mercoledì 17 giugno 2020

Recensione: L'ottava vita (per Brilka)

L'ottava vita (per Brilka)
di Nino Haratischwili

Titolo originale: “Das achte Leben (Für Brilka)”
Editore: Marsilio
Prezzo Cartaceo: € 24,00
Prezzo ebook: € 11,99
Pagine: 1148


La famiglia Jashi deve la sua fortuna (e la sua sfortuna) a una preziosa ricetta per una cioccolata calda molto speciale, destinata a essere tramandata di generazione in generazione con una certa solennità. Gli ingredienti vanno maneggiati con cura, perché quella bevanda deliziosa può regalare l'estasi, ma porta con sé anche un retrogusto amaro...
Al tempo degli ultimi zar, Stasia apprende i segreti della preparazione dal padre e li custodisce nel lungo viaggio che, da una cittadina non lontana da Tbilisi, in Georgia, la porta a San Pietroburgo sulle tracce del marito, il tenente bianco-rosso arruolatosi pochi giorni dopo le nozze. È convinta che quella ricetta, come un amuleto, possa curare le ferite, evitare le tragedie e garantire alla sua famiglia la felicità. Ma allo scoppio della Rivoluzione d'ottobre, quando il destino della stirpe degli Jashi cambierà per sempre, capirà che si sbagliava. Tra passioni e violenze, incontri, fughe e ritorni, sei generazioni e sette donne - da Stasia, nata nel 1900, a Brilka, che vedrà la luce nel 1993 - attraversano l'Europa, da est a ovest, fino all'inizio del nuovo millennio, inseguendo i propri sogni e arrendendosi solo alla Storia. Alla ricerca del proprio posto nel mondo, le discendenti del famoso fabbricante di cioccolato percorrono il "secolo rosso", dando vita a una saga familiare avventurosa e tragica, romantica e crudele, in cui per il lettore sarà dolcissimo perdersi, e ritrovarsi.


Un libro epico, la saga di una famiglia raccontata attraverso le vite delle sette donne che l'hanno vissuta con passione, ognuna nel proprio tempo. Un romanzo sul ricordo dove in ogni capitolo troviamo la storia di una delle donne della famiglia Jashi, le antenate di Brilka, narrate dalla nonna Niza.  Perché, come  diceva la bisnonna di Niza, ogni persona è come un filo che tesse una trama. E ogni persona tiene le fila della trama, creando un suo proprio disegno. Il libro inizia con la storia di Stasia, nata nel 1900 e bisnonna di Niza. Sognava di diventare una ballerina, si è sposata con un soldato ma l'amore per la danza non l'ha mai abbandonata. Stasia ha una sorella, bellissima, Christine che, suo malgrado diventa l'amante di un politico. Stasia ha due figli, Kostya ed Kitty. Il primo arriva ai vertici dei ranghi sovietici, mentre Kitty viene accusata di tradimento. Kostya ha una figlia, Elene. C'è Daria, la sorella più grande di Niza, che l'adora. 
Il libro attraversa eventi storici dalla fine dell'epoca degli Zar, alla costruzione dell'Unione Sovietica, dal Grande Terrore alla Seconda Guerra Mondiale, fino alla caduta dell'Unione Sovietica e alla Guerra civile in Georgia. Haratischwili ci presenta gli eventi attraverso i personaggi che li hanno vissuti, con occhi diversi. 
E in ogni racconto ritroviamo la "magica tazza di cioccolata" che viene consumata nei punti nevralgici del libro. La ricetta è del patriarca della famiglia, padre di Stasia, affascinato dall'Europa Occidentale tanto da coltivare il sogno di ricreare in tutta la Georgia i bar all'austriaca. Però questa cioccolata può portare alla beatitudine quanto alla disperazione, può rendere forti o annientarti. Difficile condensare in poche righe la potenza di questo romanzo che ti cattura e non ti lascia più. Provate a pensare che bello sarebbe avere una nonna che ti racconta una saga familiare così densa di avvenimenti, facendoti sognare ed emozionare, gioire o struggerti per quelle donne che, di fatto, hanno contribuito anche  a renderti quello che sei. Perché se ci pensate, la vita di ognuno di noi è l'insieme, o il risultato, delle vite di ci ci ha preceduti.
Molto bello e appassionante. Altamente consigliato.


Durata totale della lettura: due settimane
Bevanda consigliata dall'autrice: una tazza di cioccolata calda
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 17 anni




      "È bello perdersi nella storia di famiglia."


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio.

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