lunedì 21 novembre 2022

Recensione: Puzzle


Puzzle
di Franck Thilliez

Editore: Fazi
Prezzo Cartaceo: € 18,50
Prezzo ebook: € 9,99
Pagine: 422
Titolo originale: Tokyo


Lucas Chardon è rinchiuso in un ospedale psichiatrico e per la prima volta chiede di raccontare come sono andate le cose il giorno in cui la sua vita è cambiata per sempre. Quel giorno, la polizia ha rinvenuto otto cadaveri trucidati in un rifugio. Insieme a loro c’era lui, in lacrime, ricoperto di sangue e privo di memoria. Altrove, Ilan Dieduset riceve una telefonata: è la sua ex ragazza, Chloé. Dice di aver trovato l’ingresso a Paranoia, un ambitissimo gioco di ruolo gestito da un'entità misteriosa: tutti lo stanno inseguendo, ma nessuno conosce le regole. Ilan è stato un giocatore compulsivo, in passato, e la tentazione è troppo forte. Dopo un inquietante processo di selezione, Ilan e Chloé, insieme ad altri sei candidati, vengono convocati in un ospedale psichiatrico in disuso isolato tra le montagne. Regola numero uno: niente di quello che stai per vivere è vero; questo è un gioco. Regola numero due: uno di voi morirà. La partita comincia e, quando il gruppo inizia a sospettare la presenza di un intruso, la paranoia prende lentamente corpo. Con il passare delle ore, la competizione assume forme sempre più perverse, in una sorta di folle e angosciante meccanismo. Dove finisce il gioco e dove comincia la realtà? Chi accetterebbe di morire per un gioco? Dal re del thriller francese, un nuovo successo da 450.000 copie vendute: un enigma intricato, sorretto da un'ambientazione da brivido e una tensione costante. Un puzzle diabolico che non lascerà più dormire i lettori.

Franck Thilliez è speciale. Riesce a scrivere romanzi noir molto intricati con storie nelle storie. E in questo libro ha superato se stesso.
Leggiamo due storie parallele, due storie tra follia, sogno e realtà ma che hanno dei punti in comune. Per primo conosciamo Lucas Chardon, paziente in un ospedale psichiatrico da quando è stato trovato sulla scena di un massacro e che ha perso completamente la memoria. Uscito da un coma in seguito al tentativo di togliersi la vita, al suo risveglio chiede al medico che lo sta curando di ascoltare la sua storia, la sua verità sulla tragedia che ha vissuto e della quale non ricordava nulla. Incontriamo ora Ilan Dieduset, protagonista di un gioco molto ambito al quale partecipa con la sua ex Chloé. È un gioco pericoloso, già il nome Paranoia è di per se abbastanza eloquente. È un gioco per impallinati, una sorta di caccia al tesoro violenta ma in palio ci sono molti soldi, che farebbero comodo a Chloé e agli altri partecipanti. La selezione è durissima, test che mettono alla prova le paure più intime di ciascun pretendente. Alla fine rimangono in 8 e vengono portati in un ospedale psichiatrico in disuso, in cima a una montagna, in mezzo al nulla, dove imperversa una bufera di neve che rende praticamente impossibile allontanarsi o comunicare con l'esterno, anzi è proprio vietato.
Ci sono orari prestabiliti per giocare, altri per riposare. Ognuno deve raggiungere determinati obiettivi all'insaputa l'uno dell'altro. E intanto Lucas Chardon continua il suo racconto e il suo nome appare nel gioco cui partecipa Ilan Dieduset. Ilan crede di impazzire. Si rende conto di non ricordare molte cose del suo passato, forse a seguito della perdita dei suoi genitori scomparsi improvvisamente in un incidente in barca. 
Un libro che tiene il lettore incollato alle pagine, fino all'ultima. E il finale non è per niente scontato.

Durata totale della lettura: 5 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: caffè con la panna
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
 

  "Ma quello che stiamo vivendo è proprio vero? O nulla è reale?"


Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio.

giovedì 17 novembre 2022

Recensioni: Oscuri Talenti



 Oscuri talenti

 di J.M. Miro

 Editore: Bompiani
 Prezzo: €22
 Pagine: 656
 Titolo originale: Ordinary Monsters
 

 1882. Londra è una città grande come il mondo, dove è facile perdersi, soprattutto se l’unico posto che finora hai chiamato casa è un paesino nel delta del Mississippi o un circo itinerante del Midwest. Charlie e Marlowe sono approdati nel Vecchio Mondo, sotto cieli carichi di nebbia e fuliggine, fino al 23 di Nickel Street West, per andare incontro a una nuova vita in un luogo dove sentirsi finalmente al sicuro, dove i loro talenti non saranno solo fonte di diffidenza, equivoci, dolore e solitudine. Ma ad attenderli c’è un terribile morvide, un non-morto, assetato di sangue, pronto a tutto per servire il suo oscuro signore. Per fortuna ci sono anche gli angeli custodi: Mrs Harrogate con la veletta sempre abbassata a coprire una voglia purpurea e la forza austera, Mr Coulton che nasconde la gentilezza sotto una dura buccia, e Alice Quicke, investigatrice privata decisa a cambiar vita. E via di nuovo, in viaggio alla volta della Scozia, verso una scuola unica nel suo genere, per sfuggire a una figura di tenebre e fumo che non si arrenderà fino a quando Charlie e Marlowe non saranno suoi. Tra meraviglie e tradimenti, passato e futuro, slanci di vita e rischi incalcolati, un manipolo di amici cercano di far luce dove tutto è tenebra, per scoprire la verità sui loro doni e sulla natura di ciò che li sta perseguitando, per arrivare a capire che a volte le gioie più grandi ci arrivano per mano dei mostri peggiori.




Wrapping, Scozia, America, un lungo viaggio criptico tra forze oscure e nebbia viscida.
Nel romanzo abbiamo a che fare con comuni mortali, faber, camaleonti, maestri della polvere, drogor, un vero e proprio mondo che l'autore costruisce in un ambito storico poco tecnologico. 
Il dottor Berghast e Mrs Harrogate stanno cercando una serie di ragazzini con dei talenti particolari, alcuni manipolano la sabbia, altri si auto-cicatrizzano le ferite, altri ancora sono invisibili. Il loro scopo è quello di portarli tutti in Scozia all'istituto Cairndale in cui per molti anni questi ragazzi e ragazze vengono istruiti e protetti.
Ad aiutare la vedova Harrogate ci sono Mr Coulton e Alice Quicke due che farebbero paura a chiunque ma che sotto sotto hanno un cuore d'oro e alle volte si affezionano a questi ragazzi che provengono da situazioni davvero spaventose.
Alice in particolare non conosce bene questo mondo oscuro e tenta di comprenderne di più pian piano che conosce i ragazzi e deve portarli via, per esempio non sa che all'istituto c'è uno scontro costante tra il mondo dei vivi e quello dei morti. L'unica cosa che li divide e protegge i vivi dagli Spiriti è l'ursitonte, questa specie di varco che è tenuto chiuso dal lavoro del glifico che però sta invecchiando e manca poco alla morte. Come si farà a mantenere la distanza fra i due senza il glifico? Perché il dottor Berghast vuole assolutamente questi ragazzi?
Una lettura non leggerissima, non solo per la lunghezza del testo ma anche perché ci sono molti personaggi, un ambientazione confusionaria e questo mondo fantastico viene spiegato senza davvero seguire una logica.
Alcune scene sono davvero scritte benissimo, soprattutto le battaglie, sangue e brandelli di carne non mancano! Una lotta continua tra il bene e il male ma abbiamo forti dubbi si chi sia davvero buono e chi no. 
La caratterizzazione dei personaggi penso sia fatta benissimo, Marlowe in primis, ma anche la signora Brynt,  Alice, sono personaggi a cui ci si affezziona e se ne vuole sapere di più.
Non vi preoccupate perché questo è solo il primo di una trilogia quindi sicuramente ci saranno ancora molti colpi di scena.
Nonostante l'abbia trovato alle volte confusionario, mi ha comunque intrigata per tutte le oltre 600 pagine, cosa non semplice.
Speriamo il secondo esca presto!

