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venerdì 28 marzo 2025

Recensione: La mia Lady Ludlow

   


La mia Lady Ludlow
di Elizabeth Gaskell

Editore: Elliot Edizioni

Prezzo cartaceo: € 18
Pagine: 224
Titolo originale: My Lady Ludlow
Traduzione a cura di: Marcella Puca

Tra i romanzi brevi di Elizabeth Gaskell, questo è sicuramente uno dei più amati. Ne è protagonista la giovane Margaret Dawson, figlia di un povero pastore, che si trasferisce presso una nobile e ricca parente, Lady Ludlow. Figura di spicco nella comunità di Hanbury, Lady Ludlow è una donna del suo tempo, profondamente legata ai dogmi religiosi e a rigide convenzioni, prima fra tutte la separazione netta tra le classi sociali. D’altro canto, è anche una persona intelligente e di buon cuore, capace di compromessi e di adattarsi di fronte ai continui cambiamenti della società. Lo sguardo di Margaret ci restituisce la complessità del proprio rapporto di dipendenza ma anche di rispetto con Lady Ludlow, la vita quotidiana fatta di relazioni con i vicini e con la servitù, e insieme uno sguardo altrove, verso la Francia rivoluzionaria, nel cui Terrore hanno perso la vita alcuni cari amici dell’anziana signora. Un racconto di amicizie, amori e cocenti ingiustizie nello stile sicuro di Elizabeth Gaskell, capace di comporre con delicatezza e acume un grande affresco dell’epoca vittoriana.




"Sono una vecchia ormai e le cose sono molto diverse da com’erano nella mia giovinezza. Allora, noi che viaggiavamo, viaggiavamo in carrozze da sei posti e impiegavamo due giorni per un tragitto che adesso si percorre in un paio d’ore sfrecciando e sibilando, con striduli fischi assordanti. Allora le lettere arrivavano solo tre volte la settimana; anzi, in alcuni luoghi della Scozia dove sono stata quand’ero ragazza, la posta arrivava solo una volta al mese. Ma le lettere erano lettere allora, e noi le tenevamo in gran conto, leggendole e studiandole come libri. Adesso la posta arriva sferragliando due volte al giorno e porta biglietti confusi, a volte senza capo né coda, solo una breve frase secca che le persone educate riterrebbero troppo brusca da pronunciare. Bene, bene! Immagino che siano tutti passi avanti – oso dire lo siano, ma una lady Ludlow, di questi tempi, non la incontrerete mai. Cercherò di raccontarvi di lei "

Così inizia uno dei romanzi brevi più intimi e raccolti della scrittrice Elizabeth Gaskell, che io scoprii tanti anni fa come l'autrice di Nord e Sud  nella mia fase di adolescenza appassionata dell'affascinante Ottocento britannico, per poi apprezzarne anche Cranford e la sua abilissima biografia della Vita di Charlotte Bronte. 

Ho iniziato questa recensione riportando l'incipit del libro perché mi ha colpito particolarmente per la sua modernità nel descrivere gli inevitabili divari generazionali a cui ancora oggi siamo soggetti, ma con una poesia, un acume e una delicatezza rispettosa che purtroppo oggi manca ai giovani nel trattare con i loro predecessori. Si può imparare tanto da chi è venuto prima di noi, anche laddove a volte ci possano essere differenze di valori, di costumi, di aspettative, di comprensione del mondo.

Ed è di questo che a me ha fondamentalmente parlato questo libro, a tutti gli effetti un classico della letteratura inglese ma uno dei meno conosciuti, che sono felice abbia ritrovato il suo posto nelle librerie di oggi. 

Attraverso lo sguardo compassionevole ma opinionato di Lady Ludlow, proprietaria terriera all'antica in un mondo che sta correndo in avanti ma che forse può ancora beneficiare di una guida e della sapienza del prima, viviamo ed analizziamo la complessità dei rapporti familiari e societari dell'epoca, tema caro al cuore dell'autrice, adottata a sua volta. Abbiamo una visione panoramica di personaggi tipici dell'epoca e del loro posto in quella società a cavallo tra il rigore e la forma vittoriana ed i nuovi orizzonti aperti dall'industrializzazione e dalla modernità di costumi in avvicinamento, nonché il rapporto tra borghesia e comunità, tra donne anziane e giovani...una fotografia dell'epoca che non ha pretese di analisi storica ma umana, che ho apprezzato molto.


Durata totale della lettura: 3 giorni
Età consigliata: 13 anni 
Bevanda consigliata: Camomilla alla vaniglia
Formato consigliato: Cartaceo
Consigliato a chi ha apprezzato: Cranford, Nord e Sud, Villette, Mogli e Figlie, Ruth





« Non è una storia: non ha un inizio, una parte centrale o una fine…. »
  






    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 26 febbraio 2025

Recensione: Dolci misteri alla libreria Cinnamon Bun

  



Dolci misteri alla libreria Cinnamon Bun
di Laurie Gilmore

Editore: Newton Compton Editori

Prezzo cartaceo: € 12,90
Pagine: 288
Titolo originale: The Cinnamon Bun Book Store
Traduzione a cura di: Laura Mastroddi

Basta solo un po’ di zucchero e cannella

Una nuova storia d’amore molto speziata vi aspetta a Dream Harbor.

Quando un messaggio segreto viene trovato nascosto in un volume della libreria Cinnamon Bun, Hazel non riesce a decifrarlo. Mentre altre strane sottolineature compaiono tra le pagine, decide di seguire la scia di indizi, ma ha bisogno di qual­cuno che le possa dare una mano. Il meraviglioso ed estroverso pescatore Noah è sempre pronto per un’avventura. E una caccia al tesoro sembra molto divertente. Ancora meglio se a volere il suo aiuto è la graziosa libraia di cui è innamorato da mesi! Hazel non è alla ricerca di una storia d’amore, ma mentre la caccia al tesoro porta lei e Noah in giro per Dream Harbor, la loro innegabile alchimia potrebbe essere bollente tanto quanto i bun alla cannella appena sfornati che vengono ven­duti nella libreria...




Torniamo nella solare cittadina del New England, Dream Harbor (il porto dei sogni, in italiano) e alle sue atmosfere zuccherose e gilmoriane, questa volta con una dolce avventura romantica incentrata sui libri. Un friends-to-lovers con una piccola chicca per accontenare la parte mistery, ma non crime, e reggere un pochino di suspence durante lo scorrere della narrazione. 

