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venerdì 7 agosto 2026

Recensione: L'oscurità su Parigi

      

L'oscurità su Parigi
di Jean-Christophe Grangé

Editore: Garzanti
Prezzo Cartaceo: € 20,90
Prezzo ebook: € 10,99
Pagine
: 432
Titolo originale: Sans soleil. Disco inferno
Traduzione a cura di: Giuseppe Maugeri


Parigi, giugno 1982. Daniel Ségur è un quarantenne segnato da un passato doloroso che preferisce dimenticare. Medico stimato, conosce i suoi pazienti per nome e si preoccupa del loro benessere anche fuori dallo studio. Quando Federico Garzón, diciottenne dal fascino inquieto, scompare nel nulla, Ségur decide di cercarlo. Ma, giunto all’appartamento del ragazzo, circondato da un cordone di poliziotti, si trova davanti a una scena terrificante: il corpo giace sul pavimento, brutalmente smembrato, con la bocca riempita di una strana sostanza nera e carbonizzata. Sconvolto, Daniel fugge. Ma quando un altro suo paziente subisce la stessa sorte e la polizia inizia a indagare su di lui, capisce di dover dimostrare la propria innocenza. E l’unico modo per farlo è trovare il colpevole prima che colpisca ancora. Guidato dall’enigmatica Heidi, Ségur si addentra in una Parigi notturna di luci rosse e promesse brillanti, ammaliatrice e oscura. Tra locali in penombra e desideri proibiti, precipiterà in un labirinto di segreti e ossessioni, rischiando di smarrirsi per sempre in un mondo di affascinante perdizione.
Un nuovo romanzo ad alta tensione firmato dal maestro del thriller francese, autore da oltre 5 milioni di copie vendute nel mondo e tradotto in più di trenta lingue. Jean-Christophe Grangé consegna al suo pubblico una storia torbida che prende vita nei luoghi oscuri di una Parigi che non dorme mai. Ogni segreto ha un prezzo, ma non sempre a pagarlo è il vero colpevole.


Un libro di più di 400 pagine: non avrei mai pensato di riuscire a leggerlo in meno di due giorni.

E invece è andata proprio così. Da quando l’ho iniziato, complice il weekend lungo, non l’ho più lasciato. Ogni momento libero è diventato un’occasione per immergermi in questo romanzo di Jean-Christophe Grangé, un autore che, ancora una volta, non mi ha delusa.

Mi sono lasciata coinvolgere dalle sue atmosfere cupe e avvolgenti, da quella Parigi notturna nella quale è facile perdersi, ma anche dal periodo storico in cui è ambientata la vicenda. Siamo nei primi anni Ottanta, gli anni in cui ero adolescente, e nel corso della lettura mi è capitato più volte di riconoscere riferimenti, sensazioni e frammenti di un’epoca che appartiene anche alla mia memoria.

A colpirmi sono stati soprattutto i personaggi: insoliti, complessi, ognuno con una storia mai banale. Sono personaggi che incuriosiscono e che, pagina dopo pagina, fanno venire voglia di conoscerli meglio, di capire cosa nascondano e che cosa li abbia portati a diventare ciò che sono.

In alcuni passaggi ho avuto quasi la sensazione che il tempo rimanesse sospeso. L’indagine continua ad avanzare, ma sotto la superficie si percepisce sempre qualcosa di non detto. La lettura diventa così anche una ricerca costante di significati nascosti, di dettagli da cogliere e di parole tra le cui righe potrebbe celarsi una spiegazione.

Siamo a Parigi, negli anni Ottanta. Due, anzi tre, sono i protagonisti che ci guidano all’interno della storia.

Daniel Segúr è un medico con alle spalle esperienze importanti. La sua aspirazione è sempre stata quella di aiutare chi ha bisogno e questo desiderio lo ha portato in Africa e in altri luoghi in cui il valore della vita sembra essere ridotto quasi a zero.

Patrick Swift è un giovane poliziotto della Criminale di Parigi. Bello, tutto d’un pezzo e con un nome piuttosto insolito per un francese, è cresciuto tra istituti e famiglie affidatarie. Avrebbe potuto diventare un delinquente, e a un certo punto ci è andato molto vicino, ma è diventato invece un investigatore tenace, disposto a cercare la verità a qualunque costo.