Durata totale della lettura: Dieci giorni
Bevanda consigliata: Succo di arancia
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni


"Guardate bene e provate pietà. 
La diversità, bambini, non è mostruosa. 
È opera della natura"

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio



mercoledì 16 novembre 2022

Review Party: Lo sguardo di Medusa

Oggi ospitiamo il Review Party di "Lo sguardo di Medusa" di Natalie Haynes edizione Sonzogno
Protagonista Medusa, un personaggio conosciuto come un mostro da sconfiggere ma che attraverso questo libro rivela la sua vera storia non altrettanto famosa ma comunque straordinaria.

 Lo sguardo di Medusa

 di Natalie Haynes

 Editore: Sonzogno
Prezzo: € 19,90
 Pagine: 336
Titolo originale: Stone Blind

 Medusa è l’unica mortale in una famiglia di dèi. Crescendo insieme alle sorelle, Steno ed Euriale, presto si rende conto che è la sola a essere vulnerabile, accudita proprio per via della sua fragilità e della sua straordinaria bellezza. Questo la rende sensibile, piena di una compassione che gli immortali faticano a comprendere e desiderano annientare. Quando la bramosia spinge Poseidone a commettere un atto imperdonabile, la vita di Medusa viene sconvolta per sempre: Atena, oltraggiata e gelosa, scaglia la sua vendetta sull’innocente ragazza, trasformandola in una Gorgone con i capelli di serpente e uno sguardo che tramuta in pietra chiunque osi incrociarlo. Inorridita dai propri poteri, Medusa non può più guardare le persone che ama senza distruggerle – proprio lei che invece avrebbe voluto proteggerle –, e si condanna a una vita di solitudine ed esilio. Almeno fino a quando Perseo, il figlio di Zeus e Danae, non si imbarca in un’eroica impresa per aggiudicarsi la sua testa. Ma chi dei due può chiamarsi eroe? Chi dei due è realmente il mostro? E soprattutto, cosa significa essere un mostro? Unendo l’arguzia a un’approfondita conoscenza dei classici, Natalie Haynes ci racconta la storia di Medusa da un punto di vista originale e sfaccettato, inducendoci a chiederci se la bellezza appartenga solo al corpo o se, piuttosto, non vada ricercata nell’anima. Alternando la sua voce a quella di divinità capricciose e volubili, l’autrice rende finalmente giustizia a un personaggio tanto affascinante quanto controverso, restituendone un ritratto raffinato e sorprendente.

Questa è la storia di come una giovane donna è diventata un mostro. E di come, in realtà, un mostro non lo sia stata mai «Perché pensi che io abbia scelto te, anziché una delle tue sorelle? Tu sai di essere bellissima, e sai che loro non lo sono.» «Io so che quando tu parli di bellezza intendi qualcosa di diverso rispetto a ciò che intendo io.» «Cosa intendi tu quando parli di bellezza, piccola Gorgone?» «Euriale e Steno si prendono cura di me e mi proteggono. Questa è bellezza.»