Come usa nelle serie romance, ritroviamo due personaggi secondari del primo libro (recensito qui) a cui ora viene dato lo spazio da protagonisti e la chance di innamorarsi. Hazel è l'amica riservata, timida e con il naso tra i libri, un cliché per questo tipo di romanzi che però viene gestito in modo realistico e molto umano; Noah è il belloccio del paese, un pescatore dal fascino attraente e gioioso che strappa per forza un sorriso ed erode lentamente le riserve anche della più reticente, facendo strage di cuori. Hazel scopre che qualcuno deturpa - in modo apparentemente casuale - dei libri, sottolineandone delle frasi e lasciandoli sparsi nella sua libreria. Superata la rabbia iniziale - che chiunque ama i libri non può che comprendere - arriva lo shock più grande: quelle frasi sottolineate non sembrano casuali, bensì dirette proprio a lei, come lasciate da qualcuno che conosce le sue paure e desideri più profondi e vuole aiutarla ad uscire dal suo guscio. Ma non è possibile, è assurdo...o forse no? 

Hazel decide che ne ha abbastanza della sua timidezza e mancanza di esperienza. Vuole finalmente buttarsi e raccogliere dei ricordi lungo il percorso...ma non ha il coraggio di affrontare da sola le sue paure. Chiede aiuto al suo amico Noah, al quale l'esperienza della vita non manca di certo...e lui non perde tempo ad accettare. Se la sua Hazel vuole uscire dal guscio e mettere un piedino in acqua, simbolicamente, lo farà con lui accanto. Inizia così una caccia al tesoro che sembra casuale ma al contempo fatta su misura per Hazel, che insieme a Noah riuscirà finalmente ad aprirsi al mondo al di là della sua libreria...e forse anche all'amore. 

Devo dire che questa storia mi è piaciuta ancora più del primo libro, l'ho trovata molto dolce ma non stucchevole, toccante...e affronta l'ansia e l'incapacità caratteriale di Hazel di affrontare quello che agli altri sembra normale in modo molto gentile, delicato. Noah è praticamente perfetto, il giusto mix sensualità allegra e di intelligenza emotiva, assolutamente adatto ad una ragazza timida e buona come Hazel, che invece viene spesso affibbiata al cattivone di turno in retellings della Bella e la Bestia più o meno palesi e a questo punto un po' triti. Mi ha fatto passare qualche serata in dolce compagnia, con una storia romantica piacevole e con la giusta quantità di spice. 


Durata totale della lettura: 3 giorni
Età consigliata: 15 anni 
Bevanda consigliata: Tè chai alla cannella
Formato consigliato: Cartaceo/Ebook
Sito dell'autrice: Laurie Gilmore Instagram
Consigliato a chi ha apprezzato: Libri di Julia Chaplin, Elena Armas; Elle Kennedy




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    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 6 febbraio 2025

Recensione: Miss Bee e il principe d'inverno

   


Miss Bee e il principe d'inverno
di Alessia Gazzola

Editore: Longanesi

Prezzo cartaceo: € 14,90
Pagine: 256

Derbyshire, dicembre 1924. È un freddo Natale ad Alconbury Hall, la re­sidenza di campagna della nobile famiglia Lennox. Così freddo che nemmeno ge­nerose dosi di sherry riescono a riscaldare la mente e il cuore di Lady Millicent Carmi­chael, mentre detta le sue scandalose memorie alla nuova segretaria. Eppure, la giovane assistente improvvisata, che risponde al nome di Beatrice Bernabò detta Miss Bee, non potrebbe avere cuore e mente più cal­di, anzi, incandescenti. Merito forse della splendida atmosfera di Alconbury Hall, coi camini accesi e scoppiettanti, le cene ele­ganti, le singolari e allegre tradizioni bri­tanniche da onorare. Merito più probabil­mente del visconte, l’affascinante Julian Lennox. Né va tra­lasciata l’eccentri­ca combriccola di convitati, a comin­ciare dal tenebroso Alexander, cugino di Julian con ascenden­ze russe, bello in ma­niera insopportabile ma dall’aria cupa e angustiata, un vero principe d’inverno.

Beatrice però ancora non riesce a cogliere il sottobosco di ten­sioni che attraversa quella conturbante atmosfera natalizia. Tensioni che presto sfoceranno in eventi di crescente gravi­tà: l’accusa di furto è soltanto l’inizio…

Riuscirà Miss Bee a venire a capo dell’imprevedibile e pericoloso enigma?




Allontanatasi da Londra per sfuggire allo scandalo di essere stata - quasi - incolpata di un delitto (nel primo libro della serie, Miss Bee e il cadavere in biblioteca), Beatrice trova un'isola di apparente serenità nella tenuta di campagna dell'amico? innamorato? potenziale pretendente? sicuramente nobile Julian Lennox. E' nella grandiosa e un po' soffocante tenuta di Alconbury Hall che i due si ritrovano a passare le feste natalizie insieme alla più o meno solita combriccola di amici e conoscenti...in un miscuglio di attrazioni, gelosie, vecchi e nuovi rancori, passioni inconfessabili e confessate, ai quali si aggiunge suo malgrado l'affascinante ispettore Blackburn, vecchia conoscenza di Beatrice e Julian (ha già sospettato entrambi di omicidio, in fondo!) quando un tentato omicidio, un furto e la misteriosa sparizione dell'intrigante cugino di Julian, il brooding nobile russo Alexander, sconquassano i già precari equilibri ad Alconbury Hall.

Questo secondo appuntamento con le avventure della nostra Bee, posto al crocevia tra romance, romanzo storico e cozy mistery, prosegue temporalmente gli accadimenti del primo libro e consiglio quindi di leggerli in ordine, non solo per seguire meglio il susseguirsi della trama ma soprattutto per cogliere meglio le sfumature di approfondimento psicologico ed emotivo dei personaggi ricorrenti, soprattutto per quanto riguarda le dinamiche familiari della famiglia Bernabò e l'altalenarsi di sentimenti e lealtà tra Beatrice, Julian e la migliore amica/fidanzata Olivia. Anche l'oscillazione tra mutuo rispetto, timida simpatia e scoppiettante fastidio tra Beatrice e l'ispettore Blackburn è gestita in modo divertente e che fa ben sperare per qualche colpo di scena nei prossimi episodi della serie.

Non voglio fare eccessivi spoiler sulla storia investigativa perché il libro è scorrevole, si legge tutto d'un fiato con estrema piacevolezza e penso che la suspence e i colpi di scena siano talmente delicati e sussurrati che non voglio romperne la magia. L'atmosfera anni 20 è sicuramente accattivante, un incrocio tra Miss Fisher Murder Mysteries e Downton Abbey (ci sarà mai una serie ambientata in quegli anni per cui non avrà senso citare Downton Abbey? Forse no) ben realizzato, con qualche accenno al contorno socio-politico senza però appesantire la narrazione e senza distogliere dalla storia principale.

