lunedì 29 gennaio 2024

Recensione: Lo Scudo del Principe


Lo Scudo del Principe
di Cassandra Clare


Editore: Mondadori
Prezzo cartaceo: 21,90 €
Prezzo ebook: 10,99 € 
Pagine: 540
Tradotto da: Roberta Maresca, Alessandra Roccato


Io sono lo Scudo del Principe. Sono la sua armatura indistruttibile. Sanguino perché lui possa non sanguinare. Soffro perché lui non debba soffrire. Muoio perché lui possa vivere per sempre.

Questo è il destino inesorabile di Kel, prelevato dalla Casa degli Orfani di Aigon quando era poco più che un bambino per diventare la controfigura dell’erede al trono, il suo scudo umano. Cresciuto accanto al principe Conor quasi come un fratello, viene addestrato fin dal primo giorno a morire al suo posto, prima o poi. Nessun altro futuro è possibile per lui.
Lin Caster è una guaritrice appartenente alla piccola comunità Ashkar che, nel regno, è l’unica ancora in grado di esercitare la magia e che, per questo motivo, è stata confinata nel Sault, un’area recintata di Castellane da cui nessuno è autorizzato a uscire. Alla ragazza, però, capita spesso di disattendere il divieto, perché altrimenti non potrebbe curare i malati e i moribondi della città.
Quando i due giovani si incontrano in seguito a un attentato, i loro destini si intrecciano indissolubilmente. Una misteriosa figura che governa il mondo sotterraneo e criminale della città li trascinerà in una realtà fatta di intrighi e ombre dove scopriranno quanto la corruzione si estenda dai bassifondi più oscuri di Castellane fino alla torre più alta dei suoi palazzi. Perché se c’è una cosa che, qui, accomuna i nobili più ricchi e i criminali più dissoluti è la loro insaziabile brama di ricchezza e potere.
Posti di fronte allo svelamento di segreti a lungo custoditi, Kel e Lin saranno costretti a chiedersi se la conoscenza valga il prezzo del tradimento e, soprattutto, il rischio che la loro nazione finisca in guerra e il mondo nel caos…





Cassandra Clare è una delle autrici che adoro - fin da quando ho avuto modo di leggere il primissimo volume dedicato al mondo degli Shadowhunters. Mi sono avvicinata perciò a questo libro - Lo Scudo del Principe - con un mix di fiducia e timore. Fiducia nelle capacità della Clare - che se dopo dieci anni e passa mi riesce ancora a convincere a leggere nuove avventure ambientate nel mondo Shadowhunter vuol dire che è davvero brava a scrivere; timore nella possibilità che questo libro mi piacesse di meno di quelli che avevo già letto.
E, ahimé, all'inizio è stato così: i primi capitoli - che ovviamente hanno il compito doi introdurre personaggi, ambientazioni e world building - apparivano ai miei occhi troppo lenti. Da una parte abbiamo Kel, strappato da un orfanotrofio quando era ancora un bambino e portato a Corte per diventrare lo Scudo del Principe Conor: la somiglianza fisica (e un talismano magico) permettono a Kel di essere praticamente identico a Conor, e di sostituirsi a lui ogni volta che il Principe potrebbe correre qualche pericolo. Dall'altra parte abbiamo Lin, una Ashkat - un popolo ormai senza terra, ma in possesso dellapoca magia che è rimasta al mondo. Gli Ashkar sono divisi in vari regni, e Lin abita in un quartiere all'interno di Castellane, il regno che erediterà Conor. Lin è l'unica donna medico del suo popolo, ma è davvero molto brava - ed è per questa ragione che suo nonno, il consigliere del Re, la manda a chiamare quando Kel viene quasi ucciso perché è stato scambiato per il Principe.
Ed ecco che improvvisamente il romanzo parte in quarta, complice anche le bellissime interazioni tra Lin e Conor - che resta incredulo nello scoprire quanto Lin lo trovi antipatico. Da quel momento in poi ho divorato le pagine ad una velocità impressionante - fino ad arrivare all'inaspettato finale che mi fa dire "no dai, ci devono essere altre pagine, non può finire proprio adesso!"
Quindi, in attesa del seguito (Cassandra, non metterci troppo!), non mi resta che consigliarvi questa lettura. Non vi deluderà!

Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata:  Infuso ibisco, rosa e peperoncino
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Cassandra Clare 


"L'amore semplicemente capita, che tu lo voglia o no"

                                             Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 25 gennaio 2024

Recensione: Troverò la chiave

 

Troverò la chiave 
di Alex Ahndoril

Editore: Longanesi
Prezzo Cartaceo: €19,90
Prezzo e-book: €9,99
Pagine: 288

L’uomo che si presenta nell’ufficio dell’agenzia investigativa di Julia Stark un lunedì di agosto è il cliente che tutti vorrebbero. Si chiama PG Mott e a Stoccolma tutti sanno chi è, tutti conoscono la sua famiglia, per una semplice ragione: è ricchissimo.

PG ha un problema che solo Julia Stark può risolvere: la sua vita è precipitata all’improvviso, e senza alcuna spiegazione, in un terribile enigma. Sconvolto, PG racconta a Julia che, all’indomani di una cena di famiglia, ha trovato sul proprio cellulare la foto di un uomo legato, gravemente ferito e incappucciato. PG non ricorda di aver scattato quella foto, né sembra riconoscere la persona immortalata.

Ma non è la prima volta che PG non ricorda qualcosa: la sua vita è tutt’altro che specchiata, tra vizi, abuso di alcol e di psicofarmaci.

Julia capisce subito che il caso è più complesso di quanto può sembrare e chiede aiuto all’unica persona che, nonostante tutto, può aiutarla. Si chiama Sidney Mendelson, è un poliziotto e, soprattutto, è il suo ex marito. E forse, a dispetto del passato tragico che li ha divisi, Julia potrà riavvicinarsi a lui… Ma giunti nella villa di famiglia dei Mott, Julia e Sid presto intuiscono che, sotto la patina di vestiti eleganti, cene da gourmet e vini costosi, scorrono tensioni, invidie e rivalità. E violenze.

Una cosa è certa: la verità si nasconde tra i misteri della famiglia. E anche quando il caso sembra per tutti ormai chiuso, l’intuito infallibile di Julia saprà vedere lontano…



Stoccolma, agosto. PG Mott, uno dei ricchissimi proprietari di Mannheim, si presenta nell’ufficio dell’investigatrice Julia Stark con un solo obiettivo: vuole scoprire se è colpevole di omicidio. L’uomo infatti ha sul cellulare la foto di un un uomo legato, con la testa incappucciata, probabilmente morto. Ma non ricorda assolutamente di averla scattata nè di aver fatto del male a qualcuno. E ha un disperato bisogno di scoprire la verità: chi è quell’uomo e perché quella foto è sul suo cellulare? Lo ha davvero ucciso lui? 
Julia accetta di lavorare al caso e capisce subito che ha bisogno dell’aiuto dell’unica persona di cui si può fidare, il suo ex marito, nonché poliziotto, Sidney Mendelson.
PG, quella mattina, spiega a Julia che la foto era stata scattata la sera precedente e che, poco prima, si era tenuta la solita riunione della famiglia Mott, in cui si discute dell’andamento degli affari e, soprattutto, del destino della proprietà. Tutta la famiglia era presente, tranne suo fratello Werther che era solito saltare quelle inutili riunioni di famiglia. Julia e Sid vengono invitati a soggiornare alla proprietà Mannheim per qualche giorno per poter interrogare ognuno dei presenti e rivivere in qualche modo l’atmosfera e le possibili tensioni di quel giorno. Come Julia sospettava, ogni membro della famiglia ha qualcosa da nascondere e queste reunion non sono le occasioni ideali per mantenere dei segreti. Il che complica parecchio la situazione.


Diverso pseudonimo, stessa capacità di catturare il lettore. Un giallo intenso, sicuramente molto meno cruento dei romanzi dei coniugi svedesi a cui siamo abituati, ma molto accattivante. Sulla scia dei vari “assassinii” alla Poirot, sono riusciti a creare un romanzo intriso di particolari, di faide famigliari non indifferenti, di gelosia, di violenza, di tradimenti e di avidità. 

Come sempre una garanzia!

