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martedì 13 febbraio 2018

Recensione: Il cielo è fatto di lei e di me



Il cielo è fatto di lei e di me
di Markus Zusak

Editore: Frassinelli
Prezzo Cartaceo: € 14,90
Pagine: 216
Titolo Originale: The Wolfe Brothers 3


Dopo il successo planetario di Storia di una ladra di libri, Markus Zusak torna nelle librerie italiane con The Wolfe Brothers, una travolgente, divertente, commovente storia di formazione articolata su tre romanzi.


Cameron e Ruben Wolfe, i due figli minori di una numerosa e problematica famiglia, sono sempre stati legatissimi. I classici fratelli inseparabili. Ma l'adolescenza è una stagione complicata della vita, e quando Ruben, «il Guerriero», ormai un idolo del circuito dei giovani pugili, inizia a prendere e scartare le ragazze come fossero caramelle, qualcosa si rompe. Perché Cameron, il più giovane, «il Perdente», lo sfigato, su quel fronte proprio non ci prende: e la tragica combinazione tra timidezza, tempesta ormonale, ragazze che lo rimbalzano e invidia per il fratello lo precipita in uno stato di profonda frustrazione. Tutto sta diventando molto, molto complicato. Fino a quando fa la sua comparsa Octavia. All'inizio, l'ennesima ragazza inutile di Ruben. Alla fine, tutta un'altra storia.



Ed eccoci al terzo e ultimo capitolo di una delle migliori trilogie young adult che vi possa capitare tra le mani. Questo è il libro in cui il rapporto tra Ruben e Cameron, da sempre unitissimi, cambia e in qualche modo subisce una frattura direi inevitabile. Perché da una parte c'è Ruben, un pugile affermato, tronfio delle sue vittorie, sempre circondato da ragazze che ormai è abituato a cambiare con troppa facilità e con una superficialità che Cameron da una parte invidia ma dall'altra non può accettare. Lui, il ragazzo che sogna una ragazza in carne e ossa con cui condividere la propria quotidianità. In più, mentre in tutta questa trilogia Ruben è rimasto il casinaro che abbiamo conosciuto dall'inizio, il personaggio di Cameron è cambiato radicalmente: è cresciuto, ha cominciato a capire la persona che vuole essere e che vuole diventare.
Anche in questo romanzo, naturalmente, ritroviamo tutti i componenti della famiglia Wolfe, ormai una seconda famiglia per noi lettori: da Steve che ormai vive da solo con la propria fidanzata, al padre il quale ha egregiamente superato la sua crisi lavorativa, alla madre, un incrollabile pilastro della famiglia. Ed è in questo momento che, mentre Cameron è impegnato a guardare e invidiare i successi del fratello, qualcosa di bello e di inaspettato capita anche a lui e quella che all'inizio sembrava essere l'ennesima ragazza invaghita di Ruben, si scopre invece la sua persona. E' stato molto bello affidarsi alla penna dell'autore e lasciarsi andare nella vita di questa famiglia che di certo ci mancherà. Buona vita Cameron, mi mancherai!




Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: Cioccolata calda
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: Dai 13 anni







      "Era questo che volevo essere, però, non ero così."


lunedì 12 febbraio 2018

Recensione: Vorrei essere mio fratello



Vorrei essere mio fratello
di Markus Zusak

Editore: Frassinelli
Prezzo Cartaceo: € 14,90
Pagine: 180
Titolo Originale: The Wolfe Brothers 2 


Dopo il successo planetario di Storia di una ladra di libri, Markus Zusak torna nelle librerie italiane con The Wolfe Brothers, una travolgente, divertente, commovente storia di formazione articolata su tre romanzi.


La famiglia dei fratelli Wolfe sta passando un brutto momento. Il padre ha perso il lavoro, soldi ce ne sono sempre meno, e il clima in casa è sempre più pesante. Per questo Cameron e Ruben accettano di entrare nel circuito degli incontri clandestini di boxe tra ragazzi. Con le scommesse e le mance si può guadagnare bene.
Naturalmente lo fanno di nascosto dai genitori, e Cameron dovrà anche nascondere, persino a se stesso, quello che prova per la ragazza che viene sempre agli incontri, e che sembra avere occhi soltanto per Ruben. Ma i due fratelli presto capiranno che stanno combattendo per qualcosa di più importante dei soldi, persino delle ragazze: combattono per la loro dignità, combattono per scoprire chi sono veramente. E combattono l'uno per l'altro.



