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mercoledì 9 agosto 2023

Recensione: Delitti sommersi

 

Delitti Sommersi
di Daniela Alibrandi

Editore: Morellini
Prezzo Cartaceo: €20,00
Prezzo e-book: €9,99
Pagine: 320

«Laggiù l’atmosfera cambiava radicalmente, mentre varcavano un cancello di ferro e si addentravano in uno scuro budello. Solo dopo aver percorso un certo numero di curve, si aprì uno scenario spettacolare, impossibile da immaginare. Il bacino era gigantesco, sormontato da un soffitto altissimo e a volta, che non incupiva affatto il colore dell’acqua cristallina, di un azzurro che tendeva al verde. Quasi un topazio incastrato nelle viscere della terra.» 

Mani Fredde, un maniaco psicopatico, viene rilasciato dall’ospedale psichiatrico giudiziario dove ha scontato cinque anni di reclusione, per essere affidato alla valutazione del servizio neuropsichiatrico dell’ospedale romano Gianicolense. Ingannando gli specialisti, ottiene un regime di semilibertà. Ora potrà attuare la vendetta che ha pianificato contro il commissario Rosco e l’agente Loverso, i quali, a suo tempo, lo assicurarono alla giustizia. Si è documentato sui segreti del sottosuolo romano, scoprendo l’esistenza di un sistema di laghi sotterranei. Il suo piano prevede di sfruttare a proprio vantaggio l’imperscrutabilità di quei luoghi. In quelle stesse ore Luigi Monti, un portantino dello stesso ospedale Gianicolense, sotto al quale si trova un enorme lago sotterraneo, si rivolge al commissario Rosco, per risolvere il mistero delle ruote tagliate sistematicamente alla sua auto. La vita di Mani Fredde si intreccerà drammaticamente con quella del Monti.



È incredibile quanto la mente umana sia labile, manipolabile, assurda e così tanto complicata. Così complicata da riuscire a far vivere diverse personalità in un unico essere umano, così complicata da metabolizzare i traumi attraverso gesti estremi. Affascinante e terrificante allo stesso tempo e, soprattutto, difficile da controllare. 

Roma, 1985. Anton Giulio Rincucci, assassino spietato, detto anche Mani Fredde, conosciuto per il suo modo singolare e terrificante di strangolare le persone come se avesse delle potenti tenaglie al posto delle mani, dopo qualche anno in un ospedale psichiatrico a Montelupo fiorentino viene trasferito per "buona condotta" nel reparto di neuropsichiatria dell'ospedale Gianicolense di Roma, proprio sopra il fulcro di una rete fluviale sotterranea incredibilmetne antica.

Quello che gli psicologi e i medici che seguivano Rincucci non hanno però capito, è che la buona condotta del paziente non era altro che una strategia per essere trasferito proprio al Gianicolense e che in tutti quegli anni non aveva in realtà fatto altro che pensare alla sua vendetta nei confronti del commissario Rosco e della sua squadra, coloro che, scovando i suoi terribili delitti, gli avevano rovinato la vita. 
 
Sarà proprio al Gianicolense che Rincucci conoscerà il portantino Luigi Monti, usuraio della zona Prati, un personaggio losco da cui tenersi a larga, che casualmente proprio in quei giorni era stato in commissariato per denunciare il continuo vandalismo sulla sua auto. Un colpevole per questo piccolo crimine fu facile da scovare, un certo Lojacono, una tra le tante persone che venivano strozzinate da quell'uomo senza scrupoli. Ed è proprio per difendere Lojacono e eliminare i traffici illegali del Monti che il commissario Rosco apre un'indagine sul portantino del Gianicolense. 

Così le vite di Monti, Lojacono, Rincucci, del commissario Rosco, della sua squadra e della sua famiglia si intrecciano inevitabilmente in una serie di orribili azioni tra le acque del Tevere e l'immenso intreccio di laghi e fiumi sotterranei di una Roma antichissima, rimasti sepolti sotto la città più movimentata del paese. 

