venerdì 24 luglio 2026

Recensione: Tutte le mattine di Sybil

Tutte le mattine di Sybil
di Virginia Evans


Editore: Rizzoli
Prezzo Cartaceo: € 18,50
Prezzo ebook: €11,99
Pagine: 372
Titolo originale: The Correspondent

Traduzione a cura di: Giuseppina Oneto

Sybil Van Antwerp ha settantatré anni, cura il giardino della sua bella casa che le regala splendide fioriture primaverili e non ama vivere fuori, nel mondo. Nella vita di prima è stata un’avvocatessa stimata, una moglie e una madre, ma ora predilige un’attività su tutte: scrivere lettere. Ha iniziato all’età di nove anni e non ha mai smesso, nemmeno nell’era digitale, nemmeno ora che la vista vacilla. Scrivere missive è una meravigliosa attività umana, su questo non ha dubbi. I suoi destinatari sono molteplici, dalle amiche al vicino signor Lübeck, al gentile assistente di un’agenzia che si occupa di test del dna. E poi tiene la corrispondenza con scrittrici e scrittori, con cui condivide il proprio giudizio sui loro romanzi e certe visioni della vita. E con Harry, un giovane con difficoltà a integrarsi. Quando si scrive, sostiene, bisogna andare piano; perché “la fretta può farci mettere su carta cose che non intendevamo e ci si svuota”. Tra i chiaroscuri della vita di una donna che si avvicina alla vecchiaia, c’è anche un destinatario non identificabile a cui Sybil confessa il suo dolore più grande, senza però inviare alcuna lettera. E solo quando questa sofferenza implacabile, un mistero che sembra inafferrabile, troverà la sua piena voce sul foglio, Sybil potrà finalmente cercare, di nuovo, il suo posto nel mondo.
Tutte le mattine di Sybil è un romanzo irresistibile che trascina il lettore in un universo ricchissimo di sfumature, sentimenti mai rivelati, e testimonia un amore incrollabile per la vita.



C'è un'avvertenza che andrebbe posta sulla copertina di questo libro: attenzione, può causare un'irrefrenabile e improvvisa voglia di scrivere lettere. Di quelle vere, scritte a mano, con la penna che scivola sulla carta, da spedire a persone lontane o semplicemente da raccogliere in un cassetto, come un diario segreto delle proprie memorie.

Ma partiamo dall’inizio.

Anzi, ancora una premessa.

Forse mi colloco in una categoria di lettori minori, ma sono sempre terribilmente affascinata dalle fascette che in maniera così ammiccante titolano: “Il romanzo fenomeno del passaparola, New York Times bestseller che ha conquistato oltre un milione di lettori”. L'esperienza mi dice che, quasi sempre, questi sono esattamente i romanzi che finiscono nei miei preferiti dell’anno.

E ora, iniziamo seriamente. 

La nostra protagonista è Sybil, una donna che conosciamo quando ormai si trova nell'ultima, malinconica e riflessiva fase della sua vita. Ex avvocata e cancelliera di un celebre giudice, la incontriamo quando le toghe e i tribunali sono ormai un lontano ricordo della sua pensione. Nella sua vita, di cose ne sono successe: un incessante susseguirsi di eventi che non vogliono trovare pace. In questo vortice di cambiamenti, però, una sola costante è rimasta immutata: la sua dedizione quasi sacra allo scrivere lettere.

Per Sybil, la scrittura è un rituale. È un modo per raccontarsi, sì, per condividere la propria opinione affilata sul mondo, ma è soprattutto un atto terapeutico, un modo per mettere ordine nel caos dei ricordi e dei sentimenti. Le sue lettere sono rigorosamente scritte a mano, sigillate in una busta e affidate alla lenta liturgia della posta, con i suoi ritardi, le sue attese trepidanti e le risposte che, prima di essere scritte, devono essere a lungo meditate.

È attraverso questo magnifico archivio di corrispondenza che la sua vita si svela davanti a noi. Ricostruiamo la sua fitta rete di contatti, che spazia dai parenti stretti agli amici di una vita, dagli ex colleghi ai vicini di casa, fino a sconosciuti incontrati per caso e persino a icone letterarie come Joan Didion. In questi frammenti di lei, che ci arrivano come pezzi di un puzzle, scopriamo i momenti che l'hanno definita: cosa accadde davvero, tanti anni fa, in riva a quel lago mentre seguiva un caso che le cambiò la vita; le complesse dinamiche del divorzio dal marito e l'evoluzione del loro rapporto, così come quello con i figli, ormai adulti e distanti.

Ma scopriamo anche che ci sono dolori mai sopiti, ferite antiche che strisciano inesorabili tra le righe. Lettera dopo lettera, un sottile filo di malinconia si dipana, e ciò che all'inizio appariva confuso e frammentato acquista una chiarezza disarmante. Il cuore di Sybil si apre completamente, e le risposte alle domande che ci eravamo posti arrivano, potenti e commoventi.

Il formato epistolare, così magistralmente orchestrato, non è solo un espediente narrativo, ma l'anima stessa del romanzo. È un modo per raccontare una storia, che ci trasforma da semplici spettatori a destinatari silenziosi. Ci permette di entrare nel cuore della protagonista in punta di piedi, quasi con timore reverenziale, per poi sentirci liberi di abbracciarla con tutte le sue contraddizioni. Vediamo ogni sfumatura delle sue emozioni, la sua intelligenza acuta, la sua vulnerabilità inaspettata. E se è vero che iniziamo ad amarla fin dalla prima lettera, arrivati all'ultima pagina il pensiero di doverla lasciare diventa quasi insopportabile.

Quando si chiude il libro, la sensazione non è quella di aver finito una storia, ma di aver trascorso del tempo prezioso con una persona reale. 

Durata totale della lettura: 5 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: Sarti Rosa
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 18 anni


      "La parola scritta, signor Watts, la parola scritta nero su bianco. Significa le lettere. Significa i libri. Significa la legge. E' tutta la stessa cosa. L'ho bene o male sentito sempre sin da quando ho memoria di me, e scrivo lettere da mandare nel mondo dacché mi è riuscito di comporre una frase con la penna (età nove anni)"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

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