domenica 5 novembre 2017

Recensione: Shadowhunters. Dark Artifices - Signore delle ombre


Shadowhunters. Dark Artifices - Signore delle ombre
di Cassandra Clare


2# Dark Artifices


Editore:  Mondadori
Prezzo ebook: 9,99 € 
Prezzo cartaceo: 19,90 € 
Pagine: 660
Titolo originale: Lord of Shadows
Genere: fantasy YA



Onore, senso del dovere, rispetto della parola data: questi sono i principi che guidano l’esistenza di ogni Shadowhunter. Oltre alla certezza che non esista un legame più sacro di quello che unisce due parabatai, compagni di battaglia destinati a combattere e a soffrire insieme. Un legame che mai e poi mai – questo dice la Legge – dovrà trasformarsi in amore. 
 Emma Carstairs sa bene che il sentimento che la unisce al suo parabatai, Julian Black­thorn, è proibito e che proprio per questo potrebbe distruggere entrambi. Sa anche che, per non rischiare la loro vita, dovrebbe scappare il più lontano possibile da lui. Ma come può farlo, proprio ora che i Blackthorn sono minacciati da nemici provenienti da ogni dove? 
 L’unica loro speranza sembra racchiusa nel Volume Nero dei Morti, un libro di incantesimi straordinariamente potente su cui tutti vogliono mettere le mani. Per questo, dopo aver stretto un patto con la Regina Seelie, Emma, la sua migliore amica Cristina, Mark e Julian Blackthorn partono alla ricerca del libro, affrontando mille insidie, imbattendosi in potenti nemici ben consapevoli che nulla è ciò che sembra e nessuna promessa è degna di fiducia.
Nel frattempo, a Los Angeles, la tensione crescente tra Shadowhunter e Nascosti ha rafforzato la Coorte, la potente fazione interna al Consiglio strenua sostenitrice della Pace Fredda e disposta a tutto pur di impossessarsi dell’Istituto. Ben presto però un’altra, nuova minaccia si fa avanti, sotto le spoglie del Signore delle Ombre – il Re della Corte Unseelie -, che spedisce i propri guerrieri migliori sulle tracce dei Blackthorn e del libro. Con il pericolo ormai alle porte, Julian concepisce un piano rischioso che prevede la collaborazione con un personaggio imprevedibile. 
Ma per ottenere la vittoria finale sarà necessario pagare un prezzo che lui ed Emma non possono nemmeno immaginare, e che avrà ripercussioni su tutti coloro e tutto ciò che hanno di più caro al mondo.




Cassandra Clare è la Shonda Rhimes dell'urban fantasy. Lo penso da anni, ma con Shadowhunters. Dark Artifice - Signore delle Ombre, ne ho avuto la certezza assoluta. La nostra Cassandra preferita, infatti, ci regala l'ennesimo capolavoro, che riesce davvero a stupire, emozionare e impressionare il lettore. La Clare con questo libro dimostra di essere in uno stato di grazia, il che si traduce, per chi è ormai entrato nel fandom del mondo Shadowhunters, che ci sarà da soffrire un sacco.
 Come sempre quando si tratta della Clare, la narrazione è un fiume in piena che trascina il lettore in una giravolta di avvenimenti ed emozioni, capaci di tener svegli i propri lettori fino ad orari indecenti al motto "ancora un capitolo e poi spengo la luce", che viene ripetuto stile mantra finché le prime luci dell'alba non iniziano ad illuminare la stanza. Credetemi, ho dovuto raddoppiare la mia dose quotidiana di caffè mattutino per riuscire ad andare al lavoro quando leggevo questo libro, e la sera non vedevo l'ora di tornarmene a casa per poter scoprire come continuava.
Rispetto al primo volume della saga, la storia assume davvero una sua propria identità rispetto alle altre trilogie che abbiamo già amato in maniera incondizionata. Mi spiego: se nel primo volume attendevo con ansia di rivedere i protagonisti degli altri libri - da Tessa e Jem agli Herondale e i Lightwood - ed erano quelli i momenti che attendevo con maggiore ansia, con questo secondo volume i Blacktorn ed Emma sono davvero riusciti a catturare tutta la mia attenzione. E se non potrò mai negare che rivedere Magnus, Alec, Clary e Jace mi abbia portato a sorridere come un'ebete, è stato facile accettare il fatto che loro non siano altro che i comprimari, e che i veri eroi e protagonisti sono Julian, Emma, Mark, Cristina e tutti gli altri Blackthorn.
Emma e Julian sono meravigliosi. Period. Non è solo il loro amore proibito (abbiamo scoperto a cosa vanno incontro i parabatai che si innamorano l'uno dell'altro, e soffriamo assieme a loro per il fatto che i loro reciproci sentimenti siano così pericolosi per tutti), ma è l'alchimia che esiste tra loro due ad essere davvero speciale. Non so nemmeno se esistono parole per poterla descrivere, a parte "leggete e capirete".
E di Cristina e Mark, ne vogliamo parlare? Non c'è Diego il perfetto che tenga, io shippo quei due come se non ci fosse un domani e me lo sento nelle ossa che la Clare nel prossimo volume mi farà patire le pene dell'infermo per vederli assieme. Sempre che non decida di fare in mille pezzi il mio piccolo, povero cuoricino, perché da lei ormai mi aspetto di tutto.
E non dimentichiamoci dei Blackthorn più giovani - Tavvy, Dru, Livvy e Ty - che si trovano a crescere e a giocare un ruolo sempre più importante in questa faccenda, e di Kit, che deve scendere a patti con le rivelazioni che hanno sconvolto la sua vita che ci hanno fatto sgranare gli occhi nelle ultime pagine di Signora di Mezzanotte.
La trama, come sempre quando si tratta della Clare, è ipnotica. Il mondo degli Shadowhunters diventa sempre più reale, ad ogni pagina che si legge: intrighi e misteri paiono nascondersi in ogni angolo e, come abbiamo ormai imparato da tempo, nulla deve essere dato per scontato. Non ditemi che avevate creduto davvero che l'intera faccenda di Annabel si fosse risolto nel primo volume?
Una parola, anzi no, un verso per descrivere il finale: aaaaaahhhhhhhh!!!!!!!!
E una domanda: il prossimo volume quando esce? Lo chiedo solo perché voglio essere sicura di fare scorta di caffè per tempo, perché non ho dubbi che anche quello mi farà vedere la città illuminata dai primi raggi dell'alba.