Amo molto la mitologia greca e cerco sempre di recuperare ogni libro che sia in tema o che abbia come protagonisti personaggi mitologici. 
In questo libro ci viene narrata l'intera storia di Medusa che non nasce come tutti la conosciamo, lei è una Gorgone ma a differenza delle sue sorrelle Steno e Euriale ha un aspetto da umana con l'aggiunta delle ali e solo successivamente, a causa di una maledizione da parte di Atena, assume le sembianze che l'hanno fatta diventare nota, ovvero la chioma di serpenti e lo sguardo letale che tramuta qualsiasi essere vivente in pietra.
La sua storia, come quasi tutte quelle della mitologia greca, si intreccia a quella di altri, ovvero Andromeda, Cassiopea, Danae e l'eroe di origini divine Perseo che è famoso per averle tagliato la testa. I loro destini si sovrappongono grazie soprattutto all'intervento di divinità come Zeus, Atena e Poseidone che l'autrice ci descrive come capricciosi e senza scrupoli, fanno il buono e cattivo tempo  nella vita di tanti esseri umani curandosi minimamente delle conguenze irreversibili che le loro azioni e velleità possono lasciare nell'animo di ognuno. Ritrovando il punto di vista di così tanti personaggi inizialmente ho fatto fatica a mantenere l'attenzione su quello principale, ma verso il finale ogni filo, storia, confluiscono nella stessa direzione e diciamo che se all'inizio tutto viene preso un po' alla lontana, alla fine tutto ritorna alla figura di Medusa. 
L'intenzione della Haynes, in fin dei conti, è quella di mostrarci una Medusa molto umana, vittima inconsapevole di trame diverse e vera protagonista anche dopo la sua "morte". Ho adorato come ci viene descritto il rapporto con le sue sorelle e la profondità del suo personaggio soprattutto post-mortem che apre gli occhi su chi sono i veri mostri delle vicende descritte e su come l'aspetto esteriore molto spesso non sia il riflesso della verità. Infatti, quelli che notoriamente sono personaggi positivi, come l'eroe Perseo, qui perdono completamente il loro splendore e vengono ritratti per come sono realmente, in questo caso, un ragazzo dalle buone intenzioni ma assolutamente sprovveduto e lamentoso, che senza tutto l'aiuto degli dei non sarebbe arrivato da nessuna parte e non sarebbe mai diventato l'eroe tanto conosciuto per le sue gesta.
Ritroviamo in questa lettura un ritratto diverso, molto femminile e delicato di una figura mitologica tanto famosa per la sua mostruosità. Una storia che mi ha fatto piacere scoprire e che regala una prospettiva diversa a una leggenda antica che in realtà non ha mai saputo dare il giusto spazio e la giusta importanza a questo personaggio.

Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Tè nocciola e vaniglia
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: Dai 15 anni
Sito dell'autrice: Natalie Haynes


Per conoscere meglio questo libro vi consiglio di visitare tutti i blog partecipanti allo speciale. 
Buona lettura.

    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 15 novembre 2022

Recensione: Amore, zucchero e una tazza di caffè


 
Amore, zucchero e una tazza di caffè

 di Julie Caplan

Editore: Newton Compton
Prezzo: € 9,90
Pagine: 352
Titolo originale: Northern Lights Lodge

Lucy ha l’impressione che la sfortuna la stia perseguitando. Non solo ha perso il lavoro dei sogni in uno dei più begli hotel di Londra, ma l’uomo che amava le ha spezzato il cuore, tradendo in modo irreparabile la sua fiducia. Al momento nessun luogo le sembra abbastanza lontano dai brutti ricordi, e così accetta l’offerta di trasferirsi in Islanda per occuparsi della gestione del Northern Lights Lodge, un delizioso albergo isolato da tutto, perfetto per godersi la magia delle aurore boreali. Con l’unica compagnia di Alex, il taciturno barista dell’hotel, Lucy si mette d’impegno perché il Northern Lights Lodge cominci ad attrarre turisti in cerca di una romantica meta da sogno. E nonostante abbia messo il cuore sottochiave dopo la recente rottura, dovrà fare in modo che le coppie di innamorati vivano un’emozione indimenticabile durante il loro soggiorno. Lucy ancora non lo sa, ma l’incanto dei cieli stellati islandesi potrebbe essere il segreto per ritrovare la felicità. E, forse, persino il coraggio che le serve per ricominciare ad amare.




