mercoledì 12 ottobre 2022

Recensione: Niente di vero



 Niente di vero

 di Veronica Raimo

 Editore: Einaudi
 Prezzo: € 9,90
 Pagine: 176
 

 Prendete lo spirito dissacrante che trasforma nevrosi, sesso e disastri famigliari in commedia, da Fleabag al Lamento di Portnoy, aggiungete l’uso spietato che Annie Ernaux fa dei ricordi: avrete la voce di una scrittrice che in Italia ancora non c’era. Veronica Raimo sabota dall’interno il romanzo di formazione. Il suo racconto procede in modo libero, seminando sassolini indimenticabili sulla strada. All’origine ci sono una madre onnipresente che riconosce come unico principio morale la propria ansia; un padre pieno di ossessioni igieniche e architettoniche che condanna i figli a fare presto i conti con la noia; un fratello genio precoce, centro di tutte le attenzioni. Circondata da questa congrega di famigliari difettosi, Veronica scopre l’impostura per inventare se stessa. Se la memoria è una sabotatrice sopraffina e la scrittura, come il ricordo, rischia di falsare allegramente la tua identità, allora il comico è una precisa scelta letteraria, il grimaldello per aprire all’indicibile. In questa storia all’apparenza intima, c’è il racconto precisissimo di certi cortocircuiti emotivi, di quell’energia paralizzante che può essere la famiglia, dell’impresa sempre incerta che è il diventare donna. Con una prosa nervosa, pungente, dal-l’intelligenza sempre inquieta, Veronica Raimo ci regala un monologo ustionante.




Non conoscevo Veronica Raimo prima di leggere questo romanzo e credo sia perfetto da leggere per primo per conoscerla meglio. 
La storia infatti è proprio la sua, dalla sua nascita al giorno d'oggi ripercorriamo i punti salienti, e non, della crescita sua e della sua famiglia. Le dinamiche familiari sono contemporaneamente adorabili e divertenti e disegnano da subito, dalla prima telefonata della mamma a casa delle amiche, uno scostamento dell'immaginario della famigliola felice che si presenta all'esterno con le reali vicissitudini di ognuno. 
Una mamma estremamente apprensiva, un padre ligio al dovere e per qualche ragione, all'erezione di muri interni, un fratello intelligente che istiga il confronto con questa bambina nella media. Veronica ci racconta tutto in un monologo sarcastico, spietato, divertente e in qualche modo tenero. I due bambini vengono iniziati alla noia già da piccoli, questo fa si che inventino dei mondi nella propria testa. 
Veronica inventa Veronika e alle volte inventa anche sé stessa. Anche in età adulta, infatti, crea una sfilza di immagini diverse di sé, una per la madre, una per le case editrici, una per quando vuole convincere sé stessa di qualcosa. 
Quale sia la reale e la finzione non si sa, lei stessa non saprebbe spiegarlo. 
La scrittura è molto scorrevole, semplice limpida e comune. Potrebbe sembrare un libricino leggero e divertente e in parte lo è ma allo stesso tempo è un bel disegno di uno spaccato della vita di una famiglia, le debolezze di ognuno, le realtà che ci troviamo a vivere crescendo e come quella vocina nella nostra testa funzioni. 
Mi è piaciuta molto la finta superficialità e accettazione agli eventi della vita, la morte, il tradimento, come se a primo acchito sembrino scivolarle addosso ma che poi si ripresentano in qualche modo nel suo futuro.
 Ultimamente si parla molto di retelling, ecco questo romanzo mi è sembrato il retelling che l'autrice crea della propria giovinezza, in chiave ironica, a tratti può sembrare ruvida ma sicuramente onesta. Chissà quale sia però la realtà, lei stessa lo ammette con le parole di Rosa: "Una storia è un concetto ambiguo".

Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Succo al melograno
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 13anni


"Nella mia famiglia ognuno ha il proprio modo 
di sabotare la memoria per tornaconto personale."


martedì 11 ottobre 2022

Review party: I nostri cuori perduti

 Un Review Party che consiglio tantissimo! 

                Vi piacciono i distopici? Ecco, questo è inquietantemente vicino alla realtà! 