Serie Shadowhunters. Dark Artifices
1# Signora di Mezzanotte - Lady midnight
2# Signore delle Ombre - Lord of Shadows
3# Queen of air and darkness (inedito)





Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata:  Caffè. Con tanta tanta caffeina
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Sito dell'autore: Cassandra Clare











"Parabatai
Come compagni guerrieri. 
Come una coppia di soldati che mai, mai avrebbe potuto essere divisi"



                                            

sabato 4 novembre 2017

Recensione: Paper Palace



Paper Palace
di Erin Watt

The Royals Series

Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo cartaceo: € 17,90
Prezzo ebook: € 8,99
Pagine:  352
Titolo Originale: Twisted Palace
Genere: romance, New Adult

Ella è arrivata a Bayview ormai da qualche mese, ma il tempo è volato. Capita, quando sei impegnata a combattere bulli e a innamorarti. Le ostilità dell'inizio sono soltanto un ricordo, e adesso può contare su una migliore amica che, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla, su un fidanzato che tutte le invidiano, su fratelli adottivi che adora e su un uomo, Callum Royal, che è quanto di più simile a un padre Ella abbia mai avuto. Ma le sfide per lei non sono finite. Perché, proprio quando le cose sembrano andare per il verso giusto, e lei e Reed si sono appena ritrovati, il destino è pronto a separarli di nuovo. E questa volta potrebbe essere per sempre. Il futuro di Reed corre infatti sul filo del rasoio. Il suo carattere impulsivo e irascibile e i suoi pugni facili potrebbero avergli giocato un brutto tiro. E la sua tendenza a superare ogni ostacolo con la violenza potrebbe costargli cara. Si è spinto davvero troppo oltre? Ella è una combattente, ed è disposta a tutto per difendere le persone che ama, proteggere Reed, e stare con i Royal. Ma questa volta potrebbe essere troppo persino per lei. 
Finalmente in libreria il terzo capitolo della serie già acclamata come il nuovo fenomeno editoriale dell'anno. In corso di pubblicazione in oltre 20 Paesi e già bestseller negli Stati Uniti e in Germania, i primi due volumi hanno scalato le classifiche dei libri più venduti anche in Italia, e non smettono di conquistare nuove lettrici.





!!! Questa recensione contiene degli spoilers sul primo e il secondo libro della serie !!!