Un racconto inquietante, tetro, ricco di violenza, di tristezza, di pazzia, purtroppo fin troppo verosimile.  Un racconto in cui emerge il lato psicologico e sentimentale di ognuno dei personaggi che permettono la lettore di concepire il motivo di determinate azioni 
Una delle cose che più emerge, o meglio che più mi hanno colpito, è l'attraversamento di periodi particolarmente difficili e bui vissuti da alcuni personaggi, che li hanno portati da compiere scelte da cui non si può più tornare indietro e mi sono chiesta come avrei reagito io in una situazione del genere. Ma a sangue freddo è troppo facile trovare una soluzione e spesso, soprattutto per le persone che si amano, si fanno scelte sbagliate.

Un thriller tanto avvincente quanto angosciante.
Leggerò sicuramente altri libri di Daniela Alibrandi, soprattutto la serie sui delitti risolti dal commissario Rosco e dalla sua squadra.

Durata totale della lettura:  Cinque giorni
Bevanda consigliata: Caffè shakerato 
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni


      "Quella era Roma, una donna bellissima da baciare per assaporarne le labbra, nella cui chioma affondare le dita con passione. Una raffinata signora di cui ammirare l'elegante nudità e gli antichi gioielli che sapevano rivestirla. Una ricca matrona della quale gustare lo strabiliante aspetto esteriore. Ma, se si cercava di penetrarne la profondità, la magia mutava. "


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 26 ottobre 2022

Recensione: Sciarada


Sciarada
di Orlando del Don, Annalina Molteni

Prezzo Cartaceo: €15,90 
Prezzo e-book: €8,99
Pagine: 192

«La follia è la sorella infelice della poesia.»

Oliver McQueen è un solitario, introverso e geniale psichiatra irlandese. Un giorno riceve una busta sospetta da un mittente sconosciuto che propone un inquietante enigma al quale egli non vuole né può sottrarsi: una diagnosi a distanza. La sua vita non sarà più quella di prima: la soluzione dell’enigma incontrerà il riaffiorare del suo doloroso passato e gli imporrà di affrontare il suo destino.
In questa sfida, un’inesorabile “fuga in avanti” che attraversa l’Europa – dalla Svizzera, all’Italia fino all’Irlanda –, egli rischia tutto, la sua esistenza, i pochi rapporti personali rimasti, l’equilibrio mentale, la trama della sua stessa identità. Ma come una falena che avvicina la luce che la ucciderà, la sua attrazione magnetica per il potere creativo della mente e della follia porterà al dipanarsi di realtà e verità indicibili.


Dalla quarta di copertina mi aspettavo un libro completamente diverso, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa e penso che sia uno dei libri più particolari (se non il più particolare in assoluto) che io abbia letto finora. 

Oliver McQueen, psichiatra e insegnante molto conosciuto e ammirato, è nel suo studio alla clinica di Bellinzona quando trova sulla sua scrivania una busta gialla proveniente da Milano, mittente O. Lazzaro. Nessuno che lui conosca.
Il contenuto? Lettere scritte a mano su fogli color avorio, accuratamente piegati insieme ad una piccola busta bianca che racchiude le istruzioni per poter procedere. Oliver dovrà infatti leggere le lettere in ordine alfabetico, così come sono, ordinate in plichi. Ciò che vuole il mittente è un semplice parere psichiatrico sulla malattia da cui potrebbe essere affetta l'autrice di queste lettere. Ma il punto è perché? E soprattutto chi è il mittente? com'è entrato in possesso di queste? Alle prime due domande non può rispondere, ed è per questo che darà all'autrice e al mittente due nomi fittizi, Dora l'una e Ombra l'altra. Per quanto riguarda l'ultima domanda è il mittente stesso a rispondere: Ombra, redattrice di una rubrica di un giornale trovava le lettere nella cassetta della posta, era Dora a lasciargliele, la vicina di casa di cui Ombra non ha nessun ricordo. 

Il dottor McQueen nel giro di pochi giorni si lascia ossessionare da questa "sciarada", da questo gioco enigmistico da risolvere, tanto da chiedere al suo amico Ugo, direttore della clinica in cui lavora di prestargli il suo cottage per qualche giorno. 

Bisogna leggere fino all'ultima pagina per scoprire quale sarà la diagnosi finale, ma non è solo questa la cosa importante: quello che è fondamentale (o almeno lo è stato per me) è il viaggio introspettivo che ha portato Oliver ad affrontare molte cose irrisolte del suo passato. 