Heidi Becker frequenta ancora il liceo. È una ragazza biondo platino, sempre vestita alla moda, esule argentina, che vive con la madre tossicodipendente nei bassifondi di Parigi. È però determinata a farcela, ha una mente brillante e non si ferma davanti a nulla.

A unirli è Federico Garzón, un bellissimo ragazzo cileno, omosessuale, paziente di Segúr e amico fraterno di Heidi.

Federico è molto malato. Sono gli anni in cui comincia a diffondersi un virus inizialmente definito “il cancro degli omosessuali”, quello che in seguito verrà riconosciuto come AIDS. Ma ancora nessuno sa davvero che cosa sia. Si sa soltanto che, soprattutto tra gli uomini omosessuali, si stanno verificando casi inspiegabili di persone che si ammalano con estrema facilità, anche di patologie molto gravi, a causa di un’immunodeficienza di cui non si comprendono le origini.

Federico viene trovato morto nel suo appartamento. Ma non è stata la malattia a ucciderlo: è stato vittima di un assassinio orrendo.

Sulla scena del delitto Segúr incontra Patrick Swift. Da quel momento, il medico e il poliziotto iniziano a indagare insieme. Ad aprire loro la strada è Heidi, amica e quasi sorella di Federico, che li introduce in una Parigi oscura e notturna, fatta di club esclusivi frequentati da persone di ogni età e condizione sociale, unite da una sfrenata ricerca di libertà, trasgressione e perversione.

Attraverso le parole di Grangé, senza mai perdere il ritmo dell’indagine, riusciamo a cogliere il clima storico e sociale dei primi anni Ottanta a Parigi. Lo facciamo attraverso le vicende dei protagonisti, ma anche attraverso quelle dei personaggi che li accompagnano e che contribuiscono a rendere la storia ancora più stratificata.

Quando si arriva alle ultime pagine, ci si rende conto che forse l’indagine non è davvero terminata e che questo romanzo rappresenta soltanto il primo capitolo di una storia più ampia.

Non vedo l’ora che arrivi il prossimo.

Durata totale della lettura: 2 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: café au lait
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 17 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Il manoscritto di Franck Thilliez

  "L'oscurità su Parigi non si dissolve neanche con il sorgere del sole."



Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio.

venerdì 21 gennaio 2022

Recensione: Il concilio di pietra

    

Il concilio di pietra
di Jean-Christophe Grangé

Editore: Garzanti
Prezzo Cartaceo: € 13,00
Prezzo ebook: € 7,99
Pagine: 417
Titolo originale: Le Concile de pierre


Diane Thiberge ha 29 anni. È una single bionda e bella, campionessa di arti marziali ed etologa, specializzata nello studio degli animali da preda.
Quando decide di adottare in Thailandia un bambino di cinque anni, Lu-Sian detto Lucien, non sa che per lei sta cominciando un incubo. Lucien, ferito in un incidente automobilistico, cade in coma e intorno a lui si inanella una sequenza di morti misteriose. Diane inizia a cogliere i contorni di un terribile complotto e per salvare il bambino dovrà riuscire a sciogliere il mistero. La pista che segue, indizio dopo indizio, è un viaggio nel passato, verso le origini dell'umanità. Arriverà fino al cuore della taiga mongola, dove vive un popolo dai poteri straordinari e dove vige ancora la legge del Concilio di Pietra: quella dello scontro originario tra l'uomo e l'animale. Qui Diane dovrà affrontare l'ultimo combattimento.
Con il suo romanzo, Jean-Christophe Grangé conferma le sue doti di narratore: una trama incalzante, personaggi dalle psicologie complesse e affascinanti, una serie di sorprendenti colpi di scena conducono il lettore, pagina dopo pagina, verso l'imprevedibile scioglimento.