Quarto libro della serie "Romantic Escapes” della scrittrice inglese di bestsellers Julie Caplin, “Amore, zucchero e una tazza di caffè” o nel titolo originale – che preferisco, sinceramente - “Northern Lights Lodge” può comunque essere letto come stand-alone, senza dover affrontare gli altri libri della serie in ordine cronologico. Tutti incentrati sulle avventure e disavventure romantiche legate ad una serie di piccole attività dell'ospitalità e gastronomia in giro per l'Europa, questo quarto romanzo segue la protagonista Lucy alle prese con il rinnovamento di un piccolo albergo in difficoltà nell'estremo nord dell'Islanda. La parte che mi è piaciuta di più del libro sono proprio le descrizioni dei paesaggi mozzafiato di questa terra, raccontati con stile semplice ma autentico e che permette veramente di sentirsi in un viaggio letterario insieme alla protagonista alla scoperta dell'artica Islanda, bagnata dalle aurore boreali che danno all'esperienza – sia del lettore che di Lucy – un sapore di conforto quasi spirituale. Chi di noi non si è trovato in momenti della vita in cui sembra che tutto vada storto, in cui i capelli che cadono durante la doccia iniziano a sembrare troppi mandandoci in preda all'angoscia...e una “escape” appunto, una fuga in una terra esotica e silenziosa come questa sembra l'unica soluzione possibile per staccare da tutto? Purtroppo non per tutti e possibile scappare davvero in un alberghetto ai confini del mondo, ma possiamo comunque andarvi con la fantasia. Ho apprezzato l'arco letterario della storia d'amore con lo scozzese Alex, che matura a passo realistico che spesso elude le scrittrici di romance, in cui tutto si muove troppo in fretta e il protagonista maschile deve essere sempre un po' un bad boy. Alex no, è dolce e gentile...il classico bravo ragazzo che finalmente ottiene una possibilità di riscatto reggendo (praticamente da solo) il romanticismo del libro, e anche in modo piuttosto convincente. Non è un romanzo che definirei spettacolare, dialoghi e "colpi di scena" della trama sono abbastanza prevedibili e non ho trovato i personaggi indimenticabili, ma fa il suo dovere nel trasportarci lontane dalla realtà...in un mondo di neve scintillante e caldi interni rassicuranti che accoglie il lettore/lettrice per qualche ora di divertimento e tranquillità tutta hygge.


Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Vin Brulee
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: Dai 14 anni
Sito dell'autrice: Julie Caplin


"Fuggi nell'albergo più accogliente d'Islanda...alla ricerca dell'Aurora Boreale e del vero amore."


    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 14 novembre 2022

Recensione: La casa sul Nilo


La casa sul Nilo
di Denise Pardo

Editore: Neri Pozza
Prezzo Cartaceo: €18,00
Prezzo e-book: €9,99
Pagine: 432

È un tempo lungo quello che Denise Pardo racconta in questo romanzo. Un tempo affascinante, cosmopolita, tollerante, ricco di stimoli. Un tempo di amicizie e di comprensione. Al centro de La casa sul Nilo, una famiglia di ebrei sefarditi arrivati al Cairo assieme alle vicissitudini dell’Europa dei primi trent’anni del Novecento. La narratrice racconta la sua infanzia in una sorta di Eldorado magico: i caffè del Cairo, le feste, gli stimoli, la civiltà della conversazione, i salotti. L’Egitto di quel tempo è un crocevia di storie e di suggestioni: un paese mondano e sorprendente dove le diverse religioni sono rispettate e si parlano tutte le lingue. E il Cairo di quel tempo, di quei primi anni Cinquanta, è narrato con una precisione e una nitidezza esemplari perché questo romanzo è soprattutto la storia dell’autrice. La sua famiglia composta dalla nonna, dal padre, dalla madre e da altre due sorelle non avrebbe mai immaginato di dover fuggire da quel mondo. Finché non sale al potere Nasser, cambiando in pochi anni le regole del gioco, e della convivenza civile. E tutto, dapprima impercettibilmente, e poi con sempre maggiore evidenza, diventa fosco e insidioso. Gli stranieri non sono ben visti, l’intolleranza religiosa si fa dogma. E gli stranieri, che stranieri non sarebbero, si sentono sempre più in pericolo. Fino a una partenza precipitosa per Roma e l’Italia, nel 1961. Un abbandono doloroso, straniante, figlio di un mondo cambiato senza una ragione.