Come nel precedente, Paper Palace ricomincia esattamente dove Paper Prince si era concluso.
Dei 3 libri della serie forse è quello che mi è piaciuto di più perché c’è più verità nei rapporti genitore-figlio, in quelli tra compagni di classe e (cosa che ho apprezzato) la trama è più costruita e non ci sono meno scene di sesso “senza senso” (passatemi il termine… ogni tanto negli altri libri mi sembrava che tutto ruotasse intorno a questo!).
Reed viene accusato dell’omicidio di Brooke e tutte le prove sembrano incastrarlo, cosa che renderà abbastanza tesi i rapporti tra lui e i compagni di classe, con i compagni di squadra e con la società in generale. I fratelli Royals ed Ella cercano di fargli da scudo oppure di sdrammatizzare, ma ciò non impedisce scontri, occhiatacce o commenti spiacevoli.
Ella, dal canto suo, gli crede, anche se ha sempre un tarlo che le rosicchia il cervello e ci fa capire che non sia al 100% dalla parte del suo fidanzato. La sua vecchia lei le intima di prendere i soldi e scappare insieme… fortuna che qualcuno la fa ragionare!
In tutto questo, il caro buon vecchio papà Steve (ritornato dall’oltretomba) non vede di buon occhio il rapporto tra sua figlia e Reed e decide che deve recuperare il tempo perduto con la figlia. Dopo averla costretta a traslocare da lui e Dinah (che accusa di essere l’artefice del suo incidente - per fortuna - andato male), diventa uno di quei padri super possessivi, diffidenti e - lasciatemelo dire! - rompiscatole che di più non si può! Se a queste caratteristiche sommiamo una rivelazione sul suo passato che influenzerà tutto il resto del romanzo, credo che Steve si aggiudichi il premio come peggior padre del secolo…e già dall’inizio non mi piaceva!!
Mi è piaciuta la parte “investigatrice” di Ella che cerca di scovare il vero assassino di Brooke per aiutare il suo bad boy.
Mi è piaciuta anche la sua maggiore integrazione con le sue compagne di scuola e la consapevolezza di voler fare danza (perché il ritmo le scorre nelle vene!), perché lo trovata più umana, più vera e meno “wonder woman”… più coerente con l’adolescente che è!
Non mi è piaciuta la sua ossessione nel voler orchestrare la sua prima volta con Reed, come se da questa cosa ne dipendesse la sua intera vita… un po’ Machiavellica!
Mi è piaciuto (e ve lo lascio scoprire) il suo rapporto di odio-amore con Jordan… l’ho trovato divertente sia per lo scambio di battute, sia per il contesto in cui si evolve… anche se Jordan rimane Jordan!
Quindi, per farla breve, tra (mai scontati) colpi di scena e rivelazioni shock, una conclusione di serie che mi ha convinto e che, grazie alle minor scene di sesso e alla maggior trama, mi ha lasciata davvero contenta.
Rimane il fatto che c’è sempre troppo poco Easton ma quando c’è, si vede! Aspetto i libri interamente a lui dedicati per rifarmi! ;-)


The Royals Series:
1. Paper Princess
2. Broken Prince - Paper Prince
3. Twisted Palace - Paper Palace


Tempo di lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: The alla menta
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'Autore: Erin Watt

 






“Alle nostre spalle, c’è un passato tormentato e terribile; davanti a noi un futuro luminoso." 





venerdì 3 novembre 2017

5 Cose che...

Eccoci tornati ad una nuova puntata di questa bellissima rubrica ideata sempre dal blog Twins Book Lovers!

In questa rubrica i temi affrontati saranno molto vari, riguarderanno sempre il mondo dei libri, ma anche film, attori, serie tv…insomma…tutte cose che, da amanti dei libri, non potrete che approvare! Quindi, senza timore e senza indugio, vi presento il tema di oggi: 5 libri che vorrei leggere.



1. Caraval
di Stephanie Garber

Non vedo l'ora di leggerlo! Sembra avere tutto quello che mi piace e devo ammettere che in passato mi aveva già colpito e stavo per comprarlo in inglese poi ho visto che la Rizzoli lo avrebbe pubblicato e quindi ora non ci sono proprio più scuse.




2. Ti chiamo sul fisso
di Rainbow Rowell

ADORO Rainbow Rowell e quando ho visto un altro suo romanzo pubblicato dalla Piemme ho fatto mille salti di gioia. Lei è bravissima e la sua scrittura cattura, sono proprio curiosa di leggere questa nuova storia.




3. Racconti al tramonto
di Bram Stoker

Di Bram Stoker ho amato il romanzo principale "Dracula" e in completo stile Halloween, credo che questa serie di racconti facciano proprio al caso mio.




4. La battaglia delle tre corone
di Kendare Blake

Comprato in lingua qui a Dublino ne hosempre rimandato la lettura per dare precedenza ad altri libri ma ora che è arrivato anche in Italia non posso rimandarne la lettura oltre e quindi tra le prossime letture lui ha un posto riservato!




5. La promessa di Natale
di Sue Moorcroft

Lo so, lo so che è troppo presto per pensare al Natale, ma io non ci posso fare proprio nulla, a me il Natale piace e la sua atmosfera mi incanta completamente e quindi non vedo l'ora di tuffarmi nelle letture in pieno stile natalizio tra le quali di sicuro inserisco questo libro!