Durata totale della lettura:  Quattro giorni
Bevanda consigliata: Caffè nero fumante 
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni


      "Julia fece un respiro. Le sembrava di percorrere lentamente il corridoio di un aereo, e di osservare i volti dei passeggeri attraverso le maschere per l’ossigeno che dondolavano appese ai tubi di plastica”
Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 22 gennaio 2024

Review Party: Il club dei lettori in cerca di felicità

Iniziamo la settimana con il Review Party dedicato a una nuova uscita firmata Garzanti Libri.

Si tratta di "Il club dei lettori in cerca di felicità" di Erica Bauermeister, un'autrice che ritorna a emozionare con una storia emozionante e che potrebbe essere la storia di ogni lettore. 


 Il club dei lettori in cerca di felicità

 di Erica Bauermeister

 Editore: Garzanti Libri
Prezzo: € 18,60
Pagine: 276
Titolo originale: No Two Persons
Traduzione di: Sara Caraffini

 Può un libro cambiare tante vite diverse? Il profumo di un giardino, una barca nascosta tra gli scogli, una madre che si volta a guardare il figlio. Immagini che si levano dalle pagine e si avvinghiano al cuore di chi posa gli occhi su Theo, romanzo d’esordio della giovanissima Alice. Quando finisce nelle mani di Lara, assistente di redazione di una casa editrice, le permette di ritrovare la passione per il lavoro; Rowan, l’attore che presta la voce all’audiolibro, ci trova un nuovo slancio vitale; Juliet, che ascolta Theo narrato da Rowan, si riscopre innamorata di suo marito. Theo aiuterà anche Saylor a districare i nodi del proprio passato, Nola a ritrovare la strada, e poi ancora William ad accogliere la memoria della persona che ha amato di più… Forse è proprio questo il compito di una scrittrice. Solo che Alice, ora, non riesce più a scrivere. Prima, le storie la raggiungevano spontaneamente. Dove sono adesso? Ci si può dire scrittori se si è destinati a scrivere un romanzo solo? Alice non lo sa. Ma non sa nemmeno che il suo romanzo ha raggiunto così tante persone e donato loro un pizzico di felicità. Forse, se sapesse quanto hanno viaggiato le sue parole, capirebbe che la letteratura è proprio questo: uno scambio infinito tra chi scrive e chi legge. Perché chi legge un libro lo ha scritto per metà. Alice non ne ha idea, ma i suoi lettori la aiuteranno a trovare la forza di ripartire.

Erica Bauermeister si è fatta conoscere con La scuola degli ingredienti segreti che, grazie al passaparola, è diventato un bestseller internazionale. Da allora i suoi romanzi hanno conquistato i lettori di tutta Italia. Con questo libro ha deciso di raccontare proprio loro: i lettori. Perché ogni libro, ogni opera, cambia attraverso la lente dell’esperienza di chi lo legge. I libri sono vivi ed è così anche grazie a noi. E noi, nei libri, possiamo cercare, quasi sempre sicuri di trovarla, la felicità.




