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mercoledì 2 febbraio 2022

Intervista: Daniela Krien



 I confini incerti del fuoco

 di Daniela Krien

 Editore: Corbaccio  
 Prezzo: € 9,99
 Pagine: 228
Titolo originale: Love in five acts

Rahel e Peter hanno due figli ormai adulti che vivono fuori casa, trent’anni di convivenza alle spalle e tre settimane di vacanza davanti a loro. Avevano prenotato una baita in montagna, da settimane pregustavano e preparavano il loro soggiorno, ma un incendio l’ha resa inagibile a ridosso della partenza. Per un caso fortuito, un’anziana coppia di amici a cui sono molto affezionati deve allontanarsi dalla propria casa nella splendida campagna piena di laghi e massi erratici dell’Uckermark e chiedono a Rahel se lei e il marito possono trasferirsi lì per alcune settimane ad occuparsene. Rahel accetta per conto di entrambi: è una soluzione ragionevole, ma sa che Peter resterà deluso. D’altronde è da tempo che Peter sembra non condividere più niente con la moglie, il letto in primo luogo, da quando non si è sentito sostenuto da lei in uno scandalo scoppiato all’università di Dresda dove insegna Germanistica, e che l’ha profondamente amareggiato. E Rahel dal canto suo patisce questa distanza ma, benché come psicologa ascolti infinite storie di coppie in crisi, non sa come affrontare il marito. Giorno dopo giorno, fra le incombenze quotidiane e le nuotate nel lago, Rahel e Peter scoprono quante cose hanno dato per scontate nel loro rapporto, e quante cose sembrano dividerli ora nel modo di ragionare, di parlare, di vivere le emozioni. La visita dei figli, con le loro rivendicazioni, le critiche, le loro scelte incomprensibili potrebbe rompere del tutto un equilibrio compromesso… oppure recuperarlo: quando Selma e Simon se ne vanno, Rahel e Peter riscoprono il piacere della vita insieme, che è più forte di qualsiasi contraddizione, ed è una forma di amore che rende sempre possibile ravvivare anche il fuoco della passione. Con una prosa limpida e intensa, in questo suo secondo romanzo subito balzato ai vertici delle classifiche dello Spiegel, Daniela Krien mette il lettore di fronte alle verità della vita di coppia, alla ricerca della bellezza che c’è sempre e che a volte bisogna imparare a vedere di nuovo.






Gentilissima Daniela, prima di tutto grazie mille per questa intervista.


- Abbiamo poche interviste che ti riguardano in italiano quindi mi piacerebbe sapere come sei entrata nel mondo della scrittura, cosa ti ha ispirata a iniziare a raccontare una storia? Quali sono gli autori/autrici che ti hanno ispirata?  

Ho cominciato prestissimo a scrivere, scrivevo delle storie, dei racconti fin da bambina e poi non ho mai smesso- Ho sempre continuato a scrivere. 
Scrivere è diventata la mia professione soltanto a 35 anni quando ho pubblicato il mio primo romanzo. Prima ne avevo scritti molti altri che però ho distrutto. Quindi c’è stato un lungo avvicinamento: ho scritto dai 6 ai 35 anni prima di pubblicare qualcosa. 
Ci sono diversi autori che mi hanno influenzata e per influenzata intendo “non il voler scrivere come loro” perché ho sviluppato presto uno stile tutto mio ma intendo “essere colpita dalla possibilità di esprimermi attraverso la lingua, dalla possibilità di farne un mestiere”. Il primo di questi autori è Fedor Dostoevskij che rileggo in continuazione. Certi suoi libri li ho riletti almeno 10 volte e penso che continuerò a rileggerlo fino alla fine dei miei giorni. E poi il norvegese Knut Hamson. Questi autori ho incominciato a leggerli intorno ai 20anni. Mentre negli ultimi anni ho letto diverse autrici americane soprattutto Elizabeth Strout e Anne Tyler e poi ce ne sono molte anche tedesche come Jenny Erpenbeck. E questo per limitarmi ai principali. Ce ne sarebbero tanti altri.  