La storia è raccontata a POV multipli, anche all'interno dello stesso capitolo, e sebbene questo movimenti la narrazione e sicuramente aiuta l'autrice a seguire gli eventi da più angolazioni diverse che non con un punto di vista unico che necessariamente deve seguire quello che vede e sperimenta solo la protagonista, il continuo cambio di prospettiva a volte mi ha un po' spiazzata e l'ho trovato un pochino overdone forse. In alcuni momenti, come quelli di intimità e dialogo diretto da Julian e Beatrice, avrei voluto che l'autrice si soffermasse più a lungo, dandosi la possibilità di approfondire di più', mentre l'ho percepita a tratti sbrigativa. 

Un giallo leggero - niente cadaveri! - con una scrittura fresca e sfrondata di pesantezze, anche se la sensazione è che la Gazzola debba ancora prendere confidenza con la dimensione di romanzo storico (forse complice l'estrema velocità di scrittura e pubblicazione dei libri?) perché una lettrice veterana di storici come me ha notato qualche elemento anacronistico. L'intreccio delle indagini è fatto bene anche se non eccessivamente complesso, ma credo che si sia voluto dare maggiore spazio alla costruzione della tensione sentimentale e del tormento interiore di Bee e del Visconte, il trope dell'amore contrastato dal dovere e dalle convenzioni sociali che è assolutamente calzante per il periodo storico e per il tipo di personaggi che ha creato l'autrice...ma che a volte è stato gestito in modo un po' superficiale e frettoloso. Meritava secondo me un approfondimento, magari a scapito della quantità di scene o della velocità di sviluppo degli eventi tra i due. Meno ma meglio ecco. Ho grandi speranze per il futuro di questa serie e per i personaggi ricorrenti di questa serie comunque, che secondo me hanno un ottimo potenziale! 

Vi avviso su un leggero cliffhanger, non sulla trama investigativa ma su quella personale di Bee.

Attendiamo con ansia l'uscita del terzo libro Miss Bee e il fantasma dell'ambasciata, dove troveremo Beatrice alle prese con un nuovo mistero nel suo impiego all'ambasciata italiana a Londra, un fidanzamento che le darà, forse, nuovi dolori...e chissà che qualche presenza costante e matura non possa rivelarsi qualcosa di più.

Durata totale della lettura: 3 giorni

Età consigliata: 13 anni 
Bevanda consigliata: Tè zuccherato 
Formato consigliato: Cartaceo
Sito dell'autrice: Alessia Gazzola: Instagram
Consigliato a chi ha apprezzato: Le indagini di Phryne Fisher di Kerry Greenwood; Agatha Raisin di M.C. Beaton; L'allieva di Alessia Gazzola.


  

    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 9 dicembre 2024

Recensione: Un fiocco di serenità

  



Un fiocco di serenità
di Rachel Rowlands

Editore: Garzanti
Titolo originale: Snowed in at the Cat Café
Prezzo cartaceo: € 17,60
Pagine: 256

LE REGOLE DELLA CAFFETTERIA

1. È proibito disturbare o spostare i gatti. Lasciate che siano loro a venire da voi.

2. Non date il vostro cibo ai gatti e fate attenzione ai piccoli ladri.

3. È possibile scattare delle foto, ma senza usare il flash.

4. È severamente vietato svegliare i gatti quando dormono.

5. Vi innamorerete di un gatto. È opzionale innamorarsi di un umano.

Immaginate un piccolo edificio di mattoni rossi circondato da alberi coperti di neve e con una grande finestra. Guardate più da vicino: proprio dietro il vetro, gli occhi curiosi di un gatto fulvo vi osservano. Intorno a lui, ci sono altri mici di tutti i colori e varietà: c’è chi dorme sui cuscini, chi lecca di nascosto il rimasuglio di latte di un cappuccino, chi discute miagolando con il vicino. Questo posto esiste davvero, ed è la caffetteria della zia di Emmie, dove la ragazza ha deciso di trasferirsi per ricominciare dopo la fine disastrosa di una relazione. È il paradiso per chi, come lei, ama i felini. Peccato che oggi sia diventata un inferno, a causa di una tormenta di neve che ha bloccato tutto e tutti, e la tiene prigioniera. 

Caffè, gatti, neve: non sembrerebbe così male per Emmie, direte voi. Ma cambiereste idea sapendo che, rinchiuso insieme a lei, c’è anche Jared, il giovane corriere che aiuta la zia con le consegne e che odia ogni felino, senza eccezioni. O così dice. In realtà Emmie sta per scoprire che le apparenze ingannano e che, dietro quello che le sembrava disprezzo, si nasconde una ferita da cui Jared sta cercando di guarire. Forse, per entrambi, quella che pare una trappola può essere l’occasione per trovare qualcuno a cui dire tutto e, chissà, qualcosa di più. Perché, a essere sinceri, caffè, gatti e neve sono gli elementi giusti per sedersi a un tavolino e aprire il proprio cuore.

L’esordio di Rachel Rowlands ha conquistato tutti, e sta per essere pubblicato in contemporanea mondiale. Una storia dolce e calda come una tisana bevuta in una notte fredda, seduti su un divano con il nostro amico a quattro zampe accanto. Preparatevi a sorridere, perché Un fiocco di serenità vi farà davvero credere nel detto «Due cuori e una capanna», anche se, in questo caso, è una caffetteria.





Ancora una volta la combinazione café + neve + amore fa centro...con l'aggiunta super coccolosa di una colonia di gatti simpaticissimi nel primo libro della nuova serie della scrittrice Rachel Rowlands, in debutto in Italia questo mese per Garzanti. 

Catpurrcino (buffo mix tra le parole gatto, fusa e cappuccino in inglese...semplice ma decisamente evocativo) non è una normale caffetteria, ma uno dei tanti locali spuntati qui e là nel mondo (in questo caso nel Lake District...si poteva fare decisamente di peggio!) per gli amanti degli animali e per chi con il suo caffè vuole una dose di coccole e un ambiente da salotto accogliente della nonna. Emmy si ritrova costretta ad accettare di lavorare allo strambo ma familiare café della zia (c'è sempre una zia che viene in soccorso, nei romance! sappiatelo) e non sarebbe un problema...se non fosse per il nuovo fattorino, che sembra scansare sia i gatti che lei come la peste. Almeno finché una bufera di neve (galeotta fu!) non li confina ad un'intimità forzata in cui...lentamente...potrebbero scoprire nuovi modi di amare ed essere amati.