La storia è quella di un libro che fin dalla sua stesura entra a far parte della vita di diverse persone in maniera determinante.
Inizia con quella dell'autrice Alice, che ama scrivere anche se non è il destino che i suoi genitori vorrebbero per lei. Dopo un grave incidente, come comprensibile, impiega un po' per ritrovarsi, con il tempo e il supporto giusto riesce a tirare fuori la storia che ha nella mente e nel cuore e a dare il vita al suo primo libro "Theo", che dopo una serie di rifiuti trova finalmente l'editore che è deciso a pubblicarlo.
Da qui, l'attenzione si sposta dalla vita di Alice a quella di Lara, assistente di un'agenzia letteraria che rimane folgorata da "Theo", ci si ritrova fin dalle prime frasi e da buona intenditrice abituata a leggere tanti manoscritti capisce subito che questo merita decisamente una possibilità. Così inizia il viaggio di questo libro, che in modo diverso e di capitolo in capitolo fa la sua comparsa nella vita di vari personaggi che aprono una finestra sul loro quotidiano e sul loro vissuto. "Theo" risulta stregare e essere compatibile con diverse sfumature di momenti di vita di persone slegate tra loro e che non si conoscono, quello che d'altronde succede nella vita reale con i libri. In qualche modo riescono, e anche spesso in maniera casuale, a toccare l'animo di tantissime persone in maniera diversa, lasciando un'impronta mai uguale nell'animo di chi li legge o se li ritrova tra le mani.
Il messaggio che l'autrice lascia è davvero comprensibile per chi ama la lettura ma arriva anche a chi è capitato di essere catturato da un libro in particolare in una fase specifica della propria vita. 
Un libro può piacere, si può odiare, può far riflettere e mostrare punti di vista mai considerati o può essere la svolta, la spinta che si sta aspettando da tanto tempo. Le emozioni che i libri riescono a scaturire nel lettore sono davvero infinite e la Bauermeister in questa sua ultima fatica cerca di descriverne alcune dimostrandone la potenza.
Le storie che vengono descritte forse le ho trovate troppo brevi, a tratti ho sentito la mancanza di tempo per riuscire a familiarizzare davvero con alcuni dei personaggi che si susseguono e appassionarmi a loro come loro riescono a lasciarsi appassionare da "Theo". La lettura scorre davvero in maniera fluida e l'autrice, come anche in passato, dimostra la voglia di racchiudere in un unico volume tanti mondi, molteplici voci legate da un filo sottile, in questo caso rappresentato da un oggetto, o come nei libri precedenti da un luogo.
Un romanzo contemporaneo ben scritto, con eleganza tocca sentimenti reali e mette in luce la positività della lettura e il meraviglioso percorso che spesso fanno i libri, tre diamantini e mezzo la mia valutazione finale. Lo consiglio se cercate una lettura suggestiva ed emozionante.

Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Camomilla alla vaniglia con miele
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: Dai 15 anni
Sito dell'autrice: Erica Bauermeister


Buona lettura.


    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 12 gennaio 2024

Recensione: Sua eccellenza perde un pezzo

 

Sua Eccellenza perde un pezzo 
di Andrea Vitali

Editore: Garzanti
Prezzo Cartaceo: €18,60
Prezzo e-book: €9,99
Pagine: 304

I fratelli Venerando e Gualtiero Scaccola sono titolari dell’omonima forneria a Bellano. Tirati su a pedate dal padre panettiere, conoscono solo il piccolo mondo del forno e dell’abitazione al piano di sopra. Si alternano in negozio con un sincronismo perfetto, che però inizia a cedere la mattina del 7 aprile 1930. Quel giorno, infatti, bussa alla porta del loro tran tran la lettera in cui il segretario del sindacato panettieri di Como chiede una mano per l’idea che gli è venuta: organizzare una gita in battello degli iscritti comaschi in quel di Bellano per celebrare l’anniversario della fondazione di Roma. E il mondo degli Scaccola sembra andare a gambe all’aria. Passare la missiva, con le relative incombenze, al segretario comunale, non li mette al riparo. Perché quello che si insinua nella loro quiete attraversa con la forza di un’onda irresistibile il cuore di Gualtiero, che ora smania per avere dalla vita tutto ciò che il lavoro gli ha impedito di godere. Ma in quella tiepida primavera sembra abbia iniziato a palpitare anche il cuore del carabiniere Beola, da qualche tempo osservato speciale del maresciallo Maccadò, preoccupato che il giovane non commetta sciocchezze violando il regolamento dell’Arma. Anche il maresciallo però dovrebbe stare attento, perché indispettire la moglie Maristella potrebbe rendergli la vita difficile. E finalmente arriva il gran giorno dei panettieri a Bellano, impreziosito dal Federale di Como in persona, che vorrebbe saperne di più di quel paese turbolento dove non si riesce a tenere in piedi una sezione del Partito neanche a piangere. Ma niente, dev’esserci qualcosa nell’aria che fa andare tutto storto, perché sul più bello un furto, che parrebbe inspiegabile, finisce per agitare acque già fin troppo mosse.

In Sua Eccellenza perde un pezzo, le inquietudini della Bellano di Andrea Vitali si mescolano con le morbidezze del paesaggio lacustre, creando quella magica combinazione che ha conquistato il maresciallo Ernesto Maccadò e affascina da sempre i suoi lettori.



Premetto che non avevo mai letto nulla di Andrea Vitali prima d’ora e devo dire che è stata una piacevole sorpresa. 

