giovedì 2 marzo 2023

Recensione: Matcha al veleno

 


Matcha al veleno
di Stefania Viti

Editore: Sonzogno
Prezzo Cartaceo: €17,00
Prezzo e-book: €9,99
Pagine: 256

Milano, fine febbraio. Nel cuore di Brera, il maestro Yamafuji Sowa inaugura la nuova sede della scuola del tè Tsubaki celebrando il koicha temae, l’esclusiva cerimonia durante la quale gli invitati degustano una miscela pregiatissima da un’unica tazza. Per l’occasione, sono state chiamate le personalità più in vista della comunità nipponica – cantanti liriche, attrici di teatro No- e altre esponenti del mondo della cultura – nonché alcune appassionate della Milano bene, tra le quali spicca Ludovica Cattaneo, mecenate e regina dei salotti cittadini. Ma, inaspettatamente, qualcosa va storto: dopo aver bevuto, la donna si accascia sui tatami in seguito a un malore. A prima vista sembrerebbe trattarsi di un infarto, ma Nora Valli – intrepida giornalista di moda, amante del Giappone e rigorosa cultrice dello smalto rosso – intuisce subito che l’espressione della vittima tradisce una sofferenza di altra natura. Ma quale potrebbe essere, allora, la causa del decesso? E chi, tra i raffinati ospiti della cerimonia, potrebbe essersi macchiato di un simile delitto? Costantemente in bilico tra passioni opposte – rincorsa da Agata, la sua direttrice, e spronata da Gigi, il suo mentore e caporedattore della cronaca –, Nora decide di seguire l’istinto per sbrogliare la matassa di un caso apparentemente irrisolvibile, cercando al tempo stesso di mettere ordine nel suo cuore in tumulto: ad avere la meglio sarà il fascino sfuggente del collega Arturo, oppure il misterioso charme del commissario Malacarne?


Nora Valli, giornalista di moda, appassionata del Giappone, si ritrova a seguire la cerimonia del tè tenuta dal maestro Yamafuji per scrivere un articolo da pubblicare sulla famosa rivista Donna oggi.
La serata viene però stravolta da un evento inaspettato: Ludovica Cattaneo, moglie del ricco finanziere Mario Cattaneo, si accascia sul tatami subito dopo aver bevuto il tè. Si pensa inizialmente ad un infarto, nonostante la donna godesse di ottima salute, motivo per cui viene richiesta un'autopsia.
Risultato: Ludovica Cattaneo era stata avvelenata. 

La questione è però molto più complessa di quello che sembra. Ognuno dei partecipanti era infatti legato a doppio filo con la ricca donna e ognuno di loro aveva un ottimo movente per ucciderla, ma allo stesso tempo era vincolato all'amicizia di Ludovica che grazie alle sue finanze e conoscenze permetteva alla maggior di loro di portare avanti i propri progetti.
Sato Eriko, Orizia Dufour, la cuoca Takada, la cantante Yuriko, l'attrice Katherine Huber, il maestro Yamafuji e sua moglie Sachiko: chiunque avesse avvelenato la donna aveva studiato tutto nei minimi dettagli, tenendo conto che la tazza per degustare il tè sarebbe stata condivisa da tutti gli invitati. 

Un amcio e collega di Nora, Gigi, caporedattore di cronaca nera del Nazionale, invita la giornalista a pranzo con il commissario  della polizia Carlo Malacarne: avendo assistito alla morte della donna, pur essendo un'indagata, Nora avrebbe potuto fornire informazioni importanti e, con la scusa di scrivere l'articolo sulla cerimonia, avrebbe potuto scoprire qualcosa da ognuno degli invitati.

Un giallo ben studiato, in cui tutti i personaggi sono perfettamente legati tra loro, cosa che rende più difficile arrivare alla soluzione. Molto scorrevole alleggerito dall'apparente frivolezza della moda, presente in tutto il racconto, usata anche per caratterizzare i personaggi, per farne emergere carattere e sentimenti in tante diverse sfaccettature, caratteristica che, per quanto mi riguarda, rappresenta uno dei punti forti del libro. Mi piaciuto moltissimo in modo in cui l'autrice inserisce una quantità immensa di informazioni e aneddoti culturali sul Giappone, sull'arte e sulla storia. Tutto veramente molto curato, come le unghie sempre impeccabile, rigorosamente in Chanel Rouge Noir, della protagonista. 

Un libro che rileggerei volentieri. 

Durata totale della lettura:  Cinque giorni
Bevanda consigliata: Tè verde matcha
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni


      "Omicidio, ripeté tra . D'altronde, lei che lavorava con le parole sapeva che è sempre bene chiamare le cose con il proprio nome. I sostantivi, se esistono,  è perché danno un senso all'esistenza: inquadrano i fatti, indicano una strada. E «omicidio» era l'unica parola giusta per quegli avvenimenti. «Omicidio»: sostantivo di otto lettere che reclamava un colpevole. "


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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