Sciarada è un romanzo dalle mille sfaccettature: in primo luogo ovviamente psicologico, ma anche epistolare in diversi modi e in diversi tempi, in forma di diario in altri, ma soprattutto enigmatico. Enigmatico non solo per la storia in sé, ma nei dettagli, nei nomi che vengono dati ai personaggi e nelle origini stesse di ognuno di essi, nei motivi, nei luoghi raccontati.

Potrei dilungarmi ancora molto su quello che offre questo romanzo, ma rischierei di dire troppo.

Ho fatto fatica a trovare la frase adatta per racchiudere tutto il libro, e anche se non è quella che ho scelto e che meglio lo rappresenta credo che questa sia una delle mie preferite: "Spesso il caso è solo un mezzo di cui si serve il destino quando non vuole che lo si riconosca come motore di tutto". 

E' stata davvero una piacevolissima sorpresa.

Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Chai latte con spolverata di cannella
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni


      "I labirinti della mente sono il nostro forziere. Niente qui viene disperso e tutta la nostra vita vi è documentata e archiviata, tutto ritorna prima o poi a galla nella forma che più si addice al momento"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 13 dicembre 2021

Recensione: Lady Constance Lloyd, L'importanza di chiamarsi Wilde



 Lady Constance Lloyd, L'importanza di chiamarsi Wilde

 di  Laura Guglielmi

 Editore: Morellini
 Prezzo: € 17,90
 Pagine: 256

 Constance Lloyd, una ragazza bella e ambiziosa, di origine irlandese, cresce a Londra ed entra in contatto con gli ambienti più esclusivi della fine dell’Ottocento. L’impero britannico è più potente che mai e la regina Vittoria è salda al potere. Tanti uomini la vorrebbero sposare, ma lei è in cerca di un marito che la lasci libera di realizzare le sue ambizioni. Il dandy più famoso d’Inghilterra, Oscar Wilde, rimane folgorato mentre la sente recitare alcuni versi della Commedia di Dante in italiano. Al centro dell’attenzione mondana e culturale della scena londinese, Constance e Oscar si sposano e hanno due figli, ma lei non rinuncia a nulla, viaggia, scrive racconti per l’infanzia, diventa direttrice di una rivista che promuove un nuovo modo di vestire per le donne. Poi arriva la tragedia: Wilde viene processato per sodomia e condannato per due anni ai lavori forzati. Lei, pur avendo altre relazioni, gli sarà sempre vicino. Innamorata dell’Italia, dopo aver girato raminga per l’Europa si ferma nella riviera ligure e muore a Genova poco prima di compiere quarant’anni. Questo libro è l’autobiografia mancata di una donna speciale, ma sconosciuta ai più.




Romanzo assolutamente consigliato di una donna coraggiosa e unica, appassionata di letteratura e politica, testarda e intraprendente. Una donna che non ha avuto molta fortuna nella sua famiglia di nascita, la madre infatti non le dimostra amore o affetto, anzi le dice chiaramente che se non avesse avuto figli la sua vita sarebbe stata migliore. L'unica cosa che la rende felice sono i libri, l'arte e la politica. All'inizio non ha alcuna intenzione di sposarsi, perché una donna sposata (e non) a quei tempi non poteva far altro che occuparsi dei figli e uscire solo col marito. Lei invece voleva passeggiare e andare a teatro e continuare a imparare cose nuove. Quando però si rende conto che lo zio che si prende cura di lei sta invecchiando capisce che dovrà sposarsi per forza o rimarrà sola e senza soldi.
Il fratello a cui è tanto legata che è stato mandato a Oxford a studiare può sostenerla solo con l'affetto delle sue lettere ma anche lui dovrà cercare moglie e crearsi una famiglia.
Nonostante conosca molti uomini interessati a lei, solo uno la affascina per la sua mente e cultura, Oscar Wilde. Anche lui non ha mai conosciuto una donna come lei, più interessata ai libri che ai corsetti.
Negli anni dopo il matrimonio nasceranno due bambini e la collaborazione tra i due porterà alla produzione di molte opere eccellenti. Come sappiamo però Oscar ad un certo punto inizia a essere sempre più distante, ammaliato dal famoso Bosie, che sembra interessato principalmente ai suoi soldi e alla fama che deriva dallo stargli vicino.
Constance a differenza di molte altre donne non lo abbandonerà mai, lo amerà sempre, anche se forse più come un fratello, ma anche nei momenti più duri, in tribunale, nei momenti di prigionia per sodomia lo sosterrà costantemente.
È stato bellissimo leggere di Constance che darebbe una lezione di affetto puro a tante di noi ma è stato anche bellissimo leggere di Oscar Wilde dagli occhi di chi lo conosceva meglio di tutti, questo uomo così artisticamente distaccato dalla realtà e dalle convenzioni della società del tempo, la cosa che più mi ha stupita è la capacità di entrambi di non adattarsi a fare ciò che la società stabiliva "giusto". Entrambi han continuato per la propria strada a testa alta.
Il romanzo ci racconta la storia alternando i racconti di Constance a qualche lettera tra lei, Oscar e i suoi amici, in modo da avere anche un contatto diretto con loro.