Mi aspettavo un libro diverso, una storia diversa. Eppure Vitali è riuscito a conquistarmi con una storia apparentemente semplicissima, quella di due panettieri della Bellano degli anni ‘30, le cui vite si intrecciano a quella della vedova Venturina Garbati, del carabiniere Beola e dei suoi superiori Misfatti e Maccadò. Gualtiero e Venerando Scaccola sono due fratelli che non hanno mai visto nè conosciuto altro al di fuori della panetteria tirata su da loro padre, nella quale continuano a lavorare alternandosi a turno, mentre uno lavora l’altro dorme. Così per tutta la vita: dormire, mangiare, lavorare. Nient’altro era contemplato nella loro routine, finché non ricevono una lettera altisonante dal sindacato dei panettieri che la interrompe bruscamente. I due fratelli decidono che quella lettera va portata alle autorità, così Gualtiero, di buona leva si dirige dal Fizzolati, messo comunale di Bellano. 
Da quel momento, cambia tutto: fuori dalla panetteria e dal loro appartamento esiste un mondo da scoprire, e Gualtiero Scaccola decide finalmente di viverlo. 
In parallelo la storia del Beola, che sembra essersi infatuato della bella vedova Venturina Garbati. Per questo motivo il suo superiore Ernesto Maccadò decide di tenerlo d’occhio e farsi comunicare dal Misfatti i pettegolezzi che sua moglie, soprannominata l’appuntata, recepisce sulla donna e sul giovane carabiniere. Sarebbe un peccato per lui perdere un così buon elemento. 
Tutta la storia gira però intorno alla gita dei panettieri e soprattutto alla presenza del Federale, Briga Funicolati Gariboldo: tutto deve assolutamente essere perfetto. Ma si sa, quando serve che tutto sia impeccabile la sfortuna e gli imprevisti vengono a bussare alla porta. Così quella giornata speciale si trasforma in qualcosa terribile per alcuni dei personaggi coinvolti e si conclude con la scomparsa di un oggetto estremamente prezioso per il Federale. Un bottino succulento per qualcuno dei cittadini che assisteva in piazza. 

Andrea Vitali dà uno spaccato della Bellano degli anni ‘30 davvero interessante. 
A tratti in modo estremamente comico, ha reso interessante una vicenda semplice mostrando diverse sfaccettature della vita dei tantissimi personaggi coinvolti. 
Piacevolissimo da leggere, ricco di parole dialettali, di con discorsi diretti che si trasformano fino a sembrare quasi pensieri e personaggi descritti implicitamente attraverso i loro comportamenti.

Davvero consigliato! 

Leggerò presto qualche altro caso del commissario Maccadò e della sua Bellano. 

Durata totale della lettura:  Quattro giorni
Bevanda consigliata: Caffè macchiato 
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni


      "Un sacco di cose, e solo belle. La gente, i colori, i profumi, le…le…le cose… nel senso degli alberi, le panchine, le montagne, il cielo… come glielo doveva dire la… la libertà ecco, e poi ancora, insomma, quella parola gli veniva difficile dirla però… era la cosa più bella, mai immaginata prima d’allora. Roba da toglierti il sonno e stringerti lo stomaco in una morsa!"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 8 gennaio 2024

Recensione: La malizia del vischio



 La malizia del vischio

 di Kathleen Farrell

 Editore: Fazi Editore
 Prezzo: €18,50
 Pagine: 240
Titolo Originale: Mistletoe Malice  
Traduzione: Stefano Bortolussi
 