E' decisamente una lettura perfetta per questo periodo pre-natalizio, dolce e dall'atmosfera familiare e casalinga...talvolta zuccherosa, ma è ciò che ci si aspetta da una cozy romance da leggere davanti al camino per le feste invernali. Va bene anche se non avete il caminetto eh! Una bella coperta di lana e qualche candela, e l'atmosfera vi aiuterà ad immergervi nel calore della storia. L'amore è sicuramente mooolto slow burn, cioè lento nello svilupparsi, ma chi ama questo genere più "realistico" di andamento della parte romantica dei libri, sicuramente amerà il tentennante, insicuro e lento sbocciare tra Emmy e Jared, entrambi feriti e rinchiusi in sé stessi...ma che forse sapranno insegnare l'uno all'altra ad essere di nuovo amati. 

Non è il mio cozy romance preferito, ma l'ho gustato comunque con molto piacere e sono sicura che chi ama le atmosfere invernali ed i compagni di vita pelosi lo ameranno moltissimo! 




Durata totale della lettura: 5 giorni

Età consigliata: 13 anni 
Bevanda consigliata: Cappuccino...ovviamente!
Formato consigliato: Cartaceo
Sito dell'autrice: https://racheljrowlands.com
Consigliato a chi ha apprezzato: libri di Laurie Gilmore e Jenny Colgan




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    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 5 novembre 2024

Recensione: Amori e segreti al Pumpkin Spice Cafè

 


Amori e segreti al Pumpkin Spice Cafè
di Laurie Gilmore

Editore: Newton Compton Editori

Prezzo cartaceo: € 12,90
Pagine: 288

Benvenuti a Dream Harbor: questa è la stagione per innamorarsi.

Quando Jeanie riceve in eredità dalla zia l’amato Pumpkin Spice Cafè a Dream Harbor, decide di cogliere al volo l’occasione e di costruirsi un nuovo inizio lontano dal noioso lavoro d’ufficio. Tutti nella cittadina sembrano conquistati dal buon umore di Jeanie e dal suo strepitoso caffellatte speziato; tutti eccetto Logan, uno scontroso contadino che detesta i pettegolezzi e perisce stare da solo. Ma l’esuberanza di Jeanie e un mistero che incombe sul Pumpkin Spice Cafè costringeranno Logan a passare molto tempo con la strana ragazza di città. Riuscirà a resistere a lei e al suo caffellatte speziato?




Chi non vorrebbe ereditare un piccolo café alla Luke's in una stramba e accogliente cittadina del New England? Chi non vorrebbe trovarsi catapultato in un episodio di Gilmore Girls dalla prima pagina di un nuovo libro autunnale? Ecco, se avete risposto "io!" ad entrambe le domande, questo libro - o meglio questa serie, perché vi preannuncio già che sono in arrivo altre dolcissime storie a Dream Harbor - fa sicuramente al caso vostro. Sono sicura che amerete questo cozy romance mystery quanto l'ho amato io.

Jeanie riceve in precoce eredità il Pumpkin Spice Café dall'adorata zia Dot, veterana dreamer (così sono chiamati gli abitanti di Dream Harbor, "sognatori"; sì...non sto scherzando) che da buona anima hippie ha deciso di andare in pre-pensionamento e partire per i Caraibi. Jeanie non visita Dream Harbor dai tempi della scuola, imbrigliata subito dopo il college in un lavoro ultra impegnativo nel mondo dell'alta finanza. Quando il suo capo muore d'infarto e tocca a lei trovarne il cadavere all'arrivo in ufficio una mattina, Jeanie decide che non vuole fare la stessa fine - no, grazie! - e gestire il piccolo café della zia è decisamente l'occasione giusta per cambiare vita e dire addio allo stress. Se non fosse che qualcuno sembra non volerla lì...è probabile che ci sia un fantasma a cui a quanto sta antipatica, e i dreamers sono più eccentrici e strambi di quanto li ricordasse. Riuscirà ad ambientarsi e fare di questo piccolo paese costiero e dei suoi abitanti la sua casa?

L'incontro con un burbero contadino e con i suoi bicipiti scolpiti rivestiti di flanella a quadretti potrebbe fare la differenza. Logan è un tipo di poche parole - ma lei chiacchiera per entrambi - e si porta dietro un bel carico da novanta di emotional baggage per quanto riguarda le relazioni amorose...ma ve ne innamorerete dalle prime pagine, ne sono sicura. E chissà...potrebbe essere la volta buona anche per Jeanie.

Fatevi un regalo questo autunno, accomodatevi con una bella tazza di cioccolata calda speziata alla cannella e un plaid di lana...e immergetevi nel mondo di Dream Harbor per qualche ora. Non ve ne pentirete!

Io temo che non resisterò ed andrò a sbirciare le storie di Hazel, Annie e gli altri personaggi di Dream Harbor nei prossimi libri della serie di Laurie Gilmore, per ora solo disponibili in lingua inglese.


Durata totale della lettura: 3 giorni
Età consigliata: 15 anni 
Bevanda consigliata: Cioccolata calda alla cannella
Formato consigliato: Cartaceo/Ebook
Consigliato a chi ha apprezzato: Libri di Julia Chaplin, Elena Armas; Elle Kennedy




« Un caffellatte speziato può cambiarti la vita »
  




    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 15 ottobre 2024

Recensione: Uno strano incidente al collegio di St Bride's

  


Uno strano incidente al collegio di St Bride's
di Debbie Young

Editore: Antonio Vallardi Editore

Prezzo cartaceo: € 18,90
Pagine: 222
Traduzione: Barbara Ronca

Un maestoso edificio immerso nella brughiera, una donna dai mille volti aggredita tra le antiche mura di un mausoleo, una giovane che decide di prendere in mano il proprio destino e… indagare sui misteri del più prestigioso collegio femminile d’Inghilterra.

A est di Oxford, nella verdeggiante campagna delle Cotswolds, una lussuosa magione in stile vittoriano attira l’attenzione: è il St Bride’s, un collegio femminile esclusivo dove sono ammesse le rampolle delle famiglie più blasonate d’Inghilterra. Nonostante la disciplina ferrea, mantenuta dalle intransigenti Direttrici delle Case, sotto questa patina di irreprensibilità si nascondono strani accadimenti.

Toccherà a Gemma, appena assunta e in fuga da un fidanzato possessivo, indagare non solo sugli oscuri e inquietanti segreti delle sue colleghe, ma anche su un delitto che sconvolgerà l’intera scuola. Tra misteriosi furti di libri, scambi di identità ed efferate aggressioni, quello che era solo un lavoro diverrà per Gemma un caso da risolvere.