Recensione: In mare aperto

In mare aperto
di Clive Cussler


Editore: Casa editrice Longanesi
Prezzo Cartaceo: € 18,60
Pagine: 362
Titolo originale: The Thief


Siamo nel 1910, nel periodo in cui le guerre più segrete si combattevano sul filo della scienza e in cui l’intelligence si muoveva già seguendo le tracce di inventori e scienziati mondiali. In mare aperto di Clive Cussler e Justin Scott due scienziati che hanno fatto una scoperta che potrebbe cambiare il destino dell’umanità vengono rapiti sul bordo della mitica nave Mauretania che sta attraversando l’Oceano diretta negli Stati Uniti. Per fortuna a salvarli c’è Isaac Bell, un detective la cui missione è portarli in salvo perché possano terminare gli esperimenti necessari per la loro scoperta. Se durante il primo attacco Isaac Bell riesce a salvarli entrambi, in un secondo terribile agguato uno dei due scienziati muore. Dietro a questa rappresaglia ci sono i servizi segreti che vogliono permettere ai tedeschi di avere un vantaggio militare e scientifico su tutta l’Europa. E la scoperta messa in atto dai due scienziati non glielo permetterebbe. Ma di che cosa si tratta? Cos’hanno inventato i due uomini di così rivoluzionario da costargli la vita e da poter decidere il destino di una guerra? Bell dovrà scoprirlo per poter capire gli obiettivi reali dei suoi nemici, scovarli e impedirgli che uccidano anche l’unica mente rimasta di questa incredibile scoperta. E tutto dovrà avvenire In mare aperto.



Siete pronti a partire per un’altra, meravigliosa, ineguagliabile avventura scritta da un vero maestro? Un autore letto in 100 paesi del mondo, un nuovo capitolo di una serie amatissima. Per gli amanti del genere, questo libro non mancherà di stupire, per la raffinatezza con cui è stilato, e per la profondità con cui miscela narrazione e fatti storici. Torna ovviamente protagonista Isaac Bell (se ancora non lo conoscete, come personaggio, vi consiglio vivamente di recuperare le altre opere che l’hanno visto protagonista); questa volta la sua missione, sarà quelle di indagare su di un’intricata vicenda che potrebbe persino cambiare le sorti del mondo occidentale; nondimeno causare molte vittime. Come sempre, l’investigatore capo Bell, vi rapirà e saprà coinvolgervi a tal punto, che non vi sentirete più sulla terraferma, ma imbarcati, assieme a molte altri passeggeri a bordo dell’importante Mauretania; nave dal prestigio imponente. Agenti segreti, il tentato rapimento prima, e l’uccisione di uno scienziato poi; sono solo alcuni degli ingredienti chiave di un libro che appassiona, e coinvolge pienamente. Ancora una volta, nonostante lo scetticismo iniziale del suo capo, l’ispettore Bell, saprà nuovamente dimostrarsi sulla strada giusta. Senza svelarvi troppo (altrimenti potrei rovinarvi la lettura), Bell dovrà fare i conti, con un crudele agente, che nasconde un segreto e che cercherà di dare un vantaggio ai tedeschi per aprire la strada che darà inizio alla guerra. Lasciatemi dire, che in mezzo a tanta azione, non manca nemmeno un pizzico di romanticismo, quello creato dal matrimonio celebrato sulla nave tra Bell e la sua adorabile mogliettina. Un libro che suggerisco con forza anche a chi non ha mai letto quest’autore; data la sua notevole esperienza, credo meriti di trovare un posto d’eccezione nella vostra libreria, inoltre Bell è davvero un personaggio meritevole e indimenticabile.


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Cappuccino chiaro
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Clive Cussler








      "Una nuova, entusiasmante indagine per Isaac Bell."





giovedì 2 novembre 2017

Recensione & Intervista all'autore: L'orizzonte ogni giorno un po' più in là



L'orizzonte ogni giorno un po' più in là
di Claudio Pelizzeni

Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo Cartaceo: € 16,90
Prezzo Ebook: € 9,99
Pagine: 336


«È la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita entusiasmante.» Questa è la storia di Claudio Pelizzeni, un ragazzo che, a poco più di trent'anni, ha già raggiunto traguardi che sfuggono a tanti suoi coetanei: una laurea in un'università importante, un impiego di responsabilità, uno stipendio fisso che gli consente di vivere da solo e di circondarsi del più desiderabile superfluo. Un ragazzo che, nonostante questo, non ha paura di guardarsi dentro e farsi la domanda più importante: sono davvero felice? Di fronte ad aspettative che non sente come sue, a tragitti sempre identici che non aprono nuove prospettive, a una routine che stritola tempo, energia e passione, non può che rispondersi di no. Finché un giorno, davanti a un tramonto, la consapevolezza si accende in lui: i sogni non possono aspettare. E, con quella luce, il coraggio di dare un taglio netto a tutto per inseguire la sua più grande passione: viaggiare. Viaggiare per allargare gli orizzonti di quel mondo che si sta facendo sempre più stretto e soffocante intorno a lui. Viaggiare per sfidare i limiti del corpo e le barriere della mente. Viaggiare con lentezza, senza aerei, per toccare con mano i confini, per «il gusto stesso del viaggio, degli imprevisti, delle scoperte e delle sorprese, delle correnti dell'universo a cui abbandonarsi». Questa è la storia di un sogno diventato realtà, di un'avventura che ha portato a una nuova vita. Un viaggio lungo mille giorni, attraverso cinque continenti e quarantaquattro Paesi. Ma anche un viaggio dentro di sé, a stretto contatto con le proprie paure, debolezze, risorse inaspettate. In dialogo profondo con quella voce intima e nascosta che, quando accettiamo di ascoltarla, sa sempre indicarci la direzione.