La casa sul Nilo è un romanzo bellissimo e raro, appassionante. È la storia di un tempo perduto, e di un tempo ritrovato a fatica. Ci mostra mondi dove tutto era scambio e curiosità, rispetto e attenzione. Ci dice, senza alcuna nostalgia, ma con l’intensità dei sentimenti e delle passioni, che non dobbiamo dimenticare che c’è stato un tempo diverso e piú giusto. Dove ogni dettaglio era una ricchezza e ogni giorno una scoperta.


Dagli anni Quaranta ai primi anni Duemila, dal Cairo a Roma: questo romanzo copre un spazio temporale e geografico immenso ed importante. 

Settembre 1961. La famiglia di Bobe, Sam, Fanny con le due figlie è costretta a fuggire dal Cairo, dalla loro casa, dal loro paese, a causa della persecuzione dello straniero promulgata da Nasser. E' tutto così diverso a Roma, non ci sono serpenti sotto i letti e ci sono pini enormi. Non è così in voga passare le giornate nei caffè come al Cairo, e si usano i mezzi pubblici.
Le differenze sono abissali. E non c'è giorno in cui la speranza di tornare nel loro amato Egitto non li sfiori. 

Trovo che l'autrice sia riuscita a raccontare attraverso la storia di una singolo gruppo, di una singola famiglia, la storia di migliaia di famiglie costrette, nel 1961, a lasciare il proprio paese, senza aver fatto nulla di sbagliato, semplicemente perché straniere, ebree, o apolidi come Bobe, la madre di Fanny. 

Forse perché la storia mi affascina da sempre, così come i paesi così culturalmente diversi dal nostro, ma questo libro mi ha affascinata e rattristata allo stesso tempo. Mi ha affascinata perché, n
onostante la tragicità di questo evento, Denise Pardo è stata in grado di farmi immaginare il Cairo degli anni Cinquanta e Sessanta: le strade, i colori, i profumi, le spezie, i giardini, i caffè, le feste, la luna.Pensare che un paese così cosmopolita come l'Egitto dell'epoca, possa in pochi anni essersi trasformato in un paese così chiuso, è triste. Immaginare tutte quelle famiglie costrette a scappare solo per poter sopravvivere, dopo meno di vent'anni dalla Seconda Guerra Mondiale, mi fa pensare che dalla storia l'essere umano ha imparato davvero poco.

Un romanzo che fa riflettere e sognare allo stesso tempo, che mostra l'apertura culturale di un paese distrutta dalla chiusura mentale di un gruppo ristretto, che dimostra come tutto può cambiare in davvero poco tempo. 

Ricco di dettagli, di culture diverse, di lingue diverse, raccontato da ognuno dei personaggi, regala diversi punti di vista. Leggero nei racconti delle feste, degli innamoramenti e delle giornate felici passate al Cairo, impegnativo nel racconto di uno dei tanti periodi bui della storia.

Decisamente consigliato.

Durata totale della lettura: Sette giorni
Bevanda consigliata: Tisana al karkadè
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni


      "Non stavamo bene da nessuna parte, non appartenevamo a nessun nucleo perché i nuclei in Italia erano delineati, circoscritti, chiusi e strachiusi, mentre noi eravamo abituati a una fluidità di contaminazione e di frequentazione, avendo vissuto in una società dai vasi comunicanti"