Ho letto altri libri di Jean-Christophe Grangé e mi hanno tutti affascinata per la scrittura scorrevole, per la sua capacità di scavare nell'animo umano, che gli permettono di creare trame intricate, affascinanti e anche un po' fantastiche. Così ho avuto la curiosità di leggere anche i suoi primi romanzi.
E non mi ha deluso.
In questo libro vengono affrontati diversi temi: la femminilità, l'essere o non essere madre, i tratti che determinano lo sviluppo di una persona fin dall'infanzia, la fiducia, l'avidità, la brama di potere. Tutti temi inseriti in un racconto dai risvolti fantastici ma che sono collocabili nella realtà di ogni giorno.
Un po' come succede nelle favole.
La protagonista è Diane Thiberge, una giovane donna i cui problemi psicologici non le consentono di instaurare un rapporto d'amore con l'altro sesso, anzi, con nessuno. Vive da sola, lavora come etologa ed è specializzata nello studio dei comportamenti degli animali da preda. Ha girato il mondo, si è affermata. Ha una madre che non stima, alla quale non vuole bene e che ritiene responsabile dei propri problemi. La madre è una bellissima donna, sposata con un importante uomo d'affari e nella sua casa organizza cene ed eventi che vedono coinvolti personaggi di spicco nel mondo politico e imprenditoriale.
Diane decide di adottare un bambino, avendo scelto di non poter vivere la maternità. E lo trova in Thailandia. Quando lo prende con sé è felice, uno dei momenti più belli della sua vita. Lo ama da subito e farebbe qualunque cosa per lui. Diventa la sua ragione di vita. Ma una sera, tornando da una cena a casa della madre ha un incidente e Lucien rimane gravemente ferito e in coma. Diane è scioccata dall'avvenimento e iniziano le indagini da parte della polizia per stabilire le cause dell'incidente. È inspiegabile come il guidatore del camion che lo ha provocato possa avere fatto una tale manovra, come se si fosse addormentato improvvisamente.
Lucien peggiora costantemente e si teme per la sua vita. Fino all'intervento di un medico anestesista che si offre di fare un tentativo per salvarlo attraverso l'agopuntura. Lucien si riprende e sembra un miracolo. Il misterioso medico sembra intanto svanito nel nulla e, soprattutto, non essere parte dell'equipe dell'ospedale. E da qui inizia un susseguirsi di eventi misteriosi, che portano Diane a indagare sul passato del bimbo che ha adottato. Scopre che è di origini mongole, di una particolare etnia che si dava per estinta. Riti, sciamani, poteri misteriosi, fatti inspiegabili e incredibili in particolare per una scienziata come Diane. Ma deve ammettere che alcuni degli accadimenti sono inspiegabili. Si rivolge a un ipnotista per cercare di recuperare ricordi della propria infanzia che a tratti emergono negli incubi che ha quasi ogni notte. Spezzoni che sembrano far parte di una storia della quale Diane non ha memoria. Le indagini che svolge alla ricerca dell'identità del figlio la portano a capire che il bimbo è in pericolo, che qualcuno cercherà di fare lui del male.
Ad aiutarla l'ispettore di polizia che segue le indagini sull'incidente che, anche se inizialmente dubita delle affermazioni di Diane, a poco a poco si convince che c'è del vero e intensifica le ricerche di possibili pericoli.
Pagina dopo pagina ci si addentra in un thriller che lascia senza respiro e dove il confine tra realtà e occulto è molto sottile. Con un finale totalmente inaspettato.
Consigliato se avete voglia di un romanzo che vi trasporta in altri mondi e oltre l'apparenza delle cose.

Durata totale della lettura: 5 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: caffè macchiato con cannella
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 17 anni


      "Ci sono madri e madri."


venerdì 31 dicembre 2021

Speciale di fine anno: Best of 2021

Chiudiamo questo anno con un'altra iniziativa organizzata da Ely del blog Il regno dei libri e Susy del blog I miei magici mondi attraverso la quale vi lasciamo altri consigli librosi. 
In particolare tre lettrici del nostro blog consigliano quelli che per loro sono state tra le migliori letture del 2021. Tutte ci auguriamo di trovare tante altre bellissime letture nel nuovo anno per continuare a tenervi compagnia con le nostre recensioni.



