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venerdì 6 dicembre 2019

Recensione: Basta un attimo per tornare bambini


Basta un attimo per tornare bambini
di Enrico Galiano, Sara di Francescantonio


Editore: Garzanti
Prezzo Cartaceo: € 14,00
Pagine: 72



Questo diceva Peter Pan. Ed è questo che succede nella vita quando si cresce. Ci si convince di non essere più in grado di assaporare la magia dei momenti. Ci si convince che la fantasia non sia una cosa importante. Ci si convince che non sia possibile tornare bambini. Ma non è sempre così. A volte basta ruzzolare in un prato, pedalare a perdifiato in una discesa con le braccia aperte o salire su una giostra. Basta fare una giravolta sulla sedia dell’ufficio durante una giornata difficile, cantare davanti allo specchio appena svegli o fare la guerra con i cuscini in una domenica uggiosa. Piccoli gesti che si possono fare ogni giorno. Piccoli attimi che riportano alle risate che non finiscono mai, alla sensazione di libertà che scorre nelle vene, alla felicità che non dipende da cosa si possiede o si raggiunge. In questo libro, che è una piccola perla, Enrico Galiano con il suo stile inconfondibile, e Sara Di Francescantonio con il tratto immaginifico delle sue illustrazioni, ci invitano a riscoprire quegli attimi che rendono l’infanzia un’età magica che si vorrebbe senza fine. Il libro è anche il primo progetto editoriale a cui hanno partecipato attivamente i lettori descrivendo sui social i gesti che hanno riportato in vita il bambino che è in loro. Che è in tutti noi. Quel bambino che crediamo di non essere più. Invece è sempre lì e ha voglia di tornare.



Questo libro, è un inno all’innocenza, quella che molto spesso, ciascuno di noi, preso da mille incombenze; dimentica irrimediabilmente per strada. L’autore, infatti, dà risalto al fatto che: i bimbi andrebbero sempre osservati da vicino, loro che, con la concentrazione negli occhi mentre osservano una nuvola spostarsi in cielo, mostrano grande stupore sul viso nel seguire una goccia che scivola su un vetro quel perdersi felice dietro a cose che ci sembrano senza senso, senza uno scopo, inutili. Invecchiare, infatti, non è qualcosa che ci tocca, ma qualcosa che si sceglie. E, osservando i bambini, imparando da loro, forse possiamo scegliere di non invecchiare mai. L’idea di questo libro (per i grandi e piccini), è stata dunque quella di coinvolgere i lettori, chiedendo loro di raccontare quali fossero le cose che li fanno tornare bambini, che li fanno scendere per un secondo dal tapis roulant della vita quotidiana. Un corollario di brevi pensieri, arricchito da splendide immagini, che evidenziano come nella vita di ogni giorno, sia importante fermarsi un attimo, ed eliminare quest’ansia assurda di voler controllare tutto; lasciarsi andare, ballare e ascoltare musica a volume ad esempio. Sporcarsi l’anima di allegria, con sprazzi di follia; perché alla fine si può volare anche da distesi, si può sognare anche da distesi. Dobbiamo tutti imparare a lasciarci andare, a sorridere alla vita (che spesso ci spinge ad avere musi lunghi), e guardare al futuro con speranza, compiere quella trasgressione che ci rende allegri, per dare voce e corpo (ogni singolo giorno della nostra vita), al bambino che vive dentro di noi (sappiamo bene, che è lì dentro, occorre solo lasciarlo uscire). Giocare sempre, per sconfiggere la noia, anche nella più triste della giornata. Avete mai pensato (come rilevato dallo stesso autore), che un abbraccio (proprio quello che spesso siete più restii a dare), è ciò che può realmente aggiustare tutto? Bellissime e molto evocative le illustrazioni della bravissima Sara di Francescantonio. Una chicca in più: in allegato al libro, una piccola nota, ove redigere i vostri “attimi da ricordare”.


Durata totale della lettura: Un giorno
Bevanda consigliata: Cioccolata calda con doppia panna e cacao dolce.
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Enrico Galiano





      "Nel momento stesso in cui dubitate di poter volare,
 cessate di essere in grado di farlo.»
 




