giovedì 20 agosto 2020

Recensioni: Madri e no. Ragioni e percorsi di non maternità



Madri e no. 

Ragioni e percorsi di non maternità

di Flavia Gasperetti

Editore: Marsilio
Prezzo Cartaceo: € 17
Pagine: 156


«Non ho passato i decenni della mia maturità sessuale a chiedermi se volevo dei figli perché ho sempre saputo che no, non li volevo. L’unica domanda da farmi era quindi la successiva: perché non li volevo?». Evitando tentazioni ideologiche o posizioni preconcette, Flavia Gasperetti ci invita a cercare insieme delle risposte ai tanti interrogativi che la decisione di non avere figli solleva, indagando i percorsi e le scelte della non maternità nel nostro paese e non solo. Oltre a fornire un brillante excursus storico sulle mille rappresentazioni e incarnazioni della figura della nullipara (con una divagazione sulle «zitelle» della tradizione e dell’immaginario, tra letteratura e cinema), l’autrice approfondisce il legame tra gli allarmi sulla natalità e le dinamiche della demografia, riflette sui grandi temi dell’istinto materno e dell’orologio biologico (e connesse forme di pressione culturale), sul nostro modo di concepire l’età adulta e sul rapporto tra forme di narcisismo, riti di passaggio e genitorialità, sulla valenza sentimentale, e talvolta strumentale, del rapporto con l’infanzia, sulla realtà delle famiglie in cui si adottano «i figli delle altre», e su cosa voglia dire essere genitori oggi. «Le nostre risposte non sono quelle che avremmo dato in altre epoche, quando la contraccezione quasi non esisteva, quando credevamo in un dio che ci avrebbe condannati se la ricerca del piacere non avesse trovato un riscatto nella procreazione; quando avere dei figli poteva rappresentare un apporto all’economia familiare e non un investimento enorme fatto per ragioni soprattutto sentimentali. Le nostre risposte non sono le stesse perché noi siamo cambiati. Noi senza figli e voi che ne avete. Siamo cambiati insieme».



Un argomento che mi sta molto a cuore trattato per fortuna in modo abbastanza imparziale. L'autrice non prende una posizione totalizzante nonostante lei si ritrovi in una delle due "fazioni" di questa continua guerra. L'argomento è comunque trattato scientificamente da un punto di vista neutro senza giudizio, che vogliate avere figli o meno, sarà una lettura interessante.
Si studiano le cause della corsa contro l'orologio biologico e quali sono le nuove metologie per evitare che esso ci freghi sul tempo. Allo stesso modo si analizza cosa spinga il 45% delle donne italiane in età riproduttiva a non avere figli. Perché invece altre decidono di diventare le "equilibriste", queste superdonne che cercano di bilanciare tutto, vita, lavoro, figli, sanità mentale?
Sarà proprio vero che chi dice di non volere figli davvero non ne vuole oppure se ne pentirà in futuro come pensano tutti? Quante non voglio partorire per paura del dolore e di morire? 
L'autrice ha scelto di non avere figli , una decisione ponderata e basata sulla propria eaperienza e sui suoi stimoli personali, ma nonostante tutto le recriminazioni di chi la conosce o anche della signora sul bus non sembrano diminuire. 
Lo studio prende in esame una serie di indicatori che attengono alla qualità della vita: reddito, longevità, morbilità, salute psichica, abitudini, consumi, ampiezza delle reti sociali. Allo stesso tempo valuta l'influenza dello stigma sociale e della felicità della singola donna. 
Ho letto il libro con molto piacere dato che mi tocca sul vivo siccome non voglio figli e me ne sento dire davvero di tutti i colori, soprattutto dalle donne! 
Mi ha divertito molto il capitolo in cui l'autrice parla di famiglie  allargate, matrigne e "fidanzate di papà", di chi alla fine magari non vuole la maternità full time ma solo a weeekend alterni. 
Il fil rouge che l'autrice trova tra tutte le opinioni, non solo degli scrittori e delle studiose che cita ma anche della vicina di casa, è sempre l'amore scevro però da ogni potere e diritto di giudizio. 

Proprio sul giudizio si basa la mia idea, rinforzata dalla lettura del libro e che modestamente ritengo che potrebbe portare a  risolvere questa situazione è una sola: ognuna scelga per sė e gli altri si facciano i fatti propri! 😁


Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Acqua fresca
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: Dai 16 anni 





"Siamo tutti così sulla difensiva, noi senza figli e voi che li avete.
È veramente difficile parlarci senza che qualcuno esca dalla conversazione sentendosi giudicato – e noi, quale che sia la nostra scelta di campo, perché troviamo così difficile non giudicare? "




Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

1 commento:

  1. La maternità ─ una missione della donna, inerente alla natura. Solo le donne sono capaci di portare e dare alla luce un bambino. La maternità comprende anche l'allattamento, la cura e l'educazione dei figli. La donna che ha concepito, partorito e dato alla luce un bambino è la madre biologica. Lo sviluppo della medicina ha reso possibile la maternità surrogata e genetica. Nella maternità surrogata la donna accetta volontariamente di portare e dare alla luce un bambino biologicamente alieno. Dopo la nascita il neonato viene cresciuto e accudito dai genitori genetici. Si parla di maternità genetica quando il feto si sviluppa da un ovulo di una donatrice. Inoltre, una madre è anche chiamata adottante o matrigna, una tata che si prende cura del bambino. Per coloro che vogliono diventare madri e realizzare il proprio sogno consiglio di visionare il canale canale YouTube . Buona visione!

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