Libro scelto da Victoria - Recensione - Biancaneve nel Novecento


Biancaneve nel Novecento

di Marilú Oliva

 Editore: Solferino
 Prezzo: € 19,00
 Pagine: 352

Giovanni è un uomo affascinante, generoso e fallito. Candi è una donna bellissima che esagera con il turpiloquio, con l’alcol e con l’amore. E Bianca? È la loro unica figlia, che cresce nel disordinato appartamento della periferia bolognese, respirando un’aria densa di conflitti e di un’inspiegabile ostilità materna. Fin da piccola si rifugia nelle fiabe, dove le madri sono matrigne ma le bambine, alla fine, nel bosco riescono a salvarsi. Poi, negli anni, la strana linea di frattura che la divide da Candi diventa il filo teso su un abisso sempre pronto a inghiottirla. Bianca attraversa così i suoi primi vent’anni: la scuola e gli amori, la tragedia che pone fine alla sua infanzia e le passioni, tra cui quella per i libri, che la salveranno nell’adolescenza.

Negli anni Novanta, infatti, l’eroina arriva in città come un flagello e Bianca sfiora l’autodistruzione: mentre sua madre si avvelena con l’alcol, lei presta orecchio al richiamo della droga. Perché, diverse sotto ogni aspetto, si somigliano solo nel disagio sottile con cui affrontano il mondo? È un desiderio di annullarsi che in realtà viene da lontano, da una tragedia vecchia di decenni e che pure sembra non volersi estinguere mai: è cominciata nel Sonderbau, il bordello del campo di concentramento di Buchenwald.

Con una penna vibrante, intinta nella storia del Novecento e affilata da una profonda sensibilità per le umane lacerazioni e debolezze, Marilù Oliva disegna una vicenda incalzante che è anche una riflessione su quello che le famiglie non dicono, sulle ferite non rimarginate che si riaprono, implacabili, attraverso le generazioni. Un romanzo vivo e poetico, che dà voce al rimosso di un secolo.



Libro scelto da Ailis - Recensione - Il fato di Fausto


Il fato di Fausto
testi e illustrazioni di Oliver Jeffers

Editore: ZOOlibri
Prezzo cartaceo: € 20,00
Pagine: 96
Titolo origianale: The Fate of Fausto
Genere:  crescita, possesso, cartonato illustrato

“C’era una volta un uomo che credeva di possedere ogni cosa e per questo si avviò, deciso a tenere sotto controllo i suoi averi. “Sei mio.” disse Fausto al fiore, alla pecora e alla montagna, che si inchinarono a Fausto. Ma non erano abbastanza per lui, perciò saltò su una barca per prendere il mare...”
Dal più amato racconta storie dei nostri tempi, ecco una favola dipinta, dal sapore antico, ma talmente moderna che non potrà che toccare i cuori di grandi e bambini. Una favola che fa risuonare temi come il possesso, il rapporto con gli altri, il rapporto con ciò che ci circonda e la facoltà di scegliere se vivere in armonia con il nostro pianeta o meno.
Un libro che è un po' il fratello maggiore di "Noi siamo qui" e ne completa l'opera, in termini di rispetto, di consapevolezza e di crescita.




Libro scelto da Emma - Recensione - L'altare della paura

L’altare della paura
di Jean-Christophe Grangé

Editore: Garzanti
Prezzo Cartaceo: € 19,60
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 312
Titolo originale: Les jours des cendres

Nella cappella alsaziana di Saint-Ambroise si riesce ancora a udire il fragore che ha accompagnato il crollo improvviso della cupola e la morte del vescovo Samuel, il cui corpo giace ormai senza vita sotto le macerie. A un primo sguardo, parrebbe trattarsi di un semplice incidente. Ma da alcuni dettagli non è possibile escludere l'ipotesi di un omicidio. È questo che pensano il detective Pierre Niémans e il suo braccio destro, Ivana Bogdanović, non appena visitano la scena del disastro. E scoprono che il luogo appartiene a una piccola comunità anabattista chiusa al resto del mondo. I suoi membri si fanno chiamare "vendemmiatori di Dio" perché vivono dei soli proventi di un vasto vigneto e si considerano gli unici emissari di un messaggio divino di purezza e integrità religiosa. Eppure, dietro una facciata di rettitudine e devozione, si cela una storia di rapporti coercitivi e malsani. Di promesse e giuramenti che non lasciano scampo. Di sacrifici che vanno oltre l'immaginabile e trovano la loro origine in un'interpretazione promiscua delle Scritture. Più Niémans e Bogdanović entrano in questa realtà fuori dal tempo, più si rendono conto di quanto sia difficile stabilire un confine tra bene e male, tra fede e fanatismo. Ma i due detective sono disposti a tutto pur di scoprire la verità. Anche di offrirsi come vittime sacrificali se serve a risparmiare vittime innocenti ed evitare ulteriori spargimenti di sangue.

