mercoledì 21 settembre 2016

Recensione: Anna e l'uomo delle rondini


Anna e l'uomo delle rondini
di Gavriel Savit

Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo Cartaceo: € 17,90
Prezzo Ebook: € 9,99
Pagine: 256
Titolo originale: Anna and the swallow man

Cracovia, nel 1939, non è esattamente il posto migliore dove crescere. Le strade sono un lugubre concerto di soldati in marcia e cani feroci, spari e grida. Non risuonano più di risate e chiacchiere tra amici, passeggiate al parco e caffè all'aperto. Anna ha solo sette anni, ma conserva un vago ricordo di quei lontani giorni di sole e di calore. Ora ha imparato che ciò che gli adulti chiamano "guerra" è come la tempesta: quando si annuncia all'orizzonte, meglio chiudersi in casa. Solo che lei, una casa, non ce l'ha più. Dal mattino in cui suo padre è uscito per andare all'Università e non ha fatto ritorno. Anna non sa che i tedeschi l'hanno portato via, insieme a tanti altri insegnanti. E mentre i vicini e gli amici di un tempo le voltano le spalle, lei resta completamente sola. È allora, mentre vaga per la città, che incontra l'Uomo delle rondini. Dapprima è un rumore di passi sull'acciottolato, poi una sagoma sottile che incombe, altissima, con un'aura di mistero e autorevolezza. Quando le rivolge la parola, Anna scopre che, come suo padre, ha un talento per le lingue: conosce il polacco, il russo, il tedesco, lo yiddish, persino il linguaggio degli uccelli. Nel momento in cui chiama a sé una bellissima rondine – che scende a posarsi sulla sua mano – per calmare il pianto di Anna, la bambina resta incantata. E decide di seguirlo, ovunque sia diretto. È così che inizia il loro lungo viaggio per non farsi trovare. Un'avventura che per Anna è una scoperta della vita, tra le insidie dei boschi e quelle della natura umana, sotto la guida esperta dell'Uomo delle rondini, scrigno di storie e di saggezza.



Una breve ma intensa storia che scivola via leggera lasciando un'impronta calda sul cuore di chi decide di leggerla. Anna, al contrario di molti suoi coetanei, e' una dolce bimba di sette anni che purtroppo si ritrova sola ad affrontare la sua infanzia in una Cracovia invasa dalla Seconda Guerra Mondiale, siccome suo padre, docente universitario, viene rapito dai nazisti e colui che dovrebbe fargli da tutore sembra interessarsi piu' di se' stesso che di chiunque altro al mondo abbandonandola al freddo gelido della strada. E' in questo momento in cui sembra tutto perduto che Anna lo incontra, quell' uomo bizzarro e misterioso, alto e che conosce numerose lingue, persino quella degli uccelli, quell'uomo che riesce a confortarla e che sembra essere l'unica presenza in quel mondo cosi' freddo e buio dove sembra che la guerra l'abbia ingoiata. Questo l'inizio del viaggio di Anna, insieme all'uomo misterioso cercando insieme di sfuggire alla morsa schiacciante del tempo e del conflitto, il loro viaggio e' cosi' ricco di incontri, di riflessioni, potrei dire di poesia che a volte mi e' stato difficile immaginare Anna come una bambina di soli sette anni. Il loro sembra un gioco, fuggire dai tedeschi nel fitto della foresta diventa una favola, ricca di numerose storie differenti ma tutte colme di speranza e positivita'in un momento in cui sembra cosi' impossibile sperare e fantasticare, in un momento in cui forse la fantasia e gli occhi di un bambino riescono a raccontarci al meglio la durezza di quel periodo. Una storia che credo non bisogna cercare di capire piu' di tanto perche' perderebbe tutto il suo fascino, ma che bisogna ascoltare ad occhi chiusi e con il cuore aperto.


Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Frullato al cioccolato
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Gavriel Savit





      "Una bambina rimasta sola e un uomo misterioso, con un talento speciale per le parole, in viaggio verso la salvezza in uno dei momenti piu' cupi della storia. "


              

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