Un bambino senza mamma, una Paese che non accetta gli asiatici, una legge che discrimina palesemente, una fuga, un segreto...insomma un romanzo assolutamente da leggere!





 
I nostri cuori perduti
di Celeste Ng

 Editore: Mondadori
 Prezzo Cartaceo: € 20.00
 Pagine: 384

Bird è un ragazzino di dodici anni che vive a Cambridge, Massachusetts, con suo padre, un ex linguista ora impiegato nella biblioteca universitaria di fronte a casa. Sua madre, Margaret, una poetessa di origini cinesi, li ha abbandonati quando lui aveva solo nove anni in circostanze misteriose, dopo che una sua poesia è diventata il manifesto dei dissidenti contro le leggi in vigore. Leggi autoritarie, volte a preservare "la cultura e le tradizioni americane", a bandire i libri o le forme d'arte non allineati, e a "ricollocare" i figli dei soggetti sovversivi. In questo clima di paura, Bird sa che non deve fare domande; è cresciuto rinnegando sua madre e le sue poesie, ma quando riceve una lettera al cui interno c'è un foglio cosparso di minuscoli gatti disegnati, capisce che si tratta proprio di un suo messaggio in codice. Inizia così l'affannosa ricerca per ritrovarla. Partendo dalle storie che lei gli raccontava da piccolo, attraverso una rete clandestina di bibliotecari che aiuta le famiglie dei bambini rapiti, Bird approda a New York, dove un estremo atto rivoluzionario può cambiare il futuro per sempre. Come "Il racconto dell'Ancella", "1984" e "Fahrenheit 451", "I nostri cuori perduti" è una metafora di come le comunità all'apparenza avanzate ignorino l'ingiustizia più palese. Un perfetto capolavoro distopico, che racconta il coraggio di vivere in tempi bui con il cuore intatto. E un testamento prezioso sul potere intramontabile dell'amore, della letteratura e della speranza.





Un distopico veramente e inquietantemente vicino alla realtà. 
Ci troviamo in America, quando Bird/Noah cresce col padre poiché la mamma li ha abbandonati. Non si sa davvero il motivo che l'abbia spinta a tale gesto, Margaret era una poetessa di origine cinese mentre il padre è un linguista che ora lavora come bibliotecario e sembra vivere nascondendosi, senza esporsi mai, così come insegna al figlio. Nel Paese vige la PACT, Preserving American Culture and Traditions una legge stabilita dopo la Crisi più profonda della storia per assicurare alla giustizia coloro che possono sembrare filo cinesi. 
La legge non solo porta a atti di violenza contro ogni soggetto asiatico del paese ma toglie i figli ai genitori che vengono denunciati. Per filo cinese si intende di tutto, il vicino che ti accusa di non aver appeso la bandiera americana o aver scritto un articolo contro i PACT. L'indottrinamento è tale che la scuola insegna solo i pro della legge, e le persone guardano dall'altra parte quando un asiatico viene colpito. Bird cresce sotto una campana di vetro, senza avere conoscenza del motivo di fuga della madre, senza ricevere risposte dal padre e con la scuola e i vicini che lo controllano costantemente. Questo finché riceverà una lettera con tanti gatti, senza mittente e spiegazioni ma in lui l'inizio di un ricordo comincia a formarsi. Il bisogno di conoscere di più, di avere delle risposte lo porterà a investigare quei ricordi e tutte le storie che la mamma gli raccontava crescendo. 
Non posso raccontarvi altro perché altrimenti vi dico troppo ma vi posso dire che il romanzo è davvero bello. Il mondo che l'autrice crea è allo stesso tempo surreale e estremamente vicino alla realtà. Le ingiustizie e gli atti di violenza razzista nei confronti del diverso sono all'ordine del giorno nel nostro mondo e la nota dell'autrice ci spiega come i tanti piccoli atti di ribellione alla dittatura siano ispirati a reali gesti capitati in periodi di guerra nel mondo.
La mamma di Bird diventa paladina e fautrice delle ribellioni senza realmente volerlo, anche questo può succedere molto facilmente come stiamo vedendo ogni giorno al telegiornale. Il romanzo mi ha commossa per la forza descrittiva dei sentimenti materni e familiari, le famiglie che hanno perso i figli e i loro ricordi mi hanno spezzato il cuore così come il decidere di non perderne la memoria. 
Importante il vedere come New York che per la ragazzina Margareth è la patria della libertà e del fatto che nessuno ti guardi e giudichi, diventi poi il fulcro della ribellione e del tentare di far alzare quegli occhi impegnati e distanti. Un libro che mi è piaciuto davvero tantissimo e consiglio a tutti. 
Una lezione su disuguaglianze e ingiustizie ma anche sull'importanza del ribellarsi allo status quo poiché potremmo essere il prossimo bersaglio. 
Una lezione poi sull'amore di una famiglia e ancor più di una madre che non lascerebbe nulla di intentato per evitare un dolore al figlio. Bellissimo, sarebbe bellissimo se ci fosse anche un seguito, lo leggerei subito!