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 11 novembre 2022

Recensione: A cena con l'assassino



A Cena con l'Assassino 
di Alexandra Benedict

Prezzo: € 9,90
Pagine: 288
Titolo originale: The Christmas Murder Game
 
  Lily Armitage ha deciso che non metterà mai più piede a Endgame House, la grande dimora di famiglia in cui sua madre è morta ventuno anni prima. I suoi propositi, però, vacillano quando riceve una lettera dalla zia, che la invita alla sfida tradizionale che si tiene ogni anno: il Gioco di Natale. In cosa consiste? I partecipanti dovranno trovare dodici chiavi con i dodici indizi a disposizione. Quest'anno c'è un premio speciale: l'atto di proprietà di Endgame House. A Lily non interessa nulla della casa, ma nel biglietto c'è un dettaglio che basta da solo a convincerla: durante i giochi verranno rivelati gli indizi per scoprire finalmente la verità sulla morte di sua madre. Ma è davvero così o si tratta di uno scherzo di pessimo gusto? Per scoprirlo, Lily deve trascorrere dodici giorni nella grande casa insieme ai cugini, risolvendo enigmi e indovinelli per rivelare, uno a uno, i segreti più oscuri della famiglia Armitage. Quando una tempesta di neve isola la casa da ogni contatto con l'esterno, tutto può succedere... 

Dodici indizi
Dodici chiavi
Dodici giorni per risolvere gli enigmi
Riuscirai a sopravvivere?

Lily non vede la sua famiglia da oltre vent’anni. Si è infatti allontanata da tutti dopo la morte di sua madre, avvenuta in circostanze misteriose.
Ma quando anche l’ultima zia muore, lei e i suoi cugini sono invitati a trascorrere il Natale nella grande casa di campagna dove sono cresciuti, per leggere il testamento e scoprire chi tra loro sarà unico erede dei beni di famiglia.
 
E qui la sorpresa : la caccia all’eredità diventa una gara fatta di enigmi, giochi di parole e logica – una sfida che porterà Lily a scoprire indizi e verità sulla sua famiglia e sulla morte di sua madre. Ma anche a qualche omicidio! 

Il romanzo permette di immergersi perfettamente nella magica atmosfera natalizia. 
Siamo in una grande villa isolata nella campagna inglese, circondata dalla neve, completamente avvolti nello spirito del Natale.
Una grande festa tra parenti – otto cugini riuniti a trascorrere dodici giorni insieme – tra la spensieratezza, i ricordi e gli screzi tipici di ogni famiglia.

Molto originale l’idea di inserire numerosi indovinelli e giochi di parole all’interno del romanzo – con tanto di albero genealogico della famiglia e mappa della villa. 
E numerosi sono gli indizi che permettono anche al lettore di cimentarsi con gli enigmi. Tutti i giochi sono basati sulla tradizione dei dodici doni di Natale, uno per ciascuno dei giorni tra Natale e l’Epifania nella tradizione cristiana. 
Non sono particolarmente amante dei giochi di parole ed anagrammi – ma ho comunque molto apprezzato questa componente ludica e il sicuramente difficile lavoro di traduzione dall’edizione inglese, per permettere anche al lettore italiano di sfidarsi con i vari enigmi.

Il romanzo punta molto sull’azione e sulle numerose rivelazioni presenti, ma ho poco apprezzato una scarsa caratterizzazione dei personaggi. In particolare la protagonista viene presentata come una figura piuttosto debole – mentre gli altri familiari hanno poche descrizioni e appaiono solo come personaggi secondari. Risulta difficile affezionarsi ad alcuno di essi.

Nel complesso un buon romanzo giallo, ideale lettura per le vacanze natalizie – per svagarsi sul sofà, sotto un plaid, accompagnati da the caldo e dolcetti, con le luci dell'albero in sottofondo.

Durata totale della lettura: Sei giorni
Bevanda consigliata: the caldo ai frutti di bosco
Formato consigliato: eBook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autrice: Alexandra Benedict
«Una tragedia non ti toglie il diritto ad essere felice. A volte le emozioni sono schiena contro schiena, connesse tra loro. La paura e l'entusiasmo vivono uno accanto all’altra. 
E anche la morte può essere l’altro lato della felicità. Perché aiuta ad apprezzare la vita»

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio


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