Sfuggita al soffocante fidanzato Steven ed una vita in città che non la rendeva felice, Gemma aggrappa a doppie mani la possibilità di rifugiarsi nell'ariosa campagna inglese accettando un posto come professoressa d'inglese nel rinomato collegio per signorine benestanti St. Bride's, ospitato nella lussuosa e a tratti misteriosa villa costruita da Lord Bunting (donata alla sua morte perché diventasse un rifugio di pace e istruzione per ragazze orfani di madre), diretta dalla Signorina Harnette ed un'armata di Direttrici delle Case. I polmoni pieni d'aria fresca e un discreto bagaglio di segreti e insicurezze, Gemma Lamb si imbarca nell'impresa di dimostrare ad alunne e colleghe - perché lo staff del St. Bride's è tutto rigorosamente al femminile...in teoria! - ma soprattutto a sé stessa, di avere la stoffa dell'insegnante e che i colpi inferti da Steven alla sua autostima possano guarire.

Tutto è diverso e unico al St. Bride's. Ragazze e insegnanti parlano un codice tutto loro, le varie Case hanno nomignoli improbabili "Canile" e "Casa dei Poveretti", le regole ferree della Signorina Harnett sembrano più volte a indirizzare la ribellione delle ragazze che a scoraggiarla, ci sono botole che si aprono e chiudono dal nulla, mausolei silenziosi usati come stanze di meditazione e chiacchiere da Trogolo, un gatto nero che sembra incurante di muri e porte chiuse...per non parlare delle insegnanti, ognuna delle quali sembra portare con sé cartelle piene di segreti, più che di compiti in classe. Eppure le stanze piene di spifferi della grande villa accolgono Gemma nel loro microcosmo, dandole sì tante tracce da seguire e piccoli misteri da risolvere...ma anche l'opportunità di sentirsi finalmente a casa e perché no, magari di trovare anche l'amore. 

Questo primo libro della nuova serie di Debbie Young - uscito nel 2019 e ora tradotto in italiano per Vallardi - è uno dei migliori cozy mystery che abbia letto recentemente, e credo diventerà subito una delle mie serie preferite. Non vedo l'ora di leggere le prossime uscite...e non prendiamo in giro, non penso che resisterò a mettermi in pari con le versioni in lingua originale! L'atmosfera mi ha ricordato subito uno dei miei episodi di Poirot preferiti (Cat Among the Pigeons) in cui si trova a risolvere un mistero nel collegio femminile di Meadowbank...e non mi stupirei se Young si fosse guardata l'episodio svariate volte, perché ha colto perfettamente quel misto di calore, solennità e un pizzico di mistero che insieme ad un cast di personaggi molto realistico ed interessante, non forzato, mi ha conquistata. Mi ci sono proprio immersa dentro, come una coperta di lana logorata dal tempo che assume carattere e sembra aver imparato come accoglierti al meglio, mi ha fatto sentire comoda e coccolata, mantenendo al tempo stesso il mio interesse con una suspence molto soft, e l'ha resa una lettura piacevolissima. 
Per chi come me ama i "cozy mysteries", sa che la parte "cozy" la fa spesso da padrone sul "mystery", relegando l'aspetto giallo ad un fil rouge che fa scorrere la narrazione ma che è consapevolmente un pretesto per la creazione di un ambiente in cui far accomodare il lettore e a cui presentargli storie e personaggi che gli terranno compagnia.

E questo romanzo per me lo fa al meglio, non facendosi mancare niente...neanche il pizzico di romance che si sa, a noi donne scalda sempre un po' il cuore! 


Durata totale della lettura: 3 giorni
Età consigliata: 13 anni 
Bevanda consigliata: Cioccolata calda
Formato consigliato: Cartaceo
Sito dell'autrice: https://authordebbieyoung.com/
Consigliato a chi ha apprezzato: Macabro Quiz di Agatha Christie; Lasciate fare a Psmith di P.G. Wodehouse; 



«Non sono le qualifiche accademiche a rendere il mondo un posto in cui è bello vivere. 
E' la gentilezza »
  




    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 24 giugno 2024

Recensione: La compagnia degli enigmisti

   


La compagnia degli enigmisti
di Samuel Burr

Editore: Longanesi

Prezzo cartaceo: € 18,60
Pagine: 368
Traduzione: Alba Bariffi

"Una caccia al tesoro lunga un romanzo, fondata su soluzioni che altro non sono che "fondamenta per una vita appagante". [...] Una storia che porta il lettore a giocare insieme con i protagonisti, in una narrazione che alterna il passato al presente."

Jessica Chia, La Lettura (Corriere della sera)

"Una caccia al tesoro che svela il passato, e apre al futuro. Puzzle, cruciverba e una storia che cattura.

Giulia Ziino, Sette (Corriere della sera)

Un ragazzo abbandonato alla nascita e cresciuto da un gruppo di menti brillanti. Un ultimo, impossibile rompicapo da risolvere. Un segreto che cambierà tutto.

In una magione del Bedfordshire che ha visto giorni migliori, di proprietà della celebre enigmista Philippa Allsbrook, un eccentrico gruppo composto da sciaradisti e sciaradiste, creatori e creatrici di rebus e labirinti, enigmisti ed enigmiste per lo più ottuagenari trascorre la propria esistenza ideando e risolvendo rompicapi. Le loro menti sono le più acute e affinate d’Inghilterra, eppure c’è un segreto che nemmeno i soci della Compagnia conoscono, un segreto che Philippa, sul letto di morte, affida a Clayton Stumper, il giovane uomo che lei stessa, un giorno di venticinque anni prima, ha trovato abbandonato in fasce fuori dalla porta della villa. Clay, allevato dai più brillanti geni del secolo scorso, si veste come un uomo d’altri tempi, beve sherry e non sa niente delle proprie origini. Ma, forse, il fitto mistero che ammanta il suo passato può trovare una soluzione grazie alla curiosa scatola che Philippa gli ha lasciato in eredità. Aiutato dalla bislacca quanto astuta Compagnia, Clayton (e con lui il lettore) cercherà di decifrare gli indizi contenuti nel cofanetto in un viaggio fra labirinti e rompicapi che, forse, lo porteranno a sciogliere l’enigma più difficile di tutti, quello che riguarda chi siamo veramente.