Viaggiare...uno forse dei miei verbi preferiti e che ha molteplici sfumature a seconda del contesto ma che di base sicuro indica uno spostamento, un movimento, la consapevolezza di affrontare un qualcosa di diverso che sta cambiando la nostra situazione attuale. Difficile forse da spiegare davvero, perché più che un verbo, viaggiare è molto ma molto di più, può anche voler significare prendere in mano la propria vita, cambiare in modo così radicale da rimanerne profondamente segnati e ritroviamo questo cambiamento nelle parole dell'autore di questo libro. Claudio Pelizzeni non ha scritto un libro inventando una storia mai esistita o solo ispirata a fatti realmente accaduti, lui ha scelto di narrare la sua di storia, quella di quando ha detto basta, basta ad una routine che lo stava intrappolando sempre piu stretto, basta accontentarsi di una vita forse all'apparenza perfetta ma che sotto sotto manca di una delle cose fondamentali, ovvero la felicità. Inizia proprio da questa sua decisione la sua nuova avventura, che lo porta in giro per il mondo senza mai prendere un aereo, sicuramente un piano coraggioso e che forse all'inizio può spaventare ma che gli ha regalato delle emozioni uniche e dei momenti indimenticabili. Ogni luogo da lui visitato ci viene riproposto attraverso gli occhi e le sensazione dell'autore, sembra in qualche modo di vivere quei luoghi da protagonista come se il viaggio in fondo fosse anche nostro. Pelizzeni scrive con semplicità, leggendo il libro sembra di averlo incontrato in un bar ed essere rimasti ad ascoltarlo mentre ci racconta del suo viaggio, delle sue scelte, che possono sembrare così lontane da noi ma che invece alla fine forse sono più vicine di quanto possiamo immaginare. Mi ha fatto uno strano effetto leggere questo libro, avendo affrontato un viaggio simile io stessa in molte cose sono riuscita a rispecchiarmi e mi ha portato alla memoria i ricordi della mia avventura che è stata una delle cose più belle che io abbia mai fatto in vita mia. Invito chiunque a leggere questo libro, per trovare ispirazione, per allargare i propri orizzonti, per vivere attraverso le pagine un'esperienza che possiamo decidere di fare nostra, per imparare ad ascoltarci intimamente, cosa che forse spesso e volentieri dimentichiamo di fare davvero.








Ciao Claudio,

ho letto le tue parole affascinata e rivivendo seppur in piccolo un momento della mia vita dove anche io ho trovato il modo di prendere la mia felicità per mano e mi sono lasciata alle spalle il lavoro e la routine quotidiana per viaggiare zaino in spalla dal Belize all'Argentina. Avrei così tante domande da farti, l'avventura che hai fatto è davvero eccezionale e penso che non mi stancherei mai abbastanza a leggere dei tuoi passi, delle tue sensazioni, del tuo viaggio.

- Quando hai deciso di intraprendere questo viaggio, come descriveresti le sensazioni che hai provato? Se ci sono state paure, quale è stata la più grande? Cosa ti aspettavi da questa esperienza?

Le sensazioni sono state sensazioni quasi di liberazione, perché il nodo in gola un po' si è sciolto soprattutto quando ho dato le dimissioni perché da quando ho deciso a quando poi ho dato le dimissioni sono passati circa sei mesi e sono stati sei mesi in cui, devo dire la verità, mi sono domandato spesso da dove iniziare e la pianificazione non è stata semplice. Da questa esperienza mi aspettavo di potermi aprire davvero in senso letterale al mondo, di assorbire tutto quello che poteva arrivare, infatti una delle cose a cui faccio riferimento anche nel libro è che non credo nel viaggio di redenzione ma bisogna partire per un'esperienza del genere che è così forte e così grande senza conti in sospeso, partendo liberi da tutto perché se ci si trascina dietro i problemi, entrano nello zaino e prima o poi si rifanno vivi.

