giovedì 9 giugno 2016

Recensione: Michelangelo. Io Sono Fuoco





Michelangelo. Io Sono Fuoco
di Costantino D'Orazio

Prezzo cartaceo: € 18,00

Prezzo E-Book: € 9,99
Editore: Sperling&Kupfer
Pagine: 207
Genere: Biografia


Irrequieto, sanguigno, temerario, Michelangelo Buonarroti è un artista dalle mille contraddizioni, sempre in bilico tra rovina e apoteosi. Sente l'impellente bisogno di lavorare, non riesce a vivere senza lo scalpello in mano. Conosciuto da tutti, ammirato da molti, nemico di tanti. La passione che lo domina lo porta ad amare la vita e l'arte, ma anche a scontrarsi con chiunque ostacoli i suoi obiettivi, dal Papa ai suoi colleghi più celebri. Odia Leonardo per la sua ostentata vanità, invidia Raffaello per il suo fulmineo successo. Escluso dalla comunità artistica, produce capolavori in totale solitudine, vivendo con le sue opere un rapporto tanto intenso quanto drammatico: un corpo a corpo con il marmo da modellare, come per il David, un abbraccio intimo e geloso con l'affresco, come nel caso della Cappella Sistina. In questo libro affascinante e sorprendente, lo storico dell'arte Costantino D'Orazio veste i panni di Michelangelo e conduce il lettore all'interno della mente e del cuore del Buonarroti. Raccontando in prima persona, presta la voce all'artista per svelare come scaturivano le idee per le sue opere, portare alla luce le emozioni e i tormenti che hanno animato la sua vita privata, i suoi legami con la famiglia, i committenti, gli amici, i rivali, con la sua epoca. Un percorso lungo quasi novant'anni, costellato di capolavori, avventure e relazioni contrastate. Un'autobiografia intensa e rivelatrice che si legge d'un fiato alla scoperta dell'umanità di un genio.

Michelangelo ha 89 anni quando decide di scrivere a suo nipote Leonardo per raccontargli la sua vita fatta di gioie, di dolori e soprattutto di arte. Costantino D'Orazio ci porta a ritroso nella vita del maestro e lascia che sia la voce di Michelangelo a narrarci la sua vita alla corte di Lorenzo dè Medici e a spiegarci come ha creato i suoi più grandi capolavori. Le opere del maestro hanno cambiato la storia dell'arte: la Cappella Sistina ha portato lo studio dei corpi e della loro profondità ad un livello più alto, la Pietà ha mostrato come un blocco di marmo possa sembrare seta ed il suo David è diventato l'emblema del corpo umano in tutta la sua complessità. Ma la vita di Michelangelo non è stata facile: sulle sue spalle c'è sempre stato il peso della sua famiglia e le continue lotte con il padre che ha sempre avuto altre mire per i suoi figli. Criticato dai colleghi per aver dipinto prima la Cappella Sistina e poi il Giudizio Universale, Michelangelo ha sempre vissuto modestamente vivendo solo ed esclusivamente per la sua arte. Il richiamo insistente delle opere nascoste all'interno dei blocchi di marmo è sempre stato troppo forte per lui, per i suoi capolavori ha messo tutto in secondo piano anche sè stesso e la sua salute. Il suo carattere caparbio e poco incline a ricevere critiche così come a chinare il capo di fronte alle richieste dei potenti gli ha sempre portato non pochi grattacapi ma il suo genio ha prevalso permettendoci di ammirare ancora ora i suoi innumerevoli capolavori. In questa meravigliosa ed illuminante biografia il lettore viene incantato dalla voce narrante e riesce a perdersi nelle descrizioni dettagliate delle opere completate, ci si ritrova a cercare le immagini su internet per poter osservare i dettagli, le posizioni dei corpi e la loro morbidità restandone ancora una volta estasiati. Una biografia intensa e ben costruita, una lettura da non perdersi.




Durata totale della lettura: due giorni
Bevanda consigliata: Tè alla menta

Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni



“Un uomo che ha cambiato la storia, un uomo che ha saputo plasmare il marmo lasciando la sua impronta immortale."






1 commento:

  1. Ravecca Massimo20 giugno 2016 12:27

    Entrando nella Cappella Sistina di Michelangelo, sopra il Giudizio, speculare all’Innalzamento del serpente di rame, da parte di Mosè, vi è dipinta la crocifissione di Aman, primo ministro persiano che voleva uccidere gli ebrei e poi a morire sarà lui. (cfr. Libro di Ester). Unica croce presente negli affreschi. Fa si che abbiamo una promessa (la croce di Cristo), sotto forma di minaccia. Aman protagonista negativo del carnevale ebraico, negli affreschi di Michelangelo assomiglia al Gesù giudice del Giudizio Universale. Ma in questo caso la somiglianza a cui si alluderebbe non sarebbe fisica, (come invece avrebbero avuto Gesù, Leonardo da Vinci e Michelangelo verso il termine della loro vita), ma funzionale. Il genio di Michelangelo, gli ha permesso un fantastico viaggio nel tempo: avrebbe visto la morte di Gesù in croce, mentre assumeva anche il ruolo di Aman, (anticipando di 4 secoli l’ipotesi simile dell’antropologo Frazer di inizio 900). In un carnevale si perde la cognizione di quello che si fa. Tanto che Gesù sulla croce esclamò: “Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34). Gesù amando tutti sarebbe sceso il più in basso possibile per non tralasciare nessuno. Cfr. ebook/kindle. Leonardo e Michelangelo: vita e opere. Grazie.

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