Il romanzo d'esordio di Samuel Burr è stata una tappa di lettura quasi obbligata per me che sono cresciuta con le immancabili Domeniche Quiz sotto l'ombrellone e gli zii anziani che da sempre si divertono con l'enigmistica ed i rebus "per tenere attivo il cervello" e combattere valorosamente l'età che avanza. E così fa il gruppo di ottuagenari "enigmatologi" tra cui (e da cui) è cresciuto Clayton, orfanello abbandonato alla porta del loro quartier generale e praticamente adottato dalla battagliera comandante della compagnia, Philippa Allsbrook. 

Alla sua morte, Clayton perde il punto di riferimento di una vita, di un'identità che ancora gli sfugge l'autonomia...e come tante altre volte nel corso degli anni passati con la Compagnia, è un misterioso rebus da risolvere che lo sprona all'azione e gli indica la strada da percorrere per comprendere il proprio passato e trovare sé stesso. L'avventura che ci accomuna tutti, su cui tanto è stato scritto e tuttavia è sempre diversa e unica quanto sono uniche le persone che la compiono: quella alla scoperta di sé, che in questo caso prende vita attraverso una caccia al tesoro appassionante e in cui il lettore prende parte attiva, svelando via via insieme a Clay i rompicapo e gli enigmi dispersi nel libro - sotto forma di illustrazioni e tavole proprio - e nella storia. 

Mi ha commossa molto l'esperienza di Clay, cresciuto in mezzo a personaggi eccentrici ed anziani e che sente quindi l'inevitabile distacco con i propri coetanei, non riconoscendosi con le loro storie e trovandosi troppo maturo troppo presto, con interessi molto differenti dai loro ed essendosi abituato alle tante piccole stranezze che fanno parte di chi ha già vissuto appieno una vita e si sente sereno nella propria identità - da cui è sempre stato circondato ma la cui sicurezza ancora non gli appartiene. Mi ci sono riconosciuta molto, e sicuramente non sarò la sola.

Attraverso la narrazione a doppio punto di vista, seguiamo Clay nella sua avventura enigmistica ed enigmatica, ma torniamo anche indietro nel tempo, attraverso il racconto di Philippa e della sfida di creare un ambiente adatto a prendersi cura e crescere un bambino in un luogo decisamente non a prova di ragazzini. E' un ottimo punto di incontro tra la piacevole e scorrevole lettura estiva, con momenti di emotività e comicità, ed il mistero che tiene comunque aggrappati alla storia e su cui i più appassionati potranno dilettarsi, cercando le soluzioni disseminate nel testo.

Mi è piaciuto molto e sicuramente farà il giro della famiglia come lettura estiva! 


Durata totale della lettura: 8 giorni
Età consigliata: 14 anni 
Bevanda consigliata: Caffè espresso senza zucchero
Formato consigliato: Cartaceo


«Quel luogo che si può chiamare casa, quella combriccola che diventa famiglia»
  


    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 10 giugno 2024

Recensione: A Wild Mind

  


A wild mind
di Andrea Bariselli

Editore: Rizzoli

Prezzo cartaceo: € 18
Pagine: 300

"È tutto 'troppo' per me. Troppo lavoro, troppe informazioni, troppa fatica, troppi dialoghi surreali. Troppo impegno per bisogni inautentici. Siamo tutti vittime di una grande bugia: quella di tenere duro sempre e comunque, anche quando sembra senza senso, anche quando siamo stremati. Ma come possiamo rivoluzionare il nostro mondo se siamo esausti? Come è stato possibile, a un certo punto, che le nostre esistenze siano state fagocitate dal lavoro, dalla frenesia, dalla lotta cieca alla crescita? Da una corsa che ha anche devastato l’unico pianeta abitabile che conosciamo?" 

Quello formulato dallo psicologo e neuroscienziato Andrea Bariselli è un grido di allarme, una provocazione, un monito. Come a dire: attenzione, ci stiamo allontanando da casa, stiamo andando contro la nostra natura di esseri umani, non è per ricevere ed elaborare questa altissima densità di stimoli che siamo fatti, non per questo esasperante ed esasperato multitasking. Ma per cosa siamo fatti, allora? Come funziona il nostro cervello? Con quali strumenti possiamo ascoltarlo, tracciandone l’attività? Com’è cambiato in secoli di evoluzione? Ancora meglio: ha senso parlare di evoluzione oppure “rispetto ai nostri antenati ci stiamo progressivamente rincoglionendo”? 

"A Wild Mind", nato dall’omonimo podcast successo del passaparola e dal lavoro sul campo di Bariselli, è un libro fatto di tante domande, di resoconti scientifici e riflessioni intime; di esperimenti sorprendenti, di predizioni, di spiegazioni su comportamenti che tendiamo ad adottare e replicare. Uno su tutti, di estrema attualità: perché facciamo tanta fatica a comprendere la portata dell’impatto che le nostre azioni hanno sul futuro del pianeta e quindi a diventare più virtuosi? 

Spoiler: in buona parte è “colpa” della corteccia prefrontale mediale. Un libro rigoroso ma accessibile nella forma e nei contenuti che, spiegando le invisibili connessioni che esistono tra il nostro cervello e la natura attraverso le neuroscienze, racconta chi siamo, da dove veniamo e cosa siamo diventati. E come possiamo immaginare una vita più umana.




Posizionato al crocevia tra saggio di neuroscienze, libro di self-help all'introspezione emotiva, commovente esplorazione nell'animo umano e indagine di estrema attualità sul rapporto uomo-natura-società moderna...questo libro mi ha colpita molto. L'autore, noto al pubblico per l'omonimo podcast ormai di successo da qualche tempo, riesce a rendere fruibile, scorrevole e per niente pesante un tema - quello delle neuroscienze e della connessione uomo-ambiente - che è sicuramente d'interesse tecnico ed al contempo ampiamente affrontato. 

Attraverso le proprie esperienze personali, i propri ricordi intrecciati alle spiegazioni scientifiche e ai resoconti dei propri esperimenti, alleggerisce la scrittura ..intervallata addirittura da momenti dall'eco poetica. Mi è mancata forse un po' di vena ironica, che avrebbe ulteriormente accattivato il lettore trattenendone l'attenzione, ma fa sicuramente un buonissimo lavoro nel agganciare l'interesse anche di chi, come me, ha letto tanti manuali, saggi, studi e libri sulla psicologia, sulla mente umana ed il suo funzionamento...senza annoiare.

Personalmente, non essendo un'evoluzionista, ho trovato comunque stimolante l'analisi che fa dei nostri bisogni primari, primordiali forse, e di come e quanto lo stile di vita odierno sia lontanissimo da ciò che la nostra psiche ed il nostro corpo avrebbero bisogno per funzionare - ed essere valorizzati - al meglio di ciò per cui sono fatti (o sono stati creati, per chi come me crede in una creazione di matrice divina). 