- Ora parlando del tuo ultimo romanzo I confini incerti del fuoco, nella storia la nostra protagonista ha molti momenti di perdita e dolore ma anche di ricrescita allo stesso tempo, ha qualche lato autobiografico, ti sei ispirata a qualche avvenimento della tua vita? 

No, questa storia non ha assolutamente elementi autobiografici.


- La protagonista ha anche un continuo conflitto interiore sul diverso amore che prova per i figli, quello spassionato e senza attriti per il maschio e quello sul filo del rasoio con la figlia, hai riscontrato lo stesso con i tuoi figli? Abbiamo più difficoltà ad amare ciò che ci somiglia? In chi ti riconosci di più Rahel o Selma?

Mi riconosco senz’altro più in Rahel, in Selma assolutamente no. Certamente è più difficile amare qualcuno che ti somiglia ma soprattutto è più difficile amare quando hai qualcosa sulla coscienza ed è questo il vero problema di Rahel con Selma perché Rahel ha sulla coscienza di non essere stata con sua figlia per tutto il primo anno della sua vita. Selma non se ne ricorda però istintivamente percepisce la presenza di una distorsione mentre Simon no. Per questa ragione Selma è in perenne attrito con la madre perché nel conflitto trova vicinanza ed è questo che Rahel vuole interrompere. Vuole mostrarle che il conflitto non è necessario e che è grande abbastanza per capire  perché è successo.


- Nel romanzo intuiamo come procederanno le cose nella coppia, cosa ti piacerebbe che i lettori immaginassero come futuro per la famiglia? 

Intanto voglio che ogni lettore immagini ciò che desidera e ciò che immagino io non ha importanza ovviamente. So come potrebbe finire per me ma poi ognuno ha la propria idea a riguardo. La mia è che staranno insieme e raggiungeranno un più alto livello qualitativo della coppia però mi è già capitato di parlare con lettori convinti del contrario e anche questa è una posizione che va benissimo.



- Penso che nel romanzo ci siano molte lezioni da imparare, crescendo impariamo che l'amore non é sempre una passeggiata e ci va un sacco di pazienza e sacrifici, quale messaggio o insegnamento  vorresti che i lettori tenessero a cuore dopo la storia di questa coppia con molti anni di esperienza alle spalle? 

In generale non ho mai in mente di trasmettere dei messaggi. Quando scrivo lo faccio senza un obiettivo, vale a dire non voglio dire qualche cosa in particolare. Semplicemente osservo e poi scrivo quanto ho osservato e immagino delle cose ma un messaggio è qualche cosa di individuale: può essere così per me ma non per gli altri oppure può essere anche uguale ma in ogni caso non è intenzionale. Spero dunque che ogni lettore tragga qualcosa di proprio da questa storia e che a ognuno questa storia dica o insegni qualcosa senza che io lo faccia apposta.

Una domanda non legata a questo romanzo, ho letto la stupenda notizia dell'adattamento del primo romanzo in film, congratulazioni, non vedo l'ora di vederlo! Com'è stato creare uno scritto per film con tutti i tagli e le strutture schematiche a differenza della scrittura del romanzo?

Scrivere una sceneggiatura è stato difficilissimo e non credo che lo rifarò mai più perché quando ti metti a scrivere una sceneggiatura tenti di mantenere tutto quello che c’era scritto nel libro e invece devi sbarazzartene.
Secondo me è meglio che della sceneggiatura si occupi qualcuno che non ha scritto il libro perché l’autore del libro tenta di tenere tutto e non buttare niente.  

Grazie mille per aver partecipato a questa intervista.

Veronica


Trovate la recensione del suo libro QUI.


