martedì 28 luglio 2020

Recensione: Il morso della vipera



Il morso della vipera
di Alice Basso

Editore: Garzanti
Prezzo cartaceo : € 16,90
Prezzo ebook: € 9,90 
Pagine: 302
Genere: Narrativa moderna

Dopo aver creato Vani Sarca, Alice Basso torna con una nuova protagonista: combattiva, tenace, acuta, sognatrice. Sullo sfondo di una Torino in cui si sentono i primi afflati del fascismo, una storia in cui i gialli non sono solo libri ma maestri di vita.
«Alice Basso seduce e cattura grazie a originalità e freschezza» - Silvana Mazzocchi, la Repubblica
"Ogni mattina Anita si accomoda alla Olivetti e digita digita digita. Le storie che deve trascrivere sono belle. Anita coi personaggi entra subito in confidenza. Tempo due racconti e le sembra di conoscerli da una vita. In ogni storia il protagonista di turno si ritrova in un agguato, in una sparatoria, in una rissa. E Anita ormai lo sa che il personaggio ne uscirà intero, o perlomeno con buone prospettive di ripresa, perché sono racconti seriali, giusto? Mica lo fai crepare, il protagonista che deve tornare ancora e ancora, ci arriverebbe anche un cretino; eppure a ogni lama di coltello che balugina nel buio di un vicolo, a ogni sguardo nero dell’occhio cavo della canna di una pistola, a ogni sagoma minacciosa che si staglia contro la porta di una bisca, Anita trasale e digita più in fretta per vedere come andrà a finire".

Il suono metallico dei tasti risuona nella stanza. Seduta alla sua scrivania, Anita batte a macchina le storie della popolare rivista Saturnalia: racconti gialli americani, in cui detective dai lunghi cappotti, tra una sparatoria e l'altra, hanno sempre un bicchiere di whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo. Eppure le pagine di Hammett e Chandler, tradotte dall'affascinante scrittore Sebastiano Satta Ascona, le stanno facendo scoprire il potere delle parole. Anita ha sempre diffidato dei giornali e anche dei libri, che da anni ormai non fanno che compiacere il regime. Ma queste sono storie nuove, diverse, piene di verità. Se Anita si trova ora a fare la dattilografa la colpa è solo la sua. Perché poteva accettare la proposta del suo amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare. E ora si trova con quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che però così male non sono, anzi, sembra quasi che le stiano insegnando qualcosa. Forse per questo, quando un'anziana donna viene arrestata perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è l'unica a crederle. Ma come rendere giustizia a qualcuno in tempi in cui di giusto non c'è niente? Quelli non sono anni in cui dare spazio ad una visione obiettiva della realtà. Il fascismo è in piena espansione. Il cattivo non viene quasi mai sconfitto. Anita deve trovare tutto il coraggio che ha e l'intuizione che le hanno insegnato i suoi amici detective per indagare e scoprire quanto la letteratura possa fare per renderci liberi.





Anita è spiritosa, vivace e bellissima. Della bellezza negli anni ne ha fatto una virtù, non perché non sia intelligente ma perché tutti da sempre le hanno ripetuto quanto fosse bella. Siamo a Torino e il fascio sta programmando di invadere l'Africa, la torre littoria svetta sulla città: l'aria è elettrica, di attesa dell'oscurità che nel giro di pochi anni si abbatterà come una scure sulla nostra penisola. Anita però ha un fuoco che le brucia dentro ed è quel fuoco che l'ha spinta a dire a Corrado - nel bel mezzo della proposta di matrimonio - che avrebbe voluto lavorare sei mesi prima di diventare moglie e madre di sei -sei!- bambini. Alice Basso dopo il successo della serie che vede protagonista Vani Sarca, torna in libreria con una nuova frizzante eroina. Ho avuto modo di conoscere Alice Basso dal vivo alle presentazioni dei libri di Barbara Fiorio ma alla fine per svariati motivi ho sempre ritardato la lettura dei suoi romanzi.Questa volta però non mi sono lasciata sfuggire l'occasione di leggere la sua ultima creazione e ne sono rimasta incantata. La sua narrazione è ironica nel caratterizzare Anita che potrebbe anche sembrare una ragazza frivola in realtà è proprio il contrario: per tutti lei è l'emblema della bellezza con quei fianchi e quegli occhi, quello che però in molti, anche Corrado il suo fidanzato, non percepiscono è il fuoco che arde nel suo cuore. Ho letto questo romanzo in due giorni non riuscendo quasi a posarlo: Alice Basso ho catturato la mia attenzione e il mio cuore sin dalle primissime battute. Con l'ironia che la contraddistingue l'autrice ha donato al lettore il ritratto di un'Italia fascista ancora lontana dalla guerra, una Torino che ribolle, che vuole ribellarsi al Cerutti e alla sua milizie.

Durata totale della lettura: due giorni
Bevanda consigliata: tè al pompelmo
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: da 16 anni



"Siete coraggiosi a tal punto da strapparvi il lupo di dosso?"


  Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
                                       

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