gentile, determinata — con dolcezza — a riportare la casa al suo antico splendore. Una decisione che però non piace a Emily, segretamente intenzionata a vendere la proprietà a insaputa del padre. 

 La placida calma che contraddistingue le loro giornate viene però spezzata quando Cecilia, durante una visita al padre, scopre l’inaspettato intreccio amoroso che si è creato tra le mura di Milton Place. Le giornate scorrono lievi, tra tisane fumanti, rododendri in fiore e affetti inattesi che germogliano con naturalezza. 

Assolutamente consigliato se avete voglia di rilassarvi e se apprezzate le descrizioni acquerellesche dei paesaggi. Un libro che coccola, avvolge e accompagna, pagina dopo pagina.

Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Aranciata fresca
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Website dell'autrice: Imbi Neeme
Consigliato a chi ha apprezzato: L'indirizzo segreto della felicità di Imbi Neeme





"«Il fantasma di un sorriso su un volto serio», pensò,
 «è più ammaliante delle labbra spalancate da una risata.». 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 17 novembre 2025

Recensione: La regina dell'Isola di fango



 La regina dell'Isola di fango

 di Donal Ryan

 Editore: Fazi Editore
 Prezzo: € 18.50
 Pagine: 264
Titolo originale: The Queen of Dirt Island
Traduzione a cura di: Stefano Bortolussi 

 In un paesino dell’Irlanda rurale, la giovane Eileen dà alla luce la figlia Saoirse; pochi giorni dopo, suo marito perde la vita in un incidente stradale. Rimasta sola, l’unica persona su cui Eileen può fare affidamento è la suocera Mary Aylward: una donna forte, volitiva e senza peli sulla lingua, proprio come lei. La piccola Saoirse cresce così circondata da un grande affetto sotto l’ala protettiva della madre e della nonna. Nonostante i continui battibecchi, le due donne sono profondamente legate e non permettono a nessuno, nemmeno agli altri familiari, di accedere al loro cerchio magico. Finché la famiglia si allarga ancora: a sedici anni Saoirse rimane incinta e partorisce Pearl, che diventerà presto fonte di immensa felicità per tutte. Le donne Aylward stravedono l’una per l’altra, anche se spesso si direbbe piuttosto il contrario; i vicini vociferano di urla, litigi e scenate drammatiche, ma chi le conosce davvero sa che la loro casa è un luogo di pace, pieno di amore, un rifugio dalla tristezza e dalla crudeltà del mondo. La loro storia inizia con una fine e termina con un inizio. È una storia di lealtà furiosa e tradimenti indicibili, di isolamento e unione, di trasgressione, di perdono, di desiderio e amore.




Animi tormentati, generazioni di donne forti e indipendenti, in cerca di aiuto ma senza mai avere davvero la voce per chiederlo. 
Amori incondizionati e viscerali attraversano queste pagine, insieme a una narrazione fatta di capitoli brevi ma incisivi, che restituiscono tutta l’intensità della storia dell’Irlanda rurale in cui la vicenda è immersa. Ormai sapete che mi piacciono i romanzi di resilienza femminile, e questo è davvero magnifico: donne che reggono sulle spalle il mondo senza alcun aiuto esterno, ma anzi sostenendo e aiutando tutti. 
 Di solito inizio la recensione parlando della protagonista, ma in questo caso le personalità sono così importanti che non c’è una sola protagonista: ce ne sono quattro, e tutte ruotano attorno a Soarsie. Sua madre è stata cacciata dalla famiglia per essere rimasta incinta fuori dal matrimonio e ha trascorso la vita con la suocera, senza il marito, morto prematuramente. 
Nonostante le due litighino costantemente, il loro legame è inscindibile e convivono in pace come madre e figlia per quarant’anni. Soarsie cresce circondata da forza, amore sconfinato e forse da poca consapevolezza del mondo. La ragazza infatti segue le orme della madre e cresce la piccola Pearl senza un padre, con il solo aiuto delle due donne. 
Sono circondate da uomini che non sembrano in grado di mantenere stabilità mentale o atteggiamenti maturi. Purdie, il timido e lo sciocco di casa, viene arrestato più volte e non riesce a rigare dritto. Chris sposa la curiosa Doreen, che da subito non piace alla madre e viene esclusa dal ristretto gruppo di donne, cosa che porta a un’esplosione dei suoi sentimenti. 
Richard, poi, cattivo e ingordo, sembra non vedere l’ora di riversare tutta la sua cattiveria sulla sorella. Le donne però rimangono forti e unite contro tutto e tutti: hanno un rapporto maturo fatto di accettazione reciproca e collaborazione nella crescita personale. 
 Il quarto protagonista è l’orgoglio. Ognuna di queste donne, per quanto diversa, porta avanti una lotta contro una società che cerca in ogni modo di schiacciarle e colpevolizzarle, privandole della possibilità di migliorarsi e di affrancarsi da ciò che viene definito “colpa”.
Le tre, tuttavia, stoiche, ci mostrano fino alla fine quanto la propria storia sia fondamentale e quanto coraggio serva per lottare e diventare finalmente liberi. 
 Un romanzo intenso, che pulsa di dolore, resilienza e amore, e che nella sua essenzialità riesce a ritrarre un mondo intero.