Questo è un altro volume della collana Femminile Singolare che come in questo caso ci ha dato la possibilità di approfondire la vita di alcune donne poco conosciute al pubblico, questo è stato uno dei miei preferiti e voi? Quale mettete al primo posto?

Durata totale della lettura: 6 gorni
Bevanda consigliata: Infuso alla lavanda
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni

"Mi accorsi di sentirmi davvero me stessa quando avevo 
al mio fianco una persona con dentro una furia, 
qualcosa che bruciava e rimaneva sospeso nell’aria"


    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 30 settembre 2021

Recensione: Gala Éluard Dalí

  


Gala Éluard Dalí
di
Anna di Cagno

 Editore: Morellini
 Prezzo Cartaceo: €17,90
 Pagine: 256


Aprile 1975, Pùbol, Gerona. Gala Éluard Dalì si ritira per una settimana in solitudine nel castello che il suo secondo marito, Salvador Dalì, le ha regalato. Una notte una ragazza bussa alla sua porta: è una giovane studentessa dell’Università di Torino che sta lavorando alla sua tesi di laurea. Si apre così un incontro causale, ma forse necessario per entrambe, che si svolge all’interno di quello che Dalì considerò il suo più grande capolavoro. 

In ogni stanza si apre uno squarcio sulla vita, incredibile e mitica, della Musa più celebre del surrealismo; una donna che ha segnato un’epoca, e ispirato il poeta e l’artista più famosi del movimento culturale. 

Un incontro-scontro dal quale entrambe usciranno trasformate: la giovane studentessa troverà finalmente una strada tutta sua, e Gala troverà il modo di realizzare ancora se stessa, questa volta per “interposta donna”.



Io questa Gala Dalí non l'avevo mai sentita e ora dopo aver letto il nuovo volume della collana Femminile Singolare, non posso fare a meno di sapere ancora di più.
Una donna magica, un concentrato di passione, unicità, singolarità, narcisismo e arte.
Anche questa volta non conosciamo la protagonista dalla sua voce ma da quella di Nicoletta, una studentessa italiana a cui è stata affibbiata una tesi su di lei, occasione che ha colto immediatamente pur di allontanarsi dalla routine e pressioni familiari e non. Quella che crede che sarà una normalissima intervista all'anziana donna, si rivelerà un esperienza trascendentale inaspettata e diversa da tutto quello che ha mai vissuto nella sua vita. 
Una donna spietata con una capacità incredibile di leggere la persona davanti a lei e lo fa senza filtri ma con un atrocità sconvolgente. 
Una persona completamente slegata dalla celebrità di cui porta il nome anche se ha aiutato a renderlo così famoso.
Una personalità istrionica e affascinante che sembra voler torturare la povera Nicoletta che pensava di essere andata solo a fare qualche domanda per la tesi. Cosa scoprirà invece di sé nello scontro con questo portento?
Quale sarà l'effetto sulla sua vita, sulle costrizioni sociali che vogliono farla diventare moglie o madre? Dopo l'incontro con Gala, non potrà mai ritornare alla sua vita precedente senza che cambi nulla, non riuscirebbe a guardarsi allo specchio, ma tanto Gala ha un progetto ben preciso per lei così come lo aveva peri suoi mariti il cui destino ha delineato e avvantaggiato. 
Assolutamente consigliato, pagine piene di fascino e magia quanto la protagonista che ora più che mai si dimostra la perfetta musa del surrealismo. 