"Non ha senso giudicare gli animali secondo un parametro morale. 
Loro sono come sono. Diversamente da noi, che fingiamo sempre di essere qualcosa."


giovedì 13 gennaio 2022

Recensione: I confini incerti del fuoco



 I confini incerti del fuoco

 di Daniela Krien

 Editore: Corbaccio  
 Prezzo: € 9,99
 Pagine: 228
Titolo originale: Love in five acts


 Rahel e Peter hanno due figli ormai adulti che vivono fuori casa, trent’anni di convivenza alle spalle e tre settimane di vacanza davanti a loro. Avevano prenotato una baita in montagna, da settimane pregustavano e preparavano il loro soggiorno, ma un incendio l’ha resa inagibile a ridosso della partenza. Per un caso fortuito, un’anziana coppia di amici a cui sono molto affezionati deve allontanarsi dalla propria casa nella splendida campagna piena di laghi e massi erratici dell’Uckermark e chiedono a Rahel se lei e il marito possono trasferirsi lì per alcune settimane ad occuparsene. Rahel accetta per conto di entrambi: è una soluzione ragionevole, ma sa che Peter resterà deluso. D’altronde è da tempo che Peter sembra non condividere più niente con la moglie, il letto in primo luogo, da quando non si è sentito sostenuto da lei in uno scandalo scoppiato all’università di Dresda dove insegna Germanistica, e che l’ha profondamente amareggiato. E Rahel dal canto suo patisce questa distanza ma, benché come psicologa ascolti infinite storie di coppie in crisi, non sa come affrontare il marito. Giorno dopo giorno, fra le incombenze quotidiane e le nuotate nel lago, Rahel e Peter scoprono quante cose hanno dato per scontate nel loro rapporto, e quante cose sembrano dividerli ora nel modo di ragionare, di parlare, di vivere le emozioni. La visita dei figli, con le loro rivendicazioni, le critiche, le loro scelte incomprensibili potrebbe rompere del tutto un equilibrio compromesso… oppure recuperarlo: quando Selma e Simon se ne vanno, Rahel e Peter riscoprono il piacere della vita insieme, che è più forte di qualsiasi contraddizione, ed è una forma di amore che rende sempre possibile ravvivare anche il fuoco della passione. Con una prosa limpida e intensa, in questo suo secondo romanzo subito balzato ai vertici delle classifiche dello Spiegel, Daniela Krien mette il lettore di fronte alle verità della vita di coppia, alla ricerca della bellezza che c’è sempre e che a volte bisogna imparare a vedere di nuovo.




Un viaggio doloroso in sé stessa e nel suo rapporto con genitori e figli.
Una scrittura sempre delicata e potente allo stesso tempo. Come nel primo romanzo l'autrice non regala sconti alla protagonista o a nessuno dei suoi personaggi, i sentimenti sono dissezionati e approfonditi, messi a confronto con quelli degli altri.
Rahel e Peter sono ormai sposati da tantissimi anni, hanno due figli adulti,si amano e stimano ancora profondamente ma qualcosa manca. Solo Rahel ne soffre però e sente la distanza aumentare tra i due.
In più la vacanza tanto attesa deve saltare perché degli amici hanno bisogno che stiano a casa loro mentre sono in ospedale.
La costante vicinanza,il diverso ambiente sembra accentuare ancor di più il nuovo modo di pensare di entrambi e i due sembrano distanziarsi sempre più.
Si sa che l'amore funziona così soprattutto quando è imbavagliata un una struttura matrimoniale che la società ci presenta in uno specifico modo. Tutto ciò che non rientra nella norma non ci sembra nemmeno una possibilità, questa è proprio la difficoltà di Rahel, è in grado di accettare quello che il marito le offre?
Nel frattempo andranno a trovarli i figli e questo porterà ancora più frizione e meno pazienza per Rahel. Faranno fronte comune oppure si slegheranno sempre più?
Un bel romanzo ben scritto, uno studio psicologico di una madre che fa delle differenze tra i figli, come tutte le madri fanno anche se non lo ammettono. Una invasione nell'evoluzione dell'amore da ragazzini appena innamorati a un amore maturo, responsabile e colmo di rispetto e compromessi.

Consigliato a chi è in una relazione e chi no, chi non sa come recuperare quell'amore che forse a volte va lasciato andare e chi non riesce invece ad accettarne la metamorfosi.

Durata totale della lettura: Quattro gorni
Bevanda consigliata: Tisana al finocchio
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni


"Non ha senso giudicare gli animali secondo un parametro morale. 
Loro sono come sono. Diversamente da noi, che fingiamo sempre di essere qualcosa.".