Lo consiglio certamente a chi - come me - è convinto che questo stile di vita occidentale del corri-corri non sia l'unica opzione possibile, non debba essere l'unica strada che ci viene messa davanti...ma che sia necessario trovarne (o ripercorrerne) altre, migliori. A chi vuole ritrovare una connessione con l'ambiente che ci circonda...o meglio, di cui siamo parte integrante...senza necessariamente passare per altre filosofie o movimenti, ma con un approccio scientifico, pratico e riconoscibile da tutti.


Durata totale della lettura: 10 giorni
Età consigliata: 14 anni 
Bevanda consigliata: Infuso menta e limone
Formato consigliato: Cartaceo/Ebook



«Non c’è nulla di più selvaggio della mente degli esseri umani»
  


    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 30 aprile 2024

Recensione: Conversazioni letterarie

 


Conversazioni letterarie
a cura di Adam Biles

Editore: Neri Pozza

Prezzo cartaceo: € 20
Pagine: 256
Traduzione: Massimo Ortelio

Per qualsiasi avido lettore, è impensabile andare a Parigi senza programmare una visita a una delle librerie più iconiche al mondo: Shakespeare and Company. A due passi da Notre-Dame, l’insegna verde e gialla con accanto un affresco di Walt Whitman che veglia sulla soglia, è stata il rifugio della Beat Generation negli anni Cinquanta e rimane ancora oggi un punto di riferimento per autori e autrici da tutto il mondo. Ed è infatti qui, dove la letteratura si respira in ogni angolo, su ogni scaffale e ripiano, che incontriamo scrittrici e scrittori in carne e ossa, sentiamo le loro voci, conosciamo i loro pensieri sulla vita e sui libri che li hanno resi famosi. Nelle interviste raccolte dal direttore letterario Adam Biles si conversa degli aspetti più disparati dell’umano: l’idea di natura per Annie Ernaux, il concetto di rappresentanza secondo Reni Eddo-Lodge e Colson Whitehead, la cognizione del tempo di Carlo Rovelli, il senso dello scrivere per Rachel Cusk e per Karl Ove Knausgård, la definizione di solitudine secondo Olivia Laing, la presenza dei classici nel contemporaneo per Madeline Miller, e molto altro ancora. Venti conversazioni ospitate da Shakespeare and Company, venti protagonisti della letteratura mondiale celebrano il nostro tempo, offrendo ai lettori l’occasione di un dialogo vivo, un incontro unico.

Ci sono momenti speciali in cui la libreria, il rapporto fra autore e intervistatore e le aspettative del pubblico entrano in sintonia dando vita a una misteriosa alchimia. Allora si avverte un’energia irresistibile nella stanza, un’energia che raggiunge quella che io chiamo «velocità di fuga». Sono occasioni inebrianti, in cui l’intervista trascende i vincoli formali e diventa qualcosa di più: una conversazione densa di significato.

Gli autori e le autrici

Claire-Louise Bennett – Rachel Cusk – Geoff Dyer – Reni Eddo-Lodge – Annie Ernaux – Percival Everett – Marlon James – Meena Kandasamy – Katie Kitamura –  Karl Ove Knausgård – Hari Kunzru – Olivia Laing – Madeline Miller – Carlo Rovelli – George Saunders –  Leïla Slimani – Miriam Toews – Jesmyn Ward – Colson Whitehead – Jenny Zhan




L'anfrattosa, storica, meravigliosa libreria Shakespeare & Company è uno degli angoli di questo mondo che mi è rimasto nel cuore fin dal mio primo viaggio a Parigi, e so di essere decisamente poco originale: è difficile visitarla e non percepirne l'atmosfera particolare, di quei posti che sanno lasciare il segno. Un santuario per gli amanti dei libri, come gemme di contenuto ma anche come oggetti preziosi, in cui echeggiano anni di amore per la letteratura lasciati indietro da decine di migliaia di autori e lettori insieme.

Nata nel 1919 dall'americana Sylvia Beach in Rue de l’Odéon, già agli inizi degli anni Venti era diventato un punto di riferimento e di ritrovo per aspiranti autori e scrittori allora in erba di quella che sarebbe diventata la Lost Generation: Ernest Hemingway, Ezra Pound, James Joyce Sherwood Anderson, Andre Gide, Gertrude Stein, Alice B. Toklas, D. H. Lawrence, Scott Fitzgerlad per citarne alcuni. Purtroppo a causa dell'occupazione nazista di Parigi, la libreria fu costretta a chiudere nel 1941 e non vide la luce per almeno una decade.

Nel 1951 George Whitman aprì la sua "Le Mistral" al 37 di Rue de la Bûcherie con grandioso affaccio sulla cattedrale di Notre Dame de Paris, cambiandogli nome in "Shakespeare and Company" nel 1964 come omaggio a Sylvia Beach. Ancora una volta la libreria intitolata al celeberrimo drammaturgo inglese diventa luogo di scambio culturale, ristoro e confronto per la gioventù autorale, la Beat Generation prima (James Baldwin, William Burroughs, Anaïs Nin, Allen Ginsberg, Richard Wright, Julio Cortázar, Henry Miller...) ed ancora oggi ospita - grazie anche a nuove iniziative che Sylvia Whitman delinea nella sua introduzione al volume - la crema del panorama culturale internazionale.

Il volume è sicuramente impegnativo, non tanto nella lettura essendo interviste ben formulate e ben trasposte, quanto un minimo di cultura generale e familiarità con almeno alcune delle opere degli scrittori intervenuti renderanno certamente più agevole la comprensione e l'assaporamento del contenuto, di buon livello culturale. Le ho trovate molto interessanti e credo che possano essere uno stimolo proficuo anche per chi non conosce le personalità in questione, ma ama il mondo della cultura e dei libri. Ogni autore si racconta in quelli che diventano scambi trascendenti il ruolo di intervistato e intervistatore, un'evoluzione sempre personale di ciò che per loro incarna il processo scrittorio, di ciò che delle loro vite intime trasborda nelle pagine che raggiungono noi lettori. 

"Abbiamo cercato di individuare i momenti speciali in cui la libreria, il rapporto fra autore e intervistatore e le aspettative del pubblico entrano in sintonia dando vita a una misteriosa alchimia. Serate in cui l’ospite, invece di rifugiarsi nell’aneddotica, sceglie il percorso più incerto, ma anche più eccitante, di un nuovo pensiero. […] Sono occasioni inebrianti, in cui l’intervista trascende i vincoli formali e diventa qualcosa di più: una conversazione densa di significato" dice il curatore Adam Biles nella sua prefazione...ed è sicuramente riuscito nell'intento.