Se volete scoprire altri libri che vale la pena di leggere pubblicati nel 2021 vi consiglio di visitare tutti i blog partecipanti a questo bellissimo speciale. 

Lo staff di Reading at Tiffany's augura a tutti un felice Capodanno e un nuovo anno ricco di buone sorprese!

venerdì 8 ottobre 2021

Review Party: L'altare della paura

 Ben trovati a tutti al Review Party dedicato al romanzo
L'altare della paura di Jean-Christophe Grangé, edito da Garzanti.
Un thriller dalle tinte noir nel quale ritroviamo Pierre Niémans e Ivana Bogdanović, membri unici dell'Ufficio Centrale crimini di sangue coinvolti
in una nuova indagine dai contorni oscuri.

Vi invito a scoprire il suo nuovo  libro grazie
alle recensioni del Review Party. 



L’altare della paura
di Jean-Christophe Grangé

Editore: Garzanti
Prezzo Cartaceo: € 19,60
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 312
Titolo originale: Les jours des cendres

Nella cappella alsaziana di Saint-Ambroise si riesce ancora a udire il fragore che ha accompagnato il crollo improvviso della cupola e la morte del vescovo Samuel, il cui corpo giace ormai senza vita sotto le macerie. A un primo sguardo, parrebbe trattarsi di un semplice incidente. Ma da alcuni dettagli non è possibile escludere l'ipotesi di un omicidio. È questo che pensano il detective Pierre Niémans e il suo braccio destro, Ivana Bogdanović, non appena visitano la scena del disastro. E scoprono che il luogo appartiene a una piccola comunità anabattista chiusa al resto del mondo. I suoi membri si fanno chiamare "vendemmiatori di Dio" perché vivono dei soli proventi di un vasto vigneto e si considerano gli unici emissari di un messaggio divino di purezza e integrità religiosa. Eppure, dietro una facciata di rettitudine e devozione, si cela una storia di rapporti coercitivi e malsani. Di promesse e giuramenti che non lasciano scampo. Di sacrifici che vanno oltre l'immaginabile e trovano la loro origine in un'interpretazione promiscua delle Scritture. Più Niémans e Bogdanović entrano in questa realtà fuori dal tempo, più si rendono conto di quanto sia difficile stabilire un confine tra bene e male, tra fede e fanatismo. Ma i due detective sono disposti a tutto pur di scoprire la verità. Anche di offrirsi come vittime sacrificali se serve a risparmiare vittime innocenti ed evitare ulteriori spargimenti di sangue.