- Mi ricordo che molto spesso durante il mio di viaggio mi sono ritrovata davanti a paesaggi o spettacoli naturali durante i quali mi sono chiesta "Come ho fatto a vivere ignorando l'esistenza di tanta bellezza?" e quindi chiedo a te, c'è un qualcosa che hai visto durante il tuo viaggio che ti ha fatto domandare la stessa cosa?

Si, e paradossalmente è capitato proprio alla fine del viaggio , mi trovavo in Mauritania, nel bel mezzo del deserto del Sahara, era Novembre, so che anche in Italia si era parlato di questa fantomatica luna piena gigante, ma non lo sapevo perché non avevo internet e me la sono vista sorgere in mezzo alle dune del deserto dove ho fatto un'esperienza di cinque giorni, 187 chilometri, io, un cammelliere e due dromedari. Quando ho visto questa luna sorgere in mezzo al deserto mi son detto "Quanto tempo ho perso prima di vedere queste cose?"

- Durante il tuo viaggio, hai mai pensato alla tua vita passata, ti sei mai guardato indietro e domandato come mai non hai iniziato questo tipo di esperienza prima?

Si, è capitato spesso soprattutto nei primi nove/dodici mesi, il pensiero andava spesso a quando lavoravo in banca, a come era la mia vita, come stava cambiando. Non mi sono domandato come mai non ho iniziato questo tipo di esperienza prima perché ritengo che fosse arrivato il momento giusto in quel momento, quasi una sorta di chiamata, sentivo che tutti i tasselli del puzzle stavano combaciando in quel preciso momento, se lo avessi fatto prima da più giovane, probabilmente non avrei avuto la maturità per affrontare una scelta del genere e se avessi aspettato troppo chissà cosa il futuro aveva già in serbo per me e forse mi avrebbe impedito di farlo.

- Devo dire che il tuo libro e la tua avventura sono la testimonianza di come spesso ci si ritrovi inglobati dalla quotidianità senza rendersi conto di non stare davvero vivendo la propria vita accontentandosi di un qualcosa che non è davvero quello che vogliamo, credo che a volte sia più semplice rendersene conto, ed a volte molto più complicato. Ti senti di dare un consiglio a coloro che magari si trovano nella tua stessa situazione prima del viaggio? Come si trova il coraggio di affrontare tutte le proprie paure ed iniziare un percorso come il tuo?

Il consiglio più grande che posso dare è di partire liberi, liberi dai problemi che ci attanagliano quotidianamente, è ovvio che nella quotidianità è difficile porsi domande e trovare anche le risposte perché la vita è un costante ripetersi di azioni che in qualche modo ci rende quasi ovattati in una zona di confort, viaggiando ci si fanno molte più domande ma non è detto che ci si facciano quelle giuste quindi bisogna fare un buon percorso introspettivo e cercare le risposte dentro di noi. Io paura non ne ho avuta, semmai ho avuto paura di restare quindi forse è questo che mi ha spinto a fare questa mossa che tutti definiscono coraggiosa anche se etimologicamente il coraggio è andare oltre le proprie paure e io non avevo paura di partire, anzi il contrario, quindi accetto volentieri la parola coraggio, perchè è un grande complimento però per me coraggio è altro.

- La prima cosa che hai pensato quando sei ritornato a casa e la prima cosa che hai fatto una volta di ritorno?

La prima cosa che ho pensato è difficile da dire, forse è stato "ce l'ho fatta, ho realizzato il più grande sogno della mia vita" e ha 35 anni è qualcosa che non ha prezzo. La prima cosa che ho fatto è stato mangiare la pizza.

- C'è un posto dove non ti sei sentito a tuo agio e ti sei pentito di arrivare? Viceversa il luogo dove ti ha solleticato l'idea di fermarti, un posto che hai sentito tuo in tutto e per tutto?

Poco a mio agio mi sono sentito negli Stati Uniti D'America, ma non mi sono pentito si averli visti, anzi non mi pento assolutamente di nessun itinerario, di nessun paese attraversato anche quelli dove magari sono andate male le cose o dove sono anche successi dei contrattempi. In America mi sono sentito meno a mio agio perché ho avuto relazioni umane molto forti con le persone locali quasi in tutti i paesi, mentre ho trovato gli americani forse un pochino superficiali, forse ho viaggiato troppo velocemente io e non ho avuto il tempo di immergermi a fondo, ci metto molto della mia responsabilità ma devo ammettere che mi sono sentito quasi un pesce fuor d'acqua, però paesaggi meravigliosi, un posto che meritava sicuramente. 
Mi sono sentito a casa in Nepal, con i miei fratellini, i ragazzi dell'orfanotrofio nel quale ho dato una mano e nel quale tornerò. I luoghi dove mi ha solleticato l'idea di fermarmi sono due, uno è l'Australia dove obiettivamente il sistema sociale ed economico e la natura ti fanno venire voglia di restare, però avevo un sogno da realizzare e quindi sono andato oltre. Un altro luogo è stato la Patagonia perché lì ho vissuto questa esperienza a stretto contatto con la natura, due mesi e mezzo in tenda, autostop, dove mangiavo solo le trote che pescavo e bevevo solo l'acqua di fiumi e ruscelli e quindi ci ho pensato, solo che iniziava l'inverno e con meno sette/otto gradi di notte in tenda iniziava ad essere dura.