 Nella sua prima traduzione italiana, La malizia del vischio di Kathleen Farrell è un irriverente romanzo a sfondo natalizio che combina deliziose atmosfere rétro, spietate battute al vetriolo e una sfilata di personaggi in cui ogni lettore ritroverà qualcosa di sé – e del proprio Natale in famiglia. In una località sulla costa del Sussex, una famiglia si appresta a riunirsi nella dimora dell’anziana matriarca per trascorrere le festività natalizie. Fuori soffia un vento freddo, la neve comincia a cadere e la tirannica padrona di casa è pronta ad accogliere la sua ribelle nidiata. A mano a mano che arrivano gli ospiti, ognuno con il suo carico di segreti, risentimenti e drammi personali, l’atmosfera si scalda: il fuoco viene acceso, lo sherry versato, i regali incartati e gli artigli affilati. Molte sono le tensioni nascoste che strisciano silenziose per i corridoi della grande casa: la nipote Bess, che vive con la zia, asseconda tutti i suoi capricci ma in realtà fantastica di fuggire; la figlia Marion è bersagliata dalla madre per il fatto di essere una donna in carriera e sfoga la propria frustrazione sul malcapitato marito; il figlio Adrian, inadeguato sotto tutti i punti di vista, si presenta a casa della madre ubriaco e pronto a dare spettacolo; il nipote Piers, giovane ambizioso e avventato, si diverte a corteggiare la cugina Bess, del tutto incurante delle possibili conseguenze. E se inizialmente gesti, sguardi e frecciatine sono ammantati dal velo ingannevole delle buone maniere, nell’arco di tre giorni può succedere di tutto, e i membri della famiglia faranno bene a prepararsi a un finale… scoppiettante. 




Il romanzo perfetto da leggere dopo il solito Natale a casa dei parenti. Vi ricordate "Parenti Serpenti" degli anni '80? Ecco immaginatevi una versione inglese della stessa banda di problematiche familiari. 
La capofamiglia Rachel, che da come parla sembra una centenaria ma in realtà non è così vecchia, si lamenta di tutto, ai suoi tempi tutto era meglio, le cose, le persone e soprattutto lei. 
Il figlio Adrian che in passato ha creato parecchi subbugli in famiglia, torna dopo un anno dall'Italia senza un soldo e già mezzo ubriaco. 
La figlia Marion e il marito Thomas non potrebbero essere più diversi tra loro, lei una direttrice hitleriana, pronta a giudicare tutto e tutti, sopratutto l'eccessiva arrendevolezza del marito. 
Anche le due cugine Kate e Bess sono lontane anni luce, Kate appena tornata single per qualche misterioso motivo, abita a Londra mentre Bess che ha quasi 40 anni, non ha mai lasciato quella casa, dá quasi la sensazione di far parte del mobilio. 
A chiudere il gruppetto c'é Piers, il cugino di secondo grado, pieno di sé e pieno di commenti svenevoli verso Rachel. 
Il gruppetto si ritrova a passare le feste natalizie a casa di Rachel, nessuno sembra sopportarsi, anzi provano tutti un gran piacere a punzecchiare gli altri familiari, d'altronde nessuno conosce i nostri difetti meglio della nostra famiglia. 
In particolare Bess e la sua mancanza di polso, sembrano essere il capro espiatorio per tutti soprattutto Piers con il quale c'è un tira e molla di anni a cui lei è romanticamente legata e lui fa finta di esserlo. Se siete stufi di romanzi natalizi mielosi e dalle happy ending, sicuramente questo romanzo è adatto, nonostante non abbia trovato i personaggi particolarmente profondi, sembrano tutti descritti in superficie, tutti cervellotici ed estremamente fastidiosi. 
Un rincorrersi di negatività e litigi, sotterfugi e dolore che non trova né sfogo in una seria litigata, né tantomeno gioia in una riappacificazione. 
Se la vostra famiglia è piena di relazioni tossiche e disfunzionali peró, potreste riconoscere parecchie personalità nonostante il romanzo sia del 1951. 

Durata totale della lettura: 6 giorni
Bevanda consigliata: Vin brulè
Formato consigliato: Cartaceo





"..riflettendo sulle strane abitudini di certe famiglie che si riunivano al solo scopo di tormentarsi e infastidirsi a vicenda 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 3 gennaio 2024

Recensione: Storie giapponesi di paura

 


STORIE GIAPPONESI DI PAURA
di Lafcadio Hearn

Editore: Rizzoli
Prezzo cartaceo: 19 €
Pagine: 256
Traduzione di: Andrea Cassini
Illustrazioni di: Elisa Menini