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 26 agosto 2020

Recensione: L'amore in caso di emergenza

L'amore in caso di emergenza
di Daniela Krien

Editore: Corbaccio
Prezzo Cartaceo: € 16,90
Pagine: 288
Titolo originale: Die Liebe im Ernstfall

Si chiamano Paula, Brida, Judith, Malika e Jorinde. Si conoscono perché a un certo punto della vita i loro destini si sono incrociati. Sono cresciute a Lipsia, nella Germania dell’Est e, dopo la caduta del Muro e l’esplosione di libertà che ne è seguita, vogliono tutto, ottengono molto, eppure si sentono ancora limitate dal loro essere donne. Bisogna sapersi accontentare? Essere single è una vera scelta? E come si vive l’amore in tempi come questi? Paula conosce il suo futuro compagno in una calda sera estiva. È sposata, ma il matrimonio non ha retto al dolore per la morte di una figlia. Judith è un medico affermato, una donna colta e sicura di sé che nei rapporti con gli uomini sembra aspirare a meri incontri occasionali, anche se il suo atteggiamento ironico e disincantato maschera un’aspirazione quasi romantica verso «il vero amore». Brida è una scrittrice e una donna che vuole tutto senza compromessi: vivere pienamente la sua famiglia, il marito e le figlie ed essere al tempo stesso libera di assecondare il suo bisogno interiore di scrivere. Malika è stata abbandonata dal compagno. Da ragazza era una violinista di grande talento, ma il sogno di una brillante carriera musicale sembra essersi ormai infranto insieme a quello di avere dei figli e una famiglia. Improvvisamente, però, la sorella minore di Malika, Jorinde, una donna di successo a cui la vita, a quanto pare, ha regalato tutto, fa a Malika un’offerta inconsueta…
Con una scrittura elegante e nervosa, composta da frasi brevi e precise, l’autrice delinea i sentimenti, le titubanze, le debolezze e le contraddizioni dei suoi personaggi evidenziando la normalità di storie quotidiane, quelle delle donne moderne per le quali la maternità non è un obbligo. Donne libere e disinibite ma fragili nella loro dipendenza (o indipendenza) dall’amore: Daniela Krien ne segue il flusso dei sentimenti contrastanti e offre a ognuna di loro una luce in fondo al tunnel.



Una sfilza di storie di donne, donne vere, non di quelle da rotocalco. Quelle che vivono delle storie difficili con gli uomini, che perdono i figli, che agoscono d'impulso.
Ogni storia è diversa e il carattere delle protagoniste è diverso ma sono tutte collegate da un sollite filo che ne fa incrociare le singolari vite, alcune per poco, altre per tutta la vita.
Paula, Judith, Brida, Malika, Jorinde, lottano ognuna con un demone diverso, che sia il proprio inconscio, che sia un amore inaspettato o un uomo che non riesce mai ad amarle quanto loro amano lui. Una lotta continua con l'impulso di scappare e allo stesso tempo di voler relegare quell'amore in una gabbia. Una lotta alla maternità, chi la cerca disperatamente e chi invece la rifugge. 
Un profondo e interessante sguardo nella psiche femminile, mi è piaciuto molto il confronto fra Malika e Jorinde, le due sorelle che nonostante siano cresciute nella stessa famiglia, hanno vissuto la stessa esperienza in modi completamente diversi e finché non si ritrovano riunite non comprendono davvero la sofferenza dell'altra. 
Un elaborato groviglio di sentimenti e resilienza femminile di cui la scrittrice parla in maniera diretta e senza fronzoli, un libro magari non semplicissimo ma dedicato a chi ha una maggiore conoscenza dell'animo umano e un'empatia interessata a conoscere la sofferenza.
Veramente un libro emozionante che consiglio di cuore. 


Durata totale della lettura: 4 giorni
Bevanda consigliata: Spremuta di melograno
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: Dai 16 anni 




      "L’amore non è un’emozione.
L’amore non è romanticismo.
L’amore è un atto.
Bisogna contemplare l’amore dal punto di vista dell’emergenza."




Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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