domenica 28 aprile 2019

Recensione: I gemelli di Piolenc




I gemelli di Piolenc
di Sandrine Destombes

Editore: Rizzoli
Prezzo edizione cartacea:
 € 19,00
Pagine: 320


Giugno 2018. Piolenc, Francia del Sud. Nadia Vernois, undici anni, saluta le amiche all’uscita di scuola e un attimo dopo svanisce nel nulla. I sospetti delle autorità si concentrano subito su Victor Lessage, “il maledetto di Piolenc”, come è stato soprannominato da qualcuno. Vedovo, Victor è un uomo che si nutre di collera da troppo tempo, un uomo che non trova pace da trent’anni. È da giorni sotto torchio nella sala interrogatori della Gendarmeria di Orange, quando Nadia torna a casa. Ma la ricomparsa della bimba non basta a scagionarlo: particolari inquietanti non lo consentono, come il messaggio che Nadia dice di dover riferire a Victor, “Ditegli che Solène lo perdona”. Ecco, Solène lo perdona. Sua figlia. Trovata morta un giorno d’estate del 1989, dopo essere scomparsa insieme al fratello gemello, Raphaël, di cui invece non si sono più avute notizie. Un messaggio impossibile da recapitare, ma che per il commissario Julien Fabregas rappresenta l’unica traccia da seguire per risolvere le altre due sparizioni che si verificano nei giorni successivi. E che porta indietro a trent’anni prima, a quell’estate maledetta del 1989. Da quel momento, Fabregas sprofonda in un rovo di piste già battute dal suo alter ego dell’epoca, Jean Wimez, e di altre nuove, inesplorate, che allungano la lista dei sospettati. Neanche il più piccolo frammento disseminato sul sentiero degli anni potrà essere trascurato. Ne I Gemelli di Piolenc, Destombes distilla particelle di informazioni e passa al setaccio poche risposte: ci spinge così nel fitto di una vicenda dalle atmosfere ambigue, accendendo dubbi su tante figure e avvicinandoci, mai troppo, alla verità. Saremo costretti a rimettere in discussione le nostre poche certezze prima di trovarci di fronte, colpo di scena, a un epilogo del tutto degno di questo nome.





Ho iniziato questo libro e non sono più riuscita a staccarmene.
Un noir frenetico, dove ogni personaggio ha qualcosa da nascondere e la lettura diventa frenetica perché in ogni pagina si percepisce che niente è come sembra. È sfidante, nel senso buono del termine.
L'autrice ci porta avanti e indietro nel tempo per raccontare un'indagine iniziata trent'anni prima ma che sembra essere collegata ai fatti successi ai giorni nostri. Nell'estate del 1989 due ragazzini, più precisamente due gemelli di undici anni, Solène e Raphaël sono scomparsi. Il corpo senza vita di Solène, vestita con un abito bianco e una corona di fiori in testa, viene poi ritrovato, composto e senza segni di violenza, nel cimitero del piccolo villaggio di Piolenc. Del fratello non si sono più avute notizie. Trent'anni dopo scompare una ragazzina di undici anni, Nadia. A indagare un gendarme in pensione, Jean Wimez, che aveva seguito il caso della scomparsa dei gemelli senza riuscire a trovare il colpevole e il commissario Julien Fabregas, ex sottoposto di Wimez. Mano a mano che ci si addentra nella lettura appare sempre più chiaro che tra le due tragedie ci sia un collegamento ma, ogni nuovo elemento che viene alla luce rende le indagini sempre più confuse. Tanti i sospettati, a partire proprio dal padre dei gemelli, Victor Lessage per arrivare ad un misterioso uomo cui si scoprono ben tre identità. Colpi di scena, segreti che vengono a galla scavando sempre più a fondo nel passato delle persone coinvolte nei fatti. Tra passato e presente, prosegue l'indagine complessa che vede coinvolte anche persone morte nel corso degli anni.
Ma bisogna arrivare alle ultime sessanta pagine per riuscire a capire chi sia veramente a tirare le fila di questa intricata vicenda. Imperdibile.


Durata totale della lettura: 3 giorni
Bevanda consigliata: caffè forte
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 17 anni



   E dica a nostro padre che gli vogliamo bene e che siamo dispiaciuti


1 commento:

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