Durata totale della lettura:
 Tre giorni

Bevanda consigliata:  Succo all'albicocca
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni

Non dimenticate di leggere anche le altre tappe del Review Party :)



" C’era sempre qualcuno che lo teneva d’occhio. 
C’era sempre qualcuno che voleva controllare."


    

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 10 ottobre 2022

La Biblioteca dei Bimbi: Le mani, Signor Panda







Le mani, Signor Panda
testi e illustrazioni di Steve Antony

Editore: ZOOlibri
Prezzo cartaceo: € 16,00
Pagine: 32
Formato:
 25,9 x 26,5 cm
Genere: amicizia, igiene


Ecco il Signor Panda! è pronto a distribuire ciambelle per tutti, ma sembra che ci sia un po’ di confusione, gli amici animali non si ricordano di lavare le mani! Un altro colpo a segno per Steve Antony è il suo Signor Panda, che con gentilezza e simpatia rimette ordine nelle buone maniere!




Ieri mi è arrivato un pacco Zoolibri (yay!) e con mia grandissima sorpresa e gioia, dentro ho trovato questo meraviglioso libro!
Lo ammetto, probabilmente alla Zoolibri si ricordano che AMO il Signor Panda e mi hanno voluto far felice!!

Il Signor Panda vuole dare delle ciambelle (vi ricorda qualcosa?), ai suoi amici, ma non prima che si siano lavati le mani. E perché mai? Si chiedono gli amici animali.
Il Signor Panda saprà spiegare loro il motivo, anche perché questi simpatici amici sono un po’ pasticcioni e non hanno capito molto bene ergo si puliscono tutto, fuorché le mani!!

Una piccola grande storia sulla necessità di lavarsi le mani soprattutto dopo aver giocato all'aperto, dopo aver usato il bagno, dopo aver starnutito o tossito e prima di mangiare.
Delle semplici piccole regole per ricordarci dell’importanza di tenere le mani belle pulite! In un'epoca in cui è estremamente importante lavarsi le mani, questo è un ottimo strumento per insegnare questo concetto ai bambini in un modo divertente e memorabile.

Mi sono piaciuti tanto i piccoli spunti ai libri precedenti di questa serie (le ciambelle) e la battuta finale dell'ultima pagina (qualcuno si dimentica di dire una parola magica!).
Breve, dolce, divertente e sempre sul pezzo. Adoro il Signor Panda!
(Grazie Steve Antony e grazie ZooLibri!!!)

Bevanda consigliata: Succo all'Arancia
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 3 anni
Sito dell'illustratore: Steve Antony




"Ciao Lemure, ti sei lavato le mani?"
"No, signor Panda. Però mi sono lavato la coda!" 



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 7 ottobre 2022

Recensione: L'alchimista imperfetta



 L'alchimista imperfetta

 di Naomi Miller

 Editore: Piemme
Prezzo: € 19,90
 Pagine: 432
Titolo originale: Imperfect Alchemist