Si ringrazia molto la casa editrice Garzanti per la copia omaggio.
                            

domenica 19 maggio 2019

Recensione: Più forte di ogni addio


Più forte di ogni addio
di Enrico Galiano


Editore: Garzanti
Prezzo Cartaceo: € 17,90 
Pagine: 352



È importante dire quello che si prova, sempre. È importante dirlo nel momento giusto. Perché, una volta passato potremmo non trovare più il coraggio di farlo. È quello che scoprono Michele e Nina quando si incontrano sul treno che li porta a scuola, nel loro ultimo anno di liceo. Nina sa che le raffiche di vento della vita possono essere troppo forti per una delicata orchidea come lei: deve proteggersi ed è per questo che stringe tra le dita la collanina che le ha regalato suo padre. Per Michele i colori, le parole, i gesti che lo circondano hanno un gusto sempre diverso dal giorno in cui, cinque anni prima, ha perso la vista. Quando sale sul treno e sente il profumo di Nina, qualcosa accade dentro di lui: non sa che cosa sia, ma sente che lo sta chiamando.



Ho sentito molto parlare di questo libro negli ultimi giorni, ero profondamente incuriosita, e devo ammettere che le mie aspettative non sono state deluse. Un romanzo, che prima di essere una storia d’amore, è un testo che sottolinea l’importanza del “qui ed ora”. Se desideri dire qualcosa ad una persona, abbracciarla, o vivere con lei una particolare esperienza; fallo ora, prima che sia troppo tardi. Ciò, è un dato di fatto. Due ragazzi, un viaggio comune, un sentimento che cresce. Riflessioni profonde che l’autore ha saputo instillare nelle mia mente, e che spero possa fare anche con voi; per esempio, laddove sottolinea che: nessuno di noi, è una linea. Nessuno. Forse cominciamo con l’essere una linea, ma arriva sempre il giorno in cui qualcuno ci trascina fuori da quest’idea stupida che siamo una retta che va da qualche parte: e allora diventiamo una croce. Qualcuno che viene a sbattere contro di noi e ci cambia, ci trasforma per sempre. E poi andiamo avanti, certo, ognuno fa quel che deve fare, fa la sua strada, ma a quel punto non saremo mai più solo una linea, saremo cambiati per sempre: saremo sempre una croce. Ci avete mai pensato? Credo, che il vero messaggio chiave che l’autore, in quanto professore abbia voluto trasmettere al lettore, è l’importanza del comprendere e cogliere, l’attimo, senza lasciarselo sfuggire; evitando di attendere quello perfetto che forse potrebbe non arrivare mai. Un romanzo, che è fonte di ispirazione. Amerete Nina e Michele come ho fatto io, ne sono certa.


Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Caffè caldo alla nocciola
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Enrico Galiano







      "Se hai voglia di dire qualcosa a qualcuno, fallo. Ora."




                            

domenica 30 luglio 2017

Intervista Enrico Galiano

Buon pomeriggio cari lettori,
come state? Vi state riposando in questo ultimo weekend di luglio? 

Dopo avervi presentat, la recensione di Eppure cadiamo felici, torniamo oggi a parlare  di Enrico Galiano, autore italiano di grande talento, non perdetevi la bellissima intervista
che ci ha dedicato



Eppure cadiamo felici
di Enrico Galiano

Editore: Garzanti
Prezzo cartaceo: € 16,90
Prezzo Ebook: € 8,99 
Pagine: 384
Genere: Narrativa moderna


Ci sono storie capaci di toccare le emozioni più profonde: Eppure cadiamo felici è una di quelle. Enrico Galiano insegna lettere ed è stato nominato nella lista dei migliori cento professori d’Italia. I giovani lo adorano perché è in grado di dare loro una voce.

«Sai perché mi scrivo sul braccio tutti i giorni quelle parole, “la felicità è una cosa che cade”? Per ricordarmi sempre che la maggior parte della bellezza del mondo se ne sta lì, nascosta lì: nelle cose che cadono, nelle cose che nessuno nota, nelle cose che tutti buttano via.»

Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un’estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l’appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne hai mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire. Fino a quando una notte, in fuga dall’ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia, per la prima volta, sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Per la prima volta non è sola. E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi, l’amore scoppia senza preavviso. Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova. Ma la felicità a volte può durare un solo attimo. Lo scompare, e Gioia non sa dove cercarlo. Perché Lo nasconde un segreto. Un segreto che solamente lei può scoprire. Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato. E per seguirli deve imparare che il verbo amare è una parola che racchiude mille e mille significati diversi. Ci sono storie capaci di toccare le emozioni più profonde: Eppure cadiamo felici è una di quelle. Enrico Galiano insegna lettere ed è stato nominato nella lista dei migliori cento professori d’Italia. I giovani lo adorano perché è in grado di dare loro una voce. Grazie al suo modo non convenzionale di insegnare, in breve tempo è diventato anche un vero fenomeno della rete: ogni giorno i suoi post su Facebook e i suoi video raggiungono milioni di visualizzazioni. Un romanzo su quel momento in cui il mondo ti sembra un nemico, ma basta appoggiare la testa su una spalla pronta a sorreggere, perché le emozioni non facciano più paura.









Ciao Enrico,
benvenuto da Reading at Tiffany's e grazie per aver accettato questa intervista.

1. La protagonista Gioia è davvero una ragazzina sopra le righe: leggendo il romanzo moltissime volte mi sono rispecchiata in lei. Quanto c'è di te nel suo personaggio?   
Diciamo moltissimo e pochissimo: c'è molto del me diciassettenne, quello sì, ma poi dopo un po? Gioia prende vita a sé e diventa un'altra cosa. Diciamo che ora la considero una mia amica con cui ogni tanto tornare a parlare.     
 2. Come ti è venuta l'idea della collezione di parole? E quale ti è più cara?   
Mi è venuta perché ne sono sempre stato affascinato e perché è molto coerente con questo personaggio (Gioia) che proprio non sopporta di foversi sempre tradurre per farsi capire dagli altri. La mia parola più cara è neach-gaoil, dal gaelico gallese, una parola che significa “la persona che vive dentro il tuo cuore”      
3. La voglia di Gioia di essere sempre schietta e vera, di parlare con il prossimo senza filtri rappresenta un pò quello che la nostra società ha perso grazie alla tecnologia sempre più dilagante.  Si è perso il contatto con la realtà ed anche i ragazzi di oggi hanno smesso di parlarsi preferendo le piattaforme dei social. Cosa ne pensi?  
 Penso che da un lato è vero, ma dall'altro i social hanno avuto il grande vantaggio di offrire comunque un veicolo di espressione che prima mancava e, in qualche modo, di dare voce anche ai timidi, quelli che in gruppo faticavano a parlare ora riescono a far sentire un po' di più la propria voce.     
4. Quanto c'è nel romanzo della tua esperienza di professore?  
Moltissimo. Praticamente tutto ciò che so di adolescenti, oltre alla mia vita da adolescente, lo devo al mio lavoro.      
5. Il professore di filosofia è una figura fondamentale nella vita di Gioia: l'unica figura adulta capace di ascoltarla e di darle degli imput. E' questo, secondo te, uno degli scopi dell'insegnamento? Io stessa avrei voluto un professore capace di incuriosirmi e di spronarmi a fare sempre di più.   
Lo scopo fondamentale dell'insegnamento non è dare ai ragazzi delle nozioni, bensì aiutare loro, anche attraverso le nozioni, a trovare sé stessi, i propri talenti, il proprio destino.      
6. Hai voglia di raccontarci qualcosa del tuo primo amore?   
 Un disastro completo. Friendzonato di brutto. Passavo le ore in vasca da bagno a piangere. Avevo dodici anni. Stendiamo qualche velo pietoso sopra, va'!      
7. Quale sarebbe la colonna sonora ideale per leggere il tuo romanzo? 
Tutte le canzoni dei Pink Floyd citate nel libro, Born to run di Bruce Springsteen, Firework di Katy Perry      
8. Se potessi coniare tu stesso un vocabolo nuovo, che rappresenti il tuo romanzo cosa mi risponderesti?  
 C'è una parola che manca, o almeno che io non ho trovato nella mia ricerca di parole intraducibili, e che nel libro ho chiamato “Cosalo”: è quando una ragazza, dopo l'amore, mette la guancia sul petto dell'amato. È forse la sensazione che descrive meglio questa storia fatta di tenerezza, ascolto e mistero.