Vorrei essere mio fratello è la seconda parte di una cronaca famigliare in tre puntate. Rispetto al primo questo romanzo si mostra da subito più grintoso e cattivo, come può esserlo la vita che mette a dura prova la nostra famiglia Wolfe, costringendo i due giovani Ruben e Cameron a crescere, pretendendo tutto quello che possono dalla vita.
La situazione dunque precipita quando il pilastro della famiglia Wolfe, il padre, perde il lavoro e di conseguenza la vita di tutti i componenti della famiglia viene sconvolta: Steve va via di casa alla ricerca della propria strada, la madre fa i salti mortali per ricoprire anche il ruolo economico del padre, Sarah cerca di essere di aiuto alla famiglia ma è ancora troppo scossa dalla rottura con il suo fidanzato per poterlo essere veramente, e infine ci sono loro: Ruben e Cameron, più uniti che mai, i quali, spinti dalla voglia di non pesare sulla famiglia, accettano al volo la possibilità di guadagnare soldi combattendo in incontri di boxe clandestini. Naturalmente, come già il primo romanzo ci aveva abituato, i due affrontano la cosa in maniera completamente diversa: Ruben è mosso da uno spirito combattente innato e si dimostra da subito vincente, Cameron, invece, sul ring ha paura e tutto quello che vuole è non finire ucciso.
Questo secondo capitolo è praticamente tutto incentrato sui loro incontri di pugilato, dove la boxe diventa una vera e propria metafora di vita: a Ruben vincere riesce facile, a Cameron, invece, no. Ma probabilmente, in fin dei conti, è proprio lui il vero vincitore, in quanto tutte le volte è in grado di rialzarsi.
Molto belle le conversazioni notturne tra i due fratelli in cui si mostrano senza maschera per quello che sono realmente: due giovani non più bambini, troppo vecchi per i giochi dei piccoli ma ancora impauriti e impreparati per affrontare la vita vera.
A differenza del primo capitolo, in questo non viene dato molto spazio all'amore, ma la voglia di innamorarsi di Cameron è ancora viva. Ed è forse proprio questo il romanzo nel quale il personaggio di Cameron ti entra di più nel cuore e diventa uno dei protagonisti più belli  che sia capitato di incontrare nelle tue letture. Una volta arrivati alla fine di questo romanzo non si può fare altro che avere fretta di leggere la terza parte, augurando il meglio ai due giovani protagonisti e alla loro famiglia.





Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Cioccolata calda
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: Dai 13 anni







      "Un combattente può vincere, ma non è detto che un vincente sappia combattere."


sabato 10 febbraio 2018

Recensione: A 15 anni sei troppo vecchio



A 15 anni sei troppo vecchio
di Markus Zusak

Editore: Frassinelli
Prezzo Cartaceo: € 14,90
Pagine: 180
Titolo Originale: The Wolfe Brothers 1 


Dopo il successo planetario di Storia di una ladra di libri, Markus Zusak torna nelle librerie italiane con The Wolfe Brothers, una travolgente, divertente, commovente storia di formazione articolata su tre romanzi.


IA 15 anni sei troppo vecchio incontriamo per la prima volta i fratelli Cameron e Ruben Wolfe. I due sono tanto uniti quanto diversi, visto che mentre Ruben, il più vecchio, è forte, bello e brillante, Cameron è invece il più classico degli sfigati.
I due ragazzi passano la maggior parte del loro tempo litigando con i genitori e i fratelli maggiori, combattendo tra di loro incontri di boxe «a una mano» (possiedono un solo paio di guantoni), e progettando piani semidelinquenziali, come derubare il dentista del quartiere, che falliscono miseramente. Ma quello che Cameron, come tutti gli adolescenti, desidera veramente, è incontrare una ragazza - una ragazza vera, non una di quelle delle riviste che guarda il fratello. Ma la domanda che lo attanaglia è: chi può innamorarsi di un perdente come me?