 Inghilterra, 1573: in un mondo già illuminato dalla luce del Rinascimento, ma in cui ancora si dà la caccia alle streghe, la piccola Rose è figlia di una madre accusata di stregoneria, e per lei la vita sembra avere in serbo solo povertà e amarezza. Finché non avviene qualcosa che cambierà per sempre il suo destino: approda, come domestica, nel grande castello dei conti di Pembroke, regno della contessa Mary Sidney Herbert. Mary è una nobildonna, ma non una qualsiasi: amica della regina, mentore di un giovane poeta sconosciuto chiamato William Shakespeare, grande appassionata di letteratura e, cosa inaudita per i tempi, di scienza, Mary ha un segreto. Un vero e proprio laboratorio di alchimia, allestito nel suo palazzo, dove trascorre ore di studio ed esperimenti. E quando Rose si affaccia nella sua vita, Mary - che da tempo desidera una figlia che non arriva - la istruirà, insegnandole l'amore per lo studio. La loro amicizia, cementata dall'interesse proibito per la scienza, diventerà la cosa più importante: il modo per salvarsi dall'oscurità dei tempi, e lasciare la loro traccia nella Storia. Un romanzo raffinato ed emozionante, che racconta il personaggio, realmente esistito e ingiustamente dimenticato, di Mary Sidney Herbert, la contessa alchimista, ma è anche un affresco di un'epoca affascinante, l'era Tudor, magnifica nelle sue luci e nelle sue molte ombre.




Ho voluto questo libro appena visto, la copertina è davvero una delle più belle pubblicate ultimamente e fa subito entrare nell'atmosfera che circonda le vicende che vengono descritte.
Siamo nell'Inghilterra del 1600, pieno regno dei Tudor e due donne sono le protagoniste principali, Rose, nata da una famiglia molto modesta, cresce vedendo la madre aiutare gli altri in segreto grazie alla sua bravura con le piante e additata come strega per questo motivo, ha il dono di saper cogliere l'anima di quello che la circonda e di rappresentarlo fedelmente attraverso i suoi disegni. Mary, nata nell'agio e da poco introdotta alla corte della regina Elisabetta viene data in moglie giovane ad un uomo molto più grande e che spera tanto in un futuro erede, la sua forza risiede nell'amore per la letteratura e la poesia. Una cosa le unisce nel pronfondo, l'alchimia, una scienza inizialmente sconosciuta ad entrambe ma che appare nelle loro vite prima di conoscersi e destinata a farle incontrare.
L'alchimia, una scienza antenata della chimica moderna, negli anni passati si è ammantata di fascino e leggende ed è quella scintilla che ci mostra il vero volto di Rose e Mary. Il mondo esoterico e in generale la sapienza del saper sfruttare quello che la natura offre, trasformandolo e creando meraviglia ad ogni esperimento mi ha sempre affascinato tantissimo.
Leggendo i loro punti di vista mi sono affezionata sempre di più a queste due personalità femminili che evolvono ognuna nella propria realtà e in modo diverso, ma entrambe spiccano in un mondo estremamente maschilista e dove la donna è relegata in una "scatola". Ho amato particolarmente la voce di Mary, la voce di una donna anticonformista, amante delle arti e che non si accontenta del ruolo che la società le assegna e brucia, brucia forte. La storia vera in questo caso sarà stata anche cambiata ma l'autrice offre un'alternativa che non mi è dispiaciuta affatto e anzi questo volume è il primo di una serie alla quale la Miller sta lavorando, tutta dedicata a figure femminili di spicco proprio di questa epoca storica e inutile dirlo che non vedo l'ora di leggerli tutti.
Un romanzo che ha saputo davvero catturarmi e un'ambientazione storica per la quale ho un debole da sempre. Una storia come non ne leggevo da tempo, con una scrittura scorrevole ed elegante nonostante la densità di avvenimenti che vengono descritti, riflesso della vita di una donna realmente esistita eppure conosciuta molto poco e amo quando un libro va oltre al semplice intrattenimento e porta l'attenzione su personaggi meritevoli di nota e memoria. Consigliatissimo!

Durata totale della lettura: Sei giorni
Bevanda consigliata: Latte e cioccolato
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: Dai 16 anni
Sito dell'autrice: Naomi Miller


"Inghilterra, 1600.
Una contessa che osò essere una scienziata.
L'incredibile storia di una donna fuori dagli schemi.
Mia madre era una strega. O almeno così dissero quando la trascinarono via.
Ma per me era vera solo una cosa: lei era il centro del mio universo.
Avevo nove anni e la mia vita cominciò quel giorno."