L'Alsazia, il luogo di origine di Pierre Niémans, che gli riporta la mente ai tempi della sua infanzia. Tempi non facili, che preferirebbe dimenticare. 
E proprio per dimenticare è entrato in Polizia. Avrebbe potuto perdersi tra i fumi dell'alcool o diventare tossicodipendente o, peggio ancora, arrivare a togliersi la vita, ma la Polizia lo ha salvato. Così come lui ha salvato Ivana Bogdanović, la sua fedele collaboratrice. L'ha raccolta dalla strada, da una vita fatta di stenti, di droga e perdizione, perché ha visto in lei la determinazione e la forza di una donna cui la vita non ha regalato niente e ha tolto molto. Insieme sono una squadra inusuale ma vincente. Da quando sono diventati i membri unici dell'Ufficio Centrale crimini di sangue, della Polizia di Parigi, vengono chiamati quando si verificano delitti avvolti dal mistero e dove, per arrivare a una soluzione, sono necessari istinto, determinazione, acume e anche un pizzico di follia.
Il libro si apre con Ivana alle prese con la vendemmia di un Gewurztraminer molto pregiato, i cui vitigni sono di proprietà di una comunità anabattista che vive secondo proprie regole. Il loro terreno è recintato e nessun "mondano" può entrarvi. Non hanno capi, non hanno denaro, vivono grazie al raccolto e al vino che producono. La stagione della vendemmia è un momento sacro e reclutano lavoranti esterni per i quali predispongono un campo ben organizzato all'esterno della proprietà: li vanno a prendere la mattina presto e li riaccompagnano la sera, al termine del lavoro. Danno loro cibo in abbondanza e di qualità, abiti da indossare durante la giornata, gli stessi che indossano loro, e si preoccupano di lavarli e disinfettarli ogni sera. Ma tra i lavoranti esterni e gli "emissari", i membri della comunità, non ci possono essere contatti. Anche tra i filari sono ben separati. Ivana si è infiltrata tra i lavoranti per cercare di scoprire dall'interno qualcosa di più sull'incidente della cappella. Sì, perché gli anabattisti stanno restaurando una cappella nei pressi dei vigneti che è crollata provocando la morte del vescovo Samuel, membro importante della comunità. Le indagini locali, prima che intervenissero Niémans e Ivana, avevano liquidato la faccenda come un incidente, ma molti particolari non tornano. Il vescovo Samuel era già morto prima del crollo? L'autopsia, realizzata da un medico pediatra locale non aggiunge alcun elemento all'indagine ma, scavando a fondo emergono fatti e dettagli che inducono a pensare che non fosse solo un incidente, che la vittima sia stata assassinata.
Ma questo non sarà l'unico "incidente", altre morti strane che coinvolgono sia gli emissari, sia gli esterni. E non sarà semplice per Niémans e Bogdanović riuscire a risolvere questo enigma. L'assassino è all'interno della comunità? Oppure è qualcuno che si trova tra i lavoranti e che ha un motivo per uccidere?
La comunità degli anabattisti è infatti scevra da violenza, tutti sono sempre calmi e non ci sono mai stati episodi violenti, neanche verbali. 
I locali hanno un profondo rispetto nei loro confronti, pur non capendo come possano vivere senza alcun contatto con il mondo esterno, non li giudicano.
Ivana riesce a entrare in contatto con un'emissaria, Rachel, una ragazza poco più che ventenne, già madre di tre bambini, che lavora come lei tra i filari. E con Marcel, un ragazzo slavo che da sempre lavora come stagionale e ha partecipato a più di una vendemmia alsaziana degli anabattisti. Ma nonostante questo il mistero si infittisce.
Niémans inizia a scoprire alcuni indizi a partire proprio dalla cappella, dall'affresco della cupola che è crollata e dai messaggi misteriosi che cela. Si immerge così nello studio di questa comunità ricorrendo anche ai suoi "esperti", personaggi che ha incontrato nella sua carriera e che si distinguono per la loro eccentricità. Emergono così segreti e informazioni sconvolgenti sulla vita della comunità, sui loro riti e, soprattutto, sul loro obiettivo divino.
Un romanzo che vi intrigherà così tanto da tenervi incollati alle pagine. Grangé non delude mai, i suoi personaggi non sono mai scontati e il ritmo della narrazione è notevole.


Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: te verde allo zenzero
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 17 anni


      "Il giorno delle ceneri è sinonimo di rinascita. Per raggiungere la purezza dell'anima e del sangue."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

giovedì 15 ottobre 2020

Recensione: L'ultima caccia


L'ultima caccia

di Jean-Christophe Grangé

Editore: Garzanti
Prezzo Cartaceo: € 19,00
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 400
Titolo originale: La Dernière Chasse