Durata totale della lettura: 8 giorni
Età consigliata: 15 anni 
Bevanda consigliata: 
Formato consigliato: Cartaceo
Consigliato a chi ha apprezzato: Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto. Riflessioni sulla scrittura di Virginia Woolf; Perché scrivere di Zadie Smith; Perché scrivere? Saggi, conversazioni e altri scritti 1960-2013 di Philip Roth; 


«Ho creato questa libreria come se un uomo scrivesse un romanzo, costruendo ogni stanza come un capitolo, e mi piace che le persone aprano la porta nel modo in cui aprono un libro, un libro che conduce in un mondo magico nella loro immaginazione »
 George Whitman 


    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 19 aprile 2024

Recensione: La foresta del Nord

 


La foresta del Nord
di Daniel Mason

Editore: Neri Pozza

Prezzo cartaceo: € 20
Pagine: 384
Traduzione: Massimo Ortelio

New England, xvii secolo. In principio ci sono un uomo e una donna, in fuga dalla Colonia puritana cui appartengono, braccati da uomini con archibugi e sciabole che vorrebbero trascinarli davanti al giudizio della comunità. Si nascondono, si amano cullati nel verde abbraccio della grande foresta del Nord, nuotano nudi nei torrenti, finché il giovane fuggiasco sceglie una pietra bianca e liscia per posarla in una radura in cui sorgerà una casupola in pietra e legno, il nuovo inizio. Non possono sapere, quei giovani amanti, che la casa nata dalla passione illecita e da un selvaggio ottimismo sarà abitata nei quattrocento anni a venire. Da un soldato inglese destinato alla gloria che abbandona i campi di battaglia del Nuovo Mondo per dedicarsi alla coltivazione delle mele. Da due gemelle nubili che insieme affrontano guerra e carestia, invidia e desiderio. Da un cronista di nera che porta alla luce una fossa comune, solo per scoprire che la terra si rifiuta di svelare i propri segreti. La foresta del Nord ne porta i segni indelebili, con i boschi maestosi che si tramutano in radure, coltivi, prati pettinati. Tuttavia, all’ombra di quegli alberi antichi, si sente il passo cadenzato del tempo che avanza, al cui paragone ambizioni, trasgressioni, amori, tradimenti, rimpianti umani appaiono di una vanità struggente, insignificanti contro l’immensità.

«Originalissimo. Ammaliante. Erano tanti anni che non leggevo un romanzo così». Abraham Verghese

«Mason ha portato alla luce, nella storia secolare di una singola casa del New England, una storia universale di perdita e riscatto: il più bel libro che abbia letto negli ultimi anni». Anthony Marra

«Con una trama che parte da lontano e va lontano come Cloud Atlas, atmosfere sottilmente inquietanti degne di Edgar Allan Poe e una consapevolezza carnale della Natura che richiama Thoreau, La foresta del Nord conferma un grandissimo talento». San Francisco Chronicle




Gli ammiratori della scrittura dell'autore californiano, che ha debuttato nel 2002 con il romanzo "L'accordatore di piano" ed ha confermato il proprio successo con "Il soldato d'inverno", troveranno un Daniel Mason in qualche modo trasceso. 

La foresta del Nord (North Woods il titolo originale) è un romanzo volutamente innovativo, originale nel senso meno banale del termine, la narrazione storica ma anche senza tempo dell'esperienza Americana condensata in un unico luogo, un'unica casa - testimone oculare ma silente del susseguirsi di caratteri ed epoche. Attori umani e non vivono e muoiono in questa regione remota del Massachussets, ma non scompaiono mai secondo Mason che ne evidenzia il perdurare in ciò che si lasciano alle spalle, nei cambiamenti che inevitabilmente apportano all'ambiente che li circonda ed in cui rimane traccia del loro passaggio. La eco di ogni personaggio risuona durante tutto il corso del romanzo, negli anni e secoli a venire, intrecciando uomo e natura in modo indissolubile. E' una narrazione spezzettata, rapida e salvata dall'essere macchinosa dallo stile sapiente dell'autore e dal fascino delle sue descrizioni; il lettore deve fare un po' di fatica nel raccogliere via via le briciole cosparse per tenere le fila della trama forse a tratti caotica ma ammaliante, facendolo sentire che in fondo ne sia valsa la pena. 

Attraverso il racconto di una piccola foresta nordamericana, Mason riesce a mostrare senza malinconia che la storia del mondo è una storia di cambiamento, di mutazione e non di perdita. Niente va mai perduto, ma si trasforma dando vita a nuove opportunità, nuove storie. Non sono semplici storie appiccicate insieme in una specie di quilting malriuscito come altri romanzi "corali" risultano, sono storie intrecciate come un'ecosistema, in cui ognuna contribuisce e causa lo sbocciare delle altre, in una efficace metafora dei rapporti ineluttabili tra i tanti elementi dell'ambiente naturale di cui, spesso ormai inconsapevoli, facciamo parte.

Il racconto un po' edenico di una giovane coppia di puritani, scappati nudi tra le foreste per vivere liberamente il proprio amore e trovare terra fertile in cui mettere radici come semini portati dal vento, si trasforma nella storia di una giovane donna rapita da nativi americani in una missione di difesa delle proprie terre. Un soldato inglese che decide di averne abbastanza dell'odore della polvere da sparo e si trasferisce insieme alle figlie nella campagna del Massachussets perché "Dio vuole che metta su un meleto"...ed è proprio tra le ossa del suo cadavere seppellito che un seme di melo riesce a farsi strada ed attecchire, per portare frutto. E poi storie di fratellanza e tragedia, malattia mentale, scarabei in calore, giovani innamorati, gatti randagi, lettere d'amore, appunti di medicina, articoli di giornale...tutto diventa protagonista e spalla in questo cast innumerevole che compone la storia umana e dei luoghi che tocchiamo.

E' un romanzo sicuramente affascinante, complesso e che non mancherà di smuovervi e farvi osservare forse con occhi un po' più attenti l'ambiente che vi circonda, ricco di storie e di tracce del suo passato. 


Durata totale della lettura: 10 giorni
Età consigliata: 18 anni 
Bevanda consigliata: Ginger Beer
Formato consigliato: Cartaceo
Consigliato a chi ha apprezzato: The Overstory


« L’unico modo per comprendere il mondo come qualcosa di diverso da una storia di perdita è vederlo come una storia di cambiamento”».


    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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