    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 6 ottobre 2022

Recensione: Due settimane in settembre



Due settimane in settembre
di R.C. Sherriff

Editrice: Fazi
Prezzo cartaceo: 
€ 18,50

Prezzo Ebook:
 € 9,99
Pagine: 352
Genere: Narrativa moderna

Ecco a voi la famiglia Stevens, intenta a prepararsi per la consueta vacanza annuale sulla costa inglese. I coniugi Stevens hanno visitato Bognor Regis per la prima volta durante la luna di miele e, da allora, questo viaggio è tradizione: ogni anno, accompagnati dai tre figli, alloggiano nella stessa pensione e seguono lo stesso programma accuratamente affinato. La pensione Vistamare è sempre più dimessa, ma che felicità prenotare una cabina in spiaggia un po’ più grande del solito e riscoprire dei luoghi tanto cari! Il signor Stevens torna riposato dalle passeggiate solitarie in cui riflette sulla propria vita, non priva di delusioni e rimpianti; la signora Stevens fa tesoro di un’ora trascorsa seduta in silenzio con il suo bicchiere di porto; la ventenne Mary assaggia il romanticismo per la prima volta; il giovane Dick evade dal malessere in cui è sprofondato con l’ingresso nel mondo del lavoro; il piccolo Ernie ha l’occasione di coltivare la sua passione: i treni e le stazioni. Ognuno, in famiglia, si gode questo breve idillio assaporando la vacanza momento per momento, consapevole che le cose potrebbero non essere le stesse, il prossimo anno.
Nella sua prima traduzione italiana, Due settimane in settembre è un vero e proprio toccasana: una lettura in grado di sollevare lo spirito, dalla quale non si può che uscire con il sorriso sulle labbra. Bestseller all’epoca della pubblicazione, oggi riscoperto ed elogiato a livello internazionale, è un romanzo straordinario che celebra i piccoli piaceri della vita ordinaria.

«Il romanzo più confortante e pieno di vita che mi venga in mente. La meravigliosa dignità della vita di tutti i giorni è stata raramente catturata in modo più delicato».
Kazuo Ishiguro

«Il miglior libro che io abbia scoperto durante la pandemia».
Tracy Chevalier

«I più semplici, veri e commoventi scenari domestici: il signor Sherriff, aiutato da un occhio attento e un umorismo sottile, trionfa nel trasformare la quotidianità in qualcosa di emozionante, adorabile e curiosamente eccitante».
«The Sunday Times»

«Un’assoluta delizia dall’inizio alla fine. La tenera analisi delle dinamiche familiari e la semplice gioia che ciascuno dei personaggi prova in quello che per loro è il momento più importante dell’anno fanno di Sherriff un maestro senza rivali della quotidianità. Un romanzo che incanta».
«The Paris Review»

«Un piccolo capolavoro».
«Sunday Express»
«Financial Times»

«Questo libro vivace e appassionante è impregnato di dettagli storici rimanendo sempre contemporaneo nelle tematiche. Harper narra questa storia coinvolgente con convinzione e spirito».
«The Guardian»




Dopo un lungo anno di lavoro le vacanze estive arrivano sempre come un premio, un miraggio fatto di mare e di tranquillità dove è possibile dismettere i vestiti da lavoro e indossare scarpe di tela e cappello. Per la famiglia Stevens è il momento di partire per la consueta settimana a Bognor Regis e come ogni anno fervono i preparativi: una lista puntuale assegna i compiti ad ogni componente in modo da non dover tralasciare nulla. Da un anno all'altro ci sono dettagli nuovi che saltano all'occhio durante il viaggio in treno o nella casa che da sempre li ospita. Ma anche loro stessi sono cambiati rispetto all'estate precedente. R.C. Sherriff con delicatezza ritrae una normalissima famiglia borghese inglese nel suo momento di pace: Due settimane in settembre permette al lettore di cogliere le sfumature di ogni personaggio libero da ogni costrizione lavorativa e scolastica, quando l'animo si sente libero di esprimersi. Ecco quindi che il signor Stevens ritroverà la pace passeggiando in solitudine, la figlia maggiore invece riuscirà a vincere la timidezza allontanandosi dagli occhi vigili di sua madre esplorando le sfacettature dei primi amori, il figlio più grande capirà che l'insoddisfazione sul suo posto di lavoro dipendeva dal suo essere troppo rigido e la signora Stevens amerà la sua ora in solitudine libera di far vagare la mente oltre le faccende quotidiane. Ognuno a modo suo esplorerà sé stesso e i propri sentimenti, ritornando a casa con un animo nuovo e nuove energie positive.

Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: Tè alla menta
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: Dai 16 anni


"Una vacanza estiva dai colori pastello."

    
                                

                                         Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

mercoledì 5 ottobre 2022

Recensione: Mussolini ha fatto tanto per le donne!



 Mussolini ha fatto tanto per le donne!

 di Mirella Serri

 Editore: Longanesi
 Prezzo: € 19
 Pagine: 272
 
 Mussolini amava le donne. E per questo aveva creato per loro un prototipo ideale a cui dovevano strettamente adeguarsi: l’angelo del focolare, la moglie devota che sostiene il marito e consacra la sua vita alla riproduzione. Qualora una donna, però, proprio non fosse riuscita a sposarsi avrebbe dovuto lavorare per servire il suo Paese, magari come stenografa, dattilografa, venditrice di macchine da cucire, grata di ricevere la metà dello stipendio di un collega uomo. Certo, poteva anche essere una prostituta, al servizio di ogni necessità fisica dell’uomo fascista. Ripercorrendone la biografia, la Serri si sofferma sui rapporti di Mussolini con le sue amanti, mettendoli a confronto con il femminismo di quegli anni e dimostrando che in realtà non amava per nulla le donne. Amava alcuni dei possibili ruoli femminili, forse. Ma per il resto le temeva. Le aveva viste in piazza, unite nei movimenti per il suffragio, indipendenti e libere grazie ai lavori che avevano ottenuto e agli incarichi che avevano ricoperto durante la Grande guerra mentre gli uomini erano al fronte. E si era sentito umiliato da loro. Aveva sviluppato un’ostilità antifemminile che declinò in leggi e divieti. Le prime norme che emanò appena arrivato al potere furono contro le donne e i progressi da loro compiuti in campo sociale. Inasprì il Codice di Famiglia, per esempio, e modificò anche il Codice Penale, garantendo lunga e prospera vita al famigerato «delitto d’onore». Inaugurò così il maschilismo di Stato. Come denuncia in questo libro Mirella Serri, ancora oggi che sono passati cent’anni dalla marcia su Roma, il maschilismo di Stato del fascismo e il suo tessuto culturale continuano tristemente a condizionarci.




