venerdì 25 settembre 2026

Recensione: L'illusione del vuoto

 

L'illusione del vuoto
di Elena Dottini

Editore: Longanesi
Prezzo Cartaceo: €18,60
Prezzo Ebook: €9,99
Pagine: 352


Mantova colta ed elegante. Mantova incastonata tra specchi d’acqua, antiche mura e silenzi. Silenzi anche sui propri segreti, specialmente i più oscuri. È qui che, sempre più riluttante e afflitto da una malinconia dalle radici profonde, si muove il vicequestore Michele Canfora, costretto un giorno a fare i conti con il male nascosto tra le tranquille vie della città e nelle vicine campagne, materializzatosi nel cadavere di un uomo rinchiuso in un bidone blu. Si tratta di Giacomo Arturi, vent’anni, un’esistenza non tutta alla luce del sole, e un patrigno ben noto alle forze dell’ordine.

Occorre quindi andare a stuzzicare quel silenzio, cercare risposte tra i volti e le vite di una città ricca e ombrosa. In questa indagine Canfora sarà aiutato non solo da Elias Tempofosco, giovane e talvolta improvvido agente di prima nomina affibbiatogli contro la sua volontà, ma anche da Cartone, informatore senzatetto che tutto vede senza essere visto, e che per il vicequestore avrà in serbo rivelazioni ben più esplosive del caso stesso...

Elena Dottini irrompe al suo esordio con un noir dalla voce squillante e sicura, capace di trasmettere ai suoi personaggi e alla città un calore e una verità che trascinano il lettore fino all’ultima pagina.



Mantova. Tra la nebbia della pianura padana, in un fosso ai margini della città, viene rinvenuto un barile blu, in cui viene trovato, il cadavere di Giacomo Arturi, un giovane studente universitario scomparso da qualche mese. 
Partono le indagini, e le informazioni che il vicequestore Michele Canfora, affiancato dal giovane e vivace agente Elias Tempofosco, riescono ad ottenere non sono molte e sono poco concrete: non possono certamente dar vita ad una pista da seguire.  
Canfora ha intenzione di scoprire la verità e risolvere il caso e per farlo è costretto a scavare a fondo, per far sì che tutti i segreti, nascosti sotto la facciata tranquilla della città, emergano una volta per tutte.
Il vicequestore, fa fronte a qualche escamotage di servizio e chiede aiuto a Cartone, un senzatetto che custodisce moltissimi segreti, grazie anche all’invisibilità dovuta alla sua posizione: la gente, e soprattutto la gente “per bene”, guarda con noncuranza ai senzatetto e non gli dà nessun tipo d’importanza. 

Elena Dottini ha la grande capacità di raccontare una storia cupa e avvincente, facendo emergere una Mantova molto lontana e diversa da quella che conosciamo, elegante sì, città d'arte e di cultura,  ma al contempo cupa, silenziosa,  misteriosa e colma di segreti: il luogo perfetto per un delitto come quello del giovane Arturi. 

Con una scrittura brillante e pungente l’autrice riesce a coinvolgere il lettore dall’inizio alla fine. Una storia estremamente coinvolgente, sia dal punto di vista della trama che dal punto di vista dei personaggi. Ogni personaggio ha infatti una storia interessante e profonda, in particolare in Vicequestore Canfora. È diverso dallo stereotipo del detective che siamo abituati a vedere: è un uomo comune, segnato dalla vita, tormentato da un passato che cerca di dimenticare.

Mi è piaciuta moltissimo la scrittura di Elena Dottini, il modo in cui sono raccontati gli eventi e i personaggi, che sono sicuramente il punto di forza del romanzo: strutturati, ben definiti e soprattutto umani, comuni e vicini al lettore. 

Un noir degno di nota che ci fa riflettere sul fatto che ogni persona ed ogni luogo potrebbe nascondere segreti importanti, proprio perché spesso questi ultimi, così come le verità più sconcertanti, si nascondono in luoghi impensabili. 

Assolutamente consigliato, un esordio con i fiocchi. Attendiamo altri romanzi con ansia! 


Durata  della lettura:  Cinque giorni
Bevanda consigliata: Caffè nero fumante
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Consigliato a chi è piaciuto: La mezzaluna di sabbia, di Fausto Vitaliano



"Era stanco di quegli equilibri precari, di quella giostra che era la vita. Non sapeva più da che parte stare: prostrato dal mal di vivere o ancora sorretto da alcune, piccole contingenze?  "
Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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