martedì 14 marzo 2017

Recensione: il giardino dei musi eterni

il giradino dei musi eterni
di Bruno Tognolini



Editore: Salani Editore
Prezzo cartaceo: € 13,90
Pagine: 272
Titolo originale: il giardino dei musi eterni
Genere: ragazzi

Ginger, una splendida gatta Maine coon, si è appena risvegliata nel Giardino dei Musi Eterni, un tranquillo e fiorito cimitero per animali. Anche lei adesso è un Àniman, uno spirito che fa parte dell’anima del mondo, invisibile agli occhi umani. E la vita coi suoi nuovi amici Àniman – il pastore maremmano Orson, il cane poliziotto Ted, la dolce porcellina d’India Trilly, la sacra tartaruga Mama Kurma e decine d’altri – trascorre felice, fra tuffi nella pioggia per diventare immense nuvole animali, corse nel vento in cui si scambiano la pelle, canti notturni con le rane del canale, e visite di un’umana un po’ speciale, la loro amata Nonnina. Ma oscure minacce incombono: le misteriose sparizioni dei fratelli, le lugubri ricerche dell’ambiguo Custode, alcuni strani peluche dei bambini in visita, che hanno sguardi quasi vivi, inquietanti… In questo romanzo mai come prima Bruno Tognolini- due volte premio Andersen - ha raccolto e fuso mirabilmente i temi che più gli sono cari con la creazione di un mondo perfetto di felicità e innocenza in una storia dal ritmo cinematografico e con un sapiente uso di una lingua piena di invenzioni e di poesia. Un grande messaggio ecologico, e soprattutto spirituale, sulla natura del mondo: non annoiarsi mai di essere se stessi.





Ginger è una splendida gatta Maine Coon che si ritrova in uno strano giardino, insieme a strani animali, in una stramba situazione…
La micia è una sveglia, per cui non ci impiegherà molto a capire che è morta, e che si ritrova in una sorta di cimitero per animali, appena fuori dalla città in cui abitava prima con i suoi umani.
Dopo un primo momento di smarrimento, Ginger assaporerà le nuove gioie della sua condizione di Animàn (Anima Animale), non senza qualche piccolo rocambolesco pasticcio.
Imparerà che i vecchi asti tra razze, lì nel giardino, non esistono e che cani, gatti, uccellini, tartarughe, topi, scimmie, porcellini d’india (e chi più ne ha più ne metta!), vanno d’amore e d’accordo…”perché tutti sono uno e uno è tutti!”.
A turbare la serenità del giardino, sono le misteriosi sparizioni di alcuni Animàn e lo strambo frugare dell’antipatico custode tra le tombe di alcuni di essi.
In più, è vero che il Giardino verrà demolito per far spazio ad un condominio? Saranno le 3 cose collegate?
E come mai il pittbul del custode riesce a percepire gli Animàn pur non essendo un Saltafossi (ovvero una persona o animale che riesce a vedere e parlare con gli Animàn)?
A queste domane tenteranno di dare risposta la gatta Ginger, insieme alla task-force (la Ficcamusi) per far si che la pace ritorni nel loro amato Giardino. Ma nulla è scontato e i più insospettabili potrebbero rivelarsi diversi da come appaiono.
Bruno Tognolini riesce a creare un mondo davvero fantastico in cui si parla di morte e di eternità nella maniera più poetica e dolce, pur rimanendo veritieri.
Chi ha avuto la fortuna di condividere un pezzo della sua vita con un animale, non potrà che commuoversi e versare qualche lacrima (più di commozione o nostalgia che di dolore…il dolore non appartiene al Giardino dei Musi!) leggendo questo fantastico racconto.
Non manca lo humor, non manca la suspence, non manca il tocco di giallo, non mancano i colpi di scena e il lieto fine… a questo racconto non manca proprio niente. E’ una storia poetica e bellissima che parla di vita, di morte e dell’importanza di lasciare andare…


Tempo di lettura: tre giorni
Bevanda consigliata: Latte caldo e Miele
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 13 anni
Sito dell'autore: Bruno Tognolini
 




"Animanimale, benvenuta! Il Giardino dei Musi Eterni ti saluta!" 



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