Il mondo del folklore giapponese è ricco di creature spaventose: apparizioni inquietanti, spiriti, demoni, creature metà animali e metà donne, mutaforma che mettono in comunicazione il mondo dei vivi con quello dei morti. Uno degli aspetti più inebrianti di questo universo è ben spiegato nella prefazione a questo libro da Paolo Linetti, esperto di arte giapponese: “I mostri giapponesi non possono essere definiti ‘soprannaturali’, essi non vengono da un’altra dimensione, occupano lo stesso spazio reale degli umani”. Una caratteristica che il giornalista e professore di origine greco-irlandese Lafcadio Hearn riesce a trasmetterci pienamente: anche oggi le sue selezioni di racconti dal folklore nipponico sono considerate un vero e proprio ponte tra Occidente e Oriente. Questo volume ne raccoglie trentatré di genere spaventoso, con una nuova traduzione di Andrea Cassini, fresca e fedele allo spirito del mito antico giapponese, accompagnate dalle illustrazioni di Elisa Menini, talentuosa fumettista italiana che si ispira alla stilistica ukiyo e manga più tradizionale. Il risultato è un viaggio ipnotico tra vicende inquietanti e seducenti: dal destino straziante della oshidori, l’anatra mandarina, al suonatore di biwa contattato dalle anime dei morti, dalla trappola del Rokuro- Kubi alla maledizione del rospo-donna, e alla leggenda del Mangiatore di sogni. Un viaggio tra parola e immagine unico nel suo genere, un’immersione fantastica nel folklore del Giappone.





Questa raccolta di storie attira l'occhio dei lettori sin dalla copertina, che riporta l'illustrazione di uno dei 33 racconti contenuti al suo interno, sapientemente disegnata dall'illustratrice Elisa Menini. Le illustrazioni della raccolta, infatti - come esplicitato anche nell'introduzione - non sono un mero vezzo estetico accessorio, bensì rappresentano parte integrante delle singole storie, fornendo al lettore una raffigurazione visiva di quanto riportato a parole. 
In merito al contenuto delle storie, se alcune tematiche sono comuni all'essere umano in qualunque zona del mondo si trovi, in quanto vertono su amore, vendetta, fedeltà e promesse, del tutto particolare ne è la narrazione e il messaggio che tali storie paiono voler trasmettere: se infatti nei tradizionali racconti dell'orrore occidentale vi è spesso un intento morale, etico o didattico, tale aspetto è estraneo ai racconti giapponesi, che spaventano per il gusto di far sussultare i lettori, abituando i giovani ascoltatori alla paura come uno dei sentimenti propri dell'esistenza umana. Un ottimo esempio di tale tecnica è, a mio avviso, rappresentato dal racconto "Il cavalca-cadaveri", dove il marito si ritrova letteralmente a dover salire in groppa al cadavere posseduto dell'ex moglie per potersi liberare dalle persecuzioni della donna. 
Inoltre, le creature spaventose dei racconti della raccolta non sono relegate in una dimensione altra rispetto a quella umana, anzi la linea di confine tra i due mondi spesso si confonde e si mescola. In merito a questo punto, basti pensare che nel folklore giapponese coesistono due tipologie di spiriti:
  • ikiryō, letteralmente "spirito vivente", ossia lo spirito di una persona ancora viva che può separarsi dal corpo a causa della rabbia e perseguitare i vivi oggetto di tale astio;
  • shiryō, letteralmente "fantasma morto", ovvero il fantasma di un defunto. Questo termine è utilizzato proprio in opposizione al precedente che identifica l'apparizione di una persona ancora vivente.
La suddetta distinzione è certamente affascinante per il lettore occidentale, tendenzialmente abituato a identificare spiriti e fantasmi solo in associazione a defunti, e la raccolta dedica un racconto a ognuna delle due tipologie. 
Ebbene, arrivati a questo punto, non voglio svelarvi altro sui singoli racconti, che vi invito a leggere con curiosità e attenzione, magari in compagnia per non farvi spaventare troppo!


