mercoledì 17 gennaio 2018

Recensione: Le fragilità del cuore


Le fragilità del cuore
di Susan Elizabeth Phillips

Editore:Leggereditore
Prezzo Cartaceo: € 4,99
Pagine: 318
Titolo originale: Heroes Are my weakness


Annie Hewitt è un’attrice con poca fortuna, arrivata a Peregrine Island nel bel mezzo di una violenta tempesta di neve. Avvilita e al verde dopo aver speso tutti i risparmi per esaudire gli ultimi desideri della madre malata, non le rimane altro che una fastidiosa polmonite, due valigie rosse piene di burattini e un vecchio cottage, dove si nasconde una misteriosa eredità che potrebbe risollevare le sue finanze. Ma le giornate a Peregrine saranno tutt’altro che semplici per lei: destreggiandosi tra una vedova solitaria, una bambina muta e degli isolani ficcanaso, Annie scoprirà di essere impreparata ad affrontare la vita su quell’isola così fredda, selvaggia e inospitale. A complicare il tutto, l’inaspettato incontro con Theo Harp, l’uomo che le aveva spezzato il cuore quando entrambi erano solo adolescenti, diventato oggi uno scrittore solitario di romanzi horror. Ma quell’uomo sarà ancora temibile come lei ricorda o sarà una persona nuova? Intrappolati insieme in un’isola innevata al largo della costa del Maine, Annie non potrà più scappare dal passato e dovrà decidere se dare ascolto alla sua testa oppure al suo cuore...



Mi piace essere sincera nelle mie recensioni, e stavolta, mi rincresce ma devo ammettere che nonostante i buoni presupposti, questo romanzo non mi è  piaciuto. L’ho trovato noioso, senza particolari spunti "meritevoli" che possano lasciare un segno nel corso della lettura. Nulla che non meriti specifica attenzione. Una casa isolata, un uomo e una donna. Scrittore il primo, attrice la seconda. Non sono riuscita a sentirmi vicina al personaggio di Annie, non saprei dire, l’ho trovata un po’ superficiale: in sostanza l’intera trama, si svolge attorno al dilemma molto spesso ripetuto all’interno di numerosi romanzi dedicati alle donne (intendo i romance), vale a dire, l’attrazione incondizionata (e a volte involontaria); che si sviluppa nei confronti del cattivo, l’uomo dal lato oscuro che tanto smuove gli ormoni (concedetemi questa piccola riflessione personale).
Stando a quanto scritto dall’autrice, e ripetuto più volte nel corso del romanzo, alcune donne sono attratte da uomini instabili: a volte a causa delle proprie nevrosi e altre, se la donna in questione è una romantica, a causa dell’ingenua illusione che il proprio particolare genere di femminilità sia abbastanza potente da addomesticare uno di questi uomini poco affidabili.
 (Non fa una piega come ragionamento, che dite?). Delusione, questo il sentimento che ho provato alla fine della lettura di questo romanzo. Una storia che mi ha lasciato con l’amaro in bocca, un’attrazione per troppo tempo sopita, che alla fine esplode, trasformando il “cattivone” in un orsetto tenero e innamorato. Non saprei, credo che l’autrice stavolta abbia un po’ illuso le sue lettrici (compresa la sottoscritta). Attendo le vostre impressioni in merito.


Durata totale della lettura: Cinque giorni
Bevanda consigliata: Latte macchiato
Formato consigliato: Ebook
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Sito dell'autore: Susan Elizabeth Phillips








     
"La fine dell’inverno.
Un’isola solitaria al largo delle coste del Maine. 
Un uomo ed una donna."
 
 



                            

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