- Credi di esserti fermato adesso o stai già pianificando il prossimo viaggio?

No, direi che non mi fermo assolutamente. Il viaggio è come una sorta di droga, il Wonderlust, cercherò di stare il meno possibile di inverno in Italia perché sono molto metereopatico e sto pianificando una serie di viaggi legati anche all'iniziativa della Backpackers Accademy, ovvero i viaggi di gruppo che sto realizzando con il mio blog e proprio cinque minuti fa stavo definendo un viaggio in Sri lanka a Gennaio, un altro in Islanda sempre a Gennaio, a caccia dell'aurora boreale, Vietnam a Febbraio, Marzo in Indonesia, Aprile Giappone, Maggio Marocco...quindi direi che no, non mi fermo.

Bellissima esperienza, bellissimo racconto, grazie per aver condiviso con noi il lettori uno stralcio della tua vita, forse uno dei più importanti.

Kait

Kait





"Un viaggio alla scoperta del mondo ma anche alla scoperta dell'uomo."




Recensione: A spasso con i centenari


A spasso coi centenari
di Daniela Mari


Editore: Il saggiatore
Prezzo Cartaceo: € 16,00
Pagine: 166



Agata vive con la nuora, vedova del suo unico figlio, e la nipote, madre di un bimbo di tre anni. Le piacciono i gioielli e gli abiti eleganti, ama guardarsi allo specchio e spazzolare a lungo i capelli, che ha di un bianco abbagliante. Emma vive sola, ha lavorato in una fabbrica di iuta e in seguito come cuoca in un convitto. Se ha freddo si butta sulle ginocchia una coperta che ha fatto con le sue mani. Cucina da sé i propri pasti e ogni giorno, dopo cena, si concede un bicchiere di liquore fatto in casa. Agata ha 104 anni, Emma 117. È alla ricerca del segreto di una simile longevità – indissolubilmente coniugata ad acume intellettuale, curiosità, vivacità mentale – che parte Daniela Mari, in un viaggio che, come quello alla volta della mitica Shangri-La, si rivelerà di volta in volta avventuroso o malinconico, ma sempre sorprendente: Daniela Mari ha dedicato la vita a studiare i delicati, complessi, misteriosi meccanismi che sottostanno al nostro invecchiamento e, memore della lezione dei tanti centenari che ha conosciuto e con cui ha lavorato, in Italia e nel mondo, ha raccolto in queste pagine – uniche nella capacità di fondere rigore scientifico, lucidità filosofica e sensibilità letteraria – il distillato purissimo dei suoi studi.



Oggi si parla molto di tempo sociale, perche l’uomo, con i progressi della medicina, hanno guadagnato. molti anni per quanto riguarda l’invecchiamento biologico, ma le esigenze dell’economia accorciano il suo ruolo sociale. E allora questa la misura contemporanea dell’invecchiamento? Invecchiare e un fenomeno complesso, dinamico e variabile, secondo l’epoca in cui si vive. L’autrice ha compiuto un enorme studio per stilare questo libro. I centenari, oggi sempre piu numerosi grazie all’aumentata attesa di vita e alla possibilita di accesso alle cure nell’età infantile e giovane-adulta, sono uno straordinario modello di umanità e di sintesi delle teorie sull’invecchiamento che hanno affascinato nei secoli i ricercatori. Che siano questi centenari a possedere la chiave in grado di schiudere la misteriosa, elusiva shangri-la di cui, oggi più che mai, sembriamo tutti alla ricerca? La via per accedere alla valle, a dar retta alle immagini visionarie di Frank Capra, e ardimentosa: e il caso di mettersi in viaggio, un viaggio attraverso la magia dell’età avanzata che anche il lettore più attento, troverà all’interno di questo romanzo. Ho apprezzato particolarmente che la stessa autrice, abbia voluto rilevare come: una delle ragioni che l’hanno spinta a scrivere questo libro è stata quella di uscire dall’hortus conclusa della ricerca accademica per coniugare la sua esperienza sul campo, fatta non solo di studi, analisi e ricerche ma anche d’incontri, persone, battaglie vinte e perse, con la sua esperienza personale. Mi ha molto emozionato la foto scattata con Emma Morano, la simpatica “ ultracentenaria” che aveva raggiunto la soglia dei 117 anni. Nonostante una vita difficile, ha sempre mantenuto uno spirito. Vivace e durante l’ultima intervista insieme, in occasione del suo compleanno, ha per la prima volta rivelato di bere ogni sera un bicchierino di liquore fatto in casa. Non nascondo poi di aver versato qualche lacrimuccia leggendo le conclusioni, sapientemente stilate, che dovrebbero essere una lezione per tutti noi, anche i più giovani tra di noi: unica di queste è quella secondo cui, l’unica immortalità vera e quella delle opere, che sopravvivono dopo di noi. Un saggio attualissimo e imperdibile.