Durata totale della lettura: quattro giorni
Bevanda consigliata:  the verde giapponese
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 12 anni


"Lo shintoismo, la religione autoctona, popola di vita ed esseri qualunque cosa. Anche gli oggetti inanimati possono prendere vita se caricati di energia. Ecco dunque come per un giapponese del periodo Edo anche un pettine ereditato dalla nonna veniva visto con un certo timore."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 2 gennaio 2024

Recensione: Sussurri

                                         

Sussurri
di Ashley Audrain

Editore: Rizzoli
Prezzo Cartaceo: € 18,50
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 360
Titolo originale: The whispers
Traduzione a cura di: Isabella Zani


 I Loverly, proprietari della casa più lussuosa di Harlow Street, hanno organizzato un pomeriggio di fine estate tra amici: un party favoloso dal primo all’ultimo dettaglio, ma solo fino a quando Whitney Loverly, l’impeccabile padrona di casa, donna magnetica che richiama in egual modo malevolenze e ammirazione, si scaglia urlando contro il primogenito di dieci anni. Una scenata che gela all’istante l’atmosfera festaiola e gli invitati. Nove mesi più tardi, verso mezzanotte, quello stesso bambino cade dalla finestra della sua cameretta ed entra in coma. Whitney gli siede accanto nella stanza d’ospedale satura di apprensione e angoscia, rifiutandosi di parlare con chiunque, compresa la sua migliore amica Blair, di cui non riesce nemmeno a sopportare la vista. I fatti che seguono nei tre giorni successivi, mentre si consuma il dramma del piccolo Xavier, la cui sorte è sospesa in un fermo immagine, stringono il campo sulle famiglie di Harlow Street. In particolare, sulle tre donne che ruotano intorno a Whitney – Blair, Rebecca, Mara – di cui vengono svelati segreti e bugie: sussurri, che a poco a poco s’insinuano sotto la spessa coltre che ha sempre protetto, o meglio coperto, i rapporti di buon vicinato. I sussurri sono le invidie, i desideri, le confusioni, le intuizioni silenziate; e Ashley Audrain si conferma maestra di seduzione nel delineare le paure e la furia delle donne quando diventano madri, quando diventano amiche, ogni volta che scelgono.



Un piccolo centro, un quartiere dove vivono molte famiglie. I vicini si conoscono bene e si frequentano abitualmente. Ognuno con le sue vite, molto diverse tra loro. Un libro narrato al femminile con un'esplorazione della natura umana, delle relazioni, delle paure e delle certezze che possono infrangersi in un secondo.
Whitney è la donna di successo che tutte ammirano, ha tre figli, un bel marito, una società di successo e un rapporto difficile con il primo figlio Xavier che ha poco più di dieci anni. Blair è la casalinga, con una casa modesta, un buon marito e una figlia che adora. È affettuosa, perfetta nella gestione della propria famiglia, ma sempre alle prese con una gelosia che rischia di trasformarsi in odio nei confronti del marito Aiden. Rebecca. Medico, sposata con Ben che adora, vorrebbe tanto avere un figlio ma dopo cinque aborti le sue speranze sono ridotte a un lumicino. E poi c'è Mara, un'anziana donna portoghese che abita in una casa ormai decadente con il marito Alberto. Mara aveva un figlio "speciale" che le manca infinitamente. Le sue giornate sono scandite da una routine ormai consolidata, il bucato, la cucina, i ricordi e... l'osservazione di tutto quello che accade alle sue famiglie vicine. Ma non si intromette mai, osserva e tace e viene trattata quasi con condiscendenza dalle donne che vivono a pochi metri da lei. Ha un appuntamento fisso il giovedì: raccogliere l'aeroplanino di carta che trova nei cespugli che delimitano il suo giardino. 
Un giorno qualsiasi di una settimana qualsiasi accade un incidente: Xavier, il figlio di Whitney, a sera tarda cade dalla finestra della sua cameretta e giace in un letto d'ospedale in coma. Non si sa se se la caverà. Whitney entra in una specie di trance e non si allontana mai dal capezzale del figlio. Blair, sua intima amica (o almeno così lei credeva) cerca di starle vicina ma Whitney la allontana, non la vuole accanto. Rebecca lavora nell'ospedale dove è stato portato Xavier, ed è proprio lei ad accoglierlo in Pronto Soccorso.
La narrazione si snoda attraverso la visione di ognuna delle protagoniste, delle quali iniziamo a conoscere anche i più intimi pensieri, i rapporti apparentemente saldi che invece si rivelano fragili come cristallo.

Durata totale della lettura: 3 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: una tisana con miele
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 17 anni
Sito dell'autore: Ashley Audrain

  "I vicini, le loro famiglie, gli affetti e le amicizie una storia di donne forti e deboli, felici e disperate."



Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio.

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