Durata totale della lettura: 4 giorni
Bevanda consigliata: granita al limone
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: Dai 16 anni 
Website dell'autriceAnna Di Cagno



"Ma lei era Gala e chi sceglie l’arte non possiede più nulla. 
Neanche un segreto..."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 8 settembre 2021

Recensione: Lucia Bosè

 




Lucia Bos
è
di Laura Avalle

 Editore: Morellini
 Prezzo Cartaceo: €17,90
 Pagine: 180
 
Da Miss Italia a musa di Visconti e Antonioni. La straordinaria vita di Lucia Bosè è costellata di successi e di cadute, come quando la casa in cui abitava da bambina, in un quartiere popolare di Milano, fu rasa al suolo sotto il peso delle bombe durante la Seconda Guerra Mondiale. Quindi il fatidico incontro, appena adolescente, che farà di lei una stella del cinema… grazie a un marron glacé. Una carriera fulminante la sua, ma proprio al culmine della notorietà e della fama decise di ritirarsi dalle scene per amore di Dominguín, il più grande Torero di tutti i tempi, dal quale ebbe tre figli: Miguel Bosé, Lucia e Paola Dominguín. Lo seguirà fino in Spagna dove vivrà anche dopo il divorzio, evento che segnerà il suo ritorno al cinema con Fellini, Taviani e Özpetek. In queste pagine il ricordo del regista del suo ultimo film, che parla di una donna dei nostri tempi, forte, indipendente, libera e anticonformista, amante del blu e degli angeli. Una grande attrice, icona della bellezza italica, che si è spenta a marzo del 2020 - all’età di 89 anni - per coronavirus e che nella vita ha sempre lottato, senza mai perdere la fiducia in un domani migliore.



Dopo lo stop estivo ricominciamo alla grande con la nuova uscita della collana Femminile Singolare, storie di donne vere, ognuna eccezionale a modo proprio.
Questa volta conosciamo meglio Lucia Bosé, attrice e modella bellissima, da Miss Italia quando era ragazzina a musa dei più grandi registi. 
Non è lei che ce ne parla ma qualcuno che l'ha conosciuta e ammirata e amata per anni da lontano che durante l'anno scorso, bloccato in pandemia  viene a scoprire che Lucia è morta. 
Una ragazzina modesta che arrivava da una famiglia che aveva conosciuto la povertà e per cui rappresentava il riscatto sociale, dopo i primi anni in cui diventa Miss Italia, diventa una delle attrici più amante del mondo e musa di moltissimi registi famosi. 
Quello che la fermerà è però l'amore per il toreador Dominguín per il quale lasciò l'Italia e con cui si sposò in tutta fretta, facendo infuriare la religiosa Spagna per la mancanza di un matrimonio in chiesa. La passione e l'amore iniziale cominciarono a scemare dopo 3 anni, ma per fortuna arrivarono i figli, tra cui il famoso Miguel Bosé, le notizie dei tradimenti del toreador aumentavano sempre di più ma Lucia impegnata a fare la madre aveva deciso di non farci caso.
Finché il suocero non venne a mancare e il marito si trasformò in un carceriere che cercava sempre di più di trattarla come un toro catturato. L'unica via d'uscita era il divorzio.. 
Come si sarebbe mantenuta però? Il cinema, il suo primo amore la stava aspettando a braccia aperte. Tutti quei registi che la amavano prima, non hanno cambiato opinione e lavoreranno con lei in molte produzioni. 
Seguiamo Lucia dalle parole di chi la amata parzialmente di nascosto, la seguiamo in tutte le esperienze della vita, il femminismo, i capelli blu, l'amore per gli angeli fino al finale inconsueto. 
Una donna sempre positiva e con un occhio alla rinascita, al riscoprirsi e al non farsi mai buttare giú dalle difficoltà della vita. Un esempio di amore per la gioia e la cresciita personale.

Consiglio sempre di visitare la pagina della casa editrice perché ci sono moltissime foto e video di Lucia Bosé per sentirne la storia dalla sua voce. 