L'inseguimento è iniziato. Nessuna preda sarà risparmiata.
Nel cuore della Foresta nera, dove gli alberi fitti formano un dedalo inespugnabile, il buio non ha confini. È un buio che non lascia scampo e non perdona i passi falsi, come quelli commessi dal giovane Jürgen von Geyersberg, rampollo di una nobile e stimata dinastia. Quando il suo corpo viene rinvenuto con evidenti segni di mutilazione, è subito chiaro che si tratta di un efferato omicidio di cui può occuparsi una sola persona: il detective Pierre Niémans, l'uomo perfetto per risolvere casi spinosi che richiedono sangue freddo e riservatezza in ogni fase dell'indagine. Perché è importante che non trapeli alcun dettaglio e si impedisca alla stampa di ricamare sopra le vicende di una famiglia tanto rispettabile. Con l'aiuto dell'allieva Ivana Bogdanović e del comandante Kleinert, capo delle forze dell'ordine tedesche, Niémans si mette sulle tracce degli assassini, individuando, grazie al suo intuito infallibile, una valida pista da seguire: è quella della pirsch, un misterioso rituale venatorio che sembra risalire ai Cacciatori neri, un gruppo di criminali senza scrupoli assoldati da Himmler durante la seconda guerra mondiale per rintracciare ed eliminare gli ebrei. Ma più il tempo passa, più questa pista, all'inizio tanto promettente, si perde in sentieri secondari che sviano la polizia rischiando di far naufragare le indagini. Ma una nuova battuta di caccia sta per cominciare. Per arrivare alla verità, a Niémans e ai suoi non resta che stare al gioco e trasformarsi in predatori, prima che siano loro a diventare prede.
Jeab-Christophe Gragé si conferma uno degli autori di thriller più amati dai lettori. I suoi libri, tradotti in trenta lingue, occupano sempre i primi posti delle classifiche internazionali e il suo ultimo successo non fa eccezione. Con L'ultima caccia, Grangé, torna alle atmosfere del romanzo che gli ha regalato la notorietà, I fiumi di porpora, e tesse una storia ricca di suspense e colpi di scena, dove gli orrori del passato sono la chiave per risolvere gli enigmi del presente.




Ritroviamo Niemans, dopo il romanzo che lo ha reso famoso in tutto il mondo, I Fiumi di Porpora, dal quale sono stati tratti sia un film, sia una serie televisiva (che, dopo avere letto questo libro, vorrei leggere e guardare!)
Questa volta l'indagine si svolge nella Foresta Nera, che è affascinante e inquietante al tempo stesso. Al centro delle vicende c'è una grande e facoltosa famiglia tedesca, quella dei von Geyersberg. Niemans è affiancato da Ivana Bogdanović, sua allieva, e dalla polizia tedesca che inizialmente non vede di buon occhio la collaborazione con i colleghi francesi.
Il primo corpo che viene ritrovato durante una battuta di caccia è proprio quello di uno dei figli della nobile famiglia, Jürgen, nudo e con il corpo devastato. A piangerlo la sorella con la quale sembra essere cresciuto in simbiosi, soli e carenti di affetto in una famiglia occupata a fare soldi, sempre di più, e che non aveva tempo per i bambini. Le foto dei due fratelli li ritraggono già in tenera età mentre posano imbracciando un fucile, perché la caccia per la famiglia è sempre stata una questione di orgoglio. Tanto che si è comprata ettari ed ettari della Foresta per poter allevare e mantenere nel modo più naturale possibile la flora e la fauna che la abita. Neanche i cellulari infatti hanno campo all'interno della tenuta. Ma Jürgen non è la sola vittima, presto viene trovato anche il corpo del cugino. Per Niemans si aprono molte strade da seguire e si lascia guidare dal proprio intuito che non lo ha mai tradito. Ma in questo caso.... Lui e Ivana sono una squadra perfetta, ciascuno con le sue zone d'ombra, ma hanno un'intesa che li porta a scavare a fondo per scoprire la verità. Molti personaggi ambigui, a partire dalla sorella di Jürgen, squadre di cacciatori e di guardiani che riportano alla Seconda Guerra Mondiale e ai nazisti. Ma i colpi di scena sono molteplici, e ogni scoperta porta a dover tornare indietro nel tempo e nella storia della famiglia. Perché questi delitti non sono i primi.
Un romanzo cupo e intrigante, con una trama fitta e intricata che appassiona già dalle prime pagine.
Un vero noir francese da leggere tutto d'un fiato.


Durata totale della lettura: 4 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: caffé con panna
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 18 anni




      "Quando la caccia non è solo un gioco..."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.
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