Come tutti, anche io ho amato Storia di una ladra di libri, prima nella sua edizione cartacea e poi in quella cinematografica, per questo, quando mi è stata data l'opportunità di leggere una trilogia ad opera dello stesso autore, non ho potuto dire di no. Devo ammettere fin da subito che forse le aspettative erano un po' troppo elevate e, probabilmente, qualsiasi tipo di storia avrebbe avuto un minimo di probabilità di deludermi, ma devo anche riconoscere che questa storia ha un target di pubblico molto diverso da quella che è la mia persona e la mia vita in questo momento e forse più di una volta ho avuto qualche difficoltà ad adattarmici. Fatte queste premesse, per onestà intellettuale, cercherò di procedere in maniera più ordinata.
Un consiglio che mi sento di dare sin da subito a chi si avvicina a questa trilogia è quello di non aspettarsi una trama ricca di eventi, colpi di scena o grossi misteri; si tratta di una cronaca famigliare, raccontata in maniera talmente diretta da darti l'impressione, la maggior parte del tempo, di stare a sbirciare tra le pagine di un diario. Protagonista di questa cronaca di vita reale è la famiglia Wolfe, famiglia molto lontana da quella stereotipata delle pubblicità, in cui ogni membro è canzonato, amato e odiato per le proprie paturnie, i propri pregi e gli immancabili difetti. Protagonista indiscusso è il giovane Cameron, 15 anni, il figlio più piccolo, un adolescente come tanti oserei dire, con una personalità e carattere ancora non troppo ben definiti, facilmente influenzato dalla personalità irruente e combinaguai del fratello Ruben. Sullo sfondo il fratello maggiore, Steve, che vive con distacco il rapporto con i fratelli minori preso com'è dai suoi successi nello sport e con le donne, e la sorella Sarah, secondogenita e unica figlia femmina, completamente assorbita dalla sua storia d'amore. Fanno da contorno: un padre che non lesina castighi e scapaccioni e una madre un po' sopra le righe.
La narrazione in prima persona, quindi, è interamente affidata alla voce del protagonista, Cameron. Con il suo modo di scrivere semplice e diretto è come se ascoltassimo il racconto di un amico, parolacce comprese. L'aspetto decisamente più riuscito di questo romanzo è il modo in cui il lettore viene coinvolto, il continuo rivolgersi al lettore da parte del protagonista e il fatto che quasi senza volerlo in un momento ci anticipa il contenuto dell'intero libro, come può veramente accadere in una conversazione tra amici, tutto questo ci porta a sentirci parte integrante della famiglia Wolfe. Ed è grazie a questo stesso coinvolgimento che torniamo ad essere adolescenti, con tutte quelle aspettative nei confronti dell'amore, di come ci si senta incompleti senza, e inadatti per non averlo ancora provato.
Per questo non possiamo non provare un'inevitabile complicità e simpatia nei confronti di Cameron alle prese con la sua prima cotta, la bella Rebecca. Ma chi è alla ricerca di una storia d'amore travolgente resterà deluso, stiamo parlando di una cotta, il primo amore di un ragazzo adolescente e, come ben sappiamo, potrebbe non essere tutto perfetto... sennò che adolescenza sarebbe?
Un romanzo breve da leggere nel giro di qualche ora e ritrovarsi adottati da una nuova famiglia. Dopo averlo terminato si è fortemente motivati a leggera la seconda parte della trilogia.
Resta comunque un genere, il Young Adult, destinato a una fascia d'età decisamente più giovane della mia, ma un bel romanzo.




Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Cioccolata calda
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: Dai 13 anni







      "In passato, era capitato che qualche ragazza avesse riso di me, 
ma era raro per il sottoscritto ridere con qualcuna."


martedì 13 maggio 2014

Recensione: Storia di una ladra di libri

Storia di una ladra di libri

di Markus Zusak

Prezzo di copertina: € 16,90
Editore: Frassinelli
Formato: Rilegato
Pagine:576
Titolo originale: The Book Thief


È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fi ato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché «ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri», poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più diffi cili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto.



Ho scelto di leggere questo libro in quanto sono stata attratta dal titolo che devo ammettere è del tutto fuorviante. Nonostante ciò, però il libro e la storia mi sono piaciuti molto. Prima di tutto mi è piaciuta la decisione originale dell'autore di scegliere come narratore la Morte. La Morte è un narratore che sà tutto e che allo stesso tempo è completamente distaccato e a volte incurante della storia o di quanto il lettore possa essere trasportato a tal punto da interrompere la narrazione all'improvviso con trafiletti che non c'entrano nulla oppure svelare particolari futuri che non dovrebbero ancora essere rivelati. La protagonista è Liesel che viene adottata dagli Hubermann, coppia a prima vista alquanto burbera ma dal cuore d'oro. Liesel non è una vera e propria ladra di libri, anche perchè veramente ne ruberà giusto un paio, ma crescendo impara ad amare le parole e il loro utilizzo e la loro forza e la lettura e i libri diventano parte integrante di lei e della sua vita. Non è un libro dove la storia nazista è principale, anzi, su questo punto posso assicurare che forse dall'esterno il libro può creare aspettative erronee. Il nazismo e la persecuzione degli ebrei hanno riferimenti nel libro, ma non così fondamentali. Anche quando vediamo che la famiglia di Liesel nasconde un ebreo in casa, la storia continua ad svilupparsi sul punto di vista dell'importanza della lettura e si distacca sempre di più dal punto di vista storico. Personalmente è un libro che è piaciuto molto e che consiglio vivamente, magari consiglio di leggerlo evitando di crearsi troppe aspettative e lasciandosi soprattutto trasportare dalla storia.

Durata della lettura: Sei giorni
Bevanda consigliata: Chinotto
Età di lettura consigliata: dai 16 anni



“La Morte ci racconta la storia di una ragazzina e del suo amore per la lettura."


Markus Zusak, già pluripremiato autore di libri per ragazzi, con questo romanzo rivela un talento promettente nella narrativa per adulti. Nato nel 1975 a Sydney, dove tuttora vive, da madre tedesca e padre austriaco, per questo libro si è ispirato alle esperienze vissute dai genitori durante il nazismo. Il suo sito è www.markuszusak.com


Cosa ne pensate?


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