Un libro con un titolo così non potevo farmelo mancare, si capisce chiaramente che il titolo è sarcastico e il romanzo viaggia dalla nascita del fascismo fino all'inizio degli anni Duemila presentandoci tutti i modi in cui viene vista la figura della donna e come le donne stesse siano artefici di alcuni disastri. 
Il testo inizia con l'arrivo di Mussolini all'Avanti e il suo primo incontro con Ana Kuliscioff, la più famosa socialista del tempo, una ribelle russa legata da sempre all'importanza del suffragio universale che nel 1912 comprendeva solo i maschi maggiorenni, che avessero fatto il servizio militare e sapessero leggere e scrivere. Da subito l'idea di Mussolini si distacca da quella della Kuliscioff e Turati e Mussolini non si fa alcuno scrupolo a mentire alla prima per eliminare il secondo. Quello di mentire per scavalcare tutto e tutti diventerá un tratto riconoscitivo nei rapporti tra Mussolini e le donne. Mussolini si basa sul saggio "Sesso e carattere" di Weininger per cui l'inferioritá femminile è genetica, in quanto la donna è dominata solo dalle sue funzioni sessuali e fisiche. Come tale costituisce un attacco alla virilità maschile che li svuota delle proprie energie. Solo le donne meno femminili potrebbero essere più emancipate ma comunque incapaci di essere geniali e inequivocabilmente inferiori all'uomo nella scala sociale. 
L'ebreo poi è anch'esso "femmina" per natura e quindi inferiore al maschio normale, si si lo definiva proprio normale! Il femminismo era ai tempi in continua crescita ma le femministe erano viste come mezzi maschi e incolpate per la mancanza di nascite in Italia. Mussolini non avrebbe voluto manco gli uomini a votare, figuriamoci le donne. Come se non bastassero gli attacchi alle donne da parte degli uomini, ci sono anche scaramucce di potere tra Anna Kuliscioff dedita in tutto alla causa, contro Margherita Grassini e suo marito Cesare Sarfatti e la vanesia che la contraddistingue invece di concentrarsi solo sulla politica. Il fascino del futuro duce però fará colpo anche quando le idee politiche non combaciano. 
Le donne che influenzano le masse e circondano Mussolini sono molte, spicca Argentina Altobelli poi segretaria della Federterra impegnata a ridurre le oltre 15 ore di lavoro al giorno, ma soprattutto Angelica Balabanoff che conosce Mussolini quando è un sudicio disertore ed è proprio lei ad innalzarlo in politica. Chiaramente non poteva prevedere la presa di potere e il tradimento interventista successivo. Proprio lei ci spiega la psicologia dietro la violenza di Benito contro le donne e il suo bisogno di riscatto dalla povertà della nascita. Mussolini vuole lo scontro sempre e non cerca di nasconderlo nei suoi articoli dell'Avanti, le donne che lo circondano gli servono per raggiungere degli scopi che altrimenti risulterebbero complicati. Solo dopo tempo queste si rendono conto di essere usate psicologicamente, finanziariamente e fisicamente. 
La Serri, forte esperta del fascismo italiano ripercorre la lunga lista di donne, femministe e non, che si sono legate anche solo per breve tempo a Mussolini, inconsapevoli del suo reale pensiero e involontarie aiutanti nell'ascesa non solo del duce al potere ma anche dell'ideologia maschilista. Nonostante i tentativi di alcune come la Ida Irene Dalser, di denunciare i vizi e le bugie del duce alla stampa, le accuse non vengono mai pubblicate fornendo un ulteriore sostegno alle sue idee e portando lei alla morte. 
Nonostante l'enorme apporto delle donne e delle femministe dopo lo scoppio della guerra, il pensiero di Mussolini non cambia, la donna non capisce la guerra e non riesce a "vedere al di là del proprio naso". Poteva solo aspettare il ritorno dell'uomo che avrebbe poi creato una nuova società, il fetore dei cadaveri delle trincee sembrava non essere percepito dalle donne. Il duce però non è altrettanto forte di stomaco quando si tratta di far abortire la sciagurata di turno per poi promulgare leggi contro l"aborto. Durante la guerra l'apporto inpagabile delle donne all'economia viene immediatamente dimenticato al ritorno degli uomini dalla guerra, per Mussolini è il momento perfetto per iniziare la sua risalita al potere, forte del totale make over di Margherita che lo aveva fatto diventare esteticamente il duce che conosciamo. Ormai anche questa donna non gli serviva più. 
Quello che inizia ora è la svolta maschilista di ogni ideologia precedente e anche la ferocia del duce soprattutto contro le donne. Viene pubblicato il Dux in Italia e all'estero che delinea i tratti della donna perfetta, inferiore all'uomo, sottomessa, dedita, silenziosa e in attesa. Giovanni Gentile, poi, le rimuove del tutto dal mondo del lavoro. Le donne sono ormai solo fattrici, medagliate in caso di prole numerosa, eliminate da ogni tipo di lavoro o avanzamento, non bastano i facsisti, anche le leggi razziali del 1938 e la chiesa accusano la donna che lavora come illecita e sterile.
Il codice civile fascista che la posiziona in sottomissione all'uomo rimane attivo fino al 1975 ne diminuisce anche lo stipendio. Le donne iniziano una sfilza di violente proteste antifasciste e una miriade di scioperi che porteranno poi al rivendicazione dei diritti. 
Nonostante le leggi verranno cambiate, però, gli stereotipi rimangono nella cultura sociale, la donna che lavora viene sempre vista in cattiva luce, i passi indietro fatti nell'uguaglianza sociale durante il fascismo non sono bilanciati con i passi in avanti degli anni successivi e addirittura attuali. 
Un romanzo scritto in modo semplice e informativo, senza troppe opinioni (che tanto quelle ce le facciamo da soli). Forse mi sarebbe piaciuto leggere di più di come alcuni modelli stereotipati creati negli anni del fascismo si ripropongano tutt'oggi ma il romanzo è incentrato sul maschilismo fino agli inizi del Duemila. Sicuramente mi ha ispirata ad approfondire il periodo successivo. 