Durata totale della lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: Caffè con panna
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Daniela Mari









      "L'arte dell'invecchiare bene."





                            

mercoledì 1 novembre 2017

Recensione: Insieme siamo perfetti


Insieme siamo perfetti
di Penelope Douglas


Editore: Newton & Compton
Prezzo cartaceo: € 7,43
Prezzo ebook: € 0,99
Pagine: 384
Titolo originale: Punk 57
Genere:  romance

Non posso fare a meno di sorridere leggendo la sua lettera. Mi manca. In quinta elementare a ciascuno di noi venne assegnato un amico di penna tra i ragazzini di un’altra scuola. Mi chiamo Misha, e pensando che fossi una femmina, l’altro insegnante mi mise in coppia con una sua allieva, Ryen; la mia maestra, credendo che Ryen fosse un maschio come me, non obiettò. Dal primo momento in cui io e Ryen abbiamo iniziato a scriverci, abbiamo litigato su tutto. E le cose non sono cambiate in questi sette anni. Le sue lettere sono sempre scritte in inchiostro argento su carta nera. A volte ne arriva una alla settimana, altre volte tre nello stesso giorno, ma sento che ormai sono diventate una necessità per me. Lei è l’unica che mi aiuta a tenere la rotta, l’unica che mi accetta per come sono. Abbiamo solo tre regole fra di noi. Niente social media, niente numeri di telefono, niente foto. Fino a quando, in rete, sono incappato nella foto di una ragazza di nome Ryen, che ama la pizza di Gallo, e adora il suo iPhone. Quante possibilità c’erano che fosse lei? Accidenti! Dovevo incontrarla. Certo non potevo immaginare che avrei detestato ciò che stavo per scoprire.   





Per chi lo stesse aspettando, sì, questo è il famoso Punk 57 di cui avete tanto sentito parlare.
Devo dire che la brillante idea dei genitori di dare dei nomi strani (o poco frequenti) ai propri figli, non sempre paga (lo so per esperienza personale, credetemi!!)… se poi avete dei professori “approssimativi” ecco il risultato: un ragazzo e una ragazza diventano amici di penna per negligenza altrui (anche se, onestamente, non vedo dove stia il problema!).
Fin qui nulla di troppo originale, l’incipit non ha chissà quali elementi veramente di spicco, eppure ha quel “qualcosa” che lo rende molto piacevole, tanto che ci si dimentica facilmente del fatto che, l’idea di partenza, non fosse così originale. Dopo quasi 7 anni di corrispondenza (in cui il patto è sempre stato non incontrarsi, non cercarsi sui social e non mandare fotografie), Misha - un ragazzo che scrive canzoni per la sua band - incontra, in una delle serate del suo gruppo, una ragazza che si chiama come la sua Ryen. Troppo strano per essere casuale!
Da qui inizierà la storia e il rapporto tra i 2 (che su carta sono di un certo tipo, mentre di persona tutt’altro!) si farà interessante...
Per chi ha già letto qualcosa della Douglas, non farà fatica ad immedesimarsi nella sua scrittura semplice ma efficace che riesce pienamente a far trasparire le emozioni dei personaggi e a creare atmosfera nel suo racconto.
Misha e Ryen sono, a parer mio, i punti forti di questo romanzo perché sono realistici nonostante qualche piccolo “cliché”.
Non si fa fatica ad entrare in sintonia con loro ed a “scoprirli” lentamente durante la lettura.
Non ho sempre apprezzato le scene (palesemente esplicite) hot tra i due protagonisti, ma, questo, penso sia molto soggettivo e, se amate la Douglas, non penso che vi dispiaceranno!
Un romanzo che non mi ha conquistato, ma che ho trovato comunque molto interessante per i temi che affronta: le difficoltà del farsi accettare al liceo e in una comunità, il bullismo, i soprusi, l’immagine che uno dà di sé (che non sempre è quella reale!), la difficoltà dell’essere sé stessi e la paura del giudizio degli altri. Una lettura a tratti crudele, ma anche piena di speranza.


Tempo di lettura: Tre giorni
Bevanda consigliata: The ai frutti rossi
Formato consigliato: ebook
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: 
 




"Nessuno vuole starsene da solo alle superiori e, se hai degli amici, buoni o cattivi che siano, hai un briciolo di potere. In quel senso, le superiori sono simili alla prigione: non ne esci vivo da solo." 



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