                                            

martedì 18 luglio 2017

Recensione: Eppure cadiamo felici

Eppure cadiamo felici
di Enrico Galiano

Editore: Garzanti
Prezzo cartaceo: € 16,90
Prezzo Ebook: € 8,99 
Pagine: 384
Genere: Narrativa moderna


Ci sono storie capaci di toccare le emozioni più profonde: Eppure cadiamo felici è una di quelle. Enrico Galiano insegna lettere ed è stato nominato nella lista dei migliori cento professori d’Italia. I giovani lo adorano perché è in grado di dare loro una voce.

«Sai perché mi scrivo sul braccio tutti i giorni quelle parole, “la felicità è una cosa che cade”? Per ricordarmi sempre che la maggior parte della bellezza del mondo se ne sta lì, nascosta lì: nelle cose che cadono, nelle cose che nessuno nota, nelle cose che tutti buttano via.»

Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un’estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l’appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne hai mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire. Fino a quando una notte, in fuga dall’ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia, per la prima volta, sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Per la prima volta non è sola. E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi, l’amore scoppia senza preavviso. Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova. Ma la felicità a volte può durare un solo attimo. Lo scompare, e Gioia non sa dove cercarlo. Perché Lo nasconde un segreto. Un segreto che solamente lei può scoprire. Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato. E per seguirli deve imparare che il verbo amare è una parola che racchiude mille e mille significati diversi. Ci sono storie capaci di toccare le emozioni più profonde: Eppure cadiamo felici è una di quelle. Enrico Galiano insegna lettere ed è stato nominato nella lista dei migliori cento professori d’Italia. I giovani lo adorano perché è in grado di dare loro una voce. Grazie al suo modo non convenzionale di insegnare, in breve tempo è diventato anche un vero fenomeno della rete: ogni giorno i suoi post su Facebook e i suoi video raggiungono milioni di visualizzazioni. Un romanzo su quel momento in cui il mondo ti sembra un nemico, ma basta appoggiare la testa su una spalla pronta a sorreggere, perché le emozioni non facciano più paura.













Gioia ha diciassette anni e non è popolare a scuola, non desidera rientrare a casa dove la aspetta una madre in compagnia di qualche amico occasionale, non riesce ad andare d'accordo con i suoi coetani che sono incapaci di parlare senza filtrare anche le loro stesse emozioni. Lei non è così, è schietta e sincera, sono poche le persone che realmente la capiscono: Tonia è una di quelle, è la sua migliore amica, poi c'è il professore di filosofia e Lo, un ragazzo che ama vestirsi di nero e che gioca a freccette in un bar di notte. Eppure cadiamo felici è pura poesia, disarmante ed emozionante che vi lascerà senza fiato: i suoi protagonisti vi colpiranno dritti al cuore diventandone parte e sarà impossibile smettere di leggere. Enrico Galiano è un professore che ama il suo lavoro, lo si percepisce da ogni sua frase, nella versione cartacea adorerete il suo alter ego, il professore di filosofia, capace di guardare oltre la superficie dei propri alunni sino ad arrivare al loro io più profondo con l'unico scopo di risvegliarli e di indirizzarli. Gioia è un personaggio indimenticabile: la sua voglia di vivere, di andare oltre l'apatia dei suoi coetani e lo fa collezionando parole impronunciabili, le scrive sulla sua pelle e sul quaderno, le assapora sulla lingua sino a quando esse non iniziano a scorrere nelle sue vene diventando parte di sè stessa. Poi c'è Lo, un ragazzo misterioso che nasconde un segreto, e sembra l'unico in grado di capirla ed ecco quindi due personaggi sopra le righe una che ama le fotografie e la musica datata e l'altro che gira con un vaso pieno di sassi raccolti nei luoghi da lui visitati. Non ho amato particolarmente gli ultimi Young Adult usciti ultimamente ma questo romanzo è qualcosa di speciale, è una storia unica che riesce ad andare oltre la classica storia d'amore adolescenziale per parlare di ragazzi, dei loro problemi e delle loro ansie e per spingerli a non fermarsi alla superficie delle cose e delle persone. Un invito a parlare, a parlarsi ed a scoprirsi perchè il mondo è meraviglioso e abbiamo solo questa vita, questi giorni e questi attimi.



Durata totale della lettura: due giorni
Bevanda consigliata:  Tè alla rosa
Formato consigliato: Ebook

Età di lettura consigliata: dai 17 anni
Sito dell'autore: Enrico Galiano





"Che cosa vuoi fare da grande?"




                      
   

                                        
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