Durata totale della lettura: 5 giorni
Bevanda consigliata: Tisana bollente
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Come brace coperta di Alice Malerba



"E la mamma e la nonna, se aspettavi abbastanza, finivano sempre per ridere di nuovo,
 e il mondo ritrovava la sua pace perfetta."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 14 novembre 2025

Recensione: Il delitto della Madonna di Fossalto

 

Il delitto della Madonna di Fossalto
di Alvise Trisciuzzi

Editore:    
Newton Compton Editore
Prezzo Cartaceo:  €10,90    
Prezzo e-book   :  4,99     
Pagine:  288      

Bell'anni Sessanta. Arturo Bonomi è un uomo tranquillo, felice di lavorare come maresciallo in un piccolo paese della Bassa. La nebbia, compagna di quei luoghi, non gli dà fastidio, anzi gli piace. Ha le sue abitudini ei suoi riti. Conosce tutti e, soprattutto, non ci sono mai grossi problemi da affrontare. In passato sì, qualcosa è successo. In quelle zone la guerra ha lasciato delle cicatrici, che però col tempo sono guarite e adesso tutto è sereno. Forse a volte movimentato, per colpa della politica e del vino, ma nel complesso sereno. Fino alla mattina in cui viene scoperto lungo l'argine il cadavere di Antonio Bellei, detto il Lambrusco, l'ubriacone del paese, e tutto cambia, perché il Lambrusco era il miglior amico di Arturo Bonomi. Un amico diventato alcolizzato in seguito a una delusione d'amore molti anni prima. Ora, tra truffatori, ricordi di guerra, tesori mai trovati, apparizioni della Madonna, medici geniali, ex partigiani e osterie, Bonomi deve trovare il colpevole. E per lui c'è una sola certezza: è uno del luogo, uno che conosce bene...



Questo libro inaugura una serie di vicende dedicata al maresciallo Arturo Bonomi e al tranquillo paesino della Bassa, un microcosmo dove la vita scorre lenta ma non priva di segreti. Fin dalle prime pagine si entra in sintonia con il protagonista: un maresciallo astuto e determinato, che conosce profondamente la sua gente e si è guadagnato il rispetto di tutti per una qualità rara, soprattutto nel suo mestiere — non aver dimenticato di essere umano.

L'indagine, che ruota attorno alla morte improvvisa di un amico caro a tutta la comunità, è attraversata da momenti di malinconia e ricordi del passato. La vittima, soprannominata il Lambrusco, era l'“ubriacone del paese”, ma dietro la sua figura trasandata si nascondeva un animo gentile, colto e capace di incantare tutti con le sue storielle. Le sue parole, spesso ironiche e profonde, sapevano toccare corde intime, come accade nel caso del Russo, proprietario dell'osteria, che grazie alla sensibilità del Lambrusco riesce a ritrovare la voglia di vivere dopo gli orrori della prigionia in Siberia.

Per tutto il tempo rimane viva la curiosità di scoprire quale fosse il mistero del tesoro della Ca' Bianca, una delle storielle preferite dal Lambrusco, che da semplice leggenda del paese si trasforma, solo nelle ultime pagine, in una sorprendente rivelazione.

Il romanzo si legge tutto d'un fiato: i flashback e l'intreccio tra passato e presente danno ritmo e profondità alla narrazione. L'autore intreccia abilmente anche la storia di un furfante di provincia con le vite degli abitanti del paese, rivelando un poco a poco fragilità e contraddizioni dei personaggi, che diventano sempre più reali e vicini al lettore.

Non mancano di certo i colpi di scena: quando pensieri di aver finalmente individuato l'assassino, la trama si ribalta e si scoprono segreti ancora più oscuri.

Particolarmente riuscita la coppia formata dal maresciallo Bonomi e dall'impeccabile dottor Peruzzi: due personalità diverse, ma accomunate da un metodo rigoroso e dalla stessa sete di verità. Insieme, si sostengono e si completano, dando vita a un duo credibile e umano.

Il libro emoziona, soprattutto nelle parole commosse degli amici del Lambrusco, che ci mostrano la complessità di un uomo ai margini, ma in realtà profondamente amato. Figura folcloristica e insieme familiare, il Lambrusco diventa il simbolo di una comunità che, pur con le sue imperfezioni, conserva ancora un'anima.

Un giallo autentico e toccante, capace di unire il mistero con il calore umano, e che lascia la curiosità di scoprire quali altri casi attenderanno il maresciallo Bonomi nei prossimi capitoli della serie.

Durata della lettura:  Dieci giorni
Bevanda consigliata:  Un calice di Lambrusco
Formato consigliato:  Cartaceo  
Età di lettura consigliata:  dai 18 anni  
Consigliato a chi ha apprezzato:  Odore di chiuso, Marco Malvaldi



« Tirò fuori da sotto il pastrano una bottiglia della riserva speciale, l'ultima rimasta. Senza esitazione, la aprì e ne versò il contenuto sulla terra appena smossa che ricopriva il suo vecchio amico. “Un'ultima bevuta, vecchio ubriacone, offro io”, disse con voce a stento controllato. Fu un discorso breve, ma Bonomi era certo che Bellei l'avrebbe apprezzato più di qualunque altra cosa...  ».      


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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