Durata totale della lettura: 4 giorni
Bevanda consigliata: Gelato al cocco
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: Dai 16 anni 


"In quel preciso istante ho capito che la vita è dura e 
che se vuoi salvarti devi combattere facendo affidamento solo
 sulle tue forze, perché nessuno lo fa al posto tuo."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 21 giugno 2021

Recensione: Wallis Simpson. Una sola debolezza

 


Wallis Simpson 
Una sola debolezza
di Elena Mora
Prezzo Cartaceo: €17,90
Pagine: 256

Per lei, un re ha rinunciato al trono inglese. È grazie a lei che ora vi siede Elisabetta. Solo lei ha fatto più danni di Diana alla corona d’Inghilterra. Lei, ben prima di Meghan ha devastato i rapporti fra due fratelli. Ma chi era veramente Wallis Simpson? Come ha potuto una quarantenne americana, due volte divorziata, spiritosa e sgraziata conquistare il cuore di Edoardo VIII, il più affascinante principe di Galles della storia?

Nel libro di Elena Mora colei che è stata la donna più odiata d’Inghilterra, ma a un passo da diventarne la regina, si racconta in prima persona. E le sue parole ricostruiscono la grande storia d’amore di cui è stata prima protagonista, poi prigioniera. Perché se sei una Cenerentola, e un principe si innamora di te, il lieto fine non è assicurato. “Una sola debolezza” è un punto di vista femminile su una storia raccontata sempre al maschile: e svela i retroscena più dolorosi, curiosi e piccanti di quella che in Gran Bretagna era stata definita “la più clamorosa notizia dopo la resurrezione di Cristo”.


Ho deciso di partecipare alla recensione di questa nuova collana diretta da Sara Rattaro perché mi avrebbe dato l'opportunità di approfondire la vita di alcune donne che conoscevo solo di sfuggita e di alcune di cui non sapevo proprio niente.
Quindi dopo aver letto Colette che infatti conoscevo poco, ora incontro Wallis Simpson, che davvero non conoscevo proprio.
Non sapevo infatti che fosse la moglie di re Edoardo, per la quale lasciò il trono, Non sapevo che fosse una donna caparbia e senza troppi scrupoli, lei stessa ammette che non si sarebbe fatta problemi a rubare i mariti alle sue stesse amiche. Dopo il primo matrimonio con il pilota violento, ormai alla soglia dei trent'anni bisognava trovare qualcuno che le facesse mantenere lo stile di vita a cui si era abituata nel viaggio in Cina. Una arrampicatrice sociale direte voi? Beh lo dice lei stessa, da quanto si è trasferita a Londra il suo unico scopo era proprio il principe ereditario. 
Nonostante lei sia nuovamente sposata, non si fa scappare occasione per incontrare il principe. 
È proprio un po' difficile prenderla in simpatia, dopo che calpesta onore, amicizia e tutto quello che può per raggiungere il suo scopo, senza nemmeno farlo nel nome dell'Amore o perlomeno non lo nomina mai. 
Sposare un principe non è però la passeggiata e il sogno che ci immaginiamo, ci voglio una serie di presupposti e di caratteristiche che la futura sposa deve avere e ovviamente Wallis non ne aveva manco una. Il matrimonio va accettato da tutti gli Stati di cui egli sarà sovrano e nel loro caso, l'unanimità era contraria!
La stampa poi, che fino ad ora era stata silenziata dal primo ministro, ormai era esplosa nel pettegolezzo, infamia e inseguimenti per il mondo. 
Le guerre e i frequenti collegamenti con la Germania nazista non hanno aiutato l'opinione riguardo entrambi, così come il continuo acquisto di gioielli anche in momenti poco opportuni. 
Una storia che nonostante di molti anni fa, suona molto vicina a noi, d'altronde le incursioni della corona nelle storie d'amore della famiglia sono attualissime, Carlo, Diana , Camilla, Harry e Megan ne sono la prova. 
Quello che mi ha sconvolta di più è l'assoluta mancanza della parola amore da parte di Wallis.  David follemente innamorato, ogni sua azione sembra essere legata al renderla felice e accettata, mentre lei sembra quasi più interessata a sentirsi al sicuro che a qualunque altra cosa.
Questo potrebbe però effetto della biografia che si sa che vanno sempre prese con le pinze. 


Durata totale della lettura: 5 giorni
Bevanda consigliata: English tea
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: Dai 15 anni 



"Quella donna è inadatta come amica, 
sconveniente come amante, 
inconcepibile come regina di Inghilterra."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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