Consiglio il romanzo a chi piacciono i libri storici ma anche a chi ha solo studiato la storia a scuola e vuole approfondire un lato del fascismo che per quanto conosciuto è magari meno studiato di altri.

Durata totale della lettura: Dieci giorni
Bevanda consigliata: Qualcosa di forte!
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15anni



"Ma le femministe e le sindacaliste, nel dopoguerra 
appena iniziato, non si sentivano angioletti."

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio


martedì 4 ottobre 2022

Recensione: I dodici segreti

                    

I dodici segreti
di Robert Gold

Editore: Longanesi
Prezzo Cartaceo: € 18,60
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 396
Titolo originale: Twelve secrets


Ben Harper è un brillante giornalista d'inchiesta, uno dei più seguiti nel Regno Unito, eppure il pezzo che gli è stato affidato gli pesa come un macigno sul cuore. L'incarico lo costringe a ripercorrere un evento sconcertante del passato, un dramma che ha scosso l'intera nazione e toccato direttamente la sua famiglia. Sono trascorsi vent'anni da quando nella tranquilla cittadina di Haddley, un sobborgo di Londra attraversato dal Tamigi, il quattordicenne Nick Harper e un suo amico vengono brutalmente assassinati da due coetanee, senza un motivo. All'epoca il fratellino di Nick, Ben, era solo un bambino. La tragedia ha sconvolto la sua esistenza e, irrimediabilmente, quella della madre, che dieci anni dopo si toglie la vita. Lo sfascio della sua famiglia non ha impedito a Ben di rialzarsi, di lottare e di affermarsi brillantemente nel lavoro. Potrà davvero tirarsi indietro ora che al centro della sua nuova inchiesta ci sono le persone a lui più care? Riuscirà a vincere le emozioni e il dolore che riaffiora per ripercorrere quei tragici eventi e dar voce ai tanti dubbi?
A Haddley, aiutato dal sostegno dei vicini, Ben inizia un viaggio nel passato. Un viaggio pieno di scoperte e di verità opache, un crescendo di sospetti che qualcosa sia stato tenuto nascosto per tutti quegli anni... Ben ancora non lo sa, ma a Haddley niente e nessuno è come sembra. Ciascuno ha un segreto. E qualcuno è disposto a tutto pur di mantenere la verità sepolta.


Ben Harper, giornalista di successo ha un rapporto conflittuale con la sua capa ma è uno dei pochi che riesce a tenerle testa. E quando lei le chiede di scrivere un pezzo sulla madre, a 10 anni dalla sua scomparsa, si rifiuta. Non ha nessuna intenzione di rivangare quel passato doloroso. Non vuole pensare alla madre che, apparentemente, si è tolta la vita. 10 anni dopo che era successa la tragedia a Nick e al suo amico Simon, assassinati brutalmente e senza motivo da due ragazzine adolescenti. Ben ha ritrovato una parvenza di normalità nella propria vita. Vive nella casa della sua infanzia a Haddley, proprio dove era successo tutto. Ad accudirlo una coppia di anziani vicini che lo hanno praticamente adottato.
Ma quando iniziano a succedere alcuni fatti che in qualche modo Ben vede legati ai fatti del suo passato e che lo fanno dubitare del fatto che sua madre si sia tolta la vita.... Decide di accettare di scrivere quel pezzo, ma alle sue condizioni. Il pezzo verrà pubblicato solamente quando lui avrà fatto luce sulla morte della madre. Molti sono i segreti che vengono a galla e che lo inducono a svolgere un'indagine personale, nonostante gli avvertimenti della polizia.
Una trama molto intricata dove ogni personaggio si inserisce nel racconto andando a completare la narrazione rendendola a ogni pagina sempre più avvincente. Fino ad arrivare al finale totalmente inaspettato.

Durata totale della lettura: 3 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: limonata fresca fresca
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 16 anni

 

  "Segreti, segreti, segreti.....ma nulla rimane celato per sempre."


Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...